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Sodalizio criminale per lo spaccio in carcere

Sodalizio criminale per lo spaccio in carcere. La Polizia di Stato ha infatti dato esecuzione a 6 ordini di carcerazione emessi dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello, relativi ad altrettante persone ricorrenti in Cassazione, responsabili, in concorso, di reiterate violazioni della legge sugli stupefacenti.

Sodalizio individuato dagli investigatori del XIV Distretto Primavalle

Gli investigatori del XIV Distretto Primavalle avevano individuato il sodalizio criminale a seguito di complesse e articolate indagini, condotte negli ultimi anni prevalentemente nel quartiere Quartaccio. L’operazione, a causa del coinvolgimento a vario titolo di un significativo numero di persone capeggiato da una donna, era stata denominata “Donna Imma”.

Prime ordinanze in carcere nel 2019

Nel febbraio del 2019 gli agenti del XIV Distretto eseguirono 20 ordinanze di custodia cautelare in carcere. Nessuna delle quali rigettata: la completezza del castello probatorio raccolto dai poliziotti nei confronti degli indagati ha superato, negli anni, i differenti gradi di giudizio con condanne tra i 4 ed i 16 anni di detenzione. Hanno contribuito alle notifiche dei provvedimenti il XIII Distretto Aurelio, la Squadra Mobile di Viterbo e la Stazione Carabinieri di Ardea. Le 6 condanne comminate ai ricorrenti rimasti liberi sono il risultato di un iter processuale culminato con la declaratoria di inammissibilità del ricorso da parte della Suprema Corte di Cassazione.

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Nuova ondata di arresti nella Capitale della Polizia

Nuova ondata di arresti nella Capitale della Polizia di Stato che prosegue nell’attività di prevenzione e repressione di quei reati che, data la loro pervasività, hanno un significativo impatto sulla percezione della sicurezza da parte dei cittadini.

Furto di telefono su autobus

A bordo di un autobus di linea un cittadino romeno di 29 anni ha rubato il telefono ad una donna di 36 anni che, accortasi del furto, ne ha chiesto la restituzione. L’uomo, per tutta risposta, l’ha spintonata e durante la colluttazione entrambi sono scesi dal mezzo. La vittima è riuscita a recuperare il suo cellulare, mentre il 29enne è scappato inseguito da una terza persona che aveva assistito alla scena e che è riuscita a bloccarlo. Nel frattempo sono sopraggiunti agenti della Polizia Locale Roma Capitale e del commissariato Porta Maggiore che hanno arrestato l’indagato per il reato di rapina. L’arresto è stato convalidato e per l’uomo è stata disposta l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere.

Portafogli sottratto a coppia di anziani

Gli investigatori del VII Distretto San Giovanni invece, impegnati nei controlli del territorio nella zona di competenza, hanno sorpreso 2 cittadini romeni, rispettivamente di 30 e 36 anni, nell’atto di rubare il portafogli ad una coppia di anziani: mentre il 36enne distraeva i due chiedendogli delle informazioni, l’altro si appropriava del borsellino. A quel punto i poliziotti sono tempestivamente intervenuti bloccando ed arrestando i 2, che stavano cercando di fuggire, per il reato di furto con destrezza e hanno recuperato il bottino del quale i soggetti si erano disfatti gettandolo sotto un’auto in sosta. Il G.I.P. ha convalidato l’arresto di entrambi.

Furto aggravato alla Romanina

Gli investigatori del commissariato Romanina, insospettiti dagli strani movimenti di due uomini e di una donna peruviani, rispettivamente di 34 e 29 anni i primi due e 34 anni la terza, ne hanno seguito con discrezione gli spostamenti all’interno di un centro commerciale: mentre il 34enne è rimasto fuori, la donna ed il 29enne sono entrati in un negozio sportivo con addosso un borsone “sgonfio” per poi uscirne poco dopo, con lo stesso borsone “rigonfio”. Fermati per un controllo, i 3 nascondevano 3 paia di scarpe, per il valore di circa 200 euro, con ancora attaccate le placche antitaccheggio. Arrestati per furto aggravato in concorso, dopo la convalida dell’arresto, nei confronti di uno dei due uomini è stata disposta la misura del divieto di dimora nel comune di Roma, mentre per la donna è stata disposta la misura dell’obbligo di presentazione.

In azione anche agenti liberi dal servizio a Pratica di Mare

Agenti liberi dal servizio in forza al commissariato Celio e presso il 1° reparto volo Pratica di Mare hanno arrestato 2 cittadini georgiani di 33 anni e 34 anni, gravemente indiziati del reato di tentato furto aggravato in concorso tra loro. I due sono stati colti mentre con fare sospetto si addentravano all’interno di una palazzina e armati di cacciavite e taglierino cercavano di aprirla. L’arresto è stato convalidato e ai due uomini è stata applicata la misura cautelare della custodia in carcere. Gli agenti della Sezione Volanti hanno arrestato un italiano ed un senegalese, rispettivamente di 19 e 22 anni, per tentato furto aggravato in concorso di capi di abbigliamento all’interno di un negozio di abbigliamento di viale dell’Oceano Atlantico. L’arresto è stato convalidato.

Rapina a Torpignattara

Infine, in via Giovanni De Agostini, gli uomini del Commissariato Porta Maggiore, Torpignattara e della sezione Volanti hanno arrestato un Marocchino di 23 anni gravemente indiziato di una rapina avvenuta in strada ai danni di una cittadina straniera, la quale dopo essere stata strattonata, ha subito il furto dello zaino contenente effetti personali e il telefono. Ed è proprio grazie alla localizzazione del dispositivo che è stato rintracciato e arrestato il 23enne. A seguito di convalida dell’arresto nei confronti dell’uomo è stata applicata la misura cautelare del divieto di dimora nel Comune di Roma.

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Operazioni ad “Alto Impatto” alla stazione ferroviaria “Roma-Trastevere”

Operazioni straordinarie interforze ad “Alto Impatto”, nell’area della stazione ferroviaria “Roma-Trastevere”, da parte della Polizia di Stato, della Polizia Locale Roma Capitale Nucleo Assistenza Emarginati, della ASL e dell’AMA, seguendo le indicazioni emerse in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e sulla base della pianificazione effettuata in sede di Tavolo Tecnico in Questura.

Operazioni con il contributo di AMA

Nello specifico, gli agenti del XII Distretto Monteverde, unitamente al personale del Reparto NAE della Polizia Roma Capitale del XII gruppo e a quello dell’AMA di zona, hanno bonificato le strade intorno a Piazza Enrico Dunant, i giardini Gattinoni e Via Chiappini, rimuovendo numerosi giacigli di fortuna e masserizie accumulate sulla pubblica via. Successivamente, insieme ai poliziotti del Reparto Prevenzione Crimine e delle Unità Cinofile, effettuati diversi posti di controllo nelle vie nei pressi di Villa Maraini. Gli agenti hanno controllato 52 veicoli, emettendo 5 sanzioni ai sensi del Codice della Strada e sequestrando un motoveicolo sprovvisto di copertura assicurativa.

Controlli anche per gli esercizi commerciali con personale delle ASL

Gli agenti dell’XI Distretto, invece, insieme a personale della Divisione Polizia Amministrativa e della Asl, hanno controllato 3 esercizi commerciali tra cui un Bed & Breakfast, sanzionato con una multa di 4.000 euro per aver aumentato di 2 posti letto la capienza e diffidato al ripristino di quanto previsto, un minimarket sanzionato con una multa pari a 20.000 euro, per vendita di accessori per tabacchi senza averne l’autorizzazione e conseguente sequestro amministrativo di 20.000 cartine e 6.000 filtri per tabacco. L’ASL ha ordinato la sospensione dell’attività fino alla completa risoluzione delle irregolarità rilevate ed ha sequestrato un ingente quantitativo di materiale scaduto.

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Furto con la tecnica del rip-deal: due in manette

Furto con la tecnica del rip-deal: due in manette. Gli agenti della Polizia di Stato del I Distretto Trevi Campo Marzio, a seguito di approfondite indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno individuato e fermato 2 persone gravemente indiziate del reato di furto aggravato di diamanti del valore di 1.346.000 euro ed arrestato altre 2 per possesso di documenti falsi. Il furto, avvenuto al centro di Roma nell’agosto scorso, è il risultato di una articolata pianificazione delittuosa, portata a termine con la tecnica del “rip-deal”.

Furto costruito come un film

La vicenda ha avuto origine a giugno, allorquando la vittima, gioielliera presso una società di Montecarlo, era contattata telefonicamente da un intermediario che le manifestava l’intenzione di fare da tramite nell’acquisto di gioielli per conto di clienti esteri. A questa telefonata seguivano vari incontri di affari e cene, a Sanremo e Milano, dove gli intermediari ed i compratori discutevano dell’acquisto di una partita di gioielli. Il primo tentativo di scambio soldi/gioielli, avvenuto in un albergo della Città dei fiori a fine luglio, non era andato a buon fine, ma era di fatto servito per accreditare gli acquirenti agli occhi della vittima. Gli intermediari organizzavano allora un nuovo incontro in agosto, questa volta nel centro di Roma, in un lussuoso albergo prenotato dalla vittima.

Sedicente compratore russo

Il sedicente compratore russo si presentava presso la struttura unitamente ad una donna che si qualificava come “esperta di pietre preziose”, che avrebbe avuto proprio il compito di scegliere i gioielli da acquistare. I due acquirenti mostravano interesse solo per i diamanti, accordandosi per l’acquisto di 5 pezzi per la cifra di 1.346.000 euro. Mentre il compratore russo attendeva presso il bar, esigeva dalla gioielliera di far salire la donna che l’aveva accompagnato presso la sua camera, al fine di verificare l’autenticità dei gioielli. Giunte in camera la venditrice posizionava i gioielli sul letto e la donna ne sceglieva 5 su 6, mettendo tutti i gioielli che aveva selezionato all’interno di alcuni sacchetti in velluto e successivamente li poneva nuovamente all’interno di un borsello color caramello avvolgendoli con del nastro da imballaggio, chiedendo alla gioielliera di prenderle una penna per siglare l’involucro.

Distrazione fatale per il via al furto

Cogliendo l’attimo di distrazione della vittima, la donna effettuava lo scambio dei borselli, riponendo al posto di quello contenente i gioielli veri, un altro contenente delle riproduzioni, e invitava la venditrice a riporlo all’interno della cassaforte presente in camera. Subito dopo la gioielliera scendeva con la donna nella hall e raggiungeva il compratore russo, che nel frattempo era uscito dall’albergo per andare a prendere un borsone di colore blu, contenente il corrispettivo in mazzette di banconote da 200 euro. L’uomo la invitava a trattenere la borsa come garanzia in attesa di perfezionare le operazioni di pagamento, a seguito delle quali al loro rientro avrebbero ritirato i gioielli dalla cassaforte e contato le mazzette di banconote contenute nella borsa.

Banconote fac-simile da 200 euro

Mentre i due uscivano dall’albergo, la parte lesa si recava subito presso la sua stanza e dopo aver atteso invano il loro rientro, apriva il borsone che le avevano lasciato, notando al suo interno numerosissime banconote del taglio di euro 200, riportanti, però, la dicitura fac-simile su di un lato. Immediatamente si recava in cassaforte per controllare i gioielli, avvedendosi che gli autentici erano stati sostituiti con delle copie.

Subito in azione gli investigatori del Distretto Trevi Campo Marzio

Gli investigatori del Distretto Trevi Campo Marzio, grazie ad un’attenta analisi del materiale a loro disposizione e con il prezioso contributo del personale specializzato della Polizia Scientifica della locale Questura, identificavano 2 sospetti; una donna di origine rumena di 28 anni ed un ragazzo croato 27enne. Le indagini consentivano di individuare una grossa berlina usata nel reato e, successivamente, anche una possibile abitazione in uso ai sospettati. Dopo una lunga serie di accertamenti i poliziotti perquisivano la detta abitazione della Balduina all’interno della quale, oltre alla 28enne, erano presenti altre 2 persone. Nel guardaroba venivano rinvenute le medesime scarpe ed il medesimo abito griffato, del valore di circa euro 3.000, indossati dalla donna all’interno dell’hotel durante il furto.

Dopo la perquisizione gli arresti

Questa circostanza, unita alla precedenti risultanze investigative, portava al fermo di indiziato di delitto della donna. In casa erano rinvenuti numerosi orologi di valore, vari gioielli e bracciali in oro tipo “tennis”, vario materiale utilizzato per le truffe rip-deal e truffe bitcoin, timbri contraffatti e documenti d’identità contraffatti in merito ai quali si procedeva all’arresto obbligatorio in flagranza di reato di un cittadino serbo di 41anni e di un italiano R.M. di anni 72.

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Finti tecnici del gas smascherati ad Aprilia e in manette

Finti tecnici del gas smascherati ad Aprilia e in manette. Gli agenti della Polizia di Stato del VII Distretto San Giovanni, in collaborazione con la Squadra Mobile di Torino, a seguito di approfondite e tempestive indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno proceduto all’esecuzione di un’ordinanza di misura cautelare nei confronti di due uomini, in carcere per il primo e agli arresti domiciliari per il secondo, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Roma.

Finti tecnici indiziati di oltre 20 furti

I due soggetti rispettivamente di 53 e 41 anni, sono infatti entrambi gravemente indiziati di aver commesso almeno 21 furti nelle abitazioni di persone anziane. Le attività di indagine espletate dagli agenti del Distretto San Giovanni, hanno consentito di accertare il modus operandi dei due che, dopo aver agganciato l’anziana vittima in una pubblica via, generalmente nei pressi della sua abitazione, fingendo di essere tecnici inviati per il controllo delle condutture dell’acqua o del riscaldamento, riuscivano a carpire la sua fiducia entrando nell’abitazione. Una volta all’interno, convincevano la vittima a riporre tutti i monili in oro e il denaro in una borsa da riporre nel frigorifero o nei pressi della porta d’accesso “per proteggerli da possibili danneggiamenti conseguenti ad eventuali esplosioni”.

Anziano distratto da un complice

A qual punto, mentre l’anziano era distratto dal primo soggetto, una seconda persona, in contatto con il complice a mezzo di auricolare, furtivamente entrava in casa rubando quanto riposto nella borsa per poi fuggire. Attraverso la consultazione quotidiana dei sistemi informativi in uso alle Forze di Polizia, l’ascolto delle note radio diramate dalla Sala Operativa, l’acquisizione delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza, i servizi di osservazione e pedinamento, le individuazioni fotografiche, gli investigatori sono riusciti ad identificare 4 soggetti “sinti” piemontesi, tra loro consanguinei o legati da vincoli di parentela, che hanno agito sistematicamente all’interno di un gruppo associato, finemente organizzato e strutturato, nel quale ognuno aveva un ruolo ben preciso. Nell’anno in corso sono almeno 30 i reati consumati dai due indagati.

I due di fatto abitanti ad Aprilia

Malgrado risultassero residenti nella provincia di Torino, di fatto i due finti tecnici abitavano ad Aprilia, un comune della provincia di Latina e utilizzavano due autovetture diverse per commettere i furti. Il 28 luglio del 2021 in un quartiere di Roma, personale del Distretto, constatata la presenza di una delle due autovetture, regolarmente parcheggiata con all’interno 2 individui, procedeva alla loro identificazione. Nel frattempo notavano altri 2 uomini uscire di corsa da un palazzo: il primo il 53enne era bloccato mentre l’altro, il 41enne riusciva a darsi alla fuga perdendo sul posto il proprio documento di identità. Subito dopo si accertava che i due avevano tentato un furto in una abitazione nei confronti di una persona anziana con la tecnica dei “falsi tecnici” che però non andava a buon fine grazie alla reazione della vittima.

Scattati gli arresti

A quel punto 3 dei componenti del gruppo erano arrestati e, durante la perquisizione delegata dall’Autorità Giudiziaria, era rintracciato e denunciato anche il quarto uomo, il 41enne che era riuscito a scappare. Nella circostanza, gli agenti rinvenivano numerosi oggetti di provenienza furtiva oltre a strumenti tecnici utilizzati per la commissione dei reati, tra cui un liquido blu che i due cospargevano a terra all’atto del furto per mostrare alla vittima il colore anomalo dell’acqua contenuta nelle tubazioni. All’esito delle indagini richiesta idonea misura cautelare nei confronti del 53enne e del 41enne, che, come accertato, con la loro condotta ripetuta e sistematica sceglievano le vittime tra i soggetti più deboli ed indifesi, accuratamente selezionate, poiché sole.

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Come proteggere gli anziani dalle truffe

Come proteggere gli anziani dalle truffe. Il Dirigente e i poliziotti del Commissariato di “Tivoli-Guidonia” hanno incontrato i frequentatori del centro anziani del quartiere “La Botte” del Comune di Guidonia, allo scopo di sensibilizzarli riguardo al fenomeno delle truffe. Un appuntamento che costituisce solo una delle tappe di un percorso di prossimità già avviato anche in altri aree rientranti nella competenza territoriale del Commissariato che ricopre ben 34 Comuni della provincia ad est della Capitale.

Come proteggersi dai malintenzionati

Durante l’incontro gli agenti hanno tracciato l’identikit dei truffatori. Autori di un meccanismo fraudolento ben collaudato che si insinua facendo leva sulla forte sensibilità degli anziani verso i propri affetti. Per far comprendere al meglio il modus operandi truffaldino alle numerose persone intervenute, gli agenti hanno raccontato alcuni dei casi più recenti e delineati i comportamenti da tenere per evitare di incorrere nelle maglie di criminali senza scrupoli. A tal scopo distribuito materiale informativo e dépliant contenenti linee guida e consigli di massima utili non solo per gli anziani ma anche per i loro familiari (figli e nipoti in particolare) e vicini di casa.

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Deruba un’anziana ma finisce in manette

Deruba un’anziana ma finisce in manette. Gli agenti della Polizia di Stato della Squadra Mobile e del III Distretto Fidene Serpentara, a seguito di approfondite e tempestive indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno proceduto all’esecuzione di un’ordinanza di misura cautelare in carcere. Ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Roma, nei confronti di una 26enne, gravemente indiziata di aver commesso, in concorso con altra persona, un furto aggravato nei confronti di una anziana donna avvenuta lo scorso giugno.

Deruba grazie a una complice

Le attività di indagine espletate hanno consentito di accertare che la giovane donna si era presentata con una complice presso l’abitazione della vittima e, con la classica scusa di verificare la presenza di un anello sul balcone della stessa, asseritamente cadutole dal piano superiore, riusciva ad entrare. Una volta in casa però, mentre la complice distraeva l’anziana signora, l’altra metteva a soqquadro l’abitazione asportando oggetti di valore e denaro contante.

Indagini Polizia Scientifica

Nelle successive attività rilevante è stato anche l’apporto della Polizia Scientifica intervenuta a casa della vittima, dove gli accertamenti tecnici hanno evidenziato la presenza di una impronta papillare su una scatola di metallo nella camera da letto. Individuata la possibile responsabile del furto, è stata poi riconosciuta dall’anziana donna. Dopo la notifica del provvedimento da parte degli agenti della Polizia di Stato la giovane donna, dimorante all’interno di una roulotte ad Ardea, è stata accompagnata in carcere.

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Lente d’ingrandimento della Questura di Roma puntata su Termini e Piazza Vittorio Emanuele II

Lente d’ingrandimento della Questura di Roma ormai da tempo puntata in direzione delle zone intorno a Termini e Piazza Vittorio Emanuele II. Le due aree, note per essere importanti crocevia del traffico cittadino, sono anche dei grandi quartieri multiculturali.

Lente per aumentare la sicurezza dei cittadini della zona

L’aumento della sicurezza è l’obiettivo di questa attività continuativa e capillare, sia in termini effettivi che di percezione da parte dei cittadini, dei lavoratori e dei turisti che numerosi affollano, quotidianamente, lo scalo ferroviario più importante della città e tutta la zona che lo circonda.

Otto arresti negli ultimi giorni

È proprio grazie a questi servizi che la Polizia di Stato, negli ultimi giorni, ha arrestato 8 persone gravemente indiziate, a vario titolo, di estorsione, rapina e furto: 4 in zona Viminale e 4 in zona Esquilino. In Piazza dei Cinquecento, i poliziotti dei Commissariati Viminale, Monteverde e Monte Mario hanno arrestato un cittadino algerino di 51anni, poiché gravemente indiziato del reato di rapina e lesioni personali. Gli agenti, grazie alle indicazioni della vittima a cui era stato sottratto il telefono all’interno di un negozio in via Calatafimi, sono riusciti a raggiungere e fermare l’uomo che stava fuggendo verso Piazza dei Cinquecento. Prima di essere bloccato, lo straniero ha tentato di ferirsi con le lame di una lattina e ha aggredito uno degli agenti accorsi.

In azione lo scorso 10 settembre

Il 10 settembre scorso, ancora gli agenti del Commissariato Viminale, durante il servizio di pattugliamento, nel transitare in piazza dei Cinquecento, sono stati avvicinati da un soggetto che raccontava loro di essere stato appena rapinato da un giovane che, dopo averlo colpito al petto gli aveva strappato la collana in oro che aveva al collo. L’immediata battuta in zona al momento non consentiva di rintracciare l’autore della rapina ma le successive e tempestive indagini, consentivano grazie alle immagine acquisite da alcune telecamere della zona e l’individuazione fotografica da parte della vittima, di individuare il sospetto.

Colpevole rintracciato 11 giorni dopo

Il giovane, un cittadino egiziano di 21 anni, già arrestato in altre circostanze, è stato rintracciato il 21 settembre scorso durante i consueti servizi alla Stazione Termini, proprio in piazza dei Cinquecento. Sottoposto a Fermo di P.G., dopo la convalida il G.I.P. del Tribunale ha disposto per il ragazzo la custodia cautelare in carcere.

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Intervento degli agenti del commissariato Anzio/Nettuno per sventare un furto

Intervento degli agenti del commissariato Anzio/Nettuno per sventare un furto presso uno stabilimento balneare in via Genova. Gli agenti, giunti sul posto, hanno visto un cittadino straniero, che aveva divelto la protezione in ferro della finestra e stava cercando di entrare.

Tentativo di fuga

Nel tentativo di fuggire, l’uomo, un cittadino dell’Algeria di 33 anni, ha spintonato i poliziotti che cercavano di bloccarlo e ha tentato di colpirli con uno scalpello in ferro e una volta atterrato e disarmato ha cercato di prendere un coccio di bottiglia in vetro senza riuscirci. Prima di essere fermato, l’uomo è riuscito a sottrarre e impossessarsi di numerose derrate alimentari confezionate, prelevate dagli scaffali del bar per un valore di 250 euro.

Rapinatore riconosciuto

Il proprietario del bar ha riconosciuto il 33enne quale autore di un furto aggravato avvenuto di notte pochi giorni addietro sempre in danno del suo bar, in quell’occasione l’uomo aveva asportato denaro dal registratore di cassa e un telefono cellulare. In riferimento a quest’ultimo fatto si è provveduto a deferire l’uomo all’ A.G. in stato di libertà. Dalle indagini espletate è emerso chiaramente che lo stesso ha cercato in un primo momento di entrare presso il bar dello stabilimento vicino ma è stato messo in fuga dall’allarme perimetrale presente e ha deciso di consumare furto presso il bar del vicino stabilimento che, risulta tutt’oggi ricettivo al pubblico e funzionante per la stagione estiva ancora in essere.

Uomo già arrestato diverse volte

L’uomo, che annovera numerosi precedenti e pregiudizi di Polizia tra cui il 2 febbraio 2022 arresto in flagranza per rapina impropria eseguito dalla Polizia di Stato di Latina, il 5 settembre 2022 arresto in flagranza per furto aggravato eseguito dalla Stazione CC di Anzio e il 14 settembre arresto in flagranza per furto aggravato eseguito dagli agenti del commissariato Anzio/Nettuno, risulta avere a carico un obbligo di presentazione alla P. G. sospeso per esecuzione espulsione già concessa dall’A. G., un secondo obbligo di presentazione alla P.G. in carico alla stazione CC di Anzio del 05 settembre 2022. Convalidato l’arresto dell’uomo.

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Casco di banane su ogni panetto di “fumo” sequestrato a Primavalle

Casco di banane disegnato su ogni panetto di “fumo” sequestrato dalla Polizia di Stato a Primavalle nell’ultima operazione antidroga: arrestati in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio 3 ventenni. L’indagine è scaturita da un controllo degli agenti del XIV Distretto Primavalle ad un ragazzo seduto in un’auto parcheggiata in zona Torrevecchia. L’odore acre e inconfondibile dell’hashish, nettamente percepito dai poliziotti, ha convinto gli stessi ad approfondire gli accertamenti. In un borsone, parzialmente nascosto sotto ai sedili, c’erano 3 kili di droga suddivisa in panetti.

Casco di banane a mo’ di etichetta

Su ogni singolo pezzo, a mo’ di etichetta, c’era un foglietto con raffigurato un casco di banane. Gli investigatori, ipotizzando che la posizione del giovane non fosse casuale, hanno atteso “in appostamento” alcuni minuti ed hanno visto arrivare due fratelli. Dopo una rapida indagine gli agenti hanno individuato un appartamento in uso ai ragazzi: perquisendo questa abitazione i poliziotti hanno trovato altri 8 kili di hashish, confezionato nella stessa maniera di quello trovato nell’auto, ed il materiale per il confezionamento delle singole dosi. Dopo gli accertamenti di rito i 3 ventenni sono stati arrestati; il GIP del Tribunale di Roma ha convalidato la misura adottata dalla Polizia Giudiziaria e, per 2 dei 3 indagati, ha disposto l’obbligo di presentazione alla PG.