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Roma. Massimo Popolizio a processo: Pugno in faccia a un uomo, si era abbassato la mascherina.

E’ accusato di avere aggredito con un pugno in faccia un uomo che si era abbassato la mascherina per soffiarsi il naso. Per questo l’attore

Massimo Popolizio imputato per lesioni personali, dovrà affrontare un processo davanti al giudice di pace di Roma.

L’UDIENZA IL 17 GIUGNO

La prima udienza è stata fissata al prossimo 17 giugno. Il fatto è avvenuto il 23 gennaio dello scorso anno all’interno di un mercatino dell’usato della Capitale.

L’attore, a seguito di una discussione nata perché la vittima si “era abbassato la mascherina per soffiarsi il naso” ha aggredito l’uomo “colpendolo con un pugno al volto”– è detto nel capo di imputazione – cagionandogli lesioni” al bulbo oculare con una prognosi di 15 giorni. 

La vittima, 53 anni, si è quindi recata al pronto soccorso per farsi medicare e refertare e dopo alcuni giorni ha presentato una denuncia ai danni dell’artista.

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Alec Baldwin gira film in Italia. Il set a Roma

Dopo l’incidente che è costato la vita alla direttrice della fotografia di origine ucraina, Halyna Hutchins,

colpita sul set del western Rust da Alec Baldwin , lo scorso 21 ottobre in New Mexico da una pistola che aveva in mano e da cui e’ partita la pallottola letale che ha ucciso la donna, Baldwin torna sul set.

E in Italia in particolare.

A ROMA LE RIPRESE DEI DUE FILM

Al via a Roma le riprese, in contemporanea, di due nuovi film targati Minerva Pictures in collaborazione con ILBE:  si tratta di Kid Santa e Billie’s Magic Word. 

Le due pellicole, che saranno girate; in “live action”, tecnica che unisce attori reali e personaggi animati, saranno interpretate dalla star di Hollywoodiane Alec con il fratello William Baldwin.

I due, a parte il documentario My Promise to P.J. firmato dal fratello Daniel, si ritrovano per la prima volta a condividere un set.

LA CAPITALE FA DA SFONDO ALLE SCENE

Poco più di due settimane di riprese romane, in cui la capitale farà da sfondo a tutte le scene action dei due film.  

Entrambi, seppur in modo diverso, si inseriscono nel genere di film dedicati alla famiglia e alla programmazione natalizia.

Dietro la macchina da presa per entrambi i titoli Francesco Cinquemani, (che torna a dirigere Alec Baldwin dopo Andròn: The Black Labyrinth).

Nel cast anche Elva Trill, che sarà protagonista al cinema a giugno con Jurassic World Dominion, nuovo capitolo della celebre saga di Jurassic Park. (ANSA).

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Paolo Vallesi dal 25 marzo due album, poi il tour

 Paolo Vallesi festeggia 30 anni di carriera e lo fa con il progetto “IoNoi”.

Un percorso artistico iniziato nel 1991 con la vittoria tra le Nuove Proposte al Festival di Sanremo grazie al brano “Le persone inutili”.

DAL 25 MARZO IN USCITA 2 ALBUM

Dal 25 marzo nei negozi e nei digital store saranno disponibili due nuovi album: “Io”, con 10 brani inediti  (tra cui due collaborazioni con Amara e Simone Cristicchi in “Bentornato” e con Pierdavide Carone in “Meglio di niente”) 

a cinque anni dal precedente, “Un filo senza fine”; e “Noi”, con i suoi successi interpretati con alcuni amici e grandi artisti: 

Gianni Morandi, Enrico Ruggeri, Marco Masini, Gigi D’Alessio, Danti, Dolcenera, Amara, I Legno, e Leonardo Pieraccioni che interpreta un inedito.

 I due album saranno disponibili anche insieme nella versione digipack “IoNoi.

DAL 27 APRILE IL TOUR DI PAOLO VALLESI

Il 27 aprile da Milano partirà il tour che attraverserà tutta Italia (a Roma il 5 maggio e a Firenze il 24 maggio, queste le prime date); in programma anche un docufilm girato al Teatro Romano di Fiesole.

DAL 25 MARZO SI PUO’ SCARICARE AL NUOVA APP

Dal 25 marzo, su App Store e su Google Play Store sarà possibile scaricare la nuova App a nome di Vallesi e dedicata ai fan.

“È il progetto più complesso e anche il più importante che abbia realizzato: sono stati necessari quasi due anni di lavoro perché non è facile produrre due album separati e distinti ma con una logica comune. 

Adesso finalmente il mio sogno si avvera, sembrava irrealizzabile e invece è diventato realtà.

Non vedo l’ora di presentare le canzoni dal vivo al mio pubblico, per festeggiare con loro questi 30 anni insieme”, racconta il cantautore fiorentino.

“Con Io ho voluto realizzare un album che avesse un suono da 2022 con l’entusiasmo della composizione degli anni ’90, quando producendo un disco sapevi che sarebbe stato ascoltato per molto tempo –

– racconta il cantautore fiorentino a proposito dei due album -. Noi è invece un disco celebrativo. Ho immaginato di far diventare ogni brano come se fosse di chi lo ha cantato con me”.
    (ANSA).

 

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Biancaneve al Teatro Torlonia

Prodotto dal Teatro di Roma per le nuove generazioni, lo spettacolo Biancaneve. Le ombre nello specchio diretto da Fabrizio Pallara, che cura anche la drammaturgia con Valerio Malorni, debutterà al Teatro Torlonia il 26 marzo (fino al 7 aprile).

Adattamento che non rinuncia al testo dei Grimm

Un adattamento che non rinuncia alla struttura del testo dei fratelli Grimm partendo dalla traduzione di Antonio Gramsci dal titolo Nevina, con l’obiettivo di esaltarla ed evidenziare il senso profondo del conflitto tra generazioni, nel passaggio di testimone di madre in figlia. Un narratore e il rito di un racconto intorno al fuoco, le ombre che sono animate e la forza antica di una fiaba. La regina madre, ossessionata dal suo specchio e dalla sua bellezza, è disposta a tutto pur di non vedersi sostituita, mentre la giovane Biancaneve è costretta a fuggire, attraversando la foresta per salvarsi e trovare un rifugio, crescere e conquistare la sua identità.

Biancaneve attraverso le ombre che si fanno personaggi

Lo spettacolo si compone attraverso l’intensità espressiva delle musiche originali e le suggestioni delle scene, sette grandi schermi neri da cui nascono ombre che si fanno personaggi, paesaggi, condizioni emotive. Una messa in scena che fa dell’artigianalità una cifra contemporanea, attraverso il lavoro degli animatori, Camilla Chiozza e Marco Guarrera, che danno vita a ombre tridimensionali, meccanismi e luci industriali che si trasformano in carillon per disegnare inquadrature e movimenti.

Gioco continuo di rimandi ed evocazioni

La nostra Biancaneve è un gioco continuo di rimandi ed evocazioni in cui le parole si fanno vive, raccontando il bianco stupore dell’infanzia, lo slancio rosso della giovinezza e anche il nero che bisogna attraversare per segnare il proprio sentiero.

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Al Farnese Arthouse l’Asian Film Festival

Si terrà al Farnese Arthouse, dal 7 aprile al 13 aprile 2022 la diciannovesima edizione di Asian Film Festival, la vetrina sul miglior cinema d’autore dei paesi dell’Asia orientale organizzata da Cineforum Robert Bresson, con la direzione artistica di Antonio Termenini. Quest’anno il cartellone prevede 30 lungometraggi provenienti da 8 paesi dell’Estremo Oriente (Cina, Corea del Sud, Filippine, Giappone, Hong Kong, Singapore, Taiwan, Thailandia), divisi tra film in concorso, fuori concorso e anche la sezione Newcomers dedicata ad esordi e giovani registi. Tutti i film sono in lingua originale con sottotitoli in italiano.

A sostegno dell’Asian Film Festival

A sostegno del festival, di carattere internazionale, si annoverano prestigiose partnership quali quelle con la Regione Lazio, la Direzione Generale Cinema, il Comune di Roma e la Roma Lazio Film Commission. Alla sua realizzazione hanno poi contribuito anche il Ministero degli Affari Esteri e l’Associazione Italia Asean, nata con l’obiettivo di rafforzare il dialogo, la conoscenza e gli scambi tra il nostro Paese e quelli dell’Asean. Ulteriori partnership di particolare rilievo sono quelle con il Film Development Council of the Philippines, UniPhilippines e con il Japan National Tourism Organization. Anche quest’anno, inoltre, l’Asian Film Festival ospiterà all’interno della sua programmazione delle giornate speciali interamente dedicate ad alcune delle cinematografie asiatiche.

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L’uomo dal fiore in bocca all’Argot Studio

Lucrezia Lante Della Rovere (foto Manuela Giusto) arriva all’Argot Studio di Roma, dal 31 marzo al 3 aprile e dal 7 al 10 aprile, con L’uomo dal fiore in bocca di Luigi Pirandello, adattamento e regia Francesco Zecca, musiche Diego Buongiorno, disegno Luci Alberto Tizzone, produzione Argot Produzioni in collaborazione con Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito Teatro. Lo spettacolo, dall’atto unico del maestro siciliano presentato per la prima volta nel 1922 al Teatro Manzoni di Milano, affronta da vicino il tema della morte imminente e ha come protagonista una figura femminile, la donna vestita di nero.

L’uomo dal fiore in bocca con al centro il dramma di un uomo

Il testo di Pirandello mette al centro il dramma di un uomo che decide di allontanarsi dalla vita e anche dalla moglie che rappresenta il passato, i ricordi, la vita stessa. Lo spettacolo con Lucrezia Lante della Rovere dà voce alla donna muta che Pirandello ha solo fatto intravedere, una donna a cui l’unica cosa rimasta è quella di “attaccarsi con l’immaginazione alla vita “cercando di non lasciar andare il marito. «Basta scambiarsi un bacio per sentire lo stesso gusto della vita? Basta avvicinare le labbra al proprio amore per sentirne il sapore? Basta sciacquarsi la bocca con il presente per non sentire più il sapore persistente del passato? La vita è ingorda, non ti lascia che i resti da assaporare ci sono ricordi il cui gusto rimane tutta la vita e non c’è spazio per altro. Solo per l’immaginazione.

Attaccarsi con l’immaginazione alla vita

E a Lei, la Donna Vestita di Nero, la moglie dell’Uomo dal Fiore in Bocca è l’unica cosa che è rimasta “attaccarsi cosi, con l’immaginazione alla vita”. I suoi occhi così dentro e così attaccati a lui, da non volerlo far andare via. Non ancora. Noi Abbiamo dato voce a quella donna muta e dolorante, quella Donna Vestita di Nero che Pirandello ci ha fatto intravedere solo dietro a quel cantone». A decorrere dal 6 dicembre, l’accesso all’Argot Studio è consentito soltanto ai possessori di “Green Pass rafforzato”, ovvero a chi è vaccinato o guarito dal Covid-19, salvo i casi di esenzione previsti dalla legge.

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Per l’Estate 2022 il Teatro dell’Opera ritorna a Caracalla

Nell’estate 2022 la programmazione del Teatro dell’Opera tornerà sul palcoscenico tradizionale delle Terme di Caracalla.

Tra le antiche mura che accoglieranno il vasto pubblico di romani e turisti, attirati dal valore delle proposte artistiche e dal fascino dei luoghi,

si potrà rinnovare la scelta del Teatro di proporre linguaggi diversi tra opera, danza ed extra. 

Il trasferimento nello scenario archeologico del Circo Massimo, con un palcoscenico di dimensioni tali da rispettare le norme di sicurezza per pubblico e artisti, 

era stato necessario per proseguire l’attività culturale

anche nelle due estati segnate dalla pandemia.

LA PROGRAMMAZIONE ESTIVA A CARACALLA

La programmazione di Caracalla, che prevede ben quattro titoli tra opera e balletto, sarà caratterizzata da un’offerta di eccellenza, 

 ma nello stesso tempo aperta a un larghissimo pubblico. 

I CONCERTI AVRANNO INIZIO ALLE 21

Mass di Leonard Bernstein, Il barbiere di Siviglia di Rossini, Carmen di Bizet, Notre-Dame de Paris di Petit. 

“Extra”: Claudio Baglioni e il suo Dodici note, David Garrett con il tour Alive e l’imperdibile Gala Roberto Bolle and Friends.

Tutti i concerti e le rappresentazioni inizieranno alle ore 21. 

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Al Teatro Palladium in scena la danza con “Orbita” dal 25 Marzo

Sei appuntamenti per dieci progetti performativi, tre prime nazionali e una prima romana per un programma

che accoglie le creazioni di artisti provenienti dall’Argentina, dall’Olanda, dal Regno Unito e, naturalmente, dall’Italia.

NASCE “ORBITA” STAGIONE DI DANZA AL PALLADIUM

Nasce a Roma Orbita, una nuova stagione di danza con la direzione artistica di Spellbound, in collaborazione con la Fondazione Roma Tre Teatro Palladium,

che intende mappare le realtà di punta della scena nazionale e internazionale della danza contemporanea, mettendo in relazione talenti emergenti e artisti affermati, e ripensare i processi artistici in un momento di forte complessità. 

Un progetto che rispecchia la forte identità di Spellbound Contemporary Ballet,

realtà da quasi 30 anni protagonista del processo di internazionalizzazione della danza e non solo. 

LA PRIMA EDIZIONE DAL 25 MARZO

La prima edizione di Orbita si svolgerà al Teatro Palladium dal 25 marzo al 21 maggio e ogni spettacolo sarà preceduto da una serie di incontri fra gli artisti e il pubblico.

Le identità omosessuali e transessuali, gli effetti del colonialismo, l’esperienza pandemica, la violenza domestica, il rapporto fra memoria e stress post-traumatico,

gli orizzonti del transumanesimo, l’omaggio a Pasolini e quello a Nigel Charnhock, fondatore della celebre compagnia Dv8 – Physical Theatre sono le tematiche al centro di una programmazione

che ospita lo ‘spettacolo fenomeno’ ‘Un Poyo Rojo’, il trittico performativo/installativo di Enzo Cosimi, 

le prime nazionali della compagnia Spoken Movement e dei coreografi Phoebe Jewitt e Dunja Jocic, il progetto celebrativo di Marco D’Agostin.

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Al Museo del Saxofono i concerti della nuova stagione

Riprendono con la primavera, al Museo del Saxofono di Maccarese, i concerti settimanali della stagione 2022. Una grande e doppia opportunità, per chi non conosce ancora questo giovane spazio espositivo, che oltre a proporre musica di grande qualità con interpreti di assoluto spessore, offre la possibilità di ammirare da vicino la collezione di saxofoni più grande del mondo.

Sabato 9 presentato in anteprima il catalogo del Museo del Saxofono

A tale proposito, sabato 9 aprile alle ore 18, sarà presentato in anteprima il catalogo ufficiale del Museo, realizzato anche con il contributo della Regione Lazio e frutto del grande lavoro di acquisizione, studio e di ricerca svolto da Attilio Berni sugli strumenti delle Collezioni del museo. L’opera si è avvalsa del contributo di prestigiosi esperti internazionali del settore. Un volume prestigioso di grande formato che include numerose immagini di qualità, approfondimenti e notazioni tecnico-descrittive delle varie metamorfosi dello strumento, che si intrecciano anche con le storie personali degli inventori e dei musicisti che lo hanno imbracciato.

Iniziano i Big Night Players il 26 marzo

In relazione alla stagione musicale primaverile 2022, si inizierà sabato 26 marzo con i Big Night Players, orchestra che celebra la cultura italo-americana proponendo l’energia assoluta dello swing mescolata alla musicalità frenetica e ritmica degli anni ’50-’60. La formazione è composta da Francesco Sofia (voce), Andrea Pedroni (sax tenore), Carlo Capobianchi (tromba), Walter Fantozzi (trombone), Paolo Bernardi (pianoforte), Giordano Panizza (contrabbasso), Marco Della Torre (batteria).

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Carmelo Bene ricordato al Teatro di Roma

Il Teatro di Roma torna a ricordare Carmelo Bene al Teatro Argentina, lunedì 21 marzo dalle 19, con una serata di letture ad opera di Iaia Forte, Federica Fracassi, Marco Foschi, Graziano Graziani, Paolo Mazzarelli, Lino Musella, Silvia Pasello, Tommaso Ragno, Enrico Terrinoni, Filippo Timi, artisti e studiosi che, affini per vocazione, hanno desiderato partecipare all’iniziativa.

Impossibilità di un congedo definitivo di Carmelo Bene

A voler rimarcare l’impossibilità di un congedo definitivo da tutto ciò che Carmelo Bene ha incarnato per tutti gli ascoltatori idonei, l’appuntamento, curato da Luisa Viglietti, Stefania De Santis e l’associazione L’orecchio mancante, è organizzato a distanza di venti anni da quando, a pochi giorni dalla morte del grande attore, avvenuta il 16 marzo 2002, il Teatro Argentina per ventiquattro ore aprì la scena alla proiezione in loop dell’opera postuma Otello, per permettere tantissime persone di abbracciare con lo sguardo non il corpo dell’artista ma il corpo residuale dell’opera.

Letture piccola parte del multiverso dell’artista

Le letture costituiscono una piccola parte del multiverso testuale di cui l’opera Carmelo Bene è portatrice, un controcanto all’opera dell’artista, le fonti disvelate di cui si è nutrito nel corso del tempo, dispositivi linguistici, poetici, filosofici e letterari che sono entrati in collisione con le sue partiture visive, musicali e drammaturgiche. Detonatori di senso, circuiti significanti, tracce discorsive ripensate per attivare un ingranaggio complesso e raffinato. Una macchina poetica all’interno della quale sono confluiti una moltitudine di discorsi dispersi in frammenti e dalla quale rifluiscono, eterni mutui soccorsi di senso, le matrici testuali da cui sono originate.

Sequenza di addio

Una carrellata di ‘vuoti di scena’ risolti, per dirla con Bene, in una sequenza di addio: «Addio al teatro, addio alla menzogna, addio a se stesso, addio a tutti, addio agli attori-interpreti e addio alla identità. Ma addio per sempre».