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Cultura

Tornano le Giornate FAI di Primavera

Sabato 26 e domenica 27 marzo tornano le Giornate FAI di Primavera, la grande festa di piazza che il FAI dedica al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese, giunta alla trentesima edizione. Tra i tantissimi luoghi che rientrano nell’iniziativa su tutto il territorio nazionale, spiccano il Palazzo del Collegio Romano e, al suo interno, la Sala della Crociera, messa a disposizione di tutti i visitatori dal nuovo Istituto Vittoriano e Palazzo Venezia (VIVE) diretto da Edith Gabrielli.

Parte integrante dell’Istituto VIVE

Come sezione distaccata della Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte, infatti, questo suggestivo spazio all’interno del Collegio Romano è parte integrante dei siti dell’Istituto VIVE e comprende la Sala della Crociera e la Sala della Lettura. Rivestita da magnifiche scaffalature contenenti rare edizioni, la Crociera conserva intatta l’atmosfera raccolta della Biblioteca Major, dove studiavano i frati e gli allievi del Collegio Romano. La Sala della Lettura risale, invece, agli anni Settanta del XIX secolo, su progetto di Francesco Bongioannini, partendo da un disegno cinquecentesco di Jacopo Barozzi, detto Vignola. La BiASA ha destinato a questi ambienti la Sezione numerica, che comprende gran parte delle collezioni costitutive della propria raccolta, e le raccolte librarie frutto di donazioni e lasciti.

Per FAI di Primavera anche questo gioiello

Questo gioiello sconosciuto ai più ha aperto per la prima volta le sue porte al pubblico a partire dallo scorso 18 febbraio, attraverso visite guidate gratuite organizzate dal VIVE che hanno permesso di ammirare non solo le sale, ma anche alcuni dei preziosi volumi conservati. Le visite, che si arricchiranno di nuove date per tutto il 2022, si inseriscono in una più ampia attività di rilancio della Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte da parte dell’Istituto, che, da quando ha preso in carico la gestione della Biblioteca, lavora insieme al Ministero della Cultura per valorizzarne la struttura e i fondi librari, in vista del trasferimento a Palazzo San Felice, nei pressi del Quirinale.

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Almanacco: 17 marzo 1980, muore a Roma Bice Valori

Il 17 MARZO 1980 Muore a Roma BICE VALORI. è stata un’attrice e comica italiana di teatro, cinema e televisione.

In Accademia la giovanissima attrice conobbe Paolo Panelli, con il quale avrebbe instaurato un lungo e proficuo sodalizio sia artistico che affettivo.

Dal loro matrimonio è nata, nel 1957, la figlia Alessandra, anch’ella attiva in campo artistico.

A partire dai primi anni cinquanta, l’attrice cominciò a lavorare con successo nel teatro di rivista.

Tra i numerosi spettacoli ricordiamo Controcorrente (1953), Senza rete (1955) e Oh quante belle figlie madama Doré (1955), quest’ultimo insieme al caro amico Walter Chiari.

IL SUCCESSO GRAZIE ALLA TELEVISIONE

Il vero successo arrivò grazie alla televisione.

Sia da sola che insieme al marito Paolo Panelli, Bice Valori fu protagonista di numerosi lavori televisivi, quasi sempre di genere brillante.

È stata spumeggiante ed ironica intrattenitrice in famosi varietà come Doppia coppia (1969-70), di cui si ricorda il suo esilarante personaggio della centralinista della Rai,

Speciale per noi (1971), insieme a Paolo Panelli, Aldo Fabrizi e Ave Ninchi, e, dopo un’assenza di qualche anno per impegni teatrali, Ma che sera (1978).

LE SUE ESPERIENZE A TEATRO

Notevoli le sue partecipazioni alle commedie musicali firmate da Garinei e Giovannini, tra cui Rugantino (1962), con Nino Manfredi e Aldo Fabrizi (grandissimo successo, rappresentato anche in America), e due fortunate produzioni accanto al marito Paolo Panelli, Aggiungi un posto a tavola (1975) e Accendiamo la lampada (1979).

Nel 1978 fece nuovamente parte del cast di Rugantino, nello stesso ruolo di Eusebia, sorella del protagonista, stavolta interpretato da Enrico Montesano.

LE SUE PARTECIPAZIONI AL CINEMA

Tante le sue partecipazioni anche al cinema sin dal 1950, tra cui si segnalano in particolare quelle ai film, entrambi di grande successo, La bisbetica domata (1967) ove impersonava una vedova, e soprattutto Il medico della mutua (1968) di Luigi Zampa.

Bice Valori è morta nel 1980, cinque mesi dopo il fratello Michele e a soli 52 anni di età, per le conseguenze di un tumore.

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Accordo tra Sapienza e Politecnico di Leopoli

Siglato oggi un accordo tra Sapienza e Politecnico di Leopoli. La sottoscrizione dell’intesa, svolta in modalità remota a causa della guerra ed è l’approdo di un dialogo tra gli atenei iniziato lo scorso anno. «La Comunità universitaria di Sapienza intende inviare un messaggio preciso, per una così illustre istituzione accademica: un messaggio di solidarietà, amicizia e collaborazione. La scienza, la cultura e l’insegnamento universitario rappresentano fattori decisivi per sconfiggere ogni forma di egoismo nazionale, di prevaricazione e di intolleranza. L’Accademia, quindi, nelle forme e negli ambiti di propria competenza, si mette con determinazione e generosità al servizio della pace. E il nostro ateneo, in tal senso, intende fare sino in fondo la sua parte».

Le parole della rettrice Polimeni a margine della firma

Queste le parole della rettrice della Sapienza, Antonella Polimeni, a margine della sottoscrizione dell’accordo di collaborazione che lega la Lviv Polytechnic National University (LPNU) e l’Ateneo romano. Aggiunge la Rettrice: «Sapienza ha già intrapreso diverse azioni mirate a sostenere le comunità universitarie coinvolte nella guerra e proprio ieri il nostro Consiglio di Amministrazione ha approvato un bando per visiting professor dedicato a studiosi in difficoltà a causa della guerra in Ucraina per la permanenza in Sapienza fino a 6 mesi, che sarà operativo in tempi record». Il Consiglio di amministrazione nella seduta del 15 marzo ha approvato anche l’esonero dal pagamento della terza rata dei contributi universitari per l’anno accademico 2021-2022, a favore delle studentesse e degli studenti ucraini che si trovino in condizioni di difficoltà economica.

L’accordo suggella un percorso iniziato lo scorso anno

L’accordo di collaborazione siglato oggi suggella un percorso iniziato lo scorso anno. Nel 2021 infatti, è stato intrapreso un progetto per giungere alla sottoscrizione di un protocollo di collaborazione scientifica ed accademica tra l’Università-Politecnico di Lviv (Leopoli) in Ucraina e la Sapienza. Questo intenso lavoro ha preso l’avvio con un incontro tra le due Università, tenuto presso la Facoltà di Giurisprudenza della Sapienza con la delegazione ucraina, ed è proseguito con successive visite e scambi di informazioni. Un percorso, dunque, che era iniziato non immaginando la tragedia della guerra. Ora, non potendo evidentemente sottoscrivere l’intesa a Leopoli, come era inizialmente previsto, gli Atenei hanno scelto di mantenere l’impegno e siglare l’accordo online alle 13 ora italiana, le 14 in Ucraina, con la firma contestuale dei due Magnifici Rettori.

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Almanacco:16 marzo 1978 rapimento di Aldo Moro

Il 16 marzo 1978 Alle 9.02 del mattino, in via Fani all’incrocio con Via Stresa, nel quartiere Trionfale a Roma,

un commando delle brigate rosse, composto da 19 elementi, rapisce il presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro, e uccide i cinque componenti della scorta.

Moro si stava recando in Parlamento per votare la fiducia al nuovo Governo, presieduto da Andreotti, e appoggiato anche dai comunisti.

I 55 GIORNI DI PRIGIONIA DI MORO

Iniziano così 55 giorni di prigionia per Aldo Moro e di angoscia per l’Italia intera.

Durante l’azione che porta al sequestro dell’Onorevole Aldo Moro, perdono la vita tutti e cinque gli agenti della sua scorta:

il Maresciallo dei Carabinieri Oreste Leonardi, l’appuntato Domenico Ricci, il Brigadiere Francesco Zizzi, l’agente Raffaele Jozzino e l’agente Giuliano Rivera.

I loro nomi saranno presto messi in secondo piano rispetto al dramma collettivo che l’Italia sta per affrontare nei 55 giorni di prigionia di Moro, ma il loro sacrificio, al Servizio dello Stato, non puo’ essere dimenticato.

La maggioranza dei partiti italiani si schiera per la “fermezza” contro i brigatisti: nessuna trattativa, nessuna concessione alle BR.

LA MORTE DI ALDO MORO

Il sequestro si concluderà tragicamente il 9 Maggio:

una telefonata del brigatista Morucci avverte che il cadavere di Moro si trova nel bagagliaio di una Renault 5 (renault 4 modificato fedora) parcheggiata in Via Caetani.

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Almanacco: 15 marzo 44 a.c. le Idi di Marzo

Il 15 marzo resta una data fondamentale in ambito storico.

Un gruppo di congiurati repubblicani uccide in Senato l’imperatore romano Caio Giulio Cesare.

Tra gli assassini anche il figlio adottivo Bruto, e Cassio.

Prima di morire sembra che ebbe la forza di dire: “Anche tu, o Bruto, figlio mio!”.

Secondo Plutarco, Cesare era stato avvisato del pericolo ma non aveva preso in considerazione tali avvertimenti:

gli aderenti alla congiura e i fiancheggiatori furono in numero variabile tra una sessantina ed un’ottantina, divisi in due schiere:

i repubblicani che non si rassegnavano al cambio epocale che si stava instaurando nella reggenza dello stato e i cesariani delusi dal comportamento del dittatore.

COSA SONO LE IDI DI MARZO

Questo giorno è ricordato come le “Idi di Marzo”, dal nome che nell’antico calendario dei Romani veniva dato al 15° giorno dei mesi di marzo, maggio, luglio e ottobre.

Per gli altri mesi le Idi ricorrevano il 13° giorno.

Nelle lotte di potere che seguirono la morte di Cesare, i cesaricidi perirono uno dopo l’altro, in una scia di vendette e di sangue che si concluse solo il 42 a.C., quando, nella battaglia di Filippi,

Bruto e il cognato e amico Cassio furono sconfitti da Antonio e Ottaviano, che in questo frangente erano alleati.

Dopo la disfatta, Bruto e Cassio si tolsero la vita.

Nell’anno 44 a.C. però questa data entrò nella storia. Giulio Cesare nello stesso anno assunse la carica di dittatore e designò anche come suo successore Ottaviano, dopo aver ottenuto la vittoria definitiva sul suo rivale Pompeo.

A questo punto la stabilità della vecchia Repubblica Romana era definitivamente a rischio. Un gruppo di senatori, sostenitori di Pompeo, organizzò una congiura per uccidere il generale. 

CESARE FU UCCISO CON 23 COLTELLATE

Lo storico Svetonio riporta la vicenda nel suo “Le vite dei cesari” raccontando come avvenne l’assassinio: Giulio Cesare fu ucciso da 23 coltellate.

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Sei conferenze per lo Scarabocchio a Villa Medici

Nell’ambito della mostra Gribouillage / Scarabocchio. Da Leonardo da Vinci a Cy Twombly presentata fino al 22 maggio 2022, l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici organizza un ciclo di sei conferenze invitando storici dell’arte, filosofi e antropologi a condividere la loro conoscenza della pratica dello scarabocchio in relazione al loro campo di ricerca.

Prima conferenza giovedì 17 marzo alle 18.30

La prima conferenza che inaugura il ciclo di incontri, in programma giovedì 17 marzo alle ore 18.30 presso la Sala Cinema Michel Piccoli, prevede un dialogo tra le due curatrici della mostra: Francesca Alberti (Direttrice del Dipartimento di Storia dell’Arte dell’Accademia di Francia a Roma) e Diane Bodart (Professore alla Columbia University). Sperimentale, trasgressivo, regressivo o liberatorio… Quale funzione si può attribuire allo “scarabocchio” nel processo di creazione artistica?

Come affrontare la storia dell’arte attraverso lo scarabocchio

Come affrontare la storia dell’arte attraverso questi gesti grafici sul retro dei dipinti o nei margini dei libri? Le due curatrici e storiche dell’arte discuteranno della genesi del progetto espositivo, co-prodotto con i Beaux-Arts de Paris, che riunisce a Roma quasi 150 opere originali dal Rinascimento all’epoca contemporanea, invitando a confronti inediti tra maestri della prima modernità e artisti moderni e contemporanei. Evidenziando il carattere atemporale di questi disegni che sfidano le categorie della storia dell’arte, il loro itinerario riflessivo colloca la pratica dello scarabocchiare all’interno della creazione artistica.

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L’Inferno di Dalì a La Galleria delle Arti

L’Inferno di Dalì, 34 Opere Xilografiche del Maestro del Surrealismo, esposte nello storico spazio culturale di San Lorenzo dal 22 marzo. Negli anni ‘50, in occasione del 700° anniversario della nascita di Dante, il governo italiano commissiona a Salvador Dalì, il Maestro del Surrealismo, l’illustrazione de La Divina Commedia. L’artista realizza un capolavoro illustrato del Novecento: 102 acquerelli, esposti per la prima volta a Roma nel 1954. L’esposizione in Italia genera polemiche che portano Dalì a ripresentare la collezione nel 1960 al Musée Gallièra di Parigi.

L’Inferno di Dalì riscuote enorme successo

La mostra riscuote un enorme successo, tanto da spingere Joseph Foret a dar vita al progetto di trasformazione degli acquerelli in xilografie. Sotto la diretta supervisione del genio dell’Artista, vengono convertiti in matrici di stampa i 3500 blocchi di legno intagliati a mano ed impressi in progressiva i 35 colori di ogni tavola; tale tecnica consente, oltre a preservare tutti gli elementi cromatici, l’aggiunta delle più intense sovrapposizioni dei colori.

A La Galleria delle Arti dal 22 marzo

Nei rinnovati spazi de La Galleria delle Arti, storico ritrovo culturale del quartiere di San Lorenzo a Roma, a partire da martedì 22 marzo alle ore 18.30 saranno esposte le 34 xilografie che raccontano l’affascinante viaggio iconografico nell’Inferno, primo dei tre regni dell’aldilà descritti da Dante. L’allestimento della mostra segue quello originariamente voluto da Dalì, che non rispetta l’ordine sequenziale dei canti come da opera originale. In ogni xilografia è illustrato un verso o una terzina del canto, riportati nelle didascalie che affiancano le tavole. Un cammino visivo che interpreta magistralmente il linguaggio del poeta fiorentino e conduce chi osserva attraverso le atmosfere oniriche ed anche i colori suggestivi direttamente nell’Inferno dantesco.

Evento rientra per i 700 anni dalla morte di Dante

L’evento rientra nell’ambito delle Celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri ed è realizzato in collaborazione con FUIS – Federazione Unitaria Italiana Scrittori, Dante 2021 – Comitato Nazionale per la celebrazione dei 700 anni e FEDERINTERMEDIA.

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Almanacco: 14 marzo 1889: Posa della prima pietra del Palazzo di Giustizia

Il Re Umberto I partecipa alla posa della prima pietra del Palazzo di Giustizia ai prati di Castello.

L’inaugurazione ufficiale dei lavori, avvenne in forma solenne il pomeriggio del 14 marzo 1889 (in onore del re, che compiva gli anni quel giorno)

alla presenza dei sovrani Umberto e Margherita, del ministro guardasigilli Giuseppe Zanardelli–

che aveva insistentemente voluto l’edificio per riunificare in una sede prestigiosa, nel quartiere Prati che stava allora sorgendo,

i vari organi giudiziari della capitale – e del sindaco Alessandro Guiccioli.

La natura alluvionale del terreno sul quale insiste l’edificio,

richiese imponenti lavori per la costruzione di una grande platea di calcestruzzo a sostegno delle fondazioni.

FURONO TROVATI REPERTI ARCHEOLOGICI DURANTE GLI SCAVI

Durante i lavori di scavo per le fondazioni vennero alla luce diversi reperti archeologici, tra i quali alcuni sarcofagi con relativo corredo funerario.

In uno di questi accanto allo scheletro di una giovane donna,

Crepereia Tryphaena, una bambola d’avorio di pregevole fattura e snodabile in alcune articolazioni, poi trasferita nell’Antiquarium comunale.

Ora è esposta al museo Centrale Montemartini di Roma.

IL PALAZZO DI GIUSTIZIA INAUGURATO L’11 GENNAIO 1911

Il palazzo, ventidue anni dopo l’inizio dei lavori, fu inaugurato,

alla presenza del sovrano Vittorio Emanuele III, l’11 gennaio 1911.

Comunemente è chiamato – dai romani e non solo – “il palazzaccio”.

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Al Santo Sepolcro le attività di scavo archeologico della Sapienza

Con la cerimonia di rimozione della prima pietra del pavimento della Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme, hanno avuto inizio le attività di scavo archeologico coordinate dal Dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza.

Scavo archeologico complesso

Si tratta di uno scavo particolarmente complesso, che si svolgerà in modo continuativo per oltre due anni e mezzo, in orario notturno e diurno, senza interruzioni, per consentire il regolare lo svolgimento delle funzioni religiose e per non impedire il flusso dei pellegrini. Nel corso dello scavo le metodologie d’avanguardia saranno coniugate alle esigenze di garantire il rapido svolgimento dei lavori e di preservare la multifunzionalità degli spazi: questo difficile contesto ha richiesto infatti una preparazione particolarmente accurata, nel corso degli ultimi mesi, non solo da un punto di vista scientifico e tecnico, ma anche motivazionale e psicologico, ottenuta grazie alla disponibilità dei docenti dell’Ateneo.

Prima indagine su monumento unico al mondo

Per la prima volta sarà possibile indagare archeologicamente un monumento unico al mondo, mai oggetto di scavi sistematici, che racchiude vicende dall’altissimo valore storico e simbolico ed una stratificazione archeologica intensissima, che raccorda Oriente ed Occidente. «L’attività dei ricercatori del nostro Ateneo in uno dei luoghi più sacri per i cristiani e di grandissima importanza storico-artistica è motivo di orgoglio – afferma la rettrice Antonella Polimeni – e conferma il primato Sapienza a livello internazionale anche in ambito umanistico».

Orgogliosi di mettere a disposizione le nostre competenze

Così Giorgio Piras, direttore del Dipartimento di Scienze dell’Antichità: «Siamo particolarmente onorati e orgogliosi di mettere a disposizione le competenze dei nostri archeologi per un’impresa di notevolissima importanza scientifica e storica che vede una vasta collaborazione di tanti ricercatori Sapienza». Per le attività archeologiche, coordinate da Francesca Romana Stasolla del Dipartimento di Scienze dell’Antichità, si è costituita un’équipe interdisciplinare composta da archeologi del Dipartimento di Scienze dell’Antichità, da storici e storici dell’arte del Dipartimento di Storia religioni antropologia arte spettacolo, da ingegneri del Dipartimento di Ingegneria meccanica ed aerospaziale, psicologi del Dipartimento di Psicologia dei processi di sviluppo e socializzazione.

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La VI edizione del Premio Cesare Zavattini

Dopo un’attenta e accurata valutazione dei dieci progetti finalisti alla VI edizione del Premio Cesare Zavattini, il Workshop di formazione e sviluppo per la realizzazione di tre cortometraggi basati sul riuso creativo del cinema d’archivio, la giuria ha proclamato i tre vincitori dell’anno 2021/22. Si tratta di “Era una casa, molto carina…” di Sara Parentini, “Piccolo golem” di Viola Giulia Milocco e Federica Quaini, “Un respiro parziale ma intero” di Lorenzo Spinelli. A valutare e discutere le proposte selezionate, dopo aver ascoltato la presentazione dei dossier di sviluppo e averne visionato i video teaser di presentazione sono stati il presidente della Giuria Gregorio Paonessa e i componenti Mariangela Barbanente, Chiara Malta, Luca Gasparini e Nathalie Giacobino.

Premio Cesare Zavattini presso la sede della Fondazione AAMOD

L’evento si è svolto presso la sede della Fondazione AAMOD sabato 12 marzo, alla presenza del direttore del Premio Zavattini Antonio Medici e della coordinatrice del Premio Aurora Palandrani. Dopo un’approfondita discussione, i tre progetti prescelti per realizzare dei cortometraggi della durata massima di 15 minuti, hanno ricevuto il riconoscimento. Oltre a utilizzare liberamente il materiale filmico dell’AAMOD e degli archivi partner, i vincitori, che avranno tempo fino a maggio per realizzare il proprio lavoro, riceveranno servizi gratuiti di supporto per la realizzazione delle opere e la somma di 2.000 euro ciascuno. La presentazione dei corti avrà luogo nell’estate 2022.