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il violino di Ivos Margoni alla Filarmonica Romana

Il 20 febbraio sonate e partite per il ciclo sul genio tedesco

E’ dedicato alla musica per violino solo il terzo appuntamento del ‘Ciclo Bach” che l’Accademia Filarmonica Romana propone domenica 20 febbraio alle 17.30,

nella sua sede in via Flaminia 19, dopo i concerti riservati alla struttura compositiva del clavicembalo e del flauto.

Protagonista in scena il giovane talento Ivos Margoni, romano, classe 1999, allievo di Salvatore Accardo all’Accademia “Walter Stauffer” di Cremona 

e di Sonig Tchakerian ai Cosi di Alto perfezionamento dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e già vincitore di premi e riconoscimenti, fra cui nel 2018 il Premio nazionale delle Arti.

Margoni sarà impegnato nella Sonata n. 1 in sol minore per violino solo e la Partita n. 3 in mi maggiore per violino solo, 

entrambe databili al 1720 negli anni in cui Bach visse a Cöthen rivestendo l’incarico di Kapellmeister, alla corte del principe Leopoldo, lui stesso musicista e grande estimatore di Bach.

 Fu un periodo particolarmente fecondo per la composizione di musica strumentale.

Bach aveva a disposizione una quindicina di valenti musicisti a corte, che stimolarono la stesura di molti lavori divenuti poi veri e propri capolavori. 

 Il Ciclo Bach si conclude domenica 27 febbraio con un altro giovane e promettente talento italiano, il violoncellista Ettore Pagano che eseguirà la Prima e Sesta Suite per violoncello solo. (ANSA).

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Angelo Branduardi all’Auditorium Parco della Musica il 18 febbraio

Angelo Branduardi farà tappa all’Auditorium Parco della Musica di Roma con il tour “Il Cammino dell’Anima”.

Il concerto che riprende interamente l’album omonimo pubblicato il 4 ottobre 2019, sarà idealmente diviso in due parti.

La prima parte sarà dedicata a “Il Cammino dell’Anima” che riprende alcuni temi dell’opera visionaria di Hildegard von Bingen, monaca,

reclusa secondo la regola di San Benedetto, fin dall’età di otto anni e poi badessa di Bingen.

Hildegard fu mistica e poeta, musicista, filologa ed erborista e definì “Sinfonia” il ciclo lirico delle sue opere.

Questo e molto altro racconterà Angelo Branduardi per predisporre all’ascolto della lunga suite. 

Nella seconda parte l’artista proporrà anche le due canzoni scritte durante la pandemia “Kirie Eleison (Signore abbi pietà)”,

una melodia inedita, nata dalla citazione del Kyrie della “Missa Luba”, di tradizione congolese e “Piccolo David”.

Non mancheranno brani tratti da “L’infinitamente piccolo” album del 2000 realizzato sulle scritture di San Francesco d’Assisi e i successi storici, entrati nella memoria collettiva e nel cuore come, tra gli altri “Cogli la prima mela”, “Alla fiera dell’est”.  

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Lo Sciupafemmine al Teatro delle Muse

Al Teatro delle Muse va in scena un divertente intreccio psicologico che vede l’arrivo sul palco di un’analista molto particolare, suo marito Attilio, ingegnere informatico, e Oreste, uomo solo per scelta ma in verità alla continua ricerca di emozioni speciali. Dal 18 febbraio al 6 marzo nello storico teatro di via Forlì torna Lo Sciupafemmine, una commedia che ha registrato il grande favore del pubblico.

Protagonisti Wanda Pirol, Rin Santoro e Geppi Di Stasio

Protagonisti indiscussi Wanda Pirol, Rin Santoro, Geppi Di Stasio, che firma il testo e la regia di una storia decisamente appassionante che cattura l’attenzione del pubblico regalando risate ma anche uno spunto utile a numerose riflessioni. La trama de Lo Sciupafemmine ruota in parte attorno all’analista, una donna dalle velleità social, decisa a “combinare” un incontro “non legale” proprio con Oreste, che ha conosciuto virtualmente su una chat di incontri per anime gemelle. Da questo episodio poi prenderanno vita una serie di colpi di scena che porteranno lo spettatore a conoscere sorprendenti verità. Un uomo in perenne conflitto col rapporto materno, un altro troppo innamorato per contestare le scelte di sua moglie, una donna dal passato misterioso, che si rivelerà inadeguata alla maternità, e un finale bellissimo tutto da scoprire.

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Blanco, sold out in poche ore. E spunta la quarta data su Roma

Un’altra data a Roma, la città natale del padre Giovanni. 

Blanco quadruplica le date nella Capitale del suo ‘Blu Celeste Tour’, il primo della sua carriera.

L’annuncio del nuovo appuntamento – mercoledì 27 luglio al Rock in Roma – ha sorpreso e mandato in estasi i suoi tanti fan in città.

A seguito dell’incredibile sold out di tutte le date annunciate a oggi, e a poche ore dalla certificazione del disco di platino per Brividi (brano vincitore di Sanremo 2022 insieme a Mahmood),

arrivata dopo meno di due settimane dalla pubblicazione, BLANCO aggiunge nuovi appuntamenti estivi del Blu Celeste Tour 

tra cui il raddoppio della data di CATANIA il 31 luglio 2022 alla Villa Bellini (che si aggiunge al sold out del 30/07).

Blanco, il vincitore di Sanremo in duo con Mahmood, farà tappa in Friuli Venezia Giulia. Il giovanissimo cantante ha annunciato nuove date del suo tour tra cui quella di Villa Manin il 15 luglio. 

Ecco il calendario completo e aggiornato:. Domenica 3 APRILE 2022 – PADOVA, GEOX SOLD OUT. 

Lunedì 4 APRILE 2022 – PADOVA, GEOX SOLD OUT. 

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Penelope Cruz nella Roma degli anni ’70 per un film di Crialese

Candidata all’Oscar per Madres Paralelas, Penelope Cruz recita in italiano per L’immensità ,

il nuovo film di Emanuele Crialese di cui è stata diffusa la prima immagine su Deadline.

Attualmente in post produzione l’attesa nuova opera (verso il festival di Cannes?) del regista dei premiati:

Respiro, Nuovomondo e Terraferma, è ambientata a Roma negli anni ’70.

 La famiglia Borghetti si è appena trasferita in uno dei tanti condomini di nuova costruzione della città.

Nonostante la nuova sistemazione, all’ultimo piano di un nuovo appartamento con vista su tutta la città, Clara (Cruz) e Felice (Vincenzo Amato) non sono più innamorati, ma non riescono a lasciarsi.

Clara trova rifugio alla sua solitudine riparandosi nella relazione speciale con i suoi tre figli. 

 La maggiore, Adriana, una bambina sconosciuta nel loro nuovo quartiere, 

si presenta deliberatamente come un maschio ai bambini del quartiere, spingendo il legame della famiglia verso il punto di rottura.

Scritto con Francesca Manieri e Vittorio Moroni, è prodotto da Mario Gianani e Lorenzo Gangarossa per Wildside  (una società del gruppo Fremantle)

 con Dimitri Rassam per Chapter 2., L’immensità è coprodotto da Warner Bros Italia che lo distribuirà.

France 3 Cinéma e Pathé coproducono anche in Francia e Pathé distribuirà il film in Francia e Svizzera. (ANSA).

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Tommaso Paradiso, esordio alla regia con il film “Sulle nuvole”

Dalla musica al cinema.

Dopo Federico Zampaglione e Fabrizio Moro un altro artista prestato alla settima arte. E’ Tommaso Paradiso che esordisce alla regia con “Sulle nuvole”

Una storia d’amore e musica che approderà nelle sale il 26, 27 e 28 aprile, con protagonisti Marco Cocci e Barbara Ronchi, affiancati da Paolo Briguglia, Sergio Romano e Bettina Giovannini. 

Il cantautore ed ex leader dei Thegiornalisti ha condiviso il trailer del film sui suoi profili social, in cui appaiono anche Max Pezzali, Fiorella Mannoia, Gianni Morandi e Franco126.

Nic Vega (Marco Cocci) ha un passato di successo nella musica, con alle spalle una gloriosa carriera da cantante e una grande storia d’amore chiusa da anni.

Ormai in crisi da tempo, quando realizza di aver perso tutto – fama, amici e ispirazione – Nic decide di tornare da lei, Francesca (Barbara Ronchi), irrompendo così nella sua vita serena e felice. 

Potranno i ricordi riaccendere l’amore e la passione di una volta?

A firmare soggetto e sceneggiatura, oltre allo stesso Paradiso, ci sono Chiara Barzini e Luca Infascelli,

già al fianco di Federico Moccia negli adattamenti cinematografici dei suoi “Scusa ma ti chiamo amore”, “Amore 14” e “Scusa ma ti voglio sposare”.

Periodo pieno d’impegni per Tommaso Paradiso.

Anticipato da molti singoli di successo come “Ricordami”, “Magari No”, “La Stagione del Cancro e del Leone”, il 4 marzo pubblicherà il suo nuovo album di inediti, “Space Cowboy”.

 Poi da fine marzo a maggio, si esibirà nei più importanti palazzetti d’Italia per i concerti di Sulle Nuvole Tour.

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Myung-Whun Chung e Leonidas Kavakos a Santa Cecilia

Myung-Whun Chung e Leonidas Kavakos ritornano a Santa Cecilia giovedì 17 febbraio ore 19.30 (repliche venerdì 18 ore 20.30 e sabato 19 ore 18, Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica). Il violinista greco, tra i massimi virtuosi di tutti i tempi e ospite abituale dei concerti di Santa Cecilia fin dal 2005, interpreterà il celebre Concerto per violino in mi minore op. 64 di Mendelssohn, eseguito per la prima volta nel 1846 al Gewandhaus di Lipsia. Nei tre movimenti, che si succedono senza soluzione di continuità, Mendelssohn dà sfoggio di un inconfondibile lirismo e di una grande fantasia nell’invenzione tematica, creando una struttura ricca di invenzioni originali ma ancorata alla forma classica, come l’ingresso del solista che espone immediatamente il primo tema senza introduzione orchestrale.

Rocambolesco destino dell’autografo

Particolare e rocambolesco fu il destino dell’autografo della prima versione del concerto, riscoperto soltanto nel 1989. Conservato alla Preussische Staatsbibliothek di Berlino, nel 1941 fu portato al castello di Bürstenstein, vicino a Breslavia, poi nel 1943 nel monastero benedettino di Grüssau, quindi in Polonia, alla Bibliothekas Jagiellónska di Cracovia.

Seconda parte

Nella seconda parte Chung, salito per la prima volta sul podio ceciliano nel 1987 e poi direttore principale dell’Orchestra di Santa Cecilia dal 1997 al 2005, eseguirà la Sesta Sinfonia di Anton Bruckner. Scritta fra il settembre del 1879 e conclusa il 4 settembre del 1881, la sinfonia ha dimensioni relativamente ridotte rispetto alla Quinta e alle sinfonie successive; l’autore non ne ascoltò mai un’esecuzione completa, che ebbe luogo soltanto nel 1899 grazie a Gustav Mahler (che di Bruckner fu allievo).

Sinfonia n. 6 intima e teologale

La Sinfonia n. 6, definita da Gianandrea Gavazzeni “intima e teologale, fantastica e solare”, è forse meno grandiosa delle sue consorelle, pervasa da un tono generale controllato e dimesso, ma è più mossa e varia, con un ultimo movimento caratterizzato da un’inesauribile energica ritmica. Forse il compositore austriaco definì la sua Sesta Sinfonia “kechste”, cioè la “più ardita”, pensando all’ultimo movimento Finale. O forse lo disse per il piacere di fare un gioco di parole con sechste (sesta): “Die Sechste ist die kechste”.

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Josefine in prima nazionale al Teatro India

Arriva in prima nazionale al Teatro India dal 16 al 20 febbraio Josefine, rilettura di Bartolini/Baronio del racconto di Franz Kafka Josefine, la cantante o il popolo dei topi in cui lo scrittore evoca un tempo di estasi e grazia, nel quale il popolo dimentica sé stesso e si raccoglie attorno all’artista, alla gioia infantile del gioco.

Produzione 369gradi e Bartolini/Baronio

Una produzione 369gradi e Bartolini/Baronio in collaborazione con Teatri di Vetro e Teatro del Lido di Ostia e con il sostegno del Teatro di Roma – Teatro Nazionale. Poco prima di morire Franz Kafka scrive il racconto Josefine, la cantante o il popolo dei topi in cui una topolina, Josefine, cantando scatena un’emozione tanto forte da fermare la corsa senza sosta dei topi. Il canto di Josefine, atto taumaturgico, evoca un popolo che, in un tempo di estasi e grazia, dimentica sé stesso e si raccoglie attorno all’artista, alla gioia infantile del gioco.

Nello spazio il canto attraversa dimensioni temporali

Nello spazio scenico del Teatro India il suo canto attraversa dimensioni temporali storiche e biografiche e diventa parte di noi, risuona e rigenera. Il corpo è in ascolto della sua frequenza e diventa archivio di immagini collettive in cui la figura di Josefine sembra moltiplicarsi in storie di corpi martirizzati dagli effetti della crisi etica, esistenziale, economica, sociale del presente. Proprio in quelle voci ritroviamo le sensibilità di gesti che sembravano impossibili, ma che hanno spostato la percezione collettiva e hanno fatto compiere un salto atletico alla storia.

Josefine prende i gesti e li fa diventare segno

Allora la nostra Josefine prende quei gesti e li fa diventare segno, ripercorre le nostre biografie e di quelli che abbiamo incontrato, crea un controcanto della storia umana con quel fischio flebile in cui «c’è qualcosa della nostra felicità perduta», scrive Kafka. Qualcosa che «libera anche noi», anche se per breve tempo, «dalle catene della vita quotidiana». Sulla scena resta il corpo dell’attore a contenere tutte queste voci, il corpo che non può fare a meno di cantare.

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Il tour dei Kodō all’Auditorium Parco della Musica

Unica tappa romana per il tour europeo dei Kodō, il gruppo di percussioni giapponesi proveniente dall’isola di Sado che nel 2022 festeggerà i quarant’anni di attività con un tour mondiale che partirà da Roma. Nella Stagione dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (Auditorium Parco della musica, domenica 20 febbraio ore 18, Sala Santa Cecilia), a cinquant’anni dalla fondazione dell’ensemble originario: Sado no Kuni Ondekoza.

Fenomeno mondiale dal 1981

Diventato fenomeno mondiale nel 1981, dopo una storica esibizione a Berlino divenuta evento di risonanza mondiale, Kodō esprime la sua unicità nel rispetto della tradizione del taiko (il grande tamburo giapponese protagonista della performance) unita all’apertura e alla contaminazione con altri generi, quali la danza, il mimo e le arti performative. Il suono del taiko rappresenta metaforicamente il battito del cuore, quello della madre così come percepito dal bambino ancora nel grembo materno, ed è nello stesso tempo metafora dell’isola di Sado e del dialogo tra l’uomo e la Natura.

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Dal cinema al palco: “We All Love Ennio Morricone” dal vivo il 15 febbraio al Teatro Parioli

“We All Love Ennio Morricone” è un concerto teatrale ispirato all’omonimo CD prodotto da Luigi Caiola, manager del Maestro Morricone per 18 anni,

pubblicato da Sony nel 2007 per celebrare l’Oscar alla carriera del celebre compositore e direttore d’orchestra.

L’idea che ispira questo lavoro è quella di proporre al pubblico un Morricone insolito, 

per una volta “raccontato” dalla comunità musicale internazionale piuttosto che dal mondo del cinema al quale, tutto sommato, lui ha prestato il proprio talento e la propria creatività,

ma senza mai dimenticare di essere innanzitutto un musicista, al servizio della musica e poi del film.

Il concerto, come pure il CD, propone infatti alcuni dei più noti brani di Morricone riletti da diversi musicisti

e cantanti della scena pop, classica, jazz e rock internazionale, ciascuno a modo proprio.

E sul palco del Teatro Parioli di Roma, cinque musicisti che hanno collaborato per molti anni con Morricone in studio e in concerto, Ludovico Fulci (tastiere), Nanni Civitenga (basso),

Nicola Costa (chitarre), Maurizio Trippitelli (percussioni) e Massimo D’Agostino (batteria), eseguiranno i brani del CD con gli stessi arrangiamenti,

intervallati dalle “transizioni” musicali scritte dal Maestro Morricone per collegare tra loro i brani presenti nel disco.

A questi musicisti si aggiungono la voce recitante dell’attore Giulio Berruti e i cantanti Maria Di Bernardo e Stefano Tanzillo. 

Durante il concerto saranno infine proiettati alcuni estratti filmati da “My life, my music”,  una video-intervista prodotta da Luigi Caiola con la regia di Giovanni Morricone, figlio del Maestro, in cui lo stesso Morricone esprime le proprie idee riguardo alla sua musica e alla sua attività di compositore.

Il programma del concerto della durata di ottanta minuti comprende brani :

“Il buono, il brutto, il cattivo”, “C’era una volta il West”, “Mission”, “Nuovo Cinema Paradiso”, “Love affair”, “Metti, una sera a cena”,

Se telefonando” .