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Cultura

“Mediterranea – La Civiltà Blu” a Sabaudia fino al 25 agosto

“Mediterranea – La Civiltà Blu”, la rassegna culturale ideata e organizzata da Micromegas e moderata da Andrea Pancani, fino al 25 agosto nella sede della Corte Comunale di Sabaudia. Ad aprire la terza edizione il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.

Mediterranea con progetti esclusivi

A impreziosire la manifestazione due progetti culturali esclusivi e di grande respiro internazionale, dedicati a due eccellenze del nostro Paese: una mostra sulla Biodiversità (Italian Biodiversity Keepers) con una iniziativa che promuove – grazie al Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFAA) – l’impegno dell’Italia per la tutela dell’Ambiente. La struttura, già esposta a New York dall’8 al 18 maggio scorsi presso il Palazzo dell’ONU, rappresenta un’eccellenza tutta italiana e sarà un’occasione unica per i visitatori che dal 3 al 18 agosto potranno visionare con visite guidate condotte dai Carabinieri Forestali decine di schede descrittive e prendere conoscenza del lavoro straordinario svolto in questo ambito.

Fino al 30 settembre l’Ulisse di Attardi

Inoltre, sarà invece possibile visionare (fino al 30 settembre) una delle sculture più importanti dell’espressionismo italiano: “l’Ulisse” di Ugo Attardi, pittore, scultore e scrittore italiano, in occasione del centenario della sua nascita (Genova, 1923 – Roma, 2006). All’ingresso della Corte Comunale, il pubblico potrà ammirare da vicino questa straordinaria opera prodotta in 3 esemplari: la prima si trova a New York presso Battery Park a Manhattan, la seconda è collocata nel cortile di Palazzo Valentini a Roma, e la terza appunto a Sabaudia.

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Cultura

Almanacco. 2 agosto 1904: inaugurato a Roma il Policlinico Umberto I

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo il 2 agosto 1904:

Inaugurato il Policlinico Umberto I.
E’ il policlinico universitario della prima Facoltà di Medicina e Chirurgia della Sapienza Università di Roma.

Si tratta del terzo ospedale italiano per grandezza (con 1200 posti letto). La costruzione venne iniziata nel 1883 per iniziativa dell’allora

Ministro della Pubblica Istruzione, il clinico Guido Baccelli, insieme

al chirurgo e senatore Francesco Durante (politico) su progetto di Giulio Podesti e Filippo Laccetti.
La stessa venne completata vent’anni dopo e l’inaugurazione venne presenziata dal Rettore dell’epoca, Luigi Galassi e dal Re Umberto I.

Dopo la presa di Roma e la proclamazione di quest’ultima alla

capitale del Regno d’Italia, il clinico e docente universitario Guido Baccelli maturò l’idea di dotare la città di un nuovo grande ospedale

che riunisse tutte le cliniche degli antichi ospedali romani, da realizzare in accordo con le più avanzate soluzioni dell’architettura sanitaria dell’epoca.

L’obiettivo della struttura era anche quello di essere

un luogo privilegiato per la ricerca e la formazione dei futuri medici.

LA PRIMA PIETRA DELL’OSPEDALE FU POSATA IL 19 GENNAIO 1888

La prima pietra dell’ospedale fu posata il 19 gennaio 1888 alla presenza di re Umberto I di Savoia, al quale fu dedicato poi il nosocomio, e

della regina Margherita.

Nonostante la cerimonia i lavori iniziarono solo nel dicembre 1889 e

si protrassero per i successivi 12 anni, soprattutto a causa della mancanza di fondi, concludendosi nel 1902; in quella data l’architetto Luigi Podesti aveva consegnato il fronte principale, le sei cliniche ed

il palazzo dell’amministrazione.
L’inaugurazione e l’inizio dell’operatività del policlinico dovettero comunque attendere i primi mesi del 1903.

Durante i lavori di realizzazione fu rinvenuto un sarcofago decorato

con la testa di Medusa, simbolo successivamente adottato come logo dell’ospedale; tale sarcofago è stato poi estratto e trasportato presso i Musei Vaticani.

La nuova struttura era stata realizzata su un’ampia area di 160 000 metri quadrati, di cui solo 40 000 coperti da edifici, in un’area ritenuta tradizionalmente salubre ed isolata dalla città con una capacità

di circa 1200 malati.
I vari padiglioni, che avevano l’obiettivo di suddividere i malati per malattia, sesso ed età, erano collegati da ampi viali alberati dove

i malati meno gravi avevano la possibilità di “prendere aria buona”.

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Almanacco. 1 agosto 1926. Viene inaugurato il servizio di ascensore per collegare il Muro Torto al Pincio

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo il 1 agosto 1926.

Viene inaugurato il servizio di ascensore per collegare il Muro Torto al Pincio.

L’impianto è gestito dalla ATG (Azienda Tramviaria del Governatore) con personale di manovra che provvede anche alla

distribuzione dei biglietti.

Sul viale del Muro Torto è istituita una apposita fermata per le linee tramviarie che vi transitano.

Scendendo sul viale del Muro Torto, prima della brusca curva

a sinistra, addossata alla parete a sinistra c’è una torre a ridosso del muraglione del Pincio.

Ma si nota subito qualcosa che non va:

alla base della torre ci sono tre porte, anche se chiuse da decenni

e in alto un grazioso edificio apre da una parte le sue grandi finestre

su Villa Borghese e dall’altra le sue porte verso il giardino del Pincio.

NASCE L’ASCENSORE DEL PINCIO

Non è una torre, è l’ascensore del Pincio, realizzato in corrispondenza della vecchia fermata del tram per consentire ai cittadini di andare

su al Pincio.

Un’ulteriore dimostrazione che questa città era perfettamente vivibile anche quando quasi nessuno si poteva permettere l’automobile.

E’ inaugurato proprio il 1 agosto 1926, in corrispondenza della

fermata delle linee 45 (piazza Verbano – quartiere Trionfale)

e 46 (piazza Indipendenza – quartiere Trionfale), istituite nello stesso anno lungo il viale del Muro Torto.

La costruzione contiene la stazione inferiore sul viale, il pozzo

per le cabine e le scale di servizio nella falsa torre e la stazione superiore e la sala macchine nella costruzione superiore,

al piano del Pincio.

L’orario di servizio era dalle 7 alle 23, con partenze ogni cinque minuti e in coincidenza con i passaggi delle linee.

L’ASCENSORE CESSA DI FUNZIONARE NEL 1960

L’ascensore per il Pincio cessa il servizio nel 1959 quando, per

le Giochi Olimpici del 1960, è realizzato l’asse automobilistico

Corso d’Italia – Piazzale Flaminio, con l’eliminazione della linea tranviaria che correva lungo le mura di viale del Muro Torto.

Nell’agosto del 1960, per le Olimpiadi, il servizio è riattivato nei giorni di sabato, domenica e festivi, per poi essere definitivamente chiuso.

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“Social Women Talk!” il 29 e 30 settembre all’Ara Pacis

“Social Women Talk!”, evento che mette al centro le professioniste del digitale a cui troppo spesso viene negata la possibilità di raccontare e condividere la propria esperienza su un palco, torna per la terza edizione. Il 29 e 30 settembre a Roma, nella splendida cornice dell’Ara Pacis, le protagoniste saranno loro e chi parteciperà alla due giorni di formazione che vedrà la presenza di più di 30 speaker visionarie, tra cui Margherita Bonetto, Amazon Web Services, Luciana De Laurentis, Fastweb, Olga Farreras Casado, LinkedIn, Maura Gancitano, Tlon, Luisa Marotta, Terna, Ilaria Potito, Tim e Michela Rubegni, Alibaba, con la possibilità di prendere parte workshop pratici.

Tema di Social Women Talk! 2023

Tema di quest’anno “Condividere, connettersi, crescere: voci femminili nell’era dell’intelligenza artificiale”. Il programma, in aggiornamento costante, è diviso in 9 aree tematiche: Intelligenza Artificiale, Big data e & Digital gender gap; Web3, Metaverso, realtà virtuale e realtà aumentata; Social media marketing e SEO; Comunicazione politica sui media digitali; Personal branding; Imprenditoria digitale e career; Disabilità e comunicazione inclusiva; Body positivity; Transfermminismo e intersezionalità; Salute della donna e sessualità. L’evento, ideato da Chiara Landi e Noemi Giammusso, è organizzato in collaborazione con Pro Format comunicazione.

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Musei civici e siti archeologici, domenica 6 agosto ingresso gratuito

Torna domenica 6 agosto, prima domenica del mese, la tradizionale possibilità di visitare gratuitamente gli spazi del Sistema Musei

di Roma Capitale e alcune aree archeologiche della città.

Tra queste l’Area Sacra di Largo Argentina con il percorso che

consente di accedere al sito e visitarlo in modo sistematico attraverso

le comode passerelle che garantiscono una nuova fruizione dei reperti

e la piena accessibilità anche per persone con mobilità ridotta.

Sarà possibile l’accesso gratuito all’area archeologica del Circo Massimo (dalle ore 9.30 alle ore 19, ultimo ingresso alle 18) e

ai Fori Imperiali (ingresso dalla Colonna Traiana dalle ore 9 alle ore 19.15, ultimo ingresso un’ora prima).

I MUSEI APERTI

Musei Capitolini; Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali;

Museo dell’Ara Pacis; Centrale Montemartini; Museo di Roma a Palazzo Braschi; Museo di Roma in Trastevere; Galleria d’Arte Moderna; Musei di Villa Torlonia; Museo Civico di Zoologia;

Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco; Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese; Museo Pietro Canonica a Villa Borghese; Museo Napoleonico; Museo della Repubblica Romana e della

memoria garibaldina; Museo di Casal de’ Pazzi; Museo delle Mura; Villa di Massenzio.

L’iniziativa è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

Ingresso libero compatibilmente con la capienza dei siti.

Prenotazione obbligatoria solo per i gruppi al contact center di Roma Capitale 060608 (ore 9 – 19).

Tutte le informazioni e gli aggiornamenti sono disponibili su museiincomuneroma.it e culture.roma.it e sui canali social

di Roma Culture, del Sistema Musei e della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

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Almanacco.31 luglio 1981: muore a Roma Stefania Rotolo

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un artista.

Il 31 luglio 1981: si spegne a Roma STEFANIA ROTOLO
Nel 1964 Stefania entrò a far parte dei Collettoni di Rita Pavone, tra

i quali spiccavano teenager ancora sconosciuti come Loredana Bertè e Renato Zero.

Successivamente, insieme a loro e a molti altri, fu tra i protagonisti che animavano la famosa discoteca romana Piper.

Nel 1975 Stefania fu ingaggiata come attrazione nel Cantagiro.
Prese parte successivamente, come ballerina, allo spettacolo teatrale Felicibumta di Garinei e Giovannini con Gino Bramieri.
Intanto nel 1974 aveva partecipato al film La mafia mi fa un baffo di Riccardo Garrone con Renato Cecilia.
Il suo debutto televisivo avvenne di lì a poco, duettando con Charles Aznavour in un suo recital.

Viene poi ingaggiata in autunno da Enzo Trapani per il suo varietà Non stop; anche qui, come da consuetudine, interpreta la sigla, Spaccotutto.

NEL 1979 CONDUCE CON GIANFRANCO D’ANGELO TILT

Nel 1979 conduce un’altra trasmissione serale assieme al comico Gianfranco D’Angelo, Tilt, diretta dal regista rumeno-spagnolo Valeriu Lazarov.
La trasmissione si rivolge ad una fascia d’ascolto varia, prevedendo, oltre alle usuali atmosfere dance per i giovani, uno spazio dedicato ai bambini, detto Baby music, dove Stefania balla sulle note delle sigle dei cartoni animati più in voga del periodo, in coppia con Enzo Paolo Turchi.

Tra i brani originali lanciati nella trasmissione ha un notevole successo Marameo.
La sigla finale del programma, Cocktail d’amore, composta da Cristiano Malgioglio.
Inizia ad accusare i sintomi di un tumore uterino, in seguito al quale deve subire un intervento chirurgico che la tiene lontana dalla tv.

Dopo l’operazione partecipa ancora a un concerto, alla Bussoladomani di Marina di Pietrasanta, dove ripropone Cocktail d’amore in duo con Renato Zero. Costretta a un forzato riposo a causa della malattia, riceve in quel periodo la proposta, da parte della Rai, di interpretare il ruolo di Peter Pan in un successivo musical con Vittorio Gassman.
Muore la mattina di venerdì 31 luglio 1981, a soli 30 anni, mentre era ricoverata nella casa di cura romana “Villa Verde”. È sepolta nel cimitero di Prima Porta.

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Almanacco. 29 luglio 1873 Luigi Pianciani viene nominato Sindaco di Roma

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo il 29 luglio 1873.

LUIGI PIANCIANI viene nominato Sindaco di Roma.

Democratico, studioso di diritto amministrativo, Pianciani fu uno

dei primi sindaci di Roma operativi dopo l’Unità d’Italia,

tra il 1872 e il 1874, quando si dimise perché in contrasto con

la Giunta Comunale appena eletta, e poi di nuovo nel 1881-1882.

In questa veste sostenne, fra l’altro, la costruzione di un impianto crematorio presso il cimitero del Verano, che fu a lungo uno

dei pretesti degli scontri tra clericali e anticlericali, in Comune.

Ci volle un bel po’ di tempo, ma la battaglia fu vinta, e quando

il conte Pianciani morì a Spoleto, nel 1890, il suo corpo, come quello dell’amico Luigi Castellazzo, fu cremato, e le ceneri deposte al Verano, come egli aveva richiesto.

FECE INSTALLARE LE PRIME FONTANELLE ROMANE

Tra il 1872 e il 1874 su iniziativa di Pianciani furono installate le

prime fontanelle pubbliche romane, cilindri in ghisa alti poco più

di un metro con tre cannelle per far sgorgare l’acqua corrente.

Le prime furono installate in Piazza della Rotonda, in via delle Tre Cannelle e in via San Teodoro.

La città gli dedicò una strada, nel 1911, nel nuovo Rione Esquilino che in quegli anni si veniva costruendo attorno a Piazza Vittorio.

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Roman Riviera Biennal a Ladispoli dal 10 al 25 agosto

Roman Riviera Biennal è la prima Biennale Internazionale d’Arte della Riviera Romana, ideata e promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Ladispoli, in programma nella cittadina laziale dal 10 al 25 agosto 2023. Più di cinquecento artisti provenienti da tutte le regioni italiane e da numerosi Paesi nel mondo come Albania, Argentina, Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Georgia, Polonia, Romania, Russia, Spagna, Svizzera, Ucraina, Uruguay, Usa e Venezuela. Due settimane di programmazione nel periodo della massima affluenza di turisti a cavallo di Ferragosto. Tre discipline coinvolte: pittura, scultura e fotografia.

I patrocini di Roman Riviera Biennal

La manifestazione, che gode del patrocinio del Ministero della Cultura, della Regione Lazio e della Città Metropolitana di Roma Capitale e che punta a diventare uno degli appuntamenti più prestigiosi del settore, è stata presentata presentata questa mattina in conferenza stampa a Palazzo Valentini a Roma, alla presenza di Simona Baldassarre, Assessore alla Cultura Regione Lazio; Antonio Giammusso, Consigliere della Città Metropolitana di Roma; Alessandro Grando, Sindaco di Ladispoli; Margherita Frappa, Assessore alla Cultura Comune di Ladispoli – Presidente della Biennale; Flavia Mantovan, Direttore Artistico Roman Riviera Biennial.

Doppia promozione per arte e territorio

«Promuovere un territorio attraverso l’arte e l’arte attraverso un territorio. Un’accoppiata vincente che ritrovo in questa Biennale d’arte che dà lustro a Ladispoli e che si giova del fascino di questa città, ricca di cultura, natura e che insiste su di un territorio a forte vocazione turistica – ha dichiarato l’assessore Baldassarre – Non solo Ladispoli è ricca in arte e cultura, infatti. Ma tutto il territorio e l’entroterra. E poi c’è il mare. Il grande valore aggiunto di questa terra magica. Le potenzialità della Riviera Romana, che mette insieme due parole italiane conosciute in tutto il mondo, “riviera” e “romana”, sono enormi. Si tratta di un nuovo brand territoriale su cui puntare.

Manifestazione riuscita

Infine, questa Biennale: una manifestazione riuscita, per la quale faccio i complimenti al sindaco, all’assessore alla cultura e a tutta l’organizzazione. Una rassegna che fa vivere le opere all’interno della città, in un dialogo costante fra artista e territorio, coinvolgendo vari siti archeologici e differenti location, coinvolgendo dunque i cittadini e ribandendo il carattere democratico dell’arte, come momento di partecipazione attiva. Complimenti, dunque, agli artisti tutti che hanno reso possibile questo evento».

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CoopCulture apre le Case Romane del Celio

CoopCulture apre le Case Romane del Celio con nuove visite guidate e percorsi esperienziali, offrendo ai visitatori la possibilità di conoscere e approfondire un luogo straordinario. Le Domus, infatti, note anche come la casa dei martiri Giovanni e Paolo, conservano oltre quattro secoli di storia, testimoni formidabili del passaggio tra paganesimo e cristianesimo. Situate al di sotto della Basilica dei Santi Giovanni e Paolo sul Clivo di Scauro, tra il Colosseo e il Circo Massimo, costituiscono inoltre, insieme agli scavi della Basilica di San Clemente, uno dei luoghi più interessanti della Roma sotterranea.

Con CoopCulture la Roma più segreta

Le Case Romane del Celio sono uno dei siti più affascinanti della Roma antica. Particolarmente suggestive con un percorso serale le Case Romane del Celio rappresentano una tappa fondamentale nella conoscenza della Roma più segreta. Gli appuntamenti prevedono visite guidate per poter ammirare il sito sotto le stelle, scoprire le abitudini dei cittadini dell’Antica Roma, ma anche degustare vini pregiati sotto la guida di un esperto sommelier.

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Almanacco. 28 luglio 1904 A Roma, inaugurazione della Sinagoga

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo il 28 luglio 1904.

A Roma: inaugurazione della Sinagoga, il Tempio Maggiore,

una delle più grandi d’Europa, fu costruito tra il 1901 e il 1904

su uno dei quattro lotti di terreno ricavati demolendo le più fatiscenti aree del Ghetto.

Per volontà espressa dagli ebrei romani il nuovo Tempio doveva

sorgere tra i due maggiori simboli della ritrovata libertà romana:

il Campidoglio, sede del Comune a fianco al quale è il monumento

a Vittorio Emanuele II, e il Gianicolo, luogo delle più aspre

battaglie risorgimentali e dove si trova il monumento a Garibaldi.

IL TEMPIO DOVEVA ESSERE VISIBILE DA OGNI PUNTO PANORAMICO DELLA CITTA’

Altro presupposto era che il Tempio fosse grande e visibile da ogni punto panoramico della città.

La mancanza di antichi modelli e il tentativo di svincolarsi dai modelli del cattolicesimo fecero sì che si privilegiasse l’architettura piuttosto

che lo stile;

il risultato fu un edificio eclettico, ispirato a forme assiro-babilonesi.

L’edificio venne costruito in seguito all’unità d’Italia (1870),

quando Vittorio Emanuele II fece demolire e ricostruire il Ghetto di Roma e concesse la cittadinanza agli ebrei italiani.

L’edificio che aveva la sinagoga del ghetto in precedenza, una complessa struttura che raccoglieva cinque scole in un’unica struttura,

venne demolito per far spazio al nuovo grande tempio, progettato

da Vincenzo Costa e Osvaldo Armanni, allievi di Calderini e costruito

a partire dal 1901.

Nel 1904 si cominciò, oltre a recuperare gli arredi delle vecchie sinagoghe, alla decorazione, affidata ai principali artisti liberty dell’epoca.

Le vetrate furono affidate a Cesare Picchiarini, artefice dei

cartoni di Cambellotti a villa Torlonia; i dipinti a Domenico Bruschi

ed Annibale Brugnoli.

Il Tempio Maggiore è stato lo scenario della prima visita di

un Pontefice Romano a un luogo di culto ebraico, papa Giovanni Paolo II,

infatti fu accolto dal Rabbino Capo Elio Toaff il 13 aprile 1986

mentre il 17 gennaio 2010 papa Benedetto XVI compì

una seconda visita al Tempio romano visitandone anche il museo.