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Cultura

L’Istante e l’Eternità, quando l’antico si fa arte concettuale in mostra dal 4 maggio

La vita e la morte e al centro il tempo, che tesse la sua tela in cui

l’uomo con la sua carne rimane invischiato nel tentativo di liberarsi

e magari riuscire a diventare eroe, da Micene ai fumetti della Marvel.

E’ il filo di rimandi infiniti in cui si dipana L’istante e l’eternità.

Tra noi e gli antichi – visitabile da giovedì 4 maggio e fino al 30 luglio 2023 – una mostra di arte antica eppure concettuale come solo quella moderna e contemporanea riesce ad essere.

Non a caso è a Roma nelle Grandi Aule delle Terme di Diocleziano, luogo di enorme fascino da archeologia industriale.

GRANDE MOSTRA ALLE TERME DI DIOCLEZIANO FINO AL 30 LUGLIO

Promossa dal ministero della Cultura italiano e dal ministero della Cultura e dello sport della Grecia, l’esposizione è organizzata dalla direzione generale Musei e dal Museo Nazionale Romano in collaborazione con Electa, ideata e curata da Massimo Osanna, Stéphane Verger, Maria Luisa Catoni e Demetrios Athanasoulis, con il sostegno del Parco Archeologico di Pompei e la partecipazione della Scuola Imt Alti Studi Lucca e della Scuola Superiore Meridionale.

CIRCA 300 LE OPERE IN MOSTRA

Circa 300 le opere in mostra “tra noi e gli antichi”, suddivise in

cinque sezioni, che invitano a tornare avanti e indietro nei grandi spazi perché ci sarà sempre qualche meraviglia che sfugge allo sguardo nella complessità affascinante di questa mostra unica.

Molte sono esposte per la prima volta: come il carro cerimoniale di Civita Giuliana, la statua di Ercole dal Parco Archeologico dell’Appia Antica, nuove acquisizioni come la Tabula Chigi del Museo Nazionale Romano, e, soprattutto, numerosi capolavori solitamente conservati

nei depositi e nei musei dell’Italia e della Grecia, coma la statua della kore da Santorini.
Si apre con il calco di due vittime anonime dell’eruzione del Vesuvio,

si chiude dopo un largo andirivieni con i sarcofagi romani e gli ex voto con le raffigurazioni degli organi interni, fino alle viscere dell’uomo e della terra.

Con l’ossario dell’oculista romano C. Terentius Pistus che per ottantasette anni, cinque mesi, ventiquattro giorni e dieci ore

registrò il tempo della sua lunga vita. 

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Almanacco. 3 maggio 1758: muore a Roma Papa Benedetto XIV

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo il 3 maggio 1758:

Muore a ottantatre anni Benedetto XIV, il suo pontificato viene considerato uno dei piu’ positivi che la storia della chiesa abbia

avuto, per via del carisma e dell’intelligenza mostrata dal Papa.
Prospero Lorenzo Lambertini era stato eletto nel 1740 al termine di

un lungo conclave dopo duecentocinquantaquattro fumate nere.

DURANTE IL SUO PONTIFICATO VENNERO REALIZZATI I RESTAURI DI DIVERSE CHIESE

Basilica di San Pietro: nel 1742 Benedetto chiese all’architetto

Giovanni Poleni di restaurare la cupola della basilica, in precarie condizioni di stabilità.

Il Poleni, grazie all’utilizzo della macchina divulsoria, rinforzò la struttura della cupola con sei cerchioni di ferro, operazione che

richiese cinque anni di lavoro.

Basilica di Santa Maria Maggiore: già sotto il pontificato di

Clemente XII, versava in pessime condizioni.
Il portico esistente minacciava di crollare.

Le già esauste finanze pontificie, però, non permisero all’architetto Ferdinando Fuga di procedere efficacemente.

Ciò nonostante, Benedetto XIV non desistette dall’opera, e accolse

le richieste dei canonici di Santa Maria Maggiore, dando al Fuga

il denaro necessario (ricavato tramite quell’oculata politica economica prima ricordata) per procedere prima al restauro della facciata (1743), mentre i lavori riguardanti le navate proseguirono fino al 1750.

Basilica di Santa Croce in Gerusalemme: Benedetto affidò agli architetti Pietro Passalacqua e Domenico Gregorini il compito di restaurare la facciata della chiesa di cui era titolare quando era cardinale, dandole l’aspetto odierno.
Chiesa di Sant’Agata in Trastevere: costruita sotto il pontificato di Clemente XI, il Lambertini incaricò Giacomo Recalcati della sua ricostruzione.
Chiesa dei Santi Marcellino e Pietro al Laterano: ricostruita completamente in occasione del Giubileo.

IL PAPA SI INTERESSO’ ANCHE DI ALTRI MONUMENTI ROMANI

Il papa s’interessò anche di altri monumenti romani.
Castel Sant’Angelo: nel 1746, dopo un concorso pubblico, affidò allo scultore fiammingo Peter Anton von Verschaffelt la creazione di

una nuova statua raffigurante l’angelo a cui si deve l’eponimo all’antico mausoleo di Adriano. L’opera fu realizzata in previsione del giubileo

del 1750.
Fontana di Trevi: iniziata sotto Clemente XII, Benedetto inizialmente sospese i lavori per l’ingente costo che prevedeva la sontuosa opera. Questi ripresero dopo che fu riprogettata la fontana nel 1742, per

poi essere inaugurata alla presenza del pontefice nel 1744.

La fontana verrà definitivamente ultimata nel 1762, sotto Clemente XIII.

Papa Lambertini è rimasto noto perlopiù al grande pubblico per la commedia Il cardinale Lambertini del bolognese Alfredo Testoni,

in cui il commediografo mise in risalto il carattere “anticonformista”

che contraddistingueva il Lambertini storico.

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Diego Parente alla LUMSA per parlare di terrorismo

Diego Parente, Direttore Centrale Polizia di Prevenzione (già UCIGOS) e presidente del Comitato Analisi Strategica Antiterrorismo (C.A.S.A.) ha tenuto il seminario “La minaccia terroristica: il sistema italiano di contrasto”, organizzato dal Dipartimento Giurisprudenza, Economia, Politica e Lingue moderne (GEPLI) dell’Università LUMSA. Quali sono gli attuali metodi di lotta al terrorismo?

Diego Parente sui metodi di lotta al terrorismo

«Volendo sintetizzare al massimo, possiamo dire che attualmente l’attività antiterrorismo si fonda su due concetti fondamentali. Quello della prevenzione, intesa come anticipazione della soglia d’intervento per evitare che una minaccia di natura terroristica possa dispiegare i suoi effetti, e questo è l’obiettivo ovviamente, la stella polare a cui noi tendiamo, e quello della sinergia come strumento, e per sinergia intendiamo una messa a fattor comune di esperienze, di professionalità di tutti quei soggetti che personalmente sono chiamati a declinare le politiche di sicurezza. L’emblema certamente, uno degli asset fondamentali di questo metodo di contrasto al terrorismo è rappresentato dal Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (C.A.S.A. ndr) in cui siedono tutti i rappresentanti del law enforcement e dell’intelligence e che quindi sono in grado di analizzare la minaccia e nello stesso tempo di predisporre dei validi strumenti di contrasto».

Eversione, parola dal passato

Negli ultimi mesi è tornata familiare una parola forse persa nel passato: “eversione”. È effettivamente ritornato questo fenomeno oppure è un retaggio del passato che per i corsi e i ricorsi storici torna di moda, ma non desta preoccupazione? «Noi evidentemente non seguiamo le mode, ma siamo sempre attenti a tutto ciò che possa in qualche modo creare delle problematiche alla sicurezza nazionale.

Seguite tutte le dinamiche

Quindi seguiamo con attenzione tutte le dinamiche, sicuramente quelle riconducibili all’ anarco-insurrezionalismo sono oggi probabilmente la più importante minaccia eversiva. Voglio anche far presente che tutta la recrudescenza di attentati che si è registrata negli ultimi anni è anche un frutto dei grandi successi investigativi raggiunti dalle forze dell’ordine, con numerose condanne sia per associazione terroristica, che per la prima volta è stata riconosciuta dalla Cassazione rispetto al movimento anarchico insurrezionalista proprio l’anno scorso e sia naturalmente rispetto a molti attentati che hanno caratterizzato la storia d’Italia negli ultimi anni che erano riconducibili a quella organizzazione».

I rischi per il Giubileo

Quali sono i rischi che corriamo e quali saranno quando ci sarà il Giubileo? «La presenza di simboli della cristianità è evidentemente stata sempre un possibile fattore di rischio per l’Italia, come lo sono altri fattori come mi vengono in mente i foreign fighters che nel caso in cui dovessero rientrare da teatri di combattimento rappresentano una minaccia in virtù della radicalizzazione e dell’expertise militare che hanno acquisito sul teatro di crisi. Peraltro molto significativo è quello che sta accadendo recentemente in Africa, diventata ormai il terreno di elezione delle organizzazioni terroristiche addirittura in senso competitivo tra al Qaida e Stato Islamico, dove sempre più spesso vengono colpiti accanto obiettivi militari, quelli civili e anche cristiani, in conseguenza di una retorica, soprattutto di Daesh, che tende ad identificare il miscredente con il cristiano, creando un parallelismo tra colonialismo, quindi sfruttamento di territori e povertà, con la diffusione del cristianesimo».

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Peggy Kleiber al Museo di Roma in Trastevere

Peggy Kleiber. Tutti i giorni della vita (fotografie 1959-1992), la prima mostra in Italia della fotografa Peggy Kleiber, curata da Arianna Catania e Lorenzo Pallini, sarà esposta al Museo di Roma in Trastevere dal 19 maggio al 15 ottobre 2023. L’esposizione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e realizzata dalle associazioni culturali Marmorata169 e On Image, con la collaborazione dell’associazione Les photographies de Peggy Kleiber. Servizi museali Zètema Progetto Cultura.

Due valige di Peggy Kleiber mai aperte

Due valigie, mai aperte, contenenti 15.000 fotografie scattate tra la fine degli anni ‘50 e gli anni ’90: nasce da questo incredibile ritrovamento la mostra “Peggy Kleiber. Tutti i giorni della vita (fotografie 1959-1992)”. La scoperta arriva dopo la sua morte, nel 2015. In seguito la famiglia decide di valorizzare e rendere pubblico questo importante patrimonio rimasto a lungo nascosto. Peggy Kleiber è una donna indipendente, cresciuta in una famiglia numerosa e vivace a Moutier in Svizzera, tra poesia, musica e letteratura, con una grande passione per la fotografia come strumento d’espressione e di conoscenza. È una fotografa non professionista, poi divenuta insegnante, che centra la sua ricerca nel punto d’incontro tra storia privata e storia collettiva.

Foto scattate con la Leica M3

Le sue fotografie, tutte scattate con la sua inseparabile Leica M3, raccontano istanti intimi di vita e al contempo narrano luoghi, atmosfere e eventi collettivi durante 40 anni. Per Peggy la macchina fotografica è un modo per nascondere e rivelare, anche se stessa. Come nel suo primo autoritratto, scattato proprio nel ’61 e scelto come immagine simbolo della mostra. I suoi sono scatti d’autore, spesso apparentemente casuali, che parlano un linguaggio universale. Sono immagini di un tempo passato, colori dimenticati, suoni e voci silenziose. Alla ricerca del sottile e dell’impercettibile, Peggy impone la sua presenza silenziosa, ricettiva ed empatica.

Fotografie aperte

Nascono così fotografie aperte che non sono documenti di un passato perduto, ma tracce di luoghi ancora vivi: dalle fotografie di famiglia ai viaggi, in Italia e a Roma. Sono 150 le fotografie in mostra con una selezione di stampe vintage originali dell’autrice, alcuni album di famiglia e un video che ripercorre la riscoperta dell’archivio attraverso materiali inediti e filmati Super8 di famiglia. La mostra si compone di due sezioni: una dedicata alla famiglia e l’altra dedicata ai viaggi in Italia, in particolare a Roma a partire dai primi anni ‘60.

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Cultura

ARF! presenta una nuova mostra di Sergio Toppi

ARF!, insieme al Municipio Roma IX e con la co-curatela della APS Artigiani delle Nuvole, presenta una nuova mostra antologica dedicata al grandissimo Sergio Toppi. L’opera riconosciuta, pluripremiata e pubblicata in tutto il mondo, Geografie dell’Avventura racconterà l’attraversamento dei continenti e dei confini narrativi tramite i luoghi, le epoche e le culture che tracciano una “mappa” dell’opera di questo autore immenso.

ARF! inaugura la mostra venerdì 5

La mostra, che verrà inaugurata venerdì 5 maggio alle ore 18, presenta decine di tavole originali e alcune stampe tratte dalle sue storie a fumetti più celebri, da Il Collezionista a Sharaz-De, da Blues e Little Big Horn 1875 a Una spada per Komura, San Isidro Maxtlacingo 1850 e Kas-Cej (opere che negli anni sono approdate su riviste che hanno segnato la storia del Fumetto italiano, come Corto Maltese, Alter Alter, Comic Art, L’Eterrnauta e Orient Express), da ambientazioni puramente western a suggestioni mediorientali che rimandano a Le mille e una notte, dal Giappone al Messico, dalle steppe russe agli altipiani aztechi.

Illustrazioni ormai introvabili

E oltre, fino ad alcune riproduzioni di illustrazioni oramai introvabili, a testimonianza delle tante collaborazioni che Toppi ha intessuto con alcune delle più prestigiose case editrici italiane e straniere, da Sergio Bonelli Editore alla Marvel Comics. «Quando, da perfetto sconosciuto quale sono, grazie al cielo, al di fuori del piccolo mondo fumettistico italiano, mi presento a qualche manifestazione dedicata ai comics (a New York come a Buenos Aires, a Barcellona come ad Angoulême), mi basta una semplice dichiarazione per suscitare l’interesse e la stima dei miei interlocutori: “Mi chiamo Sergio Bonelli, pubblico fumetti in Italia e sono l’editore di Sergio Toppi.”» Sergio Bonelli.

Prima collaborazione tra ARF! Festival e La Vaccheria all’Eur

Questa mostra rappresenta la prima collaborazione di ARF! Festival con La Vaccheria, il nuovo spazio culturale ed espositivo dell’EUR, in via Giovanni l’Eltore, uno splendido casale storico di circa 1.800 mq. appena ristrutturato e rigenerato, a cavallo tra il Pratone delle Valli e il Parco Volusia, in gestione al Municipio Roma IX.

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Cultura

Il Premio Strega 2023 fa tappa a Cerveteri

Il Premio Strega 2023 fa tappa a Cerveteri. Il più importante premio letterario italiano infatti, sabato 6 maggio alle ore 19 sarà in Piazza Santa Maria a Cerveteri, nel cuore del Centro Storico, in concomitanza della Festa del Santo Patrono cittadino, San Michele Arcangelo. Una data importante, che vedrà partecipare autori e ospiti di rilievo nazionale: in scaletta, gli interventi di Silvia Ballestra, Carola Susani, Vincenzo Latronico, Romana Petri, Rosella Postorino, Andrea Tarabbia, Maddalena Vaglio Tanet e Carmen Verde. Un momento culturale e letterario di altissimo spessore, che unirà letture e dibattiti sui libri in concorso, fortemente voluto dall’Assessora alle Politiche e Culturali del Comune di Cerveteri Federica Battafarano.

Premio Strega a Cerveteri, grande onore

«È per me un grande onore poter annunciare una tappa del Premio Strega 2023 a Cerveteri, un premio che ha una storia lunga oltre 70anni e che da tantissimi anni rappresenta uno dei riconoscimenti più ambiti dagli scrittori italiani – ha dichiarato Federica Battafarano, Vicesindaco e Assessore alle Politiche Culturali del Comune di Cerveteri – la tappa del Premio Strega a Cerveteri rappresenta senza dubbio un’opportunità importante, sia da un punto di vista mediatico, vista la rilevanza nazionale dell’evento, ma anche e soprattutto culturale: sarà infatti occasione per avvicinarsi al mondo della lettura e dei libri, alla presenza di autori affermati e conosciuti in tutta Italia.

Cerveteri promuove la cultura da anni

Cerveteri da tanti anni sta facendo un importante lavoro sulla promozione culturale e letteraria Cerveteri “Città che Legge” e poi “Città della Cultura del Lazio” sono alcuni degli importanti e prestigiosi risultati raggiunti di cui siamo particolarmente orgogliosi. Un plauso particolare ci tengo a rivolgerlo a tutto il personale dell’Ufficio Cultura, nella persona della Responsabile del Servizio Isabella Massicci, e al personale della nostra Biblioteca, guidato da Elena Polzelli, che con grande senso di appartenenza all’Ente e alla città svolgono un eccelso lavoro. Anche grazie al loro encomiabile lavoro, oggi possiamo ospitare nella nostra città, all’interno del Maggio dei Libri, iniziative di rilevanza nazionale come il Premio Strega».

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Cultura

I paesaggi onirici di Dieter Nuhr al Maxxi di Roma dal 3 maggio

Dal 3 al 29 maggio lo spazio Corner del Maxxi, il museo nazionale

delle arti del XX secolo di Roma, ospita Surrounded by faraway/Circondato di lontano, la mostra dell’artista tedesco

Dieter Nuhr, a cura di Dirk Geuer.
Supportata dalla Brost Foundation, una delle fondazioni culturali tedesche più importanti, l’esposizione raccoglie più di 20 opere dell’artista in un viaggio onirico e artistico dedicato alla

bellezza paesaggistica del nostro pianeta tra fotografia, pittura digitale

e disegno.

Dopo le esposizioni di Hagen, Venezia e Dakar, l’artista espone a Roma e dialoga con la città eterna e immortale, ambasciatrice di cultura nei secoli, portando opere che raffigurano paesaggi, architetture e

persone incontrati in giro per il mondo.

VIAGGIO NELLA BELLEZZA TRA FOTOGRAFIE, DISEGNI, PITTURA DIGITALE

 L’arte di Dieter Nuhr, che celebra la diversità scenica e culturale

del mondo, è caratterizzata dal desiderio di esplorare la realtà e mostrarla nella sua costante trasformazione attraverso fotografie digitalmente modificate e coperte con strati di colore, che rappresentano la dissolvenza del reale nel ricordo.

I suoi lavori mostrano ciò che rimane di una realtà che svanisce nella mente delle persone e diventa memoria: dalla fotografia, che coglie l’essenza di ciò che era stato visto, alla pittura che la rappresenta soggettivamente.
Nuhr si avvicina alla ritrattistica classica in modo digitale, posizionando le sue figure in spazi geometricamente organizzati da linee orizzontali

e verticali. Questo crea un campo di tensione nel quale le figure, che sono estrapolate dal loro contesto sociale, sono esteticamente uguali. Solo dai tratti somatici e dalle loro vesti si possono ricavare indizi

sulla loro provenienza.

LA MOSTRA E’ APERTA DA MARTEDI’ A DOMENICA

Organizzata dalla Association for Art in Public, la mostra al Maxxi

è a supporto della You Foundation – Education for Children in need,

che opera con l’Unesco. Per questo motivo l’artista ha deciso di focalizzare l’attenzione su temi come la fame e la povertà, mostrando ritratti di bambini e persone bisognose provenienti da paesi in via di sviluppo come Senegal, Myanmar e India.

La mostra è aperta da martedì a domenica, dalle 11 alle 19,

e l’ingresso è libero.

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Cultura

Almanacco. 2 maggio 1963: la cantante Christa Wanninger viene assassinata a Roma in via Emilia 81

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo un fatto di cronaca nera.

Il 2 maggio 1963:

La cantante Christa Wanninger viene assassinata nel palazzo di via emilia 81.
Alle 14:30 del 2 maggio 1963 la modella e aspirante attrice tedesca ventiduenne Christa Wanninger sale in ascensore per andare al

quarto piano del palazzo, dalla sua amica, coetanea e connazionale Gerda Hodapp, ex ballerina nativa di Aquisgrana, anche lei venuta

a Roma a cercare fortuna nel mondo dello spettacolo.

CHRISTA VIENE COLPITA CON UN COLTELLO DA UNDICI FENDENTI

Giunta sul pianerottolo, Christa viene colpita con un coltello da

undici fendenti; ferita a morte, crolla senza riuscire a bussare o suonare al campanello dell’amica, la quale comunque non apre la porta.

Il caso Wanninger resterà, insieme al caso Bebawi, uno dei più emblematici casi di cronaca nera del periodo cosiddetto della

“dolce vita”: se l’omicidio dell’uomo d’affari egiziano Farouk Chourbagi – avvenuto poco più di otto mesi dopo, anch’esso in prossimità di

Via Veneto – coinvolgerà personaggi di alto rango e principi del foro, l’assassinio della giovane tedesca farà puntare i riflettori su un sottobosco di playboy e mantenute, di particine cinematografiche ottenute in cambio di favori sessuali e sogni infranti di una vita migliore.

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Prima domenica del mese: entrata gratuita ai Musei Civici

Prima domenica del mese, con entrata gratuita per tutti nei Musei civici e in alcune aree archeologiche della città come il Circo Massimo (dalle ore 9.30 alle ore 19, ultimo ingresso alle 18) e i Fori Imperiali (ingresso dalla Colonna Traiana dalle ore 9 alle ore 19.15, ultimo ingresso un’ora prima).

Musei civici aperti per la prima domenica del mese di maggio

Questi i musei civici aperti: Musei Capitolini; Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali, Museo dell’Ara Pacis, Centrale Montemartini, Museo di Roma a Palazzo Braschi, Museo di Roma in Trastevere, Galleria d’Arte Moderna, Musei di Villa Torlonia, Serra Moresca di Villa Torlonia, Museo Civico di Zoologia, Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, Museo Pietro Canonica a Villa Borghese, Museo Napoleonico, Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, Museo di Casal de’ Pazzi, Museo delle Mura e infine Villa di Massenzio.

Iniziativa di Roma Capitale

L’iniziativa è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Ingresso libero compatibilmente con la capienza dei siti. Prenotazione obbligatoria solo per i gruppi al contact center di Roma Capitale 060608 (ore 9-19). Fanno eccezione alla gratuità: Circo Maximo Experience, la visita in realtà aumentata e virtuale del Circo Massimo, fruibile dalle ore 10 alle ore 15 (ogni 15 minuti, ultimo ingresso alle 13.50; www.circomaximoexperience.it), e il Planetario. È consentito l’ingresso con biglietto ridotto ai possessori della MIC Card.

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Yourban2030 e Myllennium Award tornano a Metro Pietralata

Yourban2030 e Myllennium Award, in collaborazione con ATAC, tornano a Metro Pietralata con un nuovo mosaico in bio resina per parlare di ambiente, portando avanti la mission di rigenerazione urbana di spazi altamente trafficati e con la creazione di nuove piazze virtuali connesse e fornitrici di servizi.

Il Tocco della Vita vincitrice del premio speciale Yourban2030

È stata così inaugurata (foto Maura Crudeli) “Il Tocco della Vita” di Anna Crespi, giovane fotografa vincitrice del premio speciale Yourban2030 per la sezione MyCity del Myllennium Award: un nuovo smart wall per la Capitale, dopo The Endless Growth di Jordi Bello Tabbi, vincitore di MyCity nel 2021. Attraverso le immagini l’opera di Anna Crespi, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030, racconta il G Factor, il fattore G (Growth) della Sostenibilità, inteso come crescita di consumi e produzioni responsabili, come azioni di recupero della biodiversità, di tutela del nostro patrimonio alimentare, di contrasto alla fame nel mondo, di innovazione nei nostri sistemi di coltivazione. Tema e focus della seconda edizione del Premio Speciale Yourban2030 era infatti proprio l’agricoltura sostenibile: ascoltare la natura e rispettarne i tempi e le possibilità, così da garantire a chi ne ha bisogno un’alimentazione sana e diffusa.

Nasce Il Tocco della Vita

Nasce da qui Il Tocco della Vita, un’immagine iconica dell’insostenibilità dello spreco: un frutto di melograno che si fa racconto e immagine per parlare di agricoltura sostenibile e lotta alla fame, che diventa al tempo stesso testimonianza del reale e messaggio per le generazioni future. Ispirandosi all’immagine iconografica del tocco fra Dio e Adamo di Michelangelo, che osservano il mondo dalla volta della Cappella Sistina, il Tocco della Vita racconta una storia semplice: due ragazzi si trovano a passarsi di mano il frutto più dolce della terra.

Anna Crespi

«Una storia cha racconta i figli reduci dagli sprechi e abusi arrecati alla nostra stessa casa: come il tocco fra Dio e Adamo è generatore di vita, così le mani delle nuove generazioni si sfiorano sulla scorza sottile del la melograna, condividendo di mano in mano un cuore rosso e pulsante di sole. Come loro abbiamo il dovere di difendere ciò che ci è dato senza più scappare», spiega Anna Crespi.