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Almanacco: 7 marzo 1908 nasce a Roma Anna Magnani

Il 7 MARZO 1908 Nasceva a Roma ANNA MAGNANI. È considerata una delle maggiori interpreti femminili della storia.

Attrice simbolo del cinema italiano, è altresì particolarmente conosciuta per essere stata, insieme ad Aldo Fabrizi e Alberto Sordi,

una delle figure preminenti della romanità cinematografica del XX secolo.
Riesce ad imporsi per le sue eccezionali doti di interprete spiccatamente drammatica.

L’INCONTRO CON VITTORIO DE SICA

Ed è Vittorio De Sica nel 1941 ad offrirle per la prima volta la possibilità di costruire un personaggio non secondario, quello di Loretta Prima, artista di varietà, nel film Teresa Venerdì.

Recita nell’avanspettacolo di Totò e interpreta il ruolo della verduraia romana in Campo de’ Fiori con Aldo Fabrizi.
Raggiunge la fama mondiale nel 1945 e vince il suo primo Nastro d’Argento,

grazie all’interpretazione nel film manifesto del Neorealismo, Roma città aperta di Roberto Rossellini (con il quale instaura una relazione sentimentale), con Aldo Fabrizi e Marcello Pagliero.

Nel 1951 interpreta la protagonista del film di Luchino Visconti, sceneggiato da Cesare Zavattini, Bellissima con Walter Chiari, Corrado, Alessandro Blasetti, e vince il suo quarto Nastro d’Argento.

ANNA MAGNANI VINCE L’OSCAR

E’ la prima interprete italiana a vincere il Premio Oscar come migliore attrice protagonista, conferitole per l’interpretazione di Serafina Delle Rose nel film:

La rosa tatuata, del 1955, con Burt Lancaster, per la regia di Daniel Mann.

Quella sera non partecipa alla cerimonia: rimane a Roma ad accudire Luca, il figlio malato. Sono le 5.30 del mattino quando la chiamano al telefono per darle la notizia.

Nel 1962 è la protagonista di Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini, regista con il quale aveva instaurato un rapporto conflittuale.

Pasolini, dopo l’esordio del 1961 con Accattone, cercò in ogni modo di lavorare con la grande attrice, ormai sempre più selettiva nello scegliere i ruoli (la sua ultima interpretazione era Risate di gioia al fianco di Totò nel 1960); la Magnani accettò, ma entrambi rimasero insoddisfatti dal risultato ottenuto.

L’ULTIMA APPARIZIONE CON FELLINI

Nel 1972 la sua ultima apparizione cinematografica, nel cameo fortemente voluto da Federico Fellini per il suo film Roma.

Di notte, una dolente Anna Magnani attraversa i vicoli di Roma.

Risponde a Fellini e, ridendo, chiude il portone davanti alla macchina da presa e lì conclude la sua lunga e magnifica carriera cinematografica.

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Metro C di Pigneto per Pasolini

Da oggi, in occasione del centenario della nascita, la stazione Metro C di Pigneto ospiterà una mostra fotografica dei fuori set dei film realizzati da Pier Paolo Pasolini. L’iniziativa è stata organizzata da Eticaarte insieme ad Atac e all’Archivio Storico di cinema Enrico Appetito.

Foto scattate da Mario Tursi

Le foto scattate dal fotografo di scena Mario Tursi saranno esposte negli spazi di transito dei passeggeri, portando l’opera di Pasolini tra la gente e nei luoghi della quotidianità. L’iniziativa alla stazione della metro fa parte di una mostra diffusa dedicata all’artista che sarà inaugurata da Marco Lodoli e Davide Rondoni e si inserisce in una serie di iniziative che saranno realizzate per celebrare Pasolini, molto legato alla capitale e alle sue periferie, divenute spesso teatro delle sue opere.

Altra iniziativa di ATAC per Pasolini

Sempre in occasione del centenario della nascita, Atac ha deciso di dedicare un’altra iniziativa a Pasolini, oltre a quella della Metro C, ospitando un grande murale dell’artista Leonardo Crudi sulla parete esterna della stazione di Santa Maria del Soccorso della linea Metro B. L’opera segue i lavori di riqualificazione della stazione recentemente portati a termine da Atac e Roma Capitale ed è realizzata insieme alla Vice Direzione Area Servizi al Territorio e Decoro del Comune di Roma e al Municipio IV.

Rapporto tra ATAC e cultura consolidato

«Abbiamo accolto con piacere l’idea di mettere a disposizione le nostre infrastrutture per ricordare Pier Paolo Pasolini, quale grande artista e prima ancora cittadino romano. Il rapporto fra Atac e il mondo della cultura ormai è consolidato. Auspichiamo che la fruizione artistica sia sempre più diffusa sulla rete di trasporto. Noi come azienda non faremo mancare il nostro sostegno», ha affermato il Presidente di Atac, Giovanni Mottura.

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Baba Jaga Fest, storie e disegni dall’Europa Orientale

Dall’8 al 10 aprile 2022, Pingo, Industrie Fluviali e Lostudiodorme presentano Baba Jaga Fest, Storie e disegni dall’Europa Orientale, un festival dedicato al fumetto dell’Est Europa e al rapporto artistico e culturale che lo lega all’Italia, che vede alla direzione artistica Alessio Trabacchini e Serena Dovì.

Baba Jaga Fest vincitore di Promozione Fumetto 2021

Il progetto è vincitore dell’avviso pubblico Promozione Fumetto 2021, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. La vivacità della cultura legata al disegno dell’Est Europa è restituita attraverso un programma di mostre, workshop, laboratori per bambini, performance e incontri con artisti e artiste, critici ed esperti. Baba Jaga Fest vuole inoltre indagare il lavoro delle giovani generazioni di fumettisti italiani che, negli ultimi anni, hanno raccontato l’Europa dell’est attraverso biografie e reportage a fumetti. Tre personali porteranno in mostra un dialogo fra diverse tradizioni visive che vedrà protagoniste Olga Lavrenteva, Eliana Albertini e Maurizio Lacavalla.

Baltic Gone Wild per una panoramica sui giovani artisti baltici

Baltic Gone Wild, è il titolo della collettiva che offrirà una panoramica sui giovani artisti di Lettonia, Estonia e Lituania e presenterà il lavoro di Akvile Magicdust, Gvidas Pakarklis, Mark Antonius Puhkan, Jana Ribkina, Pauls Rietums.

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Roma, Bill Viola in mostra dal 5 marzo a Palazzo Bonaparte

Si riapre sul cuore di Roma, a Piazza Venezia, il portone verde del meraviglioso Palazzo Bonaparte e si entra nel buio di una nascita,

che è una rinascita ma anche creazione e presa di coscienza dell’uomo e del mondo sconvolto dagli elementi a partire da The Reflecting Pool, 

videoinstallazione di quello straordinario artista che è Bill Viola.

LA MOSTRA INTITOLATA ICONS OF LIGHT

In una mostra immersiva, totalizzante, intitolata Icons of Light, si parte dalla rappresentazione del liquido amniotico e dal viaggio di una vita,

 passando attraverso l’incessante migrare dell’umanità, il dolore, l’isolamento, per arrivare allo scorrere del tempo che è fuori e dentro ognuno di noi.

Complice l’intima architettura delle stanze del Palazzo Bonaparte, si dipana, in questo evento da non perdere, l’omaggio al più grande artista della video arte dagli anni Settanta a oggi,

Bill Viola, capace di unire la dimensione spirituale orientale con quella occidentale, la riflessione sulla cristianità con lo zen.

BILL VIOLA IN MOSTRA DAL 5 MARZO AL 26 GIUGNO

Dal 5 marzo fino al 26 giugno i raffinati saloni che furono dimora di Madama Letizia Ramolino Bonaparte, madre di Napoleone, ospitano 15 opere di Viola 

 – che coprono dal 1977 al 2014 – , in un’esposizione che attraversa tutta la sua produzione, dagli anni Settanta a oggi.

La mostra, curata dalla moglie Kira Perov, direttore esecutivo del Bill Viola Studio, ospita quindi lavori che approfondiscono il rapporto tra uomo e natura, ma anche quelli ispirati dall’iconologia classica in un dialogo unico con le stanze barocche.

LE PAROLE DI KIRA PEROV

”Per interiorizzare tutti questi temi in un’unica mostra – scrive Kira Perov – i visitatori devono prendersi il tempo per osservare le opere in silenziosa contemplazione.

le immagini mediate e rallentate proiettano lo spettatore in un mondo alternativo, molto diverso da quello che hanno lasciato all’ingresso”. 

 Ed è in ogni caso un’esperienza da vivere.

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Almanacco: 5 marzo 1943 nasce Lucio Battisti

Il 5 marzo 1943 Nasce a Poggio Bustone LUCIO BATTISTI.

Uno tra i piu’ grandi cantautori italiani.

Dal suo sodalizio con Mogol, nascono, a partire dagli anni ’60, molte delle più belle canzoni pop italiane.

HA VENDUTO OLTRE 25 MILIONI DI DISCHI

In tutta la sua carriera ha venduto oltre 25 milioni di dischi.
La consacrazione arriva con il Festival di Sanremo del 1969 cui Battisti partecipa con “Un’avventura”.

L’affermazione decisiva arriva nell’estate seguente, al Festivalbar, con “Acqua azzurra, acqua chiara”.

Ma gli anni di Battisti sono stati indubbiamente i ’70 e gli ’80, inaugurati con due canzoni di grande successo, “La canzone del sole” e “Anche per te”, incise per la sua nuova etichetta, da lui stesso fondata con alcuni amici e collaboratori, e che porta il nome emblematico di “Numero Uno”.

Da quel momento in poi scandisce serie impressionanti di successi, di veri e propri capolavori, tutti al primo posto nelle classifiche.

Inoltre forse non tutti sanno che Battisti è stato anche autore per altri, editore e discografico, distribuendo successi per Mina, Patty Pravo, il complesso Formula Tre e Bruno Lauzi.

Dopo quello del 1969, il tour dell’estate 1970 è il secondo ma anche l’ultimo della carriera di Battisti.

Secondo le sue stesse dichiarazioni, una prima motivazione per la decisione di non fare più concerti è il maggiore tempo a disposizione, con ripercussioni positive sia in campo artistico che personale:

Inoltre, una seconda motivazione è da ricercare nella volontà di essere giudicato esclusivamente per la musica composta, e di eliminare qualsiasi altro fattore “di disturbo”:

Secondo l’amico e fotografo Cesare Montalbetti, inoltre, un altro fattore che lo portò a questa decisione fu l’impossibilità di riprodurre dal vivo la perfezione dei suoni ottenuti in studio di registrazione.

IL RITIRO DALLE SCENE

Nel 1976, Battisti annuncia a sorpresa il ritiro dalle scene; negli anni ’80 si spezza il suo sodalizio con Mogol e Battisti si allontana sempre di più dal pubblico.

Nella seconda metà degli anni ottanta comincia la collaborazione tra Lucio Battisti e Pasquale Panella, l’ultima fase della carriera del musicista.

In questo periodo pubblica cinque album musicalmente molto avanzati, che continuano l’esplorazione musicale iniziata con “E già”, trattando generi musicali all’epoca emergenti nella scena musicale italiana (come la musica rap, techno);

i testi di Panella sono molto diversi da quelli scritti in precedenza da Mogol: di difficile comprensione, sono densi di giochi di parole e doppi sensi .

Battisti, apprezzato anche come tecnico in sala d’incisione, dove svolgeva sempre un lavoro meticoloso,

fu tra i primi in Italia a utilizzare la tecnica di capovolgere i nastri nelle registrazioni, già a partire dal brano Era del 1967.

MUORE A MILANO IL 9 SETTEMBRE 1998

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Il Cantico dei Cantici alla Nuvola il 6 Marzo

Il Cantico dei Cantici, inno all’ amore sensuale della Bibbia ebraica e cristiana, 

è al centro della seconda conferenza-concerto proposta alla Nuvola da Eur Culture per Roma e Istituzione Universitaria dei Concerti 

per il ciclo Sapienza Antica, riflessioni d’amore in poesia, arte e musica tra ‘500 e ‘600.

APPUNTAMENTO IL 6 MARZO ALLE 18

Il 6 marzo alle 18:00 gli storici di arte e letteratura Costanza Barbieri e Renzo Bragantini racconteranno la bellezza di quel poema 

con la partecipazione del gruppo Concerto Italiano diretto da Rinaldo Alessandrini, interpreti tra i più raffinati del panorama europeo per la musica antica.

Sul Cantico dei Cantici si sono cimentati, spesso nella forma di madrigale spirituale, molti compositori soprattutto all’inizio del XVII secolo,

sovrapponendo più o meno velatamente il senso spirituale a quello più evidentemente erotico.

IL PROGRAMMA DEDICATO AL CANTICO DEI CANTICI

 Partendo dalla raccolta di Pierluigi da Palestrina il programma presenta versioni di alcuni passi del cantico, accomunando stili ed epoche comprese tra la seconda metà del ‘500 e la prima del ‘600.

“Il programma dedicato al Cantico dei Cantici – dice Rinaldo Alessandrini – illustra esempi musicali, su un testo latino dal carattere ibrido. 

 Accanto agli esempi palestriniani verranno eseguite molte versioni da camera, per poche voci,

a testimonianza della portata erotica della poesia attraverso interpretazioni religiose di vario tipo”. (ANSA).

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Laura Scarpa Romics d’Oro

Laura Scarpa, straordinaria figura del fumetto italiano autrice, illustratrice, editrice, docente, saggista e storica del fumetto, verrà celebrata con l’assegnazione del Romics d’Oro durante la XXVIII edizione del Festival in programma dal 7 al 10 aprile in Fiera Roma.

Artista attenta e sensibile ai temi più urgenti dell’attualità

Una grande artista attenta e sensibile ai temi più urgenti della nostra contemporaneità, dal bullismo, alla violenza di genere, alle migrazioni, ai diritti umani, ma anche impegnata nella ricerca storica e nella diffusione della cultura del fumetto. Nata a Venezia, si trasferisce a Milano e oggi vive e lavora a Roma. Già da adolescente decide di voler fare fumetti, conosce Hugo Pratt a cui per qualche anno mostrerà i suoi disegni e ne riceverà consigli. Altri incontri fondamentali sono con Guido Buzzelli, Dino Battaglia e Lorenzo Mattotti. Esordisce in anni in cui le autrici di fumetto in Italia sono davvero poche.

Laura Scarpa debutta nel 1978 su Linus

Debutta nel 1978 su Linus con Il Drago e poi disegna Moll Flanders, dal romanzo di Daniel Defoe per le Edizioni Ottaviano. Moltissime negli anni le collaborazioni; come autrice scrive e disegna storie per le più note riviste italiane: Orient Express, Corriere dei Piccoli, Snoopy, Ragazza In, per cui crea il personaggio di Martina, Lupo Alberto Magazine, Blue, Terre di Mezzo, Mondo Naif, Touch, Canemucco e Internazionale. Tra i suoi graphic novel: Venturina Veneziana, Come la vita, Cuori di carne, Amori lontani, La vita inattesa (Rizzoli Lizard 2014), War painters 1915-1918, Come l’arte salva dalla guerra e nel 2021 Sarah dai capelli blu, per ComicOut. In Francia nel 2017 pubblica Sous les étoiles per Delcourt e successivamente per Hachette e sulla rivista Les Cahiers de la Bande Dessinée una storia in cui parla del suo incontro con Hugo Pratt.

Opera di autrice che copre a tutto tondo il mondo del fumetto

Laura Scarpa affianca la sua opera come autrice a una instancabile attività che copre a tutto tondo il mondo del fumetto, nelle sue diverse sfaccettature, con uno sguardo fondamentale alla sua diffusione culturale. Come Editrice, nel 2012 fonda l’Associazione Culturale ComicOut, il cui scopo è la promozione e la conoscenza del fumetto, come linguaggio autonomo e come arte. ComicOut, che quest’anno festeggia i dieci anni di attività, pubblica fumetti e saggi. Del 2021 è Vivi! libro senza parole che spiega il percorso dei migranti, a sostegno di SOS Mediterranee.

Per Coniglio Editore realizza ANIMAls

Insegna per molti anni in diverse realtà di Formazione e nel 2002 crea e dirige Scuola di Fumetto, rivista di informazione e cultura sul fumetto, edita da Coniglio Editore, casa editrice per la quale realizza anche ANIMAls. Da sempre riserva grande attenzione alle potenzialità offerte dalla rete al linguaggio del fumetto. Nel 2011, fonda e dirige A Scuola di Fumetto Online, con allievi e docenti in lingua italiana in tutto il mondo, ed è la prima scuola di questo tipo in Europa.

Anche in lingua inglese

Pubblica inoltre due storie sulla rivista digitale in lingua inglese Aces Weekley, diretta da Davi Lloyd. Scrive saggi e testi di didattica tra cui: Praticamente Fumetti, La prima Fumetto facile, L’arte della sceneggiatura, Disegnare Dylan Dog e Hugo Pratt – le lezioni perdute. Nel 2022 due volumi firmati da Laura Scarpa: un progetto per Mondadori e, per Shockdom, il graphic novel Iqbal, il bambino e operaio pakistano diventato simbolo della lotta contro il lavoro minorile, di cui ha scritto la sceneggiatura con i disegni di Tarma.

Laura Scarpa una vita per il fumetto

Una vita per il fumetto, nelle sue molteplici espressioni, una grande passione che Laura Scarpa ha vissuto e approfondito a 360 gradi e che continuerà a sorprenderci con nuove storie, per condurci fino in fondo alla scoperta della nona arte. A Romics Laura Scarpa sarà protagonista di un incontro speciale con il pubblico, per celebrare l’assegnazione del Romics d’Oro e ripercorrere, dagli esordi ad oggi, la sua ricca e poliedrica carriera. Un percorso espositivo sui suoi più affascinanti lavori e le sue molteplici sfaccettature, racconterà la sua ricca attività e produzione.

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Master School – Assosharing alla LUMSA

Prende il via il 4 marzo il Master Università LUMSA Master School – Assosharing per formare i Mobility Manager. Le prime due lezioni saranno tenute da Edoardo Zanchini, vice presidente di Legambiente, e da Claudio Graziano, Mobility Manager di Intesa Sanpaolo che nell’ambito dell’impegno ESG promuove progetti per agevolare gli spostamenti casa-lavoro delle persone per ridurre l’impatto ambientale e favorire modalità di trasporto sostenibili. Il contributo di Intesa Sanpaolo consentirà di approfondire l’approccio adottato e analizzare l’impostazione dei piani di spostamento casa-lavoro adottati nelle maggiori sedi italiane.

Al termine del Master School – Assosharing, si diventa mobility manager

Alla fine del Master, i partecipanti saranno in grado di lavorare come mobility manager anche alla luce di significative novità emerse negli ultimi mesi. In primis le nuove regole per il Codice della Strada contenute nella Legge di Conversione del Decreto Infrastrutture e Trasporti. Il nuovo impianto, entrato in vigore lo scorso 10 novembre, coinvolge anche la sharing mobility e richiede quindi una conoscenza approfondita per chi vuole ricoprire ruoli manageriali nel settore. Altro elemento di rilievo è costituito dal Maas (Mobility as a service), che introduce nuovi concetti e paradigmi per la mobilità, a partire dall’integrazione di molteplici servizi di trasporto pubblico e privato (ad esempio e-bike, autobus, car sharing, treno, taxi, aerei, monopattini), accessibili all’utente attraverso un unico canale digitale.

Bandi per l’attuazione del Maas

Proprio nelle scorse settimane città metropolitane come Roma, Napoli e Milano si sono aggiudicate i bandi per l’attuazione del Maas, attivati con i fondi del Pnrr. Le risorse del Recovery Fund e un loro corretto e puntuale utilizzo, per evitare sprechi e rallentamenti, saranno tra i temi portanti del Master, perché è proprio qui che si gioca il futuro per la mobilità nel nostro Paese.

Master LUMSA di durata annuale

Il master, della durata annuale, sarà diretto da Giovanni Ferri, Professore Ordinario presso il corso di laurea in Economia e Gestione Aziendale dell’Università LUMSA, e da Matteo Tanzilli presidente di Assosharing. Il programma consentirà di acquisire strumenti e competenze dinamici e pienamente in linea con le priorità delle istituzioni internazionali: Agenda Onu 2030; Eu Green Deal; il contesto della sharing mobility in Italia; smart cities, data sharing e nuove tecnologie.

Previsti laboratori ed esercitazioni online

Previsti anche laboratori ed esercitazioni online sull’applicazione alla gestione della mobilità con la presenza delle più importanti aziende del settore. Il Master nasce con l’obiettivo di concretizzare quanto stabilito dal Decreto Rilancio 2020, che obbliga pubbliche amministrazioni e aziende con più di 100 addetti, che hanno sedi in comuni con più di 50mila abitanti, a introdurre la figura del mobility manager.

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Premio Donna di Mare 2022

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, IOC-UNESCO organizza a Roma un evento per premiare la vincitrice della prima edizione del Premio Donna di Mare 2022. Promosso da UNESCO, Associazione Donne di Mare e Associazione B Women Italy, con la partecipazione di Caterina Balivo, Madrina dell’oceano, il premio ideato da Francesca Santoro, portavoce del Decennio del Mare, sostiene progetti innovativi al femminile volti a tutelare e studiare il mare in modo interdisciplinare: dalla ricerca all’arte, dalla cucina all’imprenditoria e all’educazione.

Primio Donna di Mare 2022 ospitato dall’Acquario Romano

Durante l’evento, ospitato all’Acquario Romano e visibile in streaming sui canali del Decennio (www.decenniodelmare.it), sarà lanciata la nuova piattaforma del Decennio del Mare, il primo portale di riferimento sul mare, con una tavola rotonda che vedrà tra gli ospiti esponenti del mondo della ricerca, dell’arte e dello sport e che racconterà anche le numerose iniziative che IOC-UNESCO sta portando avanti come quelle dedicate all’Educazione all’Oceano (Ocean Literacy).

Presentato anche il progetto Favole Blu

Nel corso della mattinata sarà presentato il progetto “Favole Blu”: scritte da Lucia Moschella e illustrate da Chiara Cortese, le fiabe tradurranno in un linguaggio semplice e immaginifico articoli scientifici di importanti ricercatori dediti alle scienze del mare, per portare la conoscenza dell’oceano a un vasto pubblico.

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Lydia Sansoni, la nuova mostra femminista a Roma

Dal 5 marzo 2022 arriva a Roma, più precisamente alla Casa Internazionale delle Donne, la nuova mostra “L’oggetto femminista. L’arte di Lydia Sansoni negli anni Settanta”.

Una rassegna, curata da Raffaella Perna e organizzata da Archivia, che propone una selezione di circa trenta opere realizzate intorno al 1970 da Lydia Sansoni. Artista legata al movimento di liberazione femminista.

Chi era Lydia Sansoni

Lydia Sansoni nasce a Venezia nel 1930 e, da ragazza, si specializza in scenografia all’Accademia di Belle Arti di Brera, studiando con Enrico Prampolini, pittore emiliano. Il debutto artistico di Lydia risale al 1953, quando viene esposta una mostra personale alla Galleria del Pincio di Roma. Qui, la sua attenzione per il polimaterismo si vena di accenti surrealisti.

La svolta avviene però negli anni Settanta, quando, spinta dalle nuove istanze emerse con il femminismo, Lydia Sansoni inizia a realizzare vignette e illustrazioni per le riviste del movimento. In questi anni collabora a “Effe”. Diventa, inoltre, autrice del libro a fumetti “La prima è stata Lilith” e responsabile, insieme ad Antonella Barina, di “Strix. Giornale di fumetti e altro, fatto da donne”. In questa fase l’artista espone opere composte da scatole di legno e setacci da cucina, entro i quali assembla piccoli objets trouvés. Ovvero, tutta una serie di oggetti rinvenuti tra le mura domestiche, come bigodini, strofinacci o soldatini. Grazie all’estro di Lydia Sansoni, oggetti ordinari, casalinghi, vengono trasformati in racconti sulla condizione della donna all’interno della famiglia borghese occidentale. Opere che raccontano l’essenza di un’epoca e di una storia comune.

Una riflessione sul femminismo

Fu Carla Ravaioli, saggista e politica italiana, a definire il lavoro di Lydia Sansoni «il primo manifesto del femminismo». Ecco allora che la mostra dedicata all’artista diventa un’importante occasione per riflettere sull’intero processo di emancipazione femminile e sul ruolo che ha avuto nella società. Partendo proprio da quella figura di donna che emerge dagli oggetti inseriti nelle sue opere. Elementi che rappresentano una figura relegata esclusivamente al ruolo di moglie e madre, ma che viene, con il movimento femminista, progressivamente abbandonato.

Dacia Maraini, autrice nel 1978 dell’introduzione alla mostra personale alla galleria Il Gabbiano, affermò che Lydia Sansoni si muove «con la sicurezza di chi crede nel valore politico del “fare pittura”. Si accanisce, insolente e seducente, a fare scaturire le grottesche figure della rovinosa farsa dei ruoli sessuali e sociali che hanno inquinato la storia».

La mostra alla Casa Internazionale delle Donne di Roma

Insieme agli assemblage, nella mostra alla Casa Internazionale delle Donne di Roma, viene presentata una selezione di disegni e collage su carta. In questi l’artista lavora sulla relazione tra immagine e parola, per demistificare il sessismo espresso dalla cultura. Così come quello che caratterizza la politica e la religione, dall’antichità al XX secolo.

Quale luogo migliore, per ripercorrere questi importanti tasselli della storia comune, se non proprio la Casa Internazionale delle Donne di Roma? Ecco allora che, dal 5 marzo 2022, si inaugurerà l’esposizione su Lydia Sansoni, aperta al pubblico dal lunedì al venerdì negli orari 15.00 -19.00. Maggiori informazioni sul sito web della Casa Internazionale delle Donne.