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Si gira ad Ostia, tornano il 9 gennaio gli attori di Suburra

Ad Ostia ci saranno due mesi di incendi, sparatorie,

inseguimenti, minacce e loschi individui che percorreranno

in lungo in largo la città! Per fortuna, non è cronaca, ma fiction:

infatti, dal 9 gennaio torna la troupe che ha dato vita alla serie

Suburra nella zona dell’Idroscalo e di Ostia ponente per le riprese

del nuovo progetto filmografico: “Usr-Suburraeterna”.

LA PRODUZIONE E’ AFFIDATA A CATTLEYA, IL PRODOTTO FINALE ANDRA’ SU NETFLIX

Ostia, allora, è ancora lo sfondo ideale per i giochi di potere malavitosi

e politici, e tutto il contesto criminale che contraddistingue la serie la cui prima parte è andata già in onda sulle piattaforme di streaming.

La produzione è interamente affidata a Cattleya, mentre il prodotto finale girerà sulla piattaforma Netflix. 

LE SCENE SI GIRERANNO DA LUNEDI’ 9 GENNAIO A GIOVEDI’ 23 FEBBRAIO

A partire da lunedì 9 gennaio a giovedì 23 febbraio su via dell’Idroscalo e via degli Aliscafi le telecamere saranno al lavoro sul set suggestivo di Ostia, con molti attori impegnati per la prossima edizione di Suburra, la serie, con volti vecchi e nuovi. Tra questi saranno presenti all’appello anche Giacomo Ferrara nel ruolo di Spadino, Filippo Nigro in quello di Amedeo Cinaglia, Carlotta Antonelli e Federica Sabatini e molti altri ancora. Il topic della serie, quello, non cambia: corruzione, crisi, criminalità, amministrazione locale debole, un Vaticano fin troppo ingombrante e zingari che cercano di controllar spudoratamente le piazze di spaccio più note della zona. La serie è stata scritta da Ezio Abbate e Fabrizio Bettelli, Camilla Buizza, Marco Sani, Andrea Nobile e Giulia Forgione. I primi quattro capitoli saranno diretti dal maestro Ciro D’Emilio, mentre gli ultimi quattro da Alessandro Tonda. 

Per quanto riguarda la viabilità nella zona, la Polizia Locale segnala che per tutto il periodo delle riprese proprio su Via dell’Idroscalo, in prossimità dell’area di parcheggio da Via M. Mastrangelo a Via Carlo Avegno, è vietata alla sosta, pena la rimozione forzata dei veicoli. 

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Debutta il 10 gennaio al Teatro Brancaccio Casanova opera pop, il Musical di Red Canzian

Dopo il clamoroso successo e tanti sold out nel breve tour di

anteprima, da dicembre 2022 ritorna in scena il musical di

Red Canzian “Casanova opera pop”.

Il kolossal di teatro musicale ambientato nella Venezia del ‘700 e dedicato a uno dei personaggi italiani più noti al mondo,

Giacomo Casanova, porta 21 performer sul palco,  2 ore di musica

e 35 brani cantati dal vivo, 120 costumi, 30 cambi scena, scenografie immersive e scelte stilistiche innovative.

DAL 10 AL 22 GENNAIO 2023 DEBUTTA AL TEATRO BRANCACCIO

Tra le tappe del tour 2023, previsto anche il debutto a Roma al Teatro Brancaccio, dal 10 al 22 gennaio 2023.

Il tour arriverà, per la prima volta, anche in tante altre città, alcune

già visitate con ottimo riscontro, come Torino, Bari, Reggio Emilia, Genova, Firenze, Bologna e tante altre.

Uno straordinario kolossal musical-teatrale concepito, composto e prodotto da Red Canzian, Casanova Opera Pop è uno spettacolo maestoso che già nel corso del breve tour di anteprima ha conquistato il cuore di oltre 30.000 spettatori.

Tratto dal best-seller di Matteo Strukul “Giacomo Casanova – la sonata dei cuori infranti”, romanzo di ambientazione storica tradotto in oltre 10 lingue, è il primo spettacolo inedito di teatro musicale andato in scena dopo la riapertura dei teatri a piena capienza, una nuova opera che Red Canzian ha creato nei due lunghissimi anni trascorsi lontano dal palco.

LE PAROLE DI RED CANZIAN

“Ho cullato a lungo l’idea di comporre un’opera musicale dedicata alla Città di Venezia – ha detto Red Canzian – forse l’unica al mondo di tale notorietà a non avere un ‘suo’ musical, e a Giacomo Casanova, uno dei personaggi italiani universalmente conosciuti, ma finora raccontato in una chiave sempre un po’ monotematica, quella del libertino impenitente, mentre io volevo rappresentarlo nelle tante sfumature che fanno di lui una delle figure storiche più interessanti che l’Italia e Venezia in particolare possono vantare. Poeta, alchimista, libertario, diplomatico e “occhi” della Repubblica di Venezia, una figura chiave ai tempi della Serenissima”.

Casanova Opera Pop, con la regia originale di Emanuele Gamba – la cui esperienza va dalla prosa (è Direttore Artistico del Teatro Goldoni di Livorno), all’Opera (con Claudio Abbado), al teatro musicale (Spring Awakening, I Promessi Sposi di Guardì) – racconta Giacomo Casanova in un’età intorno ai 35 anni, al rientro dall’esilio e strenuo difensore di Venezia dai giochi di potere che la vorrebbero venduta allo straniero.

IL CAST DELLO SPETTACOLO

Nelle due ore di spettacolo in due atti, con 21 straordinari performer

sul palco – 11 cantanti attori e 10 ballerini acrobati che nelle coreografie dallo stile guerriero di Martina Nadalini e Roberto Carrozzino,

nei vari momenti interpretano le Ombre, i Veneziani al Carnevale,

i nobili in festa e i momenti corali della storia – assistiamo a oltre 30 cambi scena che Red ha realizzato personalmente, attraverso un allestimento scenico immersivo, fatto di fotografie scattate nella Venezia deserta durante la pandemia e trattate al computer in modo da restituire ambientazioni della città e dei suoi luoghi di un iperrealismo spiazzante, capace di trasportare gli spettatori dentro i luoghi di una Venezia settecentesca, i bacari, le calli, i Palazzi della nobiltà, le Cattedrali, Piazza San Marco, la laguna, la prigione dei Piombi, e quelli della fuga fra i boschi e i Castelli del Nord Italia prima del ritorno di Casanova da salvatore della Serenissima nella Venezia del Doge e innamorato – finalmente – della giovane Francesca Erizzo, figlia dell’aristocrazia veneziana ma, come il suo amato, dal cuore assetato di giustizia e libertà.

CASANOVA OPERA POP E’ PRODOTTA DA BLU NOTTE

Casanova Opera Pop è prodotto da Blu Notte, ovvero dallo stesso

Red Canzian, che in questo ruolo segue la Direzione Artistica, e da sua moglie Beatrix Niederwieser, che dello spettacolo segue tutti gli aspetti operativi, avvalendosi della collaborazione di Retropalco alla produzione esecutiva.

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Dado a tutto tondo al Teatro Tirso De Molina

Dado a tutto tondo dall’11 al 29 gennaio 2023, presso il Teatro Tirso De Molina, dal mercoledì alla domenica. Comico versatile e originale, Gabriele Pellegrini, in arte Dado (foto Andrea Battisti), torna nei teatri di tutta Italia con un nuovo esilarante show.

Dado da Zelig a Teatro

Così l’artista romano, tra i protagonisti di Zelig e di tante altre trasmissioni di successo, descrive questa nuova avventura, di cui firma regia e sceneggiatura, quest’ultima insieme a Massimiliano Elia: «Essere un uomo a tutto tondo riuscendo a mettere a nudo anche i lati nascosti, è una vera sfida per chiunque. In un’epoca in cui pratichiamo la religione della ‘facciata’, un attore che sceglie di mostrarsi a 360 gradi, è un esibizionista delle emozioni». Del resto non soltanto l’artista, ma anche la fruizione dello show sarà, di fatto, a tutto tondo.

Fruizione dello spettacolo da casa

Per la prima volta in Italia, infatti, uno spettacolo teatrale consentirà la visione anche al pubblico da casa: seduto in platea durante le serate, un manichino munito di telecamera a 360 gradi, permetterà a chiunque sia in possesso di un apposito link acquistabile e di visore VR, di assistere allo show tramite realtà immersiva, come se si trovasse in teatro. Il nuovo spettacolo di Dado sarà una grande vetrina di emozioni comiche, che tra monologhi, canzoni e una grande varietà di personaggi, sfrutterà il linguaggio della stand-up comedy e del teatro-canzone per deliziare il suo pubblico e, allo stesso tempo, interrogarsi sulle piccole e grandi questioni della vita quotidiana, soprattutto quella dei romani.

Chitarra in mano

Chitarra in mano, sostenuto da due attrici, cantanti e ballerine, il cantautore leopardato sarà immerso in una particolare scenografia, costituita da uno smartphone gigante, vero e proprio antagonista in scena, come nella vita quotidiana dell’essere umano. «La ricerca dell’uomo moderno è finalizzata alla scoperta di uno specchio contemporaneo per riconoscere sé stesso – spiega – E l’unico specchio che riflette la vera essenza dell’individuo di oggi è l’algoritmo del telefono, il solo a sapere tutto di noi: i nostri gusti musicali e culinari, i nostri percorsi abituali, e tutte le nostre inclinazioni, anche le più nascoste. Lo spettacolo mostrerà una consolidata relazione tra questo enorme cellulare e il suo piccolo proprietario… ma prigioniero allo stesso tempo». Dopo Roma, lo spettacolo sarà in scena nelle principali città italiane.

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L’11 gennaio “Elisir d’amore” al Teatro dell’Opera di Roma

Due star del belcanto come il soprano Aleksandra Kurzak e

il tenore John Osborn sono i protagonisti dell’Elisir d’amore di

Gaetano Donizetti, con cui il Teatro dell’Opera di Roma apre

dall’11 gennaio gli spettacoli del nuovo anno.

Sul podio Francesco Lanzillotta, al debutto nel teatro della sua città.

Lo spettacolo, firmato da Ruggero Cappuccio, è stato proposto

per la prima volta al Costanzi con grande successo di pubblico nel 2011, e poi ripreso nel 2014. 

LE PAROLE DEL REGISTA LANZILLOTTA

Lo spettacolo, firmato da Ruggero Cappuccio, è stato proposto per la prima volta al Costanzi con grande successo di pubblico nel 2011, e

poi ripreso nel 2014. “L’Elisir d’Amore racconta in musica come gli esseri umani non amino mai ciò che hanno, ma amino ciò che a loro manca – dice il regista e scrittore napoletano -.

D’altronde tutta la storia della lirica può essere ricondotta ad una triade: un lui, una lei ed un impedimento”.

L’ opera del compositore lombardo è una delle più rappresentate e conosciute, ricorda Lanzillotta.

L’11 GENNAIO IN SCENA ALEKSANDRA KURZAK E JOHN OSBORN

Nell’opera donizettiana è Adina la “regista” sentimentale: respinge il corteggiatore Nemorino costringendolo a ricorrere a un filtro magico che, benché fasullo, si rivelerà “fatalmente” efficace. Adina è interpretata dal soprano polacco Aleksandra Kurzak, per la prima volta all’Opera di Roma.

Accanto a lei nei panni dell’innamorato Nemorino il tenore americano John Osborn, amatissimo dal pubblico italiano e romano.

Francesco Lanzillotta, che negli ultimi anni ha diretto in prestigiose istituzioni musicali italiane ad europee, debutta nella capitale con un titolo che già ha proposto con successo al Macerata Operata Festival nel 2018. Aleksandra Kurzak si alterna con Ruth Iniesta (12 e 14 gennaio), John Osborn con Juan Francisco Gatell (12 e 14 gennaio). Alessio Arduini e Vittorio Prato (12 e 14 gennaio) saranno il sergente Belcore (12 e 14 gennaio); l’imbonitore Dulcamara, che elargisce il “miracoloso” elisir d’amore, sarà interpretato da Simone Del Savio e Davide Giangregorio (12 e 14 gennaio). Giulia Mazzola sarà Giannetta.
Il Coro della fondazione capitolina è istruito da Ciro Visco.
    (ANSA).

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Il 13 aprile arriva al Sistina “Billy Elliot” con Giulio Scarpati e Rossella Brescia

Giulio Scarpati e Rossella Brescia saranno i protagonisti di Billy Elliot, nella nuova edizione del musical firmata Massimo Romeo Piparo ,

in arrivo sul palcoscenico del Teatro Sistina di Roma il prossimo 13 aprile.

Già in lavorazione e ormai “storico” titolo sia del teatro che

delle produzioni della PeepArrow Entertainment, lo spettacolo, basato sull’omonimo film di Stephen Daldry e con le musiche di Elton John,

è un musical dal respiro internazionale entrato ormai nel cuore

di tutti coloro che credono nei sogni e amano la danza.

NUOVA EDIZIONE DEL MUSICAL FIRMATA PIPARO DA APRILE AL SISTINA

Proprio la passione per il ballo, ma anche il valore dell’amicizia e della tenacia nel raggiungere i propri obiettivi, sono infatti al centro della storia del protagonista Billy, ragazzino pieno di talento che nella bigotta e austera Inghilterra di Margaret Thatcher vuole diventare a ogni costo un ballerino.

Il ragazzo è pronto a mettere in gioco tutto sé stesso, anche andando contro l’ottusità del padre e del fratello, pur di realizzare il desiderio di ballare.
Sarà proprio Giulio Scarpati, che torna al Sistina a vent’anni da Aggiungi un posto a tavola con Garinei e Giovannini, a vestire i panni di Jackie Elliot, il padre di Billy, che non accetta l’amore del figlio

per la danza e vorrebbe vederlo seguire la sua personale passione

per il pugilato. Per Rossella Brescia è invece un debutto nel musical.

Dopo tanti anni da ballerina e il successo della commedia “Belle Ripiene”, sempre diretta da Piparo, ora darà voce e verve a Mrs.
Wilkinson, la maestra di danza che scopre il grande talento di Billy e scommette sul suo futuro. (ANSA).

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Girotondo al Teatro Lo Spazio

Girotondo, la stanza del desiderio, il 10 e l’11 gennaio sul palcoscenico del Teatro Lo Spazio. Un progetto che nasce da due anni di lavoro sulla celebre opera teatrale di Schnitzler, con la regia di Maria Letizia Gorga. «Partiti dall’ originale, abbiamo voluto ribaltare nel momento attuale la forza erotica delle parole del testo, attraverso una rielaborazione che sposi i nuovi concetti di trasgressione oggi ancor più esasperati dai social», annota la regista. Sette giovani attori giocheranno a dar vita ai 10 quadri della commedia originale, trasformati per l’occasione in 10 appuntamenti con la propria legge del desiderio e la sua manifestazione, a volte più virtuale che reale.

Girotondo, giostra dei desideri

La giostra dei desideri sarà azionata ogni volta dal Burattinaio, quell’intelligenza artificiale che governa come l’occhio del Grande Fratello il nostro quotidiano. I personaggi già espressi da Schnitzler come categorie, qui esemplificheranno i nuovi modelli della società contemporanea. Avremo così al posto della giovane moglie, la MILF, così come a quello del giovane signore la Reality Star; l’attrice sarà sostituita dall’Influencer e il poeta dal Trapper, il conte sarà il Politico e la ragazzina la Baby Squillo, il soldato il Poliziotto e la cameriera la Colf. Unico personaggio fedele a se stesso nel tempo la Prostituta che fa e dichiara il suo lavoro onestamente in mezzo a questo arsenale delle apparenze.

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Ferito a Morte sul palco del Teatro Argentina

Ferito a Morte sul palco del Teatro Argentina, portato in scena da Roberto Andò (10-15 gennaio) nell’adattamento firmato da Emanuele Trevi. È il romanzo capolavoro che nel 1961 valse il Premio Strega a Raffaele La Capria, un diario romantico dove la vicenda umana del protagonista si estende ai fantasmi della Storia e alle macerie del Dopoguerra per una profonda riflessione sul tempo, che continua a sfuggire, ma anche sulla giovinezza e l’amicizia.

La vicenda di Ferito a Morte

Dal romanzo alla scena si snoda la vicenda di un’esistenza narrata nell’arco temporale di undici anni, dall’estate del 1943 quando, il protagonista Massimo De Luca incontra Carla Boursier durante un bombardamento, fino al giorno della sua partenza per Roma all’inizio dell’estate del 1954, attraverso un reticolato di ricordi, frammenti, episodi e combinazioni che si ricongiungono in un racconto condensato nello spazio di una sola mattinata. Una polifonia di voci, personaggi, visioni e storie che trovano collocazione nel ritratto di una città, la Napoli del Dopoguerra, che «ti ferisce a morte o t’addormenta», sovrapposta alla società borghese dell’epoca, apatica, fallita materialmente e moralmente, annoiata, immersa nell’immobilità.

Romanzo originale e unico

«Come ogni racconto del tempo che passa – commenta Roberto Andò – il romanzo di La Capria, in modo del tutto originale e unico, è attraversato dai fantasmi della Storia. In questo senso è anche un libro sul fallimento della borghesia meridionale, sul marciume corrosivo del denaro, sullo sciupio del sesso, sul disfacimento della città all’unisono con chi la abita, sulla logorrea e la megalomania, sul piacere di apparire e fingersi diversi da come si è. Soprattutto è una storia, come ha scritto Leonardo Colombati, che non ha principio né fine. Per adattare (parola che da sempre mi sembra imprecisa o inadeguata) questo grande romanzo al teatro ho chiesto l’aiuto di uno scrittore come Emanuele Trevi, da sempre dedito nei suoi bellissimi libri a riportare in vita ciò che è scomparso, a riacciuffare quel punto della vita che altrimenti sarebbe condannato a svanire per sempre».

Cast di 16 interpreti

Sul palcoscenico fluiscono senza posa i personaggi dalla pagina scritta, una varietà di pensieri e storie che inseguono la galleria di ricordi e ferite, amori e disillusioni, fughe e aspirazioni, orchestrate da uno spettacolo corale che diventa un viaggio collettivo attraverso un cast di 16 interpreti con protagonista Andrea Renzi (nel ruolo di Massimo), a cui si accorda la nutrita squadra di attrici e attori: Paolo Cresta (Gaetano), Giovanni Ludeno (Ninì), Gea Martire (Signora De Luca), Paolo Mazzarelli (Sasà), Aurora Quattrocchi (Nonna), Marcello Romolo (Zio Umberto), Matteo Cecchi (Cocò), Clio Cipolletta (Assuntina/Mariella), Giancarlo Cosentino (Signor De Luca), Antonio Elia (Glauco), Rebecca Furfaro (Betty), Lorenzo Parrotto (Guidino), Vincenzo Pasquariello (Cameriere), Sabatino Trombetta (Massimo giovane), Laure Valentinelli (Carla), mentre la voce di Roger in inglese è di Tim Daish.

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Argonuts – Missione Olimpo al cinema dal 9 febbraio

Argonuts – Missione Olimpo di David Alaux (già regista di originali film d’animazione e di successo come Vita da giungla), debutterà nei cinema il 9 febbraio. Voci della Space Family, composta dalla celebre coppia Valentino Bisegna e Sara Di Sturco, e di Chiara e Mattia Fabiano, i giovanissimi doppiatori di successo di Stranger Things conosciuti anche come i Mc Brothers, distribuito da Notorious Pictures.

Argonuts per salpare alla volta dell’antica Grecia

Argonuts: Missione Olimpo è un invito a salpare alla volta dell’antica Grecia con l’avventurosa e super smart topolina Pixi e con il suo compagno, il gatto Sam. Durante il viaggio i due amici affronteranno le creature più stravaganti e pericolose della mitologia greca per aiutare il valoroso eroe Giasone e i suoi argonauti a salvare la città dal dio Poseidone.

Celebri doppiatori italiani

A dare le voci agli esilaranti personaggi di questo viaggio mitico sono due celebri coppie. La prima, la Space Family, è composta dai due giovani genitori Valentino Bisegna (popolare creator del duo Matt&Bise) e Sara Di Sturco (creator e TikToker), che all’inizio del 2021 si sono uniti in questo duo di successo sia nella vita che nel lavoro e che oggi, dopo la nascita del loro primo figlio, sono diventati un punto di riferimento sul web per i giovani genitori con cui condividono quotidianamente emozioni e paure legate alla genitorialità.

I Mc Brothers

La seconda coppia, invece, è composta dai fratelli Chiara e Mattia Fabiano, i Mc Brothers, doppiatori professionisti che, nonostante la giovanissima età, sono tra le voci più riconosciute nel panorama del doppiaggio italiano per aver prestato la voce alla serie Netflix Stranger Things, divenuta un vero e proprio fenomeno. Chiara, infatti, è la doppiatrice di Undici (il personaggio interpretato da Millie Bobby Brown), mentre Mattia è la voce di Dustin Henderson (Gaten Matarazzo).

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We Wonder, omaggio a Stevie Wonder di Fabrizio Bosso

We Wonder, omaggio a Stevie Wonder di Fabrizio Bosso, sabato 7 gennaio alle ore 21, alla sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. Il trombettista (foto Roberto Cifarelli) sarà in concerto con il suo quartetto e Nico Gori come special guest, per presentare dal vivo il nuovo album.

In We Wonder lo stile inconfondibile che caratterizza Stevie Wonder

L’energia e la vitalità che caratterizzano lo stile inconfondibile di Stevie Wonder, la forza espressiva delle sue più celebri ballad, insieme alla tecnica e al lirismo della tromba di Fabrizio Bosso, la cura degli arrangiamenti e la personalità musicale di ciascun musicista del quartetto, sono tutti elementi che rendono unico e prezioso questo progetto concerto. Non è stato facile per Bosso selezionare i brani da una discografia così ampia e che ha influenzato gran parte della musica del secolo scorso, contribuendo alla nascita di nuovi generi musicali.

La scaletta del concerto

La scaletta del concerto prevede alcuni tra i brani più significativi di Stevie Wonder, scelti da un repertorio molto ampio che abbraccia un periodo che va dalla fine degli anni sessanta fino all’ultima pubblicazione discografica del 2004: Another star, Isn’t she Lovely, My Cherie Amour, ma anche Sir Duke, Moon Blue e altre. Non manca anche Overjoyed, già pubblicato il 13 maggio come singolo su tutte le piattaforme digitali, in occasione del compleanno di Stevie Wonder. Non è stata questa una scelta a caso, perché Overjoyed parla anche di sogni che si realizzano.

Idolo assoluto

È, infatti, un Fabrizio Bosso “felicissimo”, quello che non solo qui interpreta uno dei brani più famosi di Stevie Wonder, suo idolo sin da quando ha cominciato a suonare le prime note alla tromba, ma che rinnova con questo nuovo progetto anche la scelta fatta quando era poco più che adolescente, ovvero, diventare musicista. La tromba di Fabrizio Bosso, il pianoforte e le tastiere di Julian Oliver Mazzariello, il basso e il contrabbasso di Jacopo Ferrazza, la batteria di Nicola Angelucci, insieme al clarinetto di Nico Gori qui in veste di special guest, sono i protagonisti assoluti di un tributo alla musica di uno degli artisti più iconici della musica internazionale.

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La stagione del Museo del Saxofono inizia con la Ciribiribin Orchestra

La stagione del Museo del Saxofono inizia con il concerto tutto italiano della Ciribiribin Italian Swing Orchestra. Sabato 7 gennaio alle ore 21 l’ensemble formato da Coky Ricciolino (voce solista), Andrea Tardioli (saxofono e clarinetto), Dario Pierini (pianoforte), Flavia Ostini (contrabbasso) e Antonio Donatone (batteria) darà vita al progetto Do you swing italiano?

Stagione al via con la riscoperta del nostro patrimonio musicale

Un concerto che si trasforma in un viaggio alla riscoperta del nostro patrimonio musicale, tra melodie indimenticabili, come Silenzioso Slow e Ma l’Amore No e artisti ineguagliabili, quali Alberto Rabagliati, Bruno Martino, Natalino Otto, Fred Buscaglione, il Trio Lescano e molti altri. L’idea prende spunto anche dalla storia artistica e musicale del grande Nick La Rocca, musicista, compositore e band leader nato da genitori siciliani che nel 1880 erano emigrati a New Orleans. Nick La Rocca è considerato un pioniere del jazz classico, di cui fu uno dei primi interpreti in assoluto, ed è lui, con la Original Dixieland Jass Band, che nel 1917 incide il primo disco della storia del Jazz. Come lui, proprio dalla penisola italiana, provenivano altri jazzisti poi divenuti famosi nel mondo come Tony Sbarbaro, Frank Signorelli, George Vitale, Joe Venuti e Adrian Rollini solo per citarne alcuni.

Riscoperta di un repertorio che nulla invidia a quello americano

E allora perché non far riscoprire un repertorio che nulla ha da invidiare a quello americano? Con estro e grande affiatamento, la Ciribiribin Italian Swing Orchestra assicura un piacevole e divertente ascolto ad un pubblico variegato e di ogni fascia d’età. Un lavoro di squadra tra grandi musicisti appassionati di jazz ma con il “Made in Italy” nel sangue che consentirà di rispolverare i vecchi ricordi, esattamente come quando si sfoglia un vecchio album di fotografie, rendendo la memoria storica musicale italiana più briosa e frizzante. Il concerto, come da consuetudine, è anticipato da un’apericena opzionale. I biglietti del concerto sono in vendita sul circuito Liveticket o direttamente al Museo.