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Arte in danza al Borgo di Fossanova

Il Borgo di Fossanova, nel cuore della pianura pontina, si prepara ad accogliere, sabato 19 e domenica 20 marzo 2022, la prima edizione di Arte in danza, evento di studio e spettacolo, arte e cultura, in uno dei luoghi più affascinanti d’Italia. Il progetto, sostenuto dal Comune di Priverno, Regione Lazio e ATCL – Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio, nasce da un’idea di Filippo Venditti e Barbara Tudini.

Appuntamento di arricchimento e condivisione culturale

Al centro dell’iniziativa, la volontà di richiamare in un centro di storica bellezza come Fossanova un’appassionata comunità di artisti, giovani allievi e spettatori della danza, dando vita ad un appuntamento di arricchimento e condivisione culturale aperto a tutti. In programma ad Arte in danza 2022 stage con docenti di fama internazionale e un concorso per giovani talenti, oltre ad una serata di spettacolo dal vivo, una conferenza di medicina della danza, la presentazione di un libro e una mostra fotografica. Un fine settimana interamente dedicato all’arte tersicorea e alle sue mille sfaccettature. Come materia di studio, linguaggio espressivo, occasione di confronto, scambio di idee ed emozioni.

Conferenza di Medicina della Danza

Nella stessa giornata, alle 16:30, si terrà anche una Conferenza di Medicina della Danza riguardante le possibili patologie legate all’attività del danzatore e i metodi d’intervento più efficaci. Interverranno: il prof. Agostino Tucciarone, primario ortopedico dell’ospedale ICOT di Latina, specialista in Ortopedia e Traumatologia e Medicina dello Sport; la prof.ssa Annamaria Salzano, docente di Anatomia applicata alla Danza presso la Scuola dell’Opera di Roma; la dott.ssa Fabiana Camuso, fisioterapista perfezionata in Posturologia dei danzatori. Moderatrice dell’incontro, Lula Abicca.

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Fino a domenica la mostra di Giuseppe Loy a Palazzo Barberini

Fino a domenica 27 febbraio 2022 sarà possibile visitare la mostra “Giuseppe Loy. Una certa Italia. Fotografie 1959-1981″, a cura di Chiara Agradi e Angelo Loy, la prima retrospettiva a quarant’anni dalla scomparsa, ospitata dalle Gallerie Nazionali di Arte Antica nella sede di Palazzo Barberini.

Selezione di 135 stampe originali in bianco e nero

La mostra raccoglie una selezione di 135 stampe originali in bianco e nero, documenti d’archivio, poesie, epigrammi, scatti familiari e un video che ripercorre l’amicizia tra Giuseppe Loy e gli artisti Alberto Burri, Afro e Lucio Fontana. Nella Sala delle Colonne e nelle Cucine Novecentesche di Palazzo Barberini, gli scatti di Loy immortalano il suo impegno politico e il suo sguardo sui costumi di un’Italia in profondo cambiamento, alternati a immagini più intime.

Frammenti della vita privata di Giuseppe Loy

Frammenti della sua vita privata, testimonianze preziose delle amicizie di Giuseppe Loy e i protagonisti del mondo dell’arte di quel periodo storico. Le fotografie presentano alcune tematiche ricorrenti, tra cui il ritratto dell’italianità, che emerge nei piccoli gesti della vita quotidiana, la riflessione per immagini sul paesaggio italiano, che cambia tra la fine degli anni Cinquanta e i primissimi anni Ottanta, gli scatti rubati sulle spiagge, con corpi distesi al sole immortalati da tagli fotografici particolari e dalla seducente ironia che pervade il lavoro dell’autore, fino ad arrivare alla toccante raccolta di fotografie in cui la vera protagonista è la sincera amicizia che legò Giuseppe Loy ad artisti del calibro di Alberto Burri, Afro e Lucio Fontana.

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Caratteri Mobili alla Magliana

Torna alla Magliana Caratteri Mobili, un progetto di promozione della lettura e non solo che vede l’Aperossa della Fondazione AAMOD, allestita a piccola bibliomediateca itinerante, attraversare le strade romane della Magliana con lo scopo di recuperare la memoria popolare attraverso la raccolta di testimonianze. L’iniziativa offre la possibilità a tutti gli abitanti del quartiere di prendere in prestito gratuitamente opere editoriali e audiovisive a scelta nel ricco catalogo disponibile.

I prossimi appuntamenti con Caratteri Mobili

I prossimi appuntamenti sono fissati per venerdì 25 febbraio dalle 15 alle 18 e sabato 26 febbraio dalle 10 alle 13 a Piazza Fabrizio De André con libri, film e tante letture per i più piccoli da ascoltare sotto una pioggia di coriandoli. Il catalogo della bibliomediateca è inoltre arricchito dalla possibilità di incontrare e di ascoltare una selezione di “human books”: persone in carne e ossa pronte a raccontare e condividere le loro storie di vita e di fantasia, creando così un profondo legame con l’ascoltatore/lettore. Anche i piccoli avranno il loro spazio di ascolto dal vivo, partecipando alle narrazioni e interpretazioni di una selezione di libri per l’infanzia e albi illustrati, realizzate con voci e suoni diversi da alcuni “cantastorie” odierni, per testimoniare una tradizione orale diffusa fin dai tempi antichi.

Raccolte interviste e testimonianze

I ricordi personali saranno invece protagonisti dell’operazione di recupero della Storia: in collaborazione con Deriva Film, verranno raccolte interviste e testimonianze tra i vecchi e i nuovi abitanti della Magliana, con l’obiettivo di registrare i cambiamenti avvenuti nel quartiere e conservarne la memoria. Riversata un’attenzione particolare, in tale ambito, ai fenomeni migratori che hanno investito il quartiere nella sua storia recente. Caratteri mobili è promosso da Archivio Riavvolte in collaborazione con Archivio Audiovisivo del Movimento Operario e Democratico e Deriva film.

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Almanacco: 24 febbraio 2003 muore a Roma Alberto Sordi

Alberto Sordi nacque il 15 giugno 1920 in via San Cosimato 7, nel rione di Trastevere,

ultimo figlio di Pietro Sordi, professore di musica e strumentista,

titolare della tuba contrabbasso dell’orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, e di Maria Righetti , insegnante elementare.

ALLA RADIO, TRA IL 1946 E IL 1953 OTTIENE UNA CERTA NOTORIETA’

Nel 1946, ispiratosi agli ambienti dell’Azione Cattolica, ideò la sua satira dei personaggi de I compagnucci della parrocchietta, dal caratteristico parlato nasale e atteggiamento da “persona come si deve”.

Uno di questi personaggi piacque talmente a Vittorio De Sica da proporre a Sordi la trasposizione cinematografica in Mamma mia, che impressione! del 1951, attraverso la neonata P.F.C.(Produzione Film Comici), fondata dagli stessi De Sica e Sordi.

Sono di questo periodo le partecipazioni ad alcuni programmi diretti da Corrado: Oplà (1947), Vi parla Alberto Sordi e Rosso e nero (1951).

Qui creò altri personaggi come il Signor Dice in collaborazione con Fiorenzo Fiorentini ed Ettore Scola, il Conte Claro, e Mario Pio.

Dopo gli esordi come doppiatore negli anni Trenta, durante i quali prestò la propria voce a Oliver Hardy del famoso duo comico Stanlio & Ollio,

e le prime comparsate in pellicole di poche pretese, raggiunse la fama tra il 1952 e il 1955 con personaggi che incarnavano i vizi dell’italiano medio:

dal ruolo di approfittatore in Lo sceicco bianco all’infantile de I vitelloni (entrambi diretti dal grande Federico Fellini), fino al simpatico e celebre scansafatiche di Un americano a Roma (1954).

Gli anni Sessanta e Settanta lo consacrarono come attore completo, capace di alternare parti di grande intensità drammatica, come i protagonisti di Detenuto in attesa di giudizio (1971)

e Un borghese piccolo piccolo (1977), ad altre di geniale comicità, passando con disinvoltura dall’espressione dialettale all’italiano più forbito.

AD ALBERTO SORDI MANCA UN OSCAR CHE AVREBBE AMPIAMENTE MERITATO.

Fu insignito di numerosi riconoscimenti, tra cui 11 David di Donatello 6 Nastri d’argento, un Orso d’oro e un Orso d’argento per il miglior attore al Festival di Berlino, un Golden Globe per il miglior attore e un Leone d’oro alla carriera nel 1995.

Il 7 dicembre del 2003 gli è stata intitolata la restaurata galleria Colonna,

divenuta galleria Alberto Sordi.

Il 16 febbraio 2013 è stato inaugurato, all’interno di Villa Borghese, un viale a lui dedicato.

IL 15 GIUGNO 2000, PER I SUOI 80 ANNI E’ STATO SINDACO PER UN GIORNO.

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Sapienza e Umberto I per la Giornata delle Malattie Rare

Venerdì 25 febbraio 2022 alle ore 9.30, presso l’Aula magna del Rettorato, in occasione della Giornata mondiale delle malattie rare, si terrà un convegno organizzato dalla Sapienza e dal Policlinico Umberto I. Durante l’incontro verrà presentato il Centro interdipartimentale malattie rare dell’Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico Umberto I che da poco più di un anno coordina le attività nel campo e assiste numerosissimi pazienti e rispettive famiglie. All’introduzione di Andrea Lenzi, direttore del Centro, seguiranno i saluti della rettrice Antonella Polimeni e del direttore del Policlinico Umberto I Fabrizio d’Alba.

Testo Unico delle malattie rare

La senatrice Paola Binetti e la deputata Fabiola Bologna presenteranno il Testo Unico per le malattie rare, divenuto legge lo scorso 10 novembre 2021. Interverranno, Andrea Urbani, direttore generale Programmazione del Ministero della Salute; Alessio D’Amato, assessore alla Sanità della Regione Lazio; Massimo Annicchiarico, direttore regionale Salute e integrazione sociosanitaria; Andrea Isidori, direttore UP Diagnostica strumentale avanzata in endocrinologia; Antonio Pizzuti, direttore responsabile UOC di Genetica medica e Paola Grammatico, direttrice UOC del Laboratorio di genetica medica dell’azienda ospedaliera San Camillo. L’evento si concluderà, infine, con gli interventi di Ilaria Ciancaleoni, direttrice Omar, Annalisa Scopinaro, presidente di Uniamo e Tiziana Nicoletti di CittadinanzaAttiva.

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Vincenzo Mollica Romics d’Oro

Vincenzo Mollica sarà celebrato con il Romics d’Oro alla XXVIII edizione di Romics, Festival Internazionale del Fumetto, Animazione, Cinema e Games in programma dal 7 al 10 aprile 2022 in Fiera Roma. Vincenzo Mollica, giornalista, scrittore, autore e conduttore televisivo e radiofonico, curatore di mostre e di riviste, disegnatore e pittore, durante la sua straordinaria carriera ci ha condotto e accompagnato alla scoperta di tanti sorprendenti universi creativi, di grandi artisti e artiste mondiali, di nuovi trend. Il suo lavoro è un contributo fondamentale, colonna portante per la diffusione e la valorizzazione di tutte le “arti dell’immaginario”.

Appassionato di fumetti fin da giovane

Fin da giovane è appassionato di fumetti, di cinema, di animazione, di tutta la musica e la canzone d’autore. Nel 1977 inizia a lavorare per una emittente locale. Nel 1980 viene assunto al Tg1 dallo storico direttore Emilio Rossi, e da lì inizia la straordinaria avventura in Rai. Dal 1981 è inviato a Sanremo, poi agli Oscar a Los Angeles, ai festival del cinema di Venezia e di Cannes. È il primo giornalista a parlare con cognizione di causa, e senza scandalismi, di fumetto e di cantautori. Tra le sue trasmissioni storiche: ricordiamo Prisma, Taratatà, Sviste, Per fare Mezzanotte e DoReCiakGulp! Tantissime le mostre da lui curate, sui maestri del cinema, della musica, del fumetto, oltre a decine e decine di libri e saggi che hanno visto la sua cura. Nel suo lavoro Mollica ha sempre interagito con gli artisti, fungendo spesso da loro volano creativo.

Collaborazioni con Fellini e Manara

Nascono ad esempio le collaborazioni tra Fellini e Manara, il rilancio delle parodie Disney di Cavazzano con Casablanca e La Strada. Forti le sue amicizie con Hugo Pratt, Crepax e Andrea Pazienza. Indimenticabile, inoltre, la sua trasformazione paperesca in Paperica per il settimanale Topolino; quella in pupazzo animato per Viva RaiPlay! di Fiorello e infine anche in una emoji per le chat social. A proposito del suo alter ego a fumetti, Mollica ama ricordare.

Primo a scoprire la vera faccia di Mollica è stato Andrea Pazienza

«Il primo a scoprire la mia vera faccia è stato Andrea Pazienza. Da magnifico visionario qual era, Paz è riuscito a superare il muro di carne che protegge, come un guscio, il papero disneyano che è in me, battezzandomi con un nome e un cognome indelebili: Vincenzo Paperica». E fu così che un decennio più tardi, come continua a raccontare Mollica: «Nella storia Paperino Oscar del centenario disegnata da Giorgio Cavazzano pubblicata su Topolino nel 1995, la mia identità segreta paperesca è stata definitivamente svelata al mondo. A Paperopoli faccio lo stesso mestiere di quando opero camuffato da umano, e cioè il cronista, sempre impressionista e impressionabile, inseguo interviste nella notte degli Oscar, incontrando i miei comici preferiti.

Incontro con l’adorato Paperino

Ma incontro soprattutto il mio adorato Paperino, il compagno di avventure, mio unico Virgilio nella commedia umana, un vero amico e un incallito sognatore, che non disarma di fronte a nessuna sfortuna ed è sempre pronto a ripartire, a ricominciare dal punto preciso in cui tutti gettano la spugna». A Romics una straordinaria occasione per celebrare Vincenzo Mollica e i suoi 40 anni di carriera, attraverso un imperdibile incontro che ripercorrerà i più emozionati momenti del suo lavoro e delle sue passioni, con contributi e saluti di colleghi e amici, la consegna del Romics d’Oro e un percorso espositivo davvero originale con la curatela del giornalista Riccardo Corbò, che ci farà scoprire Mollica attraverso gli occhi e le matite di grandi artisti.

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Almanacco: 23 febbraio 1821 muore a Roma John Keats

IL 23 FEBBRAIO 1821 MUORE A ROMA A 25 ANNI JOHN KEATS

Il poeta inglese John Keats, abitava in una stanza in affitto della palazzina di Piazza di Spagna, detta “Casina Rossa”,

che diventerà il museo “Keats and Shelley Memorial House”,

OGGI E’ VISITABILE LA SUA CASA MUSEO

Poeta e e principale esponente del romanticismo inglese.

Il suo periodo più produttivo inizia con un viaggio sull’Isola di Wight nel 1817, anno in cui pubblica il poema epico “Endymion”.

Negli anni successivi, si concentrano tutte le sue opere più conosciute: “Ode a un usignolo”, “Ode su un’urna greca”, “Ode a Psiche”.

Nel corso della sua breve vita, le sue opere furono bersaglio di una costante critica politica.

Fu solo successivamente, con l’importanza del mutamento culturale promosso anche dalla sua opera, che il suo lavoro fu pienamente riconosciuto.

La poesia di Keats è caratterizzata da un esuberante amore per la lingua e per l’immaginazione, mitigato dalla malinconia.

Spesso credette di comporre all’ombra dei grandi poeti del passato e solo verso la fine della sua vita fu in grado di produrre le sue poesie più originali.

Nel 1820, già seriamente malato, si trasferisce a Roma, ospite dall’amico Shelley, per beneficiare del clima più mite, ma l’anno successivo la malattia ha la meglio. Su sua volontà, la lapide non riporta il suo nome.

VIENE SEPOLTO NEL CIMITERO INGLESE DI TESTACCIO.

Lo sfasamento fra la data della morte del poeta riportata nelle biografie (23 febbraio) e quanto è invece inciso nelle due lapidi

(sia quella sulla facciata della casa romana sia quella della tomba al cimitero acattolico, ossia 24 febbraio),

è solo apparente e non è frutto di un errore: al tempo, infatti, a Roma, il giorno nuovo non iniziava dopo la mezzanotte, bensì allo scoccare dell’AveMaria della sera precedente;

ecco perché le ore 23.00 (ora presumibile della morte di Keats)

del giorno 23 febbraio,

corrispondevano già alle prime ore del giorno 24 febbraio 1821.

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Almanacco: 22 febbraio 1980: ucciso Valerio Verbano a Montesacro

Il 22 febbraio 1980 Valerio Verbano, studente di 18 anni

vicino agli ambienti dell’Autonomia Operaia,

viene ucciso con un colpo alla nuca da tre neofascisti che lo attendono a casa sua,

dopo esservisi introdotti e aver immobilizzato i genitori.

LA STORIA:

Intorno alle 12:44, tre giovani armati e coperti da un passamontagna si introducono con una scusa in casa Verbano, al quarto piano di via Monte Bianco 114, nel quartiere romano di Monte Sacro.

Spacciandosi per amici del figlio riescono a convincere i genitori di Verbano ad aprire le porte della loro abitazione;

una volta introdottisi all’interno dell’appartamento, armati di pistole con silenziatore,

i tre legano e imbavagliano i genitori che,

immobilizzati con nastro adesivo, vengono portati nella loro camera da letto. A quel punto, rimasero in attesa del rientro di Valerio, non ancora rincasato da scuola.

Al suo ritorno, intorno alle 13:40, aperta la porta di casa, Verbano fu subito assalito dai tre.
Nella colluttazione che seguì riuscì a disarmare uno degli assalitori e a tentare la fuga attraverso una delle finestre dell’appartamento.

Fu però raggiunto da un colpo di arma da fuoco alla schiena che gli entrò nella spalla sinistra recidendogli l’aorta e facendolo cadere morto sul divano del salotto.

L’omicidio di Valerio Verbano è uno dei grandi enigmi degli anni di piombo, rivendicato sia da destra che da sinistra, ancora oggi insoluto.

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Premio Strega 2022: proposti Avati e Castellitto.

LE PROPOSTE SI POSSONO INVIARE ENTRO MARTEDI’ 1 MARZO

Nuovi dodici titoli sono stati segnalati dalla giuria degli Amici della Domenica per il Premio Strega 2022.

LE PROPOSTE DI CANDIDATURA, APERTE L’8 FEBBRAIO, SONO ARRIVATE COSI’ A 36.

E’ possibile inviarle fino all’1 marzo.
Ecco il terzo gruppo di libri proposti pubblicati il 22 febbraio sul sito del Premio. Sono: “Oliva Denaro” (Einaudi) di Viola Ardone, presentato da Concita De Gregorio.

“L’alta fantasia” (Solferino) di Pupi Avati, presentato da Paolo Di Paolo.
 “Elsa” (Ponte alle Grazie) di Angela Bubba, presentato da Laura Pugno.

 “Gli iperborei” (Bompiani) di Pietro Castellitto, presentato da Teresa Ciabatti.
 “Il confine” (Neo edizioni) di Silvia Cossu, presentato da Renato Minore.
 “Lei che non tocca mai terra” (NN Editore) di Andrea Donaera, presentato da Daniele Mencarelli.

“Il profumo della libertà” (Mondadori) di Giovanna Giordano, presentato da Antonella Cilento.
 “Divorzio di velluto” (Feltrinelli) di Jana Karšaiová, presentato da Gad Lerner.
 “Quel maledetto Vronskij” (Rizzoli) di Claudio Piersanti, presentato da Renata Colorni.
  “Niente di vero” (Einaudi) di Veronica Raimo, presentato da Domenico Procacci.
 “Un uomo sottile” (Neri Pozza) di Pierpaolo Vettori, presentato da Paolo Mauri.

 “Giorni felici” (Coconino Press) di Zuzu, presentato da Valeria Parrella.
 Le motivazioni degli Amici della domenica sono sul sito https://www.premiostrega.it/. Fino all’1 marzo, ogni martedì sul sito del Premio www.premio strega.it saranno pubblicate le nuove proposte.

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Domus Artium riprende dal 12 marzo

Domus Artium, il prestigioso circuito internazionale di concerti ed eventi nelle dimore patrizie del Lazio e della Capitale, ideato da Barrett Wissman, dopo aver deciso un temporaneo stop e cambio di date per la fase più accesa della pandemia, e a meno di due mesi dal largo successo e il sold out del concerto con Hilary Hahn, riprende non solo la programmazione il 12 marzo con un altro degli appuntamenti già in calendario, ma con un annuncio destinato ad imporsi all’attenzione e a rimanere storico.

Nuove date nella Capitale

Nuove date, tutte nella Capitale, e l’avvio di una collaborazione straordinaria, indice del successo andato oltre ogni previsione per un evento affacciatosi sulla scena capitolina solo qualche mese fa nel pieno di uno dei momenti più tragici per lo spettacolo dal vivo. I prossimi appuntamenti a Roma, segnano l’avvio infatti di una collaborazione unica tra Palazzo e Galleria Colonna e Domus Artium.

Collaborazione storica

Collaborazione che vede per la prima volta uno dei più preziosi ed imponenti palazzi privati storici di Roma (le cui origini risalgono addirittura al 1300) di proprietà della Famiglia Colonna da oltre otto secoli, aprirsi per concerti rivolti al grande pubblico con bigliettazione. Un evento non solo del tutto nuovo ed originale ma destinato ad imporsi per il rilievo e il prestigio internazionale degli artisti coinvolti e la location. E non a caso ad aprire la collaborazione è attesa addirittura Hélène Grimaud, una delle più affermate pianiste contemporanee di musica classica.

Cinque concerti alla Galleria Colonna

Sarà proprio la splendida Galleria Colonna, 76 metri d’arte sontuosa, autentico gioiello del barocco romano, accanto a capolavori di eccellenza assoluta dei maggiori artisti italiani e stranieri tra il XV e il XVI secolo, tra cui Annibale Carracci, Guido Reni, Tintoretto, Guercino, Veronese, e molti altri, ad ospitare cinque concerti tutti di altissimo profilo internazionale. Date di primissimo piano in un contesto d’eccezione.