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Cultura

Chiusa la Frankfurter Buchmesse con la partecipazione della Regione Lazio

Chiusa la Frankfurter Buchmesse, la Fiera internazionale del libro più grande d’Europa che ha visto la partecipazione di oltre 4mila espositori da 95 Paesi e più di 2mila eventi e della Regione Lazio all’interno del Padiglione Italia, organizzato da ICE, Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane con la collaborazione dell’Associazione Italiana Editori (AIE), con una collettiva di 19 case editrici e uno spazio dedicato con 7 tavoli a rotazione per svolgere i B2B.

Chiusa con soddisfazione di tutti

Soddisfazione espressa dal Vice Presidente della Regione Lazio Daniele Leodori e dall’Assessore allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Università, Ricerca, Startup e Innovazione, Paolo Orneli, presenti alla kermesse. «Con il sostegno regionale e grazie alla Buchmesse, gli editori laziali hanno avuto la possibilità di affacciarsi a una vetrina internazionale. L’auspicio è che il settore dell’imprenditoria editoriale possa continuare a registrare i dati positivi raggiunti finora, grazie a un piano strategico di investimenti e soprattutto allo straordinario lavoro di tanti editori: un impegno che, come Regione Lazio, abbiamo sempre apprezzato e sostenuto in questi anni, consapevoli dell’importanza e del grande potenziale che il comparto rappresenta per il nostro territorio.

Appuntamento per Più libri più liberi

L’appuntamento adesso è a dicembre, a Roma, per Più libri più liberi», hanno dichiarato Leodori e Orneli. «L’impegno della Regione Lazio a sostegno degli editori della regione dimostra l’efficacia di politiche coordinate a tutti i livelli che supportino l’industria culturale nel suo sforzo di internazionalizzazione e innovazione – ha spiegato il direttore di AIE e della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria Più libri più liberi Fabio Del Giudice e siamo felici che la nostra collaborazione con la Regione continui a dicembre, come da tradizione, per l’organizzazione di Più libri più liberi, la cui fortuna si deve anche al costante sostegno da parte delle istituzioni».

Salone del libro di Francoforte 2024

L’editoria internazionale si dà ora appuntamento al prossimo anno e l’Italia guarda soprattutto al Salone del libro di Francoforte 2024, quando sarà ospite d’onore. Prima ancora, il mondo dell’editoria italiana si incontrerà a Roma alla Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria Più Libri e Più Liberi, manifestazione promossa da AIE che si terrà dal 7 all’11 dicembre alla Nuvola all’Euro con il sostegno della Regione Lazio, di Roma Capitale, della Camera di Commercio di Roma e di ICE, Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

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Cultura

Manera contro tutti! inaugura il 27 ottobre

“Manera contro tutti! – Oltre la Scuola di Piazza del Popolo” inaugura il 27 ottobre presso la Galleria Restelliartco. Esposizione concepita dai galleristi Raffaella Rossi e Filippo Restelli in occasione della Rome Art Week 2022, la Rassegna romana artistica più importante dedicata all’arte contemporanea e ai nuovi linguaggi performativi, che si terrà dal 24 al 29 ottobre 2022.

Manera e due metri di Diabolik

In primo piano l’opera Diabolik, tela di oltre due metri con cui l’artista Enrico Manera, formatosi nella “Scuola di Piazza del Popolo”, rende omaggio al celeberrimo eroe dei fumetti creato nel 1962 da Angela e Luciana Giussani ed il cui primo numero cartaceo celebra il primo novembre di quest’anno, i sessant’anni dall’uscita. I Galleristi Raffaella Rossi e Filippo Restelli costruiscono intorno al personaggio di Diabolik un percorso espositivo originalissimo volto a ripercorrere attraverso le opere di celebri artisti italiani gli ultimi sessant’anni di storia del costume.

Icone e miti

Icone e miti diventati ormai trans generazionali, oggetto di film, di libri, di trasmissioni televisive, spot pubblicitari, e già parte integrante dell’adolescenza degli adulti di oggi e al tempo stesso conosciuti e amati dai più giovani. Oltre a “Diabolik”, Enrico Manera espone in esclusiva per la Galleria Restelliartco, “Batman” a tecnica mista su cartone del 1997, i “Teatrini di Batman e Superman”, teche tridimensionali in plexiglass mentre Superman è raffigurato anche nella sua identità segreta, in “Clark Kent” a tecnica mista su tela del 2012. Si passa quindi alle opere delle grandi case cinematografiche di quegli anni, “Paramount”, “Warner Bros” e “M.G.M.” del 1997.

Anche il Bacio Perugina

Al Bacio Perugina, il cioccolatino più famoso ed esportato d’Italia, la cui forma sarebbe stata ispirata al seno di una donna e che Enrico Manera rivisita in chiave pop, è dedicata la tela “Bacio” del 2012. Una mostra che affonda le sue radici nella Scuola di Piazza del Popolo, all’interno della quale un giovanissimo Manera si formò e in un’arte popular che a differenza di quella americana non ha portato sulle tele oggetti di consumo ma che si è espressa attraverso citazioni ed estrapolazioni dall’arte italiana del passato.

Opere di Manera in vetroresina

Ecco quindi le opere “J.C.M.” (Jiulius Caesar Manera) statuetta in vetroresina in cui, con lo stile scanzonato ed irridente che gli appartiene, l’artista vede se stesso nelle vesti di un imperatore romano e la bellissima scultura in plexiglass “Boccioni Extraterrestre”, pluri fotografata con l’attore Franco Nero al Festival Internazionale della Danza e delle Danze, omaggio al futurista Umberto Boccioni e al dinamismo delle forme.

Titolo mostra voluto dai galleristi

Titolo della mostra “Manera contro Tutti” voluto dai galleristi romani Raffaella Rossi e Filippo Restelli, per sottolineare come, all’interno di un percorso espositivo, ogni artista, attraverso una ironica sfida condotta a colpi di pop, possa raccontare la propria visione e percezione delle icone e dei miti che fanno parte del linguaggio e del quotidiano di tutti. L’artista romana Cristiana Pedersoli, figlia dell’indimenticabile Bud Spencer, icona della cinematografia italiana dedica a suo padre che il prossimo 31 ottobre avrebbe compiuto 93 anni, la scultura Bud/Futtetenne. Una figura quella dell’attore che “per ognuno di noi rappresenta un’emozione che va oltre l’immagine, non un semplice volto, ma mille avventure vissute e sognate, che ci ha regalato costruendo un mondo da favola, il nostro mondo migliore”.

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Cultura

Papi, regnanti e vita quotidiana: la Roma Medievale a Palazzo Braschi fino al 5 febbraio

Roma vista con gli occhi di un pellegrino del sesto secolo dopo Cristo, affascinato di aggirarsi nella città che era stata sede del mitico Impero

e culla delle prime testimonianze del cristianesimo, per diventare

sede papale e crocevia di intrecci politici e diplomatici, tra le rovine della gloria antica, la bellezza delle piazze e delle chiese e

le magnifiche residenze nobiliari.

ROMA MEDIEVALE IL VOLTO PERDUTO DELLA CITTA’

Non solo il grande racconto di storia, fede e arte ma anche la

vita quotidiana prende forma nella mostra “Roma Medievale.

Il volto perduto della città”, che Palazzo Braschi ospiterà fino al 5 febbraio.

I promotori l’hanno pensata come un ritorno al passato attraverso più

di 160 opere per raccontare com’era Roma fino al Giubileo del 1300, svelandone l’aspetto nascosto e il suo ruolo cardine nell’Europa cristiana dell’epoca per pellegrini, regnanti e imperatori.

Marina Righetti, che ha firmato il progetto scientifico e curato con

Anna Maria d’Achille l’esposizione e il catalogo edito da De Luca,

ha scelto il papato di Gregorio Magno come punto di partenza del percorso che si sviluppa lungo nove nuclei tematici.

LA MOSTRA FINO AL 5 FEBBRAIO A PALAZZO BRASCHI

Mosaici, affreschi e opere mobili concesse da 60 prestatori e documenti provenienti in massima parte da raccolte romane concorrono a comporre il mosaico di ricchezze che hanno reso grande l’Urbe.

I tesori architettonici, dunque, ma anche l’occhio puntato sul Tevere,

con la vita e le attività che animavano i suoi porti e i ponti.

 Così come rendevano affascinante la città le committenze di papi

e cardinali, l’attività degli artisti e le botteghe artigiane. (ANSA).

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Cultura

No-Body is Empty a Roma Art Week 2022

No-Body is Empty a Roma Art Week 2022. Arriva per la prima volta nella Capitale, alla Galleria Sinopia, l’anatomia della leggerezza di Giovanni Pinosio, con la mostra (foto Marco Ducoli) a cura di Raffaella Lupi. Le opere del giovane artista veneto verranno esposte dal 25 ottobre al 5 novembre nello storico luogo d’incontro di Via dei Banchi Nuovi – spazio di dialogo multidisciplinare nel cuore di Roma.

No-Body is Empty, oggetto d’arte

Nate dalla materia semplice del fil di ferro, le installazioni diventano oggetto d’arte, corpo trasparente, vuoto e libero da sovrastrutture, non-sculture eteree. Per l’occasione le opere di Pinosio saranno in dialogo anche con i lavori di Roberta Meldini, scultrice e disegnatrice, protagonista del panorama artistico della seconda metà del Novecento. Per tutta la settimana della Rome Art Week, dal 25 al 29 ottobre,

Giovanni Pinosio presente in Galleria

Giovanni Pinosio sarà presente in Galleria, impegnato in una residenza d’artista per la realizzazione di una nuova scultura in filo di metallo che sarà inaugurata sabato 29 ottobre alle ore 18. Nuova leva dell’arte contemporanea veneta, Pinosio si interroga sul reale peso della nostra interiorità e sul linguaggio del vuoto. ‘No-Body is Empty’ è, infatti, un impianto installativo originale in cui una semplice bilancia pesa la matassa di ferro che lo scultore utilizza per ricamare la propria idea di interiorità, attraverso dei corpi dove materia e spazio diventano compresenti, dialogando tra di loro.

Sperimentare la leggerezza del corpo

Il progetto prende vita da un’esperienza vocale e corporea dell’artista: liberare la voce per sperimentare la leggerezza del corpo. La voce perde i propri punti di ancoraggio e superate le tensioni che possono bloccarla, e così si libera. La sensazione di cadere e la perdita della forza di gravità generano in Pinosio un senso di disorientamento, a cui fa seguito un quesito che quindi diventa per lui fondamentale: “sono vuoto o semplicemente leggero?”.

Leggerezza può essere misurata?

Ora che il suo corpo ha perso parte del proprio peso, l’artista si chiede se anche la leggerezza che sta provando possa essere misurata e, anche nel caso in cui tale unità di misura davvero esistesse, la sensazione di vuoto fisico può condurlo anche alla scoperta di un vuoto metafisico ed interiore? Da qui, la bilancia: strumento che rimanda al peso ed ancoraggio terreno, può anche stimolare ognuno di noi a chiedersi: mi devo alleggerire? A tale domanda le sculture di Pinosio rispondono con una delicata provocazione: nessuno è vuoto, ma ognuno di noi, con il proprio corpo vuoto, può sperimentare il vuoto. Nobody is empty but…. no…. body is empty.

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Cultura

Teatro Arcobaleno e Compagnia Castalia festeggiano 30 candeline

Il Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico), riconosciuto dal Ministero della Cultura e la Compagnia Castalia, considerata una delle Compagnie Teatrali più prestigiose nell’allestimento di opere classiche, insieme al loro Direttore Artistico, Vincenzo Zingaro, festeggiano 30 anni di attività! Un progetto unico, dedicato ai classici, che si è fortemente distinto in campo nazionale, ottenendo importanti riconoscimenti e riuscendo a coinvolgere centinaia di migliaia di giovani. Un progetto animato da una “meravigliosa visione”, che ha sempre creduto nel Teatro come un luogo magico, di consapevolezza e di rigenerazione, fondamentale per la società.

Teatro luogo speciale

Un luogo speciale, dove ciascuno ha l’opportunità di affrancarsi dall’omologazione, di ritrovare la propria identità e, al tempo stesso, di sperimentare nuovi orizzonti. Ripartire dalle nostre radici, dall’eredità del mondo classico è stato illuminante. In quell’eredità abbiamo cercato stimoli e risposte per immaginare un mondo “nuovo”, liberi da mode e pregiudizi. La Stagione 2022/2023 del Teatro Arcobaleno, che partirà dal 21 ottobre e si concluderà il 7 maggio, si apre quindi con la consapevolezza che proprio in un momento storico difficile come questo, sia più che mai necessario continuare a seguire la nostra “visione”, attraverso una linea artistica consolidata in 30 anni di attività.

Stagione partirà domani, 21 ottobre

Gli spettacoli programmati affronteranno, come sempre, pagine straordinarie del Teatro e della Letteratura, portate in scena da grandi interpreti e da giovani artisti di comprovata qualità, in un’alternanza che, nella sua molteplicità di linguaggi e nella sua diversa sensibilità generazionale, offre una visione nuova ed originale dei classici, attraverso chiavi espressive particolarmente coinvolgenti ed emozionanti anche per i più giovani.

Centomila, uno, nessuno

Ad aprire la Stagione, dal 21 al 30 ottobre, spettacoli solo il venerdi, sabato e domenica, Centomila, uno, nessuno (la curiosa storia di Luigi Pirandello), scritto e diretto da Giuseppe Argirò, con Giuseppe Pambieri, straordinario attore, depositario di una prestigiosa tradizione teatrale, in un viaggio ironico e appassionato nel multiforme universo di Luigi Pirandello. Un ritratto inedito del grande scrittore, disegnato attraverso le figure più significative della sua vita, le sue opere, il suo pensiero. Una riflessione umoristica sull’uomo del Novecento, a cui solo la scena può dare voce.

A teatro gli aspetti meno conosciuti di Pirandello

Lo spettacolo racconta gli aspetti meno visitati dell’esistenza di Pirandello: dai tumultuosi anni giovanili e dal rapporto conflittuale con il padre, al soggiorno tedesco e agli amori, specchio di una personalità complessa e tormentata. Una drammaturgia che rivela l’uomo Pirandello attraverso le parole dei suoi personaggi, facendoceli rivivere più attuali che mai: da Il fu Mattia Pascal ai Sei personaggi in cerca d’autore, dall’Enrico IV a Non si sa Come, fino a L’uomo dal fiore in bocca.

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Cultura

Roma, scoperti resti tomba imperiale e strada romana basolata a Piazza Pitagora

Sorprese archeologiche nel quartiere Parioli a Roma:

un tratto di una strada romana basolata, verosimilmente pertinente

alla Salaria Vetus,e i resti di un monumento funerario di età imperiale sono emersi durante le indagini archeologiche condotte sotto

la direzione della Soprintendenza Speciale di Roma nell’ambito

dei lavori di Terna S.p.A. per la realizzazione della Nuova linea dell’alta tensione Nomentana-Villa Borghese.

EMERSA STRADA ROMANA BASOLATA

La strada basolata, individuata per una lunghezza di circa 4 metri,

è larga 4 metri e presenta ai lati parte delle originarie crepidini (marciapiedi).

È orientata approssimativamente lungo la direttrice dell’odierna via Bertoloni.

Il monumento funerario, tipico della cosiddetta Salaria Vetus così

come delle grandi vie consolari, si affacciava direttamente

sulla strada lungo il suo lato orientale. 

Nella tomba, probabilmente rimaneggiata in antico, sono state trovate anche due lucerne della prima metà del III secolo dopo Cristo e pochi frammenti ossei.

I rinvenimenti sono avvenuti tra 1 e 1,50 metri al di sotto dall’attuale piano stradale. 

Gli scavi, con la direzione scientifica di Fabrizio Santi, archeologo

della Soprintendenza Speciale di Roma e condotti sul campo dagli archeologi Cesare Baglieri, Angela Conti e Viviana Petraroli della Tethys srl, sono ancora in corso di svolgimento e finalizzati alla

corretta individuazione dei reperti antichi, alla loro tutela e a

raccogliere dati e informazioni scientifiche, permettendo la prosecuzione dell’opera il più rapidamente possibile. 

LE PAROLE DELLA SOPRINTENDENTE DANIELA PORRO

 “Ancora una volta abbiamo la possibilità di assistere a un ritrovamento di grande rilievo grazie alla sinergia tra la Soprintendenza e Terna.

Una delle tante collaborazioni virtuose – spiega Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma – che permette alla cittadinanza di essere testimone di come si possano far convivere armoniosamente servizi per l’utenza e la tutela del patrimonio archeologico e culturale di Roma”. 

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Cultura

Firmato l’accordo per l’ATS da Sapienza e Università della Tuscia

Firmato l’accordo per l’ATS (Associazione Temporanea di Scopo) dalla rettrice della Sapienza Antonella Polimeni e dal rettore dell’Università della Tuscia Stefano Ubertini. L’accordo è finalizzato all’attivazione del Centro di ricerca per l’innovazione sull’economia circolare e sulla salute di Rieti, che vede il coinvolgimento, oltre che dei due Atenei, del Parco scientifico e tecnologico dell’Alto Lazio. L’ATS costituisce la struttura a cui verranno conferite le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza-Fondo complementare nell’ambito del programma unitario di intervento per le aree del terremoto del 2009 e 2016, assegnate dal Commissario straordinario, Giovanni Legnini, sulla base dei progetti presentati.

Accordo di programma firmato dal Ministero dell’Università e della ricerca

Queste risorse, unitamente a quelle derivanti dall’accordo di programma firmato dal Ministro dell’Università e della ricerca, Maria Cristina Messa, sono destinate a supportare le attività di Sapienza e dell’Università della Tuscia, come enti promotori dello sviluppo culturale e socioeconomico della città di Rieti e provincia. Coerenti con queste finalità sono anche le risorse che deriveranno dall’Agenzia per la Coesione territoriale che ha valutato favorevolmente il progetto interuniversitario presentato da Sapienza come capofila in collaborazione con l’Università della Tuscia.

Progetto incrementa l’offerta didattica

«Con questo progetto – dichiara la Rettrice Antonella Polimeni – Sapienza intende potenziare e incrementare l’offerta didattica presso il polo di Rieti con l’attivazione di 4 ulteriori corsi di laurea delle Professioni sanitarie, un corso di laurea in Ingegneria e un corso di laurea in Economia interateneo con l’Università della Tuscia, oltre ai corsi già presenti. A ciò si aggiunge, inoltre, la costituzione di un polo di ricerca che, in continuo dialogo con il tessuto economico produttivo locale, sia in grado non solo di promuovere lo sviluppo della ricerca scientifica di tematiche innovative nell’ambito del settore biomedico e del riciclo e riutilizzo dei rifiuti da costruzione e demolizione (CDW); ma anche di intercettare investimenti nazionali e internazionali, contribuendo così a costituire un volano di sviluppo per il territorio dell’Alto Lazio».

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Cultura

Signum di Solomostry alla Wunderkammern

Signum, titolo dell’esposizione dell’artista milanese Solomostry, si inaugura nella sede romana della Wunderkammern di Via Giulia 180, sabato 22 ottobre e in allestimento sino al 26 novembre. Curata da Giuseppe Pizzuto, la mostra è incentrata sul valore del segno nel tempo e rappresenta l’intersecarsi delle linee che formano la nostra storia. «Tracciando, lasciamo il segno di quello che è stato, di chi è passato, di ciò che non vogliamo dimenticare, sovrastiamo ciò che non ci piace o contrastiamo quello che c’è già», dice l’artista.

Signum e l’ispirazione di Solomostry

Solomostry trae ispirazione dalla realizzazione delle sue particolari ceramiche, che a loro volta si ispirano ai vasi etruschi e greci pervenuti fino a noi nonostante le intemperie del tempo. Le ceramiche di Solomostry sono un’interessante rilettura contemporanea di tutto ciò e rivelano non solo un forte interesse a quanto è passato, ma anche al segno lasciato dal tempo. Da qui nasce l’idea che l’artista che ha traslato nella street art: «Sui muri niente è per sempre – dichiara – ogni strato è vivo fin quando un altro strato è pronto per raccontare una nuova storia, andando così a coprire il precedente». L’interesse di Solomostry è infatti quello di analizzare la sedimentazione dei diversi segni lasciati nel corso del tempo e a chi vi sopravviverà, rappresentando insieme passato, presente e futuro.

Tratto sporco e grezzo di Solomostry

La caratteristica dell’Opera di Solomostry mette in evidenza un tratto sporco, grezzo, con passate di colore spesse che modellano figure geometriche: volti di incubi che attraverso i loro occhi scrutanti, segno distintivo dell’artista, trasmettono forti emozioni, sentimenti e inquietudini. «Meraviglia e stupore, ma anche un po’ di paura. Le linee di Solomostry si combinano e si scombinano fino a creare espressioni difficili da decifrare. In questa tensione, in questo dubbio, sta l’essenza della mostra. Concentrandosi sul segno e sul tempo, ci arriva dai mostri una sorta di memento mori». Così descrive l’Opera dell’artista il curatore e direttore Giuseppe Pizzuto.

Ventiquattro i lavori di Signum

Ventiquattro sono i lavori che compongono Signum, che spaziano dalla pittura alla scultura: dalle splendide ceramiche dipinte a mano e incise, alla serie realizzata su lamine di stampa di rotativa adoperate per realizzare pagine di giornali risalenti alla data del 2012, anno di grande importanza per l’artista, allusivo alla fine del mondo annunciata dall’antico calendario Maya.

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Cultura

Propaganda protagonista alla Luiss Business School

La propaganda protagonista alla Luiss Business School, che ospiterà il prossimo giovedì 20 ottobre presso la sede di Villa Blanc (Roma, via Nomentana 216) una intera giornata di studio dedicata al ruolo sociale e all’evoluzione della propaganda dal Seicento a oggi. La scelta di dedicare quest’anno un convegno alla propaganda è anche legata a una ricorrenza: nel 2022 ricorre infatti il quattrocentesimo anniversario dell’impiego del termine nel senso di “diffusione”, “divulgazione” su scala globale, che si fa coincidere con la istituzione della “Congregatio de Propaganda Fide” a opera di Papa Gregorio XV nel 1622.

Propaganda associata a termine negativo e di manipolazione

In seguito, al termine propaganda è stato associato un significato prevalentemente negativo, di manipolazione dell’opinione pubblica, specialmente in occasione della Prima Guerra Mondiale. In anni più recenti si è radicata questa accezione, anche per l’associazione con il concetto di fake news. Il convegno promuove un confronto interdisciplinare grazie al coinvolgimento di una pluralità di competenze: filosofi, storici, teologi, pubblicitari, regolatori, consulenti, comunicatori d’impresa, giornalisti.

Lavori in quattro tavole rotonde

I lavori si articolano in quattro tavole rotonde tematiche a composizione interdisciplinare. L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti e previa registrazione via mail all’indirizzo propagandafest.rsvp@gmail.com. L’iniziativa ha il patrocinio di Roma Capitale e la media partnership di Rai Cultura. La Prima “Giornata di studi sul ruolo sociale della Propaganda: dal Seicento a oggi” è curata dal Comitato promotore del “PropagandaFest” composto da Roberto Basso, Francesco Nicodemo, Alberto Puoti, Michelangelo Suigo.

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Jazz Set alla Festa del Cinema di Roma il 19 ottobre

Jazz Set sarà presentato alla Festa del Cinema di Roma il 19 ottobre, nell’ambito della rassegna Free Style. La poesia come embrione di tutto. La musica e la parola si trasformano in arte tramite la poesia. Jazz Set è il racconto di come ci possa essere un altro tipo di rapporto tra parole e musica, e come l’impatto poetico possa essere sempre originale e declinabile in modo diverso. Ed è Lino Patruno a farci da guida in questo viaggio, lui che da sempre ha frequentato con creatività ed eleganza il mondo jazz. Patruno ci accompagna nel corso del film, con la sua cultura, sensibilità e intelligenza, svelandoci segreti e illuminando di una nuova luce la nostra idea di jazz. La canzone d’autore italiana conferisce ai testi una grande importanza. Sono i testi che spesso scandiscono l’intera costruzione musicale.

Jazz Set: la sfida

La sfida di Jazz Set consiste nel dimostrare come la qualità dell’esecuzione possa essere “bigger than life”, riuscendo ad evocare quelle parole che ovviamente non sono mai pronunciate. Nel jazz sono gli strumenti e chi li suona a essere i protagonisti assoluti. Ebbene, in Jazz Set alcuni dei più importanti musicisti del nostro Paese hanno eseguito alcune delle canzoni più belle dei cantautori italiani: Fabrizio Bosso, Fabio Massimo Colasanti, Roberto D’Aquino, Alfredo Golino, Massimo Moriconi, Simone Salza, Elisabetta Serio, Arturo Valiante. Uniti dalla stessa passione per la musica, questi Maestri hanno espresso la propria creatività nel territorio del jazz.

Esperimento inedito

Un esperimento decisamente inedito: è possibile rendere gli strumenti qualcosa di “parlante”, capace di evocare parole che suscitano immediatamente ricordi ed emozioni ma che in quella esecuzione non sono presenti. Il film dimostra come questa sfida sia perfettamente riuscita. Jazz Set è un tributo, sentito, appassionato, alla nostra canzone, ci fa calare tra le pieghe più nascoste della nostra arte, facendoci scoprire mondi nuovi, sorprendendoci ed emozionandoci.

Regia di Steve Della Casa e Caterina Taricano

La regia di Steve Della Casa e Caterina Taricano ha voluto mettere al centro della narrazione le idee e il lavoro dei protagonisti, dando ampio spazio soprattutto alla parola e alle note. L’esperimento viene mostrato nella sua complessità, con il backstage che precede e segue le performance, raccontando come alcuni dei più importanti musicisti italiani si confrontino tra loro ottenendo il punto più alto di sintesi musicale. Naturalmente, si è trattato di mettere insieme mille competenze.