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Salute

Le malattie sensibili al clima comprendono circa il 70% dei decessi globali

Le malattie sensibili al clima comprendono circa il 70% dei decessi globali, di cui quelle cardiovascolari costituiscono la percentuale maggiore. È uno dei dati contenuti nel report “Il cambiamento climatico in Italia: l’impatto sulla salute umana e i processi di adattamento. Lo scenario italiano alla luce del documento Climate Change Is A Health Crisis”, realizzato dall’Italian Institute for Planetary Health (IIPH), un Istituto dal respiro internazionale, nato nel 2019 dalla collaborazione tra l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS e l’Università Cattolica, che ha lo scopo di salvaguardare la salute dell’uomo mantenendo in buona salute anche il nostro Pianeta.

Malattie che subiscono l’impatto dei cambiamenti climatici

La ricerca, presentata oggi, sottolinea come l’impatto dei cambiamenti climatici sia fortemente dannoso per la salute e il benessere umano, ed evidenzia come l’Italia, nel contesto europeo, sia al momento il Paese che sta pagando il prezzo più alto come confermano, ad esempio, i dati relativi agli incendi: nel 2021, infatti, l’Italia è stato il Paese in area Ocse con il maggiore numero di incendi registrati: 1.422. Dopo la Turchia, il nostro è stato il secondo Paese per superficie bruciata con ben 159.537 ettari. Si tratta numericamente del dato più alto registrato nell’ultimo decennio.

Incendi e ondate di calore

Dagli incendi alle ondate di calore, il dato non cambia. Nell’anno 2020 l’Italia ha segnato uno degli incrementi di temperatura maggiori in tutta Europa, con +1,54 °C rispetto alla media del periodo 1961-1990 e continua a surriscaldarsi più velocemente della media globale. Questi numeri, confermati anche dal dato sempre più allarmante legato alle vittime per i disastri climatici, che in Europa ha superato il numero di 650mila casi negli ultimi 50 anni, hanno spinto gli esperti della sanità a lanciare un allarme alle Istituzioni.

Walter Ricciardi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

Per Walter Ricciardi, Professore ordinario d’Igiene e Medicina Preventiva presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma: «Il Rapporto delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, pubblicato due mesi fa, è stato silenziato. In Italia non ha avuto alcun ascolto, eppure è strano, lo stiamo vedendo in questi giorni, perché il nostro è uno dei Paesi più colpiti dal cambiamento climatico e forse quello che necessita di più di interventi urgenti».

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Il profilo microbico che sembra tutelare i più piccoli dalle forme gravi del Covid-19

Il profilo microbico che sembra tutelare i più piccoli dalle forme gravi del Covid-19, grazie al Bambino Gesù. I risultati della ricerca pubblicati su “Frontiers in Cellular and Infection Microbiology”. Caratterizzato per la prima volta il profilo del microbiota intestinale dei bambini affetti da Covid-19 che, grazie a particolari proprietà antinfiammatorie, sembra proteggerli dalle forme gravi della malattia.

Il profilo arriva dal Bambino Gesù

L’identikit arriva dai ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù che hanno condotto uno studio – il primo a livello internazionale – dedicato al rapporto tra il microbiota e l’infezione da SARS-CoV-2 in età pediatrica. La ricerca, appena pubblicata sulla rivista scientifica Frontiers in Cellular and Infection Microbiology, suggerisce possibili interventi terapeutici sul microbiota per contribuire al controllo della malattia. Lo studio sulla composizione e sulla funzione del microbiota intestinale nei pazienti pediatrici con Covid-19 è stato condotto dall’Unità di Ricerca del Microbioma Umano, diretta dalla prof.ssa Lorenza Putignani, nell’ambito del progetto “CACTUS – Immunological studies in children affected by Covid and acute diseases” coordinato dal prof. Paolo Palma.

L’indagine si è avvalsa della collaborazione di diversi specialisti

L’indagine si è avvalsa della collaborazione clinica degli specialisti di vari Dipartimenti dell’Ospedale. Nella ricerca sono stati inclusi 88 pazienti con sintomi di sospetta infezione da SARS-CoV-2, ricoverati tra marzo e settembre 2020 nel Centro Covid di Palidoro e nella sede del Gianicolo del Bambino Gesù. Sulla base del risultato del tampone naso-faringeo, sono stati suddivisi in 2 gruppi: pazienti con Covid-19 (tampone positivo) e pazienti affetti da altra infezione (tampone negativo). I campioni di feci prelevati da ciascun partecipante sono stati analizzati con tecniche di metagenomica (sequenziamento del DNA di tutta la comunità microbica intestinale) che hanno consentito ai ricercatori di definire la composizione del microbiota. I dati dei due gruppi sono stati poi confrontati tra loro e con quelli di un gruppo di controllo di bambini sani. Inoltre, per il gruppo con Covid-19 è stato eseguito anche lo studio della funzione del microbiota.

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Sanità del Lazio in ginocchio per i sindacati

Sanità del Lazio in ginocchio per i sindacati. «Turni doppi, ferie saltate, prestazioni aggiuntive, carichi di lavoro folli. E la nuova ondata pandemica che, con i contagi che dilagano tra i lavoratori di reparti ridotti all’osso, rischia di mandare definitivamente in tilt le strutture. È impensabile che la Regione Lazio resti a guardare. Dobbiamo salvare il sistema sanitario regionale: servono assunzioni e stabilizzazioni immediate.

Sanità in ginocchio e proclamazione dello stato di agitazione

Dopo la proclamazione dello stato di agitazione attendiamo ancora la convocazione dai Prefetti di Roma, Viterbo, Latina e Frosinone. In questa situazione prepareremo una grande manifestazione regionale e se costretti arriveremo fino alla scelta estrema dello sciopero, per tutelare dipendenti e cittadini». Così in una nota Giancarlo Cenciarelli, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini – segretari generali di categoria Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio, Uil Fpl Roma e Lazio – denunciano la situazione sempre più drammatica delle aziende ospedaliere e sanitarie della regione.

Immobilismo dell’amministrazione regionale incomprensibile

«Non riusciamo a comprendere l’immobilismo dell’amministrazione regionale e delle istituzioni di fronte ad un tracollo annunciato che finirebbe per travolgere l’intero sistema di cura e assistenza. Con la Regione che tiene fermi i bandi promessi, taglia i posti a concorso e nega gli investimenti necessari per far funzionare i servizi alle persone. Mentre dalle prefetture non è ancora arrivata alcuna convocazione per il tentativo di conciliazione che, per legge, deve far seguito allo stato di agitazione. È uno stallo inaccettabile, i lavoratori sono allo stremo e non riescono più a garantire la presa in carico dei pazienti. La nostra mobilitazione per salvare la sanità regionale crescerà ancora».

Grido d’allarme del personale chiaro e ben visibile

Il grido d’allarme che viene dal personale è chiaro e netto, e ben visibile nelle bandiere e negli striscioni appesi in tutte le strutture e i presidi della Capitale, dei capoluoghi e dei territori. «Mancano 7.000 unità di personale, 3.500 sono i precari da stabilizzare. Per di più corrono i pensionamenti, che dal 2021 arriveranno a sfiorare i 5.000, e soprattutto, in questi giorni di riacutizzazione della pandemia, si moltiplicano i contagi che stanno ulteriormente decimando le piante organiche di reparti, ambulatori e uffici. Questa è la diagnosi di un Ssr in agonia: mancano infermieri, Oss, figure di assistenza, tecnici, amministrativi, professionisti, ausiliari. E bisogna intervenire subito – concludono – con i piani di assunzioni per i quali la Regione ha preso impegni precisi firmando gli accordi di questi mesi».

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Fenascop Lazio contro la Giunta Zingaretti

Fenascop Lazio, associazione nazionale di organizzazioni che dal 1995 si occupano di riabilitazione psichiatrica extraospedaliera per adulti e minori, contro la Giunta Zingaretti.

Fenascop Lazio esprime piena solidarietà a Daniela Pezzi

«La Fenascop Lazio esprime piena solidarietà a Daniela Pezzi, presidente della Consulta regionale per la Salute Mentale, e insieme rabbia di fronte alla sacrosanta protesta che ha portato alla clamorosa dimissione in massa di tutti i componenti della Consulta, in segno di protesta contro una legge della Regione Lazio, che impone la “nomina dall’alto” dei rappresentanti di utenti e di familiari, arrivando a prevedere che il Presidente della Consulta sia nominato dal Consiglio regionale del Lazio». Ad affermarlo in una nota è Paola Marchetti, presidente di Fenascop Lazio, associazione nazionale di organizzazioni che dal 1995 si occupano di riabilitazione psichiatrica extra ospedaliera per minori e adulti.

Scelta centralistica incomprensibile

«Siamo di fronte ad una scelta centralistica incomprensibile che umilia anni di lavoro territoriale di associazioni e familiari e che rappresenta l’ennesimo episodio di esercizio del potere di questa Giunta verso il mondo della salute mentale, con il quale ci si ostina a rifiutare ogni dialogo e confronto. Un gesto incomprensibile che lede i diritti dei più deboli, in un momento così delicato, in cui emerge sempre più un disagio psico-sociale vasto ed esplosivo, che non fa sconti in nessuna fascia d’età, e che fa emergere soprattutto un profondo e pericoloso disagio giovanile.

Distanza tra istituzioni e vita reale

Un atteggiamento da parte della Regione che dà il senso della distanza tra le istituzioni e la vita reale. Una Regione che non ascolta, non si preoccupa, decide e non interloquisce, producendo atti che alimentano una situazione esplosiva. Come Fenascop Lazio e nazionale chiediamo che la Giunta regionale abbia l’umiltà di correggere questa incresciosa situazione, arrivando anche a modificare l’impianto legislativo. Alla Presidente Pezzi, indomabile guerriera dei diritti dei più deboli, il nostro abbraccio più sincero».

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Covid oggi Lazio, 8.512 contagi: a Roma 4.476 casi

Sono 8.512 i nuovi contagi da coronavirus oggi 15 luglio nel Lazio, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19.

Si registrano altri 8 morti. 

Oggi nel Lazio “su 4.396 tamponi molecolari e 36.871 tamponi antigenici per un totale di 41.267 tamponi, si registrano 8.512

nuovi casi positivi (-1.236), sono 8 i decessi (-1),

997 i ricoverati (+73), 72 le terapie intensive (+3) e +4.476 i guariti. 

CI SONO 1600 CASI IN MENO RISPETTO A VENERDI’ SCORSO

Il rapporto tra positivi e tamponi è al 20,6%.

I casi a Roma città sono a quota 4.050″, evidenzia l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, facendo notare che nella

regione “si registrano 1.600 casi in meno rispetto allo stesso giorno della settimana scorsa”.

In dettaglio i contagi e i decessi nelle ultime 24 ore nelle aziende sanitarie del Lazio. 

Asl Roma 1: sono 1.394 i nuovi casi e 1 decesso.

Asl Roma 2:

sono 1.353 i nuovi casi e 0 i decessi; Asl Roma 3:

sono 1.303 i nuovi casi e 1 decesso;

Asl Roma 4: sono 274 i nuovi casi e 2 decessi;

Asl Roma 5: sono 657 i nuovi casi e 2 decessi; 

Asl Roma 6: sono 840 i nuovi casi e 0 i decessi.

Nelle province si registrano 2.691 nuovi casi:

Asl di Frosinone: sono 806 i nuovi casi e 1 decesso; Asl di Latina:

sono 1.302 i nuovi casi e 1 decesso;

Asl di Rieti: sono 222 i nuovi casi e 0 i decessi;

Asl di Viterbo: sono 361 i nuovi casi e 0 i decessi.

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Vaccini contro il SARS-CoV-2 per pazienti immunodepressi fondamentali

Vaccini contro il SARS-CoV-2 per i pazienti immunodepressi sono fondamentali, ma nei soggetti particolarmente fragili la loro efficacia può essere minore a causa della patologia di base e o delle terapie a cui sono sottoposti. È quanto è emerso da un gruppo di 5 studi, denominato CONVERS, condotti dai ricercatori del Bambino Gesù su diverse tipologie di pazienti fragili compresi tra i 12 e i 25 anni. L’ultimo studio, su bambini e ragazzi affetti da infezione perinatale da HIV, è stato appena pubblicato sulla rivista Clinical Infectious Diseases.

Vaccini meno efficaci in soggetti immunodepressi

«La maggior parte dei soggetti immunodepressi – spiega Paolo Palma, responsabile di Immunologia Clinica e Vaccinologia dell’Ospedale della Santa Sede – risponde al vaccino ma in misura minore rispetto ai soggetti sani, con delle differenze da gruppo a gruppo, mentre una percentuale minoritaria non sviluppa purtroppo alcuna forma di immunità al virus. Per questi pazienti fragili è importante intervenire con una strategia vaccinale di rinforzo e personalizzata». Gli studi sull’efficacia dei vaccini anti-COVID sugli immunodepressi sono stati condotti dai ricercatori dall’Unità di ricerca di Immunologia Clinica e Vaccinologia su 5 diverse categorie di bambini e ragazzi: con immunodeficienza primitiva, trapiantati di cuore/polmone, con malattia infiammatoria cronica intestinale, con Sindrome di Down e con infezione perinatale da HIV.

Progetto CONVERS

Le indagini fanno parte del progetto denominato CONVERS, e sono state pubblicate, rispettivamente, sulle riviste scientifiche Frontiers in Immunology, Transplantation, Vaccines, Journal Clinical Medicine e Clinical Infectious Diseases. I primi due studi, quelli su immunodeficienza primitiva e trapianti di cuore/polmone erano stati pubblicati a ottobre 2021. I progetti di ricerca sono stati condotti su una coorte complessiva di 165 pazienti di età compresa tra i 12 e i 25 anni, di cui 21 affetti da immunodeficienza primitiva, 34 sottoposti a trapianto di cuore e polmone (30 cuore, 2 cuore-rene, 2 polmone), 30 da malattia infiammatoria cronica intestinale, 40 da Sindrome di Down e 40 da HIV.

Analizzata risposta nei vari gruppi

Nei vari gruppi è stata analizzata la risposta alle prime due dosi del vaccino Pfizer, sia quella sierologica (cioè la quantità di anticorpi presenti nel sangue) che, in 3 dei 5 gruppi, quella cellulare (ovvero la presenza di linfociti T specifici contro il SARS-CoV-2 e, nel caso dei trapiantati di fegato e rene, dei linfociti B). I dati sono stati poi confrontati con quelli di gruppi di controllo composti da persone sane, sottoposte alla vaccinazione anti-COVID nello stesso periodo.

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Numeri covid-19 ancora in salita nel Lazio

Numeri covid-19 ancora in salita nel Lazio, con l’aumento di malati, ricoveri, terapie intensive e anche deceduti. «Oggi nel Lazio su 6.198 tamponi molecolari e 55.987 tamponi antigenici per un totale di 62.185 tamponi, si registrano 13.386 nuovi casi positivi (+8.949). I decessi sono 11 (+4), 884 i ricoverati (+3), 63 le terapie intensive (+1) e 4.430 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi al Covid-19 è al 21,5%. I casi a Roma città sono a quota 6.347. Quarta dose disponibile presso i medici di medicina generale e, a partire dalle ore 24 di domani mercoledì, 13 si potrà prenotare sul portale regionale secondo le consuete modalità. La somministrazione della quarta dose per over 60 potrà esser fatta anche presso le oltre 500 Farmacie che hanno aderito alla campagna vaccinale. Per chi è stato positivo devono trascorrere almeno 120 giorni». Lo comunica in una nota l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

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Roma, mancano le ambulanze: il 118 ricorre ai mezzi dell’Esercito

Il Covid torna a bloccare la sanita’ romana.

Il numero dei contagi decresce lievemente in modo quasi

impercettibile (ieri i casi sono stati 36 in meno rispetto al giorno precedente) e a Roma il sistema sanitario è ancora sotto stress.

Le ambulanze restano bloccate con i pazienti isolati a bordo nei

piazzali dei pronto soccorso. 

Così la soluzione trovata dal 118 è quella di chiedere aiuto all’Esercito. 

Una soluzione drastica sopperire, almeno temporaneamente,

la carenza di ambulanze.

Un aiuto da parte dell’esercito per chiedere le ambulanze militari

e cercare così di risolvere il problema dei mezzi di soccorso bloccati 

nei pronto soccorso per ore.

ATTESE FINO A 7 ORE

Attese lunghissime, a volte attorno alle 6/7 ore, e decine di mezzi bloccati: come riporta Il Messaggero, alle sette di ieri mattina,

orario di fine del turno di notte, c’erano ancora 105 chiamate in attesa

e 45 ambulanze bloccate.

Subito dopo pranzo si stava a 37 mezzi fermi in coda ai

pronto soccorso e 75 chiamate in attesa.

Rispetto, però, ai numeri delle ultime 48 ore – fino a 128 chiamate

in attesa e 47 mezzi fermi – si registra un piccolo miglioramento

che, però, in Regione non considerano sufficiente.

Per cui è partita la ricerca di ulteriori mezzi da utilizzare.

Le ambulanze vengono fermate nei pronto soccorso quando il paziente che viene portato in ospedale non trova un posto letto ed è costretto a rimanere sulla barella.

A quel punto, mezzo ed equipaggio rimangono fermi lì, fino a che la barella non si libera.

PRONTO SOCCORSO IN TILT

I pronto soccorso sono al collasso a causa della nuova impennata del Covid, ma non solo.

Il caldo asfissiante e gli incendi delle ultime ore hanno incrementato il lavoro negli ospedali e il sistema sanitario è in tilt.

Arriva il piano di emergenza di Regione e Ares 118:

intanto è partita la discussione con i sindacati per raddoppiare la durata dei turni di servizio degli equipaggi, da 12 a 24 ore.

RICHIESTA ALL’ESERCITO DI AMBULANZE MILITARI

Poi, è partita la richiesta all’Esercito per disporre anche delle ambulanze militari.

In più, analoga richiesta è partita anche diretta alle società di ambulanze private.

Solo che ci sono da risolvere un bel po’ di problemi legati alla presenza a bordo degli infermieri. 

Un infermiere è il responsabile della dotazione generale del mezzo,

sia farmaci che strumenti.

Quando inizia il turno deve completare il controllo di tutto ciò che è a bordo dell’ambulanza e lo stesso quando smonta di servizio, passando poi la lista al sostituto.

E, proprio perché ne è responsabile, un infermiere non può lasciare incustodita l’ambulanza su cui presta servizio.

Solo che di infermieri liberi non se ne trovano piu’.

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Droni per trasportare dispositivi medici nel Lazio

Droni per trasportare farmaci, plasma, organi e dispositivi medici. Il Lazio è una delle prime regioni italiane ad avviare un progetto di questo tipo grazie al Protocollo d’intesa firmato oggi (5 luglio 2022) tra la Regione e l’Enac – Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, nell’ambito della promozione della Mobilità Aerea Avanzata (AAM). Con questo sistema tecnologicamente avanzato saranno rafforzati e migliorati i servizi offerti dalle Aziende sanitarie regionali che potranno intervenire con maggiore tempestività ed efficacia sfruttando in maniera flessibile la terza dimensione, quella aerea.

Droni partiranno nel 2023

L’iniziativa, che partirà nel 2023, fa parte di un più ampio progetto di Mobilità Aerea Avanzata che in futuro sarà in grado di trasportare anche persone e merci. Il Protocollo, firmato questa mattina dal Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e dal Presidente dell’Enac Pierluigi Di Palma, avrà una durata di 3 anni e prevede diverse fasi che includono lo studio dell’ambiente normativo sia aeronautico che urbanistico, operativo e tecnico, e l’analisi delle rotte utilizzabili e delle infrastrutture idonee per svolgere i servizi di mobilità aerea sul territorio del Lazio.

Fondamentale collaborazione con Enac

Grazie alla collaborazione con Enac saranno individuate le soluzioni per consentire ai droni di consegnare farmaci, plasma, organi e dispositivi medici e campioni biomedicali in caso di necessità. Il sistema di Mobilità Aerea Avanzata, declinato in questo particolare genere di trasporto, permetterà di utilizzare in maniera integrata la dimensione aerea in alternativa alla mobilità terrestre, con diversi vantaggi che miglioreranno la condizione di vita dei pazienti e potranno risolvere situazioni di emergenza.

Anche un basso impatto ambientale

Consentirà inoltre anche un basso impatto ambientale locale grazie alla riduzione dei consumi, del rumore e delle emissioni. All’evento hanno partecipato Ivan Bassato, Business Unit Aviation di Aeroporti di Roma, Esterino Montino, Sindaco del Comune di Fiumicino e Laurent Sissmann, Senior Vice President – Unmanned Systems del Gruppo Leonardo.

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Covid: nel Lazio triage telefonico per monoclonali e antivirali. Da oggi attivo numero verde

E’ attivo nel Lazio il numero verde 800.118.800 per

il triage telefonico per gli anticorpi monoclonali e degli antivirali.

E’ quanto fa sapere l’assessore alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato.

IN REGIONE 4.777 NUOVI CASI E 7 MORTI

 “Oggi nel Lazio su 3.389 tamponi molecolari e 16.032 tamponi antigenici per un totale di 19.421 tamponi, si registrano 4.777 nuovi casi positivi (-3.896), sono 7 i decessi (+5), 699 i ricoverati (+27),

 62 le terapie intensive (+4) e +4.514 i guariti. il rapporto tra positivi e tamponi è al 24,5%. I casi a Roma città sono a quota 2.954″, fa sapere ancora l’assessore.
    (ANSA).