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Sempre più vicino l’Inceneritore di Roma: il no di Legambiente

Sempre più vicino l’Inceneritore di Roma, contro il quale Legambiente si è opposta fin da subito. «Realizzare l’Inceneritore a Roma sarebbe un errore enorme che condannerebbe il futuro della Capitale a generare rifiuti indifferenziati, fermando lo sviluppo dell’economia circolare, oggi il Sindaco continua a sbagliare e noi insisteremo a mettere in campo la nostra contrarietà in tutte le successive, fasi insieme alle idee concrete per poter trasformare la Capitale in una avanguardia dello sviluppo sostenibile.

Piano diverso insieme a CGIL

Insieme alla CGIL abbiamo presentato il piano attraverso il quale, numeri alla mano, non c’è alcuna necessità di un mostruoso nuovo inceneritore: grazie all’attivazione di filiere per il recupero dei prodotti che oggi vanno in indifferenziato, del Tessile, dei RAEE, dei Prodotti Assorbenti per la Persona, delle Terre di Spazzamento, del Riciclo Chimico delle Plastiche miste, insieme all’esclusione dei rifiuti da edilizia nei cassonetti dell’indifferenziato, alla moltiplicazione dei centri di raccolta, alla diffusione del Porta a Porta a tutta la cittadinanza e soprattutto alla costruzione di impianti di Biodigestione Anaerobica per 600.000 tonnellate di rifiuti organici che Roma produce ogni anno.

Sindaco sempre sulla stessa strada

Invece il Sindaco/Commissario continua nella strada che farà piombare la Capitale indietro di vent’anni, peraltro senza alcuna discussione pubblica e azzerando le migliaia di pagine di osservazioni al Piano per i Rifiuti», afferma Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio.

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Legambiente vince al TAR sulla discarica di Magliano Romano

Legambiente vince il ricorso al TAR contro la realizzazione della discarica di Magliano Romano. La sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio dà ragione a Legambiente che ricorreva ad aprile scorso, contro il parere favorevole sulla valutazione di impatto ambientale espresso dalla Regione Lazio per la realizzazione di una nuova grande discarica per rifiuti indifferenziati a Magliano Romano.

Legambiente commenta la decisione

«Le ragioni dell’ambiente hanno prevalso e la valutazione di impatto ambientale, con cui era consentita la realizzazione della discarica di Magliano – commentano Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio e Stefano Ciafani presidente nazionale di Legambiente – decade con questa decisione delle giustizia amministrativa. Il nostro impegno nel contrapporci ad ogni nuova discarica e ogni nuovo inceneritore continua incessante, perché abbiamo un mondo tecnologico che ruota intorno al concetto di economia circolare, pronto a generare tutte le fasi industriali necessarie a trasformare i rifiuti in risorse, senza più riempire il territorio di rifiuti e l’aria di inquinamento da incenerimento.

Grazie all’avvocato Andrea Farì

Un ringraziamento al gran lavoro dell’avvocato Andrea Farì che ha costruito e portato a termine il ricorso, al comune di Magliano e al sindaco Francesco Mancini che, insieme ai Sindaci dell’area Cassia-Tiberina-Flaminia, non ha mai mollato di un centimetro in una battaglia sacrosanta, e anche al grande impegno di tutti gli avvocati del nostro Centro di Azione Giuridica che in ogni territorio sono impegnati nel faticoso lavoro di contrasto giuridico alle scelte sbagliate nella gestione del ciclo dei rifiuti».

Discarica proposta i invaso della Idea 4

La discarica era stata proposta in un invaso di 890mila metri cubi della “Idea 4” a poche centinaia di metri dall’abitato di Magliano Romano. Comune, come tanti del quadrante nord della Città Metropolitana di Roma, estremamente virtuoso nella gestione dei rifiuti. Legambiente lo ha premiato più volte come comune riciclone e che secondo gli ultimi dati del Catasto Rifiuti Ispra, aveva superato nel 2020 il 75% di Raccolta Differenziata.

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Legambiente ha pubblicato il Dossier Mal’aria 2022

Legambiente ha pubblicato oggi il Dossier Mal’aria 2022 edizione autunnale, realizzato nell’ambito della campagna europea Clean Cities Campaign. A Roma, come in tutte le grandi città italiane, non si rispettano i valori limite suggeriti per Polveri sottili (PM10 e PM2,5) e Biossidi di Azoto (NO2) dall’OMS. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha infatti indicato nuovi valori limite dello smog per la tutela della salute: il massimo consentito per il PM10 dovrà essere di 15 microgrammi/metro cubo, per il PM2,5 di 5 microgrammi/metro cubo e per l’NO2 di 10 microgrammi/metro cubo. Roma supera del 65% il valore massimo per le PM10, del 123% quello per le PM2,5 e del 187% quello del NO2.

Legambiente: “Adeguare la normativa”

Europa, governi nazionali e anche la Regione Lazio, dovranno adeguare la normativa a questi nuovi valori per tutelare ambiente e salute ma anche considerando le attuali regole, con limiti ben più alti e molto smog in più consentito: dall’inizio del 2022 nella Capitale sono già 23 i giorni di superamento per le PM10 oltre i 50 microgrammi a metro cubo di aria nella media su 24h, il limite massimo consentito dalla normativa è di 35 giorni nell’anno solare. È la centralina Arpa Lazio di Via Tiburtina ad avere il record negativo.

Roberto Scacchi, Legambiente Lazio

«Per tutelare ambiente e salute, gli enti del territorio devono generare scelte coraggiose con le quali ridimensionare drasticamente l’uso dell’auto privata e potenziare la mobilità pubblica collettiva – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – in particolar modo a Roma dove c’è la necessità sempre più evidente di iniziare a colmare quel terribile deficit infrastrutturale di metropolitane e tram nei confronti di tutte le altre città europee. Si deve consentire a più persone possibili di muoversi a emissioni zero: a piedi, in bicicletta, con sharing mobility elettrica e con mezzi pubblici su ferro ma anche su gomma, sostituendo tutti i bus di superficie con bus elettrici entro la fine del decennio».

Roma indietro per la rete metropolitana

Secondo i dati del dossier di Legambiente infatti, Roma ha la peggiore estensione tra le grandi città europee della rete di metropolitane in rapporto alla popolazione e con il 59% anche la più alta percentuale di spostamenti individuali a discapito degli spostamenti collettivi o quelli a piedi e in bici. Se nel rapporto si torna a evidenziare carenze croniche di Roma ma anche “nuovi” ritardi, come i soli 31 Autobus elettrici su una flotta di 4.041 vetture, vengono anche inseriti i finanziamenti che arrivano grazie al PNRR per realizzare le nuove Tramvie.

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Puliamo il Mondo anche a Roma e nel Lazio

Puliamo il Mondo, la maggior iniziativa mondiale di volontariato, anche a Roma e nel Lazio, dove migliaia di persone hanno indossato guanti e cappellini gialli, imbracciando ramazze e sacchi per ripristinare città, litorali, parchi e paesi. Con oltre 18.000 volontari in più di 110 appuntamenti ecco l’ennesimo nuovo record di partecipanti e di quintali di rifiuti raccolti che, solo in questo fine settimana superano già le 120 tonnellate complessive nella Regione.

Puliamo con una marea gialla

«Una marea gialla di migliaia di volontari è tornata a invadere Roma e il Lazio, in una festosa giornata di volontariato, in azione per il bene della collettività – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – non ci stancheremo mai di ringraziarli uno a uno di cuore tutti questi volontari, per la fatica fatta e per la grande voglia di costruire insieme un mondo diverso.

Dal centro di Roma al Terminillo

Quest’anno dal centro di Roma alle spiagge di tutta la costa, nei capoluoghi e nei piccoli paesi fino alle pendici del Monte Terminillo o le dune di Capocotta, i circoli, insieme a tante altre associazioni, amministrazioni locali, gruppi di protezione civile, parchi, aziende, sono tornati a dar vita alla più grande azione di volontariato del nostro territorio, che è senza alcun dubbio anche la miglior risposta possibile al degrado e alla presenza di rifiuti nella Capitale e in ogni angolo del Lazio, contro la quale noi non ci arrenderemo mai».

Giallo di Legambiente ha colorato Roma e il Lazio nel fine settimana

Il “giallo Legambiente” ha colorato nel fine settimana Roma a Viale Gottardo con le associazioni del territorio, le rive del Tevere sotto il ponte della Scienza davanti al Gazometro con i volontari di EY e la partecipazione di Cristiana Avenali responsabile contratti di fiume della Regione, il Parco “Rosa Raimondi Garibaldi” con il circolo “Garbatella”, le strade di Monteverde e Trastevere con il circolo “Ilaria Alpi”, il Pincio nel cuore della Capitale, il Parco dell’Insugherata con il circolo “Ecoidea”, Villa Ada con i circoli “Gemme” e “Mondi Possibili”, il sentiero Trilussa, il parchetto dei “Fornaciari” con il comitato “Valle dell’Inferno”, il Campus Bio-Medico University of Rome con Ente Regionale RomaNatura.

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L’eolico a Civitavecchia fa un passo in avanti

L’eolico a Civitavecchia fa un passo in avanti. Dopo le proteste di Legambiente e di una parte del mondo ambientalista contro la decisione della sovrintendenza nazionale, che obbligava a verificare l’impatto paesaggistico delle pale nei confronti dei turisti imbarcati sulle navi da crociera, il ministro della Cultura Franceschini sarebbe intervenuto sulla Soprintendenza stessa determinando il cambio di rotta. L’obbligo a valutare l’impatto dell’impianto per i passeggeri, è diventato ora “indicazione” generica e non vincolante.

Cambio di rotta determinante per l’eolico off-shore di Civitavecchia

«Il cambio di rotta del ministero che permette all’impianto eolico off-shore a Civitavecchia di proseguire il suo iter senza paradossali prescrizioni è davvero una bella notizia – commentano Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, e Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio – perché liberare le rinnovabili dai cavilli burocratici è oggi tanto ambientalista quanto strumento di pace.

Inutili le valutazioni paesaggistiche

Al contrario, sottoporre i progetti per nuovi aerogeneratori, lontani oltre 30 chilometri dalla costa, a improbabili valutazioni paesaggistiche per eventuali impatti visivi e disturbi dell’orizzonte per quei turisti che passeggiano sui ponti delle mega navi da crociera, come era da primo parere della Sovrintendenza, sarebbe stata una scelta incomprensibile che, oltre a mettere in seria difficoltà le proposte di energia pulita che continuiamo a sostenere, avrebbe dato forza a quanti spingono per il ritorno a gas e carbone, alla faccia del contrasto alle emissioni climalteranti, dell’adattamento ai mutamenti climatici e all’impianto stesso della nostra transizione ecologica.

Eolico off-shore sostenuto a Civitavecchia dall’intera comunità

L’eolico off-shore di Civitavecchia è sostenuto, appoggiato e voluto dall’intera comunità territoriale, dalle istituzioni e da tutti gli stakeholder che sul mare vivono o lavorano, perché si è coscienti più che altrove, in questo luogo martoriato ambientalmente dalle grandi centrali energetiche, dei danni irreparabili che possono essere scatenati dalla produzione da fonti fossili: qui, dove la ciminiera della centrale a carbone di Torrevaldaliga nord, con oltre 8 milioni di tonnellate all’anno di anidride carbonica sprigionate in aria, continua ad essere il luogo più inquinante d’Italia. Ed è da Civitavecchia che può e deve partire una inarrestabile avanzata delle energie rinnovabili. Togliere ogni resistenza culturale e burocratica è oggi quanto mai auspicabile e fondamentale».

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Terza tappa laziale per Goletta dei Laghi 2022

Terza tappa laziale per Goletta dei Laghi 2022, che ha presentato i risultati delle analisi microbiologiche sulle acque dei bacini lacustri della Città Metropolitana di Roma. Oltre i limiti di legge uno dei quattro punti campionati nel Lago di Bracciano e uno dei tre punti campionati nel Lago Albano dal team di volontari e di tecnici di Legambiente sul Lago Albano e sul Lago di Bracciano.

Terza tappa che ha monitorato canali e foci dei laghi di Albano e Bracciano

Oggetto dei monitoraggi della campagna, come di consueto, sono canali e foci, i principali veicoli con cui l’inquinamento causato da cattiva depurazione o scarichi illegali arriva nei laghi. Dati resi noti durante la conferenza stampa tenutasi al Comune di Castel Gandolfo insieme al convegno “Storia, turismo, cultura e riqualificazione ambientale nei laghi di Nemi e Castel Gandolfo”. Intervenuti Elisa Scocchera, portavoce di Goletta dei Laghi; Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio; Alberto de Angelis, sindaco di Castel Gandolfo; Cristiana Avenali, responsabile Piccoli Comuni e Contratti di fiume della Regione Lazio; Bruno Orazi, assessore all’Ambiente del Comune di Marino; Mirko Laurenti, presidente del circolo di Legambiente Appia Sud “il Riccio” dei Castelli Romani.

Navigazione in battello per il pubblico

L’appuntamento, realizzato da Legambiente in collaborazione con il Comune di Castel Gandolfo e del Parco Regionale dei Castelli Romani, è stato inoltre occasione per una navigazione in battello aperta al pubblico sul Lago Albano, promossa nell’ambito dei Lakes Days. L’intera tappa regionale di Goletta dei Laghi si svolge con il contributo della Regione Lazio. «Non diamo patenti di balneabilità, tantomeno giudizi complessivi su interi ecosistemi lacustri, ma torniamo a segnalare nei laghi di Bracciano e Albano due punti critici, uno per lago, dove troppi microrganismi di origine fecale arrivano in acqua a causa di reflui non depurati o scarichi illegali.

Situazione tutto sommato migliorata

La situazione dei laghi della Città Metropolitana di Roma è tutto sommato migliorata negli anni, tenendo in considerazione la serie storica delle analisi di Goletta: notizie positive, ma anche criticità che persistono e che richiedono risposte risolutive», ha dichiara Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio.

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“I rifiuti del Lazio, quale Futuro” a Sezze

“I rifiuti del Lazio, quale Futuro”, organizzato dal Legambiente Lazio, domani martedì 24 maggio a Sezze (ore 17.30) presso il Centro Sociale Calabresi. L’associazione del Cigno Verde dà così seguito al gran numero di appuntamenti sul ciclo dei rifiuti, per continuare ad accompagnare la diffusione delle buone pratiche e l’individuazione delle strade virtuose in termini di riduzione, riutilizzo, riciclo e recupero.

I rifiuti da smaltire nella Provincia di Latina

Lo fa a Sezze in provincia di Latina, in una fase nella quale si assiste in questo territorio all’individuazione delle aree potenzialmente idonee ad ospitare la discarica di servizio della Provincia di Latina, ma anche all’apertura del biodigestore anaerobico a Pontinia e quella imminente di Latina Scalo, e in attesa di conoscere l’impiantistica finanziata dal bando PNRR sull’economia circolare.

Esempi virtuosi da spingere

«Tra le difficoltà di alcuni territori in termini di raccolta differenziata e le altrettante eccellenze che allo stesso modo cominciano a moltiplicarsi in tutto il Lazio, c’è bisogno di continuare a spingere gli esempi virtuosi e inserire ogni tassello dell’economia circolare ancora necessario. In particolare in questo territorio pontino dove i parametri di raccolta differenziata possono migliorare in maniera determinante e veloce, con l’impegno della cittadinanza, degli amministratori e delle aziende; trasformando i rifiuti in risorsa e puntando dritti verso le politiche di sostenibilità ambientale», dichiarano Fabrizio Paladinelli presidente del Circolo Legambiente di Sezze e Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio.

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Oggi Militare Domani Solare – energia solare, energia di Pace

“Oggi Militare Domani Solare – energia solare, energia di Pace” il convengo a Frosinone durante il quale il Circolo Legambiente “Il Cigno” ha presentato il progetto per la riconversione dell’aeroporto militare in parco fotovoltaico. La proposta è partita con l’occasione del trasferimento del 72esimo stormo dell’Aeronautica e della scuola elicotteristi e la successiva dismissione dell’ aeroporto militare “Moscardini”.

Roberto Scacchi a Oggi Militare Domani Solare

«Il progetto del nostro circolo di Frosinone per la realizzazione di un grande parco fotovoltaico nell’area dell’ex aeroporto di Frosinone, è straordinario e sta avendo un riscontro positivo pressoché unanime – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – perché è una delle migliori idee possibili nella riconversione dei territori verso la transizione energetica, ma anche perché significa insieme disarmo, rigenerazione, sostenibilità e diffusione di buone pratiche. Continueremo a lavorare per diffonderlo e a raccontarlo anche in funzione di una chiara e facile replicabilità in molte aree militari dismesse del Lazio, sulle quali vogliamo stimolare la nascita di un dibattito che tenga insieme tutti gli aspetti raccontati a Frosinone».

Pubblicati i rendering del progetto

Durante l’appuntamento svoltosi all’Auditorium Diocesano di Frosinone pubblicati i rendering del progetto realizzati dall’ing. Marco Grande (EN Consulting) e dall’arch. Daniele Conticchio (Nousfera). «Noi siamo convinti che questa sia una buona idea – commenta Stefano Ceccarelli presidente di Legambiente “Il Cigno” di Frosinone – che non presenta controindicazioni e dunque non si presta ad opposizioni stile NIMBY, che spesso nascono quando vengono proposti grandi impianti solari a terra su aree agricole o di qualche pregio paesaggistico.

Straordinario consenso alla proposta

È straordinario vedere che il consenso sulla nostra proposta cresce a macchia d’olio giorno dopo giorno, abbracciando i settori e le sensibilità più diverse, dall’industria alla politica fino al mondo ecclesiale. Auspichiamo che Frosinone divenga un laboratorio in cui sia sperimenta una realizzazione importante finalizzata alla transizione energetica che nasce dalla partecipazione civica dei territori anziché essere catapultata dall’alto».

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Parco fotovoltaico proposto da Legambiente Lazio

Legambiente Lazio e il Circolo “Il Cigno” di Frosinone rendono noto di aver trasmesso a LazioInnova la manifestazione d’interesse in merito alla proposta di realizzazione di un parco fotovoltaico nell’area attualmente occupata dall’aeroporto militare Moscardini.

Legambiente partecipa a Lazio in transizione

Legambiente partecipa così alla consultazione pubblica “Lazio in transizione” indetta su iniziativa dell’Assessorato alla Transizione Ecologica e Trasformazione Digitale allo scopo di raccogliere le idee progettuali più meritevoli di sostegno pubblico grazie ai fondi del PNRR. L’iniziativa proposta, già presentata dall’associazione lo scorso settembre, consiste nella realizzazione nell’area attualmente occupata dall’aeroporto militare Moscardini (che a seguito del previsto trasferimento della scuola di volo elicotteri è nelle condizioni di poter trovare una nuova destinazione) di un grande parco fotovoltaico in grado di coprire il fabbisogno elettrico di una parte significativa della città di Frosinone con produzione di energia pulita e rinnovabile.

Produzione di elettricità e sviluppo delle rinnovabili

Oltre alla produzione di elettricità attraverso moduli ad inseguimento solare collegati a moderni sistemi di accumulo, la proposta prevede l’attivazione di iniziative di ricerca e sviluppo nel settore delle nuove rinnovabili in collaborazione con enti, istituzioni e imprese del territorio, nonché la sperimentazione sul campo delle nuove tecnologie agrivoltaiche, in grado di coniugare la produzione agricola con la generazione di energia. Inoltre, con l’intento di massimizzare i benefici per le popolazioni locali, ci si propone di individuare gli strumenti per conciliare la sostenibilità finanziaria dell’investimento con l’idea di destinare una quota dell’energia prodotta a una rete di comunità energetiche rinnovabili, vincolate dalle norme attuali all’autoproduzione mediante impianti di piccola taglia.

La riconversione di un’area militare è idea intelligente

«La transizione energetica deve partire dai territori – ha dichiarato Roberto Scacchi, Presidente di Legambiente Lazio – chiamati ad individuare i siti più idonei per la realizzazione degli impianti a fonte rinnovabile indispensabili alla trasformazione ecologica del Paese. La riconversione di un’area militare, da sempre off-limits per la popolazione, a parco solare, è un’idea intelligente che merita di farsi strada in Italia, seguendo l’esempio della Germania che già parecchi anni fa ha realizzato iniziative del genere in almeno una decina di siti dismessi. Con la nostra partecipazione alla consultazione pubblica chiediamo che si concretizzi una grande azione a sostegno di questo progetto e delle rinnovabili, verso un protagonismo nuovo della nostra regione nella lotta alla febbre del pianeta».

Possibile riduzione di 35.000 tonnellate di CO 2

Secondo le stime dei promotori, occupando l’intera area interessata (90 ettari) sarà possibile installare 50 MW di potenza rinnovabile, consentendo a regime la produzione di circa 70 GWh di energia elettrica l’anno. In termini di riduzione delle emissioni, si possono stimare circa 35.000 tonnellate di CO 2 risparmiate ogni anno rispetto alla stessa produzione termoelettrica da fonti fossili. Nei prossimi mesi, Legambiente proseguirà nella diffusione di questa idea progettuale presso i soggetti interessati, ai quali richiederà il sostegno e il contributo attivo affinché essa possa vedere la luce in concomitanza con la cessazione delle attività attualmente svolte dall’Aeronautica Militare.