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Roma, stretta monopattini: necessari stalli prestabiliti

Monopattini ovunque, abbandonati sui marciapiedi, lasciati in sosta in zone sensibili come parcheggi dedicati ai disabili o scarico merci: il paesaggio romano sembra modificarsi sotto la pressione del sempre crescente numero di mezzi presenti sul territorio.
Il servizio di sharing offerto dal Comune di Roma soffre le polemiche ed il malcontento dei cittadini, a causare maggiori preoccupazioni sono le infrazioni stradali e il fenomeno in crescita della sosta selvaggia, evidente l’esigenza di una stretta da parte dell’amministrazione capitolina sulla regolamentazione circa l’uso e le responsabilità civiche degli utenti.

Tra le misure utili al monitoraggio circa l’uso ed il deposito dei velocipedi la realizzazione di numerose app (tra le quali alcune, come Lime o Bird, segnalano anche le aree nelle quali non si può posteggiare) e l’applicazione di sanzioni più rigide per i trasgressori della buona norma.
In particolare, l’istituzione di aree adibite alla sosta, da realizzare necessariamente in accordo con la Sovrintendenza capitolina, l’ente dedicato alla gestione e valorizzazione del centro storico, tutelato dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, assume rilievo centrale nell’operato comunale.

La Consigliera della Lista Civica Gualtieri Sindaco, membro della commissione Mobilità Elisabetta Lancellotti rintraccia la soluzione al problema ne “l’individuazione di specifici stalli dove ritirare e riconsegnare il monopattino” affermando che “è assolutamente necessario prevedere, nel nuovo Regolamento che andremo a stilare entro la fine della consiliatura, degli stalli prestabiliti, sia fisici che virtuali, dove poter lasciare i monopattini. In centro certo, ma anche nelle periferie”.

L’uso del monopattino, focale nella campagna lanciata dalla giunta capitolina per incentivare la transizione verso una mobilità green, rischia di acuire i problemi relativi alla viabilità piuttosto che ridurli. La consigliera Lancellotti sull’uso dei mezzi, infatti, ricorda che “in un’ottica di promozione della mobilità green noi come amministratori di questa città non possiamo che incentivarne l’utilizzo nell’intera città, dando però regole certe che garantiscano non solo la sicurezza dei cittadini ma anche il decoro urbano“.

Sicurezza in strada e lotta al degrado urbano si configurano quali nodi centrali nel discorso relativo alla massiccia presenza dei biruota. Il rischio in cui si potrebbe incorrere, però, risiede nella promozione di una lettura univoca del fenomeno, a svantaggio di un’ interpretazione globale dei fattori che caratterizzano i mezzi non a combustione.

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Multe record a Roma, quasi due milioni nel 2023

Secondo uno studio pubblicato dal Sole 24 Ore sugli incassi dei Comuni Italiani Roma si posiziona in cima alla classifica, subito sotto Milano, per ricavi da multe e contravvenzioni stradali.

I dati raccolti dal Siope, il sistema telematico del Ministero dell’Economia dedicato alla registrazione dei movimenti di cassa delle pubbliche amministrazioni, dipingono un’immagine della Capitale già nota: 1 milione e 900 mila le contravvenzioni registrate nel 2023, di cui 900mila elevate dalle pattuglie di agenti su strada e un milione fatte dai dispositivi elettronici installati a controllare i varchi Ztl, le corsie preferenziali o la velocità su strada tramite autovelox. Il tutor attivato in galleria Giovanni XXIII, in particolare, ha registrato 154 mila violazioni, a fronte delle 107 mila derivanti dagli altri autovelox della Città.
Nonostante il numero elevatissimo registrato, però, i romani risultano essere tra i cittadini delle grandi città che spendono meno per multe in Italia, 38.8 euro in media per ogni cittadino (per fare un confronto, a Milano la spesa media pro capite per le multe prese è di 108,1 euro, più del doppio rispetto a Roma).
I dati, però, vanno sempre interpretati e tra i fattori chiave della discrepanza tra elevato numero di contravvenzioni e spesa media del cittadino vanno considerati il numero degli abitanti in relazione al numero dei mezzi registrati dei residenti, nel confronto con Milano tali numeri diventano esemplificativi: Roma registra circa 2 milioni 800 mila residenti e 2 milioni 350mila mezzi, Milano, invece, conta circa 1 milione di residenti in meno e 968mila mezzi. Da non tralasciare, inoltre, la rilevazione dell’organo di controllo economico finanziario del Campidoglio) sull’evasione “extra-tributaria”, l’Oref fino ad un paio di anni fa, di fatto, comunicava la riscossione di solo il 25.4% del corrispettivo dovuto.
Numerosi i quotidiani, locali e nazionali, che hanno trattato l’argomento romano ed hanno aumentato la discordanza percepita dai dati proposti: “Poche Multe a Roma: solo 39 euro pro-capite” scriveva ieri il Corriere della Sera che sulle stesse pagine oggi titola “Multe Record, Roma seconda: sanzioni per 106 milioni” aumentando la difficoltà nel riuscire ad estrapolare le corrette informazioni sulla mobilità romana.