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La riscoperta dei legumi a tavola

Volano i consumi di legumi che nell’ultimo decennio sono aumentati del 47%, dai piselli ai fagioli, dai ceci alle fave fino alle lenticchie, sulla spinta di una vera e propria svolta green nelle scelte di acquisto dei consumatori.

Giornata Mondiale dei legumi della FAO

È quanto emerge da una analisi Coldiretti su dati Istat in occasione della Giornata mondiale dei legumi istituita dall’Organizzazione delle Nazione Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) come un’opportunità per aumentare la consapevolezza dei benefici dei legumi per la salute e per contribuire a sistemi alimentari sostenibili.

Pandemia ha riportato in tavola la “carne dei poveri”

La pandemia Covid ha accelerato la tendenza a mettere nel carrello cibi più salutari, riportando sulle tavole prodotti come ad esempio fagioli, che in passato erano chiamati non a caso “carne dei poveri”, poiché contribuivano a garantire una corretta alimentazione a chi non poteva permettersi la carne. Sul fronte nutrizionale i legumi sono, infatti, un’ottima fonte di proteine e di fibre alimentari, utili per regolare le funzioni intestinali e per il controllo dei livelli di glucosio e colesterolo nel sangue. Contengono di sali minerali, come ferro, calcio, potassio, fosforo e magnesio, vitamine del gruppo B e, quando sono freschi, anche vitamina C.

Piante di legumi importanti per la difesa della fertilità del suolo

Dal punto di vista ambientale le piante di legumi hanno un importante ruolo nella difesa della fertilità dei suoli grazie alla loro capacità di fissare l’azoto al terreno, riducendo l’uso di concimi chimici e contribuendo alla difesa delle acque e dell’ambiente.

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Domani si celebra il “Giorno del Ricordo”

Domani, giovedì 10 febbraio alle ore 18, nella sala Fondazione Alleanza Nazionale Via della Scrofa 43, si terrà un incontro sul tema delle foibe. L’occasione è la presentazione della nuova edizione, riveduta e ampliata, del libro di Roberto Menia “10 febbraio, dalle foibe all’esodo”.

Il 10 febbraio “Giorno del Ricordo” dal 30 marzo 2004

La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale “Giorno del Ricordo” al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.

Abbattuto muro di omertà

Così recita il testo della legge 30 marzo 2004 n. 92 con la quale, dopo sessanta lunghi anni, veniva abbattuto quel muro di omertoso silenzio che copriva la pulizia etnica perpetrata dai partigiani jugoslavi di Tito contro gli italiani delle terre di nord-est, alla fine della seconda guerra mondiale.

Battaglia di civiltà e verità storica di Roberto Menia

Una battaglia di civiltà e di verità storica condotta da Roberto Menia, figlio di un’esule istriana di Buie, che ha voluto raccogliere nel libro “10 febbraio dalle foibe all’esodo” quelle storie che non si possono e non si debbono perdere, ma tramandare e affidare alla coscienza nazionale come insegnamento e monito.

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Le guardie giurate in sciopero ricevute in Prefettura.

Turni massacranti che talvolta arrivano anche a dodici ore consecutive; mancata applicazione delle regole contrattuali come quelle legate agli scatti di anzianità, a molti negati, o la comunicazione dei turni che spesso avviene giorno per giorno e non in modo quindicinale. 

Lo sciopero delle guardie giurate di Roma

Sono scese in piazza per protestare le guardie giurate di Roma insieme ai colleghi della sicurezza non armata, dipendenti delle aziende Cosmopol, Poliziotto notturno e Ivu.

Lavoratori e lavoratrici che nella Capitale sorvegliano siti archeologici, palazzi delle istituzioni, grandi aziende e università come Colosseo, Ministero degli Esteri, Eni, Acea, Enea Sogin e Sapienza.

Uno sciopero per denunciare “l’insostenibile situazione sotto il profilo contrattuale e dei carichi di lavoro”. 

Le guardie giurate ricevute in Prefettura: “Serve osservatorio”

Nel corso del presidio in piazza ss Apostoli, una delegazione sindacale a rappresentanza di guardie particolari giurate e vigilanza non armata è stata ricevuta in Prefettura: “Abbiamo ribadito le ragioni che hanno portato alla nostra protesta odierna e sollecitato la fattiva realizzazione dell’Osservatorio Vigilanza Privata per un monitoraggio congiunto della situazione sul territorio da parte di sindacati, Questure e Ispettorato del Lavoro” – hanno fatto sapere a margine dell’incontro Fabio Pesoli, Paolo Le Foche e Stefano Rosignoli, della Filcams-Cgil Roma Lazio, Fisascat-Cisl Roma Capitale e Rieti e Uiltucs Roma e Lazio. 

La situazione del comparto: “Scarsa sicurezza per lavoro ad alto rischio”

“La situazione riguardante i lavoratori del gruppo Cosmopol va risolta urgentemente, perché i carichi di lavoro e le mancanze contrattuali sono insostenibili ed esasperanti.

Restano poi problemi trasversali che riguardano molti lavoratori del comparto: il massimo ribasso negli appalti, pagato a caro prezzo dai lavoratori che a causa della compressione delle tariffe operano in carenza di organico; la mancanza di dotazioni adeguate per le guardie giurate, spesso sprovviste di giubbotti antiproiettile, fari brandeggianti, torce e qualsiasi dispositivo previsto dal decreto ministeriale 269 del 2010; la scarsa attenzione che si riscontra sulla sicurezza, con lavoratori di pattuglia talvolta per 12 ore consecutive, con i rischi che ne conseguono, e mezzi non sempre adeguati.

Per parte nostra – concludono i sindacalisti – faremo tutto il possibile per risolvere i problemi concreti di persone che tutelano la nostra incolumità e spesso invece non sono tutelate come dovrebbero”.

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Il bar dei Cesaroni diventerà un gioco Lego?

Chissà, forse Mirko di Lillo, presidente della community Brixlab, Associazione Culturale dedita ai giochi con mattoncini, ce la farà a far diventare questo sogno realtà. Lo storico bar dei Cesaroni potrebbe, infatti, diventare ufficialmente un gioco Lego.

Il concorso per diventare un vero e proprio gioco Lego

Mirko ha, d’altronde, ricreato fedelmente con i mattoncini la bottiglieria dei Cesaroni, celebre serie tv ambientata nello storico quartiere romano di Garbatella, e ha candidato il modellino nel concorso della pagina online di Lego Ideas.

The Lego Group, l’azienda danese produttrice degli storici giocattoli, offre, infatti, la possibilità di proporre su un sito web tutte le possibili costruzioni che gli appassionati di modellismo vorrebbero far diventare un vero e proprio giocattolo. Questi devono poi essere votati dai consumatori: se ottengono 10mila preferenze potrebbero effettivamente diventare un nuovo prodotto dell’azienda.

Il bar dei Cesaroni di Mirko di Lillo

Per il momento, il progetto di Mirko ha ottenuto circa 700 voti sulla pagina online di Lego Ideas, nelle prime 24 ore dalla sua pubblicazione. Un risultato raggiunto anche grazie al passaparola scattato proprio dalla Garbatella. Da qui, tutti gli appassionati, tanto della serie tv quanto dello storico mattoncino, sono corsi a dare il proprio contributo.

In molti vorrebbero vedere la bottiglieria dei Cesaroni sugli scaffali dei negozi Lego, accanto ad altre celebri serie tv internazionali come Friends. Commenta Mirko a questo proposito: «cercavo un’idea per presentare un modellino alla Lego che rappresentasse Roma, dove ho vissuto per diversi anni. Il Colosseo e la Fontana di Trevi sono già stati realizzati, così ho pensato al quartiere che ho amato di più: la Garbatella. E ho pensato di realizzarla tramite i Cesaroni che l’hanno raccontata in maniera semplice, nazionalpopolare. Spero possa funzionare».

Vedremo i Cesaroni nei negozi di modellismo?

Ancora non sappiamo se il bar dei Cesaroni verrà davvero realizzato dall’azienda Lego. Di certo, però, il risultato raggiunto dal prototipo della bottiglieria in sole 24 ore è un ottimo risultato. Il concorso prevede infatti un bonus di sei mesi in più di tempo, se il progetto ottiene 100 like nei primi 60 giorni. Cosa che Mirko è riuscito a fare in molto meno tempo.

Dopotutto, non è la prima vota che il ragazzo di Brixlab presenta questo progetto all’azienda danese. La prima volta, tuttavia, non era stato ammesso al concorso perché riportava sul giocattolo anche la scritta “bar”. «La Lego non vuole richiami a bar o al possibile uso di alcol. Così ho dovuto togliere la scritta: la versione attuale riprende fedelmente la prima puntata della serie tv».

Tra i personaggi Lego legati alla struttura ci sono ovviamente i due fratelli, Giulio e Cesare Cesaroni in tenuta da oste, interpretati in tv da Claudio Amendola e Antonello Fassari. Ma troviamo anche molti altri personaggi del cast, come Lucia, che era stata interpretata da Elena Sofia Ricci. O, ancora Max Tortora, che dava corpo a Ezio, vestito da meccanico.

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Occupazione di viale delle Province movimenti in presidio

Tensione a viale delle Province 196, dove gli occupanti dello stabile ex Inpdai a rischio sgombero sono in strada dalle prime ore di oggi, mercoledì 9 febbraio, dopo la notizia del censimento ordinato dal Prefetto Matteo Piantedosi. 

Centinaia le persone accorse su appello dei Blocchi precari metropolitani e dei Movimenti per il diritto all’abitare, oltre alle 130 famiglie che vivono nell’edificio ci sono anche i sindacati (Asia Usb) e Potere al Popolo. “Ci aspettiamo due blindati della Polizia e i vigili urbani” racconta Paolo Di Vetta, referente dell’occupazione del palazzo di viale delle Province a rischio sgombero.

Presidio a viale delle Province. Le parole di Francesca Del Bello

“Non abbiamo avuto nessuna comunicazione ufficiale rispetto a censimenti – prosegue Margherita del Movimento -, questo dicono le informazioni che abbiamo, ma non si fanno così. 

Ci si riempie la bocca del modello Caravaggio, ma poi si ordinano interventi forzosi senza coinvolgere nemmeno il Municipio.

È un’operazione di ordine pubblico, non un censimento”.

E in effetti Francesca Del Bello, presidente del II, non ne sapeva nulla: “Sono stati gli occupanti ad avvertirci – le sue parole a RomaToday – e subito ho chiamato il sindaco Gualtieri chiedendo di convocare un incontro per rimettere in piedi le modalità usate a via di Caravaggio, con la garanzia del passaggio da casa a casa.

Quella di oggi è un’iniziativa della Prefettura, perché c’è un ricorso al Tar vinto dal fondo immobiliare proprietario.

Ma queste operazioni non servono a niente, oggi non riusciranno a fare nessun censimento e io ho chiesto di non forzare la mano”. 

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Una stalla su quattro a rischio nel Lazio

Nel Lazio rischia di chiudere una stalla su quattro con l’aumento dei costi energetici e delle materie prime, che vanno a gravare su una situazione già fortemente compromessa.

Settore zootecnico tra i più colpiti dalla crisi

Il settore zootecnico è uno dei più colpiti dalla crisi determinata dalla pandemia e dalle speculazioni di chi ha cercato di trarre un illecito vantaggio da questa situazione. Solo negli ultimi cinque anni nel Lazio sono circa 200 le aziende che sono state costrette a chiudere, passando così da più di mille aziende a poco più di 800 tra quelle ad orientamento latte.

Tutelare la dignità delle imprese di allevamento

«Dobbiamo tutelare la dignità delle imprese di allevamento – spiega il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – davanti all’esplosione dei costi di energia e mangimi e con il latte spot venduto sul mercato a quotazioni record, è necessario intervenire per salvare uno dei settori più colpiti. La zootecnia è fondamentale per l’economia del Lazio e per contrastare il degrado di interi territori che rischiano lo spopolamento».

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Risparmio di 10 milioni di euro con lo stop alle mascherine all’aria aperta

Non solo aria di libertà per tutti, ma anche taglio dei costi per le imprese con la fine dell’obbligo delle mascherine che fa risparmiare almeno 10 milioni di euro al mese nelle campagne.

Analisi della Coldiretti sul superamento dell’obbligo di mascherina all’aria aperta

È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sugli effetti del superamento dell’obbligo di indossare la mascherina all’aria aperta annunciato dall’11 febbraio. Una scadenza importante per circa un milione di lavoratori nelle campagne, dove gran parte delle attività si svolge all’aria aperta con la possibilità di rispettare le distanze.

Pesa l’obbligo del tampone per i vaccinati Sputnik o Sinovac

Sui costi per la prevenzione pesa invece l’obbligo del tampone per i lavoratori extracomunitari vaccinati con Sputnik o altri vaccini non riconosciuti dall’Italia, che sono stati recentemente autorizzati a venire in Italia con l’obbligo però del test. Si tratta di un impegno rilevante in una situazione in cui quasi un lavoratore agricolo straniero su due proviene da paesi in cui è utilizzato il vaccino russo, mentre in molti arrivano da Paesi in cui è diffuso quello cinese Sinovac.

Lavoro straniero rappresenta il 29% del totale secondo Idos

In Italia un prodotto agricolo su quattro viene raccolto in Italia da mani straniere con 358mila lavoratori provenienti da ben 164 Paesi diversi che hanno trovato regolarmente occupazione in agricoltura, fornendo più del 29% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore, secondo il Dossier di Idos, al quale ha collaborato la Coldiretti.

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Vaccino, da domani accesso libero pomeridiano in HUB

“A partire da domani gli hub vaccinali saranno ad accesso libero e fino ad esaurimento delle disponibilità giornaliere nella fascia pomeridiana (a partire dalle ore 14).

Il provvedimento si è reso necessario per favorire la partecipazione alla campagna vaccinale.

Nella fascia mattutina rimane in vigore l’accesso con prenotazione al portale regionale (https://prenotavaccino-covid.regione.lazio.it/main/home).

Sempre sul portale sono aperte le prenotazioni per il prossimo open day nelle strutture AIOP che si terrà domenica 13 febbraio dedicato a over 12 anni per la somministrazione delle dosi booster di vaccino anti Covid”. Lo comunica l’Unità di Crisi Covid della Regione Lazio.

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La rabbia di cuoche e addette mense: sciopero l’11 febbraio

Rispetto della clausola sociale e la piena applicazione del capitolato d’appalto per la qualità del lavoro e del servizio.

E’ questa la richiesta che arriva dagli addetti e dalle addette alle mense scolastiche di Roma che hanno protestato a via Capitan Bavastro, di fronte al dipartimento Servizi Educativi e Scolastici di Roma Capitale.

Un presidio che anticipa lo sciopero in programma per l’11 febbraio.

Si perchè il cambio di appalto che coinvolge nidi capitolini, sezioni ponte, scuole dell’infanzia comunali e statali, primarie e secondarie di primo grado, ha gettato il servizio di ristorazione scolastica nel caos. Nonostante l’accordo sottoscritto tra sindacati e imprese subentranti con la clausola di salvaguardia, ossia la continuità occupazionale per i circa 4500 addetti, oggi cucine e refettori delle scuole di Roma lavorano a ranghi ridotti. 

Tagli del personale che in città, a macchia di leopardo, toccano anche il 30%; mancate assunzioni da Garbatella a Monte Mario, passando per Tiburtina, con circa 50 lavoratori e lavoratrici rimasti fuori dalle scuole passando; i diritti pregressi degli addetti messi a rischio da contrattualizzazioni che non arrivano. 

Da qui la protesta di cuoche e addette alle mense scolastiche.

“Non ci fermeremo fino a quando non verranno garantiti i diritti e le tutele per tutte le lavoratrici e i lavoratori che garantiscono da sempre attraverso il proprio lavoro un servizio indispensabile e di qualità alla piccola utenza” – hanno scritto in occasione del presidio davanti al dipartimento di Roma Capitale Filcams Cgil Roma Lazio, Fisascat Cisl Roma Capitale e Rieti, Uiltucs Roma e Lazio.

L’11 febbraio nelle scuole di Roma le cucine rischiano di rimanere vuote: fornelli spenti e refettori deserti. Sciopero le addette e gli addetti delle mense scolastiche “per tutelare dignità del lavoro e servizio”. 

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Roma, modella scambiata per pusher:ora chiede allo Stato 100mila euro

E’ stata creduta una pusher e ha passato più di due mesi in carcere a Roma.

E’ la storia della modella ungherese Greta Gila, 24 anni.

Il suo incubo inizia in un albergo di Fiumicino nel marzo del 2019, quando poco prima di partire per il Giappone, dove doveva posare per un servizio fotografico, viene arrestata.

Ci sono voluti 74 giorni per uscire dal carcere e ora la donna chiede un risarcimento di 100.000 euro allo Stato italiano per ingiusta detenzione.

L’inizio della carriera

“Nel 2018, a 20 anni, ho vinto la corona di Miss Turismo in Ungheria – ha raccontato al Corriere della Sera -.

Poi, per la rinuncia di una concorrente, ho partecipato a un concorso in Cina, arrivando in finale.

Mi hanno chiamato per dei servizi fotografici e mi sono trasferita a Londra.

Qui un’agenzia mi ha scritturato per un servizio da fare a Tokyo: 1.500 euro più volo e alloggio. Ero a inizio carriera e ho accettato”.

“Per andare in Giappone – ha spiegato la modella – ho fatto scalo a Roma dove ho incontrato un manager di questa agenzia, a cena in un albergo a Fiumicino.

Mi aveva detto che ci avrebbe raggiunti una costumista per provare alcuni abiti ma a un certo punto l’ho visto nervoso, ha detto di avviarmi in camera e se n’è andato”.

L’arrivo della costumista rappresenta l’inizio dell’incubo.

Con la donna si presentano infatti anche degli uomini che iniziano a fare delle domande e sequestrano il telefono alla modella.

Più tardi scoprirà che si stratta di finanzieri: la “costumista” era stata infatti trovato in possesso di 11 chili di cocaina: scoperta al suo passaggio alla dogana la avevano seguita, fino ad arrivare nella camera della modella, che viene ritenuta la compratrice di parte del carico di droga.

Dopo aver trovato un avvocato, Gila riesce a far valere il suo punto di vista, ottenendo prima la scarcerazione, ma con l’obbligo di firma per sei mesi e infine l’archiviazione del caso.

“La difficoltà è stata trovare una casa in affitto a Roma per avere un domicilio. Ho anche cominciato a lavorare. Parlo diverse lingue: prima in un pub, poi in un negozio di moda. Il mio aspetto mi ha di certo aiutato”.

Adesso la donna ha cambiato completamente vita: “Ho smesso di fare la modella per il trauma.

Associo l’aereo alla paura di essere arrestata e fatico a fidarmi.

Sono tornata in Ungheria e seguo la mia passione per la pittura.

Magari è questa la mia strada”.