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Colpi di machete a Metro Rebibbia: arresto dei Carabinieri

Colpi di machete a Metro Rebibbia: arresto dei Carabinieri della Stazione di Roma San Basilio. I militari, ad esito di un’articolata attività d’indagine, hanno identificato, rintracciato e sottoposto a fermo di indiziato di delitto, disposto dalla Procura della Repubblica di Roma, un cittadino somalo di 38 anni, senza fissa dimora, gravemente indiziato del reato di tentato omicidio.

Colpi di machete su cittadino del Gambia al termine di una lite

L’uomo è ritenuto responsabile di aver ferito con un machete un cittadino del Gambia di 24 anni al termine di una lite, avvenuta nella mattinata dello scorso 13 aprile nei pressi della fermata metropolitana “Rebibbia”. La vittima, dopo aver rifiutato un aiuto di soccorso da parte di un addetto alla vigilanza interna della stazione metropolitana, è stata rintracciato dai Carabinieri nella vicina via Casal de’ Pazzi, con una vistosa ferita da taglio al braccio destro ed hanno subito provveduto a chiamare il 118 e far trasportare il 24enne presso l’ospedale “S. Pertini”.

Ascolto dei testimoni e arresto da parte dei Carabinieri di San Basilio

I militari hanno ascoltato vari testimoni che hanno assistito alla lite tra i due uomini e si sono recati presso l’ospedale per ascoltare la vittima che riferiva di conoscere il suo aggressore e di essere stato colpito ad esito di una discussione in zona Rebibbia. Acquisita la denuncia, i Carabinieri sono riusciti a risalire all’uomo, lo hanno rintracciato e tradotto in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Il Giudice ha convalidato il fermo per tentato omicidio e ha applicato la custodia cautelare in carcere.

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Cinque valige per 45 Kg di oppio: 47 indiana in manette

Cinque valige per 45 Kg di oppio: i Carabinieri della Stazione Roma Piazza Bologna hanno arrestato una 47enne indiana gravemente indiziata del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Una chiamata giunta al 112 da parte un tassista fortemente insospettito dal fatto che una donna che aveva accompagnato dalla stazione ferroviaria Tiburtina all’abitazione in via delle Capinere trasportasse cinque grosse e pesanti valigie, ha permesso ai Carabinieri, una volta ricevuta la segnalazione e intervenuti presso la casa della donna, di rinvenire un ingente quantitativo di droga. Ad esito della perquisizione, infatti, i Carabinieri hanno sequestrato 45 kg di bulbi di papavero da oppio essiccato ancora occultati nelle valigie.

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Furto con destrezza: coppia rumena in manette

Furto con destrezza: coppia rumena in manette. I Carabinieri della Stazione di Roma San Lorenzo in Lucina, ad esito di un’articolata attività d’indagine, coordinata dalla procura della Repubblica di Roma, hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto, disposto dal Pubblico Ministero, due cittadini rumeni, un 38enne e una 23enne, gravemente indiziati dei reati di furto con destrezza.

Furto con destrezza in due note gioiellerie del centro storico

La coppia è ritenuta responsabile di due furti ai danni di due note gioiellerie del centro storico di Roma, consumati tra ottobre 2022 e febbraio 2023, quando furono asportati un orologio e una collana di ingente valore (circa 110.000 euro). In un momento di distrazione dei dipendenti, i due sono gravemente indiziati di aver prelevato rapidamente l’orologio e l’anello esposti in una vetrina lasciata aperta. A seguito delle denunce presentate dai titolari delle attività, i Carabinieri Coordinati dalla Procura di Roma, hanno iniziato ad indagare partendo dall’acquisizione delle riprese delle telecamere di videosorveglianza nei negozi e lungo le vie limitrofe, che hanno permesso di collegare la coppia ad entrambi i furti.

Ricostruzione degli inquirenti

I militari hanno ricostruito che gli indagati già alcuni giorni prima avevano fatto diversi sopralluoghi presso le attività commerciali, addirittura entrando all’interno per “studiare” e capire come meglio agire. Dopo i furti, poi, la coppia si sarebbe allontanata da Roma facendo perdere le proprie tracce. Grazie all’attenta analisi delle immagini acquisite, i Carabinieri sono riusciti ad intercettare i loro spostamenti, accertando che, più volte, la coppia si sarebbe spostata dalla Capitale in direzione nord Italia, e sono riusciti a risalire alla loro identità.

Indagati tornati a Roma

Nei giorni scorsi, i Carabinieri della Stazione di Roma San Lorenzo in Lucina hanno scoperto che gli indagati erano tornati a Roma, dove alloggiavano in un camping in via di Malafede e hanno attivato una serie di servizi di pedinamento e osservazione per rintracciarli. Lo scorso pomeriggio, infatti, i Carabinieri li hanno sorpresi mentre, appena usciti da un bungalow, stavano caricando diversi bagagli su un’autovettura e per evitare che si mettessero di nuovo in viaggio e allontanarsi, li hanno fermati su disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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Furto aggravato: 36enne cubano in manette

Furto aggravato: 36enne cubano arrestato dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma. Una pattuglia dei Carabinieri, impegnata in un servizio perlustrativo, nel transitare in via Aberto Bergamini è stata avvicinata da una donna che chiedeva aiuto. La donna ha riferito ai militari che qualche istante prima, un uomo si sarebbe avvicinato alla sua auto e con una scusa l’avrebbe distratta, riuscendo poi a sottrarle denaro contante, effetti personali contenuti in una borsa custodita all’interno della sua auto.

Autore del furto bloccato dai Carabinieri

Ricevuta la segnalazione e la descrizione dell’uomo, i militari sono riusciti a bloccare e identificare l’indagato poco distante dall’luogo della vicenda. La perquisizione ha permesso ai Carabinieri di recuperare e restituire la refurtiva alla vittima che ha presentato regolare denuncia querela, mentre per il 36enne sono scattate le manette. L’arrestato, al termine del fotosegnalamento, è stato trattenuto presso le camere di sicurezza, in attesa del rito direttissimo disposto dall’Autorità Giudiziaria.

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Ricettatori peruviani scovati dai Carabinieri

Ricettatori peruviani scovati dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma San Pietro, con il supporto dei colleghi della Stazione di Roma Montespaccato. I militari hanno denunciato 7 cittadini peruviani, 5 uomini e 2 donne, tutti senza occupazione e con precedenti, con l’accusa di ricettazione. A seguito della denuncia di un furto subito da una cittadina italiana, i Carabinieri sono riusciti a risalire ai 7 che, nonostante risultassero senza fissa dimora, erano domiciliati in un appartamento in via Trisobbio. Lo scorso pomeriggio, i Carabinieri hanno eseguito una perquisizione domiciliare rinvenendo tutta la refurtiva denunciata dalla vittima: una consolle da gioco Nintendo, 4 coppie di cuffie Apple, 13 paia di occhiali da sole, 5 portafogli e 4 borse di varie marche.

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Servizio antiborseggio con sette arresti dei Carabinieri

Servizio antiborseggio a bordo dei mezzi pubblici, presso le fermate della metropolitana e nei luoghi maggiormente frequentati dai turisti nella Capitale, con sette arresti dei Carabinieri del Gruppo di Roma. Ieri pomeriggio, nei pressi della fermata della metro Repubblica, i Carabinieri hanno arrestato due cittadine bosniache, di 22 e 33 anni, già note ai militari, provenienti dall’insediamento di via Pontina, sorprese dopo aver sottratto il portafoglio ad una turista straniera.

Rapina in ristorante

Un cittadino straniero di 46 anni, sena fissa dimora e con precedenti, dopo essersi introdotto all’interno di un ristorante di via Capo le Case, si è impossessato della borsetta della titolare ma è stato scoperto ed ha avuto una colluttazione con quest’ultima prima di essere definitivamente bloccato dai Carabinieri. I militari hanno arrestato l’uomo per rapina impropria. In serata, in via Cavour, i Carabinieri hanno bloccato una coppia di cittadini rumeni di 19 e 26 anni, già con precedenti, domiciliati presso un hotel di via Principe Umberto. I due dopo essere stati agganciati dai militari, mentre si aggiravano con fare sospetto per le vie del centro Storico, sono stati fermati dopo aver rubato il portafoglio dallo zaino di un turista tedesco.

Fermi a Stazione Termini

In via Giolitti invece, i Carabinieri hanno fermato un 35enne romeno, che poco prima era riuscito a sottrarre il telefono cellulare dalla tasca della giacca di un turista spagnolo mentre, poco dopo nei pressi della fermata della metro Termini, i Carabinieri hanno arrestato un 52enne romeno, che aveva tentato di sfilare dallo zaino di uno studente messicano, il portafoglio, prima di essere bloccato. Tutte le vittime di furto hanno presentato regolare denuncia querela, e in tutti i casi la refurtiva è stata rinvenuta e riconsegnata mentre tutti gli arresti sono stati convalidati.

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Mirati blitz antidroga a Roma: arresti e sequestri

Mirati blitz antidroga dei Carabinieri della Compagnia di Frascati, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, presso le note “piazze” di spaccio nei quartieri della periferia est della Capitale di Tor Bella Monaca e Tor Vergata. In manette 5 persone e nel corso di una attività i militari hanno sequestrato 56 chili di droga tra hashish e marijuana.

Mirati blitz con arresti e sequestri

Nella serata di ieri, nel corso di un controllo, i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Frascati hanno rinvenuto, in via Bitritto, all’interno dell’abitazione di una coppia di romani, rispettivamente di 70 e 59 anni, un ingente quantitativo di stupefacente, ben 50 chili di marijuana e ulteriori 6 di hashish, contenuti all’interno di un borsone. Dopo l’arresto i due sono stati condotti in caserma mentre, la droga è stata sequestrata. In una nota piazza di spaccio di via Giovanni Battista Scozza, i Carabinieri della Stazione Roma Tor Bella Monaca hanno poi arrestato un 31enne romano, notato aggirarsi con fare sospetto.

Reazione contro i militari

I militari nel tentativo di fermarlo sono stati colpiti più volte dall’uomo con calci e pugni, nel tentativo di sottrarsi al controllo. Una volta messo in sicurezza è stato perquisito e trovato in possesso di 8 dosi di cocaina, della somma contante di 120 euro e di un coltello a serramanico della lunghezza di 24 cm. La droga, il denaro e il coltello sono stati sequestrati e il 31enne condotto in caserma, dovrà rispondere anche del reato di resistenza a P.U. In via Casilina, nei pressi della fermata della metro “C”, fermata Giardinetti/Torre Maura, i Carabinieri della Stazione di Roma Tor Vergata hanno arrestato un cittadino straniero di 33 anni, disoccupato e con precedenti. Lo straniero è stato notato aggirarsi con fare sospetto e quindi fermato per un controllo e trovato in possesso di 10 dosi di eroina del peso di circa 9 grammi.

Arresto in località Corcolle

Infine, in via Sant’Elpidio a Mare, in località Corcolle, i Carabinieri della Stazione Roma Tor Bella Monaca hanno arrestato un 30enne romano, senza fissa dimora e con precedenti, notato mentre spacciava dal finestrino di una utilitaria. I militari dopo aver assistito allo scambio sono intervenuti bloccandoli entrambi. A seguito della perquisizione personale e veicolare è stato trovato in possesso di circa 20 grammi di hashish e della somma contante di 280 euro, ritenuto provento della pregressa attività di spaccio mentre, l’acquirente è stato identificato e segnalato all’Ufficio Territoriale del Governo di Roma, quale assuntore. Convalidati tutti gli arresti.

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Colpo alla criminalità organizzata di Ostia

Colpo alla criminalità organizzata di Ostia. I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo locale, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma, hanno dato esecuzione a un’ordinanza del GIP del Tribunale di Roma che dispone gli arresti domiciliari per un 64enne italiano, gravemente indiziato di estorsione aggravata dal metodo mafioso, truffa, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ed occupazione abusiva di immobili.

Già destinatario di misura cautelare

L’uomo, nello scorso mese di gennaio, era stato già destinatario di una misura cautelare personale nell’ambito di una indagine della D.D.A., in quanto gravemente indiziato di aver organizzato, gestito e tratto profitto dall’occupazione abusiva di locali e box di proprietà dell’A.T.E.R., con l’aggravante di aver agevolato le famiglie Fasciani e Spada, avendo lo stesso messo a disposizione i citati locali, ubicati nel quartiere c.d. “Nuova Ostia”, per lo stoccaggio di materiale illecito, armi ed ingenti quantità di stupefacenti. I successivi approfondimenti investigativi hanno consentito di raccogliere nuovi indizi di colpevolezza a suo carico in ordine alla sussistenza di una condotta estorsiva posta in essere nei confronti di un lavoratore, “colpevole” di aver richiesto la retribuzione spettante per una giornata di lavoro.

Metodo di minaccia mafioso

Nel dettaglio, l’indagato nei pressi dei locali occupati di via delle Ebridi, in pieno giorno, su pubblica via e alla presenza di residenti, lo avrebbe prima minacciato verbalmente e con l’utilizzo di un’arma da taglio e poi colpito con una sedia in metallo, cagionandogli un profondo taglio cutaneo alla schiena. La condotta è stata ritenuta aggravata dal “metodo mafioso” poiché idonea ad esercitare sulla vittima la particolare coartazione e l’intimidazione proprie delle organizzazioni mafiose, nonché in grado di consolidare la reputazione criminale dell’uomo, di potenziare il suo “controllo” del territorio e delle attività economiche ivi ubicate, di accrescere la sua influenza e il modo in cui la stessa viene percepita dai residenti, anche in virtù dei legami personali e parentali con la criminalità organizzata operante sul litorale laziale.

Raccolti gravi elementi indiziari

I militari del Nucleo Investigativo hanno raccolto, altresì, gravi elementi indiziari a suo carico in ordine alla commissione di una truffa in danno di una nota casa di produzione cinematografica, impegnata nelle riprese di una fiction sulla criminalità del litorale, a cui l’uomo, per la realizzazione di alcune scene, avrebbe locato, pur essendone occupante abusivo, i 5000mq di locali di proprietà dell’ATER siti in via delle Ebridi, ricevendo compensi in denaro per oltre 9.000 euro.

Colpo anche contro immigrazione clandestina

Nell’ambito dello sfruttamento economico dei beni pubblici occupati, il 64enne avrebbe anche favorito l’immigrazione clandestina, concedendo in locazione onerosa a soggetti irregolari sul territorio nazionale uno degli immobili da lui in precedenza abusivamente gestiti. Le indagini consentivano, infine, di individuare elementi indiziari in ordine all’invasione e conseguente occupazione abusiva, da parte dell’uomo e della di lui compagna, di un altro appartamento sito nel complesso residenziale di via delle Azzorre, di cui il Gip ha disposto il sequestro preventivo, in attesa della restituzione all’Ente gestore, Comune di Roma.

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Appalti militari truccati: da Ciampino arresti a tappeto

Appalti militari truccati: da Ciampino arresti a tappeto nella mattinata odierna, con i militari del Comando Compagnia Carabinieri e della Polizia Militare A.M. di Roma Ciampino che stanno dando esecuzione nelle province di Roma, Napoli, Caserta, Latina, Viterbo, Grosseto, Chieti e Ravenna, ad un’ordinanza applicativa di custodia cautelare nei confronti di 14 soggetti, 10 ordinanze di applicazione dell’obbligo di dimora e la notifica di ulteriori 15 avvisi di conclusione delle indagini preliminari ad altrettanti indagati, emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Velletri, su richiesta di quella Procura della Repubblica.

Appalti nel centrosud Italia

Con tale provvedimento sono stati riconosciuti gravi indizi di colpevolezza a carico dei soggetti in intestazione, indagati a vario titolo per le ipotesi delittuose di “turbata libertà degli incanti” (art.353 c.p.), “frode nelle pubbliche forniture” (art.356 c.p.), “corruzione per l’esercizio della funzione” (art. 318-321 c.p.) e “falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici” (art.479 c.p.), condotte commesse in Roma, Ciampino (RM), Pratica di Mare (RM), Vigna di Valle (RM), Furbara (RM), Montecastrilli (TR), Borgo Piave (LT), Grazzanise (CE) e Somma Vesuviana (NA), nel periodo intercorso tra il mese di maggio 2017 ed il mese di gennaio 2021.

Complessa attività investigativa

L’esecuzione dell’ordinanza costituisce l’epilogo di una complessa attività investigativa che trae origine da una delega della Procura di Velletri, tesa a verificare la condotta illecita di due militari, entrambi effettivi all’epoca dei fatti al 2° Reparto Genio A.M. di Ciampino (RM) e proprietari di una società edile privata, con quote di capitale pari all’85% e al 15%, con sede nel comune di Ciampino (RM) e attiva nel campo immobiliare (compravendita, permuta, ristrutturazione, costruzione, locazione, affitto, manutenzione di immobili). I predetti con incarichi di responsabilità nella gestione degli appalti per opere infrastrutturali della Forza Armata operavano, talvolta, anche quali delegati ad assumere l’incarico di direttore dei lavori e/o responsabile di cantiere.

Accertamenti finanziari

Gli accertamenti finanziari svolti sul conto degli stessi permettevano di stabilire come, tra uno dei due militari ed alcuni titolari di ditte edili legate da vincoli contrattuali con la forza armata, emergessero singolarità riguardo diversi movimenti di denaro meritevoli di ulteriori approfondimenti. L’attività investigativa conseguente induceva gli investigatori a monitorare altresì complessivi 49 appalti pertinenti a lavori in basi militari dell’Aeronautica, dislocate nelle regioni Lazio e Campania, evidenziando diversificate condotte illecite che coinvolgevano, a vario titolo, anche altri militari e responsabili di altrettante ditte private cointeressate economicamente ai citati contratti.

Sistema nell’assegnazione degli appalti

In particolare con un sistema viziato dall’irregolarità nell’assegnazione di appalti per la realizzazione di opere infrastrutturali di immobili militari, le ditte erano agevolate garantendosi l’assegnazione diretta dei contratti pubblici. I due militari titolari della ditta privata ricevevano in cambio prestazioni d’opera e materiali per propri fini e gli altri appartenenti alla Forza Armata coinvolti consapevolmente consentivano tali condotte, venendo meno ai doverosi obblighi di vigilanza e controllo.

Volume d’affari di circa 3 milioni di euro

II volume d’affari degli appalti ammonta complessivamente a circa 3 milioni di euro. L’Aeronautica Militare al tempo, dopo le prime evidenze investigative e l’esecuzione dei primi atti, attraverso il Ca. S.M.A. protempore, avviava una propria inchiesta amministrativa interna nel periodo monitorato, dal maggio 2017 a gennaio 2021, confluita nell’odierna documentazione probatoria, che confermava le irregolarità emerse in ordine alle citate procedure di assegnazione degli appalti.

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Truffa ad anziana sventata in extremis a Rignano Flaminio

Truffa ad anziana sventata in extremis a Rignano Flaminio. I Carabinieri della Stazione locale hanno arrestato un 22enne e un 30enne entrambi originari di Napoli, autori di una truffa ai danni di un’anziana donna, perpetrata in un noto comprensorio residenziale del posto.

Truffa del finto avvocato

La vittima sarebbe stata contattata al telefono da un uomo che, spacciandosi per un fantomatico avvocato, aveva intimato alla donna di racimolare la somma di 7000 euro. Soldi che avrebbe dovuto consegnare ad un addetto che si sarebbe presentato di lì a poco presso la sua abitazione, a titolo di “cauzione” per garantire la liberazione del figlio, arrestato a causa delle responsabilità derivanti da un sinistro stradale in realtà mai avvenuto. Subito dopo l’anziana donna ha visto il complice presentarsi all’uscio di casa e, non avendo denaro contante, ha consegnato monili in oro e orologi preziosi per un valore pari a 5000 euro circa.

Figlio chiama il 112

Fortunatamente per l’anziana, il figlio stava rientrando proprio in quel momento presso l’abitazione e ha avuto la prontezza di segnalare l’accaduto al 112, cosicché in breve due pattuglie dei Carabinieri della Stazione di Rignano Flaminio sono riuscite ad intercettare l’autovettura su cui viaggiavano i due indagati. Sottoposti a perquisizione i Carabinieri sono riusciti a recuperare tutta la refurtiva e riconsegnarla all’anziana vittima. I due successivamente sono stati tradotti in carcere, e messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.