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Appello del WWF per gli impianti FER nel Lazio

Appello del WWF per gli impianti per la produzione energetica FER nel territorio della Regione Lazio. Il WWF Litorale Laziale, in collaborazione con la sezione ISDE della provincia di Latina, ha di recente inviato alla Regione Lazio, all’Assessore al Ciclo dei Rifiuti e impianti di trattamento, smaltimento e recupero, Massimiliano Valeriani, all’Assessore alla Transizione Ecologica, Roberta Lombardi, al Direttore Capitale Naturale, Parchi e Aree Protette, Vito Consoli, un importante appello in linea con quello inviato il 30 marzo c.a. ad alcune amministrazioni, e tra queste quella di Aprilia.

Appello corredato di dati

Nella comunicazione, ben circostanziata e corredata da dati, si richiedeva la regolamentazione delle attività riguardanti gli impianti di trattamento rifiuti e gli impianti per la produzione energetica FER. «Abbiamo chiesto che si realizzi la definizione degli Ambiti Territoriali Ottimali, ATO, e quindi si facciano studi di approfondimento sul territorio per individuare zone di possibile costruzione di impianti ma soprattutto dove si evidenzino le zone e i territori già fortemente degradati dalla presenza di altri impianti. Abbiamo chiesto che si applichi il Piano dei Rifiuti Regionale completamente disatteso e che si rispetti il Piano di Risanamento della Qualità dell’Aria e, laddove necessario, si valuti l’applicazione della direttiva Seveso.

Cittadini devono essere informati

Infine abbiamo chiesto che i cittadini vengano informati di eventuali progetti che riguardano i loro territori dove vivono con le loro famiglia, in fase progettuale, non a lavori iniziati e autorizzazioni rilasciate». Le popolazioni stanno protestando non in virtù del principio NIMBY (inglese per Not In My Back Yard, “Non nel mio cortile”) che avrebbero tutto il diritto a rivendicare, ma che è spesso usato in senso negativo come di chi rifiuta in modo egoistico a priori qualsiasi innovazione. Le comunità sono perfettamente al corrente dei danni alla salute e del degrado all’ambiente che tutto questo comporta, per le loro vite e per la vita dei loro figli. E sono altresì consapevoli che questi impianti sono dannosi e inquinanti per le falde idriche, sono consapevoli che l’atmosfera e i sistemi naturali possono trasportare queste sostanze indesiderate per chilometri e chilometri.

Protesta supportata da dati oggettivi

La protesta dei cittadini è supportata da dati oggettivi e documentati comprovanti una inefficiente gestione del territorio e una apparente indifferenza alla salute della collettività. Per questo ci siamo rivolti alla Regione e ai comuni di Pomezia, Aprilia, Cisterna, Fondi, Terracina, Minturno nella provincia di Latina, ai loro sindaci, alle figure istituzionali che hanno l’obbligo di salvaguardare il territorio e la salute dei propri cittadini.

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Il progetto Ossigeno alla Garbatella

Parte il progetto Ossigeno alla Garbatella, finanziato dalla Regione Lazio con 12 milioni di euro di investimento in tre anni. Questa mattina il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha partecipato all’inaugurazione di 250 nuovi alberi all’interno del Parco della Garbatella di Roma. L’iniziativa rientra nel progetto Ossigeno promosso dalla Regione Lazio. All’evento sono intervenuti Tommaso D’Alessio, Presidente del Circolo Legambiente di Garbatella, Roberto Scacchi, Direttore regionale di Legambiente Lazio ed anche Amedeo Ciaccheri, Presidente Municipio VIII.

Importante step del progetto Ossigeno

«Oggi lanciamo un altro importante step del progetto Ossigeno qui in questo parco, voluto da Legambiente Garbatella che da anni lotta per la sua riqualificazione, con meno cemento e più spazi verdi e aria pulita per i bimbi e le loro famiglie. Inauguriamo la piantumazione di altri 250 tra alberi e arbusti, continuando a far crescere quest’oasi verde chiamata Bosco Intensivo, voluta dal Circolo Legambiente Garbatella e alla quale noi, come Regione, siamo orgogliosi di poter contribuire. In quest’area di piantumazione sono convertiti in ossigeno 10200kg CO2 l’anno», ha dichiarato il Presidente Zingaretti.

Idea della Regione Lazio

«Ossigeno è stata una nostra idea di successo, un’iniziativa che stiamo portando avanti con un nuovo bando in arrivo, perché vogliamo proteggere l’ambiente in cui viviamo ma anche dare vita a spazi nuovi, verdi e belli da vivere come questo parco nel cuore di uno dei quartieri storici della Capitale». Il progetto Ossigeno, fortemente voluto dal Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, è stato finanziato con 12 milioni di euro in tre anni. Pensato per contrastare il cambiamento climatico, compensare le emissioni di CO2, proteggere la biodiversità, migliorare la qualità del suolo e dell’aria, e creare spazi verdi da vivere, l’iniziativa, che ha visto protagonisti cittadini, enti pubblici e varie realtà del territorio ha una doppia valenza sociale ed ecologica. In assoluta sintonia con gli obiettivi indicati dal G20 sul clima di Roma, che prevede di piantumare mille miliardi di alberi a livello globale entro il 2030.

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Grido d’allarme dei consorzi di bonifica laziali

Grido d’allarme dei consorzi di bonifica laziali nella Giornata mondiale della Terra, tramite l’Anbi. «Nella Giornata mondiale della Terra i consorzi di bonifica laziali si uniscono al grido d’allarme per i cambiamenti climatici – ha dichiarato Sonia Ricci, Presidente di Anbi Lazio – perché l’acqua è nel nostro statuto. Ce ne occupiamo difendendo il territorio dai rischi idraulici e la distribuiamo all’agricoltura. Possiamo quindi confermare che, senza un intervento immediato, le prossime generazioni assisteranno alla desertificazione della nostra penisola.

I progetti ci sono

I progetti ci sono. Il “Piano Laghetti” promosso da Coldiretti e ANBI è una soluzione dai benefici immediati e dalla cui realizzazione dipendono progetti per la produzione di energia green, con conseguenti benefici per l’ambiente e per i contribuenti grazie ad un abbattimento delle emissioni di CO2 e dei contributi consortili. Durante l’appena trascorsa stagione invernale – ha concluso Sonia Ricci – abbiamo registrato un deficit idrico del 40% e un aumento di 1°C rispetto le scorse annualità, ciò ha costretto gli agricoltori laziali ad azioni irrigue straordinarie per produzioni dallo scarsissimo fabbisogno idrico, gravando su riserve idriche sempre più in emergenza».

Grido d’allarme condiviso dal Direttore Andrea Renna

Alle dichiarazioni della Presidente Sonia Ricci si è unito il Direttore Andrea Renna, che ha sottolineato come «Le infrastrutture italiane e quelle laziali non sono in grado di gestire l’acqua. Attualmente solo l’11% delle acque reflue viene invasato, il restante 89% viene disperso. Limitare questo spreco realizzando piccoli invasi garantirebbe una riserva d’acqua utile al ripristino delle falde acquifere e di estrema importanza per la biodiversità del nostro eterogeneo territorio, fattore chiave per le prestigiose e riconosciute produzioni agroalimentari laziali».

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L’Orso torna a farsi vedere nel Lazio

L’Orso torna a farsi vedere in alcune zone del Lazio. Il WWF Italia e Salviamo l’Orso (SLO) da anni sono impegnate per salvare il plantigrado con iniziative tese a ridurre le cause di mortalità di origine antropica, favorire l’aumento dell’esigua popolazione e realizzare interventi di mitigazione dei potenziali conflitti tra l’animale e le attività umane (zootecnia e apicultura), mettendo a disposizione di allevatori e apicoltori recinzioni elettrificate quali strumenti di dissuasione di intrusione dell’Orso.

Popolazione di Orso a lungo sull’orlo dell’estinzione

Negli ultimi anni la popolazione di Orso, a lungo sull’orlo dell’estinzione, ha registrato una incoraggiante ripresa della natalità tanto da far sperare in una espansione territoriale della specie in alcuni territori dove era da tempo scomparso. Ciò ha portato le associazioni ad estendere il proprio raggio di azione anche nelle aree recentemente visitate da alcuni orsi provenienti dall’Abruzzo, con la finalità di promuovere una pacifica convivenza tra il più grande mammifero della fauna terrestre italiana e le attività umane in natura. Con questo spirito le associazioni si sono recentemente mobilitate in favore di apicoltori che hanno subito danni ad arnie causati da un esemplare di Orso vagante tra l’alta valle del Velino ed i Monti della Laga.

Interventi dei volontari dello SLO

Ultimi tra gli interventi realizzati dai volontari di Salviamo l’Orso è l’allestimento di 3 recinzioni elettrificate a protezione di altrettanti apiari nei territori di Amatrice e Accumoli fornendo assistenza ed informazione su come mettere in sicurezza le attività apistiche e prevenire gli attacchi. Difatti, la chiave del successo è prevenire i danni, piuttosto che intervenire a danno avvenuto, nel qual caso il danneggiato deve però essere rimborsato perché a buona ragione i costi per garantire la salvaguardia delle specie protette, Orso in primis, vanno sostenute dallo Stato e dalle Regioni e non devono ricadere su coloro che con l’animale condividono il territorio o lasciate sulla spalle di associazioni di volontari come Salviamo L’Orso ed il WWF Italia.

Regione Lazio aderisce al PATOM

La Regione Lazio ha inoltre aderito al Piano di Azione Tutela dell’Orso Marsicano (PATOM) prendendo impegni per la sua sopravvivenza. È pertanto auspicabile che la Regione Lazio, dando seguito agli impegni presi, rimborsi tutti i danni accertati da Orso che avvengono all’esterno delle aree protette. Il WWF Italia e Salviamo l’Orso, auspicano il futuro ritorno del plantigrado sul territorio reatino e stanno programmando iniziative locali congiunte per sensibilizzare, informare e supportare gli operatori del settore maggiormente esposti. Ma per garantire un futuro a questa specie è necessario che tutti facciano la loro parte.

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Oscar Green di Coldiretti a Roma

Gli Oscar Green di Coldiretti a Roma, alla vigilia della Giornata mondiale della Terra, nel primo salone della creatività Made in Italy. Con le rivoluzionarie novità ideate dai giovani nelle campagne per garantire l’autosufficienza alimentare ed energetica al Paese di fronte alla crisi scatenata dalla guerra. In Emilia Romagna Nilo Sori (vincitore nella categoria Campagna Amica) ha ideato una coltivazione di micro ortaggi, insalatine e aromatiche che vengono raccolti quando il contenuto in vitamine è massimo. L’azienda ha sviluppato in proprio un sistema digitale di controllo delle colture (luce, consumo idrico, temperatura) ed un kit per l’autoproduzione casalinga che consente al consumatore di diventare anche coltivatore a casa.

Dalla Puglia Oscar per Fare Rete

Arriva, invece, dalla Puglia un’idea contro la carenza di fertilizzanti scatenata dal conflitto, con penuria di prodotti e rincari record. Valentino Russo (vincitore nella categoria Fare Rete) ha pensato di sfruttare le proprietà delle alghe da concime e biostimolanti per le piante grazie a un progetto di conversione ecologica. Le alghe sono inseminate in laboratorio, poi immesse in mare, vicino agli allevamenti di pesci e ai filari di cozze, dove assorbono l’anidride carbonica, ritornano quindi in azienda per entrare nel bioreattore dove diventano biostimolanti per le coltivazioni agricole.

Creatività in Lombardia

La sensibilità verso la natura, cresciuta esponenzialmente durante la pandemia, ha spinto Mario Bertocco (vincitore nella categoria Creatività) a sperimentare in Lombardia la produzione di piante acquatiche ornamentali per laghetti e biopiscine. Si tratta di piante che non hanno bisogno di fertilizzanti e che, anzi, si nutrono assorbendo le sostanze di scarto prodotte dai pesci finendo per pulire l’acqua. L’indipendenza energetica per un Paese oggi legato al gas russo è, invece, al centro della start up di Antonio Lancellotta (vincitore nella categoria Transizione Ecologica) che in Calabria ha sperimentato serre fotovoltaiche per la coltivazione dei cedri, prodotto simbolo della Pasqua ebraica. I pannelli solari oltre a svolgere la propria funzione creano un microclima capace di garantire maggiore fertilità nella produzione dei frutti.

Noi per il sociale a Chieti

Con la crisi economica che vede oggi 5,5 milioni di italiani in povertà assoluta scende in campo la solidarietà che è uno dei cardini dell’attività delle suore contadine “Figlie dell’amore di Gesù e Maria” (vincitrici nella categoria Noi per il sociale). A Chieti in Abruzzo hanno fatto nascere una vera e propria fattoria della provvidenza dove coltivano la terra, allevano gli animali e fanno il formaggio mentre offrono riparo e assistenza a persone in difficoltà. Spazio anche all’innovazione dell’agricoltura 4.0 con Donato Gentile (vincitore nella categoria Impresa Digitale) che in Calabria coltiva i suoi vigneti dell’Aglianico di Rocco grazie a un satellite che raccoglie un flusso continuo di dati sulle condizioni del terreno, sulla crescita delle viti, sul clima, in tutte le stagioni.

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Domani consiglio straordinario in Aula Giulio Cesare sui rifiuti

Domani il Consiglio straordinario in Aula Giulio Cesare, durante il quale maggioranza e opposizione si confronteranno sul tema dei rifiuti, che a Roma appare non meno spinoso delle evocative “buche” che tempestano le strade della città.

Domani confronto importante

«Bene che la nuova Amministrazione – dichiara Raniero Maggini Presidente WWF Roma e Area Metropolitana – si confronti su un tema che ha un peso notevole sia in termini ambientali sia per la qualità della vita dei cittadini. È ora di avere coraggio, di non svilire il dibattito in materia su dove collocare questo o quell’impianto, ma quali siano le misure più urgenti ed adeguate per diminuire la produzione dei rifiuti nella Capitale. Una vera strategia che non si basi su facili soluzioni ma su una programmazione puntuale che non prescinda dalle competenze necessarie, dal confronto con i cittadini che debbono essere parte attiva affinché le scelte immaginate possano divenire realmente efficaci».

Superare la dimensione della Raccolta Differenziata

Troppo spesso la riflessione sulla gestione dei rifiuti prodotti nel territorio della Città Eterna non supera la dimensione della Raccolta Differenziata, peraltro ancora lontana dai traguardi previsti in Europa (Roma, con una contrazione di 1,5 punti rispetto al 2019, si colloca al 43,8% nei dati ISPRA pubblicati a dicembre scorso). Si tratta di una fase fondamentale al fine di non disperdere materiali che possono essere trasformati in preziosa materia prima-seconda, ma non sufficienti per guardare al futuro per rivendicare il ruolo che compete alla Capitale del Paese. «Nella Capitale – aggiunge Maggini – è ancora frequente sentirsi dire che “la raccolta differenziata porta a porta non si può fare, Roma è una città troppo complessa” e così dicendo e così facendo si continua a perdere terreno rispetto al traguardo minimo del 65% che avremmo dovuto già raggiungere, anzi negli ultimi anni si è riusciti ad aggravare tale distanza.

Eliminare il cassonetto stradale

È inimmaginabile che la Città Eterna non riesca ad eliminare il cassonetto stradale, che attrae fauna selvatica e deresponsabilizza il cittadino. Il cassonetto è una vera propria microdiscarica h24, la cui rimozione, introducendo diffusamente il porta a porta, non solo favorirebbe maggior decoro lungo le strade della città ma, ben più importante, aiuterebbe i cittadini ad adottare comportamenti più responsabili e virtuosi».

Ruolo strategico di AMA

AMA ha un ruolo strategico per garantire risultati concreti ed ha anche un’occasione per trasformarsi in un’impresa fortemente competitiva sul mercato. Domani si potrà discutere anche di questo. L’Europa sostiene con forza la filiera dell’Economia circolare e per accedere alle risorse previste occorre rinnovarsi, non solo raccolta differenziata domiciliare (che si intende ineludibile), ma diretta gestione delle materie prime seconde con il brand dell’azienda e stretta relazione con la grande distribuzione per lavorare sulla prevenzione. Si aggiunga l’urgenza di implementare ove possibile la pratica dell’autocompostaggio, del riuso, della riparabilità dei beni e del recupero delle eccedenze alimentari, nonché l’esigenza di realizzare nuovi Centri di Raccolta Comunali più vicini ai cittadini ed impianti di compostaggio, privilegiando il principio di prossimità nel rispetto delle esigenze dei singoli territori.

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Piano piccoli invasi sposato da ANBI Lazio

Piano piccoli invasi di Coldiretti per garantire il futuro dell’agricoltura laziale, sposato da ANBI Lazio. «La crisi idrica che sta interessando l’Italia è destinata a peggiorare, con la linea rossa della desertificazione tendente sempre più al settentrione e con le infrastrutture disponibili del tutto inadatte a fronteggiare intere stagioni con precipitazioni nulle seguite da improvvise, brevi ed intensissime, bombe d’acqua.

In Italia raccolta ridottissima percentuale d’acqua piovana

Stimiamo che, allo stato attuale, in Italia sia raccolta una ridottissima percentuale d’acqua piovana (circa l’11%). Il resto è disperso senza rifocillare le falde, che ricordiamo, oltre ad essere una riserva d’acqua preziosa e pulita, proteggono il territorio dall’avanzamento del cuneo salino, prima causa della riduzione delle zone agricole», ha affermato la Presidente di Anbi Lazio, Sonia Ricci, sottolineando che: «Come ANBI regionale appoggiamo fortemente il progetto per la realizzazione di piccoli invasi promosso da Coldiretti e sposato da ANBI.

Piano piccoli invasi giusta soluzione

Nel territorio eterogeneo laziale una soluzione ad impatto ambientale zero che garantisca una riserva d’acqua in tempi di magra e che difenda il territorio da eventi climatici potenzialmente disastrosi, si spera diventi concreta e cantierabile nell’immediato». Questo invece il commento del Direttore di Anbi Lazio, Andrea Renna: «Il progetto Piccoli Invasi prevede la realizzazione di piccoli bacini d’accumulo, privi di cemento, completamente inseriti nel contesto ambientale circostante e nel pieno rispetto della biodiversità locale. Questo concreto strumento è una risposta a quanto annunciato durante il Forum Internazionale Coldiretti e Agricoltura dalla Ministra per il Sud Mara Carfagna, che ha indicato i Consorzi di Bonifica come enti strategici e capillarmente distribuiti nel territorio italiano.

Laghetti con il compito di ricaricare le falde d’acqua

I “laghetti” avranno il compito di ricaricare la falda. Non saranno sbarramenti territoriali, non saranno inondati territori realizzando dighe, ma saranno semplici bacini prossimi ad aree rurali ed offriranno opzioni, attualmente in fase di sviluppo, per la produzione di energia pulita. La crisi climatica, l’economia bellica, la spaventosa presa di coscienza di non essere una nazione autosufficiente ma che dipende, per tante risorse alimentari, da altre nazioni, sono istantanee violente che dovremo saper trasformare in opportunità di crescita sociale, ambientale ed economica, sfruttando progetti virtuosi ed efficienti come quello proposto e proiettati al futuro del territorio».

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Sustainability Monitor Report

Il Sustainability Monitor Report (SMR) è il rapporto annuale sulla sostenibilità ambientale e sociale delle catene di fornitura delle principali grandi imprese italiane. Il Report, giunto alla sua seconda edizione, rappresenta un misuratore di come l’economia stia cercando di intraprendere il percorso di transizione verde fortemente promossa dall’Unione Europea. A promuovere il rapporto, presentato a Spazio Europa il 13 aprile alle 9.30, è la Buygreen Community, la rete delle grandi imprese partecipate pubbliche italiane riunite per favorire la trasformazione dei processi di acquisto come strumento di transizione ecologica delle proprie attività, prodotti e servizi. Una comunità di grandi imprese pubbliche Italiane tra cui Eni, Invitalia, Istituto Poligrafico Zecca dello Stato, Poste italiane e Terna con l’importante patrocinio di Confindustria.

Sustainability Monitor Report occasione di riflessione

«Alla presenza di diverse organizzazioni italiane ed europee, la presentazione dei dati del rapporto 2021 sulla sostenibilità delle catene di fornitura delle grandi imprese italiane, sarà l’occasione di una riflessione su come le imprese si siano evolute cambiando l’approccio alla tutela ambientale e alla responsabilità sociale, su come i requisiti di sostenibilità si possano diffondere dentro e fuori il perimetro aziendale andando a concentrarsi sull’intera catena del valore. E rispetto all’edizione precedente ci sono diverse novità», ha spiegato Giorgio Galotti, Coordinatore della Buygreen Community e responsabile del Sustainability Monitor Report.

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Domani “Roma cura Roma”

Domani si svolgerà la prima edizione di “Roma cura Roma” un evento ideato dal Comune di Roma Capitale e promosso assieme a WWF, Legambiente Lazio, FAI Delegazione Roma, Retake Roma, Good Deeds Day e CSV Lazio.

Sul sito di Roma cura Roma

Sul sito si legge: «Un appuntamento all’insegna della cura dei beni comuni, con al centro i cittadini ma anche le istituzioni comunali e municipali, i sindacati, associazioni di categoria, scuole, centri anziani, le sedi locali dei partiti e tutte quelle realtà che a livello locale e nazionale contribuiscono, con il loro impegno quotidiano, a portare avanti le istanze del decoro, della pulizia e del rispetto per l’ambiente in cui viviamo».

Il Presidente del WWF capitolino

Così Raniero Maggini Presidente del WWF capitolino e Area Metropolitana. «Riteniamo che ‘Roma cura Roma’ sia l’occasione per rilanciare un patto per il futuro della città, della collaborazione tra singoli Cittadini, Associazioni e l’Amministrazione. Un’occasione per atti concreti che possano essere il primo di tanti altri passi per interventi mirati a superare le criticità e dare avvio a percorsi di gestione attiva e condivisa tra tutte le energie che vivono e animano la Capitale». Oasi Urbana del Tevere in Lungotevere delle Navi. Appuntamento davanti al Ministero della Marina Militare a partire dalle ore 10. L’Area, che si attende venga riconosciuto Monumento Naturale, è costantemente oggetto dell’impegno del WWF Roma e Area Metropolitana al fine di renderla pienamente fruibile per tutti i cittadini. Nella mattinata si svolgeranno puntuali interventi di raccolta dei rifiuti, con il sostegno di tutti coloro che vorranno partecipare.

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Anche il Lazio partecipa all’Earth Hour 2022

Si terrà sabato 26 marzo 2022 l’Earth Hour, ovvero l’Ora della Terra. Un’iniziativa internazionale, promossa ogni anno dal WWF, che ha l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulla necessità urgente di intervenire sui cambiamenti climatici in corso.

Partecipare è molto semplice e proprio questa semplicità è la chiave del successo del promemoria ambientalista: non bisogna fare chissà cosa per cambiare, nel proprio piccolo, le cose. Si può anche partire da gesti basici, ma concreti. Proprio come lo spegnimento della luce artificiale per un’ora, nel giorno stabilito.

A questa importante iniziativa ha deciso di partecipare anche la regione Lazio, che sabato spegnerà l’illuminazione nelle proprie sedi.

Le parole della Regione in merito all’Earth Hour

«Sabato prossimo, 26 marzo, dalle ore 20.30 alle 21.30, la Regione Lazio aderisce, con lo spegnimento dell’illuminazione delle proprie sedi, a Earth Hour – L’Ora della Terra. La grande mobilitazione globale del WWF che, partendo dal gesto simbolico di spegnere le luci per un’ora, unisce cittadini, istituzioni e imprese nell’intento comune di sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi del risparmio energetico e del cambiamento climatico». Queste le parole di Roberta Lombardi, assessora regionale alla Transizione Ecologica e Trasformazione Digitale del Lazio, in merito alla giornata.

«Spegnere le luci delle sedi della Regione Lazio per un’ora equivale ad abbattere circa 2 tonnellate di CO2. Si tratta ovviamente di un gesto simbolico che però si inserisce in un più ampio discorso, che ci vede impegnati con diverse azioni. Alcune di queste riguardano l’efficientamento energetico degli immobili regionali per il quale abbiamo in corso due procedure di gara. Abbiamo calcolato che in termini di riduzione dell’inquinamento atmosferico ci faranno risparmiare 2mila tonnellate di CO2 annue. Queste sono equivalenti a quanto assorbono in un anno circa 400 ettari di nuove foreste, pari a circa 600 campi da calcio. Altre azioni riguardano invece il rinnovo del parco auto regionale con autovetture ad alimentazione ibrida ed elettrica».

Per il futuro, anche in vista dell’attuale situazione geopolitica

«Altre iniziative scaturiscono più in generale da tutta l’attività di programmazione politica. Come ad esempio lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili sui nostri territori, per le quali come Regione Lazio abbiamo messo a disposizione nei prossimi anni 110 milioni di euro complessivi. Uno strumento rivoluzionario, quello delle Comunità Energetiche Rinnovabili, per ridurre i costi in bolletta, autoprodurre energia pulita che fa bene all’ambiente e alla salute, oltre che alle nostre tasche, e ci permette di essere indipendenti da un punto di vista energetico e liberarci così dalla schiavitù delle fonti fossili» continua l’assessora Lombardi.

«Mai come in questo momento così delicato. da un punto di vista internazionale, abbiamo bisogno di attrezzarci. Anche contro le possibili conseguenze negative della Guerra in Ucraina sulla nostra sicurezza energetica e climatica. Insieme possiamo farlo, ogni giorno con le nostre scelte e i nostri comportamenti. L’appuntamento con Earth Hour, L’Ora della Terra, è sabato 26 marzo alle 20.30. Spegniamo le luci per accendere la speranza. Costruiamo ora un futuro sostenibile» conclude.

Non solo la Regione per l’ambiente

Un impegno importante, quello sottolineato dall’amministrazione regionale, che non rimane però isolato nel Lazio: sono tantissime le iniziative che continuano infatti tutti i giorni per difendere l’ambiente, tanto nella Capitale quanto negli altri comuni.

Giusto per ricordane una segnaliamo, ad esempio, la manifestazione di Fridays for Future, che anche nella giornata di oggi, venerdì 25 marzo, animerà le principali città d’Italia. Un evento per ricordare, ancora una volta, l’importanza di cambiare le cose. Per un mondo e un futuro diverso.

Articolo di Camilla Cavalli