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Politica

CGIL: “Raggi ha sbagliato con gli alunni disabili”

Il Consiglio di Stato, con la sentenza del 21 gennaio, ha annullato definitivamente il brutto pasticcio della ex sindaca Raggi sul servizio educativo per l’autonomia degli alunni con disabilità.

Bando del 2019 sbagliato

Da subito, all’epoca della emanazione del bando di gara nel 2019, la CGIL aveva denunciato il contenuto del bando come sbagliato e l’intera operazione come incapace di garantire il servizio alle alunne e agli alunni disabili. Non solo perché il bando non riconosceva le tabelle retributive del CCNL applicato, cioè determinava un peggioramento delle condizioni salariali delle lavoratrici e dei lavoratori, ma anche perché avrebbe portato alla paralisi del servizio con gli inevitabili e legittimi ricorsi a cui era destinato. La ex sindaca Raggi e la sua Giunta non vollero ritirate il bando e modificare la gara, nella totale non curanza degli effetti sui 10 mila alunni con disabilità e BES della capitale e le 3mila lavoratrici e lavoratori che ogni giorno svolgono il servizio. Non solo, infatti, la Sindaca non ha accolto allora le nostre richieste, ma ha abbandonato senza risposte le famiglie e le consulte preoccupate per il futuro del servizio.

Consiglio di Stato riconosce errore Giunta Raggi

Oggi, il Consiglio di Stato, nella sua autorevolezza, dà ragione alle nostre contestazioni dell’epoca. Ragione che abbiamo purtroppo già verificato, con l’avvio di questo anno scolastico in corso. Il Tar Lazio ha infatti bloccato la gara, accogliendo i ricorsi, e la Raggi ha lasciato i Municipi nell’incertezza, senza fornire indicazioni per la ripartenza del servizio OEPA. A pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico si è così dovuti procedere ad una proroga che ha permesso di usare solo fondi uguali al quelli del triennio precedente, con risultato che in alcuni municipi della capitale neppure si è stati capaci di garantire le ore di servizio necessarie alle alunne e alunni disabili.

Sentenza monito per Sindaco Gualtieri

Auspichiamo che la pubblicazione della sentenza sia un monito per tutti, soprattutto per la nuova giunta capitolina e il sindaco Gualtieri, a lavorare da subito per garantire nuove regole per l’affidamento dei servizi che finalmente annullino le gare al massimo ribasso e pongano al centro dell’interesse le alunne e gli alunni con disabilità e non più secondari rispetto a ragionamenti di cassa. I servizi per la cura, l’assistenza, l’integrazione, la presa in carico della popolazione più fragile della Città, il sistema del welfare cittadino, non possono essere offerti in modo precario e i diritti che garantiscono considerati residuali e poco rilevanti ma devono entrare di nuovo tra le priorità della Amministrazione a cui chiediamo di aprire il processo che li riporti alla gestione diretta in house, unica capace di assicurare, senza distinzioni, a tutte le cittadine e i cittadini, servizi di qualità.

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Cronaca

Le terapie domiciliari per il Covid-19 in camera di consiglio il 3 febbraio

Il Consiglio di Stato, con un decreto monocratico firmato dal presidente Franco Frattini, ha sospeso la sentenza con la quale il Tar del Lazio aveva annullato la circolare sulle terapie domiciliari per i malati di covid-19. Fissata la trattazione collegiale in una camera di consiglio che si terrà il 3 febbraio.

Sospensione della circolare del Ministero della Salute

Il 15 gennaio scorso il Tar del Lazio, Sezione Terza Quater, aveva accolto il ricorso presentato contro il ministero della Salute per l’annullamento, previa sospensiva, della circolare del ministero della Salute “recante ‘Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da Sars-Cov-2’ aggiornata al 26 aprile 2021, nella parte in cui, nei primi giorni di malattia da Sars-Cov-2, prevede unicamente una ‘vigilante attesa’ e somministrazione di fans e paracetamolo e nella parte in cui pone indicazioni di non utilizzo di tutti i farmaci generalmente utilizzati dai medici di medicina generale per i pazienti affetti da covid”. Le censurate linee guida, come peraltro ammesso dalla stessa resistente, costituiscono mere esimenti in caso di eventi sfavorevoli, osservava il Tar. In disparte la validità giuridica di tali prescrizioni, è onere imprescindibile di ogni sanitario di agire secondo scienza e coscienza, assumendosi la responsabilità circa l’esito della terapia prescritta quale conseguenza della professionalità e del titolo specialistico acquisito.

Prescrizione contrastante con la professionalità del medico

La prescrizione dell’Aifa, come mutuata dal ministero della Salute, contrasta, pertanto, con la richiesta professionalità del medico e con la sua deontologia professione, imponendo, anzi impedendo l’utilizzo di terapie da questi ultimi eventualmente ritenute idonee ed efficaci al contrasto con la malattia Covid 19 come avviene per ogni attività terapeutica.

Tar del Lazio: “Ricorso da accogliere”

Secondo il Tar del Lazio il “contenuto della nota ministeriale, imponendo ai medici puntuali e vincolanti scelte terapeutiche, si pone in contrasto con l’attività professionale così come demandata al medico nei termini indicata dalla scienza e dalla deontologia professionale. Per tali ragioni il ricorso deve essere accolto”.