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Cronaca

Scontro Usa-Iran, allerta aree sensibili della Capitale

Allerta in Vaticano, dove risiede il nuovo pontefice americano Robert Francis Prevost, poi all’ambasciata USA a Via Veneto. Il quartiere ebraico ed ancora, fuori le mura della città, la base militare statunitense a Gaeta.

Molti dei 29mila obiettivi «sotto massima sorveglianza» individuati dal Viminale a livello nazionale, sono a Roma e nel Lazio. L’allerta terrorismo era già alta, ma visti i recenti sviluppi si intensifica ancora di più.
Polizia, carabinieri, ed esercito, pattugliano costantemente le strade della città, nell’elenco dei siti sensibili ci sono anche i centri commerciali ed i negozi delle grandi catene americane.

E’ importante ribadire, che al momento non c’è un allarme specifico, ma vista la delicata situazione conflittuale, si è deciso di intensificare ancora di più le misure di sicurezza, si ricorda soprattuto del lavoro costante che avviene dietro le quinte da parte dell’intelligence.

Ieri al Viminale si sono tenuti il Comitato di analisi strategica
anti-terrorismo e il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduti dal ministro Matteo Piantedosi, ai quali a
cui hanno partecipato i vertici delle forze dell’ordine, delle agenzie di intelligence e delle strutture della cyber sicurezza.

Alessia Torcasio

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NEWS

Nuovo poster di Laika in via Torino

Nuovo poster di Laika all’alba del 24 novembre, e cioè alla vigilia della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. L’artista mascherata è tornata sui muri della città di Roma, in via Torino, con un’opera omaggio alle donne iraniane.

Nuovo poster per le donne iraniane

«Ho scelto questa data per dire la mia su ciò che accade in Iran, per supportare le donne che lottano contro il regime islamico, per la loro libertà, a costo della vita. Ho simbolicamente affisso l’opera lungo il percorso della manifestazione nazionale, del 26 novembre, organizzata dal movimento ‘NON UNA DI MENO’ per dedicarla a tutti coloro che scendono in piazza. Non c’era cornice più adatta», ha dichiarato la street artist.

Vola un hijab insanguinato

La donna ritratta da Laika fa volare via un hijab insanguinato e spezza le catene di un regime che la rende vittima e prigioniera di un asfissiante fondamentalismo religioso e di un sistema di potere patriarcale. Sullo sfondo lo stemma della Repubblica Islamica “stravolto” dal simbolo delle donne. «Il mio non è un attacco all’Islam, ma ad uno stato che impone la religione come legge. Ogni donna iraniana deve essere libera di credere o non credere, indossare o togliere il velo. Libera dalle discriminazioni e dalle paure, e soprattutto LIBERA DI VIVERE. Da Teheran, alle città curde del nord, passando per l’Afghanistan fino a Roma… “basta guerre sui nostri corpi”, basta violenza, morte e paura».

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Politica

Solidarietà alle donne iraniane in Campidoglio

Solidarietà alle donne iraniane in Campidoglio. Anche la Presidente dell’Assemblea capitolina Svetlana Celli è scesa in Piazza, al fianco delle consigliere e dei consiglieri capitolini, per manifestare vicinanza e solidarietà alle donne e al popolo iraniano. «Abbiamo sospeso per qualche minuto i lavori dell’Assemblea capitolina e siamo scesi in piazza per una battaglia che non ha eguali: il diritto per le libertà, a scegliere cosa si vuole essere. Abbiamo approvato un atto, insieme a maggioranza e opposizione, affinché arrivi questa solidarietà dall’Assemblea capitolina fino alle donne in Iran», così la Presidente Svetlana Celli che nel corso della manifestazione, in segno di sostegno all’iniziativa, ha tagliato una ciocca di capelli.

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Cronaca

Alessia Piperno, 30enne romana, in carcere in Iran

Alessia Piperno, 30enne romana, in carcere in Iran. La notizia arriva tramite una telefonata dopo quattro giorni di totale silenzio. Lo ha raccontato li padre in un post su Facebook. Da chiarire i motivi che hanno portato all’arresto della donna: “Mi hanno arrestato – ha detto ai suoi genitori – sono in un carcere di Teheran. Vi prego aiutatemi”. L’ambasciata d’Italia a Teheran sta verificando presso le autorità iraniane la notizia dell’arresto denunciata dal padre. “Erano 4 giorni che non avevamo sue notizie, dal giorno del suo 30 compleanno, il 28 settembre” ha scritto il padre di Alessia (foto instagram) su Facebook.

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Cultura

NEEEV al Museo di Roma in Trastevere

Con 18 fotografie che ritraggono la città di Mosul nel dicembre 2018, pochi mesi dopo l’attacco e la resa dello Stato Islamico, nei giorni della ricostruzione, si apre al Museo di Roma in Trastevere dal 20 gennaio al 22 maggio 2022 la mostra dal titolo NEEEV. Non è esotico, è vitale di Begoña Zubero, fotografa e artista di Bilbao. L’esposizione è promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dall’Ambasciata di Spagna in Italia. Servizi museali Zètema Progetto Cultura.

18 fotografie realizzate in Iran da Begoña Zubero

La selezione di 18 fotografie di grande formato fa parte di un progetto realizzato da Begoña Zubero durante la sua residenza di due mesi in Iraq, presso la Moving Artist Foundation, che cerca di mettere in relazione artisti che operano in zone di conflitto con artisti dei Paesi Baschi. Nello specifico, questa serie fotografica mostra la città di Mosul nel momento in cui inizia la sua ricostruzione, dopo la terribile offensiva che ha portato alla sconfitta dello Stato Islamico. Il momento in cui la città ritorna, sorprendentemente, a una vita quotidiana che immaginiamo impossibile, ma che risorge tra le crepe della distruzione, grazie alla capacità dell’essere umano di sopravvivere in condizioni avverse.

Interpretazione della realtà a noi distante

NEEEV non è un progetto prettamente documentaristico, anche se in parte si basa saldamente su questo registro; non si tratta nemmeno di fotogiornalismo, anche se Begoña Zubero non aveva mai lavorato con materiale così legato a zone di conflitto; questo lavoro vuole essere un’interpretazione di una realtà molto presente dalla quale ci arrivano, apparentemente, infinite informazioni, ma che di fatto rimane per lo più sconosciuta e distante. Un caleidoscopio d’immagini, dal grandangolo al teleobiettivo, per avvicinare lo spettatore alla sensazione di incertezza e dualismo di un presente avviluppato in una perversa ripetizione storica.