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#CuoriConnessi: l’impegno contro il cyberbullismo.

Oggi, martedì 10 febbraio, il progetto #Cuoriconnessi, promosso da Unieuro in collaborazione con la Polizia di Stato, celebra il suo decimo anno con grandi novità.

Il progetto ha come scopo principale la lotta contro il cyberbullismo per la promozione di un uso consapevole della rete grazie alla partecipazione delle scuole e della società civile.

L’evento si terrà questa sera alle ore 18 presso la Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Il dibattito avrà l scopo di fornire strumenti concreti e indicazioni utili per accompagnare adulti e bambini nel mondo digitale, prevenendo i rischi nella maniera più efficace.

L’edizione di quest’anno renderà protagonisti principali i genitori e la comunità, così da testimoniare l’alleanza tra giovani e adulti. Prenderanno parte all’evento Ivan Gabrielli, direttore della Polizia Postale, Bruna Olivieri, Country Manager di Unieuro, Gianluca Draghi, dirigente scolastico noto per il suo impegno verso i diritti studenteschi, Enrico Teta, medico psichiatra, e Vincenzo Schettini, noto per il suo canale YouTube “La fisica che ci piace” .

Nives Nocito

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I pericoli per i minori in rete e gli strumenti di tutela. Strappato (Polizia Postale): fondamentale l’educazione

La dottoressa Barbara Strappato, direttrice della Prima Divisione del Servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni, è intervenuta ai microfoni di Radio Roma Capitale per affrontare un tema tanto delicato quanto urgente: i rischi che bambini e adolescenti corrono nella navigazione in rete e i relativi strumenti per tutelarli.

L’età a partire dalla quale si inizia a utilizzare un dispositivo tecnologico e a fruire dei contenuti online è sempre più bassa: spesso, in occasione della Prima Comunione, a circa 8 o 9 anni, i bambini e le bambine ricevono per la prima volta un telefono cellulare. E’ necessaria un’opera di alfabetizzazione e sensibilizzazione che sia per loro accessibile.

I rischi in cui ci si può imbattere sono molteplici e di diverso tipo: dai casi di cyberbullismo alle molestie e gli adescamenti, dalle challenge estreme all’esposizione a informazioni non verificate o false.

Di fronte a un quadro così complesso si può intervenire su più fronti: in primis, è urgente promuovere consapevolezza e attenzione negli adulti. Questi ultimi hanno inevitabilmente una percezione del rischio più realistica e devono essere in grado di mettere in campo misure preventive a tutela dei figli: controllare i contenuti, stabilire dei limiti nel tempo di utilizzo per evitare forme di dipendenza, mostrarsi come interlocutori affidabili affinché sia mantenuto vivo un dialogo libero e trasparente in caso di bisogno.

Risulta poi fondamentale il lavoro della Polizia di Stato, in particolare attraverso l’operato della Polizia Postale, nelle misure di contrasto al fenomeno: esistono strumenti di type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ identificazione, algoritmi che permettono di verificare l’età anagrafica dichiarata, nuove forme di controllo sull’accesso ai siti riservati ad adulti. “Se la tecnologia aiuta, è anche vero che essa può essere aggirata”, riflette Strappato, e dunque ogni iniziativa utile non può che basarsi su un’educazione profonda.

La scorsa settimana, dall’8 al 12 ottobre, si è tenuta presso la Galleria Alberto Sordi una mostra intitolata “Supereroi”, dedicata proprio alla lotta alla pedopornografia, all’adescamento online e agli abusi sui minori e al contributo dato in questo senso dalla Polizia Postale. Questi fenomeni appaiono spesso lontani o marginali e doverli affrontare può provocare difficoltà e disorientamento: da qui l’importanza della sensibilizzazione.

“In tutti questi anni ho capito che bisogna tenere acceso e sollecitare l’interesse dei giovani e dei giovanissimi perché solo assieme a loro si può perseguire la sicurezza, attraverso l’informazione e il confronto”, ha affermato la dottoressa Strappato.

Lorena Evangelista

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Politica

La Giunta regionale per l’istituzione del Patentino Digitale nelle scuole

La Giunta regionale, presieduta da Francesco Rocca, ha approvato lo schema di accordo tra la Regione Lazio e il Comitato regionale per le Comunicazioni (Corecom), per l’avvio della sperimentazione in Media Education e l’istituzione del Patentino Digitale nelle scuole. L’obiettivo è quello di promuovere attività progettuali in materia di prevenzione e contrasto del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo.

Giunta in supporto del Corecom

La Regione intende, infatti, supportare il Co.re.com. su due specifiche attività progettuali: la sperimentazione della Media Education nella scuola primaria e l’introduzione del Patentino digitale nelle scuole secondarie di primo grado. La Media Education consiste in una sperimentazione pluriennale destinata agli alunni delle classi quarte e quinte delle scuole primarie, finalizzata a strutturare un valido percorso di conoscenza e di consapevolezza sull’utilizzo della rete, delle sue opportunità e dei suoi rischi.

Progetto “Pa.Di”

Con il progetto “Pa.Di.”, per l’istituzione del Patentino digitale, si intende, invece, costruire un percorso di informazione e formazione dall’alta valenza educativa e formativa per gli studenti della scuola secondaria di I° grado, per fornire gli strumenti e le competenze necessarie per l’utilizzo consapevole e responsabile dei dispositivi digitali, con il coinvolgimento degli insegnanti e di adulti responsabili.

L’assessore Giuseppe Schiboni

«Si tratta di un progetto a cui teniamo particolarmente e per questo ringrazio il presidente del Corecom, Maria Cristina Cafini, per la condivisione. Stiamo offrendo una risposta importante per fornire ai più giovani gli strumenti adeguati a conoscere quali sono le opportunità e i rischi della rete e dei social, per prevenire fenomeni di cyberbullismo e distinguere le fake news dalle informazioni corrette», dichiara l’assessore al Lavoro, all’Università, alla Scuola, alla Formazione e alla Ricerca, Giuseppe Schiboni.

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Cronaca

Minorenne ammonito per cyberbullismo

Minorenne ammonito per cyberbullismo dal Questore di Roma, sulla base di una richiesta presentata presso il Commissariato Celio e poi trasmessa alla Divisione Polizia Anticrimine che ne ha curato l’istruttoria.

Minorenne del primo superiore

Un ragazzo, frequentatore del primo anno di una scuola superiore nella capitale, sin dall’inizio dell’anno scolastico ha preso di mira una compagna di classe rivolgendole insulti e frasi gravemente offensive e denigratorie, dapprima direttamente ed in presenza degli altri studenti e poi in seguito ha iniziato a rivolgerle insulti ed offese anche attraverso messaggi inviati sulla chat del gruppo whatsapp di classe, perseverando nella sua condotta nonostante l’invito rivoltogli da un’altra studentessa a smetterla e a tenere un comportamento corretto e rispettoso.

Compagna di scuola bersaglio di offese

Federica, il nome è di fantasia, nonostante si fosse anche offerta di aiutare il giovane a svolgere i compiti in classe e gli avesse suggerito le risposte nel corso delle interrogazioni, nel vano tentativo di indurlo a smettere, ha continuato ad essere il bersaglio delle offese del ragazzo, per il suo aspetto fisico o per i tratti somatici. La ragazza, avvertendo un forte senso di disagio e di malessere psico-fisico, ha anche chiesto alla madre di cambiare scuola, trovando solo recentemente il coraggio di spiegarle i motivi.

Madre della vittima in Commissariato

La madre della vittima, preoccupata per lo stato di profondo sconforto in cui era caduta la figlia a causa dei comportamenti vessatori del suo compagno, oltre ad informare il Dirigente Scolastico, si è recata presso il Commissariato della Polizia di Stato “Celio”, dove ha presentato istanza di ammonimento, producendo i messaggi denigratori. Personale della Divisione Anticrimine ha quindi valutato attentamente la documentazione prodotta e, considerando esistenti gli elementi per l’adozione di un ammonimento per cyberbullismo, ha adottato il Provvedimento, poi sottoposto al vaglio e alla firma del Questore di Roma.

Minorenne convocato con la madre

L’ammonimento in questione, introdotto dal legislatore come strumento di dissuasione e recupero dei ‘bulli’, è stato poi notificato al ragazzo. Quest’ultimo, convocato negli uffici di Polizia unitamente alla madre, è stato invitato a riflettere sulla gravità della sua condotta, a cancellare riproduzioni e commenti relativi alla minore dal proprio telefonino e da qualsiasi altra memoria o archivio, nonché dai social network, e a non pubblicare, con mezzi telematici, nulla che la riguardi senza il suo espresso consenso. Con l’assenso del genitore, ha anche aderito al Protocollo Zeus, che gli consentirà di accedere gratuitamente ad un ciclo di colloqui, a cura dell’equipe di professionisti del CIPM Lazio.

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“Crescere insieme”, l’evento conclusivo il 10 marzo

“Crescere insieme”: venerdì 10 marzo, a Roma, l’evento conclusivo del progetto contro il bullismo finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e promosso dalla SIPEA (Società Italiana di Psicologia Educazione e Artiterapie) in collaborazione con l’Ente di Promozione Sportiva CSEN. Nella sede Villa Lubin a Roma, saranno presentati i risultati dell’ambizioso progetto teso alla prevenzione e al contrasto di bullismo e cyberbullismo tra bambini e ragazzi, un fenomeno purtroppo sempre più dilagante nel nostro paese.

Crescere insieme, percorso di due anni

Il percorso educativo è durato quasi due anni (dal 12 maggio 2021 alla conclusione di venerdì prossimo) e ha coinvolto oltre 2.500 studenti dagli 8 ai 16 anni e 450 tra docenti e genitori, provenienti da 24 istituti scolastici disseminati in 20 regioni. La SIPEA, che da anni si occupa di educazione giovanile volta a prevenire forme di disagio e violenza, con “Crescere Insieme” ha incrementato le azioni, e grazie a un lavoro lungo e strutturato ha dato un forte contributo nel contrastare il fenomeno sempre più in espansione del bullismo e del cyberbullismo, raggiungendo in tutta Italia studenti, insegnanti e genitori, ai quali sono stati offerti adeguati strumenti di prevenzione e contrasto.

Linee di intervento

Le linee di intervento sono state principalmente tre: 1) realizzazione di incontri educativi rivolti agli alunni e volti a sensibilizzare bambini e ragazzi sulle caratteristiche del fenomeno e dotarli degli strumenti utili per riconoscerlo e affrontarlo; fornire informazioni, sfatare falsi miti, chiarire dubbi, promuovere interventi di collaborazione, tutoring e aiuto reciproco; 2) realizzazione di incontri informativi e formativi con genitori e insegnanti, con l’obiettivo di fornire loro gli strumenti necessari per prevenire, riconoscere le varie forme di bullismo e intervenire se necessario, lavorando in sinergia e aumentando le opportunità di collaborazione tra scuola e famiglia; 3) realizzazione di attività esperienziali e laboratoriali utili a porre l’accento sull’aspetto emotivo del fenomeno, al fine di “costruire” la competenza emotiva di tutti gli studenti, di educarli all’empatia, alla comunicazione assertiva e al comportamento prosociale.

Venerdì 10 i risultati del progetto

Venerdì saranno presentati i risultati del Progetto e sarà anche un momento di incontro e confronto sulla tematica del bullismo insieme a professionisti del settore. Nella prima parte della giornata interverranno insieme al Dott. Giancarlo Santoni, Psicoterapeuta e Presidente Sipea; la Dott.ssa Alessandra Bernardon, Funzionaria Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dip. per le politiche della famiglia; il Dott. Daniele Biondo, Psicoanalista SPI, Dirigente Centro Alfredo Rampi e Socio Ordinario ARPAd; la Dott.ssa Anna Elisa D’Agostino, Consulente Istituto degli Innocenti di Firenze. Nel pomeriggio interverrà la Coordinatrice del Progetto, la dott.ssa Maria Angela Spadafora, Psicologa e i professionisti delle 20 regioni che hanno partecipato al Progetto.

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Cronaca

Gli alunni del De Merode hanno incontrato i Carabinieri

Gli alunni della scuola media dell’istituto “G. De Merode” di via San Sebastianello hanno incontrato i Carabinieri della Compagnia Roma Centro per parlare e confrontarsi sui temi relativi alla cultura della legalità, tra i quali il fenomeno del cyberbullismo tra i ragazzi, gli effetti delle sostanze stupefacenti e quelli del cattivo uso dei social network, strumento utile e sempre più diffuso ma pericoloso se usato senza essere consci delle sue insidie. Spazio finale dedicato a curiosità e domande degli studenti sugli argomenti trattati e, immancabilmente, sugli aspetti di carattere più “operativo” che riguardano gli interventi dei Carabinieri, e delle forze dell’ordine in generale, impegnate nel contrasto di questi fenomeni.

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Cronaca

Due minori arrestati e 4 denunciati dai Carabinieri

Due minori arrestati e 4 denunciati, è il bilancio di attività svolte dai Carabinieri della Compagnia di Castel Gandolfo, negli ultimi giorni, a protezione e sostegno dei bambini e degli adolescenti, anche attraverso una presenza costante nei luoghi di aggregazione, per evitare fenomeni di prevaricazione, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Roma.

Uno dei minori, già con precedenti, arrestato ad Albano Laziale

I Carabinieri della Stazione di Albano Laziale hanno arrestato un 17enne, con precedenti, poiché gravemente indiziato di una rapina e lesioni personali, consumate, in concorso con un maggiorenne, anch’egli arrestato, nei confronti di un 38enne lo scorso 17 settembre, in Piazza Gramsci, allorquando, dopo averlo malmenato provocandogli lesioni e fratture guaribili in 30 giorni, gli sottrassero il portafogli ed il telefono cellulare, dandosi alla fuga. L’arresto è avvenuto in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale per i Minorenni su richiesta della locale Procura della Repubblica.

In manette un 17enne a Ciampino per furto in una discoteca

Nella notte tra venerdì e sabato, invece, i Carabinieri di Ciampino hanno arrestato un altro 17enne, all’interno di una nota discoteca del posto, successivamente alla segnalazione giunta al 112 da parte di un giovane, appena maggiorenne. Questo riferiva di essere stato avvicinato dal ragazzo arrestato che, mentre ballavano, gli aveva strappato dal collo una catenina in oro (del valore di circa 1.000 euro), strattonandolo e spingendolo per darsi alla fuga, venendo poi bloccato e arrestato. Infine a Cecchina i Carabinieri della locale Stazione hanno denunciato 4 minorenni, tra i 13 e i 14 anni, colti in flagranza, a sera inoltrata, all’interno della scuola da loro stessi frequentata, subito dopo aver forzato e danneggiato la porta di ingresso.

Attenzione alla criminalità minorile

I Carabinieri della Compagnia di Castel Gandolfo, con uno sguardo sempre vigile verso i fenomeni di criminalità minorile, oltre ad una presenza costante nei luoghi di aggregazione del territorio quali parchi pubblici e locali della movida, costantemente incontrano gli studenti nelle scuole di ogni ordine e grado del territorio, dialogando e suscitando in loro vivo interesse nei dibattiti, nell’ambito del progetto sulla “Cultura della legalità” promosso dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, su delicati temi quali la sicurezza stradale, il bullismo ed il cyberbullismo, gli effetti da abuso di sostanze alcoliche e psicotrope, i reati commessi da coloro che prevaricano i coetanei.

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Cronaca

Bullismo e rischi nell’uso dei social a scuola con i Carabinieri

Bullismo, prevaricazioni di gruppo, i rischi nell’uso dei social, temi che i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma affrontano non solo con la repressione, ma soprattutto con la prevenzione, attraverso incontri delle sue componenti territoriali, presso le scuole medie e superiori, con l’obiettivo di contribuire a sviluppare nei giovani la coscienza sociale basata sul rispetto dell’altro, delle regole e delle leggi. Gli studenti affrontano, con l’ausilio di esperti, i temi del disagio giovanile.

Interlocutori privilegiati per parlare di bullismo, uso dei sociale e cyberbullismo

I Carabinieri mettono a disposizione dei giovani le esperienze di una professione svolta tra la gente e si pongono come loro “interlocutori privilegiati” per risolvere i problemi di ogni giorno. Nel corso degli incontri sono trattati temi come il bullismo, anche nella sua “evoluzione” del cyberbullismo, le prevaricazioni di gruppo, quindi l’importanza del sostegno e dell’aiuto ai compagni in difficoltà e dell’uso corretto della Rete e dei social, le conseguenze fisiche e giuridiche, derivanti dall’uso di sostanze stupefacenti e dell’alcool, i pericoli derivanti dall’uso di internet e social network soprattutto per ciò che concerne le tecniche utilizzate da chi vuole adescare i minori, l’importanza del rispetto delle norme che regolano la circolazione stradale, nonché il significato della violenza di genere.

Studenti sensibilizzati dai carabinieri

Gli studenti sono sensibilizzati e messi in guardia dall’assumere comportamenti sbagliati e delle conseguenze a cui, in tal caso, andrebbero incontro. Questi incontri non sono una novità per l’Arma dei Carabinieri che, a Roma e su tutto il territorio nazionale, da anni li promuove attraverso il progetto “cultura della legalità” in collaborazione con il Miur.

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Cyberbulli sulla via del pentimento

Tre cyberbulli sulla via del pentimento volontario, dopo essere stati ammoniti dal Questore. Avevano preso di mira un compagno di classe fin dai primi giorni di scuola, alcuni ragazzi di 14 e 15 anni che frequentano il primo anno di una scuola superiore della capitale. Per i tre giovani è scattato l’ammonimento per cyberbullismo firmato dal Questore di Roma.

Richiesta presentata presso il Compartimento Polizia Postale

La richiesta di emissione della misura di prevenzione è stata presentata presso il Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Lazio e poi trasmessa alla Divisione Polizia Anticrimine dal padre della vittima, preoccupato per lo stato di profondo sconforto in cui era caduto il figlio a causa dei comportamenti vessatori di alcuni suoi compagni. Fin da subito i tre “bulli” avevano iniziato a prendere in giro Federico, il nome è di fantasia, a danneggiare il suo materiale scolastico, a spintonarlo, a minacciarlo, fino ad arrivare, in una occasione, ad accerchiarlo per permettere ad uno di loro di sferrargli un pugno allo stomaco.

Commenti offensivi e denigratori dei cyberbulli sulle chat di classe

Hanno poi postato nella chat di classe messaggi con commenti offensivi e denigratori nei suoi riguardi e persino minacce di aggressioni fisiche, incuranti delle sue richieste di smetterla e di trattarlo con maggior rispetto. La giovane vittima, a causa del profondo stato di stress ed ansia che tale situazione gli aveva creato, aveva smesso di frequentare la scuola. I genitori, messi finalmente al corrente di quello che stava accadendo, sono stati costretti a trasferirlo in un altro istituto scolastico.

Valutazione della Divisione Anticrimine

La Divisione Anticrimine, ha valutato la documentazione e per i tre ragazzi è scattato l’ammonimento per cyberbullismo, un provvedimento introdotto dal legislatore come strumento di dissuasione e recupero dei ‘cyberbulli’. Se le angherie dovessero continuare i tre giovani saranno denunciati alla Procura dei Minori. Convocati negli uffici del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Lazio, è stato loro spiegato la gravità della condotta e sono stati invitati a cancellare riproduzioni e commenti dal proprio telefonino e da qualsiasi altra memoria o archivio, relativi al minore, nonché dai social network, e a non pubblicare, con mezzi telematici, nulla che riguardi il compagno, senza il suo espresso consenso.

I cyberbulli hanno accettato il percorso trattamentale volontario e gratuito

I tre ragazzi hanno accettato di seguire il percorso trattamentale volontario e gratuito a cura dell’equipe multidisciplinare (criminologi, avvocati, psicoterapeuti, educatori e mediatori) che opera nell’ambito del CIPM Lazio, con il quale il Questore di Roma a luglio dello scorso anno aveva stipulato un Protocollo d’Intesa denominato “ZEUS”. Lo stesso costituisce un modello d’azione innovativo ed efficace, che amplia l’efficacia dello strumento di natura amministrativa dell’Ammonimento del Questore, in quanto offre all’ammonito un ciclo di colloqui per poter riflettere e ricostruire, sul piano emotivo e cognitivo, le vicende che lo hanno portato a porre in essere le condotte violente e quindi mira a favorire la consapevolezza del disvalore sociale, della lesività dei comportamenti prevaricatori, cercando di prevenirne la reiterazione.

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Domani alle 10 #Cuoriconnessi

Tutto è pronto per la diretta streaming di #CuoriConnessi in programma domani dalle ore 10 sul canale youtube della Polizia di Stato https://www.youtube.com/watch?v=gFmsQ50GCIc e sul sito cuoriconnessi.it.

Contrasto a ogni forma di distorsione della rete

Polizia di Stato e Unieuro insieme in un grande progetto che ha l’intento di sensibilizzare e informare i giovani, gli insegnanti e i genitori su un utilizzo più consapevole e corretto della tecnologia per contrastare ogni forma di distorsione della rete.

Diretta per oltre 200.000 studenti

Per il secondo anno consecutivo parteciperanno alla diretta più di 4000 scuole di tutta Italia e oltre 200.000 studenti: l’incontro è dedicato alle scuole secondarie di primo e secondo grado. All’evento parteciperanno il Capo della Polizia Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Prefetto Lamberto Giannini, Jacopo Greco, Capo Dipartimento Risorse Umane Strumentali e Finanziarie del Ministero dell’istruzione e Giancarlo Nicosanti Monterastelli, Amministratore Delegato di Unieuro. Ospite di eccezione Paolo Crepet, Psichiatra e Ricercatore dei disagi dell’età evolutiva e ragazzi che hanno vissuto esperienze dirette di cyberbullismo.

Evento condotto da Luca Pagliari

L’evento sarà condotto dal giornalista Luca Pagliari, anche autore del nuovo libro “#cuoriconnessi – Il coraggio di alzare lo sguardo” che sarà presentato per l’occasione. Una nuova raccolta di storie che seppur diverse per dinamiche, culture e territori, sono unite da un comune denominatore: il rapporto dei giovani con la tecnologia e la rete.