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Roma, Giornata Mondiale della Fauna Selvatica

Arriva anche a Roma la Giornata Mondiale della Fauna Selvatica, prevista per mercoledì 3 marzo 2022.

Il tema di quest’anno del World Wildlife Day sarà “Recovering key species for ecosystem restoration”, ovvero “Recupero di specie chiave per il ripristino dell’ecosistema”. L’obiettivo è quello di sensibilizzare cittadini e istituzioni sullo stato di conservazione di alcune specie di fauna e flora selvatiche, più criticamente minacciate. Il tutto con un occhio però anche al futuro e alla ricerca di nuove soluzioni per conservarle e proteggerle.

La Giornata Mondiale della Fauna Selvatica

Era il 20 dicembre del 2013 quando l’Assemblea generale delle Nazioni Unite decise di proclamare il 3 marzo la “Giornata Mondiale della Fauna Selvatica”. Una data di certo non casuale: in quello stesso giorno del 1973 venne firmata infatti la Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e di fauna selvatiche, minacciate di estinzione.

L’istituzione di una festa dedicata proprio alla ricorrenza venne stabilita per sensibilizzare e celebrare gli animali e le piante selvatiche del mondo. Affinché si creasse un’occasione di riflessione sulla fragilità della natura selvatica e di tutte quelle specie che, troppo spesso, sono minacciate dall’intervento dell’uomo.

A Roma la festa al Bioparco

Tante le attività che verranno organizzate nella capitale in occasione della Giornata Mondiale della Fauna Selvatica. Tra tutte, ricordiamo gli appuntamenti previsti al Bioparco.

Il Bioparco di Roma ospiterà infatti, proprio in occasione del World Wildlife Day, due giornate dedicate, previste per sabato 5 e domenica 6 marzo 2022.

Il tema sarà proprio “Recuperare le specie chiave per il ripristino dell’ecosistema” e gli esperti del parco, nell’ambito di visite guidate e postazioni tematiche, porranno l’accento sulle principali cause di minaccia di fauna e flora. Nonché, sul ruolo stesso del Bioparco per la salvaguardia delle specie minacciate, come, ad esempio, la tigre di Sumatra.

Il dettaglio delle attività previste al Bioparco di Roma

Tantissime le attività che saranno organizzate. Oltre alla visita guidata “6 a rischio” – un viaggio tra le specie più rappresentative del Parco tra cui il rinoceronte bianco, pinguino del Capo, elefante asiatico – sarà previsto il gioco di abilità “Un ecosistema in equilibrio”. Tramite il divertimento, i più piccoli potranno apprendere il concetto di ecosistema e di estinzione.

“SOS Missione Natura” si chiamerà invece la postazione con materiali sequestrati negli anni dai Carabinieri forestali – come oggetti in pelle di animali selvatici, coralli –  per evidenziare quanto il commercio illegale danneggi molte specie. Un’occasione per capire anche come diventare viaggiatori consapevoli e quali pericoli si nascondano dietro l’acquisto di un souvenir.

“Dal piccolo al grande: l’unione fa la forza!” è il titolo degli incontri ravvicinati con invertebrati, rettili e anfibi. Lo staff del parco illustrerà l’importante ruolo ecologico che ciascuna specie svolge nell’ecosistema.

Infine, dalle 11.30 alle 15.30 i keeper del Bioparco durante i pasti di lemuri, elefanti, scimpanzé, rinoceronti e pinguini – specie a rischio di estinzione – ne sveleranno comportamenti, abitudini e curiosità.

Grazie a tutte queste attività si mostrerà l’importante lavoro del Bioparco per la loro conservazione in natura. Grandi e piccini potranno scoprire così la necessità di tutelare maggiormente l’ambiente e le specie a rischio.

Per prenotare gli eventi previsti per la Giornata Mondiale della Fauna Selvatica al Bioparco di Roma o avere informazioni aggiuntive, cliccare sul presente sito web.

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L’Oggetto femminista di Lydia Sansoni

La mostra “L’Oggetto femminista”, curata da Raffaella Perna e organizzata da Archivia alla Casa Internazionale delle Donne di Roma, propone una selezione di circa trenta opere realizzate negli anni Settanta da Lydia Sansoni.

Lavori definiti il primo manifesto del femminismo

Artista legata al movimento di liberazione della donna, i suoi lavori nel 1975 vengono definiti da Carla Ravaioli «il primo manifesto del femminismo». Nata a Venezia nel 1930, Sansoni studia scenografia con Enrico Prampolini all’Accademia di Belle Arti di Brera ed esordisce nel 1953 con una mostra personale alla Galleria del Pincio di Roma, dove presenta una serie di assemblage in cui l’attenzione per il polimaterismo si vena di accenti surrealisti. Spinta dalle nuove istanze emerse con il femminismo, Sansoni, negli anni Settanta torna a esporre e a realizzare vignette e illustrazioni per le riviste del movimento.

Strix, giornale di fumetti fatto dalle donne

Collabora a “Effe”, è autrice del libro a fumetti La prima è stata Lilith (1976) ed è direttrice responsabile, insieme ad Antonella Barina, di “Strix. Giornale di fumetti e altro, fatto da donne”, rivista pubblicata tra il 1978 e il 1979 da una cooperativa di tredici donne. In questa fase Sansoni espone opere composte da scatole di legno e setacci da cucina entro i quali assembla piccoli objets trouvés, frutto di lunghe battute di caccia tra le mura domestiche, alla ricerca di bigodini, strofinacci, bilie e soldatini. Sansoni per l’Oggetto femminista preleva oggetti ordinari, casalinghi, e li trasforma in racconti allucinati sulla condizione della donna all’interno della famiglia borghese occidentale, con i suoi ruoli rigidamente codificati.

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Innovation Talks dell’Università LUMSA dal 2 marzo

Tornano mercoledì 2 marzo, con sei nuovi incontri, gli Innovation Talks dell’Università LUMSA, le open lectures su tecnologie, sostenibilità e futuro del business nella società di oggi. Anticipati da quattro lezioni sull’innovazione scientifica, lo scorso autunno, gli Innovation Talks, giunti quest’anno alla sesta edizione, verranno trasmessi sul canale YouTube dell’ateneo, si svolgeranno in inglese e saranno aperti a tutti.

Primo ospite degli Innovation Talks Andrea Baranes

Ospite del primo talk dal titolo “An approach to truly sustainable finance”, in programma per mercoledì 2 marzo alle ore 12, sarà Andrea Baranes, Vice-President Banca Etica. Baranes è componente del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo di Banca Etica dal 2016, Presidente della Fondazione Finanza Etica e componente del board del network europeo Finance Watch.

Esperto di mercati finanziari e relazioni internazionali

Autore di diversi libri su finanza ed economia, è esperto di mercati finanziari e relazioni internazionali. Con lui si discuterà di come il mondo della finanza sta affrontando la sfida della sostenibilità, quali sono i trend in atto e quali i punti di attenzione.

Moderatore Claudio Giannotti

Il webinar vedrà gli interventi dei professori Claudio Giannotti, direttore del Dipartimento GEPLI, che sarà anche moderatore, e Filippo Giordano, presidente del corso di Laurea magistrale LM-77 in Management and Finance dell’Università LUMSA.

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Almanacco: 1 Marzo 1968, scontri alla Facolta’ di Architettura a Valle Giulia

Il 1 marzo 1968 Gravi scontri alla facoltà di Architettura a Valle Giulia, tra gli studenti che volevano rioccupare la facoltà e la polizia.

Nel mese di febbraio 1968, la facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza, sita a Roma presso Valle Giulia, era stata sede di numerose occupazioni studentesche.

Il 29 febbraio era stata sgomberata

e presidiata dalla polizia,

chiamata in causa dal rettore Pietro Agostino D’Avack.

Gli studenti decisero di rilanciare il giorno successivo.

IN 4000 A PIAZZA DI SPAGNA

Il 1º marzo, circa 4.000 persone si radunarono in Piazza di Spagna, animando un corteo che si divise in una parte diretta alla città universitaria

ed un’altra maggioranza a Valle Giulia, nell’intenzione di riprendere l’occupazione della facoltà.

LE CONSEGUENZE DELLO SCONTRO

Essa segnò una svolta epocale nei conflitti tra studenti e forze dell’ordine, della quale il movimento studentesco ebbe immediata consapevolezza.

Agli esordi della contestazione, i manifestanti si lasciavano portare via o si ritiravano da soli se la polizia interveniva.

Stavolta, invece, affrontarono lo scontro fisico e diedero battaglia per primi.

Si contano 150 feriti tra le forze di polizia e 478 tra i dimostranti.

Al termine dei disordini la questura calcolerà 148 feriti, 47 dimostranti “medicati in ospedale”, quattro arresti, 200 denunce.

LE PAROLE DI PIER PAOLO PASOLINI

Pier Paolo Pasolini, in un’intervista non gradita al Partito comunista italiano,

contrappone polemicamente agli universitari, “figli di papà prepotenti, ricattatori, sicuri e sfacciati”, i poliziotti, per lo più meridionali, “figli di poveri…

ridotti senza più sorriso, senza più amicizia col mondo, separati”.

E’ l’episodio più importante della contestazione studentesca del 1968.

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Alla Galleria Borghese: i tormenti di Guido Reni a Roma

La Roma delle grandi committenze legate al Giubileo del 1600, l’impatto stravolgente con l’archeologia,

il confronto con Caravaggio e i rapporti non facili con gli altri grandi del suo tempo,

l’urgenza di trovare un linguaggio nuovo e davvero suo, per la pittura religiosa, ma anche per le scene di paesaggio che tanto piacevano ai ricchi committenti.

Colto, raffinato, perfezionista, il grande Guido Reni, a dispetto di come la storia lo ha sempre raccontato, era anche un uomo irrequieto e tormentato,

una personalità non meno complessa e in certi tratti non meno ombrosa di quella dichiaratamente maledetta del coetaneo Michelangiolo Merisi.

DAL 1 MARZO ALLA BORGHESE L’OMAGGIO AL MAESTRO DEL 600 ITALIANO

 “Un pittore che abbiamo sempre considerato uno straordinario interprete della pittura religiosa, con profondi riferimenti classicisti, ma che è stato pure uno straordinario sperimentatore”,

spiega appassionata la direttrice della Galleria Borghese Francesca Cappelletti presentando la piccola grande mostra che a più di trent’anni dall’ultima grande esposizione italiana,

darà il via dal 1 marzo alla prima di una serie di iniziative internazionali dedicate al Maestro del Seicento italiano. Intitolata ‘Guido Reni a Roma.

IL SACRO E LA NATURA

Il Sacro e la Natura’, curata da Cappelletti (con la collaborazione di un team di studiosi tra cui Raffaella Morselli e Maria Cristina Terzaghi),

l’esposizione ruota al “ritorno a casa” della Danza Campestre, una tela della collezione Borghese, dispersa nell’ 800, che il prestigioso museo romano è riuscito a ricomprare. 

E proprio questo olio che racconta una festa da ballo all’aperto sotto un cielo dalle mille gradazioni di blu, si è rivelato un tassello fondamentale per ricostruire i primi anni romani dell’artista,

i conflitti, le sperimentazioni, la messa a punto di un suo personale e particolarissimo linguaggio. 

CAPPELLETTI RACCONTA GUIDO RENI

“Non un percorso di formazione perché Reni arriva a Roma sull’onda di una carriera già brillante”, spiega Cappelletti. “Era un pittore che già sapeva troppo e che in città resta un isolato di grande successo”.

Piuttosto, allora, il racconto di quello che il maestro ha preso dalla sua esperienza romana e del segno che ha lasciato. E anche un invito a riscoprirlo con un itinerario di luoghi romani che si affiancherà al catalogo. (ANSA)

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Almanacco: 28 febbraio 2013: muore a Roma Armando Trovaioli

Il 28 febbraio 2013 Muore a Roma ARMANDO TROVAIOLI è stato un pianista, compositore e direttore d’orchestra italiano.

Trovajoli aveva esordito, con lo pseudonimo Vatro, come autore di canzoni .
La canzone El Negro Zumbon diventa una hit mondiale: ispirata a ritmi tropicali, nel film è cantata in playback e danzata da Silvana Mangano, ma in realtà è eseguita dalla voce di Flo Sandon’s.

LE COLONNE SONORE DI TROVAIOLI

Nel 1951 è invitato da Dino De Laurentiis a scrivere musica per la colonna sonora di Anna, film diretto da Alberto Lattuada.

Nel 1962 Trovajoli, che in precedenza aveva collaborato ad alcuni spettacoli di rivista,

venne chiamato a comporre la musica per un film scritto da Pasquale Festa Campanile e Massimo Franciosa.

Il film doveva chiamarsi Rugantino, ma allora non venne realizzato; venne realizzato nel 1973 con Adriano Celentano come attore protagonista (Rugantino).

Il copione venne invece ripreso da Garinei e Giovannini,

che lo utilizzarono per realizzare la famosa commedia musicale omonima,

che ebbe un enorme successo.

I SUCCESSI A TEATRO DI TROVAIOLI

Ottenne altrettanti successi con Ciao Rudy e Aggiungi un posto a tavola sempre di Garinei e Giovannini.

Nei contenuti extra del DVD di Aggiungi un posto a tavola Trovajoli afferma che, non essendo lui credente, gli è stato difficile fare delle canzoni per questa commedia.

La più suggestiva ed orecchiabile canzone di Rugantino, Roma, nun fa’ la stupida stasera, divenne il suo terzo best-seller mondiale.

Nel 2007 ha ottenuto il Premio Speciale David di Donatello alla carriera.

Il 30 maggio 2013 il comune di Roma gli ha dedicato il ponte della Musica-Armando Trovajoli, inaugurato due anni prima nel quartiere Flaminio.

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Quando l’arte va a ruba per Incontri con la storia

Quando l’arte va a ruba. Sabato 5 marzo, alle ore 17:30, il giornalista italiano Fabio Isman sarà il protagonista del secondo appuntamento degli “Incontri con la storia”, organizzato dal MuVi (Musei di Viterbo). L’evento, moderato da Massimiliano Capo, sarà ospitato all’interno del Museo della Ceramica della Tuscia, a Palazzo Brugiotti, e verterà sulla presentazione della nuova fatica letteraria di Isman, “Quando l’arte va a ruba. Furti e saccheggi, nel mondo e nei secoli” (Giunti Editore).

Arte sempre andata a ruba nel tempo

L’arte è sempre andata a ruba, nel senso più letterale del termine: in ogni tempo, e latitudine, qualcuno ha ben pensato di sottrarre opere d’arte al legittimo proprietario. In Italia, nel 2019, non è quasi trascorso giorno senza una ruberia. In dodici mesi sono stati denunciati 345 furti tra reperti archeologici, quadri, sculture, manoscritti, libri antichi, monete, icone, arredi, eliquie. Nell’anno primo del Covid-19, soltanto i “carabinieri dell’arte”, speciale e benemerito reparto, hanno sequestrato quasi 46.000 reperti frutto di scavi clandestini. Ma la storia dei furti d’arte è anche un’incredibile serie di avventure, sorprese, misteri.

I più incredibili furti di tutti i tempi

In questo volume rivivono alcuni tra i più incredibili furti di tutti i tempi. Dai casi della Gioconda a Caravaggio, a Munch, a Vermeer e a Rembrandt: ladri d’arte dalle truppe napoleoniche agli invasori nazisti, dalla mafia o da semplici ma letali tombaroli. L’ingresso all’evento è gratuito.

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La Divina Commedia di Gianni Testa

Verrà inaugurata martedì 1 marzo, alle ore 18, al museo Crocetti di Roma (via Cassia 492), la mostra dell’artista internazionale Gianni Testa dedicata alla “Divina Commedia” di Dante Alighieri. La mostra, che è a ingresso gratuito, sarà aperta fino al 30 marzo. “La visione dell’arte”, ovvero la potenza visionaria di una poesia, quella che ha inspirato l’opera di numerosi artisti e pittori nel corso dei secoli, liberamente tratta dall’opera di Dante, dalla sua poesia giovanile a sfondo stilnovista ma soprattutto dall’universo poetico inesauribile della Divina Commedia.

101 opere con tecnica olio su tela

Questo è il tema al centro dell’esposizione di Gianni Testa, che per l’occasione presenta 101 opere realizzate con tecnica olio su tela (dimensioni 60×60 e 80×80). Curata da Chiara Testa, la mostra sarà accompagnata dalla pubblicazione di un catalogo a cura di Cangemi Editore. L’arte di Gianni Testa è conosciuta per i suoi celebri cavalli. Con questa mostra però l’artista va oltre questo stereotipo, caratterizzandosi per un cromatismo molto acceso e da figure eteree e turbinose, che rimandano a generi pittorici che spaziano dal realismo all’impressionismo.

Formato alla Facoltà di architettura della Sapienza

Nato a Roma il 23 ottobre 1936, città in cui vive ed opera, si è formato alla Facoltà di Architettura presso l’Università La Sapienza di Roma. Frequentati i corsi della scuola di restauro presso la Galleria Borghese, sotto la guida della Prof.ssa Della Pergola, ha studiato e approfondito le tecniche usate dagli artisti nelle varie epoche per interpretare attraverso la raffigurazione della realtà quei sentimenti e quelle emozioni che lo hanno sempre affascinato. Ha poi approfondito le tecniche di scultura sotto l’egida del Maestro Bartolini. In quel periodo ha conosciuto e frequentato gli artisti Quaglia, Levi, Guttuso, Calabria e più tardi Pericle Fazzini, con i quali è diventato amico. E proprio Levi, che vedendo nelle sue prime opere un certo autentico talento, per il quale si distingue l’artista dal pittore, nel 1962 lo sollecitò a partecipare ed esporre in collettiva insieme con Quaglia, Guttuso, Mazzacurati e Domenico Purificato.

Molti i premi conseguiti

Molti i premi fin qui conseguiti. Le rassegne collettive d’arte cui ha partecipato, dalla Biennale Romana (sin dal 1968) alla Triennale di Milano e alla Quadriennale di Roma (sin dal 1975), solo per citarne alcuni, e altrettanti i concorsi nazionali vinti, partendo dal 1° Premio al Concorso “Brandy Italiano” del lontano 1970, fino al recente Premio alla Carriera consegnato dal critico d’arte Vittorio Sgarbi. Molte sono state le mostre in questi ultimi anni, in Italia e all’estero in Germania, Basilea, New York, Philadelfia. Da ricordare anche la mostra antologica presso il Complesso del Vittoriano a Roma nel 2014.

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Almanacco 26 febbraio 2015 muore a Roma Giacomo Rondinella

Il 26 febbraio 2015 muore a Roma GIACOMO RONDINELLA. E’ stato un cantante e attore italiano.

Giacomo Francesco Carmine Rondinella nasce a Messina il 30 agosto 1923,

figlio di Ciccillo e di Maria Sportelli, cantanti e attori specializzati in un repertorio di genere napoletano.

Nel 1945 partecipa alla rivista Imputati… alziamoci! di Michele Galdieri, dove interpreta per la prima volta la canzone Munasterio ‘e Santa Chiara, destinata a diventare un successo mondiale.

Viene richiesto anche per alcuni spettacoli messi in scena da Garinei e Giovannini, quali Cantachiaro n. 2 accanto alla Magnani e Gino Cervi (1945), Sono le dieci e tutto va bene con la Compagnia Za-Bum (1946) e Black and White (1951);

quindi Sotto i ponti del Naviglio di Bracchi con Tino Scotti (1949) e La piazza di Galdieri con Dapporto.

I FILM DI GIACOMO RONDINELLA

Giunge a girare anche dieci pellicole all’anno come nel 1954, ma è spesso impegnato in dolciastre storielle sentimentali e drammoni a forti tinte.
In altre circostanze viene utilizzato al meglio in film di ottima fattura, con registi importanti quali Rossellini in Dov’è la libertà? o Cortese in Violenza sul lago,

dove impersona un cinico e arrogante individuo, totalmente diverso dai “bravi giovanotti” da lui sempre impersonati, cui si aggiungono spettacoli teatrali trasposti sullo schermo come Carosello napoletano, al quale ha partecipa 1950.

PARTECIPAZIONE A SANREMO

Nel 1962, partecipa al Festival di Sanremo, dove propone, in abbinamento con Gesy Sebena, la canzone “Il nostro amore”.
Buona parte del suo successo è dovuta anche a Totò, che lo ammirava e gli ha affidato molte delle sue canzoni, come la celebre Malafemmena, da lui lanciata nel 1951, accanto a brani come Ischia mia, Sulo, Casa mia, A chi non lo sapesse, Isola d’oro, Non voglio amare più, fra i titoli più noti.

Ha, a sua volta, il merito di aver scoperto due attrici italiane: Virna Lisi e Marisa Allasio.
Giacomo Rondinella è morto il 26 febbraio 2015, all’età di 91 anni, nell’ospedale S. Andrea di Roma e seppellito nel cimitero di Palestrina, un piccolo comune della provincia di Roma.

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La musica di Pasolini in digitale dal 4 marzo

La musica dei primi capolavori di Pier Paolo Pasolini sceneggiatore e regista arriva finalmente per la prima volta sul digitale, disponibile per un pubblico di ascoltatori che non ha ancora avuto la fortuna di apprezzare vere e proprie perle musicali, colonne sonore e titoli indimenticabili che fino ad oggi non comparivano nel mondo streaming. Brani interamente rimasterizzati dai nastri originali disponibili con 2 inediti assoluti anche in CD e in LP. In occasione dei 100 anni dalla nascita di Pasolini, CAM Sugar, in collaborazione con Decca Records, il 4 marzo farà uscire in tutto il mondo la compilation 100 Years Of Pasolini / The Early Days: 22 brani scritti da Carlo Rustichelli, Piero Piccioni, Mario Nascimbene e Giovanni Fusco.

Orgogliosi di far arrivare al pubblico le colonne sonore di questi capolavori

«Siamo orgogliosi di far arrivare a un pubblico vasto come quello che ascolta la musica in digitale e a tutti gli appassionati di colonne sonore questi capolavori – afferma Filippo Sugar, presidente e CEO del Gruppo Sugar – ed è il risultato di un impegnativo lavoro che il team CAM Sugar fa negli archivi per riportare a nuova vita perle spesso ancora da scoprire con l’obiettivo di valorizzare una parte importante della cultura italiana». Un lavoro complesso e meticoloso di ricerca di materiale anche inedito, ricostruzione delle tracce e restauro di nastri per consentire di mettere a disposizione degli ascoltatori opere come mai si erano ascoltate prima. Ripristinata ogni traccia nella sua dinamica audio originale in modo da garantire il miglior piacere di ascolto.