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Du Botte a Settimana domani al Teatro Europa di Aprilia

Du Botte a Settimana è una commedia divertente, dalla trama semplice, che sfrutta il miglior repertorio di Marco Marzocca e Leonardo Fiaschi: a legare la trama c’è anche la naturale verve comica di Stefano Sarcinelli. Al Teatro Europa di Aprilia domani alle 21. Stefano Toro (Stefano Sarcinelli) è un produttore non proprio illuminato.

Personaggi particolari in Du Botte a Settimana

Nel suo studio passano personaggi particolari come Rocco Siffredi (Leonardo Fiaschi), più che mai intenzionato a ripulirsi l’immagine diventando un narratore di favole per bambini, o come un grande conoscitore della musica italiana di nome ‘Sputify’ (ancora interpretato da Fiaschi) che ‘sputa’ non appena si imbatte in un brano ignoto. A livello personale le cose non vanno meglio. Come confessato al suo psicanalista nel prologo, il produttore soffre a causa della perdita della madre e del rapporto conflittuale col padre (un ricco notaio che ha il volto di Marco Marzocca).

Incursioni in scena del burbero genitore

A fare qualche incursione in scena c’è proprio questo burbero genitore, Ariel il domestico filippino combinaguai, il manesco portiere dello stabile, un agente del fisco e altri bizzarri personaggi per un totale di una decina di anime. In attesa dell’ironico colpo di scena finale.

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XX Secolo prosegue con un tributo a Peter Bogdanovich

XX Secolo. L’invenzione più bella, la rassegna promossa da CSC – Cineteca Nazionale con il sostegno del Ministero della Cultura e in collaborazione con Circuito Cinema, in programma al cinema Quattro Fontane di Roma fino al 29 giugno, prosegue con un tributo, lunedì 14 marzo, martedì 15 marzo e domenica 20 marzo, al regista Peter Bogdanovich. Nel 1971 arrivò sugli schermi americani “L’ultimo spettacolo” e venne subito salutato come un capolavoro.

Peter Bogdanovich nuovo enfant prodige della regia nel 1971

Peter Bogdanovich, al suo secondo film, era il nuovo enfant prodige della regia. In effetti il film aveva una forza dirompente e, come già era successo con Cinque pezzi facili di Bob Rafelson e Mash di Robert Altman, tagliava i ponti con quel cinema tradizionale delle Majors che mostrava il fianco da oltre un decennio. Girato in un desueto bianco e nero, raccontava le vite di un gruppo di persone in una cittadina del Texas negli anni ’50 senza fare ricorso al convenzionale uso della trama. La macchina da presa stava sui personaggi, la narrazione era frammentata e la musica non era commento musicale ma arrivava, come parte dell’azione, dalle radio o dai juke box.

Protagonisti tre perfetti sconosciuti

Altra novità, i tre protagonisti, Timothy Bottoms, Cybill Shepherd e Jeff Bridges, erano dei perfetti sconosciuti. Nel cast c’era però un vecchio attore dimenticato, Ben Johnson, che veniva dai film di John Ford e (insieme all’uso del bianco e nero) era una spia precisa del fatto che Bogdanovich non avesse intenzioni eversive, anzi, amava profondamente il cinema classico. Prima di morire stava lavorando al Director’s cut di Squirrels to the Nuts, il suo ultimo film rimaneggiato pesantemente dalla produzione e uscito come She’s Funny That Way. Lascia oggi un’eredità ricca e complessa di pubblicazioni di ogni genere, ma soprattutto di grandi film.

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Joaquin Phoenix sarà Napoleone al cinema.

A più di vent’anni da “Il Gladiatore”, Ridley Scott e Joaquin Phoenix tornano a lavorare insieme.

L’attore vestirà i panni del condottiero francese Napoleone Bonaparte nel lungometraggio “Napoleon” le cui riprese sono attualmente in corso a Londra.

NAPOLEON DOVREBBE ARRIVARE AL CINEMA NEL 2023

Originariamente intitolato “Kitbag”, il film biografico dedicato alla figura storica dovrebbe indicativamente arrivare nel 2023.

Il film ripercorrerà l’ascesa di Napoleone al potere attraverso la sua relazione instabile con l’imperatrice Joséphine, che sarà interpretata da Vanessa Kirby, 

subentrata nella parte dopo l’abbandono di Jodie Comer,

che era stata diretta da Ridley Scott nel suo ultimo film “The Last Duel”. 

la sceneggiatura

è stata firmata da David Scarpa,

che ha lavorato con il regista per “Tutti i soldi del mondo”.

RIDLEY SCOTT RACCONTA IL SUO “NAPOLEONE”

Ridley Scott aveva spiegato: “Napoleone è un uomo che mi ha sempre affascinato.

 È arrivato dal nulla per governare su tutto, anche se per tutto il tempo ha condotto una guerra romantica con la sua moglie adultera, Josephine. 

Ha conquistato il mondo per cercare di conquistare il suo amore, e quando non ci è riuscito, ha deciso di conquistarlo per distruggerla, autodistruggendosi nel frattempo”.

Parlando del protagonista scelto oculatamente, ha aggiunto: “Nessun attore potrebbe mai incarnare Napoleone meglio di Joaquin. 

 Ha creato uno degli Imperatori più complessi della storia del cinema ne Il gladiatore, e ora ne creeremo un altro con il suo Napoleone”.

Ricordiamo che “Il Gladiatore” fece guadagnare a entrambi una nomination all’Oscar, a Scott come miglior regista e a Phoenix come miglior attore non protagonista.

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Enrico Brignano dal 14 marzo all’Auditorium Conciliazione

Enrico Brignano sarà il protagonista dello spettacolo “Un ora sola vi vorrei” il 14 Marzo all’Auditorium Conciliazione di Roma.

UN ORA E MEZZA DI SPETTACOLO ASSICURATO

Con  “Un’ora sola vi vorrei”, Enrico Brignano torna in scena con uno spettacolo che sfida e rincorre il tempo.

A spasso nel suo passato, tra ricordi e nuove proposte che rappresentano un ponte gettato sul futuro, Enrico Brignano passeggia sulla linea tratteggiata del nostro presente, saltella tra i minuti,

prova a racchiudere il fiume di parole che ha in serbo per il suo pubblico e a concentrarle il più possibile,  in un’ora e mezza di spettacolo. 

DOVE TROVARE I BIGLIETTI

I biglietti per i nuovi show di  Enrico Brignano sono disponibili su vivoconcerti.com e in tutti i punti vendita autorizzati da domenica 13 febbraio, ore 10.

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Le Intellettuali di Piazza Vittorio al Teatro Tor Bella Monaca

Dopo il debutto di novembre, torna a Roma il 20 marzo al Teatro Tor Bella Monaca Le Intellettuali di Piazza Vittorio, con la regia di Augusto Fornari, ironico e divertente adattamento teatrale critico e di genere di Le Intellettuali di Moliere: un testo a tratti misogino che, nel riadattamento firmato da Chiara Becchimanzi, acquista un sapore completamente nuovo, una lettura che parla di donne che cercano di conciliare le loro mille attitudini, di costellazioni familiari, ma soprattutto di diritto all’autodeterminazione, fra oriente e occidente.

Le Intellettuali di Piazza Vittoria trasforma da mecenati a famiglia italo-iraniana

“Le Intellettuali di Piazza Vittorio” trasforma la famiglia di mecenati descritta dal celebre drammaturgo francese in una famiglia italo-iraniana, trasferitasi in Italia dopo la Rivoluzione Islamica del ’79, un evento storico di portata enorme, di cui ci è giunta solo un’eco confusa, ma più che mai attuale, considerando gli ultimi accadimenti internazionali. Così, le due sorelle Henriette e Armande si trasformano in Laleh (in italiano tulipano, interpretata da Giorgia Conteduca) e Azadeh (in italiano libera, interpretata da Chiara Becchimanzi), la zia Bèlis diventa Pareesa (in italiano fatata, Giulia Vanni) e il giovane innamorato Clitandre Khodadad (in italiano dono di Dio, Teo Guarini).

Le altre trasformazioni

L’artista Trissotin diventa Trissottani e si trasforma in cineasta pomposo e scroccone (Claudio Vanni,) e la cameriera Martine, che nella traduzione italiana di Molière è veneta, diventa la ciociara Tina, interpretata da Monika Fabrizi. I genitori delle sorelle diventano Ulrica e Kourosh (in italiano Ciro, con un chiaro riferimento a Ciro di Persia) e saranno interpretati da Cinzia Leone e Vittorio Hamarz Vasfi, apparizioni “straordinarie” grazie ad affascinanti soluzioni tecnologiche e alla scenografia proiettabile. Ultimo componente della bizzarra famiglia, Daryush (in italiano Dario, non a caso il successore di Ciro), un inserto drammaturgico del tutto originale reso possibile dall’amichevole partecipazione in videochiamata di Stefano Fresi.

Spettacolo corale ed emozionante

Uno spettacolo corale, divertente ed emozionante, nel quale gli eventi narrati hanno esiti del tutto imprevedibili. La drammaturgia di Chiara Becchimanzi vede le parole di Molière mescolate a brani del tutto originali: «L’intuizione di Augusto è stata per Valdrada illuminante – dichiara l’attrice ed autrice – poiché era un’occasione imperdibile per trattare uno dei motori drammaturgici che più ci sta a cuore e su cui ragioniamo artisticamente, in varie forme, da anni: il diritto all’autodeterminazione, tema che in Molière si dirige verso conclusioni dalle sfumature misogine, ma che abbiamo naturalmente declinato in tutt’altra direzione, disegnando intorno ai personaggi un turbinio emotivo che coinvolgerà il pubblico in prima persona».

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Le Dissolute Assolte al Teatro Lo Spazio

Dal 17 al 20 marzo, il Teatro Lo Spazio verrà avvolto nell’atmosfera inquietante di una festa oscura, tra maschere e mantelli neri con Le Dissolute Assolte, spettacolo di Luca Gaeta che ricrea una sorta di party dai riti orgiastici.

Teatro che si trasforma in night club

Un Teatro che si trasforma in un night club dove abitano le donne che Don Giovanni ha reso immortali, inserendole nel suo famoso catalogo; qui raccontano le loro storie di seduzione. Un onirico locale notturno, dove, come un “fool”, il servo Leporello accompagnerà divertito il pubblico tra sensuali corpi nudi, diabolici suoni di violino, fumi di candele e alcool, da cui uscirà dopo aver bevuto e cantato fino all’alba.

Donne sedotte dal Don Giovanni

In un Teatro che diventa una casa chiusa piena di sensualità e mistero, ci sono le donne sedotte dal Don Giovanni. Figura che non rappresenta solo la seduzione dell’uomo che mira alle donne e poi se ne libera, ma anche dell’essere umano che vuole assecondare i propri piaceri senza pensare ad altro, affondando sempre più nel vizio, anche a scapito della morale. Queste Donne decidono di “chiudersi” in un convento di amletica memoria, un oscuro bordello in cui “espiare” la propria dissolutezza. Ne le Dissolute Assolte, si racconta la loro storia e il loro incontro con il Don Giovanni, come un percorso a ritroso nel cuore di tenebra dell’uomo. Le parole sondano l’anima nera di chi prende senza trattenere, ama senza toccare il cuore, vuole senza avere. Le donne come bellissimi corpi da ferire, e dalle cui ferite nascono i fiori del male che curano le nostre pulsioni.

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Macbettu al Teatro Vascello

Macbettu (foto Alessandro Serra), il Macbeth di Shakespeare recitato in sardo e, come nella più pura tradizione elisabettiana, interpretato da soli uomini al Teatro Vascello dal 15 al 19 marzo. L’idea nasce nel corso di un reportage fotografico tra i carnevali della Barbagia. I suoni cupi prodotti da campanacci e antichi strumenti, le pelli di animali, le corna, il sughero. La potenza dei gesti e della voce, la confidenza con Dioniso e al contempo l’incredibile precisione formale nelle danze e nei canti. Le fosche maschere e poi il sangue, il vino rosso, le forze della natura domate dall’uomo. Ma soprattutto il buio inverno.

Macbettu tra Shakespeare e le maschere sarde

Sorprendenti le analogie tra il capolavoro shakespeariano e i tipi e le maschere della Sardegna. La lingua sarda non limita la fruizione ma trasforma in canto ciò che in italiano rischierebbe di scadere in letteratura. Uno spazio scenico vuoto, attraversato dai corpi degli attori che disegnano luoghi e evocano presenze. Pietre, terra, ferro, sangue, positure di guerriero, residui di antiche civiltà nuragiche. Materia che non veicola significati, ma forze primordiali che agiscono su chi le riceve.

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Asian Film Festival dal 7 aprile al Farnese Arthouse

Si terrà da giovedì 7 aprile a mercoledì 13 aprile 2022 la diciannovesima edizione di Asian Film Festival. Il luogo prescelto per la programmazione “in presenza” di questa significativa vetrina sul miglior cinema d’autore dei paesi dell’Asia orientale è nuovamente il Farnese Arthouse di Roma, in Piazza Campo De’ Fiori.

Asian Film Festival organizzato da Cineforum Robert Bresson

Il festival internazionale, organizzato da Cineforum Robert Bresson e diretto da Antonio Termenini, presenterà 30 lungometraggi provenienti da 8 paesi dell’Estremo Oriente (Cina, Corea del Sud, Filippine, Giappone, Hong Kong, Singapore, Taiwan, Thailandia), spaziando tra prodotti arthouse e di genere, con una particolare attenzione per gli esordi e i giovani registi, proposti nella ricca sezione Newcomers.

Serie di film importanti dal Giappone

Quest’anno, dal Giappone, una serie di importanti film; tra questi, The Mule Song Final e The Great Yokai Wars: Guardians (sequel di The Great Yokai War, 2005), entrambi firmati dal maestro Takashi Miike, e Moonlight Shadows, basato sull’omonimo romanzo di Banana Yoshimoto e diretto dal pluripremiato Edmund Yeo, incentrato sull’elaborazione del lutto. Intorno a questo tema si muove anche Tsuyukusa, nuovo film del regista Hideyuki Hirayama. Del rinomato regista Takahisa Zeze sarà invece presente In the Wake, di genere crime. Di particolare interesse è invece il film Hokusai, diretto da Hajime Yashimoto e basato sulla vita del più celebre pittore giapponese del mondo, conosciuto principalmente per le sue opere in stile ukiyo-e.

Dalle Filippine On the Job: The Missing 8

Nel corso del festival verranno inoltre presentati film provenienti dalle Filippine, quali On the Job: The Missing 8, thriller diretto da Erik Matti e già in concorso alla scorsa edizione del Festival di Venezia, dove ha vinto il premio per il miglior attore. Di Brillante Mendoza, tra i più importanti e premiati registi filippini, saranno invece presentati i due nuovi lungometraggi intitolati Gensan Punch, la storia vera e sofferta di un pugile limitato da una disabilità fisica, e Rasbak, racconto di violenza e vendetta di un giovane ladro nei confronti del suo spietato capo.

Quattro pellicole dalla Thailandia

Quattro saranno invece i film provenienti dalla Thailandia, ovvero The Edge of Daybreak, dramma famigliare di Taiki Sakpisit, The Medium, di Banjong Phisantankun, Come Here, mistery dramma di Anocha Suwichankong e, in particolare, Anatomy of Time, di Jachavral Nilthamrong, diviso tra passato e presente, con la memoria quale unico ponte tra questi due tempi. Altri film importanti presenti in questa edizione del festival saranno il film giapponese Somebody’s Flowers, un giallo firmato da Yusuke Okuda, e Anita, di Longman Leung, incentrato sulla vita della celebre cantante e attrice Anita Mui. Il dramma familiare torna invece protagonista con Three Sisters, del sudcoreano Lee Sungwong.

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I Solisti di Kiev in Concerto per la Pace a S.Cecilia il 14 marzo

 “Suoneremo per i nostri familiari, per voi e tutto il popolo ucraino che sta soffrendo.

Vogliamo, attraverso la musica, lanciare un messaggio di serenità e speranza e auspicare che la guerra si fermi immediatamente”.

IL 14 MARZO IN CONCERTO ALL’ ACCADEMIA NAZIONALE DI S.CECILIA

Lo dicono i Solisti di Kiev, ensemble da camera fondato nel 1996 e formato dai migliori musicisti ucraini, che il 14 marzo alle 20.30

saranno a Roma sul palcoscenico dell‘Accademia Nazionale di Santa Cecilia per un concerto speciale per la pace e per sostenere la popolazione che sta subendo la tragedia della guerra.

 I musicisti in queste settimane sono impegnati in una tournée, che ha già toccato varie città italiane, cominciata prima del conflitto.

“Quando siamo partiti la situazione era abbastanza tranquilla, non potevamo immaginare che le forze russe avrebbero puntato su Kiev e sulle città principali, invece è successo –  – ha detto il portavoce dell’ensemble -.

 Fare musica in queste condizioni è molto difficile, ma al momento non abbiamo alternative, vogliamo allora onorare questo impegno 

raccogliendo tutte le nostre forze mettendo tutto il nostro cuore in ogni nota di questo concerto”.

 Con questo evento speciale l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia è vicina al popolo ucraino con un “abbraccio musicale”.

L’INCASSO SARA’ DEVOLUTO ALLA CROCE ROSSA ITALIANA

 L’incasso dello spettacolo – che avrà un biglietto unico da dieci euro – 

 – sarà interamente devoluto alla Croce Rossa Italiana e destinato ai suoi interventi per fronteggiare l’emergenza ucraina. (ANSA).

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Alessandro Siani il 12 marzo all’Auditorium Conciliazione

Libertà di pensiero, libertà di stampa libertà d’espressione, 

ma anche la libertà che ci è stata negata in questi ultimi tempi di covid.

La libertà sarà il filo conduttore del nuovo spettacolo di

Alessandro Siani che ritorna a calcare le scene con il suo nuovo stand up comedy, che arriva dopo il successo strepitoso del “Felicità tour”.

LA LIBERTA’ E’ IL LEITMOTIV CHE ACCOMPAGNA LO SPETTACOLO

In questo nuovo progetto live il dialogo con il pubblico diventerà fondamentale per affrontare argomenti come la convivenza forzata

il fenomeno serie tv, il potere dei social, la politica l’attualità e soprattutto la libertà di pensare e sognare un futuro migliore senza virologi, vaccini e mascherine in cui l’unico antidoto alla frustrazione dei nostri giorni possa essere una dose di gioia pura.

La libertà di trascorrere una serata senza pensieri!

La voglia di ritornare sul palco… Il desiderio di condividere e soprattutto divertirsi senza costrizioni e senza peli sulla lingua ,

in uno spettacolo che parla di libertà!

l’ obbiettivo dello show e di far vivere ad ogni spettatore  una sensazione di leggerezza,  smantellando attraverso i miei monologhi ,le ipocrisie che ci appesantiscono l’ anima!!

SIANI CELEBRA I SUOI 25 ANNI DI CARRIERA

“Quest’anno celebro i 25 anni di carriera, anche se preferirei parlare di una vera e propria passione a tempo indeterminato, e non di lavoro,

ho troppo rispetto per questa parola. Il mio al massimo è un dopolavoro!!!”

Uno spettacolo da non perdere il 12 marzo All‘Auditorium Conciliazione.