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Scienza

L’Asi a “La scienza fa spettacolo”, rassegna dedicata allo spazio a Roma al Teatro Argentina

 L’Agenzia Spaziale Italiana parteciperà alla rassegna “La scienza

fa spettacolo. Quattro domeniche dedicate allo spazio” che si svolgerà presso il Teatro Argentina di Roma per quattro domeniche alle 11: 22 ottobre, 12 e 26 novembre, 17 dicembre. Saranno presenti per l’Asi Eleonora Ammannito (il 22 ottobre nello spettacolo dedicato alla Luna) ed Ettore Perozzi (il 26 novembre per parlare di satelliti e rifiuti spaziali).

A ROMA AL TEATRO ARGENTINA PER 4 DOMENICHE TRA OTTOBRE E DICEMBRE

Si tratta – informa l’Asi – di quattro appuntamenti dedicati allo spazio

e alla cultura aerospaziale con grandi protagonisti dell’avventura scientifica ma anche con la voce di quattro attori e con i testi poetici o

in prosa di autori che hanno trattato, con la loro chiave, questi stessi temi che da sempre affascinano l’umanità.Allo spettacolo parteciperanno scienziati, poeti, attori, giornalisti scientifici tra i

quali Umberto Guidoni, Giorgio Pacifici, Umberto Orsini, Alberto Battistelli, Gabriele Lavia, Lorenzo Pinna, Viola Graziosi,

Marcella Marconi e Vinicio Marchioni. Questa nuova rassegna divulgativa è promossa da La Fondazione Teatro di Roma.

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Scienza

Roma, Planetario gratis 21 e 28 ottobre per Centenario mondiale

Il Planetario di Roma aderisce alle celebrazioni internazionali per

il Centenario dei Planetari, con due eventi gratuiti aperti a tutti,

in programma il 21 e 28 ottobre prossimi.

Cento anni fa, il 21 ottobre 1923, ricorda in una nota la struttura,

attiva presso il Museo della Civiltà Romana, fu inventato in Germania

il primo planetario moderno: sul tetto della fabbrica della Zeiss, a Jena, fu allestita una cupola per offrire la prima dimostrazione pubblica del nuovo strumento, il proiettore Zeiss Mark I. Da allora ad oggi la rappresentazione del cielo e dell’universo è molto cambiata nei planetari di tutto il mondo, passando dai proiettori ottici a quelli digitali, ma

il 21 ottobre prossimo verrà celebrato in tutto il pianeta il centenario dell’invenzione del planetario, lo strumento che ha portato il cielo sulla terra.

IL 28 OTTOBRE 95ESIMO COMPLEANNO DEL PLANETARIO DELLA CAPITALE

È una storia ricca di innovazioni, che si spalanca sulla meraviglia

del cosmo e s’intreccia con le vicende storiche e personali di scienziati, ingegneri, appassionati di tutte le età, e riguarda oltre 4000 planetari presenti in tutti i continenti: fra questi c’è naturalmente il Planetario

di Roma, che nella sede storica dell’Aula Ottagona alle Terme di Diocleziano fu addirittura il primo installato fuori dalla Germania,

ed è dunque uno dei più antichi del mondo.

Per celebrare adeguatamente questa ricorrenza, il Planetario di Roma

fa sapere di aver organizzato una serie di appuntamenti che si estenderanno fino al 2025, quando le celebrazioni per il centenario

si concluderanno il 7 maggio, a cento anni dall’inaugurazione del

primo planetario, quello di Monaco di Baviera.

I primi due appuntamenti a Roma dedicati al Centenario dei Planetari

si terranno sabato 21 e 28 ottobre prossimi al Planetario di Roma, nell’attuale sede al Museo della Civiltà Romana all’Eur.

L’iniziativa è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con il Museo Nazionale Romano, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

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Porte aperte al Bambino Gesù per la Settimana della Scienza

Porte aperte al Bambino Gesù per la Settimana della Scienza per introdurre piccoli investigatori alle meraviglie della scienza attraverso esperimenti, visite guidate e incontri con i ricercatori a misura di bambini e ragazzi. L’Ospedale della Santa Sede aderisce all’edizione 2023 della Settimana della Scienza (23-30 settembre) e della Notte Europea dei ricercatori LEAF (29 settembre) coordinata da Frascati Scienza e promossa dalla Commissione europea nell’ambito delle azioni Marie Sklodowska-Curie proponendo a bambini e ragazzi attività per apprendere i segreti della ricerca scientifica in modo semplice e soprattutto divertente.

Porte aperte dal 2005

Promosse dalla Commissione europea fin dal 2005, la Settimana della scienza e la Notte europea dei ricercatori prevedono iniziative in tutti i Paesi dell’Unione. L’Italia partecipa con diversi progetti, tra cui LEAF – heaL thE plAnet’s Future, prendiamoci cura del futuro del pianeta, con il coordinamento di Frascati Scienza e la partecipazione di circa 50 enti e istituzioni, tra cui l’Ospedale Pediatrico della Santa Sede. Gli argomenti trattati spaziano dalla biodiversità all’economia circolare, da salute e benessere all’efficientamento energetico e a uno stile di vita sostenibile anche in rapporto all’evoluzione tecnologica e digitale. Sono previsti eventi in 34 città italiane.

Incontro tra ricercatori e cittadini

Promuovere l’incontro tra ricercatori e cittadini, specie i più giovani, ha l’obiettivo di mostrare l’impatto del lavoro di ricerca sulla vita quotidiana favorendo la divulgazione scientifica e lo scambio reciproco. Il 25, 26 e 27 settembre alcune classi di istituti d’istruzione di I e II grado di Roma e Ciampino parteciperanno all’evento “Che cosa fa un ricercatore? Le scuole in tour nei laboratori di ricerca”. Le porte dei laboratori di San Paolo del Bambino Gesù si aprirà agli studenti, che, con la guida di alcuni ricercatori, avranno così la possibilità di scoprire l’attività che viene svolta all’interno degli spazi dedicati alla ricerca scientifica. Al termine della visita è previsto un momento di confronto tra ragazzi e referenti della Direzione scientifica.

Ricercatori per un giorno

Il 28 e 29 settembre sarà la volta dei bambini ricoverati in ospedale. Con “Ricercatori per un giorno: al cantiere dello scheletro” le ludoteche delle sedi del Gianicolo e di Palidoro si trasformeranno in un laboratorio scientifico. I ricercatori coinvolgeranno i bambini e i ragazzi con giochi, esperimenti e osservazioni al microscopio, per aiutarli ad apprendere nozioni sullo scheletro umano. Gli esperti del RIS e del Servizio Cinofili dell’Arma dei Carabinieri di Roma animeranno, invece, l’attività con i più piccoli “Sulla scena del crimine: le indagini degli agenti a 4 zampe”. I giovani pazienti potranno vivere l’emozione di un’ispezione sulla scena del crimine: dalla verifica delle impronte digitali alla raccolta delle prove aiutati dal “fiuto” dei cani poliziotto. Al termine dell’investigazione a tutti i partecipanti verrà rilasciato un simpatico “Attestato di detective”.

Diretta su Facebook il 29 settembre

Infine, il 29 settembre alle ore 15:00 appuntamento aperto a tutti con la diretta sul profilo Facebook dell’ospedale “Cellulari, tablet e videogiochi: guida a un uso consapevole” per un confronto sulle opportunità e i limiti dei dispositivi digitali per i più giovani. Alle domande poste in diretta dagli utenti collegati risponderà il prof. Stefano Vicari, responsabile di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza del Bambino Gesù. L’obiettivo è orientare ragazzi e famiglie verso una migliore consapevolezza e comprensione delle possibilità offerte dagli strumenti digitali, così da contribuire a ridurre i rischi che derivano da un uso eccessivo e senza filtri.

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Andrea Sagnotta primo premio dell’”ACOI’s Got Talent”

Andrea Sagnotta primo premio dell’”ACOI’s Got Talent”. Nel corso del 41° Congresso Nazionale dell’Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani, il Presidente ACOI Marco Scatizzi ha consegnato al Dott. Sagnotta il premio del concorso riservato ai chirurghi under-40.

Andrea Sagnotta nell’équipe di Chirurgia Generale Oncologica del San Filippo Neri

Il Dott. Andrea Sagnotta, in organico nell’équipe di Chirurgia Generale Oncologica del San Filippo Neri, ASL Roma 1 guidata dal Dott. Stefano Mancini è parte molto attiva del programma di chirurgia robotica: ha presentato insieme al Dott. Benedetto Battaglia un caso di splenopancreasectomia robotica (che consiste nella rimozione di parte del pancreas e della milza) per neoplasia cistica potenzialmente maligna (IPMN), dimostrando come i giovani chirurghi siano in grado di utilizzare al meglio le risorse tecnologiche messe a disposizione dalla propria struttura.

Il concorso per chirurghi U40

Il concorso prevedeva la presentazione di un video chirurgico relativo a un intervento svolto in prima persona dal concorrente e successivamente pubblicato su YouTube, e valutato in base alle preferenze espresse mediante votazione sul sito. «È un riconoscimento all’impegno quotidiano di tutto il personale del reparto e di sala operatoria, per fornire cure sempre più moderne ed avanzate ai nostri pazienti, grazie agli investimenti tecnologici fatti dalla ASL Roma 1», ha commentato il Dott. Sagnotta.

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TOI-1853b il pianeta scoperto grazie all’Università di Tor Vergata

TOI-1853b è il pianeta scoperto grazie all’Università di Tor Vergata. Pianeta estremamente peculiare: ogni 30 ore compie un giro completo intorno alla sua stella, ha un raggio comparabile con quello di Nettuno (3,5 raggi terrestri, da cui il nome) ma una massa di circa quattro volte più grande. Ciò gli conferisce il primato della densità più elevata fra gli esopianeti nettuniani noti ad oggi (circa 10 g/cm3, il doppio della densità della Terra).

TOI-1853b nella costellazione di Boote

Distante 545 anni luce da noi, TOI-1853b si trova nella costellazione di Boote e la sua scoperta, pubblicata oggi su Nature, è stata realizzata da un team internazionale di ricercatori, guidato da Luca Naponiello, 31 anni, dottorando in Astrofisica all’università di Roma Tor Vergata e primo autore del lavoro. Diversi ricercatori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) hanno dato un contributo di fondamentale importanza allo studio. TOI-1853b si trova nel cosiddetto ‘deserto dei Nettuniani’, una regione vicina alle stelle in cui non si trovano pianeti delle dimensioni di Nettuno: ricevendo una forte irradiazione dalla stella, questi pianeti non possono trattenere le loro atmosfere gassose che evaporano, lasciando così esposto un nucleo solido di dimensioni molto inferiori a quelle di Nettuno.

Luca Naponiello

«In base alle teorie di formazione ed evoluzione planetaria, non ci si aspettava che potesse esistere un pianeta simile e così vicino alla sua stella», commenta Naponiello. «È un pianeta con densità troppo elevata per essere un classico pianeta di tipo nettuniano e, di conseguenza, deve essere estremamente ricco di elementi pesanti». La sua presenza nel ‘deserto dei Nettuniani’ è, dunque, un ulteriore mistero da chiarire. Non si conosce esattamente la sua composizione. Naponiello aggiunge: «Ci aspettiamo che TOI-1853b sia prevalentemente roccioso e circondato da un piccolo inviluppo gassoso di idrogeno ed elio che costituisce al più l’1% della massa del pianeta.

Ipotesi affascinante su TOI-1853b

Oppure, un’altra ipotesi molto affascinante è che possa essere composto per metà da rocce e per metà da ghiaccio di acqua. Data l’elevata temperatura del pianeta (circa 1500 gradi Kelvin), in questo secondo caso TOI-1853b potrebbe avere un’atmosfera ricca di vapore acqueo». In alternativa allo scenario delle collisioni planetarie, secondo i ricercatori il pianeta potrebbe essere stato inizialmente un gigante gassoso come Giove o più massiccio, e avrebbe assunto un’orbita molto ellittica in seguito a instabilità dinamiche dovute ad interazioni gravitazionali con altri pianeti. Questo lo avrebbe portato a compiere dei passaggi molto ravvicinati alla sua stella, che gli avrebbero fatto perdere i suoi strati atmosferici esterni e avrebbero, allo stesso tempo, circolarizzato e stabilizzato la sua orbita alla distanza attuale dalla sua stella.

Difficile distinguere lo scenario

«Al momento, non riusciamo a distinguere quale dei due scenari di formazione sia quello più plausibile, ma continueremo ad osservare questo pianeta per capirlo. Non possiamo neanche escludere che studi teorici successivi, a partire da questa eccezionale scoperta, possano portare a nuovi modelli di formazione per i pianeti nettuniani molto massicci», commenta Aldo Bonomo, ricercatore presso l’INAF Torino e co-autore dell’articolo.

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Week end stellari a luglio al Museo di Roma in Trastevere

Week end stellari a luglio al Museo di Roma in Trastevere che ospiterà le conferenze e gli incontri a tema astronomico realizzati dagli astronomi del Planetario di Roma e rivolti a tutti. Nella Sala Multimediale del museo, il sabato e la domenica, alle ore 11 e alle 17, i visitatori avranno la straordinaria opportunità di viaggiare tra stelle e pianeti, approfondire tematiche astronomiche e avventurarsi alla scoperta dell’universo e del sistema solare tra spiegazioni scientifiche, storia, arte e narrazioni mitologiche.

Week end da non perdere

Un’occasione da non perdere, offerta in un contesto inusuale e ricco di storia come il Museo di Roma in Trastevere, che in questo periodo ospita anche le due straordinarie mostre fotografiche “Philippe Halsman. Lampo di genio” e “Peggy Kleiber. Tutti i giorni della vita (fotografie 1959-1992)”. Prosegue inoltre fino al 10 settembre l’interessante esposizione artistica e documentaria “I Romanisti. Cenacoli e vita artistica da Trastevere al Tridente 1929-1940”. L’iniziativa è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura. Sarà possibile assistere agli incontri con il biglietto d’ingresso al museo, fino a esaurimento dei posti disponibili (circa 70). Ingresso gratuito con la Mic card. Per maggiori informazioni 060608.

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Week end Stellari al Museo di Roma in Trastevere

Week end Stellari al Museo di Roma in Trastevere che nei primi due fine settimana di luglio, ospita le conferenze e gli incontri a tema astronomico realizzati dagli astronomi del Planetario di Roma e rivolti a tutti. Nella Sala Multimediale del museo, il sabato e la domenica, alle ore 11 e alle 17, i visitatori avranno la straordinaria opportunità di viaggiare tra stelle e pianeti, approfondire tematiche astronomiche e avventurarsi alla scoperta dell’universo e del sistema solare tra spiegazioni scientifiche, storia, arte e narrazioni mitologiche.

Week end da non perdere

Un’occasione da non perdere, offerta in un contesto inusuale e ricco di storia come il Museo di Roma in Trastevere, che in questo periodo ospita anche la suggestiva mostra fotografica Peggy Kleiber. Tutti i giorni della vita (fotografie 1959-1992) e l’interessante esposizione documentaria I Romanisti. Cenacoli e vita artistica da Trastevere al Tridente 1929-1940. Dal 6 luglio inoltre, aprirà al pubblico anche la straordinaria mostra fotografica Philippe Halsman. Lampo di genio, dedicata ad uno tra i più originali ed enigmatici ritrattisti del Novecento. L’iniziativa è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura. Sarà possibile assistere agli incontri con il biglietto d’ingresso al museo, fino a esaurimento dei posti disponibili. Ingresso gratuito con la Mic card. Per maggiori informazioni 060608.

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Combattere la malaria osservando zanzare che fanno sesso…

Combattere la malaria osservando delle zanzare che si accoppiano. Può sembrare un’attività particolarmente bizzarra, ma che si sta rivelando essenziale nello sviluppo di nuove strategie di lotta alla malattia. Le femmine di Anopheles gambiae sono vettori di trasmissione del plasmodio della malaria, che ogni anno è responsabile di centinaia di migliaia di decessi. Le tecniche sviluppate negli ultimi anni per contrastare questa malattia si basano su un principio molto semplice: meno zanzare, meno vettori di trasmissione, meno decessi. L’uso di zanzariere impregnate di insetticidi si è rivelato molto efficace negli ultimi 20 anni. Ma questo non basta. Le zanzare hanno sviluppato resistenze agli insetticidi, per cui, dopo una iniziale riduzione, il numero dei contagi annuali è ora in salita.

Combattere le zanzare identificando nuove strategie

L’imperativo scientifico è quindi di identificare nuove strategie, da utilizzare in associazione con i metodi di controllo attualmente in uso. Attraverso un approccio “gene drive”, si cerca di sfruttare l’accoppiamento delle zanzare per diffondere modificazioni genetiche che rendano le zanzare sterili o incapaci di trasmettere il parassita della malaria.

Approfondire meccanismo di accoppiamento delle zanzare

«Per valutare l’efficacia di queste tecniche innovative è necessario conoscere approfonditamente il meccanismo dell’accoppiamento – spiega la Prof.ssa Roberta Spaccapelo, dell’Università degli Studi di Perugia – e sappiamo che questi insetti si accoppiano in volo e che i maschi si associano in gruppi, sciami di centinaia di individui, per essere più visibili e attrattivi alle femmine. Ma non ne sappiamo molto di più. Sono le femmine che entrano nello sciame a scegliere con quale maschio accoppiarsi? Come avviene la scelta? Ci sono delle caratteristiche che rendono alcuni maschi più attrattivi di altri?»

Articolo su Scientific Reports

L’articolo “Characterization of lab-based swarms of Anopheles gambiae mosquitoes using 3D-video tracking” appena pubblicato su Scientific Reports, nato da una collaborazione fortemente interdisciplinare tra il Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università degli studi di Perugia, il gruppo CoBBS del Dipartimento di Fisica della Sapienza Università di Roma e dell’Istituto dei Sistemi Complessi del CNR, muove i primi passi per cercare di rispondere a questi interrogativi. «Riprodurre sciami di Anopheles nell’ambiente controllato del laboratorio è stato un compito molto complicato. Abbiamo scelto di studiare questi sciami in gabbie molto grandi, per poter analizzare la dinamica di volo delle zanzare evitando potenziali effetti sul comportamento dovuti allo spazio confinato di gabbie piccole», dice la Prof.ssa Irene Giardina della Sapienza.

Importante punto di riferimento

L’articolo rappresenta, quindi, il primo passo verso la comprensione della dinamica di accoppiamento nelle zanzare e costituisce un importante punto di riferimento per la comunità scientifica internazionale, per valutare l’efficacia delle nuove tecnologie per combattere la popolazione di insetti così pericolosi per l’uomo.

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Là Fuori – Festival della Scienza e dell’Arte dal 17 al 21 giugno

Là Fuori – Festival della Scienza e dell’Arte, cinque giornate di eventi, spettacoli, incontri, laboratori esperienziali gratuiti per il pubblico di ogni età che uniscono sperimentazione artistica e scientifica, meraviglia della scoperta, musica, teatro, dibattiti sul presente e sul futuro. Tra gli ospiti la matematica Luigia Carlucci Aiello (considerata la “madre” dell’intelligenza artificiale), la linguista Vera Gheno, la giornalista e data humanizer Donata Columbro, il filosofo Luigi Cimatti, la biologa Flavia Zucco, la regista Nicoletta Nesler, l’architetto e co-fondatore di Stalker Lorenzo Romito, gli attori Valerio Aprea, Simone Liberati, Riccardo Bocci e la band Il Muro del Canto.

Là Fuori, tutto centro e tutto periferia

«L’universo è tutto centro e tutto periferia», scriveva Giordano Bruno ne De la causa, principio e Uno: lo spazio è infinito e contiene infiniti mondi. Un’idea rivoluzionaria, capace di andare oltre alla singola parte o singola disciplina, e che farà da filo conduttore della seconda edizione di Là fuori – Festival della Scienza e dell’Arte che quest’anno avrà come tema Spazio – Centro – Periferia. Da sabato 17 a mercoledì 21 giugno la manifestazione accoglierà nuovamente le visitatrici e i visitatori di ogni età nella grande area aperta di Villa Lazzaroni a Roma (Via Appia Nuova 522).

Cinque giorni di eventi gratuiti

Cinque giorni di eventi totalmente gratuiti, organizzati dall’Associazione Insieme di Scienza e da Teatro a Vista, in un ricco calendario di appuntamenti che saprà unire musica, teatro, incontri con scienziate e scienziati, laboratori per bambini per scoprire le mille sfaccettature della bellezza e della meraviglia. Il Festival è nato inizialmente per proseguire il lavoro promosso dall’Associazione Insiemi di Scienza con i bambini della periferia sud-est di Roma: percorsi di indagine critica della realtà tra STEM, teatro e musica che quest’anno si sono ampliati anche in un contesto più complesso come il carcere di Frosinone, attraverso una serie di incontri che hanno saputo unire arte e scienza, le due anime di Là Fuori.

Programma da tre a cinque giorni

«Dopo il successo della prima edizione, quest’anno abbiamo scelto di portare il programma da tre a cinque giorni, allargando ulteriormente lo sguardo, ampliando le commistioni tra discipline artistiche e scientifiche», spiegano Edwige Pezzulli dell’Associazione Insiemi di Scienza e Francesca Rizzi di Teatro a Vista. «Il tema scelto nasce dalla rivoluzionaria visione di Giordano Bruno che poi ha trovato la sua espansione in una delle più grandi teorie del Novecento, la Relatività Generale. Uno stravolgimento della nostra visione dello spazio, che da struttura rigida e passiva nella quale siamo immersi si è trasformato in attiva e dinamica, in grado di deformarsi, di curvarsi, di stirarsi.

Là Fuori le altre galassie

Da poco più di cento anni abbiamo scoperto che in questo spazio esistono altre galassie oltre alla nostra, che lo spazio stesso si sta espandendo, e che non esiste più nessuna posizione nell’Universo rispetto alla quale possiamo dirci centrali. E con il festival andremo ad indagare proprio le relazioni tra le parti, spaziali, concettuali e di un insieme, per costruire un dialogo tra sguardi complementari e diversi, come quelli della scienza e dell’arte». Anche quest’anno i pomeriggi saranno dedicati agli spettacoli e ai laboratori per bambini e ragazzi (tutti i giorni, fino alle ore 18) a cui seguiranno performance teatrali e musicali, dialoghi con scienziate e scienziati di fama internazionale e pluripremiati esponenti del mondo artistico, oltre a proiezioni dedicate in particolare all’esplorazione dello spazio e a temi di stretta attualità.

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Technotown ospiterà la IV edizione del Premio PLAY 2023

Technotown – hub della scienza creativa di Roma Capitale, all’interno della sua Casa del Podcast, ospiterà dal 13 al 18 giugno la IV edizione del Premio PLAY 2023, il primo evento capitolino dedicato al mondo dei web creator che premia i migliori video digitali per il loro impatto culturale e sociale, realizzati in modo creativo e innovativo. L’evento, che vede la direzione artistica di Giacomo Sisca, ed è realizzata con lo staff scientifico di Technotown e con il supporto di Assipod.org – Associazione Italiana Podcasting e di Zètema Progetto Cultura, vuole sottolineare il legame culturale tra l’arte cinematografica e audiovisiva, così come l’abbiamo conosciuta finora, e le nuove forme espressive utilizzate dai creativi digitali.

Il Premio PLAY a Technotown

Il Premio PLAY è dedicato a filmmaker, web creator, editori, piattaforme, brand e appassionati di video digitali. Potranno partecipare all’iniziativa sia coloro che già producono e lavorano con i video digitali, sia chi si avvicina per la prima volta a questo mondo e vuole conoscerlo di più. I primi quattro giorni del Festival, dal 13 al 16 giugno, dalle ore 10 alle 19, saranno dedicati alla formazione e all’approfondimento. Ogni giorno sarà affrontato uno dei temi caldi nel mondo della creazione di video digitali: creatività e contenuti, produzione e montaggio video, distribuzione e marketing, monetizzazione e pubblicità, branded video.

Laboratori per le scuole la mattina

Le mattine, dalle 10 alle 13, saranno inoltre offerte alle scuole diversi laboratori che porteranno a ripercorrere le tecniche e le esperienze del mondo della produzione video. Dai primi esperimenti di pre-cinema alla direzione della fotografia fino a sperimentare insieme le tecniche di sound design. Inoltre si proverà a sperimentare insieme come la fabbricazione digitale possa essere applicata alla diffusione di un brand. Gli speaker che calcheranno il palco del Premio PLAY offriranno un punto di osservazione privilegiato sul mondo del videomaking e dei contenuti video digitali in Italia. Sabato 17 giugno, poi, a partire dalle ore 15.00, saranno proclamati i vincitori del Premio PLAY. La consegna dei premi sarà trasmessa anche in streaming su premioplay.it.