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“Magic” il 7 e 8 maggio all’Auditorium della Conciliazione

“Magic” lo show internazionale di magia formato famiglia torna il 7 e 8 maggio all’Auditorium della Conciliazione, dopo l’arresto dovuto alla Pandemia. Magia e tecnologia, un connubio che sembra essere agli antipodi ma che invece sta per trasformarsi in realtà grazie a “Magic”. Una nuova edizione completamente rinnovata e, soprattutto, al passo con i tempi. In anteprima mondiale arriva, infatti, in Italia il numero di magia e prestigiazione “Sky Drone”, con una serie di droni in scena per unire la tradizione dell’illusionismo alle evoluzioni Hi-Tec pronti a sbalordire la platea.

Settima edizione di Magic

Per il settimo anno la kermesse magica, diretta da Alessio Masci con la regia di Francesca Bellucci, si prepara a condurre lo spettatore in un meraviglioso vortice di colori, suoni, prodigi, in un vero e proprio viaggio intorno al mondo grazie alla presenza di importanti professionisti della magia presenti su uno dei palchi più grandi d’Europa. Un chiaro messaggio di pace e fratellanza tra i popoli accomunati dal linguaggio universale di un’arte che affonda le sue radici nell’antichità. Dal trasformismo proveniente dalle Mauritius fino alle grandi illusioni delle isole di Mann, per poi passare alle magie dal ritmo cubano e quelle misteriose proposte con un sensuale tango da Turchia e Francia.

Incredibile cast capitanato da Magico Alivernini

Prodotto da WonderArt Entertainment lo spettacolo si avvale di un incredibile cast, capitanato dalla comicità unica di un conduttore tutto italiano come Magico Alivernini che ospiterà via via sul palco: Bèryl Trupin, prestigiatrice dalle Mauritius con una performance di manipolazione e trasformismo, Kenris Murat e Aurelia, coppia di illusionisti/tangheri francesi, Ernesto Planas, artista cubano con una esibizione fantastica immersa tra gli ombrelli di ogni forma e colore, Saeed Fekri, fantasista iraniano con le sue fanta-gag irresistibili, Sander &Alison e le meraviglie delle grandi illusioni. Un gala da non perdere per una full immersion nel regno della magia.

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Al Teatro Arcobaleno “Per…Versi Italiani” con Vincenzo Zingaro

Al Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico)

dal 23 aprile al 1 Maggio sarà in scena un evento straordinario:

PER….VERSI ITALIANI“, interpretato e diretto da Vincenzo Zingaro.

SPETTACOLO CONCERTO

 Dopo il grande successo ottenuto con “ADELCHI” di A. Manzoni, “EPOS – ILIADE, ODISSEA, ENEIDE”, da Omero e Virgilio, “ORLANDO FURIOSO” di L. Ariosto, 

Vincenzo Zingaro condurrà gli spettatori nello straordinario universo della POESIA ITALIANA, attraverso i suoi VERSI più emozionanti e coinvolgenti, seguendone l’evoluzione in tutte le sue manifestazioni: 

dai grandi poeti, ai librettisti, fino ai nostri cantautori, che possono essere considerati i moderni trovatori. 

Trentatré poeti, dal 1200 ad oggi, si “incontreranno” in un’unica partitura, senza soluzione di continuità,

in uno SPETTACOLO-CONCERTO, in cui la musica dal vivo, il canto e la parola si fondono, dando vita ad un viaggio dagli abissi più profondi alle vette più elevate dell’anima.

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I Moda’ tornano in Tour con “Buona fortuna parte seconda”

I Moda’ tornano con l’uscita di “Buona Fortuna-parte seconda” l’ultimo album dei Moda’.

Diversamente dalla prima parte, in cui la band ha affrontato “argomenti un pochino più impegnati come il bullismo mediatico e l’Alzheimer”,

le ultime sei canzoni trattano un unico tema, l’amore in diverse sfaccettature. 

“C’è l’amore per mia moglie, l’amore per mio padre, c’è l’amore dei bambini, c’è l’amore immaginario”, ha raccontato Kekko Silvestre.

I brani presenti nel nuove EP sono: “In tutto l’universo”, singolo già uscito il 14 febbraio, “Amore scolastico”, “Non ti somiglio”, “Pensando a te”, “Oh Oh Oh” e “Tirami l’amore in faccia”. 

LE DATE DEL TOUR

Il 2 maggio i Modà sono pronti a partire con il Tour, di dieci date, rimandato diverse volte a causa della pandemia di Covid.

 2 e 3 maggio al Mediolanum Forum di Assago di Milano; 9 maggio all’Arena di Verona (sold out); 13 e 14 maggio al Palacatania di Catania (sold out); 17 maggio al Palasport di Reggio Calabria; 20 maggio al Palaflorio di Bari; 21 maggio sempre al Palaflorio di Bari (sold out), 26 maggio al Palazzo dello Sport di Roma; 28 maggio al Pala Sele di Eboli.

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Le Orme all’Auditorium Parco della Musica il 22 aprile

Venerdì 22 aprile, presso il Teatro Studio Borgna dell’Auditorium Parco della Musica, alle 21, si esibiranno Le Orme. 

Le Orme nascono nel 1966 a Marghera, ma è nel 1968 che arrivano al primo successo discografico (“Senti l’estate che torna”),

dopo l’ingresso di Michi Dei Rossi e successivamente di Tony Pagliuca, provenienti dal disciolto gruppo degli HOPOPI. 

22 ALBUM ALL’ATTIVO

Della loro lunga e prolifica carriera segnaliamo: due dischi d’oro, un premio della critica discografica, un Tour in Inghilterra,

la collaborazione con Peter Hammill, le registrazioni nelle sale di incisione di Los Angeles, Londra, Parigi e la realizzazione del primo disco live italiano.

La loro discografia si compone di 22 Album, diversi singoli più una serie infinita di compilation rimanendo così, nelle vette delle classifiche per molti anni. 

Le Orme sono state, e lo sono tuttora, uno dei gruppi Progressive più importanti della scena musicale italiana e Mondiale.  

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Il 21 aprile alla Casa del Jazz, la violinista Anais Drago

La violinista Anais Drago, sarà in concerto a Roma, alla Casa del Jazz,

il 21 aprile alle 21.00, per presentare il suo ultimo album “Solitudo”.

La giovane musicista di Biella in questo lavoro non è in realtà mai veramente sola.

ANAIS DRAGO HA INIZIATO A 3 ANNI

Anche sul palcoscenico i suoi brani uniscono la ricchezza armonica

e melodica a una moltitudine di suoni.

Anais Drago, che si è avvicinata al violino a tre anni e mezzo,

punta ad estrarre tutte le infinite potenziali voci dello strumento, inventando soluzioni nuove e ardite. 

Grazie all’uso di effetti, loop station e sovraincisioni, le corde del violino – elettrico e acustico – si moltiplicano fino a raggiungere volumi orchestrali.

La musica trae spunti da testi letterari, ricordi o riflessioni sulla vita contemporanea e i brani rivelano influenze della violinista e compositrice, dalla musica classica e barocca, al folk, world music, pop, progressive rock, fusion e infine il jazz. (ANSA).

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Al Parioli dal 21 aprile “Che disastro di commedia”

Che Disastro di Commedia, versione italiana di “The Play That Goes Wrong”, successo planetario dello spettacolo in scena in tutto il mondo,

dalla Nuova Zelanda al Messico, torna in teatro

per la sua IV Tournée nazionale e sarà in scena al Teatro Parioli dal 21 aprile al 1° maggio.

IL CAST DELLO SPETTACOLO

Lo spettacolo scritto da di Henry Lewis, Jonathan Sayer, Henry Shields (traduzione Enrico Luttmann), vede in scena: Stefania Autuori, Massimo Genco, Viviana Colais, Igor Petrotto, Valerio Di Benedetto, Alessandro Marverti, Yaser Mohamed, Marco Zordan.

LA STORIA

Si racconta la storia di una compagnia teatrale amatoriale che, dopo aver ereditato improvvisamente un’ingente somma di denaro, tenta di produrre un ambizioso spettacolo che ruota intorno a un misterioso omicidio perpetrato negli anni ’20, nel West End.

Il racconto prende forma tra una scenografia che implode a poco a poco su sé stessa e attori strampalati che, goffamente,

tentano di parare i colpi degli svariati tragicomici inconvenienti

che si intromettono tra loro ed il copione con estro e inventiva, tanto da non lasciare spazio a nient’altro che a incontenibili risate e divertimento travolgente.

Tra paradossi e colpi di scena gli attori non si ricordano le battute, le porte non si aprono, le scene crollano, gli oggetti
scompaiono e ricompaiono altrove.

Il ritmo incessante dello spettacolo se da un lato coinvolge il pubblico in un vortice impetuoso di ilarità, dall’altro palesa la grandissima fatica fisica che i protagonisti mettono in gioco per
rappresentare i disastri che si accumulano in un crescendo senza controllo.

La produzione si rivela una catastrofe e gli attori cominciano ad accusare la pressione, andando nel panico…

Applausi a scena aperta per i protagonisti, un cast di istrionici professionisti con dei tempi comici senza eguali

che sono riusciti, tra recitazione e tecnica, a fare di questa commedia un piccolo miracolo.

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Irama in concerto a Roma il 25 aprile al Palazzo dello Sport

Dopo il successo avuto al Festival di Sanremo 2022 con “Ovunque sarai” – 

brano che si è classificato quarto dietro a Blanco e Mahmood, Elisa e Gianni Morandi – Irama  è pronto a presentare il suo nuovo album.

Si tratta del quarto lavoro del cantante di Carrara, in uscita il prossimo 25 febbraio, dal titolo “Il giorno in cui ho smesso di pensare”.

Un importante traguardo al quale farà seguito un nuovo tour live in giro per l’Italia.

LE DATE DEI CONCERTI NEL DETTAGLIO

Precisamente Irama sarà protagonista in tre concerti da nord a sud, passando anche per Roma.

l tour di Irama partirà proprio dalla Capitale il prossimo 25 aprile.

Il cantautore si esibirà live al Palazzo dello Sport per poi spostarsi a Napoli il 28 aprile e a Milano il 30.

25 aprile – Palazzo dello Sport – Roma
28 aprile – Palapartenope – Napoli
30 aprile – Mediolanum Forum – Milano

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Due giorni a settimana al Teatro Manzoni

Due giorni a settimana in scena al Teatro Manzoni dal 21 aprile al 15 maggio. Una deliziosa commedia all’italiana per una volta unita alla forza comica del live con tre grandi artisti sulla scena: Marco Marzocca, Stefano Sarcinelli e Leonardo Fiaschi. Sul palcoscenico, popolato di personaggi che prendono vita destreggiandosi tra le varie battute con estrema ironia ed interagendo con il pubblico quasi come se non ci fosse un divario tra palco e platea, la storia si apre nello studio di un produttore, Stefano Toro, alle prese con una classica giornata dedicata alle audizioni.

Due giorni a settimana per ogni tipo di disastro tra storie verosimili e vicende paradossali

Un susseguirsi di ipotetici talenti che combinano ogni tipo di disastro intrecciando storie verosimili a vicende paradossali. Il produttore ha un carattere debole e incline al fallimento, non per incapacità ma perché poco concentrato sulla sua identità, e la sua giornata lavorativa inizia con l’arrivo di un trasformista che non riesce però a dare seguito alla sua perfomance poichè interrotto dall’arrivo del padre dell’imprenditore, accompagnato dall’inseparabile domestico tuttofare “Ariel”. La trama, con i suoi continui colpi di scena, è in perfetto stile con quella tradizione italiana che pone umorismo e ironia al centro della comicità che piace, stimola, entusiasma e diverte il pubblico con un crescendo di gag ma con il fine di raccontare storie di grande umanità, nelle quali ognuno può rispecchiarsi.

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Due Prime Nazionali al Teatro Palladium

Due Prime Nazionali il 21 aprile al Teatro Palladium, nell’ambito di Orbita, la stagione danza diretta da Spellbound che intende mappare le realtà di punta della danza contemporanea. In scena per la prima volta in Italia gli spettacoli di due coreografi, entrambi premiati rispettivamente nel 2019 e 2021 al Copenhagen International Choreography Competition (CICC) ed entrambi attenti a rispondere alle urgenze che la contemporaneità sollecita.

Family Honour e For Old Times’ Sake le due prime

L’afrodiscendente Kwame Asafo-Adjei della compagnia Spoken Movement firma lo spettacolo Family Honour, sul tema della violenza domestica, mentre Phoebe Jewitt, la coreografa inglese di nascita, ma cresciuta fra Filippine e Indonesia e formatasi al Dance Art Studio di Lucerna, porta in scena For Old Times’ Sake, ispirandosi alle più recenti ricerche sulla cura del disturbo da stress post traumatico. Già vincitore nel 2018 del concorso danese Danse Elargie, Kwame Asafo-Adjei, fondatore e direttore Artistico di Spoken Movement, unisce l’hip hop, la danza contemporanea e il suo background ghanese per creare un personale vocabolario di movimento con cui mettere in scena le problematiche e le esperienze di vita quotidiana presenti nel suo ambiente sociale.

Family Honour opera sofisticata

Un’indagine provocatoria, un’esplorazione cruda all’interno di una famiglia, Family Honour è la ribellione di una giovane donna alle costrizioni familiari dettate dalla tradizione e dalla religione, “un’opera sofisticata”, così la definisce il The Guardian, che si domanda fino a che punto si è disposti ad arrivare per sostenere le aspettative familiari e se farlo è davvero onorevole o è solo un retaggio da abolire. Funk, house, jazz e danza contemporanea, è su queste traiettorie che si muove la formazione di Kwame Asafo-Adjei che mixa i linguaggi del contemporaneo e i diversi generi musicali, affidando questi ultimi al compositore e campione del mondo di beatbox Hobbit.

For Old Times’Sake approfondisce le conseguenze del deterioramento mentale

Nel labirinto della memoria e nelle emozioni prodotte dai ricordi si addentra Phoebe Jewitt che con For Old Times’Sake approfondisce le conseguenze del deterioramento mentale, distorce i ricordi e li trasforma in realtà, confonde i confini del tempo, riunisce passato, presente e futuro attraverso le emozioni. Phoebe Jewitt immagina di entrare nella mente di un uomo e dei personaggi che la abitano così da attraversare i suoi stati emotivi, le fantasie e i ricordi. Perché i ricordi si deformano? Scegliamo ciò che ricordiamo? Quale stimolo serve per ripristinare una memoria persa o cambiarne una distorta?

Linguaggio asciutto e contemporaneo

Con un linguaggio asciutto e contemporaneo For Old Times’ Sake si ispira alle più recenti ricerche sulla cura del disturbo da stress post-traumatico e sugli effetti duraturi sulle persone colpite per esplorare le modificazioni della memoria. Uno spettacolo vertiginoso in cui lo spettatore si ritrova di fronte a una percezione alterata dello spazio e del tempo.

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Divinamente sinfonica al Teatro Argentina

Divinamente sinfonica sabato 23 aprile, alle ore 21, al Teatro Argentina di Roma, con un concerto di musica sinfonica dedicato all’affascinante rapporto fra genio e divino. A dirigere l’Orchestra Roma Sinfonica sarà il Maestro Ahmed Elsaedi, direttore artistico della Cairo Symphony Orchestra e compositore egiziano di opere per lo più orchestrali e da camera eseguite in Europa e in Medio Oriente. Il repertorio prescelto lega due esponenti del Classicismo Viennese ad un compositore italiano del 900: si parte infatti con la Sinfonia No. 6 “Pastorale” di Ludwig van Beethoven per proseguire con l’Ouverture dal “Don Giovanni” di Wolfgang Amadeus Mozart e concludere con il Concerto n. 2 per violoncello e orchestra che vedrà solista la violoncellista Victoria Kapralova.

Rapporto cosciente con l’elemento divino ispiratore

Filo conduttore di questi compositori e delle opere prescelte è il rapporto cosciente con l’elemento divino che li ispirava e con l’energia creatrice del suono. Consapevoli entrambi di essere uno strumento di trasmissione del pensiero divino all’umanità attraverso la musica che componevano, erano anche, tutti e tre e a vario titolo, vicini alle cerchie esoteriche del loro tempo.

Divinamente Beethoven

Le Nove Sinfonie di Beethoven rappresentano la narrazione di un percorso iniziatico, la “Pastorale” rappresenta, dopo la furiosa lotta con se stesso ingaggiata nella quinta sinfonia per il riconoscimento del proprio destino, del karma, l’epifania dello Spirito nella natura, l’energia del suono creatore, l’urklang di goethiana memoria, che si manifesta nel canto degli uccelli nella foresta come nel tuono e nel vento della tempesta, nel palpitare rigoglioso della natura fecondata nella “scena al ruscello”, dopo la semina dei minuscoli incisi che si rincorrono accavallandosi nell’allegro non troppo” iniziale, o nelle esplosioni di luce che squarciano a ondate l’orchestra facendola vibrare in tutta l’ampiezza del registro nel meraviglioso finale.

Contrasto di temi di grande impatto

Un contrasto di temi di grande impatto emotivo, quasi beethoveniano, si delinea nell’Ouverture del “Don Giovanni” di Mozart già dalle prime battute dell’introduzione nell’angosciante “lamento della creatura” e nelle imponenti arcate di scale del tema del destino, sfociando poi nel duello fra l’esercizio della facoltà libero arbitrio del protagonista e la legge morale rappresentata dal Commendatore, fra la vitalità melodica del tema del primo e la monolitica rigidità degli accordi del tema del secondo, che calano su di essa come fendenti tranciandola. Di Nino Rota, unico compositore italiano presente nel programma, è doveroso ricordare la grandezza come autore non solo di musiche da film-diretti grandi registi come Fellini, Visconti, e tanti altri, ma anche come grandissimo sinfonista.