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Dal 3 marzo al Teatro Ghione “Orgasmo e Pregiudizio”

Al Teatro Ghione di Roma, da venerdi 3 a domenica 5 marzo,

“Orgasmo e Pregiudizio”, di Fiona Bettanini e Diego Ruiz con

Fiona Bettanini e Diego Ruiz. Regia, Pino Ammendola e Nicola Pistoia.

La commedia ha già fatto ridere migliaia di spettatori, curiosi di spiare questa coppia di amici (Diego Ruiz e Fiona Bettanini)che si ritrova a dover condividere il letto di un motel.

Da quel letto non scenderanno mai, ma su quel letto affronteranno le loro più intime paure, le reciproche curiosità, le debolezze mai ammesse, e riusciranno a confessarsi segreti e tabù mai pronunciati prima. Il tutto ridendo delle proprie debolezze.

Anche lo spettatore riuscirà a capire finalmente cose che non aveva mai avuto il coraggio di domandare.

LA COMMEDIA CON LA REGIA DI PINO AMMENDOLA E NICOLA PISTOIA

Cosa pensano gli uomini della sessualità femminile? Hanno presente quali siano effettivamente le fantasie delle donne? E le donne conoscono i piaceri dell’uomo? Quali sono le tattiche per conquistarlo? Qualcuno sa spiegare che magia c’è a fare l’amore di prima mattina, con l’alito pesante, la bocca impastata e le caccole agli occhi? E le posizioni ideali per trovare il punto G? Ci sono uomini che lo cercano da anni e ancora non l’hanno trovato. D’altronde mica ci sono dei cartelli! Chi glielo indica poverini? Nessuna donna ha mai detto ” più su’, più giù, più a destra o più a sinistra”…. Neanche un aiutino! Ma d’altra parte, può una donna presentarsi così: “Piacere, sono clitoridea, preferisco stare sopra, adoro i baci sul collo e il mio punto G è in fondo a destra!”? Queste e altre ancora sono le domande che si pongono i due protagonisti nella stanza di un Motel su un grande letto matrimoniale, lenzuola rosse e un’atmosfera piacevolmente piccante. Cosa succederà su quel letto e quante verità verranno a galla, lo scoprirete solo ridendo.

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Spettacolo

“La donna invisibile il debutto” al Teatro Trastevere

La donna invisibile il debutto in prima assoluta al Teatro Trastevere dal 10 al 12 marzo. Spettacolo scritto e interpretato da Eva Gaudenzi, con la regia di Emanuela Bolco. Si racconta di un giorno straordinario nella vita senza sorprese di un’attrice qualunque, come ce ne sono tante. Superata la soglia dei 40 anni, Adelaide Scomparin si convince che è arrivato il momento di dare una svolta ad una carriera teatrale tutto sommato mediocre.

La donna invisibile scrive e interpreta un monologo che sia soltanto suo

Così, decide di scrivere ed interpretare un monologo che sia soltanto suo: “la gente se lo aspetta, è arrivato il momento di emergere…o almeno provarci”, ripete a se stessa. Ma da dove iniziare? Cosa raccontare? A quale personaggio dare un corpo e una voce? Nessun dubbio, scriverà uno spettacolo sulla Donna Invisibile dei Fantastici 4 ovvero la sua super eroina preferita, figura femminile potente e misteriosa distante anni luce da quelle sante vergini così vaghe ed eteree con cui era cresciuta fin dai tempi della scuola. Ed eccola lì, la nostra attrice, che prova, scrive e improvvisa intorno al difficile tema dell’invisibilità.

Frustrazione e senso di sconfitta

Frustrazione, senso di sconfitta, noia. Finché accade qualcosa di strano. Quando fa per togliersi il costume di scena (la tutina stretta e nera della Donna Invisibile) ecco che, inaspettatamente, questa tutina sembra restarle appiccicata al corpo come una seconda pelle. Nonostante lei cerchi di liberarsene con tutte le sue forze, non viene via. Questo evento misterioso e sovrannaturale farà di Adelaide una super eroina, per un giorno. La vedremo vagare per la città con indosso il costume dell’invisibilità, stordita e ancora incredula. Ma dopo lo choc iniziale, decide di ribaltare la situazione: non più subire l’invisibilità ma usarla come mezzo per rinascere, osservando il mondo e le persone da una diversa prospettiva e aprire finalmente gli occhi.

Aprire e chiudere parentesi

Lo spettacolo è un continuo aprire e chiudere parentesi, in un fluire che porta lo spettatore a mettere insieme a poco a poco i pezzi di un puzzle. Una volta completato il quadro, la nostra eroina attrice che nel mondo reale non trova il suo posto e non viene vista, avrà la sua rivincita. Nell’arco di una sola incredibile giornata, Adelaide Scomparin si trasformerà nella Donna Invisibile e sarà allora che la vedremo chiaramente, in tutta la sua umanità, le sue debolezze e le sue mille sfaccettature. Un lavoro giocato sul ritmo, dove azioni e parole si alternano attraverso i vari personaggi che animano la storia. Volutamente tutto è affidato all’attrice, come essere che agisce all’interno di uno spazio vuoto, con pochi elementi scenografici: una sedia, un baule, dei fumetti e una campanella.

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Steve Hackett al Teatro Romano di Ostia l’8 luglio

Steve Hackett, il leggendario chitarrista dei Genesis, torna a grande richiesta di pubblico con lo spettacolo “Genesis Revisited – Foxtrot at Fifty + Hackett Highlights”. Hackett sarà nuovamente in Italia quest’estate per sei nuove tappe e l’8 luglio al Teatro Romano di Ostia Antica. I biglietti sono in prevendita sul circuito Ticketone.

Gli show di Steve Hackett prodotti da Musical Box 2.0 Promotion

Tutti gli show sono organizzati e prodotti da Musical Box 2.0 Promotion, Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci e Solo Agency Limited. “Genesis Revisited – Foxtrot at Fifty + Hackett Highlights” è la tournée che segna il 50esimo anniversario del magnifico Foxtrot del 1972, album che mise i Genesis al centro della scena rock britannica. Hackett si unì ai Genesis nel 1971, e fece il suo debutto in Nursery Cryme. L’album raggiunse un successo maggiore in Europa che in Gran Bretagna.

Sperimentazioni più lunghe dei Genesis

Dopo molti tour, sostenuti dai riscontri del pubblico, i Genesis furono incoraggiati a sperimentare composizioni sempre più lunghe e svilupparono la loro capacità di introdurre racconti forti. Questo, a sua volta, diede a Peter Gabriel una maggior opportunità di assecondare la teatralità, aumentando così il profilo della band. «Credo che Foxtrot sia stato allora una magnifica conquista per i Genesis», ha dichiarato Steve Hackett (foto Mick Bannister), aggiungendo: «Credo che non ci sia nemmeno una traccia debole nell’album, hanno tutte i loro punti di forza e sono impaziente di poter suonare dal vivo l’intero album».

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Diodato torna con un nuovo album e un tour, sarà a Roma il 27 luglio

– Il 2023 è l’anno del grande ritorno di Diodato, che il prossimo

24 marzo uscirà con il nuovo album dal titolo “Così speciale”

(Carosello Records), anticipato come ormai da tradizione dalla title track “Così speciale”, in uscita su tutte le piattaforme il 3 marzo.
L’album “Così speciale” arriva dopo lo straordinario successo

del disco “Che vita meravigliosa” (certificato platino), uno dei progetti discografici più seguiti e premiati degli ultimi anni nella storia della musica italiana, anticipato da “Fai Rumore”(Carosello Records),

il brano con cui Diodato ha trionfato nel 2020 al 70esimo Festival di Sanremo e con cui si è esibito nel 2022 all’Eurovision Song Contest di Torino, regalando a tutto il mondo una performance iconica e indimenticabile.

IL 24 MARZO IL NUOVO ALBUM A TRE ANNI DA “CHE VITA MERAVIGLIOSA”

Il nuovo album “Così speciale”, si compone di 10 tracce inedite e

sarà disponibile in formato CD, vinile, vinile autografato in esclusiva

su Amazon e in una speciale box deluxe in tiratura limitata e numerata contenente CD con artwork bianco, vinile con artwork bianco, 2 fogli

di sticker che richiamano i fiori della cover in diverse dimensioni e due stampe in alta qualità.
Questi i titoli dei brani che compongono l’album “Così speciale”:

Ci vorrebbe un miracolo, Così speciale, Ormai non c’eri che tu, Che casino, Occhiali da sole, Buco nero, Ci dobbiamo incontrare, Se mi vuoi, Lasciati andare, Vieni a ridere di me.

L’album “Così speciale” è disponibile in pre-order e pre-save. Diodato ha scelto di vestire questo album con una copertina realizzata da Paolo De Francesco, liberamente ispirata all’opera Flowers dell’artista giapponese Tetsumi Kudo, figura essenziale nello sviluppo dell’Anti – Arte degli anni ’50 a Tokyo.

“Così speciale” (Carosello Records), title track che anticipa l’uscita

del quarto album di inediti come accaduto per i precedenti album di Diodato, è una ballad, è un pianoforte che vibra in una stanza e una

voce che vibra con esso, con la sola esigenza di raccontare.

Diodato canta in un crescendo strumentale fortemente emotivo la consapevolezza e la certezza di aver vissuto qualcosa di importante,

le parole celebrano un tempo ormai andato, osservato da una finestra che affaccia su questi momenti cristallizzati, che appare davvero così speciale. Verità, semplicità e autenticità sono gli aspetti che questa canzone svela dell’omonimo album “Così speciale”, che sancisce il ritorno di uno degli artisti più amati degli ultimi anni e tra i più premiati della storia della musica italiana.

IL TOUR DI DIODATO

Dopo il successo del tour negli Stati Uniti, ad aprile Diodato tornerà

live in Italia e in Europa con un tour di 10 date, prodotte e organizzate da OTR LIVE, previste a Padova (15 aprile), Milano (20 aprile),

Torino (22 aprile), Bologna (27 aprile), Madrid (11 maggio), Berlino (18 maggio), Parigi (20 maggio), Amsterdam (26 maggio), Praga (27 maggio), Roma (27 luglio), a seguito dello spostamento della data inizialmente prevista il 29 aprile.

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Geppy Gleijeses con il figlio Lorenzo, “Uomo e galantuomo” al Quirino fino al 5 marzo

E’ la prima opera eduardiana (se si esclude l’atto unico giovanile ‘Farmacia di turno’), una commedia in tre atti di chiaro influsso pirandelliano per il tema della pazzia vera o presunta o finta e

quello del tradimento, fra realtà e apparenza e per il ricorso allo stratagemma del ‘teatro nel teatro’: “Uomo e galantuomo” di

Eduardo De Filippo viene ora rappresentata al teatro Quirino di Roma, dove resterà in scena fino al 5 marzo, con protagonista 

Geppy Gleijeses che della sala intitolata a Vittorio Gassman è il direttore artistico, affiancato dal figlio Lorenzo e con la

partecipazione di Ernesto Mahieux per la regia di Armando Pugliese, che definisce la commedia come “un meccanismo comico straordinario”.

IN SCENA FINO AL 5 MARZO AL TEATRO QUIRINO

La vicenda è ambientata nello stabilimento balneare di una

piccola cittadina dove viene ospitata la compagnia di teatranti,

invero alquanto scalcinati e ancor più affamati, alle prese con le prove dell’opera “Mala Nova di Libero Bovio – autore inviso a Eduardo –

che devono rappresentare nel locale teatro, dove già la reazione del pubblico alla ‘prima’ all’aperto non è stata certo incoraggiante, con

la gente che restava in piedi a passeggiare attorno alla platea non vedendo l’ora che la rappresentazione finisse.

Qui si consumano o si rivelano intrecci amorosi, tradimenti e

scambi di persona, per sciogliere i quali il fingersi pazzi può rappresentare un’ottima via di fuga.

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Passando la notte sott’acqua debutta a Fortezza Est

Passando la notte sott’acqua debutta in prima assoluta a Fortezza Est dal 9 all’11 marzo. Spettacolo diretto da Filippo Gili, scritto da Lorenzo De Liberato con in scena Giorgia Ferrara, Federica Valloni e Pietro Marone protagonisti di un lavoro che indaga minuziosamente il tema dell’insonnia per raccontare le sfaccettature complesse di rapporti familiari, lavorativi e sentimentali.

Passando una notte senza dormire

Cosa accade se è uno sguardo, a ribaltarti il sonno? Cosa, se sott’acqua, affonda la realtà? Con gli occhi aperti per non saper dormire, senza poter respirare? Cosa accade se una crepa, la più piccola, fa crollare l’edificio di una madre, di una donna, al punto da trovare, pure rintanati nella psicanalisi, la madre, la compagna, il piccolo angelo sovvertitore, ma tutte con lo stesso volto? Come se il dolore, la crisi, lo spiazzamento, fossero più antichi, di ogni loro attore? Kay dorme poco, dorme molto poco.

Kay in balia della notte

Da qualche tempo il sonno fugge da lei senza una spiegazione concreta, almeno così sembrerebbe, lasciando Kay in balia della notte, una notte che la stritola e riesce ad alienarla come nessun’altra cosa. L’insonnia è venuta dal nulla e, per quanto ne sappia, a nulla è dovuta. Eppure in un certo momento, o comunque a causa di una qualsivoglia cosa… l’orologio di Kay deve essere impazzito. Di giorno c’è la scuola, i suoi studenti e le traduzioni; la sua compagna, Jesse, che condivide con lei un umore che lambisce il limite dell’insostenibile, una madre che forse troppo prepotentemente vuole essere presente e risolutrice, una psicoterapeuta accettata a fatica e dopo tanta resistenza, che pretende di analizzare sogni, dove sogni non ce ne sono più, e forse un’amante, o almeno qualcuna che lo sembri o che ne vesta i panni senza troppo successo o, al contrario, con grande successo.

Successo che appare e scompare

Un successo che però, tra la veglia e il sonno sempre più scarso, appare e scompare come un lontanissimo miraggio. Kay attraversa la notte in quella sottile ed opprimente cappa di noia, all’interno della quale l’unico obiettivo umano è “dormire”, divorata dall’ansia e dalle incessanti domande che le ronzano in testa. Accoccolata nel suo tacere, Kay non riesce ad ammettere né ad ammettersi: non confessa paure, timori, desideri o debolezze. Recrimina e si nasconde… e perde, come sempre perde ogni essere umano nella propria pochezza. Sintonizzata sull’unico programma radio capace di confortarla, ascoltando il cupo cinismo di “Billie The Beast”, Kay annega con un’unica, insaziabile voglia in corpo… Respirare.

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Civico 33 il nuovo spettacolo dell’Ateneo delle Arti

Civico 33 è il nuovo spettacolo della stagione di musica, danza e recitazione dell’Ateneo delle Arti diretto da Valentina Zagami. Il nuovo appuntamento nella struttura di via don Torello 120 a Latina, è fissato per domenica 05 marzo alle ore 18.30. In scena la commedia tragicomica tratta dal libro di Emanuela Panatta che sarà in scena insieme ad Alessandra Fallucchi, con la quale ha curato l’adattamento teatrale e la regia.

Tutto avviene al Civico 33

Tutto avviene al Civico 33, un palazzo nel quale si incrociano le vicende di diversi personaggi femminili accattivanti e variopinti. L’arrabbiata, l’idealista, la crocerossina, l’alternativa, la precaria, l’innamorata, la golosa e l’arrivista, fanno di Civico 33 un crocevia dell’universo femminile in cui le donne si raccontano in chiave tragicomica. Le protagoniste si sfogano, si liberano dalle loro repressioni attraverso il linguaggio. Il loro monologo interno viene fuori come un pensiero ad alta voce.

Tutte hanno una necessità

Tutte hanno una necessità: essere ascoltate, amate, comprese, salvate. Sul palco due artiste poliedriche ed apprezzate a livello nazionale, con lo spettacolo che giunge nel capoluogo dopo aver riempito importanti teatri d’Italia ed aver ricevuto critiche positive e approfondimenti anche da emittenti nazionali come Rai Cultura. Emanuela Panatta, classe 1977, è una danzatrice e attrice teatrale, conosciuta dal grande pubblico anche per aver recitato in tv in film e serie di successo come “Il Segreto del giaguaro”, “Carabinieri2”, “un ciclone in famiglia2”. Alessandra Fallucchi, diplomata all’Accademia Nazionale d’arte Drammatica Silvio d’Amico, ha vinto il premio Gloden Graal nel 2007 come miglior attrice nella sezione dramma/teatro per il monologo “A cuore Aperto” e ha recitato in serie tv e film di successo come “Maresciallo Rocca 4” e un “Medico in Famiglia”.

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Maurizio Pollini torna a Roma, il 17 aprile con un concerto a S.Cecilia

 Maurizio Pollini torna il 17 aprile a Roma per un attesissimo concerto

a Santa Cecilia.

Il grande pianista, dopo un anno di assenza e molti concerti in giro per

il mondo, salirà alle 20:30 sul palcoscenico dell’ Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone per proporre brani di Arnold Schönberg,

Luigi Nono e Frederick Chopin, autori a lui molto cari.

Per il pubblico della capitale sarà l’ occasione per ascoltare uno dei maggiori pianisti viventi, sulla breccia dal 1960, da quando, unico italiano di sempre, vinse a Varsavia il concorso Chopin che gli aprì la strada di una carriera leggendaria scandita da una ricca discografia.

L’ ultimo cd, uscito alla fine dello scorso anno per Deutsche Gramophone, contiene le Sonate op. 101 e 106 di Beethoven.

IL GRANDE PIANISTA CON SCHOENBERG,NONO, CHOPIN

Riflettendo sul lungo periodo di stop causato dal Covid Pollini ha detto: “Ho lavorato di meno, studiato di più, ascoltato molto. Mahler, le sinfonie […]. E naturalmente Boulez, Stockhausen, Nono”.

Di quest’ ultimo, al quale è stato legato da un rapporto di amicizia, eseguirà ‘Sofferte onde serene’, per pianoforte e nastro magnetico, composto dal musicista veneziano nel 1976. “Gigi l’ha composto in un momento cupo per entrambi, l’ha dedicato a mia moglie Marilisa e a me – ha spiegato Pollini – .
Lo suono da oltre 40 anni e ogni volta mi sorprende. La musica ormai ha preso il sopravvento su quell’antica tristezza”. L’ apertura del concerto è dedicata a Schönberg con i Tre pezzi per pianoforte op. 11 e i Sei piccoli pezzi per pianoforte op. 19.
Infine, di Chopin, uno dei suoi “autori permanenti”, proporrà la Mazurca op. 56 n. 3, la Barcarola op. 60, e lo Scherzo n. 1 op. 20. “Forse – disse di Chopin in passato – non vi è stato altro compositore che abbia scritto in maniera più congeniale per il pianoforte. È stato un anticipatore rimasto in qualche modo isolato: senza figli né padri se si si esclude la filiazione indiretta sugli autori del Novecento”. I biglietti del concerto – da 30 a 60 euro – saranno in vendita dal 6 marzo.
    (ANSA).

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Il 6 marzo a Roma “La Favola mia” con Giorgio Panariello

Dopo il l successo delle date teatrali che hanno impegnato

Giorgio Panariello tra gennaio e marzo, il nuovo spettacolo dell’attore

e comico toscano “La favola mia”, nato per festeggiare i 20 di carriera dal successo di “Torno Sabato”, sarà in scena al teatro Brancaccio

il 6 marzo 2023.

LA DURATA DELLO SPETTACOLO E’ DI DUE ORE SENZA INTERVALLO

Tante risate, un pizzico di irriverenza, attualità e grandi classici del suo repertorio: saranno questi gli ingredienti di questo nuovo spettacolo in cui Panariello racconta e si racconta ripercorrendo in una veste inedita e attuale i 20 anni che lo hanno visto protagonista tra teatro, cinema e televisione.

Lo spettacolo è prodotto da Friends&Partners, per la regia di Giorgio Panariello. La durata dello spettacolo è di 2 ore senza intervallo.

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“Io so e ho le prove” domani al TBM

“Io so e ho le prove”, produzione Virus Teatrali, sarà in scena martedì 28 febbraio al TBM. Liberamente tratto dall’omonimo libro di Vincenzo Imperatore, “La conversione di un ex-manager bancario”, lo spettacolo tratta la storia di Enzo. Giovanni Meola cura testo e regia ed è in scena affiancato da Daniela Esposito.

Il protagonista di Io so e ho le prove

Il protagonista di estrazione popolare ma ambizioso, si trova al posto giusto nel momento giusto: la deregulation del sistema bancario. In questo modo, fa carriera e soldi per più di vent’anni. Poi, avviene la conversione irta di ostacoli, contraddizioni e difficoltà. Enzo però è ostinato e vuole diventare un uomo diverso: crea un’azienda che difende dagli abusi delle banche. Accompagna così un suo cliente, un imprenditore vessato dalla propria banca che ha bisogno di un fido, ad un incontro con una funzionaria piacente, alta e snella.

Funzionaria “Serial killer”

Una di quelle ‘serial killer’ per le quali lui, da manager, stravedeva (‘…perché le femmine sanno come far mettere una firma molto più di noi uomini’). Enzo riuscirà ad evitare al suo cliente la sorte che lui, inesorabilmente, faceva fare invece, a parti invertite, a imprenditori come quelli, contribuendo così alla distruzione dell’economia reale? La rappresentazione, dunque, racconta la ‘conversione di un ex-manager bancario’ che, dopo un quarto di secolo al servizio della più importante banca italiana ne è uscito denunciandone le nefandezze comuni all’intero settore bancario nazionale ed internazionale negli ultimi due decenni.

In scena musicista e rumorista

In scena, affianco all’attore troviamo una musicista e rumorista, nonché attrice muta. La messinscena diventa così una narrazione per corpo e parole, ma anche per suoni e rumori. Un incontro a volte sopra le righe, altre volte ironico, altre ancora serrato e diretto. ‘Io so e ho le prove’ non è quindi del tutto un monologo. La sua drammaturgia scenica si avvale di un’altra presenza in grado di incarnare in maniera più o meno indiretta, attraverso suoni, vocalizzi, e composizioni musicali originali, personaggi e ‘segni’ che l’epopea dei due decenni di esuberanza e scelleratezza bancaria senza freni ha creato, andando poi a sbattere nella grande crisi del 2008. Musiche originali, rumori e suoni Daniela Esposito; Scenografia Monica Costigliola e Angelo De Tommaso; Assistente alla regia Annalisa Miele; Assistente alla regia e costumi Chiara Vitiello.