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Liti e risse sempre più frequenti tra le strade romane

Litigi e risse sempre più frequenti tra le strade della Capitale, automobilisti che arrivano alle mani per risolvere diverbi sorti per un sorpasso azzardato o per una precedenza non rispettata, episodi di vera e propria violenza urbana travagliano la già compromessa viabilità romana. I dati in possesso della Polizia Locale contribuiscono a fornire una stima della portata del fenomeno: tra il 2022 ed il 2023 sono state registrate 1.115 denunce per lesioni colpose, delle quali almeno 50 molto gravi e volontarie, causate da risse avvenute in seguito a incidenti stradali anche di piccola entità e che spesso comprendono attacchi verso le stesse autorità. Numeri che, in verità, riprodurrebbero una significativa sottostima della problematica: di fatto, a seguito della riforma Cartabia, è quasi sempre necessaria la querela della parte offesa per poter procedere con l’indagine e di conseguenza spesso si procede alla denuncia solo per i casi maggiormente cruenti.

Il “road rage”, o fenomeno della rabbia al volante, è stato descritto per la prima volta dalla stampa statunitense negli anni ’80, e si riferisce a qualsiasi manifestazione di collera durante la guida e può dipendere da diversi fattori. In particolare, la già congestionata circolazione capitolina fornisce terreno fertile per le ire di piloti e pedoni: viabilità compromessa dalla alta densità di automobili e da dissesti del manto stradale; servizi di trasporto pubblico scadenti, marciapiedi assenti o mal collocati, sono solo alcune tra le caratteristiche insite nella morfologia urbana che esasperano i residenti.

Non è possibile, però, giustificare gli episodi di violenza liquidandoli a “pura esasperazione” del cittadino nei confronti di un’amministrazione assente. Il quadro descritto, infatti, rimanda inoltre all’esigenza di investire maggiormente nell’educazione civica, di renderla parte integrante del processo di socializzazione dell’individuo sin dalla prima infanzia con lo scopo di formare un’identità forte e consapevole anche delle difficoltà che caratterizzano lo “stare insieme”, capace di non andare in crisi nel confronto, anche violento, con l’altro.

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Smog, prof. Miani (SIMA) a RRC: domeniche ecologiche non risolutive

In diretta con Andrea Pranovi su Radio Roma Capitale interviene il professor Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale per affrontare il problema dell’inquinamento a Roma.
Attraverso un’analisi brillante e puntuale Miani fornisce una panoramica eloquente circa le cause principali dello smog che attanaglia la capitale, evidenziando tra tutti l’impatto della straordinaria siccità sperimentata dal territorio che, come afferma il professore “ha ridotto in maniera drastica le precipitazioni e quindi ha impedito un lavaggio, una ricaduta a terra degli inquinanti emessi in città ed in provincia”.

Nel quadro nazionale “Roma ha un’incidenza media di inquinamento atmosferico molto lontana da quelli che sono i problemi del Nord Italia” continua Miani, rilevante è l’elevata concentrazione del traffico veicolare, di fatto “l’incidenza degli ossidi di azoto è molto elevata rispetto alla media nazionale. Siamo all’80% rispetto alla media nazionale attestata al 40%” conclude.
Il traffico urbano rappresenta un fattore chiave nel quadro presentato dal professore e restituisce importanti spunti di riflessione circa le misure da adottare per evitare l’innalzamento dei valori di emissione di polveri inquinanti: “Implementare i mezzi di trasporto di superficie collettivi” suggerisce il professore, preferibilmente “cambiando il parco mezzi con mezzi elettrici e mezzi ad idrogeno che sono ad impatto zero, aumentando il numero delle corse e rendendole più capillari e più puntuali”. Tra le soluzioni proposte da Miani anche l’incentivo del car sharing, preferendo ancora mezzi a impatto zero e l’abbassamento di uno, due gradi dei riscaldamenti domestici che incidono in maniera notevole tra i fattori di inquinamento cittadino.
Sulle misure verdi adottate dall’amministrazione capitolina e sull’utilità di iniziative come le domeniche ecologiche, il presidente della SIMA ne riconosce l’importanza ma le priva di valore risolutivo, etichettandole come “situazioni tampone, come possono essere il blocco del traffico, le targhe alterne, non sono risolutive“. I meriti maggiori vanno infatti rintracciati nella natura delle iniziative di “avvicinare i cittadini alla città in una maniera diversa e poterla vivere in maniera diversa non come soluzione al problema dell’inquinamento”.

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Traffico da bollino nero per le partenze di agosto

Traffico da bollino nero per le grandi partenze di agosto. A partire dal pomeriggio di oggi, lungo la rete Anas è atteso traffico in costante aumento. In particolare Viabilità Italia prevede bollino rosso, a partire da oggi e bollino nero nella mattinata di domani, 6 agosto, con spostamenti in aumento verso le grandi direttrici. Il bollino torna rosso a partire dal pomeriggio di sabato 6 agosto e per tutta la domenica, 7 agosto, con traffico intenso per le ultime partenze di questo primo fine settimana agostano. La panoramica completa dei bollini per l’estate è disponibile sul sito di Anas e sul sito di Viabilità Italia.

Traffico in aumento in tutta la Penisola

Le tratte interessate sono, in direzione sud, le principali direttrici verso le località di villeggiatura, in particolare lungo le dorsali adriatica, tirrenica e jonica e ai valichi di confine in direzione di Francia, Slovenia e Croazia, e in uscita dai centri urbani e per i numerosi spostamenti locali. Si prevede, inoltre, un consistente flusso di traffico in prossimità dei centri urbani, soprattutto a partire dal tardo pomeriggio di domenica, in concomitanza con i rientri del fine settimana.

Divieti per i mezzi pesanti

Oggi dalle 16 alle 22, domani sabato 6 agosto dalle 8 alle 22 e domenica 7 agosto dalle 7 alle 22, è in vigore il divieto di transito dei mezzi pesanti. Il traffico riguarderà in particolare i principali itinerari turistici: la A2 “Autostrada del Mediterraneo” che attraversa Campania, Basilicata e Calabria; le statali 106 Jonica e 18 Tirrena Inferiore in Calabria; le autostrade A19 Palermo-Catania e A29 Palermo-Mazara del Vallo in Sicilia; la strada statale 131 Carlo Felice in Sardegna.

Particolarmente trafficata la Pontina

Particolarmente trafficata la strada statale 148 Pontina nel Lazio, arteria che insieme, alla SS7 “Appia”, assicura i collegamenti tra Roma e le località turistiche del basso Lazio; l’Itinerario E45 (SS675 e SS3 bis) che interessa Umbria, Toscana, Emilia Romagna e collega il nord est con il centro Italia; le direttrici SS1 Aurelia (Lazio, Toscana e Liguria), SS16 Adriatica (Puglia, Molise, Abruzzo, Emilia-Romagna e Veneto).

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Traffico da bollino nero per sabato 6 agosto

Traffico da bollino nero per sabato 6 agosto, secondo le previsioni di ANAS Viabilità che, attraverso un comunicato ufficiale, ha messo in guardia tutti coloro che si apprestano a mettersi in viaggio nell’arco delle prossime settimane, evidenziando il bisogno di impiegare vetture in stato ottimale, efficienti e in grado di assicurare idonei standard di sicurezza. Da prassi l’invito ai conducenti di adottare prudenza e di rimanere concentrati al volante evitando distrazioni, così da garantire l’incolumità propria, dei passeggeri e degli altri utenti della strada.

Traffico intenso il 6 e il 7 agosto

Stando alle stime il primo fine settimana da bollino nero sarà quello di sabato 6 agosto, dalla mattina fino al primo pomeriggio, rosso invece per l’intera domenica. La stessa intensità è prevista pure per i due week-end nella seconda metà del mese, ovvero quelli del 20-21 e del 27-28 agosto. Il ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili ha stabilito la riduzione dei cantieri nell’ambito di un Piano nazionale destinato a ridurre il più possibile i disagi sugli spostamenti lungo la penisola. Per verificare in tempo reale lo stato della rete viaria ed eventuali criticità si rimanda al sito stradeanas.it.

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Cronaca

Ecosistema Mobilità Roma 2022 di Legambiente

Oggi a Roma, nella Sala della Piccola Protomoteca in Campidoglio Legambiente ha presentato Ecosistema Mobilità Roma 2022, la prima edizione del rapporto che fotografa la condizione della mobilità pubblica e privata nella Capitale. I dati raccolti nello studio compongono un quadro che vede a Roma una delle peggiori situazioni nel confronto con le altre grandi città italiane e capitali europee a partire dal più alto tasso di Motorizzazione con 62 auto immatricolate ogni 100 abitanti, ma anche un calo dell’offerta di servizio pubblico dove, considerando il numero medio di viaggi su mezzi pubblici per ciascun abitante ogni anno, si passa da 513 a 328 tra il il 2015 e il 2020 con un calo netto avvenuto tra 2016 e 2017.

Solo 60 Km di Metropolitana

Le Metropolitane romane con soli 60 km sono le più brevi rispetto alle altre grandi città italiane e europee, i tram romani hanno tutti più di 15 anni, con una età media di oltre 34 anni ciascuno e la condizione delle 3 linee ferroviarie (ex concesse) è terribile: la Roma Lido è al disarmo, passata da oltre 20 convogli viaggianti ai 3 di questi giorni; sulla Roma Nord i viaggiatori nell’ultimo biennio hanno trascorso giornate infernali con punte di 100 corse saltate su 190 previste; la Roma-Giardinetti, il tranvetto della Casilina, da Agosto 2015 non fa servizio per 3 km tra Centocelle e Giardinetti, dei 9 km complessivi del suo tracciato, lungo il quale far muovere il bus sostitutivo costa alla collettività più del doppio rispetto a quanto costerebbe la riattivazione dell’intera tratta su un binario che c’è; per la ciclabilità romana poi si registrano 131 cm di ciclabile ogni 100 abitanti.

Male anche la pedonalizzazione

Tra i peggiori dati c’è quello riguardante le pedonalizzazioni: nella capitale la superficie pedonale per ogni abitante è pari a una mattonella quadrata con 42 cm di lato e l’ultima grande pedonalizzazione risale al lontano dicembre 1998 quando, anche grazie alle battaglie ambientaliste di Legambiente, venne decretato lo stop al traffico di Piazza del Popolo, poi niente più.

Scacchi: “Roma è in ritardo”

«Da questa fotografia sulla mobilità romana con tutte le sue criticità, emerge quanto sia indispensabile un impegno collettivo per iniziare a colmare l’enorme ritardo di Roma nel percorso verso una mobilità sostenibile. Oggi stiamo raccontando il deficit strutturale e culturale nel quale la Capitale sembra precipitata in termini di trasporti e utilizzo dello spazio urbano, convinti però che si debba immaginare la nostra città migliore, a misura d’uomo e di bambino, qui dove è nata la prima pedonalizzazione italiana tra Colosseo e Arco di Costantino, dove si è inventata la Cura del Ferro. Se parchi e fiumi hanno sempre separato i quartieri possono esserne invece l’elemento di saldatura, se con il Grab ha preso vita la più bella ciclovia del mondo ancora solo virtuale ora va realizzato. Per Roma serve una poderosa Cura del Ferro con tram, ferrovie urbane e mai più un passo indietro sull’ampliamento indispensabile della rete di Metropolitane; serve un trasporto pubblico completamente elettrico; serve l’ampliamento delle ZTL, l’allontanamento graduale ma incisivo delle auto dalle aree centrali e più sensibili a partire dai motori diesel, la ciclabilità e la nuova micromobilità elettrica da incentivare e mettere in sicurezza, preferenziali lungo ogni asse stradale, strade e piazze scolastiche attorno a tutti gli oltre duemila istituti, il tutto anche secondo l’approccio Vision Zero alla base del nuovo programma europeo di riduzione delle vittime da incidenti stradali». Così Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio. La conseguenza evidente di una mobilità romana tutt’altro che sostenibile, oltre a uno spazio pubblico invaso ovunque dalle auto, è chiaramente la qualità dell’aria: tutti i dati medi di Polveri Sottili (PM10 e PM 2,5) e Biossido di Azoto (NO2) sono oltre i limiti per la salute e, considerando il 2021 appena terminato, sono stati 37 i giorni di superamento delle PM10 alla peggior centralina ARPA su Via Tiburtina (oltre il limite di 35 giorni consentiti). Ancor peggio sono le medie di PM10 e NO2 per il 2021 (dati resi noti oggi da Legambiente su fonte ARPA Lazio): in 12 centraline di monitoraggio su 13 la media annua di NO2 è oltre i 10 ug/m3 (microgrammi per metro cubo di aria) nuovo limite indicato dall’OMS come soglia oltre la quale il biossido di azoto diventa pericoloso per la salute e che sarà il limite al quale la legislazione nazionale si dovrà adeguare nei prossimi anni; l’unica centralina nei limiti e quella di Castel di Guido, ben lontana dal traffico intenso del centro urbano, l’NO2 è infatti un gas irritante per l’apparato respiratorio che porta anche a gravi problemi polmonari e che viene prodotto maggiormente dai motori diesel. Per le PM10 sono addirittura tutte le 13 centraline a superare il nuovo limite di concentrazione media annua di 15 ug/m3 suggerita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, limite anch’esso al quale si dovrà adeguare la normativa nazionale.

Ciafani: “Vanno fatte scelte lungimiranti”

«In tutte le nostre città vanno costruite e concretizzate le politiche di abbattimento delle emissioni climalteranti, riducendo lo spazio per le auto a vantaggio delle persone e della qualità dell’aria – commenta Stefano Ciafani presidente Nazionale di Legambiente – in tal senso anche a Roma vanno fatte scelte lungimiranti e coraggiose che per rilanciare la qualità della vita. Traguardare un orizzonte di mobilità a emissioni zero, rilanciare il trasporto pubblico collettivo ancor di più dopo gli anni della pandemia che stiamo vivendo, spingere all’utilizzo delle due ruote o della micromobilità elettrica mettendone in sicurezza i percorsi, utilizzare la mobilità nuova quale forte elemento di rigenerazione urbana come previsto dal progetto GRAB o con la pedonalizzazione di Colosseo e Appia Antica; tutto ciò deve essere elemento centrale delle scelte, perché la Capitale torni ad essere traino e non fanalino di coda nel confronto con tutte le altre città italiane e dia un suo grande segnale nel contrasto alla febbre del Pianeta».