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Cultura

Almanacco. 13 luglio 1937 a Roma viene inaugurato il Gazometro

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo un grosso capolavoro

di archeologia industriale.

Il 13 luglio 1937 viene inaugurato il Gazometro.

Nacque nella mitica epoca del Campidoglio quando il sindaco

era Ernesto Nathan, dalla Società Italgas, ora Eni, costruito

dall’Ansaldo di Genova e inaugurato il 13 luglio del 1937 con le sue 3.000 tonnellate di lamiere.

Il Gazometro fu progettato nel 1909 insieme allo stabilimento del gas (oggi sede romana di Italgas).

IL GAZOMETRO E’ AFFIANCATO DA ALTRI TRE GAZOMETRI

La struttura ferrea del Gazometro è stata montata dalla società

genovese Ansaldo e dalla tedesca Klonne Dortmund tra il 1935 e il 1937 ed è affiancato da altri tre gasometri,

di cui uno trasformato in impianto di riduzione pressione gas,

l’altro in edificio tecnico con centrale termica e locali deposito e uno adibito a parcheggio multipiano.

Fino agli anni ’60 queste strutture sono state adoperate per accumulare

il cosiddetto “gas di città”, ovvero una miscela di gas, essenzialmente monossido di carbonio e idrogeno, con la presenza in quantità variabile anche di metano e anidride carbonica.

IL GAS VENIVA SFRUTTATO SIA PER USI DOMESTICI E SIA PER ILLUMINAZIONE PUBBLICA

Tale gas veniva sfruttato sia per usi domestici, sia per l’illuminazione pubblica delle città.

Con la diffusione del gas metano però l’utilizzo del “gas di città”

è via via scomparso e così anche i gasometri hanno perso il loro ruolo.

Al momento del suo posizionamento si contano un’altezza di 89,10 m, un diametro di 63 m e una lunghezza complessiva di 36 km per i 1 551 pali infissi.

Il volume del gasometro maggiore è di 200 000 m³.
Il gazometro di Roma è ormai una struttura inutilizzata.

Dopo la dismissione, il gasometro vero e proprio, ossia il gigantesco cilindro cavo che conteneva il gas, è stato rimosso;

quel che si vede oggi è la struttura metallica che lo circondava.

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Cronaca

Estorce denaro per la droga ai genitori, ma finisce in carcere

Estorce denaro per la droga ai genitori, ma finisce in carcere dopo la denuncia di questi ultimi. I Carabinieri della Stazione di Vicovaro, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere emessa dal GIP di Tivoli su richiesta della locale Procura, a carico di un uomo italiano di 31 anni.

Arresto ultimo capitolo di una triste vicenda per una famiglia di Vicovaro

L’esecuzione del provvedimento è l’ultimo capitolo di una triste vicenda che ha coinvolto una famiglia di Vicovaro. Dopo reiterate vessazioni, intimidazioni e violenze, i due genitori hanno denunciato il figlio per le molteplici richieste estorsive di denaro, soldi che il giovane utilizzava per l’acquisto di droga. I numerosi tentativi dei genitori di dissuaderlo dalla spirale del consumo di stupefacenti ed anche l’avvio del giovane ad un percorso di recupero in una comunità terapeutica, non sono bastati a contenere il reiterarsi dei comportamenti violenti.

Genitori costretti alla denuncia

Alla fine i due sono stati costretti a denunciare il figlio all’esito dell’ennesima aggressione avvenuta una settimana fa. Il ragazzo li aveva gravemente minacciati con un coltello per ottenere i soldi necessari per l’acquisto della droga; l’immediato intervento dei Carabinieri di Vicovaro aveva, in quest’ultimo caso, scongiurato conseguenze peggiori. Una escalation delle condotte violente hanno riferito i genitori, che per anni avevano evitato di denunciarlo sperando in una positiva evoluzione. I militari hanno condotto l’uomo nel carcere di Rebibbia, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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Spettacolo

Il Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia torna alla Cavea

Il Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia tornerà ad esibirsi, questa volta all’aperto, nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone venerdì 15 luglio. In programma i celebri Carmina Burana di Carl Orff, una vera e propria pietra miliare della musica corale e utilizzati come colonna sonora in decine di film e spot pubblicitari, nella versione per soli, coro, percussioni e due pianoforti che verrà diretta da Piero Monti, maestro del Coro dell’Accademia di Santa Cecilia. Solisti: Sara Fiorentini (soprano), Marco Santarelli (tenore), Massimo Simeoli (baritono).

Coro suona i Carmina Burana

I Carmina Burana sono composti da ventiquattro brani con testi in latino, tedesco medievale e langue d’oil tratti dal Burana Codex, proveniente probabilmente dal Tirolo o dalla Stiria e ritrovato nel 1803 nell’abbazia bavarese di Benediktbeuren, che contiene circa 250 canzoni scritte tra l’11° e il 13° secolo. I ventiquattro Carmina scelti da Carl Orff trattano gli argomenti più vari: l’ozio, il libertinaggio, la crapula, la satira morale, il dileggio dei vizi del clero, l’insofferenza per il potere, l’amore casto, la transitorietà dei piaceri terreni, la volubilità della fortuna e il culto della Vergine. Alcune di queste poesie ci sono giunte corredate delle relative melodie, ma Orff decise di dare ai ventiquattro poemi da lui selezionati una personale interpretazione inventandosi uno stile musicale “medioevale” estremamente dirompente, efficace e di grande forza narrativa.

Il Medioevo di Orff

Il Medioevo di Orff è di un primitivismo barbarico: le armonie sono elementari e aspre, i ritmi squadrati e scanditi, il coro è trattato a blocchi. Ma si possono anche assaporare delicate melodie modali e armonie trasparenti, in una affascinante commistione di cristianesimo e di paganesimo, di spiritualità e di carnalità, che ogni volta affascina il pubblico di tutte le età sin dalla prima esecuzione avvenuta a Francoforte sul Meno nel 1937.

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Cronaca

Stalker recidivo torna in carcere a Tivoli

Stalker recidivo torna in carcere a Tivoli. Nel pomeriggio dell’11 luglio 2022, gli agenti del pool specializzato nella violenza di genere e minori del Commissariato Distaccato di “Tivoli-Guidonia”, coordinati dal “Gruppo uno” della Procura tiburtina, hanno eseguito un’ordinanza di ripristino della custodia cautelare in carcere disposta dal GIP presso il Tribunale di Tivoli su richiesta della Procura, nei confronti di M.B. 39enne, con precedenti penali, già agli arresti domiciliari con dispositivo elettronico di controllo.

Stalker già arrestato il 19 ottobre del 2021 in flagranza di reato

Il 19 ottobre 2021 l’uomo era stato tratto in arresto dagli stessi Agenti tiburtini nella flagranza del reato di atti persecutori (stalking) nei confronti della sua ex compagna, in quanto sorpreso dinanzi a un istituto scolastico di Guidonia all’uscita da scuola della figlia della donna. Nell’occasione, nonostante l’intervento della Polizia di Stato, aveva continuato ad inveire contro di lei e a minacciarla di morte. Nei mesi precedenti, i suoi agiti reiterati e persecutori, avevano colpito non solo le sue ex compagne ma anche alcuni suoi familiari.

Azioni violente, fisiche e verbali

Azioni violente, fisiche e verbali, plurimi messaggi WhatsApp, tutti sintomatici di una possessività ossessiva, video pubblicati su Facebook, sino a veri atti di autolesionismo commessi dinanzi all’abitazione della sua ultima vittima, ove si era tagliato ai polsi ed al volto con un bisturi imbrattando di sangue il pavimento e il portone di ingresso di casa. Tutte condotte volte ad ottenere il controllo fisico e psichico della donna, in un susseguirsi compulsivo che aveva fatto ritenere gli eventi come un paradigmatico “caso di scuola”, denotante tutte le condotte tipiche del delitto di “atti persecutori”.

L’11 luglio ennesima trasgressione

L’11 luglio 2022, all’ennesima trasgressione scatta così la misura cautelare per le plurime violazioni al regime degli arresti domiciliari. Le plurime violazioni accertate hanno abbattuto quel “credito fiduciario” convenuto dall’Autorità giudiziaria, che dopo alcuni mesi di custodia in carcere, nel febbraio scorso aveva concesso la misura meno afflittiva degli arresti domiciliari con permessi, finalizzati ad un percorso di recupero.

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Salute

Vaccini contro il SARS-CoV-2 per pazienti immunodepressi fondamentali

Vaccini contro il SARS-CoV-2 per i pazienti immunodepressi sono fondamentali, ma nei soggetti particolarmente fragili la loro efficacia può essere minore a causa della patologia di base e o delle terapie a cui sono sottoposti. È quanto è emerso da un gruppo di 5 studi, denominato CONVERS, condotti dai ricercatori del Bambino Gesù su diverse tipologie di pazienti fragili compresi tra i 12 e i 25 anni. L’ultimo studio, su bambini e ragazzi affetti da infezione perinatale da HIV, è stato appena pubblicato sulla rivista Clinical Infectious Diseases.

Vaccini meno efficaci in soggetti immunodepressi

«La maggior parte dei soggetti immunodepressi – spiega Paolo Palma, responsabile di Immunologia Clinica e Vaccinologia dell’Ospedale della Santa Sede – risponde al vaccino ma in misura minore rispetto ai soggetti sani, con delle differenze da gruppo a gruppo, mentre una percentuale minoritaria non sviluppa purtroppo alcuna forma di immunità al virus. Per questi pazienti fragili è importante intervenire con una strategia vaccinale di rinforzo e personalizzata». Gli studi sull’efficacia dei vaccini anti-COVID sugli immunodepressi sono stati condotti dai ricercatori dall’Unità di ricerca di Immunologia Clinica e Vaccinologia su 5 diverse categorie di bambini e ragazzi: con immunodeficienza primitiva, trapiantati di cuore/polmone, con malattia infiammatoria cronica intestinale, con Sindrome di Down e con infezione perinatale da HIV.

Progetto CONVERS

Le indagini fanno parte del progetto denominato CONVERS, e sono state pubblicate, rispettivamente, sulle riviste scientifiche Frontiers in Immunology, Transplantation, Vaccines, Journal Clinical Medicine e Clinical Infectious Diseases. I primi due studi, quelli su immunodeficienza primitiva e trapianti di cuore/polmone erano stati pubblicati a ottobre 2021. I progetti di ricerca sono stati condotti su una coorte complessiva di 165 pazienti di età compresa tra i 12 e i 25 anni, di cui 21 affetti da immunodeficienza primitiva, 34 sottoposti a trapianto di cuore e polmone (30 cuore, 2 cuore-rene, 2 polmone), 30 da malattia infiammatoria cronica intestinale, 40 da Sindrome di Down e 40 da HIV.

Analizzata risposta nei vari gruppi

Nei vari gruppi è stata analizzata la risposta alle prime due dosi del vaccino Pfizer, sia quella sierologica (cioè la quantità di anticorpi presenti nel sangue) che, in 3 dei 5 gruppi, quella cellulare (ovvero la presenza di linfociti T specifici contro il SARS-CoV-2 e, nel caso dei trapiantati di fegato e rene, dei linfociti B). I dati sono stati poi confrontati con quelli di gruppi di controllo composti da persone sane, sottoposte alla vaccinazione anti-COVID nello stesso periodo.

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Sport

Xc Motorsport sugli scudi

Xc Motorsport sugli scudi a Vallelunga e a Varano de’ Melegari. Nella tappa romana del Trofeo Predator’s, giunto al quarto round, in pista per il team civitonico sono scesi Giorgio e Fabrizio Massaini, Stefano Bosi e Mario Benvenuti. In gara 1 Giorgio Massaini guadagna il 3° gradino del podio di categoria e l’11° posto assoluto, Benvenuti 12° assoluto (e 4° di categoria), infine Bosi 14° nell’assoluta e 6° nella sua categoria. In gara 2 sul terzo gradino del podio ci va Mario Benvenuti, che ottiene anche il 12° di categoria), mentre Bosi è quinto (e 12° nella assoluta) e Fabrizio Massaini sesto (e 15° nella generale). Piccoli problemi tecnici non hanno permesso di migliorare ulteriormente i piazzamenti, ma da qui all’appuntamento settembrino di Varano dè Melegari c’è tutto il tempo per migliorare ulteriormente le macchine.

Per Xc Motorsport Giorgio Massaini

«Sono contento del risultato – ha dichiarato Giorgio Massaini – significa che abbiamo lavorato bene e il bilancio di Vallelunga è positivo. Il podio di Gara 1 permette di recuperare qualche punto in classifica e rappresenta una boccata d’ossigeno dopo la trasferta sotto tono di Modena. E un grazie speciale lo dedico a tutta la TC Racing per il preziosissimo supporto tecnico». Soddisfazione anche da parte di Mario Benvenuti, appagato per il podio ottenuto in gara 2. Su gara 1, lo stesso pilota ha dichiarato in maniera ironica che «del cambio non parlo, ci ho litigato già questa mattina». Dal canto suo Stefano Bosi ha postato sui social la foto della “sua nemica amatissima”, la valvola regolatrice di pressione della benzina. Un problema non di poco conto risolto il quale avrebbe sicuramente lottato per il podio.

A Varano dè Melegari Luigi Gallo

In simultanea a Varano dè Melegari s’è presentato Luigi Gallo, impegnato nel quarto round della coppa Italia Turismo; dopo esser stato costretto al ritiro per problemi tecnici in gara 1, s’è ampiamente riscattato in gara 2 agguantando la seconda piazza assoluta e la seconda di classe Tcr dopo essere stato sesto posto assoluto in qualifica. «In una situazione ostica, sia per il meteo rovente sia per l’alto livello degli avversari – ha raccontato il pilota – abbiamo lottato a denti stretti per tutto il weekend al fine di portare a casa il massimo risultato e ci siamo riusciti centrando il podio. Questo risultato ci ripaga del grande lavoro svolto dal team Pro Race e del grande supporto di tutta la XC Motorsport. Ora puntiamo alla gara di casa, Vallelunga, dove speriamo di replicare le buone prestazioni fatte vedere negli ultimi due round».

Unico neo del fine settimana

Unico neo del fine settimana, Emanuele Pasquinelli e Mirco Fiordelmondo, impegnati nella ATCC Sprint series a Vallelunga con una Renault Clio, non hanno potuto partecipare all’infero weekend di gara a casa un problema sulla vettura non risolvibile.

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Cronaca

Stazione Termini al setaccio dei Carabinieri

Stazione Termini al setaccio dei Carabinieri. Presso il principale scalo ferroviario e nelle vie adiacenti, i militari del Nucleo Roma Scalo Termini hanno denunciato una cittadina straniera per interruzione di pubblico servizio e rifiuto di fornire le proprie generalità. La donna dopo essersi rifiutata di indossare la mascherina a bordo di un treno diretto a Foligno, all’arrivo dei militari ha negato le proprie generalità, provocando un ritardo di alcuni minuti nella partenza del convoglio.

Tentata truffa fingendosi dipendente

Una cittadina rumena, domiciliata presso l’insediamento nomadi di via Tiburtina, è stata denunciata per il reato di tentata truffa. La donna si è finta dipendente di un’azienda di trasporti ferroviari ed ha chiesto ad un viaggiatore un compenso in denaro, dopo averlo aiutato ad acquistare un titolo di viaggio alle biglietterie automatiche. Un cittadino rumeno è stato segnalato all’autorità competente, poiché inottemperante al divieto di ritorno nel comune di Roma, a cui era già sottoposto dal mese di giugno scorso, mentre uno iracheno, è stato denunciato dai Carabinieri, poiché è al termine degli accertamenti è risultato gravato dal “cd. Daspo Urbano”, divieto di accesso all’area urbana della stazione ferroviaria Roma Termini.

Due persone segnalate per reato di molestie

Altre due persone, sono state segnalate all’autorità giudiziaria, per il reato di molestie. I due sono stati sorpresi dai militari mentre molestavano alcuni viaggiatori all’interno dello scalo ferroviario, con richieste di elemosina o offrendo con insistenza la loro assistenza ai distributori automatici di biglietti. Una pratica diffusa nella stazione. Un cittadino tunisino è stato segnalato poiché è stato trovato dai Carabinieri in possesso di modica quantità di sostanza stupefacente. Infine, i Carabinieri hanno sanzionato amministrativamente 5 persone, tutte responsabili della violazione del divieto di stazionamento nei pressi della stazione Termini. A loro carico i militari hanno emesso un ordine di allontanamento per 48 ore dalla predetta area.

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Economia

Sblocco dei porti sul Mar Nero e sul Danubio vitale per l’export del grano

Sblocco dei porti sul Mar Nero e sul Danubio vitale per l’export di 21 milioni di tonnellate di grano, che l’Ucraina stima di produrre quest’anno nonostante la guerra. È quanto afferma la Coldiretti sulla base degli ultimi dati UGA (l’associazione dei produttori, trasformatori ed esportatori di cereali ucraini) in riferimento all’arrivo delle prime otto navi straniere in porti ucraini lungo il canale Danubio-Mar Nero, per avviare le operazioni di carico alla vigilia dell’incontro a Istanbul tra Russia, Ucraina e Onu sulle esportazioni di grano ucraino.

Sblocco decisivo per il 10% degli scambi

Le ultime stime sulle produzioni del paese invaso dai russi indicano raccolti in crescita a 27,3 milioni di tonnellate per il mais e a 1,7 milioni per le barbabietole, mentre stabili a 9 milioni di tonnellate i semi di girasole, a 2,2 milioni la soia, a 6,6 milioni l’orzo. Una situazione in miglioramento rispetto alle prime previsioni ma ancora lontanissima dalle produzioni dell’anno prima della guerra quando sono state raccolte in Ucraina ben 33 milioni di tonnellate di grano, 37,6 milioni di tonnellate di mais, quasi 17 milioni di semi di girasole, oltre 10 milioni di tonnellate di orzo, 3 milioni e mezzo di soia e quasi tre milioni di tonnellate di barbabietole.

Bacino cruciale per approvvigionamento dell’intero pianeta

L’inevitabile indebolimento della produzione agricola ucraina e la paralisi dei porti del Mar Nero hanno sottratto un bacino cruciale per l’approvvigionamento alimentare di vaste aree del pianeta. Proprio dai suoi scali l’Ucraina commercializzava prima della guerra il 95% del suo raccolto di grano, un quantitativo pari al 10% degli scambi mondiali, secondo il Centro Studi Divulga.

Blocco spedizioni aveva alimentato la speculazione sulle materie prime

Il blocco delle spedizioni a causa dell’invasione russa ha alimentato l’interesse della speculazione sulle materie prime agricole dove le quotazioni dipendono sempre meno dall’andamento reale della domanda e dell’offerta e sempre più dai movimenti finanziari e dalle strategie di mercato che trovano nei contratti derivati “future” uno strumento su cui chiunque può investire acquistando e vendendo solo virtualmente il prodotto, a danno degli agricoltori e dei consumatori. L’apertura di corridoi di pace per l’export è un segnale importante per frenare la corsa dei prezzi dei cereali e rifornire i Paesi più poveri dove la chiusura degli scali rischia di provocare rivolte e carestie.

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Cronaca

Serra di marijuana in casa: 61enne in manette ad Anzio

Serra di marijuana in casa: 61enne in manette ad Anzio. I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Anzio hanno arrestato in flagranza un cittadino italiano di 61 anni, già con precedenti, gravemente indiziato di coltivazione di sostanze stupefacenti.

Serra con 36 piante

I militari al termine di un’attività informativa hanno fatto scattare una perquisizione presso il domicilio dell’uomo (foto d’archivio), dove hanno rinvenuto 36 piante di cannabis di altezza compresa tra 100 e 150 cm, del peso complessivo di circa 8 kg e circa 4 g di marijuana già essiccata. Il 61enne, che risulta percettore del reddito di cittadinanza, sottoposto agli arresti domiciliari in attesa rito direttissimo.

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NEWS

Radio Roma Capitale Microfono d’Oro per l’informazione

Radio Roma Capitale, con Andrea Pranovi, Microfono d’Oro per l’informazione. La cerimonia di consegna dei premi ieri nella Sala della Protomoteca in Campidoglio. Emozionato nel ricevere il premio davanti alla folta platea della Protomoteca, Pranovi ha sottolineato come Radio Roma Capitale sia non solo la voce degli ascoltatori, ma anche spesso un tramite con le istituzioni, sia quando queste fanno bene che quando invece sono mancanti. Informare con la massima libertà di espressione è la missione di Radio Roma Capitale.