Categorie
Cultura

Il 3 e 4 dicembre 42esima Mostra di Minerali, Fossili e Conchiglie all’Hotel Ergife di Roma

Ritorna  il consueto appuntamento con la Mostra di Minerali, Fossili e Conchiglie di Roma.

L’evento si svolgerà sabato 3 e domenica 4 dicembre 2022,

dalle ore 9.30 alle ore 19.30, presso l’Ergife Palace Hotel di Roma – Piano B, Via Aurelia 619 (Largo L. Mossa).

42ESIMA EDIZIONE DELLA MOSTRA A CURA DEL GRUPPO MINERALOGICO ROMANO APS

Giunta alla quarantaduesima edizione, la mostra coinciderà quest’anno con il cinquantesimo anniversario di attività del Gruppo Mineralogico Romano APS, organizzatore ufficiale della manifestazione dalla sua nascita a oggi.

L’evento raccoglierà tantissimi espositori da tutto il mondo, che esporranno splendidi campioni di minerali, rocce, gemme, fossili e conchiglie, in uno spazio espositivo di 3000 metri quadri.

La manifestazione sarà, come di consueto, una mostra mercato, in cui è possibile osservare e fare acquisti.

L’INGRESSO E’ LIBERO

L’ingresso sarà come sempre gratuito.

È prevista un’ampia area didattica con tante attività:

un laboratorio sulle proprietà dei minerali e un’area divulgativa sui minerali del Lazio a cura del Gruppo Mineralogico Romano, oltre a un’esposizione di campioni selezionati dalla collezione G.M.R – Averardi. 

Vi saranno inoltre laboratori didattici a cura del Dipartimento di Scienze della Terra della Sapienza Università di Roma e del Dipartimento di Scienze dell’Università degli Studi Roma Tre, oltre ad uno spazio espositivo curato dal MUST – Museo Universitario di Scienze della Terra della Sapienza Università di Roma.

Tra i vari ospiti saranno anche presenti: la Società Romana di Scienze Naturali, l’Associazione Micromineralogica Italiana, il Gruppo Umbro Mineralogico Paleontologico, il Parco Museo Vulcanologico di San Venanzo, l’Associazione per il Parco Geominerario della Sardegna e tanti altri.

IN PROGRAMMA UNA SERIE DI CONFERENZE

Sono inoltre in programma una serie di conferenze che si svolgeranno nell’arco dei due giorni:

“Dancalia: terra di fuoco e di sale” a cura di Sirio Cicacci, “L’evoluzione del paesaggio della Sardegna ed i suoi minerali”

a cura di Alberto Marini e Antonio Gamboni, “Evoluzione geologica del Bacino del Mediterraneo” a cura di Valerio Masella, “Naica.

Le grotte di cristallo” a cura di Tullio Bernabei, “I tre cicli del carbonio” a cura di Michele Lustrino.

Categorie
Cultura

All’Aula Magna della LUMSA il 50° Concorso Nazionale EIP Italia

L’Aula Magna “Santa Caterina da Siena” dell’Università LUMSA di Roma ospiterà domani la seconda cerimonia di premiazione del 50° Concorso Nazionale EIP Italia, dedicato ai Principi Universali di Educazione civica. Sarà anche l’occasione per celebrare il cinquantesimo anniversario dalla fondazione dell’Associazione EIP Italia Scuola strumento di pace: era infatti il 1972 quando Guido Graziani, Aldo Capitini, Marisa Romano Losi, Padre Ernesto Balducci, avviarono la sezione italiana dell’EIP Internazionale, fondata nel 1968 a Ginevra da Jean Piaget e Jacques Muhlethaler, per educare alla pace e ai diritti umani nella scuola.

Cerimonia in Aula Magna introdotta dal Rettore Prof. Francesco Bonini

Alla Cerimonia, introdotta in Aula Magna dal Rettore dell’Università LUMSA Prof. Francesco Bonini, sono stati invitati il Ministro dell’istruzione e del merito Prof. Giuseppe Valditara e i rappresentanti degli Enti patrocinatori del Concorso, tra cui il dott. Carlo Corazza, direttore dell’Ufficio in Italia per il Parlamento Europeo e il dott. Stefano Campagnolo, direttore della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Il premio EIP è il più autorevole ed ambito riconoscimento nel campo dei diritti umani per le scuole, gli alunni, i docenti e i dirigenti scolastici: ben 240 scuole hanno partecipato a questa edizione e i vincitori sono stati selezionati da una giuria paritetica EIP Italia – Ministero dell’Istruzione.

Una lezione europea

Saranno assegnati i riconoscimenti per la categoria “Una lezione europea”, dedicata a David Sassoli e svolta in collaborazione con l’Ufficio in Italia del Parlamento Europeo. La prima sezione, per progetti didattici finalizzati a favorire tra i giovani il dialogo interculturale, ha visto i seguenti vincitori: Primo premio alla Scuola media statale “Giovanni Scotti” di Ischia (NA), che parteciperà con un collegamento video, in considerazione della grave tragedia che ha colpito proprio la zona della scuola. Secondo premio all’Istituto Comprensivo Trento 5. Terzo premio all’Istituto Comprensivo “Falcone e Borsellino” di Teramo.

Seconda sezione dei premi

Per la seconda sezione, riservata a progetti didattici finalizzati a favorire tra i giovani la conoscenza della costellazione dei diritti e delle opportunità che consentono di sentirsi insieme cittadini italiani e cittadini europei, saranno premiati: Primo premio all’Istituto di Istruzione Superiore “Zenale e Butinone” di Treviglio (BG). Secondo premio all’Istituto di Istruzione Superiore “Via Copernico” di Pomezia (RM). Terzo premio all’XI Istituto Comprensivo “Antonio Vivaldi” di Padova. Premio “Speciale” all’Istituto Comprensivo “Annalena Tonelli” di Forlì.

La sicurezza scolastica

Saranno premiati inoltre progetti relativi al tema della sicurezza scolastica, in memoria di Luigi Petacciato, vittima del del crollo della scuola di San Giuliano di Puglia in Molise, preparati dal 3° Circolo Didattico “De Amicis” di Napoli per la scuola primaria, Istituto di Istruzione Superiore “G. Lombardo Radice” di Bojano (CB) e Istituto Tecnico Industriale “Eugenio Barsanti” di Pomigliano D’Arco (NA) per la secondaria di II grado.

Categorie
Cultura

Almanacco. 1°dicembre 1847: arriva a Roma l’uso di scandire il tempo con un colpo di cannone

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo il 1°dicembre 1847:

Arriva l’uso di segnare il tempo con un colpo di cannone e

fu introdotto dal Pontefice Pio IX proprio il 1° dicembre 1847

per avere un segnale unico dell’ora ufficiale, anziché il suono scoordinato delle campane delle chiese cittadine.

La tradizione continuò anche con l’unità d’Italia.

Il cannone sparò fino all’agosto 1903 dal suo primo posizionamento

a Castel S. Angelo, da dove venne spostato sulle pendici di Monte Mario, per poi essere definitivamente trasferito sul Gianicolo, esattamente il 24 gennaio 1904.

NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE LA TRADIZIONE FU INTERROTTA E RIPRESA NEL 1959

Nel periodo della 2^ Guerra Mondiale la tradizione fu interrotta per gli eventi bellici.
Il 21 aprile 1959, in occasione del 2712° Anniversario della fondazione di Roma, il cannone riprese a segnare il “mezzogiorno” per i cittadini romani.

Non si ha notizia del tipo di cannone in uso fino all’agosto 1904.
Da quella data fu utilizzato un cannone campale da 75 mm,

impiegato dall’Artiglieria del Regno d’Italia per aprire la Breccia di Porta Pia.
Successivamente è stato impiegato un obice da 149/13 la cui

bocca da fuoco, preda bellica dell’Esercito Austro-Ungarico

nella guerra 1915-18, era montata su affusto italiano.

Quest’ultimo pezzo, ormai vetusto, in data 1° febbraio 1991

ha sparato il suo ultimo colpo.

DAL 24 GENNAIO 1904 IL CANNONE E’ AL GIANICOLO SOTTO LA STATUA DI GARIBALDI E SPARA A MEZZOGIORNO

Dal 24 gennaio 1904 il cannone è posto in cima al colle Gianicolo proprio sotto la statua di Garibaldi e il suo sparo, nelle giornate

più silenziose, è udibile fino al l’Esquilino.

Attualmente, il cannone che spara a mezzogiorno a Roma, è un obice risultato di un assemblaggio della bocca da fuoco da 105/22 su affusto di 88/27 impiegati durante la Seconda Guerra Mondiale.

Ormai da anni, il segnale per far sparare il cannone, arriva via telefono, ma in passato, l’Osservatorio del Collegio Romano inviava il segnale in questo modo:

una palla in vimini veniva fatta cadere lungo un’asta sul tetto della Chiesa di Sant’Ignazio, spettava ad un militare, munito di binocolo, controllare il momento in cui la palla cadeva e dare l’ok allo sparo.

RadioRomacapitale fin dalla sua nascita fa ascoltare il colpo di cannone a mezzogiorno a tutti i suoi ascoltatori.

Categorie
Cultura

Pietro Cascella inedito a Villa Torlonia

Pietro Cascella inedito al Casino dei Principi di Villa Torlonia dal 1°dicembre al 19 marzo 2023. Le opere (foto Luca Parazzolo) degli esordi a Roma (1938-1961), a cura dal Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita (1921-2021) – Tommaso Cascella (presidente), Lorenzo Fiorucci (segretario), Francesco Cellini, Claudia Terenzi, Francesca Triozzi – istituito dal Ministero della Cultura. In esposizione un Pietro Cascella mai visto, attraverso più di cento opere, molte delle quali inedite o poco note, risalenti ai primi due decenni di attività dell’artista dalla fine degli anni Trenta ai primi Sessanta.

Pietro Cascella inedito promossa da Roma Culture

La mostra è promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con l’assessorato alla cultura del comune di Pescara. Organizzazione di Zètema Progetto Cultura. Catalogo Edizioni Cervo Volante. Pietro Cascella (Pescara 1921- Pietrasanta 2008) è stato un grande scultore italiano del Novecento, ma prima di giungere a quella che lui stesso chiamava la “vera scultura”, quella in pietra, che lo ha reso riconoscibile agli occhi del mondo, egli ha percorso la strada che muove dal disegno alla pittura, con immediati riconoscimenti pubblici, tra cui la partecipazione alla IV Quadriennale romana nel 1943, e alla Biennale di Venezia nel 1948.

Prima attività da pittore

Circa un decennio, il primo dell’attività del giovane abruzzese, in cui egli si presenta essenzialmente come pittore. Una pittura certamente non di segno costante, identificativo di un carattere in formazione, ma che bene ha saputo cogliere gli umori del momento e recepire le rapide evoluzioni linguistiche che andavano susseguendosi lungo il corso degli anni Quaranta. Un percorso che in mostra è visibile attraverso i primi disegni di soggetto rurale che rimarcano il legame dell’artista con la propria terra, fino alle tele in cui sperimenta i diversi linguaggi da quello espressionista della Crocifissione del 1942 a quello più propriamente post cubista visibile in Donna d’Abruzzo del 1948.

Capitoli poco noti di Pietro Cascella

È questo uno dei primi capitoli poco noti dell’artista abruzzese, che la mostra Pietro Cascella Inedito. Le opere degli esordi a Roma (1938-1961), vuole raccontare. Un capitolo al quale seguirà, dal 1949, la stagione della lavorazione della ceramica e il primo approccio alla scultura modellata, assieme al fratello Andrea, la moglie Anna Maria Cesarini Sforza e Fabio Rieti, nell’evocativa fornace di Valle dell’Inferno a Roma. È in questo luogo vicino al Vaticano che i quattro giovani ripensano la ceramica in un connubio tra innovazione formale e rinnovamento della tradizione popolare come il Mazzamurello (1953), opera simbolo di questo periodo.

Approdo alla lavorazione dei metalli

Un’esperienza questa che si completa con progetti per mosaici e poi ancora, sul finire del decennio l’approdo alla lavorazione dei metalli, ferro, alluminio e bronzo, e prima di sposare in pieno la pietra, il cemento, previsto anche in occasione del primo concorso vinto per il Monumento di Auschwitz insieme al fratello e all’architetto Julio Garcia Lafuente. Un’energica carica sperimentale attorno a tecniche e materie, segna dunque tutti gli anni Cinquanta e l’inizio del decennio successivo, in cui Pietro si approccia alla produzione di una serie di opere definite “sabbie” realizzate in una innovativa tecnica in cui respira il clima dell’Informale materico di quegli anni spatolando su grandi tele talvolta assemblate insieme, polveri di mattone o di marmo in cui affiorano motivi antropomorfici sintetizzando le strutture anatomiche di un corpo.

Categorie
Cultura

Casa Bellonci diventa Museo aperto al pubblico. Si potrà visitare dal 16 dicembre

Diventa una Casa Museo aperta al pubblico la sede della

Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, un tempo casa dei coniugi,

dove dal 1951 si riunivano gli Amici della domenica e dove

per molti anni, fino al 2019 si è votata la cinquina

del Premio Strega.

Inaugurata il 30 novembre, nel giorno dei 120 anni dalla nascita di Maria Bellonci – in un incontro che ha visto gli interventi del

presidente e del direttore della Fondazione, Giovanni Solimine e Stefano Petrocchi, dell’assessore alla Cultura di Roma Capitale,

Miguel Gotor, della scrittrice e presidente del Comitato direttivo del Premio Strega, Melania Mazzucco, della presidente di Bper Banca, Flavia Mazzarella e del presidente di Strega Alberti Benevento Giuseppe D’Avino – la casa ha accolto i protagonisti della letteratura italiana del secondo Novecento e di questo inizio secolo.

SI POTRA’ VISITARE DAL 16 DICEMBRE IL VENERDI’ PRENOTANDO

La casa custodisce l’ingente patrimonio librario, archivistico e storico-artistico dei coniugi Bellonci.

Una biblioteca di circa 24.000 volumi con molte prime edizioni divenute ormai rarissime, volumi con dediche autografe degli autori

tra cui ‘Il nome della rosa’ di Umberto Eco che scrive: “A Maria Bellonci, che sa i segreti di altri labirinti”.
Il restauro, a cura dell’architetta Patrizia Del Vescovo, reso possibile grazie al contributo di Regione Lazio e Bper Banca, rispetta l’atmosfera originaria e accoglie i visitatori con scritte sulle pareti. 

C’è una citazione da una lettera di Cesare Pavese a Maria Bellonci che dice: “Ora so che a Roma c’è una casa per me amica”, una scritta che ricorda la nascita del Gruppo degli Amici della Domenica e un’altra con l’incipit di ‘Rinascimento privato’.

Per la prima volta è ospitata la lavagna dove si segnano i voti in uso fino al 2021, sostituita per una lesione. Presenti anche molte opere pittoriche e grafiche di artisti come Cagli, Campigli, Capogrossi, De Pisis, Mafai, Morandi, Sughi e ritratti di Maria Bellonci.
La casa si potrà visitare tutti i venerdì a partire dal 16 dicembre prenotandosi sul sito www.fondazionebellonci.it e si sta pensando anche a una sinergia con visita anche a Villa Giulia con un unico biglietto. (ANSA).

Categorie
Cultura

Il Paradiso di Dalì a La Galleria delle Arti

Il Paradiso di Dalì, 33 opere di Salvador Dalì a La Galleria delle Arti dal 1 dicembre e fino al 23, dal mercoledì alla domenica con orario 18-23. Nel 1949 il Poligrafico dello Stato e il Governo Italiano, in occasione dei 700 anni dalla nascita di Dante, commissionano a Salvador Dalì, il Maestro del Surrealismo, l’illustrazione de La Divina Commedia. L’opera nel corso degli anni subisce diverse variazioni, sia nella sua committenza sia in alcuni aspetti tecnici ed editoriali, tanto da rendere incerta l’associazione tra tavole e versi corrispondenti.

Opera realizzata tra il ’50 e il ’52

L’artista tra il ‘50 ed il ‘52 realizza un capolavoro illustrato del Novecento: 102 acquerelli presentati, con un’anteprima di 40 tavole, in occasione di una sua mostra antologica al Casino dell’Aurora Rospigliosi a Roma nel 1954. L’esposizione in Italia genera polemiche dovute alla considerevole somma di denaro pubblico impiegata e alla discussa capacità dell’artista di incarnare adeguatamente lo spirito dantesco. Pertanto il progetto originario fallisce e Dalì decide di vendere le illustrazioni a Joseph Foret, che le presenta nel 1960 al Museo Galliera di Parigi.

Da acquarelli a xilografie

A Foret si deve il processo di trasformazione degli acquerelli in xilografie; sotto la diretta supervisione del genio del Surrealismo, vengono convertiti in matrici di stampa i 3500 blocchi di legno intagliati a mano ed impressi in progressiva i 35 colori di ogni tavola. Tale tecnica consente, oltre a preservare tutti gli elementi cromatici, l’aggiunta delle più intense sovrapposizioni dei colori. La traduzione xilografica delle illustrazioni della Commedia daliniana sarà pubblicata in due edizioni: una francese curata da Foret nel 1963 ed una italiana tra il ‘63 ed il ‘64 per il 700° anniversario della nascita di Dante.

Il Paradiso dopo Inferno e Purgatorio

La Galleria delle Arti, storico ritrovo culturale del quartiere di San Lorenzo a Roma, a partire da giovedì 1 dicembre alle ore 18, dopo il grande successo di pubblico riscosso dalle precedenti esposizioni delle 34 opere dell’Inferno e delle 33 del Purgatorio, presenta le 33 xilografie che terminano l’ascesa visiva di Dante attraverso il Paradiso, ultimo capitolo di un capolavoro che il pubblico raramente ha l’occasione di conoscere e visitare. In contrasto con l’ironia grottesca dell’Inferno e del Purgatorio, l’ultima cantica appare delicata e celestiale, dai colori eterei prevalentemente pastello. L’allestimento dell’esposizione segue il catalogo di Foret, pertanto presenta delle inesattezze nella disposizione delle tavole all’interno del poema e i versi associati a esse.

Celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri

L’evento rientra nell’ambito delle Celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri ed è realizzato in collaborazione con FUIS – Federazione Unitaria Italiana Scrittori, Dante 2021 – Comitato Nazionale per la celebrazione dei 700 anni e FEDERINTERMEDIA. La mostra, con ingresso a offerta libera, sarà visitabile dal mercoledì alla domenica dalle ore 18 alle ore 23 (ultimo ingresso ore 22.30), dal 1 al 23 dicembre.

Categorie
Cultura

Artekino Festival torna dall’1 al 31 dicembre

Artekino Festival torna dall’1 al 31 dicembre 2022. Il festival digitale dedicato al cinema europeo giunge alla sua 7a edizione. Nato nel 2016 per promuovere la ricchezza del cinema d’autore e condividerla con il grande pubblico, il festival è pensato per consentire a tutti i cittadini europei l’accesso a film che, nonostante il successo di critica e l’inclusione nei festival internazionali, troverebbero difficoltà nella distribuzione su larga scala.

10 film per Artekino Festival

Quest’anno sarà possibile scoprire una selezione di 10 film, tutti firmati da giovani registi e disponibili gratuitamente in 32 paesi europei, su Arte.tv e sul canale YouTube Cinema di ARTE, in sei versioni sottotitolate (inglese, francese, tedesco, spagnolo, polacco e italiano). Nell’intento di creare un nuovo rapporto tra opere, autori e pubblico, le pellicole in concorso rendono omaggio alla diversità linguistica e culturale europea, offrendo anche chiavi di lettura di un mondo contemporaneo in costante trasformazione. A inaugurare la 7a edizione di Artekino Festival sarà il film portoghese della regista Rita Nunes, Destini imprevisti – Crooked Lines (2019), storia del rapporto ossessivo, nato su internet, tra una giovane attrice e un giornalista.

Oggi l’anteprima all’Institut Français, Centre Saint-Louis

L’anteprima avrà luogo il 29 novembre all’Institut Français, Centre Saint-Louis di Roma. A rappresentare l’Italia al concorso di Arte.tv è I Giganti di Bonifacio Angius: protagonista un gruppo di vecchi amici che, delusi dalle loro vite e da un presente che sembra senza prospettive, si ritrovano in una casa isolata in Sardegna e viaggiano attraverso i ricordi, rifugiandosi nel passato. Gli altri titoli in concorso, insieme a Destini imprevisti – Crooked Lines, sono il film lituano Summer Survivors; il serbo Working Class Heroes; il francese L’animographe, ou Je suis né dans une boîte à chaussures; il rumeno Blue Moon; le pellicole spagnole El Planeta e Destello Bravío e i tedeschi Hyperland e Heavy Metal Dancers.

Pubblico protagonista

Rispettando lo spirito digitale del festival, il pubblico sarà protagonista anche quest’anno: dal primo al 31 dicembre 2022, gli spettatori potranno votare i film in concorso tramite il sito artekinofestival.arte.tv e assegneranno così il Premio del Pubblico Europeo, del valore di 20.000 euro. In questo modo potranno anche partecipare all’estrazione del Premio del Cinefilo Europeo: un weekend per due persone a Parigi, comprensivo di pernottamento in hotel e volo in business class offerto da Air France.

Categorie
Cultura

Corpo_Città formati in bilico

Corpo_Città formati in bilico tra teatro, danza e musica è plurale, polimorfe e multipla. Propone nel suo percorso cinque giornate di eventi artistici il 3, 4, 8, 10, 11 dicembre al Parco di Tor Fiscale, un parco urbano, parte del Parco Archeologico dell’Appia Antica, che rappresenta il polmone verde del quartiere del Quadraro. Presenta un flusso di performance, talk, percorsi sonori, pratiche performative, restituzioni dei laboratori, spettacoli per le nuove generazioni, installazioni, esplorazioni urbane.

Corpo_Città all’aperto

Gli eventi artistici si svolgono all’aperto per promuovere l’utilizzo delle aree verdi urbane anche nei mesi invernali e, in un’ottica di sostenibilità ambientale, si svolgono durante le ore diurne, dalle ore 11 alle ore 16.30, usando unicamente la luce solare. Il programma prevede la presentazione delle performance, formati performativi e percorsi costruiti durante i laboratori e le residenze che si intrecciano con spettacoli, talk, installazioni. Questo corpo multiplo e multiforme attraverso estetiche e sperimentazioni diverse si confronta con il corpo della città e con i paesaggi naturali e verdi che abita. Tutte gli eventi artistici previsti da Corpo_Città sono gratuiti.

Categorie
Cultura

Più libri più liberi, dal 2025 si cambia data: non si fara’ piu’ nel mese di dicembre

A partire dal 2025 Più libri più liberi – Fiera Nazionale della Piccola

e Media Editoria non si svolgerà più nel mese di dicembre.

Lo ha deciso l’Associazione Italiana Editori, organizzatrice della

Fiera fin dalla sua nascita nel 2002.

 “Senza escludere alcuna ipotesi per il futuro – ha spiegato

il presidente di AIE Ricardo Franco Levi -, rimane più forte che mai

il nostro impegno a garantire al meglio lo sviluppo e il successo

di Più libri più liberi che si è imposta nel corso degli anni come appuntamento obbligato per la piccola e media editoria e per

i lettori nel calendario fieristico nazionale e internazionale”.

LE PAROLE DELLA PRESIDENTE DI “PIU’ LIBRI, PIU’ LIBERI,ANNAMARIA MALATO

“Siamo già al lavoro con tutti i soggetti coinvolti, a partire dai piccoli

e medi editori che sono il cuore di questa manifestazione e da Eur,

che ci ospita nella splendida Nuvola – continua Annamaria Malato, presidente di Più libri più liberi – per trovare la collocazione migliore, compatibilmente con il calendario dei numerosi eventi dedicati al libro in Italia e con il calendario culturale di Roma”.
    “Ascolteremo le esigenze di tutti i soggetti coinvolti – commenta Diego Guida, presidente del Gruppo piccoli editori di AIE – tra cui i librai che lamentano rischi di ricadute negative sulle vendite natalizie dall’attuale calendario e da cui ci aspettiamo, in pieno spirito di collaborazione, l’impegno per la valorizzazione delle edizioni dei piccoli e medi editori”.

SODDISFAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE LIBRAI PER IL CAMBIO DATA

Ali Roma-Confcommercio (Associazione Librai) esprime soddisfazione per il cambio della data della Fiera “Più Libri, più Liberi” e sottolinea:

è “una richiesta portata avanti da anni dall’Associazione”. Decisiva, secondo l’associazione, “la mobilitazione che Ali e tutti i librai hanno fatto a partire dal dicembre 2021, disertando la fiera e manifestando le proprie ragioni alla stampa, alle istituzioni e ai lettori”.

Ma anche “fondamentale la capacità di Confcommercio Roma di ascoltare e amplificare il grido di allarme dei suoi associati”.

Per affrontare e superare questo difficile momento, spiega la presidente di Ali Roma-CONFCOMMERCIO Ilaria Milana “I librai hanno bisogno di fatti concreti, di sentire il sostegno tangibile di tutta la città e delle istituzioni che la rappresentano.

Ringrazio tutti gli enti che ci hanno sostenuto e i lettori che ci hanno capiti. Ringrazio inoltre l’Associazione Editori che ha saputo, in fine,

far suo il nostro grido di allarme e mi auguro un futuro di costruttiva collaborazione per il bene della filiera editoriale e dello sviluppo culturale del nostro Paese”.

Paolo Ambrosini, presidente nazionale dell’associazione, fa notare che si tratta di un risultato “che matura dopo una contrapposizione anche dolorosa e che confido possa essere superata già a partire dall’edizione corrente”.

Mentre si dice convinto “che solo l’alleanza tra librai ed editori può aiutare il paese a superare la sfida della lettura”. 

Da qui l’invito ad AIE ai piccoli editori e alle istituzioni “ad avviare sin da subito un tavolo di confronto per misure concrete a sostegno della lettura, come ad esempio la detrazione fiscale, e del ruolo delle librerie le uniche che offrono un presidio e uno spazio di visibilità al libro tutto l’anno”.

Categorie
Cultura

Al Teatro Palladium gran finale di Flautissimo

Al Teatro Palladium di Roma, il 4 dicembre alle 18 gran finale di “Flautissimo 2022. La città e la meraviglia” (foto Angelo Trani), il festival diretto da Stefano Cioffi, con il ritorno al palcoscenico di Fabrizio Bentivoglio che, accompagnato da Ferruccio Spinetti al contrabbasso, omaggia Ennio Flaiano, in occasione del cinquantenario della sua scomparsa, con Lettura clandestina tratto da La solitudine del satiro.

Flaiano protagonista al Teatro Palladium

Molto citato, ma quanto realmente conosciuto? Facitore proverbiale di aforismi tra i più evocati, Ennio Flaiano è stato protagonista di primissimo piano della vita intellettuale italiana, soprattutto in quel periodo fecondo che dalla fine della guerra attraversa il boom economico e porta fino alla fine degli anni Sessanta. I suoi motti, che ancora oggi punteggiano i social network come gli articoli di giornale, hanno decostruito meticolosamente la società italiana di quel periodo, per raffigurarne con intento satirico i (molti) vizi e le (poche) virtù. Scomparso prematuramente, non ebbe modo di trasportare oltre la propria statura di laico moralista, oggi citata sì ma poco nota, anche perché di quel tipo di intellettuale si sono perse le tracce al giorno d’oggi.

Articoli letti da Fabrizio Bentivoglio

Lettura clandestina restituisce alcuni tra gli innumerevoli articoli che Flaiano scrisse per giornali e riviste, selezionati e letti da Fabrizio Bentivoglio con il contrappunto del contrabbasso di Ferruccio Spinetti per raccontarne la figura, e tramandare fino al presente la figura di un uomo che come pochi altri ha saputo raccontare l’Italia per ciò che, incredibilmente, ancora oggi è.