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La morte della Pizia debutta al Teatro Belli

La morte della Pizia debutta in prima assoluta al Teatro Belli di Roma, dal 9 al 14 maggio, con la regia di Giuseppe Marini. Le molte verità di Delfi e le fake news intorno alla vicenda di Edipo, manipolate da oracoli e veggenti, hanno colori grotteschi e beffardi nel racconto di Durrenmatt, pubblicato nel 1976 e uscito in Italia nel 1988, qui adattato in forma teatrale. Nel tentativo di conoscere e capire la realtà, si fa qui sempre più leggibile il conflitto insanabile tra chi vede la follia del caso e chi cerca di leggere un senso organico nel groviglio degli accadimenti che ci travolgono.

La morte che sta giungendo

Pannychis Undici, sacerdotessa Pizia alla fine dei suoi giorni, assistita dal sacerdote Merops Ventisette, sensale e cassiere, è chiamata dal potente Tiresia a rivedere le vicende e le profezie, di cui entrambi si sono resi in diverso modo artefici, al cospetto imbarazzante delle vittime dei loro responsi. Edipo, Giocasta, la Sfinge, appaiono sulla scena come visioni rivelatrici della fragilità dei nostri mezzi di conoscenza. La Pizia e Tiresia a confronto con una realtà che va ben oltre le profezie, esauriranno insieme il loro compito. Verrà il tempo della nuova Pizia. Perché le Pizie e i veggenti passano, mentre i mercanti di notizie sopravvivono nel tempo.

Mito smascherato in maniera grottesca

Dürrenmatt smaschera in chiave grottesca il mito e delinea con tinte forti lo smarrimento degli uomini travolti da un groviglio di eventi incontrollabili. I Greci sono costretti a scegliere una loro verità, immersi nel chiacchiericcio confuso di informazioni contrastanti, in mezzo a un vortice di oracoli e profezie ora folli ora malevole, talvolta generate da complotti perversi, abbandonati alla deriva e al caso. Lo stesso accade a noi, nel nostro tempo. È umano credere a quello che risponde alle nostre aspettative o che ci tranquillizza nelle nostre certezze. Il testo di Dürrenmatt rimanda al cinismo delle informazioni pilotate e al caos di notizie che oggi ci disorienta anche di più che nel suo tempo. Così abbandonati alla deriva, siamo anche noi costretti a scegliere una nostra verità. Unica consolazione e liberazione dal panico: qualche momento di catartico, ma amarissimo, riso.

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All’OFF/OFF Theatre Nadia Rinaldi in Senza Santi in Paradiso

L’OFF/OFF Theatre accoglie Nadia Rinaldi protagonista di “Senza Santi in Paradiso” dal 5 al 7 maggio. Un monologo ironico e assolutamente autobiografico, diretto da Claudio Insegno. Un racconto di vita vissuta tra palco e realtà, dove la realtà ha superato molto spesso di gran lunga la fantasia. È difficile parlare della propria vita. Di solito lo si fa per sdrammatizzare.

Nadia Rinaldi, una vita divertente raccontata all’OFF/OFF Theatre

Ma Nadia Rinaldi non ha nulla da sdrammatizzare, anche perché fino ad ora, la sua vita è stata molto divertente. Certo, ci sono stati momenti in cui ha pensato di non riuscire ad andare avanti, ma poi si è guardata intorno, ha stretto i denti ed è sopravvissuta. Ed ora eccola qui, a mettersi a nudo su un palco e di fronte ad un pubblico, davanti a coloro che l’hanno sempre sostenuta, o almeno davanti a quelli che vogliono sapere qualcosa di più di lei. Persone che vogliono divertirsi, cantare e giocare insieme a lei. Che vogliono conoscere cosa significa aver avuto un maestro come Gigi Proietti, o come ci si sente a dire ‘parolacce’ insieme a Christian De Sica. Il desiderio di Nadia è quello di far fare al pubblico un viaggio nel suo universo, nella speranza di mostrare la donna che si cela dietro al suo bel “Faccione”.

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Danza, Abbagnato porta all’Opera di Roma il 2 maggio ‘La fille mal gardée’

È uno dei balletti più antichi pervenuti ai nostri giorni,

‘La fille mal gardée’ in programma al Teatro dell’Opera di Roma

dal 2 al 9 maggio con i primi ballerini, le étoiles, il corpo di ballo diretto da Eleonora Abbagnato.

Al Costanzi va in scena già nel 1881, 92 anni dopo la prima rappresentazione assoluta del 1789 al Grand Théâtre di Bordeaux.

Data fondamentale per la rinascita del balletto è il 1960, quando alla Royal Opera House di Londra Frederick Ashton firma la sua edizione, ispirata al suo amore per le campagne del Suffolk.

Nato nel 1904 in Ecuador, Ashton, uno dei padri fondatori del balletto inglese, è una delle figure più rappresentative della danza del XX secolo.

IL BALLETTO E’ NATO NEL 1960 PER LA ROYAL HOUSE DI LONDRA

“Presto o tardi ogni artista rende omaggio alla natura – aveva dichiarato il celebre maestro scomparso nel 1988 – ‘La mia Fille mal gardée’ è una ‘Sinfonia Pastorale dei poveri’, perché durante tutta la preparazione dello spettacolo è a questa sinfonia di Beethoven che pensavo”. Le musiche, adattate da John Lanchbery, partono da quelle originali di Ferdinand Hérold integrando melodie popolari e citazioni operistiche. Per la prima volta sul podio capitolino Philip Ellis, nominato miglior direttore al ‘Taglioni European Ballet Award’.

IN CARTELLONE A ROMA DAL 2 AL 9 MAGGIO

La virtuosistica coreografia di Ashton, attraverso energici passi a due, racconta la passione di due giovani, uniti dall’amore ma separati dalle differenze di classe. Lise ama il contadino Colas, ma sua madre vuole darla in sposa al figlio di un ricco fattore, l’ingenuo Alain. Tra feste campestri e danze di contadini, gli amanti riusciranno a convolare alle sperate nozze. Le étoiles Rebecca Bianchi e Susanna Salvi e la solista Federica Maine si alterneranno nel ruolo di Lise. Grande attesa per il ritorno di Daniil Simkin che sarà Colas, insieme all’étoile Alessio Rezza, al primo ballerino Claudio Cocino e al solista Simone Agrò.

CON REBECCA BIANCHI E SUSANNA SALVI

Ultimo balletto di Frederick Ashton, ‘La fille mal gardée’ è una creazione costruita sul canovaccio di Dauberval. Ha riscosso da subito un enorme successo rimanendo uno dei balletti più amati del repertorio del Royal Ballet e uno tra i più rappresentati nel mondo. Ed è proprio la versione coreografica in due atti di Ashton, ripresa dallo specialista Jean-Christophe Lesage, nel colorato allestimento della Bayerische Staatsoper di Monaco quella che il pubblico dell’Opera potrà ammirare, con le scene e i costumi di Osbert Lancaster, gli stessi della prima londinese. Dopo la ‘prima’ di martedì 2 maggio (ore 20), ‘La fille mal gardée’ sarà replicata il 3 (ore 20), il 4 (ore 11 scuole e ore 20), il 6 (ore 15 e ore 20), il 7 (ore 16.30) e il 9 (ore 20). Per gli Incontri con la danza, sabato 29 aprile alle ore 16 è previsto l’appuntamento con Elisa Vaccarino che affronterà un’analisi del balletto.

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Jessica Ferro in “La Lupa” al Teatro Ghione il 6 maggio

Una data  unica per la pièce teatrale “La Lupa – Il Tormento di un amore impossibile”, che vede protagonista l’attrice romana Jessica Ferro,

al Teatro Ghione di Roma, il prossimo 6 maggio alle ore 21.00, per

la regia di Gianni Scuto, dopo un tutto esaurito in Sicilia, al Teatro Fellini di Catania, con un ottimo successo di pubblico e di critica.

Uno spettacolo a valle del centenario della morte dello scrittore e drammaturgo siciliano.

Prodotto da Giuseppe Finocchiaro Management, questa edizione de

La Lupa, tratta dalla novella di Giovanni Verga, rivisitata con

originalità e con grande coinvolgimento emotivo dallo stesso Finocchiaro è interpretata con grande impatto drammatico e mette

in risalto la forte personalità attoriale dell’attrice.

NOTE DI REGIA

Come lo stesso regista Scuto dichiara nelle note di regia: “L’azione è ridotta a pochi metri di profondità… La scena è cosparsa di stoppie gialle e secche, sopra di esse il cielo si congiunge con un cerchio luminoso che alterna sole e luna, la lupa avanza così in scena sulle tracce imminenti di cose e di uomini.
Così, in questa pace totale di un’aia vissuta da profondi e violenti sentimenti, nel pieno di contenuti di “amore e morte”, proprio come in Fedra invano innamorata del bel Ippolito, la Gna’ Pina e sua figlia Maricchia si lasciano così trasportare da una forza simile alla loro terra arsa dal sole, una terra violenta, con le sue orribili origini di passione, di falsa amicizia, di odio e di sopraffazione veri e propri momenti caotici del ciclo eterno nella lotta tra Eros e Thanatos.

La lupa, proprio come Fedra coinvolta per la sua passione per Ippolito, trasforma il suo amore in follia. Se da un lato questa violenza porta al suicidio di Fedra che col suo sacrificio riscatta la sua vendetta che porterà anche alla morte dell’amato giovane, da parte sua lo sconvolgente e più che passionale trasporto per Nanni Lasca porterà a poco a poco anche per la Gna’ Pina, al trionfo di Thanatos su eros e alla sua, inevitabile morte.
Entrambe vorrebbero sedurre un uomo giovane e prestante. Ma l’esito sarà per entrambe tragico. E così comincia inevitabilmente la nostra tragedia: Al villaggio la chiamavano la lupa perché non era sazia giammai di nulla…”.”

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“Beatles vs Rolling Stones”, la supersfida rivive sul palco del Sistina

Lunedì 15 maggio 2023 sul palco del Teatro Sistina di Roma dalle ore 20 torna in scena per una serata l’eterna e appassionante sfida

“Beatles vs Rolling Stones”. A fronteggiarsi e confrontarsi ci saranno

l’ attore, intrattenitore e comico Riccardo Rossi e il giornalista scrittore e critico musicale Ernesto Assante.

I quali, con l’accompagnamento della Mark Hanna Band, affronteranno con filmati, aneddoti e battute la diatriba su chi era il più bravo tra i due storici complessi inglesi.

Con l’obbiettivo di riproporre al pubblico un match epocale fra le due band che hanno fatto la storia del rock occidentale e che hanno per

certi versi diviso il pubblico degli anni Sessanta e Settanta, rivoluzionando stili di vita oltre che musicali.

LUNEDI’ 15 MAGGIO SERATA CON RICCARDO ROSSI ED ERNESTO ASSANTE

L’iniziativa di far rivivere sul prestigioso palco del Sistina

il “big match” fra i due storici gruppi musicali è del Rotary Club Roma Sud presieduto da Gino Scaccia che finalizza le iniziative 2023

a progetti di sostegno alle disabilità, aiuto alla popolazione ucraina, diffusione della conoscenza della Costituzione nelle scuole italiane, tutela ambientale, campagne di prevenzione sanitaria.

L’ingresso alla serata speciale al Sistina potrà avvenire solo

previa prenotazione (all’indirizzo di posta elettronica rotary.romasud@gmail.com) con posti numerati pre-assegnati,

a offerta libera. Vengono consigliate dagli organizzatori cifre differenziate per poltronissime, poltrone, gallerie.

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La Casa del Cinema riparte dal 5 maggio con un omaggio a Roma

Venerdì 5 maggio riparte la Casa del Cinema con la nuova programmazione gestita dalla Fondazione Cinema per Roma.

Ovvero 2.500 metri quadrati dedicati al cinema con tre sale

di proiezione, un nuovo restyling e un nuovo logo.

Si inizia con un omaggio alla Capitale con la rassegna Passeggiate romane, in collaborazione con Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, che accoglie tutta una serie di film e

cortometraggi che celebrano la città, i suoi personaggi, le sue storie. 

GESTITA DALLA FONDAZIONE CINEMA

Nella giornata inaugurale, la diretta poi della trasmissione Il cinema alla radio di Radio 3, un’iniziativa promossa da Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, Radio Rai e Rai Radio 3 Carta bianca poi a Martin Scorsese: il maestro firma una selezione di titoli

per il pubblico in una rassegna realizzata in collaborazione con la Cineteca di Bologna.

Tra le iniziative, Cinecittà dedica uno speciale tributo a Claudia Cardinale: in programma cinque film e un cortometraggio che vedono protagonista una delle attrici più amate del cinema italiano.

In occasione del Festival di Cannes, una rassegna propone poi

agli spettatori dodici grandi film vincitori della Palma d’Oro.

SPECIALE CARDINALE E SCORSESE

Questa nuova programmazione della Casa del Cinema che, dallo scorso febbraio, su delibera di Roma Capitale, è gestita dalla Fondazione Cinema per Roma, l’ente che organizza la Festa del Cinema.

La Casa del Cinema a Villa Borghese è promossa poi da Roma Capitale, Regione Lazio, Cinecittà (in rappresentanza del Ministero della Cultura), Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Roma e Fondazione Musica per Roma.
Il Partner Istituzionale è SIAE. Le attività si svolgono in collaborazione con Rai Cinema, CSC – Centro Sperimentale di Cinematografia e Cineteca di Bologna.

Gli Sponsor tecnici sono APA – Agenzia Pubblicità Affissioni e Canon. Infine, la rinnovata linea editoriale della Casa del Cinema è curata

dal Presidente della Fondazione Cinema per Roma, Gian Luca Farinelli, e dalla Direttrice Artistica, Paola Malanga, con Francesca Via, Direttrice Generale. 

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Se tornassi indietro al Teatro Golden dal 3 al 14 maggio

Se tornassi indietro al Teatro Golden dal 3 al 14 maggio, con Emanuele Propizio e Irene de Matteis. Se si potesse viaggiare a spasso nel tempo? Magari alla scoperta delle origini di un amore? Chissà quante volte ci è capitato di pronunciare la frase “Se tornassi indietro…”. Almeno una volta nella vita, in un modo o nell’altro, tutti ci siamo ritrovati a rivolgere il nostro pensiero al passato, in modo romantico, speranzoso, irato, nervoso o dubbioso.

Tema al centro di Se tornassi indietro

Al Teatro Golden questo tema sarà al centro dello spettacolo “Se tornassi indietro”, in scena dal 3 al 14 maggio, di Massimo Natale e Ennio Speranza, produzione Atpr Ass Teatri per Roma, con Emanuele Propizio e Irene de Matteis. Una storia nella quale rispecchiarsi: Alex, un giorno, si trova a dirla a se stesso, irritato dall’ennesima lite con la moglie Silvia. Ma quello che per forza di cose è solo un modo di dire per lui diventa una incredibile realtà. Da quel momento in poi – strano scherzo del fato! – Alex inizia infatti un costante e implacabile viaggio a ritroso nel tempo che lo porta a rivivere tutta la sua storia d’amore. Anno dopo anno, sempre all’indietro: la nascita del figlio, il matrimonio, il fidanzamento, il primo incontro… Ogni giorno un salto di un anno. Per riscoprire così tutto quello che ha fatto e magari provare a raddrizzare una strada che sembrava già segnata.

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Pierino e il lupo con la JuniOrchestra a Santa Cecilia il 7 e 8 maggio

Pierino e il lupo di Sergej Prokof’ev sarà eseguita dalla JuniOrchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, la prima orchestra di bambini e ragazzi creata nell’ambito delle Fondazioni lirico-sinfoniche italiane, all’Accademia di Santa Cecilia, il 7 maggio alle ore 16.30 e l’8 maggio alle ore 10.30 (Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Sala Santa Cecilia).

Stefano Fresi nel ruolo del narratore di Pierino e il lupo

E a calarsi nel ruolo del Narratore di questa “Favola sinfonica”, sarà Stefano Fresi (foto Anna Camerlingo). L’attore romano da quasi due decenni è tra gli attori più amati del piccolo e del grande schermo. Lo ricordiamo, per esempio, nel ruolo del “Secco” in Romanzo criminale di Michele Placido, o in quello del chimico Alberto della fortunata saga Smetto quando voglio, grazie al quale ha ottenuto la candidatura ai David di Donatello come miglior attore non protagonista, e in numerosi altri film in cui ha recitato con attori quali Valerio Mastrandrea, Edoardo Leo, Paola Cortellesi, Claudia Gerini, Luca Argentero, Claudia Pandolfi, Giuseppe Battiston e tanti altri.

Prima volta a Mosca nel 1936

Eseguita per la prima volta a Mosca nel dicembre del 1936, Pierino e il lupo gode da allora di un successo che non conosce età, e ha contagiato anche grandi star internazionali che in passato hanno dato voce al ruolo del narratore, come Sean Connery, Roberto Benigni, Lucio Dalla, Paolo Poli, Dario Fo, Elio, Romy Schneider, Peter Ustinov, David Bowie, Sting e Mia Farrow, solo per citarne alcuni. Stefano Fresi ci racconterà dunque le gesta dell’intrepido eroe Pierino che, allontanatosi da casa contro la volontà del burbero nonno, alla fine riesce a catturare il lupo destinato a finire rinchiuso in un giardino zoologico.

Personaggi caratterizzati

Ciascun personaggio della fiaba è caratterizzato da un tema e un gruppo di strumenti: Pierino dagli archi, l’uccellino dal flauto cinguettante, l’anatra dall’oboe, il gatto dal clarinetto, il nonno da borbottanti fagotti e il lupo dal suono dei corni, cupi e inquietanti. Il concerto, che verrà diretto da Simone Genuini, si aprirà con Harry Potter and The Half-Blood Prince di Nicholas Hooper, al quale seguirà la Marcia op. 99 di Prokof’ev.

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Johnson Righeira per la prima volta al Concerto del 1° Maggio

Johnson Righeira per la prima volta palco del Concerto del Primo Maggio di Roma, l’evento promosso da CGIL, CISL e UIL, prodotto e organizzato da iCompany, che si terrà in Piazza San Giovanni in Laterano. Il Concertone sarà l’occasione per celebrare insieme a una platea transgenerazionale i 40 anni dell’evergreen “Vamos a la playa” (1983), il primo brano italiano considerato un “tormentone” con 3.000.000 di copie vendute in tutto mondo. Con Johnson Righeira torneranno sul palco del Primo Maggio le canzoni degli anni ‘80 che hanno segnato la storia della musica italiana e che continuano ad essere nel cuore non solo di chi ha vissuto quegli anni, ma anche delle nuove generazioni.

Johnson Righeria, al secolo Stefano Righi, dal 1980 con Bianca Surf

La carriera di Johnson Righeria, al secolo Stefano Righi, prende il via nel 1980 con il singolo “Bianca surf”. Nel 1983 fonda i Righeira insieme a Michael Righeira (Stefano Rota) e nello stesso anno esce il loro primo singolo, “Vamos A La Playa”, a cui segue la pubblicazione del primo album, “Righeira” (1983), da cui viene estratto il singolo “No Tengo Dinero”. Nel 1985 il duo vince sia Un disco per l’estate che il Festivalbar con il celebre brano “L’estate sta finendo”, mentre l’anno successivo è in gara al Festival di Sanremo con “Innamoratissimo (tu che fai battere forte il mio cuore)”, brano che ha anticipato l’album “Bambini Forever”.

I Righeira si sciolgono nel 1992

Nel 1992 i Righeira pubblicano un nuovo album “Uno, Zero, Centomila” e poco dopo il duo si scioglie. Johnson intraprende una carriera da solista cimentandosi anche in dj set e, come attore, in cortometraggi ed esperimenti di cinema metropolitano. Il duo si riunisce nel 1999 e nel 2007 pubblica l’album “Mondovisione”. Nel 2015 i Righeira si sciolgono definitivamente. Quattro anni più tardi, nel 2019, Johnson realizza insieme a iPesci la cover del brano, “Mi piaccion le sbarbine” degli Skiantos, con la partecipazione straordinaria di Giuseppe Cruciani nel videoclip. Sempre nel 2019 esce il singolo “Formentera”, realizzato assieme ai fratelli La Bionda, storici produttori dei Righeira. Nel 2021 è all’Arena di Verona in occasione di “Arena Suzuki ’60 ’70 ‘80”, condotto da Amadeus, mentre nel 2022 è ospite del Jova Beach Party, il tour sulle spiagge di Lorenzo Jovanotti.

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Tre Sorelle sul palco del Teatro India dal 9 al 14 maggio

Tre Sorelle sul palco del Teatro India. L’incessante lavoro di ricerca sul tempo di Claudia Sorace e Riccardo Fazi dei Muta Imago, che si confrontano per la prima volta con un classico della drammaturgia teatrale di Anton Cechov, approda in prima nazionale dal 9 al 14 maggio. Una riscrittura firmata nella regia da Claudia Sorace, nella drammaturgia e nel suono da Riccardo Fazi, e che vede sulla scena tre grandi interpreti, tre voci di uno stesso corpo in evoluzione e involuzione su una immaginaria e fluttuante linea temporale: la giovane Federica Dordei, la pluripremiata Monica Piseddu e infine la versatile Arianna Pozzoli in un momento di svolta della sua carriera.

La lotta delle tre sorelle

Tra le pareti di un edificio sospeso nello spazio-tempo, ultimo rifugio nel cuore di un buco nero, fermo in un eterno presente, bloccato tra un passato da ricordare con nostalgia e un futuro che si fa fatica a immaginare, tre donne lottano disperatamente per cercare un senso, per scavalcare l’orizzonte degli eventi e rientrare nel mondo, per rispondere a una semplice domanda, che non a caso apre il dramma di Cechov: “Perché́ ricordare?” Come delle maghe o delle medium le sorelle mettono in campo strategie di sopravvivenza, vengono attraversate dalle voci e dai corpi dei protagonisti maschili, rivisitano momenti, luoghi e situazioni del racconto. Utilizzano la materia prima della ripetizione, della metamorfosi, dell’ambiguità̀ e della frammentazione, per tornare all’infinito a dare vita a figure che appartengono ormai alla loro vita, al loro passato come al loro futuro, in un esercizio continuo di possessione e di esorcismo allo stesso tempo.

Lavoro di ricerca di Muta Imago

Tre sorelle si inserisce nel solco di un lavoro di ricerca che Muta Imago sta portando avanti sulla vita, sul tempo e sulla paura della morte; ricerca che ha preso forme diverse a seconda dei progetti attraversati: iniziata con l’installazione/concerto Sonora Desert del 2021; proseguita con lo spettacolo Ashes vincitore dei premi Ubu 2022 per miglior attore (Marco Cavalcoli) e miglior progetto sonoro; e che oggi, in un primo significativo incontro con Cechov, cerca insenature di senso e sguardi diversi nelle domande che il grande autore russo continua a porci da più di cento anni di distanza.

Musiche dal vivo

La performance delle attrici è accompagnata dalle evocative musiche originali realizzate dal vivo da Lorenzo Tomio. Si avvale del disegno scene del premio Ubu Paola Villani, della direzione tecnica e luci di Maria Elena Fusacchia e del costume design di Fiamma Bevignati. Tre Sorelle è una coproduzione di Index Muta Imago, Teatro Di Roma – Teatro Nazionale, TPE/Teato Piemonte Europa; in collaborazione anche con Amat & Teatri di Pesaro per Pesaro 2024. Capitale italiana di Cultura.