Categorie
Politica

Investimento di 3,3 milioni di euro per rafforzare la Cyber Security di Roma

Investimento complessivo di 3,3 milioni di euro, di cui 2 milioni da fondi Pnrr, per rafforzare la Cyber Security di Roma Capitale. La Giunta Gualtieri ha approvato la delibera per la partecipazione all’Avviso Pubblico dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale a valere sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, “Missione1 – Componente 1 – Investimento 1.5. “Cybersecurity”.

Investimento per irrobustire le infrastrutture e l’erogazione di servizi

L’obiettivo è quello di rafforzare e rendere più sicura la transizione digitale della Pubblica Amministrazione, andando a irrobustire le infrastrutture e l’erogazione di servizi digitali, nonché le competenze specialistiche interne, al fine di consolidare il grado di sicurezza e ridurre le possibili vulnerabilità dei sistemi informatici capitolini. Sono tre i progetti da finanziare con fondi Pnrr, la cui realizzazione dovrà concludersi entro 24 mesi dalla data di sottoscrizione dell’Atto d’obbligo e, comunque, non oltre la data del 30 novembre 2024, anche per affrontare al meglio i grandi appuntamenti che attendono la città, a partire dal Giubileo del 2025.

Il sindaco Gualtieri

«Puntiamo ad intercettare nuovi fondi Pnrr per affrontare e ridurre i rischi che corrono ogni giorno le infrastrutture digitali delle Amministrazioni pubbliche», ha spiegato il Sindaco Roberto Gualtieri. «Roma Capitale – ha proseguito il primo cittadino – deve infatti garantire la sicurezza informatica non solo dei suoi uffici ma anche dei servizi erogati a milioni di cittadini attraverso reti wi fi, portali e attrezzature di cui già fruiscono decine di comuni e amministrazioni della Città Metropolitana, centinaia di scuole e strutture comunali, migliaia di telecamere di videosorveglianza e tanti altri snodi sensibili impegnati in una preziosa e costante attività quotidiana. Una sicurezza che sarà garantita attraverso forti investimenti per l’innovazione e in una sempre più adeguata formazione delle competenze interne».

Categorie
Ambiente

Legambiente per utilizzare al meglio i 68 milioni di euro del PNRR

Legambiente avvia una campagna di informazione e assistenza per utilizzare al meglio i 68 milioni di euro per Nuove Comunità Energetiche Rinnovabili e la realizzazione di impianti di energia da fonti rinnovabili nei territori del centro Italia colpiti dal sisma.

Lagambiente nell’ambito del programma Next Appennino

La campagna di informazione di Legambiente è realizzata in collaborazione con la Struttura di Missione Sisma 2009 e il Commissario Straordinario Sisma 2016, nell’ambito del programma Next Appennino per il rilancio economico e sociale delle regioni del Centro Italia colpite dai terremoti del 2009 e del 2016, finanziato dal Fondo Complementare al PNRR. I territori dell’Appennino centrale hanno una chance concreta di fare da traino del Paese verso l’indipendenza energetica e soprattutto ottenere vantaggi economici grazie al risparmio in bolletta, senza tralasciare gli importanti risvolti positivi per l’ambiente. L’abbandono delle fonti fossili e la transizione verso le fonti rinnovabili è il primo baluardo nella lotta ai cambiamenti climatici.

Come cogliere l’opportunità

Come cogliere questa opportunità? Sfruttando i 68 milioni di euro, stanziati dal Fondo Complementare al PNRR aree sisma 2009 e 2016, messi a disposizione per la realizzazione di impianti di energia da fonti rinnovabili e costituzioni di Comunità Energetiche Rinnovabili. Il bando, pubblicato nell’ambito del programma Next Appennino, è rivolto alle amministrazioni pubbliche, alle loro associazioni ed anche alle Comunità energetiche rinnovabili in via di costituzione purché vi sia un ente pubblico coinvolto. Il bando finanzia il 100% a fondo perduto ogni tipo di impianto rinnovabile se ci si impegna a costituire una Comunità energetica o se si prevede la condivisione del calore con il teleriscaldamento. Il finanziamento scende al 50% per la realizzazione degli impianti rinnovabili senza la condivisione dell’energia. Il termine per presentare le domande è fissato al 31 ottobre 2022.

Campagna Legambiente dedicata agli enti interessati

Agli enti e alle amministrazioni interessate è dedicata una campagna di informazione e assistenza avviata da Legambiente che, in prima battuta, si occuperà di promuovere questa opportunità attraverso la diffusione di materiali informativi, eventi e incontri pubblici rivolti agli Enti pubblici, ai cittadini, alle imprese, agli Enti del Terzo Settore. La campagna viaggerà anche sul web attraverso il sito www.comunirinnovabili.it e gli account social di “Comuni rinnovabili” su Facebook e Twitter. Sarà attraverso questi canali che sarà possibile reperire informazioni utili e seguire webinar online dedicati ad enti e amministrazioni dei Comuni dell’Appennino centrale colpiti dai terremoti del 2009 e 2016.

A disposizione gli Sportelli Energia

Inoltre l’associazione ambientalista mette a disposizione gli Sportelli Energia nelle regioni Abruzzo, Marche, Lazio e Umbria destinati alla richiesta di informazioni sulle Comunità energetiche e sulle modalità per accedere al Bando. Legambiente, con le sue strutture territoriali, si impegna a supportare i Comuni oltre la scadenza del Bando nel coinvolgimento dei cittadini necessario per la costituzione formale delle Comunità energetiche.

Categorie
Economia

La campagna elettorale non fermi gli interventi per le imprese agricole

La campagna elettorale non fermi gli interventi necessari per garantire la sopravvivenza delle imprese agricole, gli investimenti per ridurre la dipendenza alimentare dall’estero e assicurare a imprese e cittadini la possibilità di produrre e consumare prodotti alimentari al giusto prezzo.

Campagna elettorale mette a rischio 35 miliardi di fondi europei

È l’appello lanciato dal presidente della Coldiretti Prandini all’Assemblea Nazionale della Coldiretti nel denunciare il rischio di perdere 35 miliardi di fondi europei per l’agricoltura italiana nei prossimi cinque anni, ma anche la necessità di attuare al più presto le misure previste dal Pnrr. «Sulla Politica agricola comune occorre superare le osservazioni di Bruxelles e approvare in tempi stretti il Piano strategico nazionale – spiega Prandini – senza il quale non sarà possibile far partire la nuova programmazione dal 1° gennaio 2023.

Dotazione finanziaria fondamentale per gli agricoltori italiani

Stiamo parlando di una dotazione finanziaria di 35 miliardi per sostenere l’impegno degli agricoltori italiani verso l’innovazione, la sostenibilità e il miglioramento delle rese produttive, tanto più vitali in un momento dove la guerra in Ucraina ha mostrato tutta la strategicità del cibo e la necessità per il Paese di assicurarsi la sovranità alimentare. Lo sforzo di modernizzazione e la digitalizzazione dell’agricoltura italiana e dell’intero Paese – continua Prandini – non può fare a meno del Pnrr, dove serve il massimo impegno di tutti per non rischiare di perdere quella che è un’occasione irripetibile.

Accelerare bando fotovoltaico

Dopo la pubblicazione del bando filiere serve accelerare anche su quello del fotovoltaico, che apre alla possibilità di installare pannelli fotovoltaici sui tetti di circa 20mila stalle e cascine senza consumo di suolo, contribuendo alla transizione green e riducendo la dipendenza energetica del Paese. Allo stesso modo, il bando sulla logistica è fondamentale per agire sui ritardi strutturali dell’Italia e sbloccare tutte le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti tra Sud e Nord del Paese, ma anche con il resto del mondo, superando il gap che ci separa dagli altri Paesi.

Agroalimentare rappresenta 25% del Pil

In coerenza con gli impegni del Pnrr, la prossima legge di bilancio dovrà sostenere il ruolo dell’agroalimentare nazionale, che oggi rappresenta il 25% del Pil ed è diventata la prima ricchezza del Paese, con misure per tutelare il reddito delle aziende agricole, anche a livello di tassazione. Misure indispensabili anche per fronteggiare il drammatico aumento dei costi, con punte del +250%».

Categorie
Politica

Nasce il modello Lazio dell’assistenza territoriale

Nasce il modello Lazio dell’assistenza territoriale, grazie a un documento di programmazione per il riordino delle attività territoriali previste dal PNRR. «La Giunta regionale ha approvato nell’odierna seduta il documento di programmazione per il ‘modello Lazio dell’assistenza territoriale’.

Nasce con l’obiettivo di realizzare una nuova rete territoriale

L’obiettivo è quello di realizzare, in una gestione pubblica, una nuova rete territoriale con un’azione omogenea per ridurre le diseguaglianze e agevolare la presa in carico dei pazienti cronici. In particolare, il documento di programmazione riguarda le attività previste nelle 135 Case di comunità, nei 36 Ospedali di comunità e nelle 59 Centrali operative territoriali (COT) finanziati dalla Missione 6 del PNRR. Un ruolo importante e strategico è quello relativo alla transizione digitale e tutti i sistemi di tele-medicina e tele-monitoraggio e di assistenza domiciliare.

Compito fondamentale dei Distretti sociosanitari per l’integrazione

Un compito fondamentale è quello dei Distretti sociosanitari per l’integrazione e la presa in carico proattiva che sarà basata sulla popolazione cronica, sul consumo dei farmaci, sull’indice di deprivazione socio-economico, sulla composizione della famiglia e sulle esposizioni ambientali. Il modello Lazio di riordino della rete territoriale è basato sulla multidisciplinarità di tutti i professionisti coinvolti. È la prima volta che nel Lazio si vara un documento di programmazione dell’attività territoriale recependo il Decreto ministeriale 77. L’intenzione è quella di riproporre i risultati positivi del modello Lazio nel contrasto alla pandemia anche nel potenziamento della rete dei servizi socio-sanitari». Lo ha dichiarato l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

Categorie
Cultura

La Sapienza ha presentato le attività di ricerca legate al PNRR

La Sapienza ha presentato, nel corso della Conferenza di Ateneo, le attività di ricerca e di didattica legate al PNRR e il bando per 807 borse, ordinarie e su temi del Piano, a partire dal Rome Technopole. «Grazie al Pnrr – ha dichiarato la Rettrice – saremo in grado di potenziare attività ordinarie e straordinarie dell’Ateneo, dalla valorizzazione della ricerca alla formazione. Un esempio per tutti: il nuovo bando dei dottorati di ricerca, di imminente pubblicazione, che riguarderà sia le borse ordinarie Sapienza che quelle legate a vario titolo ai fondi del Pnrr, con particolare riferimento a quelle di Rome Technopole. È un unico bando per 807 borse di dottorato destinato a laureate e laureati in diversi ambiti disciplinari».

La sapienza capofila del progetto Rome Technopole Innovation Ecosystem

Sapienza è capofila del progetto Rome Technopole Innovation Ecosystem, un ecosistema di innovazione regionale che alimenterà non solo la filiera di ricerca, ma anche formazione e innovazione in sinergia con il mondo imprenditoriale, nell’ambito di tre direttrici tematiche ad alta priorità per il Lazio: transizione energetica, transizione digitale e biopharma e alla salute.

Firmato l’atto costitutivo l’8 giugno

Firmato lo scorso 8 giugno l’atto costitutivo della Fondazione Rome Technopole di cui è presidente la Rettrice Antonella Polimeni e che vede tra i partner fondatori 7 università del Lazio. Oltre a Sapienza, Tor Vergata, Roma Tre, Luiss, Tuscia, Cassino e il Campus Biomedico), 4 enti di ricerca nazionali (CNR, Enea, INFN e ISS), ma anche piccole, medie e grandi imprese che hanno sede nel Lazio, nonché enti regionali e territoriali, Unindustria, Camere di Commercio, Regione Lazio e Comune di Roma, oltrea INAIL, Confindustria Dispositivi Medici e Lazio Innova.

Categorie
Ambiente

Il Forum Compraverde Buygreen torna a Roma ad ottobre

Il Forum Compraverde Buygreen torna a Roma nel prossimo ottobre per il XVI anno consecutivo. A organizzarlo è la Fondazione Ecosistemi, realtà viva e partecipe sui temi dello sviluppo sostenibile e anche delle strategie da attuare per la salvaguardia del pianeta. La Fondazione, leader in Italia nel Green Public Procurement, lancia queste giornate per mettere il proprio know how a disposizione di tutti coloro i quali si confronteranno con gli appalti verdi. Tematiche urgenti e necessarie, anche in vista dell’accesso ai fondi del Pnrr, che vincola le realtà richiedenti ad adottare scelte green.

Forum Compraverde Buygreen evento di riferimento in Europa

Il Forum Compraverde Buygreen, gli Stati Generali degli acquisti verdi, è uno degli eventi di riferimento in Europa per le politiche, i progetti, i beni e i servizi di Green Procurement, pubblico e privato. Un evento internazionale che unisce annualmente i principali attori coinvolti nella diffusione e l’attuazione degli acquisti di beni e servizi sostenibili e nella conversione ecologica delle modalità di produzione e di consumo.

Scaletta dell’evento che tocca diversi temi in due giorni

«Due giornate di convegni, seminari, networking e reporting. Con una scaletta che tocca vari temi: dall’edilizia sostenibile in vista dell’uscita del nuovo CAM (Criterio Ambientale Minimo) ai Criteri Sociali e il Gender Procurement, passando per i rifiuti, tema caldo soprattutto a Roma in questi giorni, la ristorazione collettiva dove i dati ci dicono che la qualità delle mense scolastiche migliora con il CAM.

Attuazione a Roma del Green Public Procurement

Rispetto al tema della città, clima e GPP, ricordo che Roma fa parte delle “100 città a impatto climatico zero entro il 2030, dai cittadini e per i cittadini” un vincolo per l’attuazione del Green Public Procurement. Se per il lancio dell’iniziativa abbiamo scelto il Parlamento, è per coinvolgere sempre di più la politica nelle tematiche che proporremo nelle giornate degli Stati Generali degli acquisti verdi, e perché essa diventi non solo attrice principale di questa fase di transizione ecologica, ma anche megafono in grado di sensibilizzare il Paese. Quest’anno più che mai, in vista dell’incentivo che passa per il recepimento dei fondi del Pnrr, auspichiamo la partecipazione di sempre più realtà, fra vecchi e nuovi amici che producono in chiave green e che si vogliono ulteriormente formare su questi temi», dichiara Silvano Falocco direttore della Fondazione Ecosistemi.

Categorie
Ambiente

Linee guida ai comuni per la realizzazione e gestione dei centri del riuso

Linee guida ai comuni per la realizzazione e gestione dei centri del riuso. Delibera approvata dalla Giunta regionale del Lazio, su proposta dell’assessore Massimiliano Valeriani e di concerto con l’assessora Roberta Lombardi. Il provvedimento fornisce un inquadramento normativo e regolamentare sia in ambito regionale che nazionale ed europeo, per poi illustrare una serie di esperienze relative alla progettazione, formazione e gestione dei centri di riuso.

Linee guida che individuano anche le iniziative di finanziamento

La delibera, inoltre, individua le iniziative di finanziamento, i modelli di funzionamento e le azioni di promozione sull’impiego e la valorizzazione di queste strutture dedicate al recupero e al riutilizzo delle materie, fornendo al tempo stesso un monitoraggio dei risultati potenziali e favorendo sinergie operativi fra i vari centri. «Con questo provvedimento sosteniamo un altro obiettivo previsto nel Piano Rifiuti regionale, promuovendo un contributo concreto verso lo sviluppo dell’economia circolare.

Centri di riuso tassello importante nel processo di recupero e riciclo

I centri del riuso, infatti, rappresentano un tassello importante nel processo di recupero, riciclo e riutilizzo delle materie, con l’obiettivo di favorire anche la realizzazione di una filiera industriale ecosostenibile. I sistemi e le tecnologie attuali non consentono ancora di raggiungere il traguardo della “end of waste”, ma permettono già di recuperare gran parte dei materiali, limitando notevolmente il ricorso agli impianti di servizio per ridurre ogni forma di impatto ambientale», ha dichiarato Massimiliano Valeriani, assessore al Ciclo dei rifiuti della Regione Lazio.

Potenziare norme e strumenti è la strada giusta per sostenere l’economia

«Potenziare norme e strumenti volti a sostenere l’economia circolare e i relativi impianti, come i centri del riuso, è la strada giusta da percorrere per il Lazio e per tutto il nostro Sistema Paese, non solo perché ce lo chiede l’Europa ma perché i dati confermano che l’Italia, con il 22%, è al primo posto in Ue per il tasso di utilizzo circolare della materia e, secondo gli obiettivi del PNRR, deve arrivare almeno al 30% entro il 2030, e ridurre del 50% la produzione dei rifiuti entro il 2040.

Linee guida vincenti per tutela dell’ambiente

Siamo quindi su una strada vincente, per la tutela di ambiente, salute, gestione sostenibile delle risorse naturali e salvaguardia di imprese e lavoratori, che stanno scontando la crisi legata a caro-materiali e difficoltà di approvvigionamento delle materie prime», ha aggiunto l’assessore Roberta Lombardi.

Categorie
Economia

International Conference on New Business Models alla LUMSA

International Conference on New Business Models alla LUMSA, tra giovedì 23 e venerdì 24 giugno. La sostenibilità e la digitalizzazione sono tra i principali ambiti di intervento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e del programma Next Generation Eu. Per sostenere il piano di ripresa economica favorendo anche il dibattito su queste tematiche, l’Università LUMSA organizza il 23 e 34 giugno la 7th International Conference on New Business Models, sul tema Le sfide dei modelli di business sostenibili tra ripresa economica e trasformazione digitale.

International Conference on New Business Models per stimolare riflessioni e confronti

La conferenza si propone di stimolare riflessioni e anche confronti sul ruolo della sostenibilità e digitalizzazione per favorire la ripresa economica con approfondimenti, tra gli altri, sui temi dell’economia circolare, i modelli di business data-driven, i modelli di produzione e consumo sostenibili e la misurazione delle performance di sostenibilità nelle imprese.

Tavola rotonda con imprese italiane e internazionali

La conferenza ospiterà una tavola rotonda con imprese italiane ed internazionali, ma anche 16 sessioni tematiche di approfondimento in cui saranno discussi gli oltre 152 contributi di ricerca selezionati. In occasione della sessione plenaria di apertura il 23 Giugno dalle 9 alle 10.30 interverranno tra gli altri Francesco Bonini, Rettore dell’Università LUMSA e Vittorio Colao, Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale.

Categorie
Ambiente

Anbi Lazio rilancia l’allarme siccità

Anbi Lazio rilancia l’allarme siccità, mentre è in piena attività l’irrigazione dei campi in tutta la regione. Nei giorni scorsi si è tenuto il consiglio di amministrazione dell’associazione dei consorzi di bonifica di Anbi Lazio. Uno dei temi affrontati è stato proprio quello della siccità.

Anbi Lazio, il presidente Ricci

Il presidente Sonia Ricci parla di vera e propria situazione drammatica. «L’acqua, a causa delle rare precipitazioni che si sono registrate nei mesi scorsi, è insufficiente. L’atipico inverno privo di piogge come non mai, insieme al caro prezzi, soprattutto dell’energia elettrica, che utilizziamo per i nostri impianti, e al calo del potere di acquisto, rappresenta un tris nero per il nostro settore. I dati dell’Osservatorio nazionale di Anbi, riguardanti il livello dei fiumi laziali, non lasciano presagire, così come le previsioni meteo, nulla di positivo», conclude Ricci.

Al lavoro per il Piano Laghetti

Oltre che lanciare l’allarme Anbi Lazio sta lavorando per il Piano Laghetti ad una propria proposta. Nel corso della riunione, tra le altre questioni affrontate, proprio quella del Piano Invasi. «Come Anbi Lazio, con i diversi tecnici delle nostre strutture, abbiamo già realizzato una cartografia alla quale aggiungeremo i tasselli analitici delle nostre proposte per poi presentarle alle Istituzioni. Dobbiamo contribuire, come sistema Lazio, ad evitare che dell’acqua piovana che cade sul territorio venga trattenuta solo per l’11% come accade ora. L’irrigazione ormai, in funzione anche del cambiamento climatico, viene richiesta praticamente per tutto l’anno.

Affrontare problema con nuove prospettive

Anche per questo occorre affrontare il problema con nuove prospettive. Come prima risposta alla esigenza di risparmio della risorsa idrica e al suo oculato utilizzo, i Consorzi laziali hanno presentato progetti di ammodernamento delle reti irrigue da finanziare con i fondi PNRR, che hanno l’obiettivo di coniugare il risparmio della risorsa idrica con la necessità di efficientare il servizio irriguo».

Categorie
Ambiente

Milioni di alberi contro l’effetto serra

Milioni di alberi per contrastare l’effetto serra, con l’aiuto del PNRR. «Con il record delle emissioni di gas ad effetto serra, i 6,6 milioni di alberi previsti a livello italiano grazie ai 330 milioni di euro stanzianti dal PNRR rappresentano uno strumento strategico fondamentale per gestire lo smog e le bolle di calore all’interno delle aree urbane». È quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini in occasione del vertice a Roma a Palazzo Rospigliosi sul progetto “Foresta Italia” con Rete Clima, Tim, Conad, , Eon, Pefc Italia, Società Botanica Italiana, Assofloro e Acque bresciane sul ruolo del verde e delle foreste in Italia dal punto di vista ambientale, sociale ed economico.

Milioni di alberi per il verde pubblico delle grandi città

Per mantenere l’impegno a contrastare i cambiamenti climatici bisogna intervenire in modo strutturale sugli ambienti metropolitani ripensando lo sviluppo delle città e favorendo la diffusione del verde pubblico e privato. In Italia ogni abitante dispone di circa 33,8 metri quadrati di verde urbano con una situazione preoccupante per i grandi centri urbani, dove il verde per mitigare il clima, ma anche ammortizzare gli effetti negativi dell’inquinamento, oscilla su valori bassi: dai 6,4 metri quadrati per abitante di Messina ai 16,7 a Roma, dai 18 di Milano ai 24,3 di Firenze, dai 43 di Venezia ai 9,3 di Bari.

Nuovo record per i gas serra

In uno scenario in cui i gas serra hanno fatto segnare un nuovo record secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo) nel suo rapporto “Stato del clima globale nel 2021” non basta rendere più verdi le città ma, è anche necessario promuovere le essenze più adatte nel catturare i gas ad effetto serra e nel bloccare le pericolose polveri sottili responsabili dei cambiamenti climatici: dal Bagolaro al Ligustro, dall’Alloro all’Albero di Giuda, dalla Photinia al Viburno, dall’Acero riccio all’Olmo, dalla Betulla verrucosa al Tiglio. La tutela e la promozione del verde è una soluzione naturale ed ecologica che, aumentando la resilienza delle città, può svolgere un ruolo importante nel contrasto ai cambiamenti climatici e nel miglioramento della sostenibilità dei sistemi urbani e della qualità della vita dei cittadini.