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Al Teatro Manzoni I Mezzalira – panni sporchi fritti in casa

Al Teatro Manzoni di Roma è la volta dello spettacolo I Mezzalira – panni sporchi fritti in casa, scritto da Agnese Fallongo e interpretato da Agnese Fallongo, Tiziano Caputo e Adriano Evangelisti per la regia di Raffaele Latagliata, in scena (foto Tommaso La Pera) da giovedì 16 marzo a domenica 2 aprile. Un invito a guardare attraverso il buco della serratura di una casa “qualsiasi” per rintracciare il proprio personalissimo passato, per ricostruire la propria storia e quella della propria famiglia, non sempre perfetta. Le musiche originali sono di Tiziano Caputo, le scenografie di Andrea Coppi e i costumi di Daniele Gelsi. Distribuzione PigrecoDelta.

Il titolo a Teatro

Il titolo I Mezzalira – panni sporchi fritti in casa nasce da un gioco linguistico che crea una fusione tra il celebre detto popolare “i panni sporchi si lavano in casa” e il concetto della “frittura” come simbolico spartiacque del binomio più antico della storia: quello tra servo e padrone, tra chi produce l’olio e chi lo possiede, tra chi può friggere tutti i giorni e chi non può friggere mai. Se è vero che la saggezza popolare insegna a mantenere celate le questioni familiari all’interno delle mura domestiche lontano da occhi indiscreti, è altrettanto vero che quelle mura non sempre bastano a contenere i segreti, i tabù e i non detti della famiglia Mezzalira, protagonista del racconto, che, proprio come l’olio delle olive che raccoglie, scivola in una spirale di infausti accadimenti che la indurranno, inevitabilmente, a scendere a patti col mondo esterno.

Visto e raccontato da Petrusino

Il tutto visto e raccontato da Giovanni Battista Mezzalira detto “Petrusino”, il più piccolo della famiglia che, una volta adulto, traccerà un vero e proprio arco della sua esistenza, in un caleidoscopio di ricordi che attraverseranno una vita intera, una vita fatta di luci, ombre e colpi di scena all’interno del medesimo focolare domestico. Petrusino sarà costretto a fare i conti con i fantasmi del passato per poter scendere a patti con il presente, scoprendo di non essere stato il solo a custodire un segreto.

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Massimo Popolizio torna al Teatro Argentina dal 14 marzo

Massimo Popolizio torna sul palcoscenico del Teatro Argentina per la terza volta in questa stagione, dal 14 marzo al 23 aprile, con la sua nuova creazione “Uno sguardo dal ponte, dramma di una passione sbagliata” di Arthur Miller. Scritto nel 1955 in Italia andò in scena per la prima volta nel 1958 da Luchino Visconti, protagonisti Paolo Stoppa e Rina Morelli. Del capolavoro milleriano, nel 1962, fu tratto il film diretto da Sidney Lumet con Raf Vallone.

Grande racconto teatrale

Un grande racconto teatrale proposto con la forza espressiva di un film di un affresco sociale che affronta tematiche come povertà, immigrazione clandestina, caccia allo straniero e morbosità familiare. Ambientato in una comunità di immigrati siciliani a Brooklyn, Uno sguardo dal ponte, ispirato da un fatto di cronaca, porta in scena le traversie di uomo dilaniato e sconfitto da una passione incestuosa. Il destino ineluttabile, da cui si può essere vinti e annientati, guida la trama dell’azione teatrale, impostata come un lungo flash-back con il protagonista Eddie Carbone, nell’interpretazione dello stesso Popolizio, che entra in scena quando tutto il pubblico già sa che è morto. Una grande storia raccontata come un film, ma a teatro.

Massimo Popolizio racconta

Così Massimo Popolizio: «Come scrive Miller: “L’azione della pièce consiste nell’orrore di una passione che nonostante sia contraria all’interesse dell’individuo che ne è dominato, nonostante ogni genere di avvertimento ch’egli riceve e nonostante ch’essa distrugga i suoi principi morali, continua ad ammantare il suo potere su di lui fino a distruggerlo”. Questo concetto di ineluttabilità del destino e di passioni dalle quali si può essere vinti e annientati è una “spinta” o “necessità” che penso possa avere ancora oggi un forte impatto teatrale. Tutta l’azione è un lungo flash-back, Eddie Carbone, il protagonista, entra in scena quando tutto il pubblico già sa che è morto.

Sceneggiatura cinematografica

Per me è una magnifica occasione per mettere in scena un testo che chiaramente assomiglia molto ad una sceneggiatura cinematografica, e che, come tale, ha bisogno di primi, secondi piani e campi lunghi. Alla luce di tutto il materiale che questo testo ha potuto generare dal 1955 ad oggi, cioè film, fotografie, serie televisive credo possa essere interessante e “divertente” una versione teatrale che tenga presente tutti questi “figli”. Una grande storia… raccontata come un film… ma a teatro».

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“400 euro, 2 ore di nudo” all’OFF/OFF Theatre

“400 euro, 2 ore di nudo” da mercoledì 15 a domenica 19 marzo all’OFF/OFF Theatre. Spettacolo (foto Manuela Giusto) tratto dal romanzo “Apocalisse di un Cybernauta” di Tommaso Agnese che ha adattato il testo per lo spettacolo da lui diretto, con protagonisti gli attori Edoardo Purgatori, Manuela Zero e Ginevra Ambrosini. Scene di Fabrizio Bellacci e costumi di Silvana Turchi.

400 euro, 2 ore di nudo, il racconto

Prostituzione digitale, avventure clandestine e la continua ricerca di impulsi ed emozioni che possano riempire di umanità i vuoti esistenziali. Riccardo Rea, trentatreenne artista milanese, si trova in un momento complesso della propria vita. Costretto a chiudere la sua piccola Galleria d’arte e a vendere l’appartamento di famiglia per ripagare i debiti, Riccardo è emotivamente paralizzato. Il suo mondo sta crollando. È immobile davanti al distruggersi della sua vita lavorativa e privata. La chiusura verso il mondo esterno lo porta a navigare nel web tra chat erotiche e siti pornografici, distraendosi in una realtà virtuale autoerotica.

Nuova avventura a Roma

Per uscire da tutto questo, Riccardo decide di lasciare la propria città e cercare avventura a Roma, nella capitale. Qui, inizia a lavorare come assistente nella galleria di un’amica che lo paga con un misero compenso, Stefania. La nuova città è però luogo di false speranze e brevi avventure, come quelle con Nia e Gemma, ma la situazione non sembra cambiare, anzi peggiora. Riccardo non riesce a riempire quella sensazione di vuoto che lo attanaglia e per non pensare decide di gettarsi a capofitto nell’uso dei social network e negli incontri tra sconosciuti a sfondo sessuale.

Prostituzione digitale

Fotomodelle di nudo, prostituzione digitale. È qui che conosce Bambi, una modella di Met Art, giovane e provocante che lo porta sulla strada della perdizione. Scopre una seconda vita fatta di trasgressione ed esibizionismo. E quello che per lui è forse un gioco diventa ben presto la sua nuova realtà, Riccardo si trasforma in un modello di servizi fotografici e video erotici. Nel suo viaggio infernale il protagonista arriva a mettere in dubbio la propria identità sessuale, la propria identità sociale e la propria esistenza. Ma la realtà oggigiorno quanto è influenzata dalla virtualità? Quanto l’immagine sessuale, l’erotismo virtuale incide nella cultura e nella società contemporanea? Lo scoprirà a sue spese Riccardo Rea nel disperato tentativo di dare un senso alla propria vita.

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Daniele Silvestri torna a teatro con un tour. A Roma il 19 maggio

Daniele Silvestri qualche mese fa aveva fatto una scommessa: trasformare il teatro in uno studio di registrazione e portarlo in giro

per l’Italia, proporre sul palco brani inediti e ancora in fase

di scrittura, inventarne altri dal vivo, creandoli dal nulla, mettendo in musica nuovi racconti lì, davanti al pubblico.

Dopo 24 date sold out, la scommessa è stata vinta e ora Silvestri torna

in teatro a chiudere il cerchio.

DANIELE SILVESTRI ANNUNCIA IL SUO NUOVO TOUR

“È “con viva e vibrante soddisfazione” – diceva qualcuno – che vi annuncio la chiusura di un cerchio. Il tour Teatri/22 era un work in progress, come sa bene chi è venuto a vederci. Storie e canzoni inedite che nascevano, prendevano vita e forma, insieme a voi. Ora quel progress e quel work sono arrivati a conclusione.

Il racconto fin qui sempre aperto ora ha il suo finale. Ve lo mostreremo in quattro nuove e conclusive date del tour che per l’occasione è stato ribattezzato “TEATRI X”. E proprio in quella X sta il risultato di questa strana e appassionante equazione, e di questi intensi mesi di lavoro condiviso. Mi spiegherò meglio più avanti. Intanto vi annuncio le due prime e più importanti variabili: il Quando e il Dove”.
    Silvestri annuncia così sulle sue pagine social alcune delle novità che lo vedranno impegnato nei prossimi mesi. Lasciando ‘un’incognita’ sul progetto totale, intanto ne svela una parte: “Teatri X”, alcuni live speciali che lo vedranno tornare a esibirsi in teatro nel maggio prossimo.

LE DATE DEL TOUR

Saranno quindi solo quattro tappe, che andranno in scena a Napoli, Roma, Bologna e Milano.
I live partiranno il 18 maggio dal Teatro Augusteo di Napoli, per proseguire il 19 maggio a Roma all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, il 20 maggio a Bologna al Teatro Duse, il 22 maggio a Milano al Teatro Lirico. 

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Il 3 e 4 marzo a Roma Alessandro Siani in “Extra Libertà Live Tour”

Alessandro Siani con il suo “Extra Libertà Live Tour”, New Edition,

il 3 e 4 marzo 2023, all’Auditorium Conciliazione di Roma, organizzato da Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci.

Libertà di pensiero, libertà di stampa libertà d’espressione, ma anche la libertà che ci è stata negata in questi ultimi tempi di covid.

La libertà sarà il filo conduttore del nuovo spettacolo di Alessandro Siani che ritorna a calcare le scene con il suo nuovo stand up comedy, che arriva dopo il successo strepitoso del “Felicità tour”.

IL 3 E 4 MARZO ALL’AUDITORIUM CONCILIAZIONE

In questo nuovo progetto live il dialogo con il pubblico diventerà fondamentale per affrontare argomenti come la convivenza forzata,

il fenomeno serie tv, il potere dei social, la politica, l’attualità,la guerra

e soprattutto la libertà di pensare e sognare un futuro migliore senza virologi, vaccini e mascherine in cui l’unico antidoto alla frustrazione dei nostri giorni possa essere una dose di gioia pura. La libertà di trascorrere una serata senza pensieri!

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Al Teatro le Maschere dal 3 marzo “Rumore di fondo”

Prosegue con successo la stagione serale del Teatro Le Maschere.

Sarà in scena, dal 3 al 5 marzo,
RUMORE DI FONDO, drammaturgia di Benedetta Palmieri, regia di Nadia Baldi. Con Antonella Ippolito, Gea Martire e Davide Paciolla

e la straordinaria partecipazione di Carmine Ammirati.

NOTE DI REGIA

Rumore di Fondo nasce da un’ispirazione che ruota intorno alla vita di Carmine Ammirati, un ragazzo orfano di femminicidio, e dall’incontro artistico tra le visioni musicali di Ivo Parlati e il mondo creativo di Nadia Baldi. Un concerto elogio alla speranza, un racconto di orfani speciali,
ORFANI DI FEMMINICIDIO. Bambini deprivati dell’amore primordiale. La musica è pensata come un racconto evocativo di risonanze emotive che attraversano il “non-me”, una realtà non reale che
cammina verso quel flebile confine chiamato speranza. La speranza, quella spinta vitale tipica dei bambini che, scacciando quel drammatico “rumore di fondo”, sfocia in un antidoto vivace di dolce rinascita.
In scena Carmine Ammirati figlio di una madre, una donna uccisa dopo ventitre’ denunce.

Questo non può chiamarsi femminicidio questo può chiamarsi omicidio di Stato.

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Dal 9 marzo al Teatro degli Audaci “Rumori fuori scena”

Dal 9 al 26 marzo 2023 il direttore artistico del Teatro degli Audaci, Flavio De Paola, dopo il clamoroso successo degli anni precedenti

ha il piacere di annunciare, che lo stabile del III Municipio riporterà

in scena la commedia più esilarante degli ultimi tempi: “Rumori fuori scena”.

I PROTAGONISTI DELLO SPETTACOLO

Flavio De Paola, Francesco Polizzi, Antonio Coppola, Serena Renzi, Antonella Rebecchi, Ilario Crudetti, Rossella D’Andrea, Nicole Mastroianni e Michele Schena sono i protagonisti di una “sgangherata” compagnia teatrale, impegnata nell’allestimento di una commedia, che vive le varie vicissitudini di routine, che li accompagnerà fino alla chiusura del sipario.
Una commedia brillante, scritta da Michael Frayn e rappresentata per la prima volta in Italia nel 1983. Un’opera teatrale che ha saputo oltrepassare i confini del tempo e dello spazio, rimanendo di grande attualità e continuando, con la sua verve dal gusto anglosassone, a divertire il pubblico come trent’ anni fa. Uno spettacolo nello spettacolo, protagonista una stravagante compagnia teatrale alle prese con una rappresentazione da portare in scena. Le prove a sipario aperto danno luogo a gag, equivoci e singolari situazioni con grande coinvolgimento del pubblico che, ormai, è affezionato a questa pièce.

PORTATA PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA AL TEATRO VITTORIA TORNA AL TEATRO DEGLI AUDACI

Una commedia che, dopo tanti anni di repliche, continua a non stancare mai. Portata per la prima volta in Italia sul palco del Teatro Vittoria “Rumori fuori scena” si guadagna, a pieno diritto, l’inserimento in cartellone al Teatro degli Audaci anche per questa decima stagione, dato il successo ottenuto in quelle precedenti.

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La fisarmonica verde al Teatro Lo Spazio

La fisarmonica verde al Teatro Lo Spazio dal 9 al 12 marzo. Un cappotto russo, una fisarmonica verde smeraldo e un documento che denuncia le atrocità della guerra. Poi, gli anni Sessanta elettrici, i 45 giri e i mille racconti davanti al camino. Sono gli oggetti che, come una bussola, guidano un figlio a intraprendere un “viaggio verso il padre”, un uomo arcaico e grande “narratore di silenzi”. Una storia vera, la storia di un uomo normale, mica un eroe. Uno che partì in guerra perché si doveva partire e che tornò anche se era difficile tornare e, tra andare e svenire, ingoiò momenti di tragedia assoluta e sputò straordinario coraggio.

La fisarmonica verde racconta la Seconda Guerra Mondiale

“La fisarmonica verde” racconta la Seconda Guerra Mondiale attraverso il recupero del rapporto tra un padre, Gavino “Esse”, di origine sarda, che è stato internato in un campo di concentramento in Germania, e il figlio Andrea che, mosso dal desiderio di capire il padre, cerca, dopo la sua morte, di ricostruire i momenti salienti della vita in base agli oggetti ritrovati. Andrea, tra gli oggetti, scopre un documento firmato da suo padre e da altri soldati internati politici del campo di concentramento di Lengenfeld.

Denuncia di una strage

È la denuncia di una vera e propria strage commessa da Joseph Hartmann quando decise il 14 aprile 1945, di chiudere in una baracca di legno un centinaio di internati politici. “Lengenfeld” è il nome del campo nazista in cui Gavino “Esse” ha trascorso due anni della sua vita come prigioniero politico internato militare (furono oltre 600.000 gli italiani a cui toccò questa sorte). Quel documento spinge Andrea a sapere di più. Decide allora di andare a visitare i luoghi di origine di Gavino: Luogosanto, la Gallura… la Sardegna. I ricordi diventano più precisi, i racconti della guerra più chiari.

Un’avventura incredibile

Veramente un’avventura incredibile, quella di uomo normale. L’opera affronta il rapporto padre-figlio, la capacità e l’importanza dell’ascolto e del racconto fra generazioni, il senso delle radici culturali, rinnova alla memoria chi è stato torturato e imprigionato nei campi di concentramento nazisti che parla di diritti umani attraverso un racconto dal vero. “La fisarmonica verde” ha vinto il “Premio dello spettatore” a “Teatri di vita” a Bologna ed è anche un libro per ragazzi edito da Mondadori.

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Doctor 3 all’Alexanderplatz Jazz Club il 3 e 4 marzo

Doctor 3 all’Alexanderplatz Jazz Club, venerdì 3 e sabato 4 marzo: Danilo Rea, pianoforte, Enzo Pietropaoli, contrabbasso e Fabrizio Sferra, batteria. Venticinque anni fa (dicembre 1997) un trio di stelle del jazz italiano appena costituito, Danilo Rea al pianoforte, Enzo Pietropaoli al contrabbasso e Fabrizio Sferra alla batteria, registrò un disco intitolato “The Tales of Doctor 3”.

Miglior album 1998 di musica jazz

L’album fu il miglior disco italiano del 1998 per Musica Jazz, e il trio, da allora ha vinto più volte il referendum della stessa rivista come miglior gruppo di jazz italiano. Tra le ragioni del successo, oltre alla qualità della band, risultato della somma della qualità dei tre musicisti e della loro naturale intesa, c’è certamente la scelta di un repertorio che attinge alla canzone d’autore italiana, agli standard più amati dal pubblico, a successi del rock inglese e americano, più temi originali e libere improvvisazioni.

Doctor 3, musicalità ed emozioni

Una scelta decisamente eterogenea che però Doctor 3 riesce a trasformare in un flusso omogeneo di musicalità ed emozioni. Durante questi venticinque anni Rea, Pietropaoli e Sferra hanno continuato a seguire i loro percorsi individuali ma il gruppo, pur con qualche fisiologica pausa, è rimasto una parte importante delle loro carriere.

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Dal 7 marzo al Teatro Vittoria a Roma Paolo Hendel

Paolo Hendel si rende conto che si sta “pericolosamente” avvicinando alla stagione della terza età e che è venuto il momento di fare i conti

con quella che Giacomo Leopardi definisce “la detestata soglia di vecchiezza”.

Lo fa a suo modo, in una sorta di confessione autoironica sugli anni

che passano, con tutto ciò che questo comporta: ansie, ipocondria,

visite dall’urologo, la moda dei ritocchini estetici e le inevitabili riflessioni, sia di ordine filosofico che pratico, sulla “dipartita”. 

IN SCENA AL TEATRO VITTORIA CON “LA GIOVINEZZA E’ SOPRAVVALUTATA”

Dal 7 al 12 marzo in “La giovinezza è sopravvalutata” al Teatro Vittoria utilizzando il linguaggio dello stand up comedy, avvalendosi della preziosa e irrinunciabile complicità del coautore Marco Vicari e del regista Gioele Dix, Hendel racconta con una sincerità disarmante non solo sé stesso ma anche un Paese, l’Italia, che, come dicono le statistiche, sta invecchiando inesorabilmente, tra “super nonni” che mandano avanti le famiglie e anziani medici in pensione richiamati al lavoro per mancanza di personale.