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Scienza

Quattro eclissi nel 2023

Il 2023 sarà un anno con ben quattro eclissi.

Gli appassionati di eclissi avranno pane per i loro denti:

ben quattro quelle che daranno spettacolo tra primavera e autunno, anche se dall’Italia sara’ visibile solo un’eclissi parziale di Luna a fine ottobre .

Nel corso dei mesi Saturno , Nettuno , Giove e Urano faranno a gara

per mettersi in bella mostra.

IN PRIMAVERA DUE ECLISSI

A segnare la primavera saranno due eclissi : il 20 aprile naso all’insu’ per l’ eclissi di Sole, visibile da Indonesia e Australi a, mentre

il 5 maggio si verifichera’ un’ eclissi lunare di penombra, visibile

da Asia, Australia e dalle regioni piu’ orientali di Europa e Africa .

L’ESTATE SI APRIRA’ CON DUE SUPERLUNE

L’estate si aprira’ con ben due Superlune : la Luna piena sara’ alla minima distanza dalla Terra il 3 luglio e il primo agosto .
Fra il 10 e il 13 agosto ci sara’ poi il tradizionale spettacolo delle lacrime di San Lorenzo, le Perseidi .

“Il picco avverra’ in condizioni migliori rispetto a quelle dell’anno passato, con solo una sottile falce di Luna che comparira’ a est all’alba senza dare troppo fastidio”, sottolinea l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile scientifico del Virtual Telescope.

La stagione calda proseguira’ con Saturno che il 27 agosto sara’ all’ opposizione , cioe’ nelle migliori condizioni di osservabilita’ , a cui seguira’ poi Nettuno il 19 settembre .

Da segnare in agenda anche l’appuntamento del 30-31 agosto con la Luna blu (la seconda luna piena del mese nonche’ la terza Superluna dell’anno) e quello del 29 settembre con l’ultima Superluna del 2023.

L’AUTUNNO PORTERA’ UN ECLISSI ANULARE DI SOLE VISIBILE DALLE AMERICHE

L’autunno portera’ un’ eclissi anulare di Sole visibile dalle Americhe (il 14 ottobre ) e un’ eclissi parziale di Luna (il 28 ottobre ) visibile da Europa, Asia, Africa e Australia occidentale.
A novembre Giove e Urano saranno ben osservabili all’opposizione, mentre a chiudere l’anno sara’ il secondo sciame meteorico piu’ importante dell’anno, quello delle Geminidi .

“Avremo condizioni di osservabilita’ ancora migliori di quelle delle Perseidi – precisa Masi – perche’ nella notte del picco tra il 13 e il 14 dicembre la Luna sara’ praticamente assente. 

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Scienza

Torna dopo 50mila anni la cometa di Neanderthal

Dopo aver fatto visita alla Terra 50.000 anni fa al tempo dei Neanderthal, sta ritornando la cometa C/2022 E3(ZTF), pronta

a dare spettacolo nelle prime settimane del nuovo anno.

A FINE GENNAIO POTREBBE DIVENTARE VISIBILE A OCCHIO NUDO

A fine Gennaio potrebbe diventare visibile a occhio nudo, ma già

in questi giorni è nel mirino dei telescopi amatoriali degli astrofili

di tutto il mondo, che stanno facendo a gara per ottenere lo scatto perfetto. Proprio come quello realizzato dallo statunitense

Dan Bartlett e pubblicato dalla Nasa, il primo a mostrare in dettaglio

la vaporosa chioma verde, la coda di ioni e la lunga coda di polveri a ventaglio. C/2022 E3 (ZTF) “è una cometa di lungo periodo che

è stata scoperta lo scorso 2 marzo dal Zwicky Transient Facility in California”, dicono gli esperti dell’Unione astrofili italiani (Uai).

IL 12 GENNAIO RAGGIUNGERA’ IL PUNTO DI MINIMA DISTANZA DAL SOLE

“L’oggetto era stato inizialmente identificato come un asteroide,

ma successive osservazioni hanno poi rivelato che aveva una chioma molto condensata, indicando che si trattava di una cometa”.

Il prossimo 12 gennaio C/2022 E3 (ZTF) raggiungerà il punto di minima distanza dal Sole (166 milioni di chilometri), mentre

il massimo avvicinamento alla Terra (42 milioni di chilometri)

avverrà il primo febbraio 2023. 

Dal giorno della sua scoperta, la cometa “ha incrementato notevolmente la sua luminosità e si trova a transitare nella costellazione della Corona Boreale nei cieli prima dell’alba”, prosegue la Uai.

“Dal 17 gennaio al 5 febbraio la declinazione sarà talmente elevata che la cometa diventerà circumpolare, pertanto sarà visibile in cielo durante tutta la notte. Si può iniziare a osservarla con un binocolo, a patto di essere sotto cieli scuri”. A partire dal 24 gennaio “la cometa potrebbe essere visibile a occhio nudo, e con le comete il condizionale è d’obbligo – precisa la Uai – ma sicuramente sarà ben visibile con l’ausilio di un semplice binocolo”.

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Scienza

Una pioggia di stelle cadenti dà il benvenuto al 2023. Il picco nella notte tra il 3 e 4 gennaio

Il 2023 sarà inaugurato da una pioggia di stelle cadenti:

le prime notti del nuovo anno, infatti, vedranno attivo uno degli

sciami maggiori, quello delle Quadrantidi, che dalle latitudini

dell’Italia sarà visibile soprattutto dalla mezzanotte all’alba. 

IL PICCO E’ ATTESO NELLA NOTTE TRA IL 3 E IL 4 GENNAIO

Il picco è atteso nella notte tra 3 e 4 gennaio nelle ore che precedono il crepuscolo mattutino, quando la Luna sarà un po’ più bassa sull’orizzonte rendendo più agevole l’osservazione, come spiega l’Unione Astrofili Italiani (Uai).

Verso la fine del mese, invece, a dare spettacolo saranno Venere e Saturno con due eventi da non perdere: la sera del 22 gennaio, poco dopo il tramonto del Sole, un luminosissimo Venere raggiungerà Saturno nella costellazione del Capricorno, mentre il giorno dopo alla coppia di pianeti si aggiungerà anche il falcetto di Luna crescente.

A GENNAIO ATTIVI ANCHE ALCUNI SCIAMI DI METEORE MINORI

Oltre alle Quadrantidi, a gennaio saranno attivi anche alcuni sciami

di meteore minori: le lente e brillanti delta Cancridi, il cui picco è previsto il 17 gennaio, le alfa Idridi, che raggiungeranno il loro

massimo due giorni dopo, e le alfa Leonidi, che chiuderanno il mese.

L’inizio del nuovo anno vedrà anche una doppia congiunzione tra Luna e Marte, che si incontreranno due volte nello stesso mese, il 3 ed il 30 gennaio, all’interno di una notevole concentrazione di stelle della costellazione del Toro, tra cui Aldebaran, le Iadi e le Pleiadi.

IL 4 GENNAIO LA TERRA SI TROVERA’ ALLA MINIMA DISTANZA DAL SOLE

Il 4 gennaio, alle ore 17,00, la Terra si troverà al perielio, cioè alla minima distanza dal Sole, pari a oltre 147mila chilometri.

Le giornate, che sono tornate ad allungarsi a partire dal solstizio d’inverno del 21 dicembre, guadagneranno altri 48 minuti di luce dall’inizio del mese.

La protagonista incontrastata del cielo invernale rimane la costellazione di Orione, accompagnata in cielo dai suoi due cani, le costellazioni del Cane Maggiore, dove troviamo Sirio, la stella più brillante del cielo, e del Cane Minore, dove brilla Procione.

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Scienza

Museo scienza: Gualtieri, investiti 75 mln, prevista apertura nel 2025

 “Oggi abbiamo presentato il Bando internazionale di Progettazione

per il Museo della scienza a Roma:

75 milioni di investimenti totali per la completa riqualificazione

dell’ex caserma di via Guido Reni e il rilancio dell’intero quartiere Flaminio.

Diamo una visione organica, all’insegna della scienza, della cultura

e dell’arte, a quest’area importante della città”.

Così in un post il sindaco di Roma Roberto Gualtieri.

SUPERFICIE DI OLTRE 19.000 MQ. DI CUI 9000 PER SPAZI ESPOSITIVI

“La superficie complessiva del Museo della Scienza sarà di

oltre 19.000 mq (compresi spazi di servizio, spazi verdi/serre e terrazza della caffetteria), di cui 9.000 mq per spazi espositivi di varia natura

e 1.100 mq di spazi per la ricerca.

Le strutture dovranno essere sostenibili e soddisfare i requisiti energetici più restrittivi.

Vogliamo chiudere la fase di progettazione entro il prossimo anno, indire la gara nel 2024 e posare la prima pietra agli inizi del 2025 -spiega Gualtieri- L’obiettivo che ci siamo posti è trasmettere l’entusiasmo e la passione per la scienza e divulgare il metodo scientifico, in particolare alle nuove generazioni.

L’idea non è quella di sostituire ma di affiancare le straordinarie realtà museali, universitarie e non solo, presenti in città, dando loro un punto di riferimento.

La struttura centrale avrà funzioni di raccordo e di promozione, combinando le potenzialità di un museo diffuso con quelle di

un luogo centrale identitario e polifunzionale”.

 “Grazie al prof. Giorgio Parisi e al Comitato tecnico scientifico

per aver messo passione e competenza al servizio di Roma, svolgendo un prezioso lavoro preparatorio, anche comparativo, e all’assessore Maurizio Veloccia per aver avviato un progetto atteso da più di 30 anni. Lavoriamo per mettere scienza e innovazione sempre di più al centro del futuro di Roma”, conclude Gualtieri. (ANSA).

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Scienza

A Villa Torlonia la III edizione del Premio PLAY

A Villa Torlonia, dal 14 al 19 novembre, presso Technotown, l’hub della scienza creativa di Roma Capitale, tutti gli appassionati di video digitali, potranno partecipare alla III edizione del Premio PLAY, l’appuntamento dedicato al mondo degli Youtuber, TikToker e Influencer, che si svolgerà online e in presenza. Si tratta del primo Premio italiano che celebra i migliori video digitali per creatività, innovazione e valore culturale. La direzione artistica dell’evento è a cura di Giacomo Sisca, CEO di Storyplay.it, in collaborazione con ASSIPOD – Associazione Italiana Podcasting e con il supporto di Zètema progetto Cultura.

Giorni dell’evento a Villa Torlonia

I primi 4 giorni dell’evento, dal 14 al 17 novembre, dalle ore 10 alle 19, saranno dedicati alla formazione e all’approfondimento. Ogni giorno si terranno laboratori, talk e anche masterclass sui temi caldi nel mondo dei video digitali: creatività e contenuti, produzione e montaggio video, distribuzione e marketing, monetizzazione e pubblicità, branded video. Venerdì 18 novembre sarà il giorno dedicato alla sezione “Fuori concorso”, con proiezione dei video e interviste agli autori in sala. Sabato 19 novembre, dalle ore 15 alle 19, gli autori dei video che hanno ricevuto la nomination per la finale, assisteranno alla proiezione dei video finalisti e insieme al pubblico parteciperanno alla cerimonia di consegna dei premi. A seguire aperitivo e DJ set che accompagnerà i partecipanti fino all’inizio della manifestazione Musei in Musica.

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Scienza

Il 25 e 26 ottobre a Roma, droni e robot subacquei al “Sea Drone Tech Summit”

Roma diventa la capitale italiana dei droni. A partire da domani,

infatti, ospiterà i due principali eventi dedicati a questi mezzi radiocomandati o a guida autonoma, utilizzabili sia in ambito

aereo che marino.

A ROMA IL 25 E 26 OTTOBRE

Il primo appuntamento – informa una nota – è con “Sea Drone Tech Summit” (www.seadrone.it), terza edizione dell’unico congresso

in Italia su droni e robot per impiego marino e subacqueo, che si svolgerà domani martedì 25 e mercoledì 26 ottobre presso il Polo Acquatico di Ostia (Roma). 

Il secondo è invece “Roma Drone Conference” (www.romadrone.it), ottava edizione della conferenza professionale dedicata a normativa, tecnologia e business dei droni aerei, che è prevista per l’8 novembre presso l’Università Europea di Roma.

A questi incontri, organizzati dall’associazione Ifimedia e da Mediarkè, parteciperanno i maggiori esperti italiani nel settore.

LE PAROLE DI LUCIANO CASTRO ORGANIZZATORE DEI DUE EVENTI

“Il nostro Paese è a primi posti a livello internazionale nello sviluppo

di nuove tecnologie e servizi con l’impiego di droni, che già oggi vedono queste sofisticate macchine robotiche sempre più protagoniste della nostra vita quotidiana, in cielo ma anche in terra e in mare”,

spiega Luciano Castro, organizzatore dei due eventi romani.

“Nei nostri prossimi appuntamenti saranno presentati molti nuovi progetti, ad esempio per il trasporto urbano di persone con droni-taxi, per il monitoraggio a lungo raggio di ampi territori o di grandi infrastrutture, per le consegne urgenti tra ospedali di farmaci,

sangue e organi e anche per la sorveglianza subacquea e il soccorso in mare”.

IL “SEA DRONE TECH SUMMIT” CON IL X MUNICIPIO E UNIVERSITA’ ROMA TRE

Il “Sea Drone Tech Summit”, organizzato in collaborazione con il Municipio Roma X e con l’Università Roma Tre (Dipartimento di Ingegneria e Dipartimento di Ingegneria Industriale, Elettronica e Meccanica), sarà articolato in 4 sessioni congressuali per un

totale di 25 relazioni tecniche, dedicate rispettivamente a

droni e robot subacquei, natanti drone di superficie e droni aerei per uso acquatico.

PER SORVEGLIANZA E SOCCORSO IN MARE

Sarà anche allestita un’area espositiva con i desk di 16 enti e aziende

del settore.

Durante il congresso, saranno pure organizzate alcune dimostrazioni operative in vasca e in mare di nuovi droni e robot, ad esempio per il controllo di tubazioni subacquee o di aree archeologiche sottomarine oppure per il salvataggio di bagnanti in difficoltà.

La “Roma Drone Conference”, organizzata in collaborazione con l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) e l’Università Europea di Roma, sarà invece articolata in 2 sessioni: una tavola rotonda sul bilancio e le prospettive del mercato degli Unmanned Aerial Systems (UAS) in Italia, dopo quasi due anni dall’entrata in vigore dei nuovi Regolamenti UAS europeo e nazionale, e poi un convegno dedicato all’utilizzo dei droni per il trasporto urgente in volo di materiali bio-sanitari (come farmaci, vaccini, sangue, organi, ecc.) o di apparecchiature medicali (come un defibrillatore).

Sarà presente anche un’area espositiva con i desk di enti e aziende specializzate.

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Roma tra le 10 principali “Tech Cities” italiane

Roma è tra le 10 principali “Tech Cities” italiane dove si concentrano le ricerche di figure IT, Digital & Technology specializzate, insieme a Milano, Torino, Padova, Verona, Udine, Bologna, Napoli, Catania e Bari. Nella città metropolitana di Roma è confermato il trend di ricerca per le figure legate alla PA, ma anche al cloud e in ambito AI.

Da Roma i Security Manager

La maggior parte delle richieste per Security Manager viene dalla Capitale, a riprova dell’importanza di queste figure per i settori della Sicurezza e della Pubblica amministrazione. I professionisti IT, Digital & Technology hanno stipendi al di sopra della media locale e sono molto ricercati dalle aziende al punto da poter contrattare le condizioni d’assunzione. Prima fra tutte, il ricorso allo smart working: quasi tutti i candidati rinunciano al posto se non prevede nessuna forma di lavoro da remoto. Le aziende del settore IT italiane prevedono una crescita delle assunzioni del 14% per l’ultimo trimestre dell’anno (fonte: MEOS).

Dati dell’ultima edizione di Tech Cities

Sono i risultati dati che emergono dall’ultima edizione di Tech Cities, la ricerca sui profili tecnologici più richiesti nelle principali città italiane pubblicata da Experis, brand di ManpowerGroup e provider IT di soluzioni applicative, consulenza, resourcing e formazione. La professione più ricercata è quella di SAP Manager/Specialist, seguita da Security Researcher. Chiude il podio il CTO – Chief Technology Officer, mentre altre professioni molto ricercate sono E-commerce Manager, Embedded System Engineer, Infrastructure Manager, Scrum Master.

Professioni ibride

Sono tutte professioni ibride: accanto ad elevate conoscenze tecnologiche e digitali sono sempre più richieste una serie di competenze soft legate alla gestione dei team, al management e alle relazioni. Secondo un’indagine Experis (The New Age of Tech Talent, 2022), le tre principali soft skills più richieste ai professionisti dell’innovazione sono il problem solving, la flessibilità e la capacità di lavorare in team. Lo studio mostra, inoltre, come il settore IT sarà guidato da ruoli nuovi che mescolano capacità manageriali e informatiche.

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Scienza

Biosensore realizzato da un team di ricerca della Sapienza

Biosensore realizzato da un team di ricerca del Dipartimento di Scienze e biotecnologie medico-chirurgiche della Sapienza. Il nuovo biosensore è capace di rilevare concentrazioni molto basse di Escherichia coli, scelto come patogeno modello. La contaminazione di condotte idriche con batteri o virus, oltre a costituire un problema di salute pubblica, rappresenta una questione di biosicurezza particolarmente rilevante per ogni Paese. Sebbene i sistemi di allerta precoce che monitorano la qualità delle acque potabili siano necessari per tutelare la popolazione, le principali tecniche per il rilevamento dei patogeni richiedono attrezzature costose, personale specializzato e un consumo massiccio di reagenti e attrezzatura da laboratorio monouso.

Biosensore alternativa valida ed efficace

I biosensori, ovvero dispositivi analitici che combinano componenti biologici e rivelatori fisico-chimici per individuare sostanze chimiche e biologiche, rappresentano dunque un’alternativa valida ed efficace, rispetto alle metodiche di rilevamento attualmente in uso. I risultati dello studio, supportato dal programma Nato Science for peace and security (Sps) e frutto della collaborazione della Sapienza con il Cnr, la Jeonbuk national university e l’Air force research laboratory, sono stati pubblicati sulla rivista Environmental Science: Nano.

Luciano De Sio della Sapienza

«Il biosensore – spiega Luciano De Sio, coordinatore dello studio – riesce a rilevare il patogeno grazie alle proprietà chimico-fisiche delle nanoparticelle d’oro funzionalizzate con un anticorpo diretto contro un recettore specifico e immobilizzate su un substrato di vetro». I risultati ottenuti hanno dimostrato l’efficacia dell’anticorpo nel riconoscere in modo selettivo le cellule di E.coli, grazie all’interazione univoca tra antigene e anticorpo. Questo meccanismo chiave-serratura determina un cambiamento nel mezzo che circonda le AuNRs, a seguito del quale avviene una variazione del colore proporzionale alla concentrazione del batterio. «Il biosensore realizzato – continua Luciano De Sio – mostra un limite di rilevamento di 8.4 CFU/mL, che è un ordine di grandezza inferiore ad altri tipi di biosensori plasmonici già riportati in letteratura, quindi più sensibile. Inoltre, gli esperimenti di riconoscimento eseguiti con altri ceppi batterici (come Salmonella thyphimurium) confermano la specificità del biosensore».

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A bordo di Tara anche un ecologo della Sapienza

A bordo di Tara, la storica goletta che dal 2020 ha spiegato le vele alla volta dell’oceano Atlantico per studiare la distribuzione dei microrganismi marini, è salito per la prima volta anche un ecologo della Sapienza.

A bordo Daniele De Angelis

Daniele De Angelis, ricercatore del Dipartimento di Biologia e biotecnologie Charles Darwin, applicherà, nell’ambito della missione Microbiomes, modelli statistici avanzati allo studio della distribuzione geografica dei microrganismi a scala regionale e globale, in relazione a fattori ambientali e climatici. La sua ricerca sarà inoltre rivolta allo sviluppo di indici sintetici che permettano di individuare aree dell’oceano caratterizzate da maggiori livelli di biodiversità microbica.

Servizi ecosistemici essenziali per l’equilibrio del pianeta

«Gli oceani forniscono servizi ecosistemici essenziali all’equilibrio del pianeta – spiega De Angelis – e molte delle funzioni chiave che svolgono sono regolate da specie microbiche invisibili all’occhio umano. Il microbioma oceanico, la cui biomassa si stima sia quattro volte maggiore a quella di tutti gli insetti della Terra produce infatti ossigeno in quantità quasi pari a quella delle piante terrestri, sequestra carbonio dall’atmosfera e rappresenta la risorsa fondamentale nelle reti trofiche marine». Sebbene negli ultimi decenni siano aumentati notevolmente gli studi volti a comprendere gli oceani e gli ecosistemi marini, ancora non si conosce con precisione quali o quante specie compongono le comunità microbiche, né quali siano le relazioni interspecifiche che potrebbero essere alla base della loro funzione.

Missione raccoglierà materiale prezioso

«Questa missione – continua De Angelis – permetterà di raccogliere materiale prezioso che sarà analizzato attraverso tecniche di metagenomica per identificare le specie che compongono il microbioma dell’Atlantico, al fine di comprendere meglio i processi ecologici che caratterizzano gli ecosistemi marini a partire dal ruolo dei microrganismi che li abitano». Tara farà ritorno al porto di Lorient alla fine di ottobre 2022, a quasi due anni dalla sua partenza e con alle spalle ben più di 70,000 km di viaggio, attraverso l’oceano Atlantico e circumnavigando il Sud America, per poi toccare l’Antartide e risalire verso l’Europa lungo le coste dell’Africa.

Coinvolti 42 istituti di ricerca e università in tutto il mondo

Durante il viaggio sono stati raccolti campioni d’acqua in corrispondenza di specifiche stazioni di campionamento individuate dai ricercatori del progetto AtlantECO, che è finanziato dall’Unione Europea e coinvolge 42 prestigiosi istituti di ricerca e università in tutto il mondo, tra cui la Sapienza, la Stazione Zoologica di Napoli “Anton Dohrn”, il Politecnico federale di Zurigo, l’università federale di San Carlo, in Brasile e l’università di Città del Capo, in Sud Africa.

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Scienza

Piccoli esploratori alla scoperta della scienza anche al Bambino Gesù

Piccoli esploratori alla scoperta delle meraviglie della scienza attraverso esperimenti, visite guidate e incontri con i ricercatori a misura di bambini e ragazzi. Anche quest’anno, in occasione della Settimana della scienza (24 settembre-1 ottobre) e della Notte Europea dei ricercatori (30 settembre), coordinate da Frascati Scienza e promosse dalla Commissione europea, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ha organizzato diverse attività rivolte ai più piccoli per fare loro scoprire, divertendosi, i segreti della ricerca scientifica.

Piccoli ricercatori il 27 e 28 settembre

Il 27 e 28 settembre grazie all’iniziativa “Che cosa fa un ricercatore?”, gli alunni degli istituti d’istruzione di I e II grado delle città di Ciampino e Roma, che hanno aderito all’iniziativa, avranno la possibilità di visitare i laboratori di ricerca per scoprire gli strumenti usati dai ricercatori e conoscere le attività svolte all’interno degli spazi dedicati alla ricerca scientifica. Il 29 e 30 settembre sarà la volta dei bambini ricoverati.

Viaggio dentro lo scheletro

Con “Viaggio dentro lo scheletro!” le ludoteche delle sedi del Gianicolo e di Palidoro si trasformeranno in un laboratorio scientifico. I ricercatori coinvolgeranno i bambini e i ragazzi con giochi, esperimenti e osservazioni al microscopio, per aiutarli ad apprendere nozioni sullo scheletro.

Sherlock Holmes, sulle tracce dell’impostore! con i RIS dei Carabinieri

Gli esperti del RIS, dell’Arma dei Carabinieri di Roma, con “Sherlock Holmes, sulle tracce dell’impostore!” faranno, invece, vivere ai più piccoli l’emozione di un’ispezione sulla scena del crimine: dalla verifica delle impronte digitali alla raccolta delle prove. Al termine dell’investigazione a tutti i partecipanti verrà rilasciato un simpatico Attestato di detective.

La scienza per le malattie rare: l’esempio delle oltre mille malattie metaboliche

Infine, il 30 settembre alle ore 14.30 appuntamento aperto a tutti con la diretta Facebook “La scienza per le malattie rare: l’esempio delle oltre mille malattie metaboliche” sui profili social di OMaR e sui canali ufficiali dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, per un confronto sul tema della ricerca nell’ambito delle malattie rare. All’incontro parteciperanno il Responsabile di malattie metaboliche dell’Ospedale, Dott. Carlo Dionisi Vici, con alcuni membri del team della sua Unità di ricerca, l’Associazione La vita è un dono, l’Associazione CblC Onlus e il Dott. Paolo Cornaglia, Direttore Scientifico della Fondazione Tender to Nave Italia.