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NAS: chiusi 21 punti prelievo per i tamponi rapidi

Finalmente, i numeri delle persone positive al Covid-19 nel Lazio e nel resto d’Italia iniziano a migliorare. Tuttavia, come ormai sappiamo bene, la pandemia di certo non è finita.

Sebbene i dati facciano ben sperare, infatti, e si inizi a vedere un possibile ritorno alla normalità, non bisogna sottovalutare la diffusione che la variante Omicron continua comunque ad avere. Di conseguenza, in caso di sintomi, rimane fondamentare sottoporsi a tampone.

A questo proposito, il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute ha avviato, d’intesa con il Ministero della Salute, una vasta campagna di accertamenti, per verificare la corretta esecuzione dei tamponi e analisi antigeniche per la ricerca del Covid-19. Al fine di evitare, anche in questa discesa della curva epidemiologica, irregolarità.

I controlli dei NAS in tutta Italia

I controlli dei Carabinieri dei NAS sono iniziati il mese scorso e hanno interessato l’Italia intera. Lo scopo delle analisi è stato principalmente quello di prevenire e contrastare il fenomeno dei “falsi positivi”. Ovvero quei casi in cui i soggetti, già risultati positivi, si presentano presso un punto di prelievo con la tessera sanitaria di un altro soggetto definibile “no vax”, al fine di fargli ottenere, alla scadenza del periodo di quarantena e successivamente a un test negativo effettuato da quest’ultimo, il Super Green Pass.

Complessivamente sono state controllate 1.360 farmacie e centri di analisi, rilevando irregolarità presso 170 di essi. Le violazioni contestate sono state 282. In totale, i punti prelievo per i tamponi rapidi chiusi dopo i controlli sono 21.

Le irregolarità riscontrate

Diverse le irregolarità trovate, di molteplice natura. Dall’uso di tamponi e kit reagenti non regolari, i quali potevano fornire un risultato inattendibile, alla mancata identificazione e registrazione delle persone sottoposte al test.

Ancora, l’inadeguatezza delle figure professionali impiegate nell’esecuzione dei tamponi o l’effettuazione degli stessi in ambienti non idonei sotto il profilo igienico sanitario.

Tante le città in cui sono scattate poi le segnalazioni, da Parma a Reggio Calabria, con Brescia, Palermo e Cagliari.

Cos’è successo a Roma

A Roma, fortunatamente, i NAS hanno riconosciuto un’unica attività svolta senza le dovute prescrizioni.

È stato, infatti, deferito all’Autorità Giudiziaria il titolare di una farmacia di Roma, ritenuto responsabile di aver utilizzato test diagnostici rapidi per il covid-19 privi della prescritta documentazione di conformità. Sono poi stati sequestrati 450 test, per un valore di euro 7.000 circa

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Covid-19, oggi 10.342 nuovi casi positivi

«Oggi nel Lazio su 20.837 tamponi molecolari e 87.754 tamponi antigenici per un totale di 108.591 tamponi, si registrano 10.342 nuovi casi positivi (+5.029), sono 40 i decessi (+24), dato che comprende alcuni ritardi di notifiche, 2.074 i ricoverati (-25), 184 le terapie intensive (-15) e 14.051 i guariti. Oggi è stata raggiunta la quota dei 13 milioni di vaccini somministrati». Lo ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato, in merito ai dati odierni relativi al covid 19 nel Lazio.

Hub vaccinali ad accesso libero da domani alle 14

«Il rapporto tra positivi e tamponi – ha spiegato D’Amato – è al 9,5%. I casi a Roma città sono a quota 4.434. Da domani alle 14, gli Hub vaccinali della Regione Lazio saranno ad accesso libero e fino a esaurimento delle disponibilità giornaliere, per favorire la partecipazione alla campagna vaccinale.

Open Day over 12 nelle strutture AIOP il 13 febbraio

Si terrà il 13 febbraio il prossimo open day nelle strutture AIOP dedicato a over 12 anni per la somministrazione delle dosi booster di vaccino anti Covid ad accesso libero fino ad esaurimento delle disponibilità giornaliere. Tutte le info su Salutelazio.it».

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Seconda serata di Sanremo, ecco cos’è successo

Sono stati poco più di 11,3 milioni gli spettatori della seconda serata del festival della canzone italiana più famoso della storia.

A Sanremo ieri hanno infatti colpito l’irriverente show di Checco Zalone, l’emozione di Laura Pausini e il ricordo di Monica Vitti, scomparsa proprio mercoledì 2 febbraio 2022.

Nel ricordare la grande artista, Amadeus ha commentato: «una grande donna, una delle più grandi attrici della storia del cinema. La sua scomparsa è un lutto per l’intero Paese. Con le sue interpretazioni sempre diverse ci ha fatto piangere, pensare, ridere tantissimo, quando al cinema per le donne i ruoli comici erano una rarità».

Seconda serata di Sanremo, ecco nel dettaglio cos’è successo

L’intervento di Lorena Cesarini

Grande scalpore ha destato il monologo di Lorena Cesarini, volto di Suburra su Netflix, che è stata la co-conduttrice di questa seconda serata di Sanremo. Poco dopo il suo ingresso, l’attrice ha affrontato il delicato tema del razzismo, dal momento che, dopo la sua selezione come presentatrice del Festival, aveva ricevuto commenti xenofobi.

La ragazza, nata a Dakar da mamma senegalese e papà italiano, nonostante sia cresciuta a Roma e sia fiera di essere italiana, ha sperimentato infatti l’odio del popolo social, a causa del colore della propria carnagione. L’attrice ha quindi deciso di portare all’Ariston un discorso contro il razzismo, partendo da un brano di Il razzismo spiegato a mia figlia, libro di Tahar Ben Jelloun.

L’irriverenza di Checco Zalone

Fortemente discusso anche l’intervento di Checco Zalone, che ha ironizzato con Amadeus, definendolo maschilista. Poi, il comico, si è spinto in una reinterpretazione, in chiave LGBTQ, della favola di Cenerentola.

Parliamo della musica

Grande emozione di Laura Pausini che, dopo la sua esibizione, riflette su una possibile sé non vincitrice di Sanremo 1993. La cantante procede successivamente, insieme a Mika e Alessandro Cattelan, all’annuncio della conduzione dell’Eurovision Song Contest, che si terrà a Torino dal 10 al 14 maggio 2022.

Dopo la Pausini, la canzone di Emma e la standing ovation per Iva Zanicchi. A 82 anni appena compiuti, la Zanicchi risulta l’unica donna con tre vittorie al festival, nel 1967, nel 1969 e nel 1974. Nel 2022 torna con la canzone “Voglio amarti”.

Gli altri artisti in gara, in questa seconda serata, sono stati Sangiovanni, Giovannu Truppi e Le Vibrazioni. Dopo Emma e Iva Zanicchi, anche Matteo Romano, Ditonellapiaga e Rettore, Elisa, Fabrizio Moro, Tananai, Irama, Aka 7even e Highsnob e Hu.

Foto dall’agenzia ANSA.

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Malamovida, arrivano gli “steward della notte”

Martedì scorso era intervenuto ai microfoni di Radio Roma Capitale Stefano Marin, assessore del I Municipio con delega alle Politiche ambientali, Rifiuti, Rapporti con i cittadini e Polizia locale. Nell’occasione, aveva risposto alle proteste dei cittadini per la “malamovida”, che, soprattutto in alcune zone della città (come quella di Trastevere), sta diventando sempre più insopportabile.

Dopo la nostra intervista, qualcosa è cambiato. Sembra proprio, infatti, che Municipio e Campidoglio stiano collaborando per trovare una possibile (e immediata) soluzione al problema.

Gli “steward della notte”?

Si sta parlando della possibile introduzione, tra le strade di Roma, degli “steward della notte”. Controllori privati contro la movida sfrenata, che potranno essere messi a disposizione degli stessi proprietari e gestori dei locali per monitorare quello che accade intorno a bar e discoteche.

L’obiettivo non è solamente, però, quello di migliorare il riposo dei residenti. Quanto anche quello di evitare che la situazione sfugga di mano, in termini di sicurezza.

L’assessora Lucarelli

La proposta degli steward è stata presentata ieri al tavolo di confronto tra l’amministrazione capitolina e le associazioni di esercenti e commercianti. Spiega Monica Lucarelli, assessora alle Attività produttive del Comune di Roma, in merito:

«Il tavolo di confronto è stato importantissimo perché si dimostra ancora una volta come la concertazione e il dialogo tra le parti possano aiutare ad arrivare al miglior risultato possibile. Roma ha bisogno di una movida gestita in maniera consona. Ha bisogno di un piano che vada a tutelare sia le esigenze dei commercianti che la tranquillità dei cittadini e dei residenti, che vivono nelle aree interessate dai luoghi della movida».

Maggiori controlli

Si interverrà quindi sui controlli. Verrà messo in campo un piano specifico di sicurezza con le forze dell’ordine. Si tratta inizialmente di potenziare le attività degli agenti già in strada, per poi valutare anche la cooperazione degli steward.

Per realizzare un monitoraggio costante e puntuale, partirà poi anche un tavolo permanente in Prefettura, tra l’Amministrazione capitolina e gli esercenti.

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NurSind: gli infermieri dicono basta

Una giornata per dire “basta”, promossa dal sindacato NurSind su scala nazionale.

Dopo essere stati definiti, per mesi, “eroi” gli infermieri sono infatti stanchi e hanno deciso di fermarsi. Lo sciopero durerà 24 ore e interesserà l’Italia intera. Manifestazioni e sit-in animeranno le piazze e a Roma sarà prevista una protesta in mattinata, che si svolgerà in zona Largo di Torre Argentina.

Le parole del sindacato NurSind

«Non vogliamo creare disagio ai cittadini più di quello che già stanno vivendo. Vogliamo però che tutti sappiano che gli infermieri sono una risorsa fondamentale per tutti i sistemi sanitari del mondo, ma evidentemente non per il nostro Governo e le nostre Regioni» spiega il sindacato NurSind in merito alla mobilitazione. 

«Chi di noi può si ferma e sciopera, gli altri garantiranno i servizi essenziali, come sempre abbiamo fatto. Confidiamo nel fatto che tutti coloro che hanno apprezzato il nostro coraggio e il nostro lavoro durante la prima ondata pandemica possano condividere le ragioni della nostra protesta. È proprio a loro che chiediamo un gesto di solidarietà, fermamente convinti che la società civile sia sempre molto più avanti di chi ci rappresenta nelle istituzioni e ben consapevoli del fatto che migliorare le nostre condizioni di lavoro significhi migliorare l’assistenza di tutti».

Le motivazioni dello sciopero

«Il nostro è un lavoro usurante e sottopagato» spiega Stefano Barone, Segretario di Nursind. «Le buste paga degli infermieri pubblici sono sostanzialmente ferme: negli ultimi 13 anni abbiamo visto soltanto un aumento di 80 euro lordi al mese. Come si pensa di trattenere chi già svolge la professione e, nel contempo, di riuscire ad attrarre i giovani?».

«Intanto –continua Barone – negli ospedali di secondo livello, quelli che garantiscono ancora più specializzazioni, si fa fatica a fare i turni. E parlo del San Camillo, Tor Vergata, San Giovanni, Sant’ Andrea o del Policlinico Umberto I. In ognuno di questi servirebbe almeno un migliaio di uomini e donne in più». 

Invece, sono oltre seicento le unità che si sono dimesse già alla fine dello scorso anno. Altrettante, se non di più, dovrebbero seguirle a breve, contando anche i prepensionamenti.

È quindi in corso una grande fuga dagli ospedali da parte degli infermieri, che, a fronte anche del proliferare della pandemia da Covid-19, dovrebbe preoccupare maggiormente. Eppure, per il momento, non sembrano arrivare risposte certe per contrastare l’emergenza.

Gli infermieri scenderanno però in piazza, in attesa di un riscontro. E, per la giornata di oggi, venerdì 28 gennaio, grideranno “basta”.

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Politica

Assessore Pratelli: “Governo intervenga su disposizioni anti covid-19 nelle scuole”

«Chiediamo urgentemente un chiarimento e un intervento al Governo in merito alle disposizioni per l’emergenza Covid nelle scuole. Ci uniamo quindi al grido lanciato dalle Regione nei giorni scorsi perché vi sia una semplificazione delle disposizioni». A scriverlo è Claudia Pratelli, assessora alla Scuola Formazione Lavoro di Roma Capitale rivolgendosi al Ministro dell’Istruzione Bianchi e a tutto l’esecutivo.

Evidente difficoltà interpretativa

«È evidente – ha aggiunto – che c’è una difficoltà interpretativa che sta generando confusione e moltissimi disagi alle scuole e alle famiglie, riguardo le misure introdotte con il decreto del 7 gennaio con le quali si dispone la sospensione della didattica e la quarantena per il gruppo classe, apparentemente in modo indiscriminato per tutti gli studenti. Tutti condividiamo l’esigenza di garantire la massima sicurezza e quindi la disposizione di quarantena in caso di contatto stretto con un caso positivo per i soggetti che non hanno completato il ciclo vaccinale primario così come del resto previsto dal decreto del 30 Dicembre.

Misure ingiustificate per chi non ha avuto contatti stretti con positivo

Questo tipo di misura però appare ingiustificata per coloro che non hanno avuto un contatto stretto con il soggetto risultato positivo nelle 48 ore precedenti e appare altresì in contraddizione proprio con il decreto del 30 dicembre scorso, il quale dispone che la misura della quarantena precauzionale non si applichi a coloro che, nei 120 giorni dal completamento del ciclo vaccinale primario o dalla guarigione o successivamente alla somministrazione della dose di richiamo, abbiano avuto contatti stretti con soggetti confermati positivi al Covid-19. Quello che sta accadendo diffusamente è che la sospensione delle attività in presenza e/o la didattica a distanza sono estese a tutti, negando l’accesso alle lezioni in presenza a studenti e studentesse che non sono in situazioni di rischio.

Situazione di confusione anche normativa

Dopo due anni di pandemia e didattica a singhiozzo abbiamo già avuto contezza delle conseguenze sul piano dell’apprendimento e su quello psicosociale dei ragazzi e delle ragazze, perciò non possiamo permetterci questa situazione di confusione anche normativa che sta ricadendo tutta sulle spalle del personale scolastico e delle famiglie. Abbiamo il dovere di intervenire per garantire chiarezza e il più possibile, stanti le necessarie condizioni di sicurezza, l’esercizio del diritto alla scuola in presenza».

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Covid-19, valore RT nel Lazio sotto l’1 per la seconda settimana consecutiva

Su un totale di 105.335 tamponi processati (di cui 23.419 molecolari e 81.916 antigenici), nelle ultime 24 ore nel Lazio si sono registrati 13.467 nuovi casi di positività al covid-19 (1.520 casi in meno rispetto a ieri). Salgono a 28 i decessi (dieci in più di ieri). Diminuiscono leggermente i ricoveri nei reparti ordinari (-6) e in terapia intensiva (-2), mentre sono ben 11.961 i guariti. Il valore RT è a 0.76, sotto l’1 per la seconda settimana consecutiva. Sono questi alcuni dei dati riportati dall’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato, che ha annunciato che le somministrazioni nella Regione hanno superato i 12,5 milioni.

Il 2 febbraio Open Day vaccinale per donne in gravidanza e allattamento

«Si terranno il 2 febbraio prossimo diversi open day su tutto il territorio regionale rivolti alle donne in gravidanza e in allattamento – ha aggiunto D’Amato – presso la rete dei consultori e i centri aziendali delle Asl di Rieti, Viterbo, Frosinone e Latina. Open day anche presso l’ospedale di Civitavecchia, l’ospedale dei Castelli, l’ospedale Sant’Eugenio a Roma, l’ospedale Grassi di Ostia, a Tivoli presso Palazzo Cianti e presso i centri vaccinali di Bracciano, Cerveteri e Campagnano».

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Covid-19, oggi in aumento nel Lazio ricoveri e terapie intensive

Su un totale di 153.322 tamponi processati (di cui 23.478 molecolari e 128.844 antigenici), nelle ultime 24 ore nel Lazio si sono registrati 17.615 nuovi casi di positività al covid 19 (9.543 casi in più rispetto a ieri). Salgono a 31 i decessi (quattro in più di ieri). Aumentano i ricoveri nei reparti ordinari (+18) e in terapia intensiva (+4), mentre sono ben 10.256 i guariti. Sono questi alcuni dei dati riportati dall’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato, che ha annunciato il record di somministrazioni nella Regione (oltre 55.000). L’obiettivo di fine mese è di arrivare a 3,5 milioni di dosi booster, superando il 70% della popolazione adulta.

Il 2 febbraio Open Day per le donne in gravidanza e allattamento

«Si terranno il 2 febbraio prossimo diversi open day su tutto il territorio regionale rivolti alle donne in gravidanza e in allattamento – ha aggiunto D’Amato – presso la rete dei consultori e i centri aziendali delle Asl di Rieti, Viterbo, Frosinone e Latina. Open day anche presso l’ospedale di Civitavecchia, l’ospedale dei Castelli, l’ospedale Sant’Eugenio a Roma, l’ospedale Grassi di Ostia, a Tivoli presso Palazzo Cianti e presso i centri vaccinali di Bracciano, Cerveteri e Campagnano».

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L’incubo nelle scuole, tra dad e quarantene

Sono passate solamente due settimane dal rientro degli studenti romani nelle scuole, ma la situazione sta già degenerando. Tra i numeri di contagi e le quarantene, così come delle classi in dad, continuano le proteste di genitori, insegnanti e sindacati, che chiedono interventi rapidi e immediati.

Già dal 10 gennaio scorso, giorno di ripresa delle lezioni, erano arrivati dissensi di famiglie e regioni, che chiedevano eventuali modifiche alle regole stabilite per il ritorno a scuola. Oggi, a fronte dei nuovi numeri e della decisione di non modificare la gestioni, le istituzioni scolastiche romane si trovano ormai allo stremo.

La situazione nelle scuole romane e il parere dei sindacati

Delle 24mila classi della capitale, circa 9.600 hanno a che fare con le lezioni online. Vale a dire che su circa 520mila studenti romani ben 208mila sono in didattica a distanza.

Commento Alberto Civica, segretario generale della Uil Lazio: «Stanno emergendo fortissime criticità e numeri in costante aumento, siamo circa al 40% delle classi in quarantena o in dad. Numeri che non ci fanno certo dormire sonni tranquilli».

Un parere, quello del portavoce del sindacato, confermato anche dal segretario della Uil scuola, Saverio Pantuso. «La situazione cambia rapidamente. Ci troviamo costantemente di fronte a situazioni difficili da gestire poiché spesso accade che l’autosorveglianza divenga dad dopo cinque giorni, perché alcuni ragazzi risultati negativi al primo tampone, si rivelano poi positivi al secondo. E quindi bisogna velocemente riorganizzare il tutto. A scuola in primis, ma anche in famiglia visto che soprattutto i più piccoli non sono in grado di gestire connessioni e lezioni online». 

Genitori preoccupati

All’appello delle associazioni di categoria si aggiunge, infatti, anche quello dei genitori. Soprattutto, di quelli con figli piccoli, che si ritrovano a dover chiedere permessi dal lavoro all’ultimo minuto per poter restare in casa e aiutarli nella gestione dell’online.

A questo proposito, da un sondaggio della Uil, emerge, ad esempio, che all’istituto comprensivo Mameli nella scuola dell’infanzia sono in quarantena 3 classi su 9. Nella scuola elementare, invece, in dad 13 classi su 25.

Numeri che preoccupano, tanto le famiglie quanto i presidi. Era intervenuta pochi giorni fa, proprio ai microfoni di Radio Roma Capitale, Cristina Costarelli, dirigente scolastica del Liceo Newton di Roma e presidente dell’Associazione Nazionale Presidi di Roma, che aveva delineato un quadro chiaro e coinciso dell’andamento della situazione.

Una situazione che sta diventando di certo allarmante, tanto per le scuole, quanto per gli stessi studenti e le loro famiglie.

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Cronaca

Covid 19, oggi nel Lazio 12651 nuovi casi positivi e otto decessi

Su un totale di 88095 tamponi processati (di cui 20685 molecolari e 67410 antigenici), nelle ultime 24 ore nel Lazio si sono registrati 12651 nuovi casi di positività al covid 19 (2170 casi in meno rispetto a ieri). Otto sono i decessi (cinque in meno di ieri). Aumentano i ricoveri nei reparti ordinari (+74) e in terapia intensiva (+1). 6027 sono invece i guariti. Sono questi alcuni dei dati riportati dall’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato, il quale ha spiegato che “il rapporto tra positivi e tamponi è al 14,3%” e che “i casi a Roma città sono a quota 6.473”.

L’assessore ha inoltre definita “ottima” l’adesione all’open day vaccinale che si sta svolgendo sul territorio regionale. Sono oltre 12,3 milioni le dosi di vaccino anti covid 19 complessive inoculate nel Lazio. Superate le 3,1 milioni di dosi booster effettuate. “L’obiettivo entro fine mese – ha spiegato D’Amato – è di arrivare a 3,5 mln di dosi booster superando il 70% della popolazione adulta”. “Ieri – ha aggiunto l’assessore regionale – sono state effettuate 58 mila somministrazioni di vaccino, oltre il 50% in più del target della struttura commissariale” Oltre 105mila sono invece le somministrazioni nella fascia 5-11 anni.

D’Amato ha inoltre ricordato che il prossimo 2 febbraio si terrà all’ospedale Sant’Eugenio di Roma un open day rivolto alle donne in gravidanza e in allattamento.

Covid 19, nel Lazio tasso di positività al 14,3%; a livello nazionale è al 14,9%

A livello nazionale, il bollettino di domenica 23 gennaio parla di 138860 nuovi positivi, su 927846 tamponi processati, e di 227 morti. Il tasso di positività scende dal 16,4% al 14,9% di oggi. Aumentano i ricoveri nei reparti ordinari (+185) e quelli in terapia intensiva (+9), mentre i guariti sono 31303.

Da lunedì cambiano i colori di alcune regioni: Puglia e Sardegna passano in zona gialla, mentre di Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Sicilia diventano arancioni.