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Domani al Teatro dell’Opera di Roma “Il Corsaro”.

Debutterà domani al Teatro dell’ Opera di Roma nella coreografia ”Il Corsaro” di Jose’ Carlos Martinez il ballerino Jacopo Tissi

primo italiano a essere stato nominato il 31 dicembre 2021

principal dancer del Bolshoi di Mosca, che ha deciso di lasciare il prestigioso Teatro  

all’ inizio dello scorso marzo dopo l’ invasione russa in Ucraina ritenendo che ”nessuna guerra puo’ essere giustificata”.

JACOPO TISSI DEBUTTA ALL’OPERA

Tissi, alla sua prima volta sul palcoscenico del Teatro Costanzi

anche nel ruolo di Conrad, avrà accanto la danzatrice georgiana Maia Makhateli.

La ‘prima’ del balletto che va in scena segna finalmente il ritorno dello spettacolo firmato da Martinez nel 2020 per la compagnia capitolina 

e che venne interrotto poco dopo il debutto a causa della pandemia. 

La coreografia, su libretto di De Saint Georges e Mazilier dal poema The Corsair di Byron, narra le vicende avventurose della schiava Medora e del corsaro Conrad.

Sul podio il maestro ucraino Alexei Baklan.

LE RAPPRESENTAZIONI FINO AL 15 MAGGIO

Le otto rappresentazioni, fino al 15 maggio, vedranno protagonisti étoiles, primi ballerini, solisti e Corpo di Ballo del Teatro del lirico capitolino 

e due coppie di grandi ospiti internazionali cui sono affidati i ruoli dei protagonisti: la prima formata dai principal dancer del Royal Ballet di Londra,  l’argentina Marianela Nuñez e il russo Vadim Muntagirov (10 e 12 maggio) che debutta su questo palcoscenico; la seconda – 11 e 13 maggio – appunto con Maia Makhateli e Jacopo Tissi; 

Il 14 e 15 maggio Susanna Salvi e Alessio Rezza, etoile e primo ballerino dell’Opera di Roma.

 «Sono felice che Il Corsaro sia l’occasione anche del debutto di Jacopo Tissi che in questo terribile tempo di guerra  ha fatto una scelta personale e professionale molto forte e significativa”, ha detto il sovrintendente Francesco Giambrone. (ANSA).

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Al Teatro Quirino nuova stagione tra Pirandello e centenario Gassman

Il Quirino è il tempio della prosa. Non solo resistiamo, aperti e funzionanti, ma a Roma oggi siamo i soli”.

Esordisce così Geppy Gleijeses, presentando la nuova stagione del Teatro Quirino Gassman insieme a Guglielmo Ferro,

con cui condivide la direzione artistica della storica sala, e all’ ad Rosario Coppolino. 

STAGIONE DEDICATA A 100/0 GASSMAN

Una stagione dedicata ai 100 anni che avrebbe oggi Vittorio Gassman (1922-2022), l’eterno mattatore cui è intitolato il teatro, con 20 titoli tra ottobre e fine maggio e che prende a piene mani dal repertorio di Pirandello (ben quattro spettacoli con anche Il berretto a sonagli di Gabriele Lavia)

ma anche dalla grande drammaturgia anglosassone tra Il crogiuolo di Arthur Miller con Filippo Dini e La dolce ala della giovinezza di Tennessee Williams con Elena Sofia Ricci (che firma anche la regia di una Fedra da Seneca) ,

il ritorno di spettacoli molto applauditi come Il malato immaginario di Moliere con Emilio Solfrizzi e La vita davanti a se’ di Romain Gary con Silvio Orlando, la prima volta in Italia de La madre di Florian Zeller con Lunetta Savino o la sopresa di Andrea Jonasson, dopo trent’anni in Italia negli Spettri di Ibsen per il lituano Rimas Tuminas. 

Cui si aggiungono poi i passi di Astor-Un secolo di tango del Balletto di Roma e i cinque spettacoli della rassegna Quirino Contemporaneo, che apre e chiude il cartellone.

LE PAROLE DI GUGLIELMO FERRO

 “Per noi era un dovere andare avanti , anche se non era facile dopo la pandemia – aggiunge Ferro –

Le nostre scelte oggi ricadono sul meglio del teatro italiano e a volte qualcosa resta fuori, a malincuore.

Ma questo è forse anche il più grande teatro di produzione italiano, pur non essendolo formalmente, perché qui hanno ‘casa’ tre grandi realtà produttive come Gitiesse, Abc e la Compagnia Molière”. (ANSA).

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Amare Cannibale al Teatro Tor Bella Monaca

Amare Cannibale arriva a Roma al Teatro Tor Bella Monaca, dal 13 al 15 maggio. I nove mesi della vita di madri e figlia, spettacolo scritto e ideato da Mariagrazia Pompei sul tema della maternità.

Amare Cannibale, viaggio di nove mesi prima del parto

“Amare Cannibale” è un testo teatrale, frutto di un lungo percorso di analisi e ricerca, condotto attraverso interviste a donne di estrazione sociale e culturale diversa, che nasce dall’esigenza di raccontare il viaggio, lungo nove mesi che una donna affronta prima del parto, concentrando la riflessione su un assunto tanto semplice quanto dimenticato: prima di un figlio nasce una madre. È un processo lungo e non sempre privo di conflitti. Racconti eterogenei di una stessa condizione hanno dato origine ad una ricerca condotta attraverso letture critiche e analisi controverse che è risultata in un testo teatrale scandito in nove capitoli/scene. In una vertigine comica grottesca quelli che sono si rivelano i drammatici sconcertanti cambiamenti di una donna durante il periodo di gestazione.

Spettacolo abbraccia il punto di vista della madre

Lo spettacolo, che abbraccia il punto di vista della Madre, racconta con ironia e delicatezza tutti gli sconvolgimenti che possono accorrere mentre ci si prepara a dar vita a un altro essere umano. E pone delle domande su alcuni assiomi culturali che pongono non poche difficoltà al mondo femminile. La regia affidata alla stessa Pompei, si struttura su un meticoloso lavoro attoriale da un lato, e sull’utilizzo narrativo del video mapping dall’altro. Questa tecnica di proiezione consente di ‘trasformare’ completamente gli elementi scenografici, e, al contempo, mostrare un’apertura verso altri scenari possibili dalla realtà della protagonista, confinata nella scena teatrale.

Ambiente scenico destabilizzante e in mutamento

L’effetto complessivo è quello di un ambiente scenico destabilizzante e in continuo mutamento. Inoltre, gli scenari raffigurati dalle proiezioni, sono abitati l’altro personaggio femminile, in dialogo con la protagonista attraverso improvvise, apparizioni e sparizioni dalla realtà contingente di quest’ultima. Nella pratica, l’attrice proiettata, è presente in un’altra zona del teatro e recita in tempo reale, all’interno di una cabina green screen completa di camera, luci e microfono, incarnando in quanto attrice le varie gabbie sociali alle quali il corpo della donna è sottoposto, e in quanto personaggio un fantomatico altrove proiettato in scena.

Viaggio verso una radicale trasformazione

Ed è proprio grazie alla mappatura di questo ‘altrove’, apparentemente inaccessibile al personaggio della Madre, che si evidenziano lo spaesamento, la malinconia e tutti i dubbi che insorgono in questo viaggio di nove mesi verso una radicale trasformazione. Ciononostante, non mancano momenti di gioia e meraviglia, affidati principalmente al personaggio del marito/futuro padre, e sottolineati sapientemente dalle musiche, tutte originali, e dalla recitazione versatile dei tre giovani attori: Valentina Favella, Francesca Diprima e Riccardo Pieretti.

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Il 9 maggio al Teatro Parioli in scena “Carmina Burana”

Ultimo appuntamento con I Concerti del lunedi’ al Teatro Parioli.

L’Associazione OMNIARTE sotto la direzione artistica del M.Maurizio Trippitelli porta in scena il 9 maggio alle 21.00 “Carmina Burana”

di C. Orff, versione originale per soli pianoforti, percussioni e coro

con il Coro Internazionale di Roma Novum Convivium Musicum,

la soprano Marika Spadafino, il baritono Paolo Drigo,

il controtenore Marco Santarelli, Percussioni di Maurizio Trippitelli percussion ensemble, pianoforti Stefania Nucci e Gregorio Paffi.

CARMINA BURANA DI CARL ORFF

Una serata speciale da non perdere un indiscusso capolavoro di Carl Orff della letteratura musicale del ’900,

I Carmina Burana con i suoi canti medievali goliardici, con temi religiosi, politici, morali, amorosi, bacchici e satirici, in strofe e versi rimati, è uno dei più popolari pezzi di musica classica al mondo.
Carmina Burana, opera dalla potenza viscerale e dal fascino ammaliante, è stata spesso oggetto di lettura interpretativa a partire dal 1937, anno della sua creazione.

La forza narrativa della musica e dei versi sono il compendio perfetto dei ‘carmina’ evocati in tutta la loro potenza espressiva

di raccolta di documenti poetici e musicali del Medioevo che diventano, poesia impertinente, sfrontata nonché strumento tramite cui i sensi vivono la loro avventura espressiva.

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Scomodi e sconvenienti in prima assoluta al Teatro Spazio 18b

Scomodi e sconvenienti debutta in prima assoluta dal 12 al 22 maggio al Teatro Spazio 18b. Spettacolo di Emiliano Metalli, diretto da Orazio Rotolo Schifone. Tutto inizia per caso, forse. Un incontro fatale, complice il silenzio del fiume che scorre sonnolento e segreto lungo gli argini boschivi della capitale. Boschivi e nascosti agli occhi indiscreti: luoghi di battuage come molti altri per avventure effimere e impronunciabili. Oppure un’occasione di lavoro, forse. Ida cuce la storia di Armando e Giuseppe, come fosse un abito interminabile, e il pubblico la osserva tramite i suoi occhi e le sue parole.

Scomodi e sconvenienti storia inopportuna

Una storia di persone scomode e sconvenienti per la società italiana del secondo dopoguerra, ancora troppo stretta nei lacci del condizionamento totalitario. Per questo la sua fine, per quanto inopportuna, è comunque preferibile. Scomodi e sconvenienti vuole restituire voce e dignità a tutte quelle persone realmente esistite che, vittime innocenti della società, sono state dimenticate solo perché avevano scelto una strada diversa dalle regole dei benpensanti. Un cast giovane e pieno di talento, una vicenda dimenticata che deve essere riportata alla luce e la lotta contro ogni forma di violenza: ecco perché questo è uno spettacolo da non perdere.

Storia romanzata sulla figura di Ermanno Randi, giovane attore omosessuale

La storia è incentrata, in maniera assolutamente libera e romanzata, attorno alla figura di Ermanno Randi: un giovane attore omosessuale ucciso dal suo compagno. Siamo all’inizio degli anni 50 e la stampa ne parlò prima in maniera denigratoria, fino a cancellarne il nome. La vicenda parte dalla conoscenza fra i due, mettendo in luce i chiaroscuri di entrambi i caratteri e le contraddizioni di uno stile di vita omosessuale oggi dimenticato, con tutte le difficoltà del vivere in famiglia e in società, ma anche con i momenti di divertimento e di alternativa a regole e leggi troppo strette. Accanto ai due si narra anche la storia di un loro amico, reale testimone dei fatti fra i due, dallo spirito transgender ante litteram, recuperando le mitiche figure delle prime transessuali (ad esempio Coccinelle) che negli anni 50 scandalizzavano i perbenisti e affascinavano la Dolce Vita romana. Il testo, partendo dal finale tragico, si rivela tramite flashback e riflessioni dei tre protagonisti, con toni da noir.

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Nasce il DAMS Music Festival

Nasce il DAMS Music Festival, ideato da Luca Aversano e organizzato dalla Fondazione Roma Tre Teatro Palladium e dal Collegio didattico DAMS del Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre, dal 10 al 14 maggio al Teatro Palladium, con ingresso gratuito. Dalla musica per il teatro a quella per il cinema, dai mestieri della musica anche alle grandi trasformazioni del mercato musicale, fino ai diritti connessi.

DAMS Music Festival area interattiva

Il DAMS Music Festival intende costruire e rappresentare un’area interattiva tra le dimensioni della ricerca, della formazione e della creazione/produzione nel campo della musica, con particolare attenzione al ruolo della scuola, dell’università e delle istituzioni culturali. Cinque giorni di incontri, workshop, concerti e spettacoli in cui artisti e giovani promesse. Istituzioni culturali e docenti provenienti da numerosi DAMS italiani si confrontano per discutere e fare anche il punto, insieme, su temi e argomenti legati alla posizione della musica nelle università e nelle istituzioni scolastiche, al ruolo del compositore nella società contemporanea, alle questioni relative all’organizzazione e gestione del sistema produttivo dello spettacolo.

Momenti di studio e approfondimento

Momenti di studio e approfondimento si affiancano anche a momenti dedicati alla musica dal vivo, con il live gratuito dell’artista e produttore romano Piotta, i ritmi sofisticati e i virtuosismi jazz di Greta Panettieri, i concerti della Roma Tre Jazz Band e del pianista Claudio Berra. La data che segna l’inizio dei lavori è martedì 10 maggio alle ore 18, con l’incontro Comporre musica per il teatro oggi. I compositori Francesco Antonioni, Matteo D’Amico, Lucio Gregoretti e Marcello Panni dialogano con i docenti Luca Aversano, Gianluigi Mattietti e Matteo Giuggioli. Alle 21 segue quindi la rappresentazione de La bicicletta di Bartali, melologo tratto dal celebre romanzo di Simone Dini Gandini sul campione del ciclismo Gino Bartali, su libretto del Maestro Marcello Panni con la voce recitante di Anna Nogara, il soprano Patrizia Polia ed eseguito dall’Ensemble Roma Sinfonietta.

Ultima sessione il 14 maggio

L’ultima sessione del workshop dedicato al pubblico del futuro, sabato 14 maggio ore 10, aprirà la giornata conclusiva del festival.

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Ad Acquaprofonda il Premio Abbiati

Ad Acquaprofonda di Giovanni Sollima e Giancarlo De Cataldo il Premio Abbiati per la didattica musicale intitolato a Filippo Siebaneck. La giuria della 41° edizione del Premio della Critica musicale italiana si è riunita oggi 5 maggio 2022. La cerimonia di premiazione è in programma domenica 5 giugno alle 17 al Teatro Donizetti di Bergamo.

Acquaprofonda coprodotta dal Teatro dell’Opera di Roma

Acquaprofonda (foto Fabrizio Sansoni), nuova opera commissionata e coprodotta dal Teatro dell’Opera di Roma e dal Teatro Sociale di Como AsLiCo, è andata in scena in prima assoluta a Roma al Teatro Nazionale sabato 4 dicembre 2021. Un’opera contemporanea per ragazzi composta da Giovanni Sollima. Una fiaba in musica sul tema dell’inquinamento delle acque eseguita dall’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Carlo Donadio. Il libretto è di Giancarlo De Cataldo, il primo firmato dallo scrittore, sceneggiatore e drammaturgo, autore tra gli altri di “Romanzo criminale” da cui sono stati tratti il film e la serie tv. Un testo che ha offerto anche una preziosa occasione per occuparsi di un tema attualissimo e di grande impatto sulla vita quotidiana di tutti.

Messa in scena di Fabbrica Young Artist Program dell’Opera di Roma

Messa in scena affidata interamente ai talenti di “Fabbrica” Young Artist Program dell’Opera di Roma. Il team creativo proviene dalla seconda edizione di questo innovativo progetto: Luis Ernesto Doñas alla regia, Chiara La Ferlita alle scene, Elisa Cobello ai costumi. Nel cast invece i talenti dell’edizione in corso: Agnieszka Jadwiga Grochala (Serena), Irene Savignano (Balena/Madre), Rodrigo Ortiz (Guardiano), Alessandro Della Morte (Vecchio marinaio) e Arturo Espinosa (Padron Bu). Firma le luci Camilla Piccioni. Ha partecipato alla produzione la Schola Cantorum del Teatro dell’Opera di Roma.

Premio a una produzione del Teatro dell’Opera per il settimo anno consecutivo

Per il settimo anno consecutivo un importante riconoscimento della critica musicale italiana va a una produzione del Teatro dell’Opera, dopo i premi andati a The Bassarids di H.W. Henze (2015), Benvenuto Cellini (2016) e La damnation de Faust di Berlioz (2017), Billy Budd di Britten (2018), Idomeneo, re di Creta di Mozart e Orfeo ed Euridice di Gluck (2019), Il barbiere di Siviglia di Rossini (2020).

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Manca solo Mozart il 7 maggio ad Amatrice Live

Manca solo Mozart, con Marco Simeoli, il 7 maggio ad Amatrice Live, che proseguirà l’11 con I Vestiti nuovi dell’Imperatore. «Nell’iniziativa di Amatrice Live ci sono due parole-chiave che per noi significano molto: Amatrice, la nostra città e “Live”, il valore supremo di ogni relazione. Unite danno un messaggio fortissimo: ripartenza, recupero e conquista di una tanto attesa normalità». Questo ha dichiarato Giorgio Cortellesi, sindaco di Amatrice. «Per tali ragioni – ha continuato – scegliendo la nuova casa dell’Auditorium della Laga, donataci dalla Croce Rossa e da poco riacquisita dal Comune, abbiamo voluto inaugurare le attività artistiche e culturali del 2022 con la seconda edizione di Amatrice Live».

Da Manca solo Mozart a Anche i Santi hanno i brufoli, rassegna per ogni fascia d’età

Una rassegna di appuntamenti, come spiega chi ha organizzato, la Pirandelliana Srl, per ogni fascia d’età, di intrattenimento, teatro, musica, spettacoli per bambini, che coniugheranno divertimento e qualità artistica, con la finalità di aggregare il tessuto sociale. Si tratta di eventi ospitati dai grandi teatri nazionali. La rassegna partirà dalla primavera 2022, nei mesi di maggio e giugno. La location indicata per gli spettacoli è il nuovo Auditorium della Laga donato dalla Croce Rossa Italiana alla città di Amatrice, inaugurato ad Agosto 2021. Il Teatro Verde porterà i suoi spettacoli la mattina, in modo da permettere ai bambini di partecipare insieme, in orario scolastico. Tutti gli spettacoli avranno un allestimento semplice, con scenografie ridotte, adatte alla dimensione del palcoscenico dell’Auditorium.

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La villa di Alberto Sordi diventerà un Museo permanente.

Ci sono novità per la “casa di Alberto Sordi”

Il portico della storica abitazione di via Druso sarà chiuso da vetrate e nel giardino della prestigiosa villa saranno realizzate due nuove sale.

Entrambe le operazioni hanno ricevuto il via libera dell’Assemblea Capitolina. 

Diventeranno delle sale espositive per il museo dedicato all’amato artista romano.

IL COMUNE DA’ IL VIA LIBERA

Per realizzare questi nuovi manufatti, era necessario ottenere l’autorizzazione del Campidoglio che ha riconosciuto “il pubblico interesse” ad un intervento che va in deroga al piano regolatore del 2008. 

 La richiesta era stata già avanzata al municipio I, nell’aprile del 2021, dalla Fondazione Museo Alberto Sordi. 

Ma serviva il via libera dell’aula Giulio Cesare. 

I due manufatti andranno collocati nei cortili e, come la vetrata che chiuderà il portico, “saranno realizzati con strutture amovibili in metallo e vetro”.

LA VILLA DI SORDI DIVENTERA’ MUSEO PERMANENTE

“La villa romana di Alberto Sordi diventerà un museo permanente aperto a tutti e potrà ospitare la storia del grande attore romano

in un’area all’altezza del suo valore artistico”  ha commentato la consigliera democratica Antonella Melito,

che ha presentato la proposta in assemblea capitolina.

 Nel 2020 la Fondazione Museo Alberto Sordi, erede universale dell’attore, aveva aperto al pubblico la Casa Sordi,

ottenendo anche una proroga, a causa della pandemia, ad allestire delle strutture temporanee per i 100 anni dalla nascita dell’artista. 

Così facendo aveva potuto mettere a disposizione dei visitatori anche parte del “cospicuo patrimonio cinematografico

solitamente non esposto a causa della mancanza di spazi e dei vincoli esistenti sull’edificio della villa” si legge nella delibera. 

LA VILLA SARA’ APERTA AL PUBBLICO

Con il provvedimento approvato dal Campidoglio,

le strutture temporanee saranno sostituite con i due manufatti appena autorizzati.

“Con questo atto – ha commentato Antonella Melito-

si avvia un percorso che porterà a realizzare quanto il grande Sordi desiderava:

aprire la sua casa al pubblico che lo amava e che continua ad amarlo”.

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Lino Banfi torna al cinema con “Vecchie Canaglie”

Lino Banfi torna al cinema in un ruolo da protagonista in ‘Vecchie canaglie’, una commedia sulla terza età 

che affronta temi di attualità dove “si ride e si riflette”, esordio alla regia dell’attrice e autrice Chiara Sani:

“un film – spiega l’attore pugliese – per persone fragili che mi auguro si trovi lo spazio magari all’aperto anche per una proiezione gratuita per persone che vivono ai margini”.

PRESENTATO ALLA CASA DEL CINEMA

Nel corso della presentazione alla Casa del cinema di Roma Banfi riflette: 

 “Non ho mai ricevuto un David di Donatello, mi ha fatto piacere quello assegnato a Giovanna Ralli, ci potevano magari pensare prima, 

ma ho incontrato papa Francesco che mi ha regalato un libro con una dedica ‘al mio amico Lino Banfi, nonno d’Italia’, qualcosa avrò raccolto nella mia carriera.

SOGNO “UN BORGHESE PICCOLO PICCOLO”

Dopo tante pellicole, televisione, dopo aver fatto ridere – e non è facile farlo con garbo, senza urlare, mi piacerebbe – confessa Banfi –

fare un cattivo, Il ‘Borghese Piccolo Piccolo’ di Sordi, magari riscritto su di me, o meglio un uomo mite, a cui ne fanno di tutti i colori, a un famigliare, una moglie, un figlio, una sorella, che diventa una belva e si vendica”. 

Il ‘nonno d’Italia’, nel film in Vecchie Canaglie è a capo di una simpatica combriccola di vecchietti, si troverà suo malgrado a salvare la casa di riposo in cui vive dalle mire della cinica proprietaria, ritrovando, e facendo ritrovare, un’energia e un entusiasmo apparentemente sopiti.

 Una commedia piacevole ma anche avventurosa, con sfumature folli, che affronta in modo ironico ma delicato.

“il tema – dice – di una terza età troppo spesso messa da parte dal ritmo frenetico della vita di oggi”. 

“Diventano dei piccoli delinquenti, ma sanno che vista l’età non sono perseguibili”.

IL CAST DEL FILM

Il leader è interpretato da Lino Banfi che chiama il figlio dall’Estero.

Questi è un po’ un delinquente di professione, un cialtrone interpretato da Greg». 

Ad affiancarlo in scena ci sono anche Andy Luotto, Andrea Roncato, Pippo Santonastaso, Gino Cogliandro, Federica Cifola, Noemi Gherrero, Gianni Fantoni e la stessa Chiara Sani che ha anche scritto il film.

Prodotto e distribuito da Orange Film, con il supporto del Ministero della Cultura ed il sostegno della Regione Emilia-Romagna

attraverso Emilia-Romagna Film Commission, Vecchie canaglie arriverà in sala a partire dal 5 maggio 2022.