Categorie
Politica

Un modello Lazio ma senza personale

Un modello Lazio ma senza personale. Sindacati confederali sul piede di guerra contro la Regione Lazio, dopo l’incontro in Prefettura. «Un ‘modello Lazio’ senza personale? Altro che programmazione, se la Regione non interviene con assunzioni e stabilizzazioni immediate, i servizi andranno in tilt», così Giancarlo Cenciarelli, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini, segretari generali di categoria Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio, Uil Fpl Roma e Lazio, rispondono alle delibere appena assunte dalla Regione sulla costruzione della nuova rete territoriale:

Modello Lazio con gravissima carenza di personale: sotto di 7.000 unità

«Se non si colma la gravissima carenza di personale che sta trascinando a fondo le aziende ospedaliere e sanitarie della regione, avremo solo infrastrutture vuote che saranno affidate ai privati, in barba a qualsiasi pianificazione. In sanità siamo sotto di 7.000 unità di personale, un’enormità, e il trend è in deciso peggioramento visto che i concorsi latitano e i pensionamenti corrono. Senza parlare dei 3.500 precari che ancora aspettano la stabilizzazione concordata.

Intervenire subito

Bisogna intervenire subito, con la nuova ondata di contagi, rischiamo di non garantire ai cittadini neanche i minimi assistenziali oltre che non dare risposte sullo smaltimento delle liste di attesa». Una nuova presa di posizione forte da parte delle federazioni regionali di categoria di Cgil Cisl e Uil, ribadita oggi in Prefettura a Roma, dove sono state convocate per il tentativo di conciliazione.

Mancanza di un accordo

Ma l’accordo non c’è: «Questa mattina, con tutte le 14 aziende sanitarie e ospedaliere dell’area metropolitana di Roma presenti, abbiamo ascoltato tante dichiarazioni e nessuna soluzione. Anche perché era assente la Regione Lazio, titolare a norma della Costituzione delle decisioni sull’organizzazione dei servizi sanitari, da cui dipendono tutte le azioni che le aziende possono mettere in atto per colmare le carenze di personale. Mancano infermieri, Oss, figure di assistenza, tecnici, amministrativi, professionisti, ausiliari oltre alla dirigenza. In questi mesi abbiamo firmato con l’amministrazione regionale accordi precisi e pretendiamo che siano rispettati».

Categorie
Salute

Stato di agitazione al Policlinico Tor Vergata

Stato di agitazione al Policlinico Tor Vergata, indetto dai lavoratori dei sindacati confederali. Contrattazione negata, ccnl non rispettato e atti unilaterali che calpestano i diritti dei dipendenti.

Stato di agitazione: le motivazioni

Sulle progressioni verticali, cioè sul regolamento per gli avanzamenti di carriera dei lavoratori, Cgil Cisl Uil proclamano lo stato di agitazione del personale della Fondazione Policlinico Tor Vergata. «L’azienda sta tentando di imporre ingiustificatamente una disciplina delle procedure selettive per la progressione verticale che danneggerebbe pesantemente i lavoratori del comparto, sia economicamente che negli sviluppi professionali. Una disciplina che non riconosciamo e che è stata sottoscritta da una minoranza della delegazione trattante, composta da una sola sigla, quando invece nessuna delle organizzazioni sindacali più rappresentative, né tantomeno la Rsu, hanno mai accettato la proposta aziendale»,

La denuncia di Cgil, Cisl e Uil

denunciano Francesco Frabetti, Fp Cgil Roma Eva, Sandro De Paolis, Cisl Fp Roma Capitale Rieti, e Igino Rocchi, Uil Fpl Roma e Lazio. «Dal luglio 2021, attraverso ben sette comunicazioni all’amministrazione, abbiamo evidenziato l’illegittimità della proposta, chiedendo di modificare il regolamento, ma la Fondazione Ptv ha sempre rifiutato», sottolineano i sindacalisti. «Fino al colmo dell’arroganza di produrre un atto unilaterale nel quale non si riconosce nemmeno l’esclusiva titolarità dei sindacati nella contrattazione sulle tematiche del Ssr e del contratto di riferimento».

Categorie
Politica

Firmato in Regione il protocollo “Lavoro e sviluppo nel turismo”

La Regione Lazio e le Parti Sociali hanno sottoscritto oggi nella sede della Giunta regionale il Protocollo di Intesa in tema di “lavoro e sviluppo nel turismo”, con la realizzazione di un Piano di Interventi per la promozione e valorizzazione della qualità del lavoro nel settore turistico del territorio laziale. All’evento erano presenti: l’assessore al Lavoro e nuovi diritti, Formazione, Scuola, Personale e Politiche per la ricostruzione, Claudio Di Berardino, l’assessore allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Università, Ricerca, Start – Up e Innovazione, Paolo Orneli e l’Assessora al Turismo, Enti Locali, Sicurezza Urbana, Polizia Locale e Semplificazione Amministrativa, Valentina Corrado. Hanno partecipato inoltre: FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL, UILTUCS, CGIL ROMA E LAZIO, CISL LAZIO, UIL ROMA E LAZIO, UNINDUSTRIA, FEDERALBERGHI, CONFCOMMERCIO, CONFESERCENTI e CNA.

Costruire strumenti a favore di lavoratori e aziende del turismo

Il Piano di intervento si pone l’obiettivo di costruire strumenti in favore dei lavoratori e delle aziende del settore del turismo attraverso l’introduzione di misure di sostegno volte a favorire un lavoro stabile, regolare, di qualità e una crescita sostenibile. «Il Protocollo d’intesa “Lavoro e sviluppo nel turismo” è stato un importante lavoro di squadra. Il metodo di collaborazione utilizzato potrebbe essere una pratica ampliata anche ad altre Regioni non solo al Lazio.

Partecipazione attiva per attuare protocollo

Ora però serve una partecipazione attiva di tutti per far si che si attui il protocollo. Il filo conduttore è la qualità del lavoro non solo dei lavoratori, ma anche delle imprese. Se non cogliamo questo obbiettivo credo sarà un problema. Inoltre c’è il tema della formazione che ha un ruolo importante. Proprio entro fine mese uscirà un bando sulla formazione dei lavoratori, perché riqualificare i ruoli serve per trovare nuove opportunità occupazionali Abbiamo siglato un verbale con le organizzazioni sindacali per sostenere i lavoratori con cassa integrazione a zero ore nel 2021.

Prosegue l’aiuto della Regione Lazio

Continua quindi l’aiuto da parte della Regione Lazio, ma dobbiamo continuare a collaborare con il governo per migliorare la situazione, dobbiamo continuare a interloquire direttamente con i ministri e allo stesso tempo lavorare sui tavoli delle regioni al fine di ampliare provvedimenti di aiuto per i lavoratori e per le imprese». Ha spiegato Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro e Nuovi diritti, Formazione, Scuola, Politiche per la ricostruzione, Personale.

Il periodo richiede sforzo straordinario

«Il periodo che stiamo vivendo richiede uno sforzo straordinario. Il perdurare della pandemia ha determinato la necessità di ridefinire un modello più aderente alle recenti e mutate necessità del sistema turistico laziale. A tal fine abbiamo fortemente voluto sottoscrivere questo Protocollo che consente di strutturare un piano di interventi congiunto che contribuirà ad accelerare il processo di uscita dalla crisi, creare valore aggiunto in termini occupazionali e di sviluppo, a innalzare la qualità e la competitività della nostra offerta turistica.

Supportare formazione e qualificazione dei lavoratori

Supporteremo la formazione e la qualificazione dei nostri lavoratori garantendo un sostegno economico per il tempo dedicato all’aggiornamento professionale, affinché siano intercettati i nuovi trend della domanda. Contrasteremo il dumping contrattuale, garantiremo sostegno alle nostre imprese e protezione ai nostri lavoratori: lo sviluppo dell’offerta turistica passa attraverso le misure di sostegno che garantiscano un lavoro stabile, regolare, di qualità e una crescita sostenibile.

Lavoro di rilancio per ridare slancio al comparto turistico

Solo restando a fianco agli attori della nostra filiera e proseguendo il lavoro di rilancio già avviato, si può imprimere un significativo slancio all’intero comparto turistico che è volano per lo sviluppo economico e sociale del territorio». Ha dichiarato Valentina Corrado, Assessore al Turismo, Enti locali, Polizia Locale, Sicurezza Urbana e Semplificazione Amministrativa.

Categorie
Cronaca

Confermato lo sciopero dei mezzi il 14 gennaio

Nonostante la situazione pandemica sempre più difficile anche nella Capitale, venerdì 14 gennaio il trasporto pubblico romano sarà a forte rischio per lo sciopero nazionale di 4 ore, dalle 8,30 alle 12,30, indetto dai sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl. L’agitazione interesserà la rete Atac (bus, tram, metropolitane, ferrovie concesse) e le linee periferiche gestite dalla Roma Tpl.