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Nuova speranza per i bambini affetti da HIV dal Bambino Gesù

Una nuova speranza di trattamento per i bambini affetti da HIV arriva dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, alla vigilia della Giornata Mondiale contro l’AIDS. Medici e ricercatori sono riusciti a mettere a punto una nuova procedura in grado di caratterizzare la carica virale residua e la risposta immunitaria protettiva a essa associata presente nei pazienti, individuando quei bambini in cui il residuo virale risulta dormiente e quelli in cui tale residuo comporta, se non adeguatamente trattato, un rischio di recidiva della malattia.

Nuova procedura presentata alla Conference on Retroviruses and Opportunistic Infection

I risultati di questa nuova procedura saranno presentati nella prossima edizione della Conference on Retroviruses and Opportunistic Infection, che si terrà a Seattle il prossimo mese di febbraio. Nel corso del 2023 partirà al Bambino Gesù la prima sperimentazione per la sospensione della terapia antiretrovirale nei bambini con riserva virale “dormiente”. Per superare il problema delle ridotte quantità di sangue prelevabili da un bambino, i ricercatori delle aree di Immunologia Clinica e Vaccinologia diretta dal prof. Paolo Palma e di Infezioni Complesse e Perinatali della dott.ssa Stefania Bernardi, in collaborazione con l’unità di Aferesi della dott.ssa Giovanna Leone della Medicina Trasfusionale del Bambino Gesù, hanno studiato l’applicazione di una procedura con cui ottenere una quantità ottimale di cellule pronte per la caratterizzazione. Si tratta della leucoaferesi che, attraverso un apposito macchinario, consente di prelevare solamente i globuli bianchi, reimmettendo poi in circolo il resto del sangue.

Procedimento sicuro

Il procedimento è risultato sicuro per i piccoli pazienti ed efficace, con una resa cellulare fino a 250.000 volte maggiore rispetto alle tradizionali tecniche di prelievo. I risultati dello studio saranno presentati nel corso della 30° edizione della Conference on Retroviruses and Opportunistic Infections (CROI) che si terrà dal 19 al 23 febbraio 2023 a Seattle dove sono già stati considerati di estremo interesse dalla commissione scientifica valutatrice, premiando il dott. Nicola Cotugno con la scholarship per partecipare all’evento. Si tratta del convegno scientifico annuale dedicato alla comprensione, alla prevenzione e al trattamento dell’HIV/AIDS e delle infezioni associate che riunisce centinaia di ricercatori e clinici provenienti da tutto il mondo.

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Salute

Il 29 novembre presso il Palazzo della Regione Lazio convegno sulle nuove sfide dell’oncologia

I progressi della scienza stanno fortemente modificando

il paradigma della prevenzione oncologica, oltre che della presa

in carico e del trattamento precoce del paziente.

Per quanto riguarda la prevenzione oncologica primaria e secondaria,

il 17 novembre 2020 l’OMS ha lanciato la “Strategia globale per accelerare l’eliminazione del tumore cervicale come problema di salute pubblica” per cancellare definitivamente la malattia entro pochi decenni. Uno dei punti chiave della strategia è rappresentato dagli obiettivi “90-70-90” da raggiungere entro il 2030:

90% delle ragazze vaccinate con tutti i richiami previsti contro l’HPV entro i 15 anni di età;

70% delle donne sottoposte a screening entro i 35 anni e ancora entro

i 45 anni di età; 90% delle donne con diagnosi di tumore della cervice sottoposte a trattamento.

DALLA PREVENZIONE DEI TUMORI ALL’IMPORTANZA DELLA DIAGNOSI E DEL TRATTAMENTO PRECOCE

Per quanto concerne la presa in carico, l’impiego degli IO nei setting precoci di malattia consente più interventi chirurgici con intento curativo, offrendo l’opportunità di ridurre il burden complessivo della patologia eliminando procedure e trattamenti futuri laddove il paziente risultasse guarito.

Una presa in carico precoce permette al paziente di vivere più a lungo impedendo alla malattia di progredire verso forme più avanzate a prognosi peggiore.

L’opportunità di evitare trattamenti successivi si traduce in benefici clinici ed economici per il sistema Paese.

IL 29 NOVEMBRE ALLE 11 PRESSO IL PALAZZO DELLA REGIONE LAZIO

Su queste tematiche, partendo dal contesto internazionale e delineando a seguire la migliore applicazione nelle attività nazionali e nell’organizzazione regionale dei servizi, si svilupperà il confronto in programma martedì 29 novembre, alle ore 11, presso il Palazzo della Regione Lazio (Sala Tevere, Via Cristoforo Colombo 212, ulteriori info su planhealth.it).

Un convegno dal titolo “Dalla prevenzione dei tumori all’importanza della diagnosi e del trattamento precoce”, i cui lavori, moderati da Carla Bruschelli (Specialista in Medicina Interna, Ricercatrice clinica, Docente di Metodologia Clinica presso l’Università La Sapienza di Roma), si avvieranno con l’introduzione di Roberto Ieraci (Responsabile scientifico Campagna di Vaccinazione Regione Lazio).

A seguire, previsti gli interventi di Alessio D’Amato

(Assessore alla Sanità Regione Lazio), Walter Ricciardi (Board Cancer Europeo), Alessandra Barca (Dirigente Area Prevenzione Direzione Sanità Regione Lazio), Francesco Cognetti (Presidente FOCE e Coordinatore del Forum delle Società Scientifiche dei Clinici Ospedalieri e Universitari Italiani FoSSC), Marco Marchetti (Responsabile Health Technology Assessment),

Marina Panfilo (Policy & Communication Director, MSD Italia),

Marina Cerimele (Direttore Generale IFO Regina Elena).

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Salute

Salute, al via oggi e fino al 26 novembre l’ VIII Congresso internazionale “Skin On The Move”

Realizzare un focus sulle malattie tropicali della pelle,

sulla salute globale e sulla pandemia da Covid-19, nell’ambito di

un rinnovato impegno medico-scientifico italiano in uno dei

contesti socioeconomici più difficili del continente africano.

Con un obiettivo ben chiaro: diffondere la ricerca scientifica per migliorare la condizione dei malati, mettendo in contatto medici

ed esperti di tutto il mondo per condividere le loro esperienze con i colleghi che operano sul territorio.

Le malattie, infatti, non si fermano davanti ai confini degli Stati,

per questo è necessario studiarne le cause e contrastarne la diffusione, insieme a tutta la comunità scientifica internazionale, per evitare

una nuova pandemia con i lutti e le conseguenze che ancora oggi osserviamo. 

MEETING IN ETIOPIA ORGANIZZATO DAL PROF.ALDO MORRONE

 È la “mission” dell’8° Congresso Internazionale “Skin On The Move. Tropical Neglected Skin Diseases, Global Health and COVID-19 Pandemic” – al via oggi e in programma fino al 26 novembre ad

Addis Abeba e Wolita Sodo (Etiopia) -, organizzato dal prof. Aldo Morrone, direttore scientifico dell’Istituto dermatologico San Gallicano IRCSS di Roma.

LE PAROLE DEL PROFESSOR ALDO MORRONE DELL’IST.SAN GALLICANO DI ROMA

“Questi ultimi due anni di pandemia da Covid-19 hanno stravolto il nostro mondo – ha scritto il prof. Morrone -.

Durante questo periodo abbiamo lavorato a lungo con le persone più fragili a Roma (come senzatetto, migranti irregolari, minori stranieri non accompagnati) e anche in alcuni Paesi in via di sviluppo in Africa e in Medio Oriente.

Finalmente, dopo due anni di SARS-CoV-2, e nonostante una terribile guerra fratricida nella regione settentrionale dell’Etiopia e l’invasione delle locuste, che ha distrutto tutti i raccolti, dopo numerosi incontri con i nostri colleghi locali, abbiamo condiviso l’idea di organizzare l’8° Congresso Internazionale “Skin On The Move. Tropical Neglected Skin Diseases, Global Health and COVID-19 Pandemic”, in collaborazione con i colleghi del Wolaita Sodo University Teaching Referral Hospital e con il St. Paul’s Hospital Millennium Medical College of Health Science di Addis Abeba”.

“Il programma scientifico si svilupperà in sessioni cliniche in centri sanitari pubblici in aree remote rurali, workshop, conferenze all’avanguardia e discussioni libere con illustri esperti provenienti da tutto il mondo.

Anche l’incontro con le comunità locali, l’osservazione del contesto geopolitico e gli ultimi eventi socio-culturali saranno una parte importante del Congresso, che sarà una buona occasione – ha concluso – per scoprire l’ospitalità, la storia e la bellezza di un Paese particolarmente interessante”.

GLI OSPITI INTERNAZIONALI PRESENTI AL CONGRESSO

Il Congresso. Oltre al Prof. Morrone, interverranno numerosi

ospiti nazionali e internazionali, tra i quali:

Agostino Palese (Ambasciatore italiano ad Addis Abeba), Lia Tadesse (Ministro della Salute dell’Etiopia), Bernard Naafs (Presidente Onorario del Congresso, tra i massimi esperti al mondo di malattie tropicali – affiliazione:

Foundation Global Dermatology, Munnekeburen, The Netherlands), Nejib Doss (Golden Towers Médical Centre, Tunis, Tunisia), John Masenga (Departmento di dermatologia del Regional Dermatology Training Center, di Moshi, Tanzania), Antonio Cristaudo (Direttore del Dipartimento di Clinica e Ricerca Dermatologica del San Gallicano IRCCS), Stefano Veraldi (Università degli Studi di Milano, IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Milano, Italia), Paola Monari (Professoressa di dermatologia dell’Università degli Studi di Brescia).

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Sanità, il 24 novembre convegno presa in carico pazienti con emicrania

L’emicrania è una patologia complessa e multifattoriale di cui

soffre circa il 12% della popolazione italiana (8 milioni di persone),

per la maggior parte donne, con ricadute spesso importanti sia

sulla qualità di vita che sull’attività lavorativa.

Il suo impatto socio-economico è infatti molto importante,

con una spesa media annua di 2 mila e 600 euro a paziente,

dei quali il 5% arriva a perdere più di 5 giorni lavorativi al mese.

Una patologia che un DDL approvato nel 2020 al Senato

dovrebbe trasformare in malattia sociale, favorendo la sperimentazione di metodi innovativi per contrastarne i danni per la salute,

ma che rischia di restare inapplicato in quanto mancano i decreti attuativi della legge.

IL CONVEGNO SI TERRA’ IL 24 NOVEMBRE ALLE 15 ALL’UNIVERSITA’ CATTOLICA DEL SACRO CUORE DI ROMA

Di questi temi si parlerà nel corso del convegno, Patrocinato dalla SIFO (Società Italiana di farmacia ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie), dal titolo “Emicrania.

Presa in carico del paziente in Regione Lazio:

confronto multi-stakeholder e prospettive future” che si terrà

martedì 24 novembre a partire dalle ore 15 presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma (Sala Italia – Centro Congressi Europa Largo F. Vito 1).

Il dibattito sarà introdotto dai saluti istituzionali di Marco Elefanti (Direttore Generale Fondazione Policlinico universitario “A. Gemelli” IRCCS), Antonio Gasbarrini (Preside della Facoltà di Medicina e chirurgia “A. Gemelli” Università Cattolica del Sacro Cuore),

Andrea Cambieri (Direttore Sanitario Fondazione Policlinico universitario “A. Gemelli” IRCCS), Arturo Cavaliere (Presidente SIFO).
A seguire gli interventi di Marcello Pani (Direttore U.O.C. Farmacia Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli” IRCCS) e

Claudio Pisanelli (U.O.C. Farmacia Ospedaliera e Logistica del Farmaco ASL Roma 1) che insieme a Fulvio Ferrante (Direttore Dipartimento Diagnostica e Assistenza Farmaceutica ASL Frosinone) sono i responsabili scientifici dell’evento.

Dopo gli approfondimenti scientifici degli esperti di patologia sarà la volta del dialogo parlamentare sul riconoscimento dell’emicrania come malattia sociale con gli onorevoli Arianna Lazzarini, Chiara Colosimo, Rodolfo Lena e Antonello Aurigemma.

GLI ALTRI RELATORI

Tra le relazioni previste quella del prof. Francesco Saverio Mennini (Direttore EEHTHA del CEIS Facoltà’ di Economia, Università’ degli Studi di Roma Tor Vergata) che tratterà gli aspetti socioeconomici dell’emicrania.

Concluderà il convegno la tavola rotonda dei direttori di farmacia ospedaliera dal titolo “Stato attuale e prospettive future per la presa in carico del paziente cefalalgico in Regione Lazio”.
L’incontro si propone di creare un momento di dialogo, confronto e condivisione tra i diversi stakeholders del nostro sistema sanitario con l’obiettivo di fare il punto sulle attività implementate nella Regione Lazio, relative alle cure e alla risposta agli unmet need per garantire la migliore presa in carico dei pazienti cefalalgici.

I DATI:

I dati. Il costo medio annuo per ogni singolo paziente in Europa è pari

a 1.222 euro, con costi indiretti (assenteismo e ridotta produttività) di gran lunga superiori a quelli diretti (visite mediche, accertamenti clinici, farmaci).

L’Italia, al pari di Francia, Germania e Spagna presenta costi diretti ed indiretti pari a circa 20 miliardi di euro all’anno.

Esistono poi costi intangibili, di natura psicosociale e riconducibili al dolore, all’ansia e all’impatto emotivo che la malattia provoca all’individuo affetto, che possono essere aggravati da accertamenti inappropriati, diagnosi e trattamento tardivo della patologia.

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Inaugurati oggi nuovi servizi Asl a Rignano e a Sant’Oreste

Doppia inaugurazione questa mattina alla presenza dell’assessore

alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato nel distretto 4

della Asl Roma 4 che vede realizzare a Rignano Flaminio un poliambulatorio multidisciplinare e a Sant’Oreste un Ambulatorio

di Prossimità, sul modello già adottato nei comuni limitrofi,

con equipe infermieristica itinerante e postazione del

Medico di Medicina Generale e Pediatra.

D’AMATO, OBIETTIVO SERVIZI TERRITORIALI FACILMENTE ACCESSIBILI

 “Un passo in avanti importante per la riorganizzazione della rete assistenziale territoriale che vede lavorare insieme l’Azienda sanitaria

e i Comuni del territorio.

Un rapporto virtuoso con l’obiettivo di migliorare l’accessibilità

e la qualità delle cure alle persone sul territorio.

Un ringraziamento particolare va alle due amministrazioni comunali

e ai due sindaci per la collaborazione e lungimiranza” ha dichiarato l’assessore Alessio D’Amato.

 “La riorganizzazione di queste due sedi – ha detto la dottoressa

Cristina Matranga, Direttore Generale della Asl Roma 4 –

rappresenta un ulteriore tassello del processo avviato dall’azienda

per avvicinare i servizi agli utenti e garantire una maggiore e

migliore possibilità di accesso.

La giornata di oggi è la posa della prima pietra della nuova rete assistenziale che stiamo progettando per questo territorio e che culminerà con la realizzazione della Casa e dell’Ospedale di Comunità

a Rignano, i cui lavori sono attualmente in corso”.

SODDISFATTI I SINDACI DI RIGNANO E SANT’ORESTE

Soddisfatti si sono detti anche i sindaci di Rignano,

Vincenzo Marcorelli, e di Sant’Oreste, Gregory Paolucci, che

hanno salutato l’iniziativa commentando “grazie a questa

collaborazione avviciniamo i servizi ai cittadini con l’obiettivo di soddisfare al meglio le loro necessità”. (ANSA).
   

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Salute

Terapia sperimentale per i bambini affetti da un tumore cerebrale

Una terapia sperimentale accresce l’aspettativa di vita dei bambini affetti da un tumore cerebrale molto aggressivo e inoperabile: il glioma diffuso della linea mediana. La sopravvivenza media di questi piccoli pazienti passa da meno di 12 mesi dalla diagnosi a circa 24.

Terapia da studio clinico dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù

Il risultato arriva da uno studio clinico dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, tra i primi Centri a livello internazionale ad aver sperimentato una cura basata sulla caratterizzazione genetica molecolare del tumore di ciascun paziente coinvolto nella ricerca e sull’uso di farmaci ‘target’, cioè mirati. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Therapeutic Advances in Medical Oncology. I gliomi diffusi della linea mediana sono tumori tipici dell’età pediatrica caratterizzati, per oltre il 90%, da mutazioni della proteina H3K27M. A questa si associano altre anomalie genetiche che possono variare da caso a caso. Si sviluppano nelle strutture mediane del cervello, tra le quali il ponte, la parte del tronco encefalico che regola funzioni vitali come il respiro e l’attività cardiaca.

Tumori molto aggressivi

Questi tumori sono molto aggressivi, tendono a diffondersi rapidamente e a infiltrarsi in profondità. A causa della loro sede, non possono essere asportati chirurgicamente. In Italia vengono diagnosticati circa 20-25 casi pediatrici all’anno di gliomi localizzati nel ponte, con un picco d’incidenza tra i 5 e i 10 anni di età. La sopravvivenza media è molto bassa (9-12 mesi) e meno del 2% dei bambini sopravvive a 5 anni dalla diagnosi, nonostante i trattamenti radio e chemioterapici che costituiscono la terapia standard. Contro questo genere di tumori, purtroppo, non è stata ancora individuata una cura efficace.

Studio condotto dal team multidisciplinare di Neuro-Oncologia

Lo studio per il trattamento sperimentale dei ‘gliomi del ponte’ è stato condotto dal team multidisciplinare di Neuro-Oncologia (clinici, chirurghi, patologi, biologi) del Bambino Gesù. La ricerca è durata 4 anni e ha coinvolto 25 pazienti di età compresa tra i 5 e i 14 anni. La terapia sperimentale si è basata sullo studio delle caratteristiche genetiche del tumore di ogni singolo paziente incluso nella ricerca: porzioni di tessuto tumorale ottenute tramite biopsia sono state analizzate alla ricerca di anomalie genetiche che potessero essere il bersaglio di farmaci già disponibili. Questa fase di indagine genetica sui tumori è stata possibile grazie a tecnologie di Next Generation Sequencing (NGS) per la diagnosi molecolare avanzata, disponibili nei Laboratori di Diagnostica dell’Ospedale.

I risultati di laboratorio

In base ai risultati di laboratorio, oltre alla terapia standard, a 9 bambini su 25 è stato possibile somministrare in un secondo momento anche farmaci ‘target’, cioè diretti contro le specifiche mutazioni individuate nel loro tumore. Nei pazienti trattati con la terapia personalizzata non sono stati rilevati effetti collaterali gravi e la sopravvivenza media è passata da meno di 12 mesi dalla diagnosi a circa 24 mesi.

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Raccolta firme per dire no al cibo sintetico

Raccolta firme per dire no al cibo sintetico, che rappresenta una minaccia alla nostra tradizione agroalimentare. Partirà sabato 12 novembre in tutti i mercati di Campagna Amica del Lazio e proseguirà nelle prossime settimane. L’iniziativa è stata lanciata dalla federazione regionale di Coldiretti per sostenere le produzioni del nostro territorio, difendere la sovranità alimentare nazionale e la dieta Mediterranea.

Raccolta firme per fermare l’attacco al Made in Italy a tavola

«L’invito che rivolgiamo a tutti i consumatori – spiega il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – è quello di sostenere la nostra battaglia contro il cibo sintetico e le multinazionali, che stanno creando in laboratorio i cibi che vogliono portare sulle nostre tavole. Il loro obiettivo è evidentemente quello di arrivare a produrre alimenti, facendo progressivamente a meno degli animali, dei campi coltivati, degli agricoltori stessi. Non possiamo accettarlo. Tutto questo rappresenta un’enorme minaccia per la nostra agricoltura: dalla bistecca fatta nel bioreattore al latte senza mucche. È un vero e proprio attacco alle stalle italiane e all’intero Made in Italy a tavola».

Firmare nei mercati di Campagna Amica

A Roma sarà possibile firmare la petizione a partire da sabato 12 novembre nei mercati di Campagna Amica come quello di via Tiburtina 695 o al Circo Massimo in via San Teodoro, 74, che resta aperto anche la domenica, ma anche a Serra Madre in via di Macchia Palocco e all’Eur in via della Tecnica, al mercato Fonte Acqua Egeria al Parco Appia Antica, sia sabato che domenica, che è anche la giornata di apertura del mercato di Ostia Antica in via Capo due Rami. La petizione sarà disponibile anche a Viterbo presso il mercato di via Francesco Baracca, 81 aperto dalle 8 alle 13 e a quello di Frosinone in Piazza Falcone e Borsellino dalle 8 alle 13.30 o dalle 8 fino alle 14 al mercato di via Don Minzoni, 1 a Latina, aperto negli stessi orari anche il mercoledì.

Raccolta firme proseguirà

La raccolta firme non si fermerà al fine settimana, ma continuerà mercoledì 16 novembre al mercato di Mezzocammino in Largo Sorelle Giussani a Roma aperto dalle 8 alle 13.30. Si proseguirà giovedì 17 a Pomezia in Piazza San Benedetto da Norcia. «Sarà possibile sottoscrivere la petizione anche nelle settimane successive – spiegano da Coldiretti Lazio – sia nei mercati che negli agriturismi di Campagna Amica o nei nostri uffici».

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Convegno sul PNRR alla Regione Lazio

Convegno sul PNRR “Nuovi modelli organizzativi, continuità territoriale, ADI e telemedicina per la gestione domiciliare del paziente cronico”, in programma martedì 8 novembre, alle ore 11, presso il Palazzo della Regione Lazio (Sala Tevere), alla presenza, tra gli altri, dell’Assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato.

Convegno per avviare un confronto

La mission dell’incontro è avviare un confronto tra medici, esperti e dirigenti sanitari sul Pnrr e sulle sfide da portare avanti nel campo delle cure domiciliari. Le cure domiciliari sono oggi un pilastro del nuovo assetto dell’Assistenza territoriale definito dal DM 77. Il PNRR ha inoltre fissato l’obiettivo di assistere a casa almeno il 10% degli over 65, portando l’assistenza domiciliare ai livelli dei principali Paesi europei. Un ulteriore strumento di potenziamento delle cure domiciliari è stato sancito dall’Intesa raggiunta in Conferenza Stato Regioni lo scorso 4 agosto. Ha infatti definito precisi requisiti strutturali e organizzativi per l’accreditamento degli erogatori pubblici e privati di ADI con lo scopo di uniformare a livello nazionale le prestazioni domiciliari e innalzare il livello qualitativo.

Regione Lazio precursore

La Regione Lazio è stata precursore di questa evoluzione, con l’avvio nel 2020 di un modello di accreditamento delle cure domiciliari con uno specifico focus sull’alta complessità, che ha consentito di reggere l’urto della pandemia anche grazie ad un sistema domiciliare strutturato e organizzato. Il percorso di evoluzione dell’assistenza domiciliare è oggi di fronte a sfide che devono ancora essere compiutamente affrontate: la gestione dell’alta complessità verso modelli di vera e propria ospedalizzazione domiciliare, l’uso diffuso e capillare (e non più “sperimentale”) di soluzioni e strumenti di telemedicina, telemonitoraggio e teleriabilitazione, la definizione di modelli di presa in carico domiciliare per patologia e non per numero di accessi, sono tutte sfide che il Sistema Sanitario Regionale deve affrontare nei prossimi anni. Tutti argomenti dunque molto importanti.

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Policlinico Gemelli e Bambino Gesù per le persone con Sindrome di Down

Policlinico Gemelli IRCCS e Ospedale Pediatrico Bambino Gesù per la presa in carico delle persone con Sindrome di Down in età post-pediatrica. Chi si occupa delle persone con sindrome di Down una volta diventate maggiorenni? Gli ospedali pediatrici che se ne sono presi cura dalla nascita non possono continuare a seguirle e così spesso queste persone e le loro famiglie si ritrovano a girovagare da uno specialista all’altro, senza avere più un punto di riferimento.

Policlinico Gemelli con servizio dedicato per le persone con Sindrome di Down

Per questo il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS da oltre dieci anni ha attivato un Servizio dedicato alla presa in carico delle persone con sindrome di Down e con altre patologie congenite, per assicurare loro una continuità di cure e tutta l’assistenza, a volte molto complessa, di cui hanno bisogno. Fino ad oggi, oltre 800 le persone con sindrome di Down, dai 18 ai 70 anni e più, sono state assistite al Gemelli.

Convenzione con il Bambino Gesù

E questo progetto oggi si arricchisce di un nuovo step e si rinforza grazie alla convenzione siglata con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù per la presa in carico delle persone con sindrome di Down dopo l’età pediatrica. «Le persone con sindrome di Down, o con malattie rare o congenite – afferma il professor Roberto Bernabei, Ordinario di Medicina Interna e Geriatria dell’Università Cattolica e direttore del Dipartimento Scienze dell’invecchiamento, neurologiche, ortopediche e della testa-collo della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS – spesso trovano il riferimento e le cure adeguate nel mondo della pediatria ma, una volta diventate adulte, non hanno più un servizio dedicato.

Invecchiamento precoce

E spesso vanno incontro a invecchiamento precoce, con le multimorbilità e il funzionamento ‘difficile’, che dei vecchi è il marchio. Partendo da queste considerazioni, abbiamo dunque deciso di prenderci carico di questo problema, apparentemente non ‘geriatrico’, organizzando un servizio dedicato a queste persone: il Centro di Medicina delle persone Adulte con condizioni Congenite, Rare, Disabilitanti. La considero una piccola perla non solo del Day Hospital di Geriatria di Fondazione Policlinico Gemelli, ma anche del Ssn. È con viva soddisfazione dunque che avviamo oggi questa collaborazione tra Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS e Ospedale Pediatrico Bambino Gesù per la presa in carico delle persone con Sindrome di Down in età post-pediatrica. Questo evento segna anche una pietra fondante che aprirà la strada a tante altre condizioni più rare della sindrome di Down».

La migliore modalità di assistenza

Così invece il professor Alberto Villani, Direttore Dipartimento di Emergenza, Accettazione e Pediatria Generale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù: «Da anni le nostre due Istituzioni collaborano al fine di condividere le migliori modalità di assistenza alle persone Down, già dalle primissime fasi dell’età evolutiva, e alle loro famiglie. Pediatri e geriatri sono accomunati dal doversi prendere cura di individui naturalmente fragili (bambini e anziani) e hanno quindi come caratteristica professionale una grande attenzione a esigenze e necessità speciali. Un valore aggiunto significativo di questa collaborazione è la totale condivisione di percorsi in continuità assistenziale».

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Radiofarmacia inaugurata oggi al Policlinico Gemelli

Radiofarmacia (denominata TracerGLab), inaugurata oggi presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, all’interno del parco tecnologico GSTeP. Esiste anche un nucleare buono, come quello utilizzato a beneficio dei pazienti, in tante declinazioni. E lo dimostrano i diversi campi di attività della nuova facility.

Nella Radiofarmacia non solo radiofarmaci ma anche radioisotopi

Nella nuova struttura si produrranno non solo i Radiofarmaci già usati di routine per gli esami di Medicina Nucleare, come la PET, ma anche tutta una nuova generazione di ‘radioisotopi’ coniugati a ‘frecce’ molecolari che andranno a caccia di bersagli sulle cellule malate, con una precisione altissima. Questo è il nuovo campo della ‘Teranostica’, che coniuga diagnostica e terapia con radiofarmaci, utilizzando gli strumenti più innovativi della Medicina Nucleare, una specialità che vede l’Italia tra i primi Paesi al mondo.

Taglio del nastro con il direttore scientifico Giovanni Scambia

Al taglio del nastro erano presenti Giovanni Scambia, direttore scientifico Fondazione Gemelli IRCCS, Salvatore Annunziata, medico nucleare e coordinatore della nuova facility, Vincenzo Valentini, direttore del Dipartimento Diagnostica per Immagini, Radioterapia Oncologica ed Ematologia, e Alessandro Giordano, direttore UOC Medicina Nucleare. Salvatore Annunziata coordinerà un team multidisciplinare, con specialisti quali medici nucleari, radiofarmacisti, radiochimici, biotecnologi e fisici nucleari (personale ad alta specializzazione, difficile da reperire in Italia negli attuali corsi di laurea).

Prima facility in Italia dedicata alla ricerca sui radiofarmaci

La novità rispetto al passato è che questa sarà la prima facility in Italia a ospitare locali, attrezzature e personale interamente dedicati alla ricerca sui Radiofarmaci, oltre ai settori che continueranno ad occuparsi delle attività della routine clinica. Cuore della facility è il Ciclotrone, già in uso al Gemelli da circa 20 anni e da allora periodicamente aggiornato nei suoi componenti. Nell’ambito della UOC di Medicina Nucleare, diretto dal professor Alessandro Giordano, il ciclotrone già produce radioisotopi convenzionali (es. fluoro-18, carbonio-11), garantendo la marcatura di radiofarmaci per circa 40 esami PET al giorno, cioè la metà di tutte le prestazioni della Regione Lazio, con volumi di produzione tra i primi in Italia.

Acceleratore di particelle

Grazie alla Radiofarmacia GSTeP (TracerGLab), questo acceleratore di particelle verrà utilizzato anche per bombardare nuovi target solidi, per produrre gallio-68, rame-64, zirconio-89 radioattivi, radioisotopi di ultima generazione prodotti finora solo in pochi altri paesi leader, come Germania, Olanda e Stati Uniti. «Rame-64 e zirconio-89 – spiega il dottor Annunziata – sono radioisotopi innovativi per l’Italia, che si prestano molto bene ad esempio alla marcatura di nuovi ligandi recettoriali e anticorpi monoclonali, aprendo la strada ad una nuova era diagnostica di precisione, nonché ad una più evoluta medicina personalizzata, attraverso l’utilizzo di radiofarmaci teranostici».