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Eugenio Finardi il 22 marzo all’Auditorium Parco della Musica di Roma

Eugenio Finardi arriva il 22 marzo all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone con Raffaele Casarano e Mirko Signorile per presentare “Euphonia”, la  suite che incorpora i brani in un flow.

Un flusso ininterrotto che, attraversando vari stati emozionali, accompagna l’ascoltatore ad uno stato quasi trascendentale.

È un’esperienza che va al di là della normale sequenza di canzoni d’autore, legandole e fondendole nell’improvvisazione e nel

mistero dell’enarmonia, che è la magica capacità delle note

di cambiare senso e funzione a seconda della tonalità. 

IL PROGETTO E’ FRUTTO DELL’INTESA CON DUE MUSICISTI JAZZ

Il progetto è frutto dell’intesa con due straordinari musicisti jazz. 

Mirko Signorile che intesse un suo continuum spazio temporale

attorno alla massa gravitazionale delle melodie in contrappunto con le traiettorie del sax di Raffaele Casarano, creando con sapienza armonica congiunzioni sorprendenti. Il flow si sviluppa spontaneamente in un’interpretazione ogni volta unica e diversa sul canovaccio delle canzoni di Finardi, con qualche omaggio ai suoi autori più cari, da Battiato a Fossati, dando un respiro più ampio alle emozioni, condivise in un’intensa esperienza collettiva.

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Almanacco. 21 marzo 1956: Anna Magnani è la prima attrice italiana a ricevere l’Oscar

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 21 marzo 1956:

ANNA MAGNANI è la prima attrice italiana a ricevere l’Oscar: Il dramma di una moglie devota che dopo la morte del suo amato scopre

di essere stata a lungo tradita e schernita dalla gente. È la protagonista del film La rosa tatuata che proiettò Anna Magnani tra i grandi di Hollywood.

Per il pubblico americano, nel primo decennio postbellico, il cinema italiano ebbe un volto e un nome precisi: Vittorio De Sica.
L’attore e regista ciociaro aveva guadagnato la prestigiosa ribalta

degli Academy Awards, primo italiano a farlo, con due insuperabili capolavori come “Sciuscià” (1946) e “Ladri di biciclette” (1948),

che gli meritarono in seguito il riconoscimento di padre del neorealismo cinematografico.

In quegli stessi anni, sul palcoscenico italiano nasceva una nuova stella che per la sua verve tipicamente romanesca, era ormai nota più con il soprannome di Nannarella che con il suo vero nome.
Dopo gli esordi a teatro e con ruoli secondari sullo schermo, nel 1941 la Magnani ottenne i primi consensi grazie allo stesso De Sica, che la scelse come coprotagonista in Teresa Venerdì.

CON “ROMA CITTA’ APERTA” OTTIENE IL NASTRO D’ARGENTO

Il successo internazionale arrivò quattro anni dopo con la straordinaria interpretazione di Pina nel capolavoro neorealista di Roberto Rossellini , Roma città aperta, per il quale ottenne il Nastro d’argento come “miglior attrice non protagonista”.
Il ruolo principale in Bellissima (1951), del grande Luchino Visconti, le spalancò definitivamente le porte di Hollywood.
A pensare per primo a lei fu lo sceneggiatore Tennessee Williams, popolarissimo negli USA per il dramma teatrale Un tram chiamato desiderio, portato sullo schermo da Elia Kazan.

Williams buttò giù la sceneggiatura di un film dal titolo

“La rosa tatuata”, pensando alla star romana nel ruolo della protagonista.
D’accordo con il regista Daniel Mann le proposero la parte e quest’ultima accettò, pur tra mille tentennamenti legati agli affetti familiari e al suo attaccamento alla quotidianità di Roma.

Uscita nel 1955, la pellicola conquistò la platea statunitense e

fece incetta di nomination (otto in tutto) all’edizione degli Oscar dell’anno seguente, portando a casa tre statuette: “miglior fotografia”, “miglior sceneggiatura” e “miglior attrice protagonista”.

CON “LA ROSA TATUATA” VINCE L’OSCAR

Un riconoscimento quest’ultimo che consacrò la Magnani tra

i grandi del cinema di allora, vincendo la concorrenza di vere e proprie eroine nazionali, del calibro di Susan Hayward e Katharine Hepburn.
Avvertita al telefono della sua nomination, Nannarella, anti-diva per eccellenza, pensò subito a uno scherzo e non vi diede alcun peso, rinunciando a partecipare alla grande “notte di Los Angeles”.
Quando un giornalista americano, alle cinque di mattina, le annunciò al telefono di essere entrata nella storia come prima attrice italiana a ricevere l’Oscar, non credette alle sue orecchie.
Prese coscienza che era tutto vero solo quando Marisa Pavan, coprotagonista nel film, le portò la statuetta che aveva ritirato al posto suo.

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Ernesto Bassignano “Siamo il nostro tempo recital”

Ernesto Bassignano “Siamo il nostro tempo recital”. Un evento speciale che celebra i 50 anni di carriera di uno dei decani della canzone d’autore italiana in scena all’OFF/OFF Theatre lunedì 27 marzo. Uno spettacolo inedito, montato per una speciale occasione, e nel quale si ascolterà integrale anche il suo undicesimo e recente album. Un album in cui scorre tutta la vita dell’artista. Una vita fatta di storie, avventure, politica, musica ed arte. Ricordi sul filo dell’onda e poesia della strada.

Ernesto Bassignano

«Sarà una bella e importante serata intanto perché bello è il teatro. Teatro in cui Dacia Maraini e Lucia Poli hanno ricordato mia sorella tre anni orsono. Teatro dove mia cugina Martina ha letto le lettere da Gusen di mio prozio Aldo Carpi accompagnata dalla musica del suo celebre papà Fiorenzo Carpi. Sarà dunque bello per queste coincidenze emotive e sentimentali. Altresì bello perché sarò accompagnato da Francesco De Rubeis, Giovanna Famulari ed Edoardo Petretti: tre rinomati maestri amici e complici da anni.

Sarà bello

Sarà bello ancora perché, oltre a me stesso, omaggerò Umberto Bindi con il quale ho lavorato dieci anni; Duilio Delprete che mi insegnò i primi accordi di chitarra circa mezzo secolo fa e infine Luigi Tenco cui devo un po’ tutta la mia ispirazione e l’inesausta voglia di esprimere musica d’autore e poesia civile. Sarà bellissimo perché avrò come ospite il vecchio amico Sergio Cammariere, raffinatissimo e generoso collega che ringrazio anticipatamente per la sua benevolenza. Ad maiora amici miei tutti che spero verrete alla festa di un diversamente giovane cantautore giunto con gioia e coraggio al suo intensissimo undicesimo album…».

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Beatlestory il 2 maggio al Teatro Olimpico

Beatlestory arriva il 2 maggio 2023 alle 20:30 al Teatro Olimpico di Roma. Un live show multimediale che, attraverso un magico viaggio, ripercorre l’intera storia dei Beatles dal ’62 al ’70. Un grande omaggio alla band più influente della storia della musica rock e un’occasione per celebrare il sessantesimo anniversario dal primo album dei Beatles (1963-2023).

Beatlestory coprodotto con la LSD Edizioni in scena da 8 anni

Co-prodotto con la LSD Edizioni di Claudio Gregori, alias Greg, e in scena da 8 anni in Italia, Europa e America, lo spettacolo vede protagonisti, i Fab Four – quattro ragazzi (Patrizio Angelelli, Claudio Iemme, Roberto Angelelli, Armando Croce) che suonano e vestono come i Beatles. Partendo dalle strade di Liverpool, attraversando gli anni della Beatlemania fino ai grandi capolavori in studio, Beatlestory restituisce oltre 40 dei loro più grandi successi, tra i quali: She Loves You, I Want To Hold Your Hand, Twist and Shout, Yesterday, Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, All You Need Is Love, Come Together, Let It Be, Hey Jude.

Show scritto e diretto da Roberto Angelelli e Patrizio Angeletti

Lo show, scritto e diretto da Roberto Angelelli e Patrizio Angeletti con la supervisione di Tonino Tosto, ha una durata di 2 ore ed è suddiviso in 5 set: Beatlemania – Shea Stadium – Sgt Pepper – Summer of Love – Abbey Road. Ognuno di questi momenti rappresenta un diverso periodo che ha caratterizzato la storia dei Beatles e tutti i set sono introdotti da video d’epoca, che trasportano lo spettatore nel preciso momento storico, politico-sociale e, ovviamente, musicale che la band si accinge ad eseguire.

Fedele ritratto della band

Tra costumi fedelmente riprodotti, strumenti vintage e un’incantevole scenografia, Beatlestory diventa un ritratto fedele della band che ha fatto la storia della musica internazionale, ma è anche il viaggio nel costume e nella cultura di un’epoca, di cui i Fab Four sono stati i protagonisti assoluti. Non un semplice concerto, dunque, ma un live show multimediale curato nei minimi dettagli; uno spettacolo originale, coinvolgente ed emozionate e, riprendendo le parole di Paolo Bonolis del 2016 all’Arena di Verona: «Lo Show dei Beatles che mi ha aperto gli occhi sul mondo delle Tribute Band».

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Van Gogh Café torna a grande richiesta a Roma

Van Gogh Café, commedia musicale scritta e diretta da Andrea Ortis, che trae ispirazione dalle opere e dalla straordinaria vita del celebre pittore olandese Vincent Van Gogh, torna a grande richiesta a Roma, dal 30 marzo (giorno del compleanno) al 1 aprile al Teatro Ambra Jovinelli.

Nascita di Van Gogh

In occasione della celebrazione della nascita dell’artista, la MIC – International Company porta in scena una pièce teatrale ambientata in un café chantant parigino di metà Ottocento, nel quale la musica di un’orchestra dal vivo, il canto di un cast d’eccezione, le performance del corpo di ballo prendono vita e colore grazie anche ad emozionanti proiezioni 3D che rendono le opere di Vincent vive e meravigliosamente coinvolgenti. In un’effervescente Parigi di metà ‘800, artisti, letterati, studiosi si incontrano all’interno dei café che, da locali di pura somministrazione e vendita di bibite, si trasformano in centri di grande fermento culturale frequentati da grandi intellettuali ed artisti dell’epoca.

I celebri café chantant

Sono i celebri café chantant. Tra gli abituali avventori, gli artisti che segneranno una svolta nel panorama internazionale della storia dell’arte: Vincent Van Gogh, Pierre-Auguste Renoir, Édouard Manet, Paul Gauguin, solo per citarne alcuni. È un’età d’oro e Parigi diventa il modello del divertimento su scala europea. “Van Gogh Café” è ambientato, appunto, all’interno di un café chantant, locali in cui si poteva anche assistere a spettacoli di musica, canto e ballo dal vivo e racconta la vita dell’artista, secondo uno schema molto originale e coinvolgente.

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Roma, primo ciak a Cinecittà per i Gladiatori di Emmerich

Primo ciak a Cinecittà per Those to die (Quelli che stanno per morire): l’epopea dei gladiatori che ha convinto Roland Emmerich,

il regista tedesco di Indendence Day, Godzilla, Il Patriota e del

recente Moonfall a debuttare in una serie tv.

Prodotta da AGC Studios, con Emmerich produttore esecutivo

con Gianni Nunnari e Harald Kloser, Those to die negli storici studi

di Cinecittà è un dramma epico ambientato nel mondo complesso e corrotto della competizione tra gladiatori dell’antica Roma.

KOLOSSAL EPICO THOSE TO DIE A CINECITTA’ CON HOPKINS IMPERATORE

La serie introduce un insieme di personaggi provenienti da tutti gli angoli dell’Impero Romano che si scontrano nell’intreccio esplosivo

di sport, politica e dinastie. Diretta da Emmerich con Marco Kreuzpaintner, è scritta dallo sceneggiatore candidato all’Oscar

Robert Rodat e ispirata all’omomino classico di saggistica di Daniel Mannix del 1958.

 Protagonista nei panni di Vespasiano, l’imperatore di Roma e capo della stirpe dei Flavi, è il due volte premio Oscar Anthony Hopkins. Tom Hughes interpreta Titus Flavianus, il figlio maggiore di Vespasiano e candidato erede al trono imperiale; la portoghese Sara Martins è stata scelta per il ruolo di Cala, una commerciante formidabile, spietata e ferocemente intelligente; Jojo Macari (Sex Education) interpreta l’ambizioso figlio minore di Vespasiano, Domiziano, rivale di Tito per il trono; Gabriella Pession è Antonia, un’abile politica e spietata patrizia; Dimitri Leonidas sarà Scorpus, il più importante auriga dell’epoca; e Moe Hashim (visto in Ted Lasso) è il figlio di Cala, Kwame, un cacciatore di leoni e un combattente veloce ed esperto.

I produttori hanno annunciato che Iwan Rheon, Liraz Charhi, Johannes Haukur Johannesson, Rupert Penry-Jones, Eneko Sagardoy, Pepe Barroso, Gonçalo Almeida, Kyshan Wilson (la Kubra di Mare Fuori 3) e Alicia Ann Edogam si uniranno al cast.

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Tour nei Palasport per Tommaso Paradiso, “Tommy 2023” a Roma il 16 novembre

Tommaso Paradiso torna dal vivo nei più importanti palazzetti

italiani con Tommy 2023.

Paradiso è stato tra i primi artisti a riprendere a suonare dal vivo

lo scorso anno: durante la primavera del 2022 il suo Space Cowboy Tour ha portato l’omonimo disco nei teatri italiani, in estate

è arrivato poi il Tommy Summer Tour.

LE DATE DEL TOUR DI TOMMASO PARADISO

In autunno tornerà a esibirsi nei palazzetti. Tommy 2023 partirà

dalla città di Tommaso, Roma (16 novembre), e proseguirà a Napoli

(19 novembre), Bari (21 novembre), Padova (25 novembre),

Milano (28 novembre) e Catania (2 dicembre) per poi concludersi a Torino (6 dicembre).

IL 24 MARZO IL NUOVO SINGOLO

Tommy 2023 sarà l’occasione per ascoltare live i successi che hanno reso Tommaso Paradiso uno dei più popolari cantautori italiani contemporanei: da Completamente (triplo platino) a Riccione (quadruplo platino), fino a Ricordami (disco di platino) e Non avere paura, entrato nella Top Ten di tutte le classifiche e certificato triplo disco di platino; e ancora fra gli altri Felicità Puttana (quadruplo platino), Da Sola In The Night (disco di platino), Promiscuità, Fine Dell’Estate (disco d’oro), Zero Stare Sereno (disco di platino), Tutte Le Notti (disco d’oro) e Magari No (disco d’oro), dall’album Space Cowboy (disco d’oro).

Non mancherà il prossimo singolo, Viaggio intorno al sole, in uscita il 24 marzo in radio e sulle piattaforme digitali.
Scritto da Tommaso Paradiso e Matteo Cantaluppi e prodotto dallo stesso Matteo Cantaluppi, Viaggio Intorno al Sole è un brano electro-pop dalle inconfondibili sonorità nostalgiche del cantautore.

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Lunetta Savino in scena al Quirino di Roma con “La madre”

Essere madre: un dono, una ‘missione’, un desiderio, una preoccupazione, magari anche una paura… ma l’essere madre

nella commedia di Florian Zeller, in scena al teatro Quirino di Roma

fino al 26 marzo con Lunetta Savino protagonista diretta da Marcello Cotugno, è una ossessione che sfocia nella patologia clinica.

In “La madre” l’indipendenza del figlio maschio con la conseguente uscita da casa per crearsi una vita autonoma e indipendente, anche

negli affetti, viene percepita come un tradimento, come un vuoto incolmabile, anche a causa del contemporaneo fallimento della

vita coniugale, con un marito colpevolmente assente, fra lavoro

e avventure più o meno sentimentali o solo erotiche.

Ecco allora che la donna si pone più come madre che come moglie, nell’unico ruolo da lei davvero recitato nella sua vita, ed è ossessionata da una sorta di realtà multipla, di “multiverso della mente, in cui le realtà si sdoppiano creando un’illusione di autenticità costante in tutti

i piani narrativi”, come si spiega nelle note di regia. 

ZELLER, AUTORE ANCHE DELLE COMMEDIE “IL PADRE” E “IL FIGLIO”

Lo scrittore francese Florian Zeller, autore anche delle commedie 

“Il padre” e “Il figlio” indaga il tema dell’amore materno e ne sviscera tutte le possibili derive patologiche cui può condurre.

“Il mondo della ‘madre’ è un luogo in cui lei non si riconosce più, isolata da un ménage familiare che l’ha espulsa. Ma la responsabilità di questa solitudine non sta forse anche nell’aver rinunciato alla vita? – si chiede il regista Marcello Cotugno – Abdicare ai sogni, alle speranze e ai desideri unicamente per dedicarsi al proprio unico figlio maschio su cui riversare frustrazioni, rimorsi e ideali d’amore, non è forse un cammino che inclina pericolosamente verso la disperazione? Nella sua mente di madre si affastellano ora sequenze oniriche ora situazioni iperrealistiche che, alla fine, non sembrano essere né un vero sogno, né la banale realtà del presente, ma una vertigine ipnotica e crudele”.

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Fiorella Mannoia e Danilo Rea live il 1 giugno a Roma

“Luce” è il nome della nuova tournée di Fiorella Mannoia e il pianista jazz Danilo Rea che debutterà il prossimo 1° giugno a Roma per

poi proseguire per tutta l’estate.

Uno spettacolo in cui il talento dei due artisti sarà messo in luce

anche da una moltitudine di candele che li circonderanno sul palco.

L’INTERPRETE ROMANA E IL PIANISTA JAZZ FARANNO COPPIA NEL CORSO DELL’ESTATE

“Ce lo eravamo promessi da tanto, e finalmente ci ritroviamo sullo stesso palco. Il mondo del jazz e il mondo del pop si incontrano, in una cornice suggestiva, senza schemi, senza sovrastrutture…solo musica nella sua libertà”, spiega Fiorella Mannoia.

Racconta invece Danilo Rea: “Ogni volta che abbiamo suonato insieme siamo entrati in una dimensione magica, intensa, piena di emozione, forse perché sappiamo che ogni concerto sarà diverso dall’altro, immerso nella luce.”

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Carmen Consoli al Womad Festival di Peter Gabriel, poi aprirà l’evento a Roma il 7 giugno

Carmen Consoli il 29 luglio sarà la prima artista donna italiana

a partecipare al Womad Festival, in Inghilterra (nel Charlton Park, a Malmesbury), il più grande evento al mondo di World Music,

fondato nel 1980 da Peter Gabriel per sottolineare l’importanza dei valori dell’integrazione e dello scambio culturale in tutte le forme di arte.

Womad da oltre 40 anni è uno dei più importanti festival di musica e cultura del Regno Unito.

In ogni edizione oltre 150 musicisti di livello mondiale si esibiscono

su sei palchi durante tutto il weekend di fine luglio, tra padiglioni di arte e letteratura globale.

Un riconoscimento importante per Carmen Consoli che avrà un ruolo centrale in questa edizione: oltre all’esibizione in UK, è stata scelta anche per l’anteprima della prima edizione romana dell’evento.

APRIRA’ PRIMA EDIZIONE DELL’EVENTO A ROMA CON MARIZA IL 7 GIUGNO

 Per la prima volta, infatti, Roma accoglierà il Festival, dal 9 all’11 giugno, con circa 50 concerti insieme a workshop educativi, spettacoli di teatro e danza, dibattiti, performance e momenti di incontro. Consoli sarà protagonista di una speciale anteprima il 7 giugno, all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, nella Cavea, dove si esibirà in concerto alternandosi con Mariza, cantante portoghese considerata oggi una delle più importanti interpreti di fado al mondo.

CARMEN CONSOLI SARA’ IMPEGNATA IN UN DOPPIO TOUR

I due appuntamenti internazionali del Womad si collegano a

“Terra ca nun senti”, l’evento culturale al Teatro Greco di Siracusa

che vedrà Carmen Consoli protagonista, il 15 luglio, di un percorso musicale nella Sicilia di oggi e di ieri, tra racconto, suoni e tradizioni che oltrepassano i confini dell’isola per diventare musica del mondo. L’artista intanto torna a calcare i palcoscenici esteri con una nuova tournée europea in partenza il 19 aprile da Bruxelles.

Per tutta l’estate, invece, Carmen sarà impegnata in un doppio tour in Italia, in duo con Marina Rei e in trio con Massimo Roccaforte e Adriano Murania. Tutte le info su Otrlive.it.