Categorie
NEWS

Covid Lazio oggi: 2.444 casi (1.309 a Roma) e 5 morti

Eccoci al bollettino Covid oggi 7 marzo nel Lazio. Oggi nel Lazio «su 6.599 tamponi molecolari e 17.317 tamponi antigenici per un totale di 23.916 tamponi,

si registrano 2.444 nuovi casi positivi (-1.479), sono 5 i decessi (+2), 1.142 i ricoverati (+29), 99 le terapie intensive (+1) e +6.565 i guariti. 

IL RAPPORTO TRA POSITIVI E TAMPONI E’ AL 10.2 PER CENTO

 I casi a Roma città sono a quota 1.309».

L’ASSESSORE ALLA SANITA’ FA VISITA ALLA PICCOLA SOFIA

«Sono andato a visitare la piccola sofia, la giovane ferita da proiettili in Ucraina e arrivata a Roma con sua nonna, unica superstite della famiglia.

Voglio ringraziare gli operatori e le operatrici del Irccs San Raffaele Pisana dove è ricoverata la giovane», ha detto l’Assessore alla Sanità della regione Lazio D’Amato. 

Categorie
NEWS

Istat: aumentano le famiglie, ma sono sempre piu’ piccole

Le famiglie in Italia aumentano ma sono sempre più piccole.

Dal Censimento della popolazione diffuso dall‘Istat e relativo agli anni 2018-2019 emerge che il 99,4% della popolazione residente in Italia vive in famiglia, 

un totale di 59.641.488 persone. 

Rispetto ai dati del 2011, le famiglie sono aumentate infatti del +5%, passando da 24.611.766 a 25.851.122.

Quasi 10 milioni in più rispetto al 1971. 

A calare invece è il numero medio dei componenti che ne fanno parte: nell’arco di 50 anni è sceso da 3,35 a 2,29. 

Vive da solo esclusivamente il 15% circa delle persone abitualmente dimoranti in Italia.

AUMENTANO LE FAMIGLIE UNIPERSONALI

Alla crescita delle famiglie unipersonali, il 35,1% del totale rispetto al 12,9% di cinquant’anni prima, si affianca la diminuzione di quelle più numerose. 

 Nel 1971 le famiglie formate da 5 componenti o più erano 3.437.440 e rappresentavano il 21,5% del totale delle famiglie residenti. 

Nel 2019 se ne contano solo 1.318.804 e costituiscono poco più del 5% delle famiglie censite. 

Tra i 12 comuni che hanno una quota di famiglie monocomponenti superiore alla media delle città più grandi (42,6%), due sono localizzati nel Centro Italia, in particolare Firenze e Roma.

uno è nel Mezzogiorno (Cagliari) e nove sono al Nord (Torino, Milano, Brescia, Genova, Verona, Venezia, Padova, Trieste, Bologna).

A Milano e Bologna queste famiglie superano il 50% del totale.

FAMIGLIE PIU’ PICCOLE ANCHE NEL MEZZOGIORNO

Nei 26 comuni con più di 150mila abitanti, il numero di famiglie è passato da 5.073.253 del Censimento 2011 (20,6% del totale delle famiglie) a 5.491.564 del Censimento 2019 (21,2%), la popolazione in famiglia da 11.256.535 residenti (19,0%) a 11.608.316 (19,6%).

In questa tipologia di comuni le famiglie sono cresciute dell’8,2% (+5% a livello nazionale) mentre il numero medio di componenti si attesta a 2,11 da 2,22 del 2011. 

Il numero medio di componenti rimane costante in alcuni comuni del Nord mentre si riduce in modo consistente a Napoli, Bari, Taranto, Reggio di Calabria e Cagliari, a conferma di un processo di frammentazione che interessa anche aree in passato caratterizzate da una dimensione familiare più estesa.

Categorie
NEWS

Domani 8 marzo Sciopero Trasporti. Bus, Tram e Metro a rischio

Domani 8 Marzo è previsto uno sciopero del trasporto pubblico romano.

Per 24 ore i sindacati Cobas, Cub e Usb incroceranno le braccia.

L’agitazione interesserà la rete Atac (bus, tram, metropolitane, ferrovie Roma-Lido, Termini-Centocelle e Roma-Nord), le linee bus gestite dalla Roma Tpl e quelle della Cotral. 

L’AGITAZIONE RIGUARDA ANCHE COTRAL E ROMA TPL

Le proteste riguarderanno anche le linee Cotral e RomaTpl. 

In occasione della giornata internazionale per i diritti delle donne,

il comparto trasporti dei sindacati Cobas, Cub e Usb ha indetto uno sciopero, in adesione a quello nazionale di tutte le categorie (pubbliche e private), per protestare contro ogni forma di violenza, discriminazione o precarietà sulle donne o di genere.

GLI ORARI DELLO SCIOPERO DEI TRASPORTI

Martedì 8 marzo, quindi, a Roma saranno a rischio per 24 ore bus, filobus, tram, metropolitane di Atac e ferrovie Roma-Lido, Termini-Centocelle e Roma-Civitacastellana-Viterbo.

Lo sciopero riguarderà anche i lavoratori di Roma Tpl e dunque le linee bus periferiche.

Dalle 8:30 alle 17 e poi dalle 20 a fine servizio diurno i mezzi pubblici potrebbero subire ritardi o cancellazioni.

Le corse iniziate prima dell’inizio dello sciopero saranno terminate.

 Il personale Atac dovrà essere in servizio almeno fino a 30 minuti dalla conclusione dello sciopero e, comunque, ad inizio delle fasce di garanzia. 

Gli autisti dei bus notturni, invece, potranno scioperare solo nella notte tra il 7 e l’8 marzo, tra l’otto e il nove invece non si potrà incrociare le braccia.

Lo sciopero di Usb e Cobas interesserà anche Cotral. 

L’astensione dalle prestazioni lavorative è prevista dalle 8:30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio.

Saranno garantite tutte le partenze dai capolinea fino alle 8:30, alla ripresa del servizio alle 17 e fino alle 20.

Categorie
NEWS

SOS assistenza per gli anziani

Vero SOS assistenza per gli anziani nelle case di riposo. Con l’aumento del 12% degli anziani ospitati nelle case di riposo italiane, cresce il bisogno di assistenza alle famiglie in una situazione in cui già ora 1/3 della popolazione più vecchia ha gravi difficoltà a prepararsi da mangiare, fare la spesa, prendere le medicine, pulire la casa. Più dell’11% ha problemi a prendersi cura di se stesso: dal fare il bagno o la doccia a sdraiarsi o sedersi sul letto, fino a indossare abiti o svestirsi.

Analisi Uecoop su dati Istat

È quanto emerge dall’analisi dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) in riferimento agli ultimi dati Istat sullo scenario demografico in Italia con 382.067 persone che abitano in istituti assistenziali, ospizi, istituti di cura e altre residenze collettive.

Situazione SOS per le famiglie italiane

Una situazione da SOS che evidenzia le difficolta che pesano sulle famiglie italiane alle prese con l’assistenza ai parenti più anziani, sia a livello domiciliare che nelle strutture dedicate. Determinante il contributo fondamentale da parte delle 15mila cooperative socio assistenziali attive nel nostro Paese, che seguono ogni giorno oltre 7 milioni di persone, rappresentando di fatto la spina dorsale del welfare italiano.

Categorie
NEWS

Caro energia alimenta speculazioni

Con la filiera agroalimentare che assorbe da sola il 10% dei consumi energetici, il caro energia mette a rischio le forniture di cibo e alimenta le speculazioni, con costi insostenibili per gli agricoltori e inflazione nel carrello della spesa con prezzi troppo alti per cinque milioni di italiani che sono già nell’area della povertà alimentare.

Prezzi record per benzina e gasolio

È quanto afferma la Coldiretti in riferimento al record dei prezzi registrato dalla benzina che nella modalità self ha superato i due euro al litro, ma rincari record si registrano anche per il gasolio. Nel sistema agricolo i consumi diretti di energia includono i combustibili per trattori, serre e trasporti mentre i consumi indiretti sono quelli che derivano da fitosanitari, fertilizzanti e impiego di materiali come la plastica (4,7 Mtep). Il comparto alimentare richiede invece, ingenti quantità di energia, soprattutto calore ed energia elettrica, per i processi di produzione, trasformazione, conservazione dei prodotti di origine animale e vegetale, funzionamento delle macchine e climatizzazione degli ambienti produttivi e di lavoro (8,6 Mtep).

Caro energia ha effetto valanga sulla spesa dei consumatori

Senza dimenticare che in un Paese come l’Italia dove l’85% delle merci per arrivare sugli scaffali viaggia su strada l’aumento di benzina e gasolio ha un effetto valanga sulla spesa di consumatori e sui costi delle imprese. A subire i rincari dei carburanti è in realtà l’intera filiera agroalimentare, dai campi all’industria di trasformazione fino alla conservazione e alla distribuzione.

Pescherecci navigano in perdita

Il prezzo medio del gasolio per la pesca è praticamente raddoppiato (+90%) rispetto allo scorso anno costringendo i pescherecci italiani a navigare in perdita o a tagliare le uscite e favorendo le importazioni di pesce straniero, secondo Coldiretti Impresapesca. Fino ad oltre la metà dei costi che le aziende ittiche devono sostenere è rappresentata, infatti, proprio dal carburante. Per non parlare dell’emergenza siccità che costringe quest’anno al nord ad aumentare il ricorso all’irrigazione con i costi energetici alle stelle. Preoccupa anche l’aumento insostenibile dei costi per le serre necessari per riscaldare fiori e ortaggi con il brusco abbassamento delle temperature.

Categorie
NEWS

Roma Whisky Festival al Salone delle Fontane

La decima edizione del Roma Whisky Festival torna sabato 5 e domenica 6 marzo 2022 al Salone delle Fontane, diventata la casa ufficiale della manifestazione da qualche anno. La kermesse, sotto la direzione artistica di Andrea Fofi e la consulenza di Pino Perrone, mette sotto i riflettori il ‘re’ dei distillati, assoluto protagonista per whisky lovers, produttori, importatori, distributori, commercianti, whisky makers e bartenders.

Manifestazione su 2.000 mq

Il Roma Whisky Festival si estende su 2.000 mq di spazio espositivo, dove è possibile incontrare le aziende e scoprire le centinaia di prodotti in degustazione. In programma un nutrito numero di appuntamenti: oltre 20 masterclass per esperti e neofiti, e tanti corsi per principianti ‘ABC del Whisky’ della durata 25 minuti.

Non solo Whisky voce del Festival

Quest’anno la voce del Festival sarà quella dei ragazzi di Non solo Whisky, un’associazione culturale nata come canale YouTube e, con il tempo, la professionalità e la passione, divenuta una realtà che conta migliaia di iscritti.

Categorie
NEWS

Stangata sui fertilizzanti, vola il prezzo del grano

Il ministero del commercio e dell’industria russo ha raccomandato ai produttori di fertilizzanti del Paese di interrompere temporaneamente le esportazioni a causa delle sanzioni scattate dopo l’invasione dell’Ucraina.

Sospese le spedizioni dalla Russia, stangata sui fertilizzanti

Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che i principali gruppi internazionali, comprese le linee di container, hanno sospeso quasi tutte le spedizioni di merci da e verso la Russia per conformarsi alle sanzioni occidentali. Il ministero ha raccomandato ai produttori russi di sospendere temporaneamente le esportazioni di fertilizzanti russi fino a quando i vettori non torneranno alla normalità.

Evidente ritorsione alle sanzioni

Si tratta evidentemente di una ritorsione nei confronti delle sanzioni adottate dai principali Paesi sviluppati considerato che la Russia produce più di 50 milioni di tonnellate all’anno di fertilizzanti, il 13% del totale mondiale, che vengono esportati in tutto il mondo dove sono necessari in agricoltura per aumentare la produttività delle colture. Phosagro, Uralchem, Uralkali, Acron ed Eurochem sono alcuni dei principali produttori di fertilizzanti in Russia. Putin aveva già deciso di imporre il divieto all’esportazione fino ad aprile di nitrato di ammonio, prodotto fondamentale per la concimazione del grano, di cui rappresenta da solo circa un quarto dei costi complessivi di coltivazione, mettendo in difficoltà anche la produzione europea di cereali, fortemente dipendente dall’estero.

Riduzione generale della disponibilità e rincaro dei prezzi

La conseguenza è una riduzione generale della disponibilità sui mercati che, oltre a far schizzare in alto i prezzi con rincari di oltre il 170% (da 250 euro/tonnellata a 670 euro/tonnellate), mette di fatto a rischio la produzione europea di grano, a partire da quella italiana. Lo stop alle esportazioni russe di concimi rischia di aggravare la situazione di difficoltà in cui si trovano le aziende agricole che già devono affrontare la stangata sui fertilizzanti legata all’impennata del costo del gas, scatenata dal conflitto. L’urea è balzata a 750-800 euro a tonnellata contro i 350 euro a tonnellata dello scorso anno, secondo il report di Cai (Consorzi Agrari d’Italia), mentre il perfosfato minerale è passato da 170 agli attuali 330 euro/tonnellata, mentre i concimi a contenuto di potassio sono schizzati da 450 a 850 euro/tonnellata.

Impatto immediato sul prezzo del grano

L’impatto dello stop all’export si è fatto sentire immediatamente sulle quotazioni del grano il cui prezzo è balzato mettendo a segno un aumento del 40,6% in una settimana, per un valore ai massimi da 14 anni di 12,09 dollari per bushel (27,2 chili) che non si raggiungeva dal 2008 ma su valori al top del decennio si collocano anche le quotazioni di mais mentre la soia sale del 5% nella settimana, secondo l’analisi della Coldiretti alla chiusura settimanale del Chicago Board of Trade, punto di riferimento per le materie prime agricole.

Categorie
NEWS

Guerra in Ucraina. Lunedì flash mob della comunità S.Egidio in Campidoglio

Non si deve fermare la protesta contro la guerra e la volontà di far vincere la pace per il bene dell’Ucraina e del mondo intero. 

Dopo il successo della manifestazione di venerdì 4 marzo in piazza Vittorio, a cui hanno partecipato migliaia di studenti delle superiori,

continua la mobilitazione dei Giovani per la Pace, movimento giovanile della Comunità di Sant’Egidio.

LUNEDI’ 7 MARZO ALLE 10 IN CAMPIDOGLIO

Lunedì 7 marzo 2020, alle 10.00, è la volta degli studenti delle scuole medie inferiori in piazza del Campidoglio, a Roma.

Aprirà la manifestazione la conferenza “Sì alla pace, no alla guerra!” con interventi di Paolo Impagliazzo, esperto in processi di pace della Comunità di Sant’Egidio e Lea Polgar,  scampata alla deportazione degli ebrei, 

insieme ad alcune voci e testimonianze dalla Siria e dall’Ucraina e il saluto del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.

I Giovani per la Pace concluderanno l’incontro con un flash mob sulla scalinata del Campidoglio.

Nel corso di questa manifestazione verrà rilanciata la proposta di esibire un fazzoletto/foulard bianco per aderire, con questo gesto simbolico, alla richiesta di un immediato cessate il fuoco e della fine delle ostilità.

Categorie
NEWS

PIL in controtendenza in agricoltura

In controtendenza all’andamento generale, il valore aggiunto cala solo per l’agricoltura e la pesca con una diminuzione del 2,1% per effetto dell’esplosione dei costi di produzione, dall’energia ai fertilizzanti, dalle macchine agli imballaggi fino ai mangimi per alimentare il bestiame. È quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’andamento del Pil nei conti economici trimestrali dell’Istat relativi al quarto trimestre 2021 che evidenziano un aumenta del 6,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Agricoltura con PIL in controtendenza

Ma l’agricoltura è anche l’unico settore a diminuire se si considera l’intero 2021, con un calo dello 0,7%. A pesare sull’andamento del Prodotto interno loro nelle campagne è stato il balzo dei costi energetici che si trasferisce a valanga sui costi di produzione e sui bilanci delle imprese, proseguendo peraltro la sua corsa anche nel 2022. Gli agricoltori per le operazioni colturali sono stati costretti ad affrontare rincari dei prezzi fino al 50% per il gasolio necessario per le attività che comprendono l’estirpatura, la rullatura, la semina e la concimazione. Inoltre l’impennata del costo del gas, utilizzato nel processo di produzione dei fertilizzanti, ha fatto schizzare verso l’alto i prezzi dei concimi, con l’urea passata da 350 euro a 850 euro a tonnellata (+143%).

Aumento dei costi anche per l’alimentazione

L’aumento dei costi riguarda anche l’alimentazione del bestiame, il riscaldamento delle serre per fiori e ortaggi e il gasolio per le imbarcazione, con oltre la metà dei costi che le aziende ittiche devono sostenere è rappresentata proprio dal carburante. Il rincaro dell’energia si abbatte poi sui costi di produzione come quello per gli imballaggi, dalla plastica per i vasetti dei fiori all’acciaio per i barattoli, dal vetro per i vasetti fino al legno per i pallet da trasporti e alla carta per le etichette dei prodotti che incidono su diverse filiere, dalle confezioni di latte, alle bottiglie per olio, succhi e passate, alle retine per gli agrumi ai barattoli smaltati per i legumi.

Categorie
NEWS

La guerra preoccupa anche le carceri italiane

Anche nelle carceri italiane c’è preoccupazione per le sorti della guerra in Ucraina, ma la situazione è sotto controllo e costantemente monitorata dalle donne e dagli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria. «In Italia lo scorso 31 gennaio, avevamo detenute 237 persone di nazionalità ucraina: 233 uomini e 12 donne. Complessivamente 70, invece, quelle originarie della Federazione Russa: 7 le donne e 63 gli uomini.

Apprensione per la guerra

Come è comprensibile, queste donne e questi uomini vivono con apprensione le sorti dei loro familiari in questo drammatico momento. Comunque è costante il monitoraggio e molto alta l’attenzione da parte degli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria che vigilano e controllano», spiega Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, commentando la lettera circolare inviata il 24 febbraio scorso ai Provveditorati regionali e a tutti gli istituti dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. La lettera dispone di agevolare la continuità dei rapporti di questi detenuti con i familiari o i conviventi residenti nella madre patria o in altri Paesi esteri.

Intensificata l’attività di osservazione

«Come già avvenuto in altri episodi simili, la Polizia Penitenziaria, che sta nella prima linea delle sezioni detentive 24 ore al giorno, a diretto contatto con i detenuti, ha intensificato da subito l’attività di osservazione volta all’individuazione di eventuali segnali di criticità in ordine a tali gravi eventi, in particolare da parte dei ristretti originari dei Paesi in conflitto», conclude Capece.