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Elena Arvigo con “I Monologhi dell’Atomica” al Teatro Argot Studio

In occasione del XXVII anniversario dalla tragedia di Chernobyl , Elena Arvigo interprete sensibile e intensa, attenta indagatrice dell’animo femminile, torna al Teatro Argot Studio di Roma, il 26 e 27 Aprile
con I Monologhi dell’ Atomica da “Preghiera per Cernobyl” di

Svetlana Aleksievich (premio Nobel per la letteratura 2015) e da “Racconti dell’ Atomica” di Kyoko Hayashi. Elena Arvigo, porta al centro la figura femminile come testimone di episodi tragici legati alla guerra e alla criminalità delle scelte umane.

I due fatti all’origine dello spettacolo: Chernobyl e Hiroshima .

NOTE DI REGIA

Il 26 Aprile 1986 scoppia la centrale nucleare di Cernobyl , il 9 Agosto 1945 viene lanciata una bomba atomica su Nagasaki per accelerare la resa del Giappone : due capitoli oscuri ,due eventi che hanno
segnato le coscienze e che qui vengono rievocati dalla Aleksievich (premio Nobel per la Letteratura 2015)attraverso alcune testimonianze/monologhi tra le quali quella di Ljudmila Ignatenko, moglie di un vigile del fuoco , soldati , bambini e da Kyoko Hayashi , una scrittrice ma soprattutto una hibakusha, così si
chiamano in Giappone i sopravvissuti alla bomba atomica.

La ricostruzione in entrambi i racconti non è degli avvenimenti, ma dei sentimenti attraverso lo sguardo di queste donne testimoni e scrittrici, in
un’ideale staffetta per coltivare la necessità della memoria.

Il racconto di queste voci si concentra sulla dimensione umana della tragedia, sui sentimenti dei sopravvissuti, sulla storia profonda, interna,
individuale di chi quegli avvenimenti li ha vissuti sulla propria pelle. Al centro dello spettacolo ci sono le persone.

La Grande Storia è raccontata attraverso le piccole storie delle persone che l’hanno subita, le loro emozioni, i loro sentimenti, i loro drammi. Vite interrotte di uomini, donne e bambini, drasticamente mutate, quotidianità stravolta e distrutta.

Il filosofo tedesco Günther Anders con la sua filosofia della discrepanza (Diskrepanzphilosophie), sulla scia dell’antropologia filosofica, cercò di descrivere la divergenza tra ciò che è diventato tecnicamente possibile
(come la distruzione del mondo con le bombe atomiche) e ciò che la mente umana è in grado di immaginare, diventando un grande esponente del movimento anti-nucleare; proprio perché un traguardo
dell’antropologia filosofica fu quello di notare come la differenza tra l’uomo e l’animale si ascriva nelle terrificanti capacità esclusive dell’uomo: l’uomo è l’unico animale in grado di distruggere la Terra.

I MONOLOGHI DELL’ATOMICA FA PARTE DI UN PROGETTO SULLE DONNE E LA GUERRA

“I Monologhi dell’Atomica” fa parte di un progetto sulle donne e la guerra dal significativo titolo “Le Imperdonabili”: una serie di studi iniziato da Elena Arvigo nel 2013 su figure di donne, testimoni scomode
mitiche e reali, legate dal filo rosso della guerra, donne imperdonabili perché, appunto, testimoni scomode della realtà che le circonda.

Donne che scelgono di non tacere e resistere – resistere ed agire. L’atto
giornalistico e l’atto poetico diventano così simbolo e testimonianza di una resistenza, prima di tutto, del pensiero.
Dagli spettacoli nati nell’ambito di tale progetto fanno parte : «Donna non rieducabile» di Stefano Massini, memorandum immaginario ispirato ai reportage di Anna Politkovskaja, nota per il suo impegno sul fronte dei diritti umani , i “Diari della Guerra” dal  “Il Dolore “ e dai “Quaderni della Guerra”  di Marguerite Duras :
due testi di straziante intimità al confine tra la poesia e la memoria in cui la Duras racconta la guerra e l’attesa delle donne e “La Metafisica della Bellezza, lettere dalle case chiuse “ in cui si  è cercato di mettere
a fuoco la storia reale delle ragazze delle “case chiuse” chiuse per sempre nel 1958 grazie all’impegno e alla

tenacia proprio di una donna, Lina Merlin, altra testimone scomoda e imperdonabile .

LO SPETTACOLO HA DEBUTTATO NEL 2016

Lo spettacolo ha debuttato nel 2016 come monologo nella rassegna “Una stanza tutta per lei” diretta da Daniele Salvo, ha partecipato in questi anni a numerosi festival e rassegne sui diritti civili, tra Ie quali
Memoralia nel 2022 e “Focus Aleksievich “al teatro Altrove di Genova . A distanza di 6 anni , nel 2021 ha ripreso la sua vocazione corale portando nello spazio scenico Monica Santoro, attrice diplomata nel 2006 all’Accademia d’Arte Drammatica di San Pietroburgo e che dal 2007 al 2016 lavora come attrice al Teatro Laboratorio di Pjotr Fomenko.

In alcune repliche ha preso parte allo spettacolo nel ruolo del soldato Francesco Biagetti, allievo attore della Scuola di Genova.

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Dal 29 maggio Al Teatro Cometa Off arriva ‘Amo”

Arriva al Teatro Cometa Off di Roma, dal 29 al 31 maggio 2023,

lo spettacolo ‘Amo” di Caterina Boccardi e Maria Pia Cardinali.

Si ringrazia per la collaborazione del regista David Emmer, prodotto

da Golden Boys srl con la supervisione di Enrico Pittari e Silvio Simeoli. Prendendo spunto e ispirazione da due loro racconti,

le attrici metteranno in scena un “two women show”, andando a

creare un testo unico incentrato sul tema dell’amore inteso come concetto universale, ma che rimane un sentiero incomprensibile. 

AL TEATRO COMETA OFF DAL 29 AL 31 MAGGIO

Le due attrici si interrogano proprio sul bisogno che porta l’essere umano a cercare -ciclicamente- l’innamoramento, dando anche un

focus sulle difficoltà nelle dinamiche e nei rapporti di coppia.

Attraverso un tono da commedia mixato al dramma e a situazioni grottesche, ‘Amo” mette in scena gli amori disfunzionali, racchiudendo frammenti di vita amorosa dove l’amore impossibile può rappresentare sia un’insidia che una crescita interiore per i personaggi.

LE PAROLE DI MARIA PIA CARDINALI

Nel primo dei due monologhi che compongono il testo -quello scritto da Maria Pia Cardinali- la protagonista è Viola, una donna che si metterà a nudo raccontando, in maniera schietta e sincera, frammenti della sua vita e dei suoi più grandi amori. Senza mezze misure, prenderà veloci decisioni che cambieranno radicalmente la sua vita, cercando sempre di trovare una soluzione ai suoi problemi. Lo farà in modo ironico e drammatico, ma dopo varie storie finite male realizzerà che, per cambiare veramente la sua vita, dovrà prendere prima una grande decisione che stavolta riguarderà solo sé stessa. Il secondo monologo, tratto dal racconto “Aria Soffio” di Caterina Boccardi, ha come tema centrale quello di un amore possibile\impossibile tra una donna ed un essere di plastica. Veronica, 40 anni, vive nella periferia di una grande città. Lavora come commessa in un centro commerciale ed è sposata con un uomo noioso da diversi anni che non la desidera più. La sua vita è scandita da una routine asfissiante, finché un giorno vede un uomo alto e bello all’interno di una vetrina. Lo guarda, lui sorride. Tutte le mattine lui è lì ad aspettarla. Finalmente un giorno lo invita a casa, iniziando una relazione di follia amorosa. Amo’ è quindi la storia di due donne apparentemente distanti tra loro, ma accomunate dall’impossibilità di trovare un amore normale.

LE PAROLE DI CATERINA BOCCARDI

Caterina Boccardi, protagonista e ideatrice dello spettacolo, ha dichiarato: “Dedico quest’opera agli amori non corrisposti, perché non sentirsi appagati sentimentalmente causa un senso di tristezza e quindi un amore diventa impossibile, perché un amore a senso unico non è sufficiente per due. Come dice Bukowski “in amore la testa bisogna perderla in due, altrimenti diventa una esecuzione””.

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Antonello Manacorda debutta a Santa Cecilia

Antonello Manacorda debutta a Santa Cecilia: per il concerto in programma il 27 aprile alle ore 19.30 (con repliche venerdì 28 aprile alle ore 20.30 e sabato 29 ore 18, Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone) sarà il maestro torinese classe 1970 a salire per la prima volta sul podio dell’orchestra ceciliana. Dopo un inizio di carriera come violino di spalla della Mahler Jugendorchester, è stato tra i fondatori della Mahler Chamber Orchestra quindi, incoraggiato da Claudio Abbado e da Simon Rattle, ha iniziato a dedicarsi alla direzione d’orchestra.

Antonello Manacorda direttore artistico della Kammerakademie Potsdam

Dal 2010 è Direttore artistico e Principale della Kammerakademie Potsdam, con la quale ha vinto importanti premi discografici, e nelle ultime stagioni ha debuttato con i Berliner Philharmoniker, Staatskapelle Dresden ed è stato ospite del Metropolitan di New York, Fenice di Venezia, Bayerische Staatsoper di Monaco e numerosi altri teatri. Manacorda aprirà la serata con la suite op. 60 del Borghese gentiluomo di Richard Strauss (ultima esecuzione a Santa Cecilia nel 2006). In origine Le bourgeois gentilhomme era nata come comédie-ballet nella quale al testo di Molière erano inframmezzate le musiche di Lully e Strauss, nel preparare le sue musiche per il suo Borghese gentiluomo, ne tenne conto rielaborandone alcune.

Partitura straussiana

La partitura straussiana è di un fascino e di un’eleganza straordinari che conquista con la freschezza dei temi e il vivido colore orchestrale, ottenuto nonostante le dimensioni ridotte dell’orchestra. Per il secondo brano, al direttore e all’orchestra si unirà Alessandro Carbonare, Primo clarinetto di Santa Cecilia, per la Sonata op. 120 n. 1 di Brahms (originariamente scritta per clarinetto o viola e pianoforte), trascritta nel 1986 per orchestra, su richiesta della Los Angeles Orchestra, da Luciano Berio.

Luciano Berio

«Per molti anni» scrive lo stesso Berio, «parecchi amici, virtuosi della viola e del clarinetto, mi hanno espresso il rammarico che il loro strumento non potesse giovarsi di un repertorio con orchestra sufficientemente ampio. Gli amici, dunque, con la complicità di un mio vecchio amore di gioventù (la Sonata op. 120 n. 1 in fa minore per clarinetto o viola e pianoforte di Brahms) mi hanno convinto. Non è poi tanto semplice trasformare in orchestra il pianoforte di Brahms, in maniera tale da farlo dimenticare e dare l’impressione che il lavoro sia stato concepito per orchestra. La Sonata diventa quindi quasi un Concerto e, “quasi come” fossi Brahms, ho scritto una breve introduzione al primo movimento e una, brevissima, al secondo».

Chiusura del programma

Chiude il programma la Sinfonia n. 6 (1818) composta dall’allora ventunenne Franz Schubert, che spicca per la raffinatezza della scrittura orchestrale e in cui il compositore prova a liberarsi dei modelli di Mozart e Haydn, mentre Beethoven sembra affacciarsi nello Scherzo e il Finale rende omaggio a Rossini, in un clima quasi da opera italiana.

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Al Teatro Arcobaleno Vincenzo Zingaro con Èpos

Al Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico) di Roma, dal 28 aprile al 7 maggio, dopo lo straordinario successo ottenuto nelle precedenti edizioni, Vincenzo Zingaro ritorna in scena con un suo cavallo di battaglia, Èpos, che fa parte dell’avvincente ciclo di spettacoli-concerto sui grandi classici della letteratura, che porta avanti da anni. Coadiuvato da un ensemble di attori e musicisti, egli condurrà il pubblico in un viaggio nell’appassionante mondo dell’Epica, la più antica e affascinante forma di narrazione della storia dell’uomo. L’Europa, nel cercare le proprie radici culturali, non può esimersi dal riconoscere il patrimonio tramandato dall’eredità classica.

Poemi epici a teatro

I poemi epici rappresentano dei capisaldi a cui attingere valori assoluti, sia per forma che per contenuti. Fra Iliade, Odissea ed Eneide, lo spettatore, come in un film, sarà condotto in un cammino attraverso le gesta immaginarie di celebri eroi che hanno animato da sempre la fantasia di tutti: Ettore, Achille, Ulisse, Enea, uomini in bilico fra ideale e reale, fra sentimento e ragione, fra bene e male, che incarnano aspetti universali delle nostre esistenze, passioni e tormenti che ognuno di noi non può che riconoscere come propri.

Spettacolo immersivo

Uno spettacolo immersivo, di straordinario impatto emotivo, in cui la parola e la musica si fondono senza soluzione di continuità, dando vita ad un grande viaggio dell’anima. L’evento è inserito nelle celebrazioni nazionali dedicate alla poetessa Giovanna Bemporad (grande traduttrice dell’Odissea e dell’Eneide), per il centenario della sua nascita, inaugurate a Roma, il 23 aprile presso la Galleria Nazionale D’Arte Moderna, con le letture di alcuni passi dell’Odissea nella traduzione della celebre poetessa, letti da Vincenzo Zingaro, in un simbolico passaggio di testimone.

Pierpaolo Pascali

Dichiara l’organizzatore delle celebrazioni, Pierpaolo Pascali: «L’Odissea e l’Eneide: da Giovanna Bemporad a Vincenzo Zingaro. Come la Bemporad, con la sua celebre traduzione in versi dell’Odissea e dell’Eneide (a cui dedicò gran parte della sua vita), è riuscita a rendere contemporanei Omero e Virgilio, così Vincenzo Zingaro (premiato recentemente dalla Camera dei Deputati come “eccellenza nazionale”, per il suo significativo impegno nel Teatro classico), ha conservato la memoria del Teatro classico, riportando in vita autori altrimenti dimenticati. Entrambi, la Bemporad nelle Lettere e Zingaro nel Teatro, hanno sentito il bisogno di riallacciarsi alla grande tradizione del passato, con un atto di coraggio in un’epoca in cui conta solo il presente e si inseguono le mode».

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Denny Mendez a Teatro in “Cose di ogni giorno”

Denny Mendez torna sul palco nei panni di Rina nello spettacolo Cose di ogni giorno di David Norisco, per la regia di Francesco Branchetti, al fianco di Isabella Giannone e José De La Paz. Cose di ogni giorno, che andrà in scena in tutta Italia da marzo a maggio, è un attuale affresco familiare in cui la Mendez interpreta il personaggio di Rina, una giovane moglie e madre che ha cercato di trasmettere ai figli i valori in cui ha sempre creduto, l’onestà e l’amore per la propria famiglia.

Denny Mendez è Rina

Forte e indipendente, negli anni Rina non ha saputo né voluto vedere la continua infedeltà del marito, convinta che l’amore potesse prevalere sui momenti di difficoltà e tenere unita la sua famiglia. Nonostante i suoi sforzi, però, altri fattori esterni minacceranno la tanto ambita unità familiare. Quando sua figlia decide di separarsi dal marito che ha una storia extraconiugale con una donna trans e contemporaneamente suo figlio rivela di esser omosessuale, a Rina crollano tutte le certezze del mondo borghese cui appartiene. Un personaggio complesso e dalle molte sfaccettature che nel corso della messa in scena mostrerà un’incredibile evoluzione.

Orgogliosa del personaggio così difficile e lontano da me

«Sono orgogliosa di poter interpretare un personaggio così difficile e lontano da me», ha dichiarato Denny Mendez. «C’è una frase che dice il mio personaggio che mi ha molto colpita e che credo sintetizzi perfettamente il profondo senso di oppressione dell’essere umano: ‘Era il tempo di cadere dalle nuvole e di mettere i piedi a terra, di non considerarmi più una donna che non vede, non sente e non parla. Sicuramente vedevo e sentivo ma è pur vero che non ho mai parlato’».

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Al Teatro Quirino ” L’Oreste, quando i morti uccidono i vivi”

A chiusura di una stagione di grandi successi e riconoscimenti, arriva

al Teatro Quirino, da venerdì 5 a domenica 7 maggio 2023,

L’ORESTE. Quando i morti uccidono i vivi, originale spettacolo di
graphic novel theatre magistralmente interpretato da

CLAUDIO CASADIO – che per questo spettacolo ha vinto il Premio Nazionale Franco Enriquez 2023 nella Cat. Teatro Classico e Contemporaneo / sez. Migiore Attore – e scritto appositamente per lui da Francesco Niccolini.

Co-prodotto da Accademia Perduta/Romagna Teatri e Società per Attori in collaborazione con Lucca Comics&Games (la cui edizione 2021 ha ospitato la “Prima Nazionale”), lo spettacolo è diretto da Giuseppe Marini.

DAL 5 AL 7 MAGGIO CON CLAUDIO CASADIO

Un solo attore in scena, ma non un monologo. Grazie alla mano di Andrea Bruno, uno dei migliori illustratori italiani, ciò che attende lo spettatore è ben altro: l’interazione continua tra teatro e fumetto, animato da Imaginarium Creative Studio.

Le musiche originali sono firmate da Paolo Coletta.

L’Oreste è una riflessione sull’abbandono e sull’amore negato. Su come la vita spesso non faccia sconti e sia impietosa. E su come, a volte, sia più difficile andare da Imola a Lucca che da Imola sulla Luna.

Uno spettacolo originalissimo, di struggente poesia e forza, in cui fluiscono momenti drammatici e altri teneramente comici. Con un’animazione grafica di straordinaria potenza, visiva e drammaturgica, Claudio Casadio dà vita e voce a un personaggio indimenticabile, affrontando con grande sensibilità attoriale il tema importante e delicato della malattia mentale.

SINOSSI

Oreste è internato nel manicomio dell’Osservanza a Imola.

È stato abbandonato quando era bambino, e da un orfanotrofio a un riformatorio, da un lavoretto a un oltraggio a un pubblico ufficiale, è finito lì dentro perché, semplicemente, in Italia, un tempo
andava così.

Dopo trent’anni non è ancora uscito: si è specializzato a trovarsi sempre nel posto sbagliato nel momento peggiore.

Non ha avuto fortuna l’Oreste, e nel suo passato ci sono avvenimenti terribili che ha rimosso ma dai quali non riesce a liberarsi: la morte della sorella preferita, la partenza del padre per la guerra, il suo ritorno dalla campagna di Russia tre anni dopo la fine di tutto e poi la sua nuova partenza, di nuovo per la Russia, per una fantastica carriera come
cosmonauta, e – come se tutto questo non bastasse – la morte violenta della madre, una madre che lo ha rifiutato quando era ancora ragazzino con i primi problemi psichici.
Eppure, l’Oreste è sempre allegro, canta, disegna, non dorme mai, scrive alla sua fidanzata (che ha conosciuto a un “festival per matti” nel manicomio di Maggiano a Lucca), parla sempre.
Parla con i dottori, con gli infermieri, con la sorella che di tanto in tanto viene a trovarlo, ma soprattutto parla con l’Ermes, il suo compagno di stanza, uno schizofrenico convinto di essere un ufficiale aeronautico di un esercito straniero tenuto prigioniero in Italia. Peccato che l’Ermes non esista.

Oreste riceve costantemente visita dai suoi fantasmi, dalle visioni dei mondi disperati che coltiva dentro di sé, oltre che da medici e infermieri.

I sogni dell’Oreste, i suoi incubi, i suoi desideri e gli
errori di una vita tutta sbagliata trasformano la scenografia e il teatro drammatico classico in un caleidoscopio di presenze che solo le tecniche del “Graphic Novel Theatre” rendono realizzabile:
un impossibile viaggio tra Imola e la Luna attraverso la tenerezza disperata di un uomo abbandonato da bambino e che non si è più ritrovato.

Dallo spettacolo è stato realizzato un libro che ne raccoglie testi di Francesco Niccolini, illustrazioni di Andrea Bruno e foto di scena

di Tommaso Le Pera, pubblicato da Poliniani Editore.

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Fabri Fibra torna live nei palchi estivi. A Roma il 26 settembre

Dopo il successo dello scorso anno, segnato dal ritorno discografico

con l’album Caos (certificato doppio Platino) e il successivo tour,

Fabri Fibra è pronto per tornare sul palco per una tournée che prenderà il via l’11 giugno da Campobasso per poi proseguire durante l’estate

in giro per tutta l’Italia, facendo tappa nei principali festival estivi (Perugia, Bologna, Bergamo, Lignano Sabbiadoro, Mantova, Mirano, Palermo, Acri, Barletta, Gallipoli, Cattolica, Pescara e Roma).

IL VIA L’11 GIUGNO DA CAMPOBASSO

In questa lunga serie di live Fabri Fibra e DJ Double S presenteranno

al pubblico una scaletta con i successi che hanno segnato la ventennale carriera del rapper (Applausi per Fibra, Pamplona e Tranne te,

per citarne alcuni) e i brani dell’ultimo anno, come Propaganda (singolo Doppio Platino), Stelle (certificato Oro) e Caos (Platino) tratti dall’ultimo album che si intitola proprio come il singolo con Madame e Lazza.

TUTTE LE DATE DEL TOUR

Queste le prime date del tour, prodotto e organizzato da Friends and Partners: 11 giugno Campobasso – Selva Piana (Antistadio); 30 giugno Perugia – Umbria che spacca (Giardini Del Frontone); 1 luglio Bologna – Sequoie Music Park (Parco Caserme Rosse); 4 luglio Bergamo – Bergamo Summer Music (Fiera), 14 luglio Lignano Sabbiadoro – Sunset Festival (Arena Alpe Adria); 15 luglio Mantova – Mantova Summer Festival (Piazza Sordello); 20 luglio Mirano – Mirano Summer Festival (Area Impianti Sportivi); 29 luglio Palermo – Green Pop Palermo Fest (Cantieri Culturali Alla Zisa); 1 agosto Acri – Anfiteatro; 3 agosto Barletta – The Best Music Festival (Fossato Del Castello); 4 agosto Gallipoli – Sottosopra Fest (Parco Gondar); 6 agosto Cattolica – Arena della Regina; 8 agosto Pescara – Zoo Music Fest (Porto Turistico); 18 agosto Arbatax – Arabax Festival (Piazzale Rocce Rosse); 26 settembre Roma – Cavea Auditorium Parco Della Musica Ennio Morricone.

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Il 23 aprile I Moda’ all’Auditorium Parco della Musica di Roma

I Moda’ tornano all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone per festeggiare i vent’anni di carriera.

Dopo il concerto dello scorso 27 marzo, la band milanese capitanata

da Kekko Silvestre, torna ad esibirsi dal vivo il 23 e il 30 aprile.

LA BAND DEI MODA’SARA’ ACCOMPAGNATA DA UN ORCHESTRA

I Modà si esibiranno dal vivo accompagnati da un’orchestra. Il tour sarà inoltre l’occasione per festeggiare un’altra importante ricorrenza per Francesco “Kekko” Silvestre (voce), Enrico Zapparoli (chitarra), Diego Arrigoni (chitarra), Stefano Forcella (basso) e Claudio Dirani (batteria), ossia i dieci anni dalla pubblicazione di “Gioia”, l’album certificato 5 volte platino che ha segnato un importante punto di svolta nella storia del gruppo milanese e che contiene le hit “Dove è sempre sole”, “Come in un film”, “Dimmelo” e “Se si potesse non morire”. 

I Modà in questi 20 anni di carriera hanno conquistato canzone dopo canzone, concerto dopo concerto il pubblico italiano ottenendo 1 disco di diamante, 9 dischi di platino e 2 dischi d’oro a cui si aggiungono 15 singoli certificati platino e 6 certificati oro e un lungo elenco di palazzetti e stadi sold out in tutta Italia. 

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Dal 26 aprile all’Ambra Jovinelli Fabio Troiano in “Il Dio Bambino”

Scritto nel 1993 da Giorgio Gaber e Sandro Luporini, il monologo

Il dio bambino prosegue e approfondisce, dopo Parlami d’amore

Mariù e Il Grigio, il particolarissimo percorso teatrale del Gaber di quegli anni.

Esempio emblematico del suo “teatro di evocazione”, Il dio bambino racconta una normale storia d’amore che si sviluppa nell’arco di

alcuni anni e dà agli autori l’occasione di indagare su l’Uomo, per cercare di capire se ce l’ha fatta a diventare adulto o è rimasto irrimediabilmente bambino, un bambino che si vanta della sua affascinante spontaneità invece di vergognarsi di un’eterna fanciullezza.

Così tra le righe affiora la speranza, il ponte verso un futuro meno imperfetto.
Nel Dio bambino è la nascita di un figlio a far ritrovare al protagonista

il senso del proprio agire, tra lampi di autoironia e umorismo.
A trent’anni di distanza, Il dio bambino rimane un testo di incredibile forza e attualità, cinico ma commovente.
Un teatro disturbante, nel suo stimolo a ripensare a noi stessi, ma di grandissima empatia.

DAL 26 AL 30 APRILE IN SCENA AL TEATRO AMBRA JOVINELLI DI ROMA

Lo spettacolo è in scena dal 26 al 30 aprile all’Ambra Jovinelli.

Ambientato in un metaforico locale in disfacimento, tra bottiglie semivuote e fiori calpestati, a raccontare allusivamente una sorta di festa finita male, lo spettacolo è contrappuntato da frammenti di canzoni di Giorgio Gaber, che guidano lo spettatore nell’interpretazione di un racconto di tragicomica, potente contemporaneità.

La regia di Giorgio Gallione, prezioso motore di una rinnovata vita scenica del teatro di Gaber (recente il suo applauditissimo Il Grigio

con Elio), valorizza l’attualità e l’empatia di questo testo, trovando un perfetto connubio con l’interpretazione di Fabio Troiano, talentuoso e versatile attore di teatro, cinema e tv, abile nell’attraversare con analogo successo testi comici e intimisti, qui atteso a una funambolica prova d’attore.

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Il “World Wild Tour” di Zucchero a Roma per cinque date

Il “World Wild Tour” di Zucchero toccherà l’Italia per 12 imperdibili appuntamenti in alcune delle location più suggestive del Paese: 30-31 maggio e 2-3-4 giugno alle Terme di Caracalla di Roma. Tra i maggiori interpreti del rock blues in Italia, Zucchero (foto Daniele Barraco) nella sua carriera ha venduto oltre 60 milioni di dischi, di cui 8 milioni con l’album “Oro, incenso & birra”.

Primo al Cremlino dopo caduta muro

Oltre a essere il primo artista occidentale a essersi esibito al Cremlino dopo la caduta del muro di Berlino, Zucchero è anche l’unico artista italiano ad aver partecipato al Festival di Woodstock nel 1994, a tutti gli eventi del 46664 per Nelson Mandela di cui è Ambasciatore e al Freddie Mercury Tribute nel 1992. Sempre nel 1992 Zucchero e Luciano Pavarotti condividono l’ideazione del gala di beneficenza Pavarotti & Friends. La prima edizione, trasmessa in diretta mondiale, dà il via a una serie di concerti di beneficenza annuali che sono continuati fino al 2003. Nel 1999 partecipa al Festival di IMST in Austria esibendosi davanti a 200.000 persone, dopo Bryan Adams e prima dei Rolling Stones.

Net Aid di New York

Sempre lo stesso anno viene invitato da Bono degli U2 a suonare al Gala di beneficenza Net Aid a New York trasmesso in tutto il mondo. Zucchero partecipa anche a due edizioni del Rainforest Fund (1997 e 2019), il concerto benefico organizzato da Sting insieme alla moglie Trudie Styler per proteggere le foreste pluviali nel mondo e difendere i diritti umani delle popolazioni indigene che vi abitano. Nel corso della sua carriera ha suonato in 5 continenti, 69 Stati, 650 città toccando destinazioni uniche come Oman, Mauritius, Thaiti, New Caledonia, Armenia, Nuova Zelanda e molte altre.

Il World Wild Tour

Da aprile ad ottobre 2022 Zucchero torna live con 80 concerti in tutto il mondo con il suo “World Wild Tour”, con cui fa tappa in Italia all’Arena di Verona, con ben 14 concerti. La sua musica si è estesa oltre i confini nazionali grazie anche alle numerose collaborazioni con artisti internazionali.