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Eventi estremi sull’Italia: danni in città e campagne

Eventi estremi tra tempeste di vento, fulmini, nubifragi e grandinate che hanno provocato danni nelle città e nelle campagne con tetti scoperchiati, alberi abbattuti, frane, smottamenti e allagamenti. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti su dati Eswd (European sever weather database), sull’ondata di maltempo scatenata dal ciclone Poppea in soli due giorni dopo un lungo periodo di caldo anomalo.

Eventi che spaccano in due l’Italia

L’Italia è spaccata in due con il maltempo che ha addirittura riportato la neve in quota al nord e le alte temperature e l’assenza di precipitazioni al sud che in Sicilia hanno inaridito i terreni, favorendo l’innesco degli incendi nelle campagne e nei boschi. Ci vorranno almeno 15 anni per ripristinare completamente le zone verdi distrutte dalle fiamme con danni oltre diecimila euro all’ettaro fra spese immediate per lo spegnimento e la bonifica e quelle a lungo termine sulla ricostituzione dei sistemi ambientali ed economici delle aree devastate. Siamo di fronte ad una evidente tendenza alla tropicalizzazione con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal caldo al maltempo.

2023 nella top ten degli anni più caldi

Il ciclone infatti arriva in un 2023 si classifica fino ad ora in Italia nella top ten degli anni più caldi di sempre con una temperatura superiore di 0,67 gradi la media storica che lo classifica al terzo posto tra le più alte mai registrate nel periodo dal 1800, quando sono iniziate le rilevazioni, secondo l’analisi della Coldiretti sui dati Isac Cnr nei primi sette mesi del 2023 dalla quale si evidenzia peraltro che per il nord Italia si è trattato del secondo anno più caldo, con l’anomalia del periodo che è stata di ben +0,86 gradi superiore la media.

Un anno di clima pazzo

Il 2023 è stato segnato dal clima pazzo con all’inizio una grave siccità che ha compromesso le coltivazioni in campo e poi per alcuni mesi dal moltiplicarsi di eventi meteo estremi, precipitazioni abbondanti e basse temperature ed infine dal caldo torrido a luglio e a fine agosto. Un’annata nera per l’agricoltura italiana con danni che, tra coltivazioni e infrastrutture, supereranno i 6 miliardi dello scorso anno, con un taglio del 10% della produzione di grano, del 14% di quella di uva da vino fino al 63% delle pere mentre il raccolto di miele è sceso del 70% rispetto allo scorso anno, secondo l’analisi Coldiretti e si registrano un calo anche per il pomodoro.

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Fiamme alte a Ponte Mammolo questa notte

Le fiamme sono salite alte nella periferia est a Ponte Mammolo questa notte, dove a prender fuoco è stata una delle centinaia di discariche abusive che hanno invaso la Capitale negli ultimi anni. Secondo Legambiente si tratta di un ulteriore dimostrazione della presenza delle Ecomafie a Roma, la cui provincia è in testa alla classifica per numero di ecoreati nel ciclo illegale dei rifiuti per il secondo anno consecutivo, con 1.315 reati, 1.952 illeciti amministrativi, 8,9 illeciti penali o amministrativi al giorno e 4.848 sanzioni amministrative nel 2022 secondo l’ultimo rapporto Ecomafie.

Fiamme accese dalle Ecomafie

«La presenza delle Ecomafie nella Capitale è evidente di fronte a ogni discarica abusiva o incendi di rifiuti come questo – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – con operazioni continue di smaltimento illecito che hanno preso sempre più spazio divorando quartieri, strade, aree verdi e aree golenali fluviali, in tutto il territorio. Anche con questo incendio significa un danno irreparabile all’ambiente, con diossine e benzopirene disperso nell’aria che potranno aumentare il rischio di problemi sanitari nel futuro.

Aumento delle discariche abusive

Poi però è chiaro anche che il numero di discariche abusive ed ecoreati nella Capitale, ha subìto un vertiginoso aumento negli anni, fino al primo posto nazionale per questo tipo di illegalità, perché, se non c’è un ciclo virtuoso dell’economia circolare che continuano a chiedere a gran voce al Campidoglio, si continuano a lasciare praterie a chi smaltisce illegalmente e dove agire indisturbati».

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Mammuth di Rebibbia trasformato in eco-murales

Mammuth di Rebibbia trasformato in eco-murales, ossia restaurato con l’uso di ecopitture fotocatalitiche e purificatrici di aria, grazie a una cordata di realtà rivolte al green capitanata da Yourban 2030 e Atac. Lo storico murales nel piazzale della Metro Rebibbia fu realizzato nel 2014 da Zerocalcare nell’ambito della collaborazione tra ATAC e AIE Associazione Italiana Editori, in occasione della tredicesima edizione di Più Libri Più liberi, Fiera Nazionale della piccola e media editoria, e con la curatela di 999 Contemporary. L’opera rientra nel progetto di ATAC finalizzato al riposizionamento e all’aumento della percezione di decoro delle infrastrutture del trasporto pubblico locale di Roma.

Restauro green del Mammuth

Con il restauro green del Mammuth di Zerocalcare, Yourban 2030, l’associazione rivolta alla diffusione dell’Agenda 2030, dopo aver lanciato a Ostiense il primo e più grande eco murales d’Europa nel 2018, torna con una nuova sfida: utilizzare interventi di tecnologia green non solo per nuove opere ma anche per la riqualificazione di quelle già esistenti. Il Mammuth di Zerocalcare è stato restaurato con l’utilizzo di pitture ecosostenibili che trasformano gli agenti inquinanti (come ossidi di azoto e zolfo, benzene, formaldeide e monossido di carbonio) in molecole di sale. Con i suoi 60 mq, realizzati in restauro con le eco pitture, da oggi ha un impatto ecologico pari a 2,4 alberi piantati, con 12,8 auto Benzina Euro 6 il cui inquinamento è eliminato ogni giorno e 34,1 Kg di CO2 in meno nell’aria.

A cura di Maria Bressan

A curare il restauro del Mammuth una giovane artista friulana, Maria Bressan in arte Rosmunda, muralista ed illustratrice italiana che vive e lavora a Carrara, in Toscana, e ha molto a cuore tematiche sociali ed ambientali. La sua ricerca è improntata sul rapporto tra uomo e natura. Dal 2018 ha realizzato numerosi murales tra Italia e Spagna e crede fermamente che la Street art sia un efficace strumento per creare appartenenza risollevando luoghi e persone dal degrado. Il restauro del Mammuth è promosso da ATAC, l’azienda per la mobilità di Roma, e Yourban 2030, associazione no profit fondata da Veronica De Angelis, inserita tra le 10 donne Green dell’anno nel 2020, e approdata negli USA grazie a Frank Ferrante della Ferrante Law Firm, estendendo così a livello globale la mission di promuovere progetti di rigenerazione urbana attraverso l’arte.

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Piante da curare nel periodo estivo: i consigli dell’ODAF

Piante da curare nel periodo estivo: dall’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della provincia di Roma (ODAF Roma) arriva un semplice vademecum per poterle conservare al meglio quando si parte per le vacanze.

Il caldo torrido e le piante

«In queste settimane – spiega Flavio Pezzoli, presidente ODAF Roma – abbiamo assistito ad un periodo di caldo torrido, che ha coinciso anche con molte partenze dalle città per le vacanze. Molti hanno il problema di come gestire la presenza di piante di ogni genere sui propri balconi o all’interno degli appartamenti. Uno romano su tre preferisce metterle in macchina per portarle in trasferta al mare o in montagna, ma la maggior parte rimane in città in ambienti improvvisamente senza luce e molto caldi e soprattutto senza acqua. Occorre sapere – sottolinea Pezzoli – che il cambio di ambiente per una pianta può essere anche fonte di grande stress.

In vacanza le portiamo con noi

Quindi quando andiamo in vacanza e portiamo le nostre piante con noi valutiamo bene dove le metteremo la temperatura che troveranno e soprattutto i primi giorni osserviamo tantissimo perché ci daranno immediatamente i segnali di stress qualora ve ne sarà. Le nostre piante ornamentali – specifica Pezzoli – soffrono più di ogni altro essere vivente l’abbandono nei nostri appartamenti. Dobbiamo fare molta attenzione perché tra tapparelle abbassate e periodi prolungati di buio, caldo infernale e assenza di acqua, molte delle nostre piante, al nostro ritorno, le troveremo morte».

Cosa fare per allungarne la vita?

Cosa fare per allungare la loro vita? Lasciare entrare un po’ di luce dalle finestre consentendo loro di proseguire il processo di fotosintesi clorofilliana; se abbiamo sottovasi mettere acqua, la pianta ne prenderà alla bisogna; oppure i classici metodi una volta, riempire una bottiglia di acqua capovolgerla e inserirla a terra nel vaso con il tappo con un foro per fare uscire lentamente l’acqua, così il terreno piano piano prenderà acqua dalla bottiglia e quindi avrà possibilità di avere la terra e le radici sempre umide; se abbiamo luce in bagno mettere tutte le piante nella vasca e mettere non troppa acqua alla base e in questo modo le piante prenderanno l’acqua che gli serve.

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Legambiente presenta il Rapporto Nazionale Spiagge 2023

Legambiente presenta il Rapporto Nazionale Spiagge 2023, lo studio analitico sulla situazione e i cambiamenti in corso nelle aree costiere italiane che rappresentano una delle cartine di tornasole più importanti, per capire quali processi ambientali e di gestione sostenibile stanno avvenendo sul territorio, ma soprattutto per analizzare gli impatti che i cambiamenti climatici stanno già portando.

Indicatori del Rapporto di Legambiente

Per questi motivi quest’anno il Rapporto si articola attraverso una serie di indicatori per capire il livello di pressione ambientale che le coste stanno vivendo: gli impatti degli eventi meteo-idrogeologici, il livello di erosione costiera, la mappatura delle aree e dei porti inondabili, il consumo di suolo nei comuni costieri, le concessioni del demanio marittimo, la situazione delle acque di balneazione.

Nel Lazio 48 eventi climatici estremi

Nel Lazio sono stati registrati 48 eventi meteo climatici estremi sul 79% dei comuni costieri tra 2010 e 2023 e il 59% della costa bassa è stata modificata da erosione e avanzamento tra 2006 e 2019; ma la Regione è anche al terzo posto nazionale per incremento del consumo di suolo (tra 2006 e 2021) con un +8,27% di cemento e impermeabilizzazione lungo le coste. Sul piano della balneazione, rispetto ai 243 km complessivi di costa sabbiosa, sono 24,47 i cosiddetti km di costa abbandonata, quelli cioè dove le autorità non concedono la balneabilità per la presenza di foci e torrenti dove quindi neanche sono svolte le analisi microbiologiche.

10,4% del litorale basso non balneabile

0,8 km di costa sono interdetti per inquinamento: complessivamente il 10,4% del litorale basso non è balneabile. Intanto, secondo lo studio “Variazione del livello del mare lungo la costa italiana negli ultimi 10.000 anni” di ENEA, tra le aree inondabili in Italia al 2100 ci sono le piana Pontina, la piana di Fondi e la Foce del Tevere. «Le nostre spiagge vanno preservate da nuovo cemento, inquinamento diretto e dall’entroterra, eccesso di concessioni che non lasciano spazio alla libera fruizione, opere rigide che modificano negativamente interi tratti di litorale – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – e con il nostro rapporto facciamo proprio il punto su quanto di positivo o negativo accade sulla costa».

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Goletta dei laghi, bene Bracciano e Albano male Bolsena e Fondi

Dei 25 punti oggetto di analisi microbiologiche nei laghi laziali

ben 17 risultano entro i limiti di legge.

Gli otto rimanenti, invece, sono risultati inquinati o fortemente inquinati.

Questo il bilancio dei monitoraggi eseguiti da Goletta dei Laghi che

ha diffuso anche i dati delle analisi effettuate sui laghi Albano e di Bracciano dove tutti i punti campionati risultano entro i limiti.

Male invece il lago di Bolsena e quello di Fondi, entro i limiti tutti i prelievi sui laghi di Canterno, del Salto, del Turano e di Vico “I risultati sul lago Albano di Castel Gandolfo sono positivi, la situazione sembra migliorata – dice Mirko Laurenti, presidente del circolo Appia Sud il Riccio – Continueremo a monitorare il lago per capire se questo miglioramento è sostenuto nel tempo o dovuto ad altri fattori”.

25 CAMPIONATI DA LEGAMBIENTE, 17 ENTRO I LIMITI, 8 INQUINATI

“La Goletta dei Laghi 2023 ha fornito un quadro sulla situazione dei laghi laziali con numerose notizie incoraggianti e nessuna criticità

da scarsa o mancata depurazione, emersa dalle analisi dal lago di Bracciano, dal Lago Albano, dal Lago di Canterno, dai Laghi del Salto

e Turano e dal Lago di Vico (in quest’ultimo continua l’enorme impatto chimico di fosforo e azoto) ma vi sono ancora importanti criticità nel lago di Bolsena e nei laghi di Fondi, Sabaudia e Fogliano, dove sono necessarie azioni risolutive – afferma Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio – Non diamo patenti di balneabilità ma ci concentriamo sull’individuazione dei punti critici, invitando le amministrazioni, i gestori del servizio idrico e la cittadinanza stessa a essere protagonisti nel miglioramento ambientale.

Dobbiamo migliorare la salubrità degli ambienti lacustri considerando anche che il Lazio è tra le regioni con maggior presenza di

Laghi, costieri, vulcanici, carsici o artificiali”.
Nello specifico, sono stati presentati i dati relativi ai Laghi di Albano e Bracciano.

Nel lago di Bracciano sono stati monitorati quattro punti, e tutti sono risultati entro i limiti di legge. I due punti monitorati sul lago Albano sono risultati entrambi entro i limiti.

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Il TAR Lazio respinge i ricorsi contro l’inceneritore: così Legambiente

Il TAR Lazio ha respinto i ricorsi presentati contro il progetto dell’inceneritore a sud di Roma, compresi quello di Legambiente e WWF che commentano:

Motivazioni del TAR da valutare

«Valuteremo le motivazioni della sentenza per capire come procedere. Continuiamo a ritenere che la procedura seguita presenti molteplici elementi di illegittimità e che la scelta di creare un inceneritore da 600.000 tonnellate sia profondamente sbagliata. Sui rifiuti, oggi, invece che nella realizzazione di un inceneritore l’Amministrazione dovrebbe impegnare le proprie forze nel ripulire una Capitale che da un mese, esattamente come negli anni scorsi, è ricoperta di rifiuti ad ogni angolo: una situazione indecente che con queste temperature diventa un problema sanitario.

Inceneritore non nel programma

L’impegno che si è dimostrato nel procedere all’approvazione di questo progetto, non previsto né nel Piano regionale dei rifiuti, né nel programma del Sindaco Gualtieri, sarebbe molto più efficace nell’estensione del porta a porta, oggi totalmente fermo, nell’aumento della raccolta differenziata con una percentuale cristallizzata da anni, in un percorso per l’attuazione della Tariffa Puntuale nel quale siamo totalmente immobili, nella realizzazione di nuove isole ecologiche e degli impianti dell’economia circolare per il recupero dei rifiuti raccolti in maniera differenziata, cantieri dei quali, al di là di tante belle parole, non vi è traccia.

Condanna per Roma

Così si condanna Roma solo a bruciare i propri rifiuti per i prossimi trent’anni almeno con buona pace della mancanza di recupero di materia e delle conseguenze sul cambiamento climatico che in questi giorni sta mostrando una delle sue facce più violente proprio nella Capitale».

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Goletta dei Laghi 2023 inaugura la tappa laziale

Goletta dei Laghi 2023 inaugura la tappa laziale presentando i risultati delle analisi microbiologiche sulle acque dei bacini lacustri di Fondi, Sabaudia e Fogliano: oltre i limiti di legge, quattro dei sei punti campionati dal team di volontari e tecnici di Legambiente. Oggetto dei monitoraggi della campagna, come di consueto, sono canali e foci, i principali veicoli con cui l’inquinamento causato da cattiva depurazione o scarichi illegali arriva nei laghi.

I dati di Goletta dei Laghi

I dati sono stati discussi ieri sera a Monte San Biagio (LT). Intervenuti: Paola Marcoccia, presidente circolo Legambiente intercomunale Luigi di Biasio APS, Roberto Scacchi, presidente Legambiente Lazio, Elisa Scocchera, portavoce Goletta dei Laghi di Legambiente, Lucio de Filippis, direttore del parco naturale Regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi, Paolo Casale, il responsabile della cooperativa pescatori Lago di Fondi, Federico Carnevale, Sindaco di Monte San Biagio e infine Rita Di Fazio delegata del sindaco di Fondi.

Roberto Scacchi, Legambiente Lazio

«In tutti i laghi monitorati nel territorio della provincia di Latina continuano ad emergere criticità forti che chiediamo siano affrontate con urgenza», dichiara Roberto Scacchi, presidente Legambiente Lazio. «Ci sono scarichi illeciti e problematiche relative alle difficoltà depurative nei laghi costieri di Sabaudia, Fogliano e Fondi che dovrebbero essere invece un fiore all’occhiello di una vasta porzione territoriale, a ridosso del litorale. La ricchezza della biodiversità, dall’avifauna alle specie ittiche presenti, è da tutelare al meglio aumentando la qualità della risorsa idrica, attraverso la quale generare green economy e sviluppo sostenibile per questi luoghi che ricadono peraltro in parchi regionali e nazionali.

Indichiamo punti critici

Non diamo giudizi complessivi sui laghi analizzati, ma indichiamo punti critici e chiediamo alle amministrazioni, ai gestori del servizio idrico e anche alla cittadinanza, di essere protagonisti del miglioramento ambientale necessario, mettendoci a disposizione nel continuare a indagare sulle cause dell’inquinamento e sulle azioni risolutive necessarie».

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Il caldo estremo nel Lazio è emergenza climatica per Legambiente

Il caldo estremo nel nostro territorio è emergenza climatica per Legambiente, che chiede politiche d’adattamento concrete e scelte inequivocabili: fonti energetiche rinnovabili e mobilità sostenibile, cura dei parchi e del verde, salvaguardia della risorsa idrica, economia circolare nella gestione dei rifiuti.

Picchi di caldo storici

In queste ore si stanno raggiungendo continui picchi di caldo che battono i record storici a Roma e nel Lazio. Un trend in continuo ed evidente aumento, sul quale interviene Legambiente rivolgendosi all’amministrazione regionale, a quella di Roma e alle grandi aziende del trasporto pubblico, della gestione del servizio idrico, della generazione energetica e della gestione dei rifiuti. «Il caldo sempre più estremo non è estate ma emergenza climatica e c’è bisogno di politiche d’adattamento e scelte inequivocabili – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – al pari di come andrebbe fatto quando si deve fare i conti con le precipitazioni violente, conseguenze diverse del riscaldamento globale scatenato dalle nostre emissioni climalteranti.

Le scelte della politica

Alla politica, all’amministrazione e alle grandi aziende dei servizi nel Lazio, chiediamo di mettere in campo tutto il possibile perché siano protagonisti delle scelte giuste, di fronte a fenomeni di anno in anno sempre peggiori anche nei nostri territori». Già lo scorso anno in alcune porzioni del Lazio si erano contati picchi di 192 giorni senza precipitazione e il record di temperatura nel mese di giugno in Italia era stato registrato a Guidonia Montecelio con 41,2°C. «Per adattare il territorio ad ondate di calore come queste, così come agli altri eventi climatici estremi – conclude Scacchi – non si può che scegliere con coerenza la strada dell’ambientalismo».

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Tevere, sette milioni e mezzo per 5 parchi d’affaccio

Cinque parchi d’affaccio sul Tevere. Sono stati presentati alla città metropolitana, l’ex provincia di Roma, i progetti definitivi

finalizzati a migliorare il rapporto tra i romani ed il principale fiume dalla Capitale.

Con i fondi del Giubileo 2025 l’asta fluviale, nel tratto urbano,

sarà interessata da interventi di rigenerazione urbana che vanno da Ponte Milvio a Ostia Antica, passando per Magliana, Acqua Acetosa

ed il lungotevere delle Navi, l’ex oasi naturalistica del WWF che è una sorta di boschetto ripariale tra ponte Matteotti e ponte Risorgimento.

I progetti permettono di finalizzare i cosiddetti “contratti di fiume”, lo strumento di pianificazione che mira a coordinare gli interventi volti

alla tutela ed alla valorizzazione in questo caso del Tevere.

LE PAROLE DELL’ASSESSORA ALL’AMBIENTE SABRINA ALFONSI

“Per la prima volta l’amministrazione di Roma Capitale discute con l’assemblea i progetti definitivi, finanziati con le risorse straordinarie del Giubileo 2025, già inseriti all’interno del piano di azioni previste

dal Contratto. I progetti sono stati realizzati in tempi brevi, con sopralluoghi pubblici aperti alla cittadinanza, proprio per

condividere con i cittadini ogni fase degli interventi previsti e raccogliere suggerimenti e osservazioni” ha spiegato l’assessora all’ambiente Sabrina Alfonsi, a margine dell’incontro svoltosi a Palazzo Valentini.

LAVORI AL VIA ENTRO IL 2023

“I 5 parchi d’affaccio, oltre a Tiberis, che sarà inserito all’interno

delle azioni del contratto, interesseranno una porzione notevole di territorio rispetto al complessivo lavoro di riqualificazione lungo il Tevere. Quest’azione  – ha aggiunto Alfonsi – è considerata una best practice a livello nazionale: questo dimostra che stiamo lavorando

nella giusta direzione, in modo concreto e utile anche ad incidere maggiormente ai vari tavoli, dare maggior forza alle nostre azioni. Abbiamo rispettato il cronoprogramma, e si prevede che i cantieri partiranno entro l’anno, in modo da realizzare gli interventi previsti prima del 2025. Una storia positiva per questa città e per i suoi cittadini”.

A DISPOSIZIONE DEI CINQUE PARCHI CI SONO 7,3 MILIONI DI FONDI GIUBILARI

A disposizione dei cinque parchi di affaccio ci sono 7,3 milioni di fondi giubilari, quindi 800mila euro in piu’ rispetto a quanto era stato comunicato in un apposita commissione svoltasi, però, prima che venisse licenziato un secondo Dpcm.

“Quello che è stato presentato – ha commentato Rocco Ferraro, il consigliere delegato all’ambiente – Un lavoro sistemico, all’interno

di una strategia condivisa e partecipata per la rigenerazione del lungofiume sia dentro che fuori le mura di Roma che è la premessa

e la vocazione stessa del Contratto di Fiume sin dalla sua costituzione”. Ed il contratto di fiume, di cui l’ex provincia e responsabile,

“dimostra di essere uno strumento complesso che funziona grazie a un processo partecipativo che, nonostante le complessità dei progetti e i tanti soggetti pubblici e privati in gioco, raggiunge gli obiettivi previsti, rispettando appieno i tempi stabiliti nel cronoprogramma”.

Si tratta di uno strumento di governance  che, attraverso la partecipazione di attori pubblici e privati, mira a migliorare la

qualità delle acque ed a prevenire i rischi di natura idraulica. Perché l’obiettivo sia conseguito, è però necessario un lavoro che si sviluppa

in più fasi. Si parte della stesura di un manifesto d’intenti che, nel caso specifico, ha rappresentato la precondizione per partecipare al bando. Una volta stabilite le intenzioni, per arrivare alla firma del contratto di fiume si procede con un’indagine conoscitiva sulle condizioni del corso d’acqua, che viene fatta seguire da un programma strategico. Prima di sottoscrivere il contratto è necessario affrontare un ultimo step, che prevede la stesura di un piano d’azione. Serva ad indicare, operativamente, la strada da seguire per raggiungere gli obiettivi stabiliti nel manifesto d’intenti.