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“Il diritto alla felicità”, la versione teatrale alla Biblioteca Nazionale a Roma

Dopo aver conquistato ben 44 premi internazionali per il suo

film “Il diritto alla felicità”, la Imago Film propone la versione teatrale dello stesso.

“Il diritto alla felicità”, scritto e diretto da Claudio Rossi Massimi che

ne cura anche la regia teatrale, racconta una storia di amore e amicizia nella quale sono i libri i veri protagonisti.

Nella libreria di Libero, portato in scena da Pino Ammendola, scorre la vita reale tra malinconie, amori e sguardi al futuro.

E, al centro di tutto, il rapporto con il piccolo Essien, un vero

divoratore di libri che diventerà l’amico, la sponda e la speranza del caro Libero.

IL CAST DELLO SPETTACOLO

Nel cast, accanto a Pino Ammendola, ci sono anche Giuseppe Abramo, Alessandro De Cicco, Annamaria Fittipaldi, Gabriele Namio, Valentina Olla, Federico Perrotta e Ludovico Pulcinelli.

La prima nazionale si terrà sabato 28 gennaio, alle ore 21, in un luogo simbolo: l’Auditorium della Biblioteca Nazionale di Roma, a sottolineare che si può intrattenere, pensare, sorridere e divertirsi facendo cultura.
“Il diritto alla felicità” è prodotto da Lucia Macale per Imago Film con Teatrando Film e UAO spettacoli ed è un progetto dedicato a Unicef, a cui andrà parte dei proventi.

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“1223 Ultima fermata mattatoio” all’Altrove Teatro Studio

“1223 Ultima fermata mattatoio” debutta in prima assoluta dal 27 al 29 gennaio all’Altrove Teatro Studio. Un progetto speciale che ibrida i linguaggi di performing arts, live music e digital art, di e con Elisa Di Eusanio e il ricercatore astrofisico e cantautore Emiliano Merlin, in arte unòrsominòre. Un viaggio lucido e delicato nei segreti più oscuri dell’industria zootecnica intensiva. Un sistema che fa profitto con i corpi degli animali, senza nomi ma contrassegnati da un numero identificativo. Numeri senza identità, numeri che servono a contare i guadagni del profitto, che si ricava dal loro sfruttamento.

1223 Ultima fermata mattatoio: storia di una mucca matura

1223 Ultima fermata mattatoio racconta la storia di “1223”, una matura e stanca mucca da latte, sfruttata per il suo siero, alla quale sono stati sottratti tanti figli che non dovevano avere accesso al suo nutrimento, indispensabile alla produzione di latte e prodotti lattiero caseari. La vita di “1223” si intreccia con quella di “4088”, un giovane vitellone destinato alla produzione di carne. Ospiti dello stesso allevamento, ma in capannoni diversi, vivranno un intenso amore platonico fatto di sensi e speranze per ritrovarsi poi per la prima e unica volta appiccicati insieme in un lungo viaggio che segnerà drammaticamente il loro destino o forse regalerà loro la liberazione.

Sentimento pulito

Accanto alla vibrazione di un puro e pulito sentimento, che solo gli animali sono in grado di possedere, sarà affrontato il tema dell’industria zootecnica che trae profitto dai corpi degli animali, rubando loro ogni diritto e identità. Attraverso lo studio meticoloso di fonti ufficiali saranno resi noti i dati e le varie fasi che riguardano la produzione di carne nell’industria intensiva.

Al centro della narrazione

Al centro della narrazione, il racconto delle pratiche standard di macellazione per ciascuna specie dove si mostrerà senza veli cosa accade dentro un macello di bovini, attraverso le immagini di repertorio dell’associazione Animal Equality. Le canzoni originali di Emiliano Merlin (unòrsominòre), astrofisico vegano e attivista, che ha composto specificatamente sul tema e i video di Josh Heisenberg contribuiranno in maniera significativa a restituire la temperatura emotiva di un viaggio necessario.

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‘Primo, secondo e swing’,il 1 febbraio al Tor di Nona-Filmstudio

– ll babà non è nato a Napoli; gli spaghetti non li ha importati

Marco Polo; in origine le carote non erano arancioni, ma viola.

Si può raccontare il cibo attraverso le tantissime curiosità che ne caratterizzano la storia, o le qualità gastronomiche, naturalmente,

ma anche letterarie, artistiche, cinematografiche: è questa la cifra

di ‘Primo, secondo e Swing‘, lo spettacolo ideato e scritto da

Ferdinando Regis che tornerà in scena al teatro Tordinona di Roma il 1 febbraio.

Un mix di racconto e musica con brani originali e cover di pezzi musicali dedicati al cibo.

LO SPETTACOLO TORNA IN SCENA A ROMA AL TOR DINONA – FILMSTUDIO

Sul palco due voci narranti: Luca Mancini e Laura Giulia Cirino, accompagnati da Marco Ioannilli, voce e tastiere, Mauro Majore, voce e sax, Filippo Bombace batteria e Ferdinando Regis in veste di interprete dei suoi brani. “Lo spettacolo -dice il direttore artistico del Filmstudio Stefano Pierpaoli- unisce in chiave brillante l’arte, la storia e i cibi sulle nostre tavole. Il legame con ciò che mangiamo rappresenta una bussola indissolubile della nostra”.

Ci sono da raccontare, ad esempio, i 300 e più formati di pasta, regina della nostra gastronomia; i 250 tipi di pane. C’è da raccontare come Caravaggio ha rischiato di uccidere il garzone di un’osteria per colpa di un piatto di carciofi. Ci sono da raccontare le ‘invenzioni’ di Leonardo da Vinci in cucina e le prelibatezze di pasticceria nate tra le mura di conventi e monasteri, proprio nei luoghi dove il peccato di gola dovrebbe essere bandito perché strumento di tentazione luciferina. Ci si può soffermare sulla cucina futurista che negli anni Trenta aveva messo al bando gli spaghetti e proposto piatti a dir poco inconsueti come l ‘Carneplastico’, trasposizione gastronomica della filosofia che aveva ispirato nella pittura e nella scultura Marinetti e i suoi seguaci.
    (ANSA).

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Anthony Hopkins sarà l’imperatore Vespasiano. Le riprese a marzo a Cinecittà

Anthony Hopkins entra nell’arena dei gladiatori: il due volte

premio Oscar è nel cast di Those About To Die (Quelli che stanno

per morire), il dramma in costume di Roland Emmerich.

Hopkins, che ha vinto l’Oscar per The Father e Il silenzio degli innocenti, interpreterà l’imperatore Vespasiano nella serie la cui produzione, scrivono Deadline e Variety, inizierà a marzo

ai Cinecittà Studios di Roma.

La serie, ispirata all’omonimo libro di saggistica di Daniel Mannix,

è un dramma ambientato nello spettacolare, complesso e corrotto

mondo degli sport dei gladiatori nell’Antica Roma.

PREMIO OSCAR NELLA SERIE EMMERICH SUI GLADIATORI

Attraverso le storie dei personaggi si racconterà la società romana

in un intreccio tra sport, politica e affari. Hopkins sarà Vespasiano, l’imperatore di Roma e capo della linea di sangue dei Flavi, messo alla prova in battaglia, che ha reclamato il suo trono dopo la vittoria in una sanguinosa guerra civile durata 10 anni.

Sta invecchiando ed è disprezzato dai patrizi che lottano per una posizione nell’Impero e cercano di soppiantare i suoi eredi al trono

alla prima occasione che ne hanno.

Scritta da Robert Rodat (nominato all’Oscar per Salvate il soldato Ryan), proviene da AGC Television e sarà cofinanziata da Europe’s High End Productions, che detiene i diritti di distribuzione in Europa. La produzione è per Peacock (gruppo NbcUniversal), una delle più importanti piattaforme streaming di film e serie TV insieme a Netflix, Prime Video, HBO Max, Disney+, Hulu, Paramount+ e Crunchyroll in Usa.
Wild Side Productions (The Young Pope) è coproduttore italiano e fornirà servizi di produzione locale. Emmerich e Rodat sono i produttori esecutivi con Gianni Nunnari di Hollywood Gang, Harald Kloser di Street Entertainment, Herbert G. Kloiber di High End, Martin Moszkowicz, Oliver Berben e Jonas Bauer, Charles Holland, il CEO di AGC Stuart Ford e il Chief Content Officer Lourdes Diaz. (ANSA).

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Domenica 22 gennaio a Roma Dialoghi Sinfonici con Europa Incanto Orchestra

Eur Culture per Roma, programma di eventi, cultura e spettacoli

ideato e promosso da EUR S.p.A.

con la direzione artistica di Oscar Pizzo, torna per la sua

seconda stagione con il progetto “Dialoghi Sinfonici”,

in co-produzione con il Teatro dell’Opera di Roma e sostenuto

da Poste Italiane.

DOMENICA 22 GENNAIO, DIRETTORE D’ORCHESTRA GERMANO NERI

L’Europa InCanto Orchestra, una delle più importanti orchestre giovanili italiane, diretta dal maestro Germano Neri domenica 22 gennaio 2023 alle ore 11.00 salirà sul palco dell’Auditorium della Nuvola di Fuksas con un programma dedicato alle “Ouverture a… Mozart, Rossini e Verdi”, che proporrà all’ascolto e all’interazione del pubblico Le Nozze di Figaro e Il Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart, Il barbiere di Siviglia e La gazza Ladra di Gioachino Rossini, il Preludio da La traviata e il Nabucco di Giuseppe Verdi, per far conoscere i grandi compositori attraverso la spiegazione delle ragioni storiche e culturali che si celano dietro le ouverture delle loro opere. Un’innovativa esperienza d’ascolto che fornirà al pubblico nuovi strumenti interpretativi. (ANSA).

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Il 23 gennaio al Teatro Quirino, Monica Guerritore con “La nascita di un film” su Anna Magnani

Lunedì 23 gennaio, alle 19, al Teatro Quirino, Monica Guerritore terrà per la prima volta a Roma – e per l’unica data in città – la conferenza-performance a ingresso libero dal titolo “La nascita di un film”.

Il film in questione è “Anna”, l’opera prima alla regia per il cinema

di Guerritore, e la prima pellicola in assoluto sulla vita di Anna Magnani.

È la prima volta in Italia che un film vede la sua nascita in pubblico,

in una sala teatrale, con una lettura pubblica.

IL 23 GENNAIO AL QUIRINO A ROMA LA CONFERENZA-PERFORMANCE

Anna Magnani torna quindi a Roma, torna al suo pubblico.

Quello al Teatro Quirino sarà un racconto vero e sincero del lavoro di Monica Guerritore come autrice e regista oltre che interprete, racconto rivolto al pubblico e condiviso con il pubblico, attraverso la lettura

in anteprima di alcuni estratti della sceneggiatura di Anna.

LE PAROLE DI MONICA GUERRITORE

“Anche il Teatro Quirino ha condiviso l’iniziativa in omaggio ad Anna Magnani e offre il suo teatro a ingresso gratuito, mettendo a disposizione nostra e del pubblico i suoi spazi – afferma Monica Guerritore -.

Il cammino di Anna comincia con gli spettatori, i cittadini, il popolo che tanto l’amava e la ama, e che ama me, il Teatro e il Cinema, binomio che Anna ha protetto orgogliosamente tutta la vita”.

“In un epoca in cui tutto è demandato a una comunicazione virtuale, Anna Magnani, nata in teatro, deve ritornare tra noi, – prosegue Guerritore – cominciare il suo viaggio nelle sale dei teatri a contatto con il pubblico vero reale che sa appassionarsi, capace di ritrovare in questo racconto di fantasia basato su fatti reali la sua straordinaria forza espressiva, il suo talento ma anche gli inciampi e dolori della sua vita difficile”.

Il 2023 è – infatti – l’anno di Anna Magnani, la prima attrice italiana a vincere l’Oscar. Il 26 settembre ricorrono i 50 anni dalla sua morte. “È un dovere del mondo dello spettacolo e, in particolare, per me donna, prima che interprete, raccontarne la vita difficile, l’immenso talento, e la forza del carattere – dichiara Guerritore -. Con questa mia prima opera cinematografica conto di riempire un vuoto su Anna Magnani. Torniamo a commuoverci per la sua faticosa vicenda umana e riaccendiamo la luce su di lei, un gigante”.

La realizzazione di “Anna” segna una vera e propria rivoluzione

nel mondo del cinema italiano. È la prima volta, infatti, che un

film viene costruito grazie a – e assieme al – pubblico:

“Come siamo abituati in teatro, anche nel grande mercato della produzione di contenuti audiovisivi come film o serie, si deve fare comunità.

Gli spettatori – prosegue Guerritore – devono essere coinvolti nella nascita di nuovi progetti, sin dalla prima stesura di una sceneggiatura, seguirne le difficoltà, il percorso accidentato, sostenendo e aiutando a superare i tanti ostacoli”.

ANNA E’ PRODOTTO DALLA SOCIETA’ LUMINAMGR

Il racconto di questa produzione artistica ribalta un paradigma: coinvolge direttamente lo spettatore e ne ascolta la reazione,

il respiro, saltando le intermediazioni mediatiche e commerciali.

Ora tocca al pubblico, con un gesto economico responsabile, indicare una strada con consapevolezza, affinché un’opera piena di grazia e di poesia, di passione e di denuncia, diventi realtà.

Anna, infatti, è prodotto dalla Società LuminaMgr di Monica Guerritore, presieduta da Roberto Zaccaria.

La produzione ha chiesto per la pellicola il sostegno del Ministero

come film di interesse culturale nazionale e verrà realizzata anche

grazie al supporto economico del progetto Mecenati, il primo token digitale lanciato in Italia e tra i primi in tutto il mondo da un’attrice (www.monicaguerritoretoken.com/it).

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Il Diario di Anne Frank in scena al Teatro Belli

Il Diario di Anne Frank con la regia di Caro Emilio Lerici torna in scena per il terzo anno consecutivo al Teatro Belli, dal 27 gennaio al 12 febbraio. La vicenda inizia con Otto Frank, unico sopravvissuto, che ritrova nella soffitta il Diario tenuto da sua figlia Anne (Raffaella Alterio). Mentre inizia a leggere, come evocate dalle pagine del Diario, riprendono vita le vicende della famiglia Frank nella Amsterdam occupata dai nazisti.

Il Diario racconta

E’ il 1942: la famiglia Frank è ebrea, e i tedeschi danno la caccia agli ebrei di casa in casa. Prima del tragico finale, Anne vivrà due anni nel rifugio segreto, vedendo il cielo solo la notte, da una piccola finestra, con la compagnia della sua famiglia, della famiglia Van Daan e del dottor Dussel. Con una scenografia che si sviluppa su due livelli e quattro ambienti, lo spettacolo è strutturato come un lungo piano sequenza, in cui i dieci attori ci raccontano, in una coralità scenica e narrativa, la loro quotidianità, in un sottile confine ed equilibrio tra tragedia e leggerezza. Le circostanze, inusuali e inimmaginabili, mostrano caratteri diversi e contrastanti, egoismi e simpatie, paura e speranza, e lo sbocciare di un giovane amore.

Conservare la voglia di vivere

E anche se la fine è imminente e certa, fino all’ultimo Anne conserva la sua voglia di vivere e la sua fiducia nell’umanità: «…continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo…». In scena, insieme a Raffaella Alterio, Roberto Attias, Francesca Bianco, Eleonora Tosto, Beatrice Coppolino, Vinicio Argirò, Tonino Tosto, Susy Sergiacomo, Fabrizio Bordignon e Roberto Baldassari. I commoventi canti tradizionali ebraici che accompagnano la vicenda sono cantati da Eleonora Tosto.

Capolavoro del teatro del ‘900

Considerato uno dei capolavori del teatro del ‘900, e Premio Pulitzer per la drammaturgia nel 1956, Il Diario di Anne Frank, nel suo debutto al Teatro Belli nel 2020, ha registrato un grandissimo successo di pubblico e di critica, e un successo di particolare rilievo soprattutto negli oltre 2500 studenti delle scuole di Roma e provincia che vi hanno assistito. Lo spettacolo ha ricevuto il patrocinio dalle principali istituzioni ebraiche: UCEI – Unione della Comunità Ebraiche Italiane, Fondazione Museo della Shoah, Centro Ebraico Italiano “G. E. V. Pitigliani”, l’Associazione Progetto Memoria, l’Associazione Figli della Shoah e il MEIS, Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah.

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La stagione danza 2023 di ORBITA prosegue con quattro focus

La stagione danza 2023 di ORBITA | Spellbound Centro Nazionale di Produzione della Danza dal titolo “Diafanie. Materia e Luce” prosegue con il primo dei quattro focus autoriali in programma, dedicato alla Compagnia Abbondanza/Bertoni, una delle realtà artistiche più prolifiche e significative del panorama italiano per le loro creazioni, per l’attività formativa e pedagogica e per la diffusione del teatro danza contemporaneo.

La stagione di ORBITA con il primo focus dal 20 al 22 gennaio

Il focus, che si svolgerà dal 20 al 22 gennaio fra il Teatro Palladium e il Teatro Biblioteca Quarticciolo presenta due delle ultime creazioni di Abbondanza/Bertoni: il 20 gennaio, per la prima volta a Roma, sul palco del Teatro Palladium andrà in scena Doppelgänger, una produzione Armunia/Festival Inequilibrio e Nerval Teatro, Premio Ubu 2021 come miglior spettacolo di danza. Come si evince dal titolo stesso, uno spettacolo sul tema del doppio, della dualità come differenza ma soprattutto un lavoro che dà forma all’incontro tra i corpi dei due interpreti.

Esperienze diverse in scena

L’attore con disabilità Francesco Mastrocinque, appartenente all’esperienza del Laboratorio Permanente di Nerval Teatro, e il danzatore Filippo Porro, artisti di diversa estrazione che, nel solco tra arte e diversità, portano reciprocamente le propria esperienze e poetiche della scena, alimentate e sviluppate, pur nella differenza formale, attraverso la medesima sensibilità e passione. Sono due corpi diversi che cercano sulla scena l’origine della possibilità di esistere ma anche due corpi uguali che si riconoscono e non smettono l’abbraccio, il mandala, la cellula che li lega. Due esseri primi, primati, ai loro primi passi: tra evoluzione e involuzione, scelgono l’inesistente “voluzione”, uno stare vicini senza l’andare. Senza il destino forzoso del crescere e del diminuire. Doppelgänger è così uno spettacolo sulla dimensione politica del corpo e sull’intelligenza somatica.

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Antidoto Alla Morte, il primo vero tour di Tutti Fenomeni, anche a Roma

Antidoto Alla Morte, il primo vero tour di Tutti Fenomeni (foto Paola Onorati), l’enfant prodige della nuova musica italiana, nei migliori club italiani, i luoghi per eccellenza dove la sua musica trova la dimensione più naturale. Un tour a lungo rimandato a causa della pandemia che è finalmente l’occasione per ascoltare live le canzoni di Privilegio raro, il secondo disco uscito a maggio per 42 Records/Epic Records Italy, insieme a quelle di Merce Funebre, il suo album d’esordio. Dopo il successo dei primi live di Torino (sold out), Roncade (Tv) e Bologna (sold out), il tour prosegue il 20 gennaio a Livorno al The Cage Theatre.

Antidoto Alla Morte raddoppia a Roma

Raddoppia poi la data romana: visto il sold out del concerto in programma il 24 febbraio al Largo Venue, annunciato un nuovo appuntamento, nella stessa location, per il 25 febbraio. Prodotto come sempre da Niccolò Contessa, Privilegio raro scombina ancora una volta le carte in tavola. Un album che non somiglia a niente, in cui Tutti Fenomeni riesce a creare uno stile nuovo, frullando insieme tutto, attingendo dai mondi sonori più disparati destrutturandoli, decontestualizzandoli e portandoli in un altro universo: il suo. Una ricetta che se risulta vincente in musica lo è ancora di più nei testi, dove si riafferma un gusto brillante per il sarcasmo, la citazione e i calembour che li rende così spiazzanti da risultare geniali.

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Vlad Dracula al Teatro Brancaccio

“Vlad Dracula” nasce dalla volontà di Ario Avecone (“Murder Ballad”, “Amalfi 839AD”, “Rebellion”, “That’s Amore!”), regista e autore del libretto e di parte delle musiche, di voler innovare l’iconico racconto di Bram Stoker e di volergli offrire una nuova prospettiva. Al Brancaccio dal 24 al 29 gennaio. Il regista, da sempre attento a ricercare nuove forme di linguaggio teatrale, si avvale della collaborazione del Maestro Simone Martino (“Roma Opera Musical”, “Beatrice Cenci”, “Canto di Natale”, “S.Michele l’Angelo dell’Apocalisse”, “La Sirenetta”) autore di parte delle canzoni originali e di Manuela Scotto Pagliara per la parte letteraria e alcune canzoni originali.

Colonna sonora di Vlad Dracula

La colonna sonora in stile hollywoodiano, strizza l’occhio ai grandi compositori da film. Le canzoni originali attraversano con eleganza tanti generi musicali, dal pop al rock, alla modern ballad, senza mai perdersi in inutili virtuosismi e lasciando che, insieme alle musiche, siano sempre funzionali alla storia. L’allestimento scenico curato da Michele Lubrano Lavadera e da Ario Avecone e l’uso delle luci di Alessandro Caso sono in stile post-industriale ed evocano da un lato i miti della filmografia, come Mad Max, dall’altro pellicole più recenti come lo Sherlock Holmes di Guy Ritchie o Crimson Peak.

Abiti ideati da Myriam Somma

La cura degli abiti e dei dettagli, ideati da Myriam Somma, sono il frutto di una ricerca personale e innovativa, basata sull’epoca vittoriana ma contaminati con tessuti e materiali tecnologici avanzati. L’opera è ambientata in un mondo steampunk di fine 800, all’alba dello sviluppo industriale moderno e dello sfruttamento delle nuove risorse energetiche. Nel momento esatto in cui per l’uomo ha avuto inizio un pericoloso conto alla rovescia che porta fino ai giorni nostri. Lo spettacolo vuole essere anche un modo per sensibilizzare gli spettatori, rendendoli consapevoli che il tempo a disposizione è sempre meno. In questa corsa contro il tempo, anche un personaggio immortale come Dracula diventa vulnerabile e si trova per la prima volta a condividere un problema con il genere umano.