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Cercano di sfuggire alla Polizia con il “fumo” in macchina: arrestati

Cercano di sfuggire alla Polizia con più di un etto e mezzo di “fumo” in macchina: arrestati in flagranza di reato, dopo un lungo inseguimento finito sul guard-rail del raccordo, 2 uomini. Inutile anche il loro tentativo di far uscire di strada le Volanti. Ieri sera, poco dopo le 21, una pattuglia del commissariato Appio ha segnalato alla sala operativa un’utilitaria sospetta con 2 persone a bordo.

Falchi della Squadra Mobile in azione

I primi a raccogliere “la nota” sono stati i Falchi della Squadra Mobile che, approfittando del fatto che per loro natura operano “in borghese”, si sono posti discretamente alle spalle dell’auto. L’intuizione si è rivelata giusta: fatti pochi chilometri, credendo di non essere visti, i 2 dall’auto in corsa hanno gettato una busta. La sala operativa, nel frattempo, aveva dispiegato varie Volanti per bloccare in sicurezza l’utilitaria. Quando i poliziotti si sono palesati, per tutta risposta, il conducente del veicolo in fuga ha iniziato a speronare le auto della polizia cercando di farle uscire di strada.

Cercano di evitare l’arresto fuggendo a piedi, ma sono bloccati

Dopo vari tentativi, seppur con evidenti difficoltà, gli agenti della Squadra Mobile e delle Volanti sono riusciti a fermare la macchina; inutili anche i tentati degli occupanti, un 23enne ed un 47enne, di fuggire a piedi. Dopo una colluttazione i 2 sono stati definitamente bloccati. La busta lanciata fuori dall’auto conteneva 160 grammi di hashish ed alcuni grammi dello stesso stupefacente sono stati trovati nelle tasche di uno dei 2 fermati. Cinque agenti sono ricorsi alle cure del pronto soccorso e 2 auto della polizia sono state danneggiate.

Arrestati in flagranza di reato

Al termine degli accertamenti i 2 sono stati arrestati in flagranza di reato perché gravemente indiziati dei reati di resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale nonché detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La Procura ha chiesto ed ottenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma la convalida della misura cautelare adottata dalla PG.

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Due arresti per rapina aggravata all’Eur

Due arresti della Polizia per rapina aggravata, lesioni e minacce nei confronti di una anziana donna residente nel quartiere EUR. L’episodio criminale si inquadra infatti nel sempre più diffuso ed odioso fenomeno delle cd. truffe agli anziani, che in alcuni casi prevedono anche un contatto ravvicinato con la vittima, che può spesso comportare danni fisici per la vittima che si aggiungono al trauma psicologico causato dalla violenza morale.

Operazione sospetta notata dalla Polizia nei pressi di un ATM

I poliziotti del Centro Operativo Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale notavano un soggetto intento ad operare nei pressi di un ATM avendo cura di nascondere il proprio viso per non essere ripreso dalle telecamere. Un breve pedinamento consentiva di scoprire il complice e l’autovettura dei criminali, che erano intercettati e bloccati mentre tentavano di allontanarsi a bordo di una Fiat Panda di colore grigio, risultata presa in noleggio da uno dei due soggetti. Fin dai primi accertamenti sono emersi elementi di reità a carico dei sospettati (due ventenni napoletani), trovati in possesso di carte di credito intestate ad una donna, con le quali avevano tentato di “svuotare” i conti correnti della vittima.

Da due fermi a due arresti

Il possesso e il tentato utilizzo ingiustificato delle carte di pagamento consentivano di dar corso a perquisizione informatica immediata dei devices sequestrati ai sospettati. Attraverso l’analisi dei contenuti delle chat si veniva a conoscenza che venti minuti prima della loro cattura i due malviventi si erano resi responsabili di rapina aggravata in danno di un’anziana donna di 96 anni. Altresì, grazie agli elementi probatori estratti dei cellulari dei due fermati è stato possibile ricostruire, in “tempo reale”, la dinamica degli accadimenti che hanno investito la sventurata anziana signora.

Poco prima della cattura avevano minacciato l’anziana

Infatti, pochi minuti prima di essere catturati da personale del Centro Operativo Sicurezza Cibernetica di Roma, i due arrestati si erano intrufolati all’interno dell’abitazione della donna facendole credere di essere dei postini incaricati di consegnarle un pacco per conto di suo figlio, con la complicità di altro individuo che la intratteneva telefonicamente fingendosi il nipote. Altro complice che ha partecipato all’esecuzione del complesso disegno criminoso, minacciava l’anziana donna, sempre telefonicamente, che se non avesse consegnato 15.000 euro e i gioielli, suo figlio sarebbe stato arrestato.

Tecnica per impedire di chiamare aiuti

Le conversazioni telefoniche che i malviventi hanno intrattenuto con la vittima, durante le fasi esecutive della rapina, avvenivano quasi in contemporanea sia sul cellulare che sul telefono fisso presenti nell’abitazione della donna, con l’evidente scopo di precluderle qualsiasi possibilità di chiamare soccorsi, braccandola come una preda. Poiché la signora opponeva resistenza alle richieste dei malviventi, quest’ultimi la aggredivano fino a cagionarle contusioni cranico facciali per le quali era accompagnata al più vicino pronto soccorso, e dimessa con prognosi di 15 giorni. Poi i due arresti.

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Il Progetto Scuole Sicure prosegue

Il Progetto Scuole Sicure dedicato all’educazione alla legalità, indirizzato ai più giovani, prosegue. Nella mattinata di ieri una rappresentanza della Scuola Giapponese a Roma, unitamente al Dirigente Scolastico e ad un responsabile dell’Ambasciata Giapponese si è recata in visita presso l’XI Distretto San Paolo. Gli agenti hanno incontrato gli alunni, i quali hanno partecipato a momenti di condivisione all’insegna del sorriso e dell’affetto dei poliziotti, visitando anche i vari uffici del Distretto. In zona Tuscolano invece, i poliziotti del locale Commissariato, si sono recati presso la scuola elementare Damiano Chiesa di via Marco Decumio dove hanno incontrato 80 alunni e 6 maestre. Durante l’incontro, come sempre, affrontati temi riguardanti il bullismo e l’uso corretto della Rete e dei social.

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Capillari controlli anti Movida a Civitavecchia

Capillari controlli nelle zone della Movida di Civitavecchia degli agenti della Polizia del Commissariato locale, unitamente a personale del Reparto Prevenzione Crimine Lazio e personale dell’Ispettorato del Lavoro di Roma, nella serata di sabato scorso, hanno effettuato capillari controlli nelle zone della Movida. Durante i servizi effettuati alcuni posto di controllo durante i quali sono stati controllati 38 veicoli.

L’esito dei capillari controlli

All’esito delle verifiche amministrative agli esercizi di somministrazione di cibi e bevande è stato sanzionato con la multa di 3.000 euro e la sospensione dell’attività, il titolare di un ristorante etnico, poiché inottemperante alla designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi sui luoghi di lavoro; sono in corso verifiche con il personale dell’Ispettorato del lavoro sulla posizione di un lavoratore del locale. Durante il servizioa eseguita inoltre un’ordinanza di aggravamento della Misura Cautelare dell’Obbligo di presentazione alla P.G., sostituita dagli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, nei confronti di un 63enne italiano, con precedenti di polizia, responsabile di atti persecutori nei confronti della ex convivente.

Zaino rubato a turiste del Kuwait ritrovato dagli agenti

Inoltre, si è conclusa positivamente ed in breve tempo, la vicenda di due turiste del Kuwait che, nella serata di domenica scorsa, appena giunte in città in attesa di imbarcarsi il giorno successivo per una crociera, avevano subìto il furto dello zaino contenente i loro documenti di viaggio, i passaporti e il denaro. Le due donne, recatesi immediatamente negli Uffici del Commissariato, molto agitate e spaventate, hanno raccontato l’accaduto all’agente impegnato nel servizio di vigilanza che immediatamente ha allertato le autoradio del Commissariato. Il tempestivo intervento dei poliziotti ha consentito, grazie anche alla descrizione fornita dalle vittime, di rintracciare i due uomini che, riconosciuti dalle turiste, per guadagnarsi la fuga, avevano abbandonato lo zaino. Gli agenti dopo averlo recuperato e restituito alle legittime proprietarie, hanno denunciato i due soggetti poiché gravemente indiziati di furto aggravato.

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La Questura di Roma contro le truffe agli anziani

La Questura di Roma, in collaborazione con il Commissariato Monte Mario ha realizzato, presso la parrocchia Pio X in zona Trionfale, un incontro per informare e sensibilizzare sui reati ai danni delle persone anziane, vittime, sempre più frequentemente, di truffe organizzate ai loro danni da soggetti senza remore. Un sistema operativo ben organizzato, quello degli autori di questi odiosi reati, che consente di mettere a segno molteplici e proficui “colpi” che danneggiano gravemente la quotidianità dei nonni del quartiere Balduina e non solo.

Agenti del Commissariato Tuscolano

Anche gli agenti del Commissariato Tuscolano hanno avvicinato i cittadini in Piazza San Giovanni Bosco, ove era presente il Camper della Polizia di Stato, e all’interno del Centro Commerciale Cinecittà 2 sito in via Palmiro Togliatti. I poliziotti hanno spiegato nel dettaglio le più comuni tecniche dissuasive che truffatori senza scrupoli mettono in atto, al fine di carpire la fiducia delle persone meno giovani per rubare loro soldi e preziosi.

Materiale informativo della Questura

Durante l’incontro gli agenti hanno distribuito del materiale informativo (locandine e brochure) studiato e realizzato dagli specialisti della Questura di Roma. Gli agenti hanno evidenziato l’importanza di contattare il Numero Unico di Emergenza 1 1 2 in caso di bisogno, anche illustrando l’app YouPol, e hanno ribadito l’invito a non esitare a contattare le Forze dell’Ordine per qualsiasi dubbio o necessità, soprattutto se avvicinati da estranei che avanzano richieste di denaro. La campagna di sensibilizzazione per la sicurezza degli anziani proseguirà incessante e in modo capillare su tutto il territorio della capitale e della provincia.

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Rapinatori rintracciati e in manette

Rapinatori rintracciati e in manette. Il 26 dicembre scorso, i poliziotti erano intervenuti in via Gioberti, a seguito di segnalazione di una rapina a danno di un passante. Contattata immediatamente la vittima, un uomo indiano di 42 anni, aveva raccontato di essere stato avvicinato da due uomini nord africani che, con uno stratagemma, avevano cercato di sfilargli il portafogli contenente 570 euro e la carta bancoposta. Accortosi di quanto stava accadendo, l’uomo aveva tentato di sfuggire ai malintenzionati che, dopo averlo fatto cadere a terra lo avevano picchiato, colpendolo con pugni sul volto. Impossessatisi della refurtiva, i due erano riusciti a fuggire dal luogo della rapina, facendo perdere le proprie tracce.

Rapinatori rintracciati dopo le indagini

A seguito delle immediate e scrupolose indagini e all’estrapolazione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza, i poliziotti il 9 gennaio scorso, sono riusciti a rintracciare i rapinatori. Sottoposti a Fermo di P.G., dopo la convalida da parte del Giudice per le Indagini Preliminari di Roma, il 20enne è stato sottoposto alla misura cautelare della custodia cautelare in carcere, mentre per il 19enne è stata disposta la misura del divieto di dimora nel comune di Roma. Gli agenti del Commissariato Prati a seguito di segnalazione di una rapina all’interno di un’attività commerciale in Piazza dell’Unità, sono intervenuti immediatamente nell’esercizio segnalato dove hanno trovato il responsabile dello stesso che aveva bloccato un 41enne georgiano.

Altra rapina in Piazza dell’Unità

Stando al racconto del richiedente, quest’ultimo avrebbe aperto il registratore di cassa sito al piano superiore del negozio, mentre un altro soggetto avrebbe provato a distrarlo. Sentito il rumore d’apertura del cassetto del registratore di cassa, la vittima notava che il georgiano si stava dirigendo verso l’uscita per guadagnarsi la fuga. Bloccato dagli agenti intervenuti, l’uomo è stato arrestato in quanto gravemente indiziato del reato di tentata rapina in concorso con un altro soggetto riuscito però a fuggire. Gli uomini del XII Distretto Aurelio hanno invece arrestato un 47enne di origini partenopee perché gravemente indiziato del reato di truffa.

Truffa con Rolex falso

La vittima si è presentata presso gli uffici del Distretto di P.S. riferendo di aver pubblicato un annuncio di vendita di un orologio Rolex del valore di 12.500 euro e di essere stato contattato sul sito di compravendita da un uomo dichiaratosi interessato all’acquisto ma che aveva destato dei sospetti in capo al venditore. Infatti, alla richiesta di quest’ultimo di volere ottenere il pagamento con bonifico istantaneo al momento della consegna dell’oggetto, l’apparente acquirente riferiva che il proprio conto corrente non permetteva quel tipo di pagamento per un simile importo e proponeva di far emettere dal proprio Istituto di Credito un assegno circolare, impegnandosi a consegnarglielo all’atto della consegna dell’oggetto.

Trappola al truffatore

I due si erano perciò dati appuntamento presso la filiale ove però ad attendere l’uomo vi erano gli agenti del Distretto Aurelio che, a seguito di perquisizione personale, rinvenivano una carta d’identità ed un assegno circolare risultati essere entrambi falsi.

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L’attività volta al contrasto dello spaccio della Polizia

L’attività volta al contrasto dello spaccio di stupefacenti, prosegue con servizi dedicati su tutto il territorio. Gli agenti del IX Distretto Esposizione hanno arrestato un italiano di 44 anni gravemente indiziato del reato di spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo eroina e hashish. Nello specifico, a seguito di segnalazioni circa un assiduo andirivieni di persone che di giorno e di notte si recavano all’interno di un appartamento dove vi era la presenza di un giovane dedito allo spaccio di sostanza stupefacente, gli agenti hanno eseguito una perquisizione domiciliare. All’interno dell’abitazione sono stati rinvenuti circa 47 grammi di hashish e 6 grammi di cocaina oltre a 4 mila euro in contanti e materiale per il confezionamento.

Attività di controllo a Ostia

È un 19enne l’italiano arrestato dagli agenti del Reparto Prevenzione Crimine poiché gravemente indiziato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacenti. A seguito di un controllo del territorio ad Ostia, i poliziotti lo hanno fermato ed è stato trovato in possesso di circa 25 grammi hashish e 1045,00 euro in contanti. Era a bordo di un monopattino un magrebino di 32 anni, quando l’equipaggio della Polizia di Stato del commissariato di Porta Maggiore, durante il consueto servizio di controllo del territorio, ha intimato l’alt all’uomo il quale, anziché fermarsi, ha cercato di scappare.

Bloccato e perquisito

Bloccato poco dopo è stato prima identificato e successivamente perquisito e trovato con indosso diversi involucri di cocaina, oltre ad una somma di 440 euro quale probabile provento dell’attività illecita. La successiva perquisizione domiciliare ha permesso di rinvenire ulteriori involucri, questa volta di hashish, già confezionati. Durante le indagini è stato appurato che il fermato era già sottoposto all’applicazione di misura cautelare non detentiva per il reato di rapina.

Cassonetto sospetto in via Casilina

E sempre a Porta Maggiore, alcuni agenti liberi dal servizio hanno notato tre individui di nazionalità straniera stazionare nei pressi di un cassonetto di via Casilina. Osservando a distanza i tre, i poliziotti hanno potuto notare un andirivieni sospetto di persone che si avvicinavano al citato cassonetto e si appartavamo con uno di loro. Inoltre hanno assistito ad un prelievo di qualcosa che di volta in volta veniva prelevata dal cassonetto che, infatti, successivamente ispezionato, è risultato avere al suo interno, un contenitore munito di calamita con 7 involucri contenenti cocaina, per un peso complessivo di 1,82 grammi. I tre uomini, tutti di nazionalità magrebina, privi di permesso di soggiorno, sono risultati essere senza una fissa dimora. Le perquisizioni personali hanno consentito di rinvenire su due di loro 195 e 160 euro.

Fermo in via dei Prati Fiscali

In Via dei Prati Fiscali, invece, un 28enne romano è stato fermato a bordo di una macchina dagli agenti della Polizia di Stato del commissariato Esquilino, durante un servizio finalizzato al contrasto del fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti. Il giovane, è stato trovato in possesso di 30 involucri di cocaina, parte dei quali erano occultati all’interno della cravatta ed altri tra le maniche della camicia indossata dallo stesso. Rinvenuta inoltre la somma di 95 euro quale probabile provento dell’attività di spaccio. La base del loro spaccio era ubicata all’interno di una stanza di un bed&breakfast sito in via Napoleone III.

In azione anche gli agenti del commissariato Viminale

Gli agenti della Polizia del commissariato Viminale, al culmine di alcuni servizi di osservazione ed appostamento, hanno fatto irruzione all’interno della camera cogliendo di sorpresa due algerini, rispettivamente di 18 e 30 anni e rinvenendo diversi involucri di sostanza stupefacente tra hashish, cocaina e ketamina. I 2 algerini, ultimati gli atti, sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio in concorso. Mentre in zona San Lorenzo, all’interno di Piazza dell’Immacolata, è stato l’evidente nervosismo malcelato di uno straniero seduto su di una panchina a far scattare il controllo da parte degli agenti del commissariato di zona, mentre transitavano nella piazza durante il consueto servizio di controllo del territorio. Una volta identificato l’uomo, un tunisino di 24 anni, i poliziotti hanno effettuato una meticolosa ricerca nell’area, rinvenendo poco dopo alla base di uno degli alberi una busta con dell’hashish all’interno pari a circa 21 grammi.

Blitz in via dei Georgofili

A far scattare il blitz da parte degli agenti della Polizia di Stato all’interno di una abitazione sita in via dei Georgofili, sono state le diverse segnalazioni giunte al VIII° Distretto Tor Carbone per un continuo viavai di persone all’interno di uno stabile. Avviate subito le indagini con mirati servizi di osservazione ed appostamenti, gli agenti, mediante un espediente, sono riusciti ad accedere all’interno dell’appartamento coadiuvati da un’unità cinofila, mediante la quale si è potuto rinvenire oltre un etto di hashish occultato all’interno di una busta per spedizioni. Inoltre sono stati rinvenuti e sequestrati un bilancino di precisione ed un foglio manoscritto con conti e cifre, probabilmente utilizzato per contabilizzare l’illecita attività di spaccio.

Attività “fatta in casa”

Le indagini hanno permesso di appurare che l’attività di spaccio “fatta in casa” era gestita dal padre, romano di 56 anni e dal figlio, anch’esso romano di 28 anni, i quali sono successivamente stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio in concorso.

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Rapina in Supermercato tra morsi e coltellate

Rapina in Supermercato tra morsi e coltellate. La Polizia ferma 2 donne ad Anzio che, per fuggire dopo aver commesso un furto in un supermercato, hanno ferito una Guardia Particolare Giurata. Arrestate perché gravemente indiziate, in concorso tra loro, dei reati di rapina e lesioni. Per una di loro contestata anche la violazione della legge sulle armi. È successo pochi giorni fa in un supermercato posto all’interno di un centro commerciale sulla Nettunense. Una guardia giurata, in servizio antitaccheggio, ha notato 2 donne che, sicure di non essere viste, infilavano della merce in borse e zaini.

Guardia Giurata sventa la rapina

La Guardia, allertata la Direzione del negozio, è andata oltre le casse del supermercato ed ha visto che le stesse, rapidamente, guadagnavano l’uscita senza aver pagato quanto nascosto. A quel punto la GPG è intervenuta per fermare le due sospette in attesa delle Forze dell’Ordine che, nel frattempo, erano state allertate. La reazione delle due donne è stata repentina. La più grande (46 anni) ha estratto un coltello da cucina ed ha ferito ad un braccio la Guardia Giurata mentre la più giovane (24 anni), si è avventata sull’altro braccio della GPG mordendola.

Fuga delle donne bloccata dagli agenti

Subito dopo le 2 donne hanno tentato la fuga ma sono state bloccate sulla porta dell’ingresso principale del centro commerciale dagli agenti del commissariato Anzio/Nettuno. I poliziotti, durante le perquisizioni, hanno trovato il coltello, che la 46enne aveva nella tasca del giacchetto e la merce asportata dal supermercato. La Guardia Giurata è stata condotta in ospedale per le cure del caso. Dopo gli accertamenti di rito le 2 donne sono state arrestate in flagranza di reato perché gravemente indiziate, in concorso tra loro, di rapina e lesioni e, per la sola 46enne, violazione della legge sulle armi, e condotte in carcere a disposizione della magistratura veliterna.

GIP convalida operato della Polizia

Il Giudice per le Indagini Preliminari di Velletri, su richiesta della Procura, ha convalidato l’operato della Polizia ed ha disposto per la 46enne la custodia cautelare in carcere mentre la 24enne è stata sottoposta alla misura degli arresti domiciliari. Quest’ultima, il 10 gennaio scorso, durante un controllo da parte degli agenti del Commissariato non è stata presso il domicilio dichiarato. Poco più tardi, la giovane è stata rintracciata in zona Lavinio presso la stazione ferroviaria dove è stata arrestata per evasione. Convalidato l’arresto, il G.I.P., con ordinanza di aggravamento di misura cautelare ha disposto per la giovane, la sostituzione degli arresti domiciliari con la misura della custodia cautelare in carcere.

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Quattro arresti a Roma per reati contro il patrimonio

Quattro arresti della Polizia in poche ore per reati contro il patrimonio, in diverse zone della Capitale. Gli agenti dell’XI Distretto San Paolo hanno fermato un romano di 40 anni gravemente indiziato di rapina aggravata nei confronti di un gestore di un minimarket, minacciato con un coltello affinché consegnasse il denaro. L’uomo è riuscito a impossessarsi del registratore di cassa per poi allontanarsi a bordo di un motoveicolo, ma è stato immediatamente rintracciato e bloccato dagli agenti. A seguito di convalida per lo stesso disposta l’associazione in carcere.

Rapina aggravata a Porta Maggiore

Un 50enne italiano, gravemente indiziato del reato di rapina aggravata, è stato arrestato invece dagli uomini del V Distretto Prenestino e del Commissariato di Porta Maggiore. L’uomo, dopo essersi introdotto all’interno di un esercizio commerciale aveva preteso, minacciando la cassiera, il contenuto della cassa, per poi allontanarsi con 80 euro in contanti. Individuato dagli agenti, anche in questo caso riconosciuto grazie alle telecamere di videosorveglianza, dopo la convalida dell’arresto, richiesta dalla locale Procura, per lui disposta la custodia cautelare in carcere.

Rapina fallita in un forno di via Taigi

Ha 32 anni, invece, l’uomo arrestato dagli agenti della Polizia di Stato del commissariato Colombo che, nel tentativo di commettere una rapina all’interno di un forno di via Taigi, ha minacciato con una pinza da elettricista i dipendenti. Dopo una breve colluttazione questi ultimi sono riusciti a farlo allontanare. Grazie alle descrizioni dettagliate, gli agenti lo hanno immediatamente intercettato e arrestato. A seguito di condanna, applicata la pena di 1 anno e 6 mesi di reclusione oltre al pagamento di 600 euro di multa.

Ultimo dei quattro arresti a Ostia

Inoltre, ad Ostia, gli agenti del X Distretto, durante servizi mirati al contrasto e repressione dei furti su autovettura, hanno sorpreso in flagranza, una romana di 47 anni, con precedenti di polizia, in piazza Baroni, in possesso del “kit” utilizzato solitamente per sfondare i vetri delle auto parcheggiate. La donna è stata trovata in procinto di riporre alcuni oggetti che aveva tra le mani, all’interno di alcune buste. L’auto oggetto del furto invece, presentava entrambi i finestrini anteriore e posteriore infranti mentre, l’interno dell’abitacolo era completamente a soqquadro. Arrestata, dopo la convalida, la donna è stata sottoposta all’obbligo di presentazione alla PG. Ad ogni modo, tutti gli indagati che rientrano nella fase del procedimento delle indagini preliminari sono da ritenere presunti innocenti, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.

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Operazione antidroga a Fidene: 14 arresti

Operazione antidroga su larga scala a Fidene della Polizia che ha portato all’arresto di 14 persone per numerosi reati. Gli agenti della Polizia del III Distretto di P.S. Fidene, a seguito di approfondite indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma e svolte con la collaborazione della Squadra Mobile romana e di altri Uffici di polizia, hanno proceduto all’esecuzione di un’ordinanza di applicazione della misura cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma, nei confronti di 14 persone, a vario titolo gravemente indiziate di numerosi reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare oltre 80 episodi.

Operazione in collaborazione con l’U.P.G.S.P. della Questura di Roma

Le attività esecutive sono state realizzate anche con la collaborazione dell’U.P.G.S.P. della Questura di Roma, del Reparto Prevenzione Crimine Lazio e del Distretto di P.S. Casilino. L’indagine, iniziata e condotta sia in modalità tradizionali con pedinamenti e appostamenti, sia con l’uso dei sistemi tecnici/informatici, ha permesso di evidenziare un’intensa attività di spaccio condotta da più persone, non costituite in un’organizzazione criminale, che si relazionavano tra loro. In particolare un 62enne romano e i suoi figli, di 26 e 23 anni, ciascuno con i loro complici, avrebbero posto in atto una serie continua di detenzioni e cessioni di stupefacente in plurime occasioni, frutto evidente di un medesimo disegno criminoso.

Coordinamento dei gruppi di spaccio

I gruppi avevano un determinato coordinamento, anche se poi ciascuno spacciava per proprio conto; avevano previsto una fidelizzazione di alcuni fornitori, nonché l’utilizzo della cosiddetta “retta” presso soggetti direttamente riferibili ai correi. Il procedimento è iniziato con un sequestro di cocaina effettuato dai poliziotti del Distretto Fidene. La droga era “retta” da un “insospettabile” ma, già dalle prime fasi, era emersa la figura del 62enne, tra l’altro già noto agli uomini del III Distretto. La Procura di Roma, dopo questo primo riscontro, ha disposto una serie di attività tecniche per l’operazione. Fin dall’inizio di tale attività si è palesata, nella borgata del Tufello, la presenza di un gruppo di persone in grado di rifornire i vari tossicodipendenti di zona di sostanza tipo hashish, marijuana e cocaina.

Figura già nota alle forze dell’ordine

Oltre al sopra citato 62enne è stata evidenziata la figura di un 52enne romano, anch’egli già noto alle Forze di Polizia, che avrebbe svolto il ruolo di fornitore della cocaina. Il filone di indagine apertosi “seguendo” quest’ultimo indagato ha portato all’individuazione di altri comprimari che, usando il 52enne come grossista, rifornivano varie piazze di spaccio. La droga giungeva ai consumatori con varie modalità: uno degli odierni indagati si era organizzato con un sistema tipo “pony express” con consegne a domicilio, un altro preferiva cedere lo stupefacente in luoghi diversi e stabiliti solo al momento della richiesta telefonica. In alcuni casi la droga era affidata in custodia a persone ritenute “insospettabili”.