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D’Amato: rischio co-circolazione covid e influenza

“Il Centro europeo per la prevenzione e controllo delle malattie – ECDC ha rilevato che nelle ultime settimane la circolazione del virus respiratorio sinciziale si è intensificata e i soggetti maggiormente

colpiti sono i bambini di età inferiore ai 5 anni e gli adulti over 65 anni. Il rischio che la contemporanea circolazione del virus influenzale

e del covid eserciteranno una pressione sui sistemi sanitari è valutato come elevato. 

ALLERTATE LE STRUTTURE OSPEDALIERE

Per questo motivo è stata inviata una circolare operativa alle

strutture sanitarie regionali nel periodo compreso tra il 20 dicembre

e il 10 gennaio prossimo. Rinnovo l’appello alla vaccinazione e ad effettuare il richiamo covid e dell’antinfluenzale.

In riferimento a tale allerta ritengo temporalmente inopportuno allentare le residue misure di prevenzione”.

A lanciare l’allarme l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

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Sanità Lazio, D’Amato: all’Umberto I di Roma la Banca del Seme

– “Al Policlinico Umberto I di Roma la fertilità viene

difesa dal cancro: apre la Banca del Seme “Loredana Gandini” con un nuovissimo spazio dedicato per una valutazione specialistica andrologica”.

A darne notizia l’assessore regionale alla sanità del Lazio, Alessio D’Amato. 

LE PAROLE DELL’ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA’ DEL LAZIO, D’AMATO

“La prevenzione dell’infertilità giovanile, indotta dai trattamenti

di chemio o radioterapia, e il successivo supporto procreativo dei pazienti guariti, è una tematica di grande rilevanza socio-sanitaria

ed oggi, all’Umberto I, viene inaugurato un servizio innovativo e qualificato per rispondere ad esigenze specifiche” spiega.

“La crioconservazione, infatti, è consigliata in pazienti affetti

da patologie neoplastiche o altre patologie che prevedono cicli

di cure importanti.

Un passo avanti verso una programmazione sanitaria attenta

alla cura del paziente a 360°, dalla presa in carico alla qualità

della vita dopo il follow-up”.

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Influenza e Covid, pronto soccorso allo stremo: +50% di accessi

I pronto soccorso sono allo stremo per colpa di influenza e Covid.

A lanciare l’allarme è il presidente della Società italiana di medicina

di emergenza e urgenza (Simeu) Fabio De Iaco, che spiega:

“Ci sono criticità non più localizzate ma diffuse anche in Regioni considerate virtuose. Gli accessi si sono intensificati di circa il 50% rispetto a quanto vedevamo a settembre”.

La situazione, avverte, “non può che peggiorare nelle prossime settimane. Ci aspettiamo il picco durante le feste”.

“Le difficoltà – prosegue De Iaco – non possono che peggiorare nelle prossime settimane.

Ci aspettiamo il picco durante le feste, quando avremo più pazienti anziani ma anche più colleghi ammalati e quindi la necessità di coprire più turni con lo stesso personale, già ora scarsissimo”.

PER L’INFLUENZA L’ONDATA E’ INIZIATA 3 SETTIMANE FA

La situazione, precisa, “è drammatica un po’ ovunque non più localizzabile solo in Regioni come Lazio, Sardegna, Piemonte, Campania, Lombardia, ma anche in Veneto, Emilia Romagna Toscana o Friuli Venezia Giulia”, spiega De Iaco.

Per l’influenza, l’ondata è iniziata circa 3 settimane fa:

“Hanno cominciato ad arrivare in pronto soccorso prima i bambini,

ma ora si sta alzando l’età, che aumenterà durante le feste, tradizionale momento di scambio di virus tra generazioni”.

Rispetto al normale andamento delle epidemie da virus influenzali, quest’anno siamo in anticipo di circa un mese.

Vediamo numeri che pre-pandemia si raggiungevano a meta’ gennaio”.

A questo si aggiunge l’aumento della circolazione del Covid, che va

ben oltre i numeri ufficiali certificati dalla positività al tampone.

“Molti arrivano con sintomi influenzali in pronto soccorso e scopriamo che è Covid solo al momento del tampone. D’altronde, i sintomi oggi sono indistinguibili.

E per i positivi abbiamo difficoltà a trovare spazi e personale per l’isolamento”. 

LE PAROLE DI SILVESTRO SCOTTI SEGRETARIO GENERALE DELLA FIMMG

Secondo Silvestro Scotti, segretario generale della Federazione italiana medici di medicina generale “c’è stata una rapidissima crescita dell’incidenza di sindrome simil-influenzale, che nell’ultima settimana ha raggiunto i 16 casi per mille assistiti, il valore più alto degli ultimi 15 anni.

Questo significa che ogni settimana un medico di famiglia ha circa 100 assistiti che si ammalano, che si traduce in almeno 2-3 chiamate a settimana per ognuno a cui si aggiungono visite e tanta burocrazia. Stiamo praticamente impazzendo”.

“La crescita dei casi è stata rapidissima e non credo si sia già raggiunto picco”, aggiunge Scotti, secondo il quale l’attuale situazione potrebbe perdurare “per settimane” e “si rischia anche di assistere a delle code di influenza tra marzo-aprile, perché i soggetti che hanno contratto l’influenza potrebbero avere una immunità non così stabile e ammalarsi di nuovo a distanza di mesi”.

Si tratta, peraltro, di un’influenza “molto aggressiva, con febbre che supera i 40 gradi e con una forte componente respiratoria”, spiega il segretario nazionale della Fimmg.

SONO OLTRE 3,5 MILIONI GLI ITALIANI A LETTO PER L’INFLUENZA

Sono oltre 3,5 milioni, finora, gli italiani finiti a letto per l’influenza, quasi un milione nell’ultima settimana. Scotti evidenzia come vi siano importanti differenze in base all’età, che in qualche modo potrebbero riflettere un diverso ricorso alla vaccinazione.

“Nella fascia di età pari o superiore ai 65 anni, quella che più si vaccina, l’incidenza è di 6,44 casi per mille assistiti, che sale a 13,16 nella fascia 15-64 anni, a 29,29 nella fascia 5-14, fino a raggiungere i 50,2 casi tra i bambini sotto i 4 anni”.

Per Scotti “nella fascia tra i 15 e i 64 anni ci sono molti malati cronici che dovrebbero riflettere sul fatto di recarsi dal medico a vaccinarsi”. Per migliorare l’assistenza ai pazienti, la Fimmg chiede “più risorse per la medicina generale, con un finanziamento sul personale di studio che ci liberi dalla burocrazia e ci permetta di avere più tempo da dedicare alla cura”.

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Influenza, Iss: 943mila colpiti negli ultimi sette giorni, è record

L’influenza ha messo a letto quasi un milione di italiani negli

ultimi sette giorni, facendo registrare un incidenza record, la piu’ alta

dal 2009.

È quanto emerge dal bollettino della rete di sorveglianza InfluNet dell‘Istituto Superiore di Sanità.

Nell’ultima settimana, per la precisione, sono stati 943mila gli

italiani colpiti da sindromi simil-influenzali. In totale,

dall’inizio del monitoraggio sono 3,5 milioni le persone contagiate.

L’INCIDENZA E’ LA PIU’ ALTA DAL 2009

L’influenza non è solo piu’ precoce, ma ha un’incidenza che

nell’ultima settimana ha sfiorato 16 casi ogni mille abitanti

superando il picco di tutte le stagioni precedenti, a partire dal 2009.

Dalla Società Italiana di Pediatria arriva un appello rivolto ai genitori: vaccinare i bambini contro l’influenza, “un’arma efficace e sicura per proteggere i più piccoli nei confronti dei virus influenzali, per i quali si prevede la maggiore circolazione”.

“Se non lo si è fatto ancora – afferma il presidente della Sip, Annamaria Staiano – non si perda tempo: questo è il momento giusto per vaccinare il proprio bimbo, anche se senza patologie croniche o fragilità”.

A CHI E’ CONSIGLIATO IL VACCINO ANTINFLUENZALE

La vaccinazione è particolarmente raccomandata per tutti i bambini di età compresa tra sei mesi e sei anni, e per tutti i soggetti di ogni età con patologie croniche che aumentano il rischio di complicanze in corso di influenza.

È importante sottolineare che, proteggendo i più piccoli, si proteggono anche i fragili di tutte le età e gli anziani in famiglia.

“Manca ormai poco a Natale, e servono circa 15 giorni per garantire un’adeguata protezione generata dal vaccino”, sottolineano ancora i pediatri.

L’influenza cresce infatti a ritmo costante e veloce, specie nei bambini più piccoli, come testimonia il bollettino Influnet.

La circolazione del virus supera la soglia di intensità alta, simile a quella che si raggiunge nel momento del picco, generalmente tra gennaio e febbraio, con in media 16 casi per mille assistiti (13 nella settimana precedente), aumentando in tutte le fasce di età.

La più colpita è quella pediatrica, in particolare i bambini al di sotto dei 5 anni in cui l’incidenza è arrivata a 50,2 casi per mille assistiti (41,2 nella settimana precedente). In inverno, dopo due anni di scarsa circolazione virale a causa delle misure di prevenzione legate alla pandemia che ha portato un minor allenamento delle difese immunitarie da parte di bambini e ragazzi, ci si aspettava una maggiore facilità ad ammalarsi.

LA SIP RICORDA COME PREVENIRE L’INFLUENZA

Oltre alla vaccinazione, la Sip ricorda alcune semplici regole che possono aiutare a prevenire l’influenza.

La prima è evitare luoghi affollati, poi a seguire lavare frequentemente le mani, evitare il contatto con persone ammalate, in caso di tosse o starnuti, coprire naso e bocca con l’incavo del gomito, ventilare gli ambienti di lavoro e casalinghi aprendo le finestre.

Nei luoghi affollati le mascherine, che abbiamo imparato a usare con il Covid, restano un presidio di prevenzione anche per altri virus, tra cui l’influenza.

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Influenza australiana 2022, virus ‘minaccia’ il Natale

L’influenza australiana sbarca in Italia alla fine del 2022 e scatta l’allerta.

I contagi aumentano, il picco dei casi si prospetta per Natale,

quando le vacanze sembrano destinate ad essere condizionate dai sintomi provocati dal ‘virus Darwin’:

febbre, brividi, dolori ossei e muscolari, mal di testa,

mal di gola, tosse. 

L’incubazione breve, circa 1-2 giorni, precede l’influenza vera e

propria che in genere dura 3-5 giorni ma che può anche protrarsi

oltre il limite della settimana.

LA MAGGIOR PARTE DELLE PERSONE GUARISCE ENTRO UNA SETTIMANA

L’Iss sottolinea che la maggior parte delle persone guarisce entro

una settimana senza richiedere cure mediche e nel soggetto sano l’influenza raramente dà luogo a complicazioni.

Particolare attenzione va riservata ai casi che riguardano donne in gravidanza, bambini fra i 6 mesi e i 5 anni, anziani, pazienti

con malattie croniche o sottoposti a terapie che indeboliscono

il sistema immunitario, obesi gravi, personale sanitario.

Per le persone sane colpite da influenza la cura principale è il riposo

a casa, stare al caldo e bere molta acqua per evitare la disidratazione. L’Iss ricorda che si può assumerne se necessario, paracetamolo o ibuprofene per abbassare la temperatura se la febbre è elevata e alleviare i dolori. In caso di situazioni a rischio o pazienti con fragilità è opportuno rivolgersi al medico di famiglia.

IL VACCINO CONSENTE DI PREVENIRE L’INFLUENZA

Il vaccino consente di prevenire l’influenza.

Se si contrae la malattia, aumentano le probabilità di non sviluppare sintomi particolarmente pesanti.

L’immunità garantita dal vaccino ‘funziona’ circa due settimane dopo la somministrazione e cala progressivamente nel giro di 6-8 mesi.

Nel complesso, si prevedono 8-10 milioni di casi stagionali di influenza. “La curva dell’epidemia influenzale si è elevata in maniera tale da far prevedere, se il trend si manterrà su questi livelli, il picco più alto degli ultimi 15 anni.

E potrebbe essere raggiunto prima di Natale perché i valori sono molto cresciuti”, dice all’Adnkronos Salute Silvestro Scotti, segretario generale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg).

“Se consideriamo il picco come una montagna – continua Scotti – avremo, in pratica, una vetta di 4mila metri, invece che di 3mila.

Per l’influenza, di solito, i picchi si raggiungono sempre con la stessa incidenza, poi c’è un plateau e segue la discesa.

L’andamento così com’è, quindi, fa pensare ad un picco assai superiore delle epidemie passate”.

Vista dalla parte dei pazienti “questa influenza è caratterizzata da una febbre molto alta che spesso spaventa, sintomi respiratori, qualche volta gastroenterici”.

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Sanità Lazio: agli Ifo di Roma 2 nuove Pet-Ct digitali

 Inaugurati oggi agli IFO Istituti Regina Elena e San Gallicano,

due nuovi sistemi di Pet-Ct completamente digitali con il taglio

del nastro dell’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

Si tratta di una eccellenza diagnostica unica nel suo genere –

spiegano dalla Regione – che consente di identificare con precisione anche lesioni tumorali millimetriche grazie alla elevata risoluzione

e sensibilità delle immagini. 

LE PET CT PERMETTONO DI IDENTIFICARE IL TUMORE FIN DAI PRIMI STADI

Le nuove Pet-Ct non solo permettono di identificare il tumore fin

dai primi stadi, ma anche di osservare la sua evoluzione e monitorare

la risposta ai trattamenti.

Questo importante miglioramento del sistema digitale rispetto all’ analogico, aumenterà la produttività del 60% con un impatto

sulla riduzione delle liste di attesa in un campo della medicina estremamente delicato e critico come quello oncologico. 

OLTRE 3,7 MILIONI IL COSTO DELLE DUE MACCHINE

Oltre 3.7 milioni il costo delle due macchine, sostenuto dalla Regione Lazio e dai finanziamenti provenienti dal Pnrr.

D’Amato ha spiegato che “con questo investimento prosegue l’impegno per l’innovazione tecnologica e per migliorare e potenziare la sanità territoriale, affinché i cittadini possano ricevere cure di qualità e sempre più moderne.

Grazie a questo intervento l’IFO sarà arricchito con PET/CT di ultima generazione che consentiranno un notevole miglioramento di qualità ed efficienza nelle prestazioni con un particolare riguardo all’umanizzazione delle cure.

La durata dell’esame si riduce, si potranno così effettuare più di 7000 esami annui”.

LE PAROLE DI ROSA SCIUTO, RESPONSABILE DELLA MEDICINA NUCLEARE IFO

“Il sistema – ha detto Rosa Sciuto, Responsabile della Medicina Nucleare IFO – consente di realizzare un vero e proprio imaging di precisione.

La durata dell’esame si riduce passando dai 25-45 minuti dei tomografi PET analogici, ai 15-25 minuti, a seconda del tipo di indagine.

Il flusso di lavoro più efficiente porterà all’esecuzione di un numero maggiore di esami giornalieri.

Si stima di aumentare subito la produttività da 4500 esami annui, eseguiti nel 2021 e nel 2022, a più di 7000 nel 2023”.

Alle più elevate performance diagnostiche si affianca la massima sicurezza e comfort per l’assistito: si riduce di circa il 30%, la dose di radiofarmaco da iniettare con conseguente minore esposizione anche degli operatori. 

LE PAROLE DI MARINA CERIMELE,DIRETTORE GENERALE IFO

“Siamo riusciti in tempi molto ragionevoli a sostituire la Pet-Ct mobile – ha aggiunto Marina Cerimele, Direttore Generale IFO – e acquisire ben 2 macchine di elevata eccellenza tecnologica.

Un importante investimento che aggiunge così un altro tassello al progetto di restyling e ammodernamento del parco macchine degli Istituti.

Tutto questo senza perdere di vista i bisogni della persona malata, non solo sul piano clinico-assistenziale ma anche del benessere psicofisico. E’ completamente cambiata la filosofia di arredo degli ambienti, al fine offrire spazi confortevoli sia ai pazienti che agli operatori”. 

LE PAROLE DI GIUSEPPE AVANTERI, INGEGNERE CLINICO

 “La leva tecnologica è per noi un fattore che permette di ottimizzare i processi clinico-assistenziali.

Con il nuovo applicativo – ha concluso Giuseppe Navanteri, ingegnere clinico IFO – abbiamo messo in atto un processo operativo semplificato e completamente paperless.

L’obiettivo sarebbe ora quello di estendere l’uso di questo software a livello regionale, in modo che ogni specialista possa monitorare la richiesta di prestazione, visualizzarne lo stato e la data calendarizzata, permettendogli di pianificare al meglio il percorso terapeutico e diagnostico dell’assistito”.

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Inaugurata area ippoterapia all’ospedale S.Giovanni Battista, a Roma

Ieri presso l’ospedale San Giovanni Battista, a Roma,

è stata inaugurata una nuova area equestre bonificata e attrezzata

che rende più grande, così, la zona riservata alle terapie con i cavalli.

Il polo di assistenza sanitaria dell’Associazione dei Cavalieri italiani

del sovrano militare Ordine di Malta, l’Acismom, “è l’unica struttura sanitaria in Italia a proporre nel piano terapeutico anche questo

percorso riabilitativo, usufruendo di un’area equestre all’interno

del complesso ospedaliero”, ha sottolineato la direttrice generale

del San Giovanni Battista, Anna Paola Santaroni.

PARTIRANNO CORSI DI FORMAZIONE DI TERAPIA ASSISTITA CON I CAVALLI

 Inoltre, l’Acismom, grazie alla collaborazione con l’Asi,

Associazioni sportive e sociali italiane, avvierà dei corsi di formazione – rivolti agli operatori sanitari – di terapia assistita con i cavalli.
“Il progetto è partito nel 2016 e nel 2022 presso l’aera equestre

sono stati effettuati circa 900 interventi con finalità terapeutica

e il 92% dai pazienti trattati ha raggiunto gli obiettivi riabilitativi proposti riducendo i tempi della degenza”, ha spiegato Santaroni. (ANSA).

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Sanità: D’Amato, Carta Qualità strumento per alzare standard: aumento screening e crescita diagnosi

 “Nel Lazio in questi dieci anni abbiamo compiuto un

percorso importante grazie a una strategia comune e a un

lavoro condiviso, che ci ha permesso di elevare i livelli di assistenza.

I dati che riguardano la prevenzione stanno migliorando,

prima di tutto per quanto riguarda l’aumento degli screening

effettuati con la conseguente crescita delle diagnosi preventive.

Grazie al coinvolgimento della rete delle farmacie, ad esempio,

sul colon retto abbiamo effettuato +20 mila esami del sangue occulto

ed è stato fatto anche un lavoro importante sulla presa in carico grazie alle prenotazioni online sul portale regionale di SaluteLazio”.

Così, si legge in una nota, l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato che questa mattina ha partecipato al Museo Ninfeo

all’evento ‘Rapporto monitoraggio screening colon retto nel Lazio:

verso la costruzione della Carta di Qualità’ promosso da Cittadinanzattiva.

LE PAROLE DELL’ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA’ D’AMATO

“Dobbiamo lavorare insieme per migliorare anche l’appropriatezza degli esami – ha aggiunto – per non gravare sulle liste d’attesa tutelando così il lavoro di tanti medici e operatori sanitari.

In questo discorso si inserisce perfettamente la costruzione della Carta di Qualità, strumento fondamentale insieme alla tecnologia per continuare ad alzare gli standard qualitativi delle prestazioni offerte e che auspichiamo venga promossa attraverso una grande campagna di comunicazione tra i cittadini del Lazio.

Partendo dunque dall’ulteriore rafforzamento della rete sociosanitaria, che proprio nel corso della pandemia ha dimostrato la sua efficacia, e dagli investimenti su tecnologie, strumentazioni e personale che grazie al Pnrr saranno messi in campo, è imprescindibile la centralità del Fascicolo Sanitario, con tutte le informazioni in esso contenute accessibili ai medici di medicina generale e ai professionisti e con l’inserimento di esami e diagnosi svolti in forma privata.

Questo consentirà al Fascicolo Sanitario di fare un importante salto di qualità”. (ANSA).

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Sapienza promuove le attività di Sapienza Salute

Sapienza promuove le attività di Sapienza Salute, che si arricchisce del counselling dedicato alla salute sessuale, e della possibilità di usufruire di test per HIV gratuiti in forma anonima, a favore della comunità universitaria.

La Rettrice di Sapienza

«Come università abbiamo il dovere di fornire strumenti e servizi per contrastare e superare per quanto possibile l’infezione da HIV – spiega la Rettrice Antonella Polimeni – e le azioni che stiamo presentando vanno in questa direzione. Ben vengano anche i momenti di riflessione e informazione come quello organizzato ieri in Aula Magna di concerto con tutte le componenti universitarie. La cultura della prevenzione merita la massima attenzione ed è il punto di partenza per abbattere l’incidenza dell’Aids che in Italia rimane al di sopra della media europea».

Apertura di nuovi ambulatori

Accanto alle attività già consolidate di consulto, indirizzo alla cura, promozione della salute e del benessere psico-fisico, aprono nuovi ambulatori pomeridiani presso il Centro di Medicina Occupazionale, per la salute sessuale in ambito endocrinologico, andrologico e infettivologico. Per accedere alle attività gratuite di consulto, sarà sufficiente prenotarsi online accedendo con le credenziali dell’account di posta universitario.

Servizio Test HIV

È possibile, inoltre usufruire gratuitamente e in forma anonima del servizio di test per l’HIV presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Umberto I, senza prenotazione o appuntamento, presentandosi direttamente al piano terra dell’edificio di Malattie tropicali ogni mercoledì e giovedì mattina. Presso la stessa struttura, si possono fissare appuntamenti (sempre tramite mail) per effettuare il prelievo e i tamponi per lo screening delle infezioni sessualmente trasmissibili (sifilide, clamidia, gonorrea, epatite B, epatite C, papillomavirus). Il martedì e il giovedì pomeriggio, inoltre, è attivo l’Ambulatorio PrEP al I piano dell’edificio di Malattie tropicali (per prenotazione del counselling PrEP scrivere a prep.umberto1@gmail.com).

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Sanità Lazio, Tidei (Terzo Polo): bene stabilizzazione precari

“Esprimo la mia soddisfazione per la firma delle principali

sigle sindacali di medici e del comparto Sanità del protocollo d’Intesa

in merito ai processi di stabilizzazione all’interno del Servizio Sanitario Nazionale.

Oggi nel Lazio ci sono ancora 4.800 lavoratori e lavoratrici della sanità che hanno un contratto a tempo determinato, e a questi lavoratori

è necessario dare una risposta immediata”.

Parola affidate ad una nota dalla consigliera regionale del Lazio Marietta Tidei. 

LE PAROLE DELLA CONSIGLIERA DEL LAZIO TIDEI

“Per ridurre le liste di attesa, per implementare i servizi previsti dal PNRR, potenziare la sanità territoriale e incrementare la presa in carico e la prevenzione precoce delle patologie, il Servizio Sanitario Regionale deve assolutamente investire su personale sanitario.

Ora – avverte – è assolutamente urgente velocizzare al massimo le procedure per la stabilizzazione – come già dichiarato dall’assessore Alessio D’amato – in modo da poter dare risposte efficaci alle esigenze di famiglie e territori.

Ritengo assolutamente necessario che la sanità a livello nazionale venga potenziata al massimo e che si debba investire in strutture e personale. Per questo mi auguro che il Governo prenda seriamente in considerazione la proposta di utilizzare i fondi del MES” conclude Tidei.