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Cronaca

Roma, medici di famiglia controllati dai Nas: trovati farmaci scaduti e protesi non autorizzate

Farmaci scaduti e ricette con timbro di un altro dottore. Ma anche centrifughe del sangue non autorizzate e delle protesi, sulle quali

sono in corso ulteriori accertamenti.

E’ quanto hanno accertato a Roma i carabinieri del Nas che hanno passato al setaccio – non solo nella Capitale – studi medici di famiglia

e pediatri convenzionati. 

I CONTROLLI DEI NAS HANNO INTERESSATO 42 TRA MEDICI DI FAMIGLIA E PEDIATRI CONVENZIONATI

Ispezioni a largo raggio che nella Città Eterna hanno interessato 42 studi a seguito delle quali sono state riscontrate delle gravi irregolarità

in tre locali medici. 

In particolare in un primo studio medico è stata accertata un’attività sanitaria diagnostica sprovvista d’autorizzazione e l’effettuazione

di esami ematici senza personale qualificato. Oltre a ciò sono state trovate e sequestrate ricette con il timbro di un altro dottore.

Nel secondo ambulatorio i militari del nucleo antisofisticazione

di Roma hanno invece sequestrato  numerose confezioni di farmaci scaduti.

IN UNO STUDIO MEDICO PROTESI MAMMARIE E CENTRIFUGHE PER IL SANGUE

Particolare invece quanto trovato in un terzo studio medico sempre

nella Capitale. Oltre a farmaci scaduti nell’ambulatorio era infatti presente una centrifuga per il sangue non autorizzata

(di quelle utilizzate nei laboratori analisi) e 15 protesi mammarie sulle quali il dottore non ha saputo fornire spiegazioni esaustive. 

Fra le ipotesi degli investigatori quella che nello studio medico si potessero eseguire interventi di chirurgia estetica.

Sequestrato il tutto i carabinieri stanno proseguendo le indagini per accertare a cosa servissero centrifughe e protesi. 

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Cronaca

Guidonia, rissa tra mamme alla gara di danza dei figli: intervengono polizia e carabinieri

A Guidonia la gara di danza Msp Dance Cup, una competizione

di ballo per bambini e adolescenti, in programma al Cadillac Village,

si è trasformata in un incubo.

L’evento, a cui partecipavano tutte le scuole della Capitale, è infatti

stato sospeso dopo l’intervento di polizia e carabinieri chiamati a sedare una rissa tra genitori.

Due coppie si sono azzuffate a causa dei posti, al culmine di una giornata di tensione.

E solo l’arrivo delle forze dell’ordine ha dissipato ogni rabbia.

CON L’ARRIVO DELLE FORZE DELL’ORDINE LA COMPETIZIONE E’STATA SOSPESA

Per capire bene le motivazioni che hanno scatenato la rissa, però, bisogna fare un passo indietro. L’organizzazione probabilmente

non aveva pianificato le molte adesioni di partecipanti, non solo tra

i giovani atleti, ma anche tra i genitori, parenti e amici che si sono ritrovati a non poter neanche trovare un parcheggio idoneo né assistere, se non a scaglioni, alle gare per l’assenza di posti per tutti, dopo aver pagato anche un biglietto.

La struttura non era abbastanza attrezzata.

LA TENSIONE NATA PER LE LUNGHE ATTESE PER TROVARE UN POSTO A SEDERE SUGLI SPALTI

Dal parcheggio, quindi, al bar, con ore di attesa per un caffè, la giornata di domenica è partita con il piede sbagliato ed è finita ancora peggio. La tensione è culminata con la rissa: una coppia di genitori che doveva assistere alla competizione, non appena ha visto due posti liberi sugli spalti, si è fiondata, spostando le giacche che vi erano appoggiate.

Ma all’arrivo dei proprietari, che reclamavano i loro posti, si è scatenato il putiferio e la gara è finita a improperi e borsettate. Qualcuno ha chiamato i carabinieri e la polizia, che, una volta arrivati, hanno sedato la rissa e diviso le mamme, sospendendo la competizione (tranne che per i ragazzi più grandi). Dopo il danno la beffa, qualcuno ha dovuto anche chiamare il carro attrezzi poiché impossibilitato a uscire con l’auto dal parcheggio, date le molte macchine in doppia fila.

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Roma, incidente stradale a Ottavia, scontro tra auto e scooter, grave un uomo

E’ stato trasportato in codice rosso in ospedale un uomo coinvolto

in un incidente stradale avvenuto a Ottavia.

A scontrarsi un’auto e uno scooter elettrico.

A avere la peggio il conducente del mezzo a due ruote. 

E’ SUCCESSO LUNEDI’ SERA AL CIVICO 10906 DI VIA TRIONFALE

Sono stati gli agenti del gruppo Monte Mario della polizia locale

di Roma Capitale a intervenire all’altezza del civico 10906 della via Trionfale nella serata di lunedì 20 febbraio.

Qui si sono scontrate per cause in via di accertamento una Fiat Idea

e uno scooter Horwin EK3.

Sbalzato dalla sella del motorino lo scooterista è stato trasportato in codice rosso dall’ambulanza del 118 al policlinico universitario Agostino Gemelli.

L’automobilista – fermatosi a chiamare i soccorsi – è stato accompagnato in ospedale e sottoposto ai test alcolemici e tossicologici di rito.

Caschi bianchi a lavoro per ricostruire la dinamica del sinistro.  

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Roma. Rapina al deposito Atac di Tor Vergata

Si è trovato davanti due rapinatori con i volti nascosti dai passamontagna e una pistola puntata contro il volto.

A essere minacciato e poi derubato il custode che si trovava

in servizio notturno al deposito Atac di via di Tor Vergata.

L’uomo – raggiunto nell’ufficio dell’ispettore – è stato rapinato

del portafogli e del telefono cellulare.

Poi – non soddisfatti del magro bottino – i malviventi si sono fatti

aprire la stanza dove sono custoditi gli oggetti smarriti recuperati a bordo dei mezzi pubblici e sono scappati con alcuni oggetti trovati all’interno.

DUE I LADRI ALL’OPERA ALLA RIMESSA DI TOR VERGATA. INDAGA LA POLIZIA

La rapina si è consumata la notte di lunedì quando i due malviventi

sono entrati nel deposito Atac della periferia est della Capitale scavalcando un muretto.

In cerca del possibile denaro contenuto nella rimessa, i due banditi si sono però dovuti accontentare del denaro e dello smartphone del custode – un romano di 44 anni. Poi il furto di alcuni oggetti smarriti

e la fuga su via di Tor Vergata, dove ad attendere i rapinatori c’erano i complici.

Sotto choc ma illeso il lavoratore Atac ha quindi chiamato il 112 rifiutando il trasporto in ospedale. Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato Romanina e gli investigatori della polizia scientifica a caccia di eventuali tracce lasciate dai malviventi.

Elementi utili alle indagini potrebbero arrivare dalla visione delle telecamere di sicurezza del deposito Atac di via di Tor Vergata. 

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“Talpa” in Procura Roma, disposta l’analisi dei cellulari

Le analisi dei cellulari posti sotto sequestro potrebbero portare all’individuazione della “talpa” all’interno dell’ufficio

intercettazioni della Procura Roma che forniva informazioni coperte

da segreto d’ufficio alla praticante avvocato Camilla Marianera e al

suo fidanzato, Jacopo De Vivo, arrestati nei giorni scorsi per

corruzione in atti giudiziari.

DOPO I DUE ARRESTI PER CORRUZIONE IN ATTI GIUDIZIARI

Al momento gli inquirenti, che hanno disposto una serie di

perquisizioni nell’ufficio ma anche in quelle delle convalide

dei sequestri, della Sorveglianza e in Corte d’Appello, hanno

proceduto all’iscrizione nel registro degli indagati di altre persone

ma non è stato ancora individuato l’autore materiale “della propalazione” delle notizie riservate.


    (ANSA).

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50enne ucciso a coltellate in strada a Roma, fermato un 43enne

Un uomo è stato fermato in relazione dell’omicidio di

Michael Lee Pon, cinquantenne filippino avvenuto a Roma domenica sera a poca

distanza dalla stazione Valle Aurelia.

In base a quanto si apprende si tratterebbe di un connazionale.

INDAGATO ANCHE IL FIGLIO MINORENNE

Il fermo è stato disposto dalla Procura che coordina le indagini affidate alla Squadra Mobile. L’uomo, 43 anni, si è presentato ieri assieme

al figlio minorenne, anche lui indagato, nella stazione dei carabinieri di Tor Vergata per costituirsi.

I militari dell’Arma hanno contattato i colleghi della Polizia di Stato, titolari delle indagini, per il trasferimento in Questura dell’uomo poi fermato su provvedimento del pm. (ANSA).

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Tentata estorsione: 30enne romano in manette

Tentata estorsione: 30enne romano in manette, arrestato dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma. Nello specifico, i Carabinieri sono intervenuti su richiesta del titolare di un esercizio commerciale in zona San Pietro.

Denuncia ai militari

Quest’ultimo ha denunciato ai militari che poco prima, l’indagato era entrato all’interno del suo locale pretendendo del denaro contante, prima minacciandolo di morte e poi di dar fuoco al negozio, riferendo inoltre che da quasi un anno era vittima di richieste estorsive da parte del 30enne.

Arresto dell’uomo

I militari acquisita la descrizione dell’uomo lo hanno individuato poco distante dal locale e lo hanno arrestato. La vittima ha presentato regolare denuncia querela e l’arrestato è stato trattenuto in caserma e successivamente condotto presso le aule di piazzale Clodio per il rito direttissimo. Al termine dell’udienza l’arresto è stato convalidato e al 30enne è stato imposto il divieto di avvicinamento alla vittima.

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Servizio straordinario di controllo ai Castelli

Servizio straordinario di controllo ai Castelli dei Carabinieri della Compagnia di Velletri. Nei comuni di Lariano, Ariccia, Genzano di Roma, Velletri, Nemi e Lanuvio servizio finalizzato alla prevenzione e alla repressione di eventuali forme di degrado o di illegalità diffusa ed al controllo della circolazione stradale.

Due arresti durante il servizio

Nel corso del servizio i militari hanno dato esecuzione a 2 ordini di carcerazione emessi dai Tribunali di Velletri e Roma nei confronti di altrettanti cittadini italiani, di età compresa tra i 38 ed i 66 anni, responsabili a vario titolo dei reati di minaccia, sfruttamento della prostituzione, violenza e resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento. Un uomo di Velletri di 32 anni, invece, è stato arrestato in flagranza per il reato di evasione in quanto, benché sottoposto agli arresti domiciliari, è stato controllato all’esterno della propria abitazione.

Denuncia a piede libero ad Aprilia

Infine, un trentenne di Aprilia è stato denunciato a piede libero per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti dopo essere stato trovato in possesso di due dosi di cocaina per un totale di 0,60 gr. Nel corso del servizio, inoltre, due persone sono state segnalate alla Prefettura di Roma in qualità di assuntori di sostanze stupefacenti. Nel complesso controllate 120 persone e ispezionati 74 veicoli e, eseguite 6 perquisizioni personali, elevate 4 sanzioni al Codice della Strada. Ritirate due patenti di guida.

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Stalker violento in manette a Marino

Stalker violento in manette a Marino. Personale del Commissariato Distaccato locale, a seguito di attente e scrupolose indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Velletri, ha dato esecuzione ad una Ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale, nei confronti di un 33enne italiano gravemente indiziato di maltrattamenti nei confronti dell’ex fidanzata.

Stalker denunciato dall’ex compagna

La donna, nei giorni scorsi, si è presentata presso gli uffici del locale Commissariato per sporgere denuncia nei confronti dell’ex compagno. La stessa ha raccontato che dopo i primi mesi di relazione, durante i quali non erano emerse problematiche, la situazione è degenerata con ripetute discussioni verbali fino a quando l’uomo l’ha percossa e, dopo averla portata in un bosco, l’ha spintonata, fatta cadere in una buca e lasciata sola per poi tornare a riprenderla dopo pochi minuti.

Fine della relazione

Tale episodio ha spinto la donna a porre fine alla relazione. A questo punto l’uomo ha iniziato a tempestarla di chiamate e messaggi e ad offenderla fino a quando la donna, di rientro a casa, dopo aver aperto la porta, ha sentito un forte odore di bruciato per poi constatare che sia le pareti che il pavimento erano completamente anneriti dal fumo. A seguito di tali episodi, nei confronti dell’uomo è stata emessa l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’attività investigativa del Commissariato coordinata dalla Procura di Velletri ha permesso di ricostruire l’episodio e stabilire cosa fosse realmente accaduto.

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Furti in palestra, due denunce a Fidene

Furti in palestra, due denunce della Polizia a Fidene, a seguito di una intensa attività investigativa. Sono un uomo e una donna di nazionalità romena, gravemente indiziate di aver commesso una serie di furti presso diverse palestre, di una nota catena, a Roma, Milano, Torino, Brescia, Bologna e Verona.

Furti in palestre Virgin Active

Nei giorni scorsi i poliziotti del III Distretto Fidene – Serpentara hanno denunciato in stato di libertà due cittadini romeni, un uomo di 38 anni e una donna di 40, gravemente indiziati di aver commesso una serie di furti di orologi di pregio, carte di credito e somme di denaro all’interno degli spogliatoi di diverse palestre “Virgin Active” site non solo nella capitale ma anche in Milano, Torino, Brescia, Bologna e Verona. Gli investigatori, dopo un’intensa attività di osservazione e controllo effettuata all’interno di diverse palestre nella capitale, sono riusciti a intercettare i due complici all’interno della struttura di via Cina e a bloccarli.

In possesso di un badge per il circuito delle palestre Virgin Active

Sottoposti a perquisizione personale gli agenti hanno trovato l’uomo in possesso di numerosi attrezzi atti allo scasso, della somma di 415 euro di cui lo stesso non ha saputo giustificare il possesso, e di un badge di ingresso del circuito Palestre Virgin Active, oltre a due bracciali di gomma, ottenuti previa iscrizione, con i quali lo stesso poteva accedere a qualsiasi struttura sportiva della Virgin Active. All’interno della borsa della donna, invece, sono state rinvenute diverse banconote di vario taglio per un totale di 6.520 euro delle quali la stessa non è riuscita a giustificarne il possesso.

Complessa attività d’indagine

La complessa attività d’indagine ha disvelato una struttura ben organizzata, operante in tutta Italia, con la predisposizione di numerosi documenti falsi e camuffamenti per cambiare identità al fine di eludere le indagini. Gli accertamenti hanno portato alla luce uno strano comportamento dell’utilizzatore della scheda di accesso alle palestre: nel giro di 15 giorni, infatti, sono risultati 56 ingressi in varie province italiane, come se fossero sopralluoghi finalizzati al furto e non sedute di allenamento.