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Cronaca

RSA abusiva chiusa a Bracciano dai Carabinieri

RSA abusiva chiusa a Bracciano dai Carabinieri. Nove ospiti di cui 7 non autosufficienti, accuditi senza alcuna autorizzazione per l’esercizio dell’attività di assistenza ad anziani. Assenza di figure professionali di OSS, di educatore professionale e assistente sociale nonché di una figura di responsabile. Errata applicazione della normativa inerente i posti letto, mancanza dei piani personalizzati individuali dei singoli ospiti e infine non sussistenza dei requisiti strutturali e igienico sanitari previsti dalla normativa vigente.

RSA abusiva in centro storico

Questo il quadro emerso da un controllo eseguito, la scorsa settimana, in un appartamento nel centro storico di Bracciano, da parte dei Carabinieri della Compagnia di Bracciano, del personale specializzato del NAS di Roma, del personale dell’ASL Roma 4 e dei servizi sociali di Bracciano. L’abitazione era adibita a struttura per anziani ma completamente abusiva, prima di qualsiasi autorizzazione. L’esito del controllo ispettivo è stato inoltrato al sindaco del Comune di Bracciano il quale ha emesso un’ordinanza di chiusura dell’attività. Contestualmente, grazie all’attività dei servizi sociali sono stati contattati i familiari, ai quali sono stati affidati i degenti. Il responsabile della struttura in questione, un uomo di 42 anni, rischia una sanzione da 5.000 a 25.000 euro secondo quanto previsto dalla legge regionale 41 del 2003.

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Area della stazione Termini sotto la lente dei Carabinieri

Area della stazione ferroviaria Termini sotto la lente dei Carabinieri per controlli finalizzati alla tutela del decoro e al contrasto di ogni forma di illegalità. Decine di Carabinieri della Compagnia Roma Centro, supportati dai colleghi del Gruppo di Roma, hanno passato al setaccio l’area antistante la stazione, da piazza dei Cinquecento fino ai giardini Einaudi e sotto i portici adiacenti al Museo Nazionale Romano – Palazzo Massimo, dove hanno rimosso numerosi giacigli di fortuna, lì ammassati come bivacco per senza fissa dimora.

Area abusiva di rivendita cibo

In particolare, i Carabinieri del Nucleo Roma Scalo Termini hanno sanzionato 2 cittadine peruviane sorprese in via Enrico De Nicola dove avevano allestito la loro attività di rivendita di cibo pronto, completamente abusiva. Le donne, infatti, stavano vendendo bottiglie di birra in vetro, lattine di bevande analcoliche e generi alimentari, contenuti in pentolame e confezioni di plastica già suddivise in porzioni. Due i “punti vendita” al dettaglio, con relativi menù e prezzi, scoperti dai Carabinieri sul marciapiede antistante l’ingresso del complesso monumentale delle Terme di Diocleziano, sequestrate bibite e 240 kg di generi alimentari contenuti in pentolame e confezioni di plastica di varie dimensioni, il tutto sottoposto a sequestro amministrativo. A loro carico sono state elevate sanzioni pari a 10.000 euro.

Denunciato 46enne peruviano

Un 46enne peruviano è stato invece denunciato perché trovato in possesso di 72 capi di abbigliamento, ancora con i cartellini dei prezzi applicati, di dubbia provenienza. I Carabinieri della Compagnia Roma Centro hanno poi arrestato un cittadino italiano, senza fissa dimora, bloccato appena dopo aver rubato alcuni capi di abbigliamento da un negozio all’interno della Galleria Forum Termini. Altre 12 persone sono state denunciate a piede libero: quattro persone per tentato furto, una perché trovata in possesso di un coltello, una perché trovata in possesso di documenti di terze persone, due responsabili per inosservanza del divieto di ritorno nel comune di Roma e altre 4 responsabili di inosservanza del D.a.c.ur., emesso nei loro confronti dal Questore di Roma.

Controlli alla circolazione stradale

Durante l’attività i Carabinieri della Compagnia Roma Centro hanno anche eseguito numerosi posti di controllo alla circolazione stradale che hanno permesso l’identificazione di 173 persone e la verifica su 48 veicoli.

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Cronaca

Casa circondariale di Viterbo intitolata alla memoria di Nicandro Izzo

Casa circondariale di Viterbo intitolata alla memoria dell’Agente di Polizia Penitenziaria Nicandro Izzo, in servizio nel carcere Poggioreale di Napoli che fu ucciso dalla camorra il 31 gennaio 1983. A darne notizia è l’Associazione Nazionale Polizia Penitenziaria.

Primo incarico, al termine del corso, alla Casa Lavoro di Gorgona

Al termine del corso di formazione presso la Scuola Allievi di Cairo Montenotte (SV), Izzo fu assegnato alla Casa Lavoro di Gorgona. Nel 1969 fu trasferito alla Casa Circondariale della Spezia da dove, nel luglio del 1976, alla Casa Circondariale di Napoli Poggioreale dove è rimasto fino al 31 gennaio del 1983, data della sua morte. «Izzo lavorava al controllo e accettazione dei pacchi indirizzati ai detenuti, dove svolgeva con fermezza e rigore il proprio dovere, attenendosi sempre alle regole senza consentire in alcun modo il passaggio di oggetti vietati, pur sapendo che molti dei pacchi controllati erano destinati a boss della camorra», ricorda Donato Capece, presidente nazionale dell’ANPPE.

Condannato a morte dalla Camorra

Proprio per questa sua scrupolosa osservanza del regolamento fu condannato a morte dalla camorra. A causa delle numerose minacce arrivate a Izzo, il Ministero di Grazia e Giustizia dispose il suo trasferimento a Roma presso il carcere di Regina Coeli, per motivi precauzionali. Nicandro però non raggiunse mai quella destinazione, perché la mattina del 31 gennaio 1983 fu raggiunto da un colpo di pistola alla testa mentre stava raggiungendo il pullman per tornare a casa. Izzo era sposato ed aveva due figli che all’epoca della sua morte avevano sei e otto anni.

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Cronaca

Sigarette da sballo a San Lorenzo: 21enne in manette

Sigarette da sballo a San Lorenzo: 21enne in manette, arrestato in flagranza dai Carabinieri, perché gravemente indiziato del reato detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nella circostanza, in largo Passamonti, i Carabinieri impegnati in un posto di controllo hanno intimato l’alt all’autovettura condotta dal 21enne che, durante le fasi di identificazione ha assunto un atteggiamento nervoso. La cosa ha insospettito i Carabinieri, che hanno deciso di approfondire il controllo ed è emerso che il 21enne era alla guida del veicolo senza la patente di guida, poiché mai conseguita e oltre a ciò il veicolo era scoperto della prevista copertura assicurativa, per cui il giovane è stato contravvenzionato per le previste violazioni al Codice della Strada.

Sigarette elettroniche illegali

La successiva perquisizione veicolare, ha inoltre consentito ai militari di rinvenire e sequestrare 2 involucri di hashish, circa 50 g di marijuana, materiale per il confezionamento, 12 sigarette elettroniche del tipo usa e getta contenenti THC superiore ai limiti consentiti dalla legge, 250 euro ritenuti il provento della pregressa attività di spaccio, nonché un borsello con all’interno documenti personali risultati intestati ad un’altra persona e oggetto di furto. Per questo motivo, il 21enne i militari lo hanno arrestato e condotto presso le aule di piazzale Clodio, dove il Tribunale di Roma ha convalidato l’arresto è disposto per lui la misura dell’obbligo di presentazione in caserma.

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Malamovida e babygang: È allarme sicurezza?

Roma di notte cambia forma, basta sfogliare le prime pagine dei maggiori quotidiani, nazionali oltre che locali, per trovare descrizioni allarmanti delle serate capitoline.
Scenari western sembrano animarsi tra le vie della Capitale: malamovida e bande di giovanissimi con la trap nelle cuffie e i coltelli nelle tasche, negozianti che convivono con il terrore di aprire bottega e costante paura dei residenti di subire furti o violenze.
Titoli sensazionalistici, dal significativo carico emotivo, aprono articoli dei quali protagonista risulta essere sempre la violenza. Proseguendo la lettura, però, i toni iniziano a distendersi e riga dopo riga, man mano che si entra nel vivo dell’accaduto, emerge una realtà critica, eppure molto lontana dall’immagine fornita in prima battuta.

Vengono raccontati episodi che descrivono cronache violente, seppur difficilmente inscrivibili in contesti criminali generalizzati: per commentare i casi di violenza avvenuti negli ultimi mesi nella zona del Pigneto, lo scorso lunedì il Corriere della Sera nella seconda pagina dedicata alla Cronaca di Roma titolava: “Pigneto, babygang scatenate. Spedizioni punitive coi coltelli”. Poche righe sotto, arrivando alla fine dell’articolo, però, si legge: “Per chi indaga non si può parlare ancora in maniera esplicita di baby gang, ma di comitive spesso miste” e nella rassegna stampa degli ultimi giorni di esempi simili se ne leggono copiosi.

Immagini che fotografano una realtà pericolosa, composta da giovani violenti e amministrazioni assenti. Il fenomeno della “malamovida” guida le folli serate romane e raggiunge il cuore delle maggiori discussioni relative al tema della sicurezza urbana attraverso slogan forti che parlano alla pancia del cittadino e ne lasciano digiuna la mente.
Una questione problematica, da sempre sentita dai romani, quella della criminalità, che risulta oggi difficilmente interpretabile e comprensibile nel suo complesso. Di fatto, si rischia di non fornire informazioni coerenti del reale, promuovendo inoltre un quadro distorto di Roma nella sua globalità.

La rilevanza della situazione non è da sottovalutare, le richieste di maggior controllo e protezione da parte delle autorità formulate a gran voce dai cittadini fungono da cartina al tornasole della portata del problema, così come le numerose iniziative civiche organizzate per contribuire a migliorare la percezione di sicurezza dei residenti tutti.

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Cronaca

Attività antidroga a San Basilio dei Carabinieri: 5 arresti

Attività antidroga a San Basilio con i Carabinieri della Stazione locale che, d’intesa con la Procura della Repubblica di Roma, hanno arrestato 5 persone, sequestrando centinaia di dosi di sostanze stupefacenti, tra cocaina, hashish e resina. In via Giggi Spaducci, i Carabinieri della Stazione di Roma San Basilio hanno arrestato un 30enne romano, già noto alle forze dell’ordine, che è stato fermato per un controllo e sottoposto a perquisizione personale e è stato trovato in possesso di 2,280 kg di hashish e di 30 g di resina, e della somma contante di 4.410 euro, ritenuta provento della pregressa attività di spaccio.

Attività proseguita in via Lanciano

In serata invece, in via Lanciano, sempre gli stessi Carabinieri hanno notato un romano di 23 anni, disoccupato e con precedenti, mentre si aggirava con fare sospetto. Il controllo successivo, ha spinto i militari ad effettuare la perquisizione personale e domiciliare che ha consentito di rinvenire e sequestrare un involucro di cellophane di 2,7 grammi di cocaina e la somma contante di 170 euro, ritenuta provento della pregressa attività di spaccio.

Tre arresti in via Gigliotti

Infine, la scorsa notte in via Luigi Gigliotti, al termine di una mirata attività, i Carabinieri della Stazione di Roma San Basilio hanno arrestato 3 soggetti, un cittadino peruviano di 32 anni, senza fissa dimora, un italiano di 20 anni, e un romeno di 29, tutti con precedenti, sorpresi subito dopo aver ceduto dello stupefacente a due persone che sono state poi identificate e segnalate alla Prefettura. Una volta perquisiti sono stati trovati in possesso di 1,2 g di cocaina e uno di hashish.

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Cronaca NEWS

Termovalorizzatore, Gualtieri: “Con i residui faremo le strade e i marciapiedi”

Nel corso dell’Assemblea Generale di Unindustria tenutasi ieri 12 marzo a La Nuvola di Roma, il Sindaco Roberto Gualtieri è tornato sulla questione relativa alla realizzazione del termovalorizzatore a Santa Palomba.
Naufragata la possibilità di averlo pronto per il Giubileo, verosimilmente la fine dei lavori dovrebbe giungere “per la fine del 2026, inizio 2027, con qualche mese per andare a regime. Poi essendoci una gara è possibile anche anticipare i tempi ma quello è il tempo massimo. Noi siamo per correre” asserisce il primo cittadino romano.
La gara pubblica è on line e la scadenza è prevista per metà maggio: ad oggi tra i rispondenti al bando, primeggia il progetto presentato dalla Rete temporanea d’impresa (composta da Acea Ambiente, Hitachi Zose Inova, Suez e Vianini Lavori) che stima la messa a regime e le prove necessarie per ottenere il collaudo provvisorio in non meno di 47/48 mesi.

L’obiettivo dell’impianto dovrebbe culminare nello smaltimento di 600mila tonnellate l’anno di rifiuti indifferenziati; da sempre forte promotore della necessità di un impianto in grado di rispondere al problema rifiuti endemico della Capitale, Gualtieri ricorda che “Roma già usa i termovalorizzatori ma quelli degli altri. Paghiamo gli altri per fare energia con i nostri rifiuti e paghiamo anche il trasporto. E’ una cosa di buon senso fare il termovalorizzatore” e continua descrivendo la portata innovativa dell’opera: “Sarà un termovalorizzatore con le tecnologie più avanzate del mondo. Non si farà solo energia ma le ceneri diventeranno materiali da costruzione: con i residui della termovalorizzazione faremo le strade e i marciapiedi e con il biometano prodotto dai biodigestori che realizzeremo ci faremo andare i mezzi di Atac“.

Dopo il respingimento dei ricorsi presentati da ambientalisti e comitati cittadini di Santa Palomba verso la realizzazione dell’inceneritore, da parte prima del Tar e poi della quarta sezione del Consiglio di Stato, il Campidoglio riceve tacito sostegno dalla Regione: arriva in questi giorni la memoria di giunta regionale riguardo le linee guida per modificare il piano rifiuti della regione che sembra dare, infatti, assenso politico all’inceneritore. Nel testo, firmato dall’assessore al Ciclo dei Rifiuti Fabrizio Ghera, si legge: “È interesse della Regione che la chiusura del ciclo dei rifiuti sia conseguita avendo riguardo al relativo impatto sulle province del Lazio affinché ciascuna provincia possa conseguire l’autosufficienza e chiudere il ciclo dei rifiuti nel proprio ambito territoriale”.

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Cronaca

Organizzazione criminale smantellata dalla Polizia nella Capitale (video)

Organizzazione criminale smantellata dalla Polizia nella Capitale. Alle prime ore di oggi gli agenti, su disposizione della Procura Distrettuale Antimafia di Roma, hanno dato esecuzione ad un provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di 4 indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di omicidio, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, sequestro di persona, incendio, lesioni aggravate, violenza privata e detenzione illegale di arma da fuoco, tutti aggravati dal metodo mafioso.

Organizzazione di spaccio su Telegram

Inoltre, contestualmente all’esecuzione del fermo, si è proceduto all’arresto differito di ulteriori 3 soggetti, in ottemperanza a quanto disposto dal magistrato titolare dell’inchiesta nel corso della realizzazione di “consegne controllate” di sostanza stupefacente, effettuate con l’ausilio di operatori “undercover” del Servizio Centrale Operativo, attraverso cui è stato possibile individuare i componenti di un gruppo di spaccio attivo sul canale Telegram.

Indagini avviate nel febbraio 2023

Le indagini, avviate dal febbraio 2023 dalla Squadra Mobile e dal Commissariato di P.S. “Romanina”, hanno tratto origine dalla duplice gambizzazione di due soggetti, un 23enne ed un 29enne romani, avvenuta in zona Morena, alla quale è seguito l’omicidio del 53enne F.A., per il quale sono stati già tratti in arresto due appartenenti al sodalizio criminale, gravemente indiziati del delitto di omicidio aggravato ed attualmente detenuti. Entrambi i fatti di sangue sono stati commessi mediante utilizzo di armi da fuoco.

Documentata l’associazione criminale

Nel corso dell’attività è stata documentata, in termini di gravità indiziaria, l’operatività di un’associazione criminale dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, con canali di approvvigionamento anche dalla Spagna ed attiva sul territorio della Capitale e in zone limitrofe, che si è avvalsa delle modalità proprie delle organizzazioni di tipo mafioso, ponendo in essere omicidi, gambizzazioni, incendi di abitazioni civili e sequestri di persona, al fine di dirimere gli attriti sorti nell’ambito delle attività illecite del sodalizio. Al riguardo, le attività investigative, corroborate anche dalle dichiarazioni rese da un collaboratore di giustizia, hanno evidenziato che alcuni dei soggetti sottoposti al provvedimento di fermo sono stati ritenuti responsabili di essere i mandanti del ferimento e dell’omicidio in argomento.

Numerosi riscontri probatori

Nell’arco temporale dell’intera attività, sono stati effettuati numerosi riscontri probatori che hanno consentito di sequestrare complessivamente 156 kg circa di sostanze stupefacenti, prevalentemente del tipo hashish, ed un arsenale di armi da fuoco, da guerra e clandestine, di cui disponeva il sodalizio tra cui nr. 14 pistole di vario calibro, nr. 2 fucili a canne mozze e nr. 2 mitragliette. Contestualmente all’esecuzione del fermo, la Procura Distrettuale Antimafia capitolina ha disposto perquisizioni locali nei confronti di ulteriori 15 indagati avendo fondato motivo di ritenere che si possano rinvenire, all’interno delle abitazioni o dei luoghi di loro pertinenza, elementi indizianti funzionali a ricostruire il quadro probatorio a carico dell’organizzazione criminale per la quale si sta procedendo.

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All’Ospedale Gemelli di Roma apre l’Ambulatorio Multidisciplinare per la Disforia di genere

Dal 14 marzo, presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, sarà attivo un servizio di consulenza multidisciplinare dedicato a giovani con difficoltà nella strutturazione della propria identità personale e di genere, rivolto anche al sostegno delle famiglie.
L’introduzione del servizio nasce con l’obiettivo di individuare la tipologia e la durata del percorso idoneo alle esigenze del giovane attraverso l’azione multidisciplinare di esperti quali psichiatri, neuropsichiatri, e psicologi clinici.

“L’apertura di questo ambulatorio risponde alle sempre più numerose richieste di aiuto e  di accoglienza che riceviamo. Lo concepiamo come un momento di riflessione e ascolto ancora prima che terapeutico. Un impegno che vede coinvolti specialisti di diverse discipline che, lavorando in sinergia, vogliono capire e lenire la sofferenza che spesso accompagna queste ragazze e questi ragazzi, con un approccio multidisciplinare. Chi si rivolgerà a noi avrà un percorso dedicato e personalizzato nel quale si lavorerà di concerto per capire, valutare, trattare eventuali patologie, e scoprire la strada da seguire”, afferma il professor Gabriele Sani, direttore della UOC di Psichiatria clinica e d’urgenza e del Centro Psichiatrico Integrato di ricerca, prevenzione e cura delle Dipendenze della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS.

La prima parte della consulenza si articola lungo un colloquio conoscitivo presso l’Ambulatorio Multidisciplinare per la Disforia di Genere, che permetterà l’accesso a percorsi di sostegno e/o cura di gruppo o individuali. Terminato il percorso, verrà rilasciato un certificato circa la tipologia e la durata dell’iter intrapreso e le condizioni cliniche dell’utente.

Un processo travagliato, che trova pieno sostegno nell’operato del nosocomio. Il professor Eugenio Maria Mercuri, Ordinario di Neuropsichiatria infantile all’Università Cattolica e direttore del Dipartimento Scienze della salute della donna, del bambino e di sanità pubblica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS parlando dell’apertura dell’ambulatorio ricorda: “E’ opportuno che eventuali elementi di sofferenza vengano identificati in epoca precoce per cui la sinergia della neuropsichiatria infantile con gli altri operatori è essenziale . Infatti già in età pediatrica è possibile riconoscere segni che rendono difficile una strutturazione sana e stabile della personalità e dell’identità e indicare la strada per un eventuale supporto precoce.”

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Liti e risse sempre più frequenti tra le strade romane

Litigi e risse sempre più frequenti tra le strade della Capitale, automobilisti che arrivano alle mani per risolvere diverbi sorti per un sorpasso azzardato o per una precedenza non rispettata, episodi di vera e propria violenza urbana travagliano la già compromessa viabilità romana. I dati in possesso della Polizia Locale contribuiscono a fornire una stima della portata del fenomeno: tra il 2022 ed il 2023 sono state registrate 1.115 denunce per lesioni colpose, delle quali almeno 50 molto gravi e volontarie, causate da risse avvenute in seguito a incidenti stradali anche di piccola entità e che spesso comprendono attacchi verso le stesse autorità. Numeri che, in verità, riprodurrebbero una significativa sottostima della problematica: di fatto, a seguito della riforma Cartabia, è quasi sempre necessaria la querela della parte offesa per poter procedere con l’indagine e di conseguenza spesso si procede alla denuncia solo per i casi maggiormente cruenti.

Il “road rage”, o fenomeno della rabbia al volante, è stato descritto per la prima volta dalla stampa statunitense negli anni ’80, e si riferisce a qualsiasi manifestazione di collera durante la guida e può dipendere da diversi fattori. In particolare, la già congestionata circolazione capitolina fornisce terreno fertile per le ire di piloti e pedoni: viabilità compromessa dalla alta densità di automobili e da dissesti del manto stradale; servizi di trasporto pubblico scadenti, marciapiedi assenti o mal collocati, sono solo alcune tra le caratteristiche insite nella morfologia urbana che esasperano i residenti.

Non è possibile, però, giustificare gli episodi di violenza liquidandoli a “pura esasperazione” del cittadino nei confronti di un’amministrazione assente. Il quadro descritto, infatti, rimanda inoltre all’esigenza di investire maggiormente nell’educazione civica, di renderla parte integrante del processo di socializzazione dell’individuo sin dalla prima infanzia con lo scopo di formare un’identità forte e consapevole anche delle difficoltà che caratterizzano lo “stare insieme”, capace di non andare in crisi nel confronto, anche violento, con l’altro.