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Enotica dal 15 al 17 marzo al C.S.O.A. Forte Prenestino

Enotica dal 15 al 17 marzo al C.S.O.A. Forte Prenestino. La 12ma edizione del Festival del Vino, del Cibo e della Sensualità. Odori, sapori ed effusioni da un altro mondo possibile! Esiste un periodo buono per la semina ed uno adeguato alla raccolta: la terra che calpestiamo ogni giorno è un organismo vivente dotato dei suoi tempi, che occorre imparare a rispettare. Sono passati venti anni dalla scomparsa di Veronelli, l’anarco-enologo che con i suoi scritti ed i suoi assunti ci ha indicato la corretta via da percorrere. La sensibilità planetaria affonda saldamente in questo le sue radici.

Dodicesima edizione di Enotica

I mesi dell’anno sono 12, così come quella che sta per iniziare è la dodicesima edizione del festival che trova il suo fulcro nell’agricoltura contadina, nella tutela della biodiversità, nel concetto di bene comune, nella filiera corta e nella tracciabilità dei prodotti. Senza dimenticare la condivisone dei saperi, la sensorialità e la pratica dell’autogestione come metodo altro di relazione. Un vino, anche se ben strutturato e di gradevole gusto, non può essere veramente buono se non rispetta la terra dalla quale nasce.

Impegno per un cambiamento virtuoso

E’ per questo che ogni realtà partecipante ad Enotica si impegna ogni singolo giorno per mettere in campo in prima persona quel cambiamento virtuoso che si traduce in una presa di distanza netta dalle pratiche della globalizzazione e dall’imbarbarimento neoliberista delle modalità di coltura. La dodicesima edizione del festival segna a suo modo la chiusura di un cerchio, alla stregua di come il dodicesimo mese dell’anno riconduce inevitabilmente al primo di quello seguente.

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Policlinico Umberto I a Pietralata, dg D’Alba: pronti al cambiamento

Il progetto di trasferimento del Policlinico Umberto I di Roma dall’attuale locazione al quartiere di Pietralata, illustrato da Rocca nel corso del convegno sulla rigenerazione urbana tenutosi al Tempio di Adriano il 20 Febbraio scorso, si prospetta ambizioso e la sua realizzazione continua a dividere e far discutere.
Circa mille posti letto, un investimento di oltre 500 milioni di euro ed un tempo di realizzazione stimato di circa quattro anni sono le premesse del Presidente Rocca sull’attuazione del piano, che afferma “Non ci sarà la conferenza dei servizi, quindi i tempi si accorciano, perché non c’è la questione urbanistica, il terreno è già destinato all’area sanitaria e la volumetria è conforme”.
La notizia è stata accolta con entusiasmo dalla comunità del Policlinico, cosciente della poca capacità competitiva dell’attuale struttura e dell’esigenza di strutture e dotazioni nuove: “Noi siamo pronti al cambiamento – dichiara il direttore generale del Policlinico Fabrizio d’Alba – e le ultime dichiarazioni del presidente Rocca ci rendono ancora più attuale questa prospettiva e il Policlinico Umberto I così com’è non può andare: abbiamo necessità di strutture e dotazioni nuove. Il progetto di un nuovo Umberto I noi lo accogliamo positivamente e confidenti che i programmi siano definiti e inizi una fase di accompagnamento verso il nuovo ospedale. La direzione strategica, i professionisti del Policlinico non possono che prendere con grande favore il progetto”. “La comunità dell’Umberto I ha coscienza del fatto che così come siamo non possiamo competere con altre strutture, quindi il cambiamento è necessario – ha aggiunto il dg del nosocomio romano -. Quando il progetto si concretizzerà, auspico presto, la comunità si farà compatta rispetto al nuovo ospedale”.

Anche l’assessore regionale all’Inclusione Sociale e Servizi alla persona Massimiliano Maselli definisce il trasferimento quale “progetto avveniristico e importantissimo di cui si parla da anni“, ed auspica che “nel giro dei prossimi 4 anni o poco più di avere questo nuovo ospedale che sarà una iniezione di grande fiducia per tutto il personale”.

Dall’opposizione, al contrario, l’azione proposta dalla giunta Rocca è accompagnata da forte scetticismo. Il consigliere regionale Massimiliano Valeriani (PD) parlando del progetto confessa “ho fortissimi dubbi. Non penso che lo faranno mai, si scommette solo sull’effetto annuncio, ma volendo rimanere alle parole del presidente l’area individuata rischia di essere un problema aggiuntivo in un quadrante dove è già previsto lo stadio da 60 mila posti della Roma. Ma poi che fine farà l’ospedale Pertini? Si chiude? E il nuovo nosocomio che si deve realizzare a Guidonia che in linea d’aria dista poco piu di 5 km? Non avrebbe senso avere tre strutture sanitarie a poca distanza tra loro. Con questo spostamento rischiamo di avere un saldo negativo: da 3 ospedali potremmo averne solo uno. Non sembra una grande intuizione”.

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Pomeriggio all’Ippodromo Capannelle con il giallorosso Azmoun

Pomeriggio dedicato alle corse al galoppo all’Ippodromo Capannelle, con un ospite d’eccezione: il calciatore della Roma Sardar Azmoun. Il centravanti iraniano, reduce dalla vittoria giallorossa con gol nella trasferta di domenica a Frosinone, è accorso a Capannelle per seguire da vicino il suo cavallo, Star Hunter, impegnato nel Premio Pozzuoli, terza corsa in programma nel pomeriggio, una maiden per tre anni sulla distanza di 1400 metri in pista all weather. Al termine di una corsa combattuta solo per i primi due posti, il successo è andato a Dea Hathor, con i colori di Luigi Colasanti, che ha preceduto in volata Grand Saxon. Dietro i due di testa, Le Roix D’Argent ha conquistato il terzo posto, con Star Hunter in quarta piazza.

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Per combattere l’emergenza smog ecco le piante mangia polveri

Per combattere l’emergenza smog che assedia le città italiane, dove sono scattate le prime misure di limitazione del traffico, arrivano le piante mangia polveri per ripulire l’aria inquinata dalle emissioni di Co2 e salvare i polmoni dei cittadini. È quanto afferma la Coldiretti in occasione dell’inaugurazione di Myplant&Garden di Milano dove sono esposte, in collaborazione con Assofloro, le specie di piante più adatte a catturare i gas a effetto serra responsabili dei cambiamenti climatici, ma anche di limitare l’inquinamento all’interno delle abitazioni, alla presenza del presidente nazionale della Coldiretti Ettore Prandini.

Le piante per combattere lo smog

Una pianta adulta è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili, mentre un ettaro di piante è in grado di aspirare dall’ambiente ben 20mila chili di anidride carbonica (CO2) all’anno, secondo una analisi della Coldiretti. Promuovere essenze con il Leccio, la Fotinia, il Pittosforo, il Lauro o l’Eleagno aiuta dunque a rendere le strade più vivibili. Ma è importante anche il ruolo dell’Acero Riccio. Dodici piante assorbono l’equivalente della CO2 emessa da un’auto di media cilindrata che percorre 10 mila km/anno. E piante antismog sono anche la Betulla, il Cerro, il Ginkgo Biloba, il Tiglio, il Bagolaro, l’Olmo campestre, il Frassino comune e l’Ontano nero.

Anche le piante d’appartamento

Ma ci sono anche le piante da appartamento che possono ridurre del 20% l’anidride carbonica in case, scuole, uffici e ospedali e del 15% il quantitativo di polveri sottili PM 2,5. Si va dalla Sansevieria alla Yucca, dalla Camadorrea alla Schefflera, dal Pothos alla Diffenbacchia, dallo Spatifillo fino ad arrivare all’Anturium. Un modo efficace di combattere l’inquinamento dell’aria negli ambienti chiusi, talmente diffuso da essere descritto come “Sindrome dell’edificio malato”, causando l’insorgere di mal di testa e problemi respiratori.

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Cronaca NEWS

Multe record a Roma, quasi due milioni nel 2023

Secondo uno studio pubblicato dal Sole 24 Ore sugli incassi dei Comuni Italiani Roma si posiziona in cima alla classifica, subito sotto Milano, per ricavi da multe e contravvenzioni stradali.

I dati raccolti dal Siope, il sistema telematico del Ministero dell’Economia dedicato alla registrazione dei movimenti di cassa delle pubbliche amministrazioni, dipingono un’immagine della Capitale già nota: 1 milione e 900 mila le contravvenzioni registrate nel 2023, di cui 900mila elevate dalle pattuglie di agenti su strada e un milione fatte dai dispositivi elettronici installati a controllare i varchi Ztl, le corsie preferenziali o la velocità su strada tramite autovelox. Il tutor attivato in galleria Giovanni XXIII, in particolare, ha registrato 154 mila violazioni, a fronte delle 107 mila derivanti dagli altri autovelox della Città.
Nonostante il numero elevatissimo registrato, però, i romani risultano essere tra i cittadini delle grandi città che spendono meno per multe in Italia, 38.8 euro in media per ogni cittadino (per fare un confronto, a Milano la spesa media pro capite per le multe prese è di 108,1 euro, più del doppio rispetto a Roma).
I dati, però, vanno sempre interpretati e tra i fattori chiave della discrepanza tra elevato numero di contravvenzioni e spesa media del cittadino vanno considerati il numero degli abitanti in relazione al numero dei mezzi registrati dei residenti, nel confronto con Milano tali numeri diventano esemplificativi: Roma registra circa 2 milioni 800 mila residenti e 2 milioni 350mila mezzi, Milano, invece, conta circa 1 milione di residenti in meno e 968mila mezzi. Da non tralasciare, inoltre, la rilevazione dell’organo di controllo economico finanziario del Campidoglio) sull’evasione “extra-tributaria”, l’Oref fino ad un paio di anni fa, di fatto, comunicava la riscossione di solo il 25.4% del corrispettivo dovuto.
Numerosi i quotidiani, locali e nazionali, che hanno trattato l’argomento romano ed hanno aumentato la discordanza percepita dai dati proposti: “Poche Multe a Roma: solo 39 euro pro-capite” scriveva ieri il Corriere della Sera che sulle stesse pagine oggi titola “Multe Record, Roma seconda: sanzioni per 106 milioni” aumentando la difficoltà nel riuscire ad estrapolare le corrette informazioni sulla mobilità romana.

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Formaticum il 2 e 3 marzo nella Città dell’Altra Economia

Formaticum, la manifestazione organizzata da La Pecora Nera Editore e Vincenzo Mancino che negli anni ha conquistato sempre di più l’interesse del pubblico e degli addetti al settore per la qualità dei formaggi esposti e per le storie di artigiani che si dedicano a ogni aspetto della produzione, torna il 2 e 3 marzo nella Città dell’Altra Economia. Come sempre durante Formaticum si potranno degustare e acquistare le eccellenze presenti, un’occasione unica per fare un viaggio lungo la nostra Penisola alla scoperta del grande e variegato patrimonio caseario

Gli ideatori di Formaticum

Ideatori di questo evento sono La Pecora Nera Editore, casa editrice attiva nel mondo dell’enogastronomia, specializzata nella realizzazione di guide ed eventi, e Vincenzo Mancino, esperto conoscitore della produzione e lavorazione dei latticini. «L’intuizione di realizzare un evento interamente dedicato al formaggio e agli artigiani che lo producono si è rivelata giusta. Siamo arrivati a questa quinta edizione con un seguito crescente – oltre 2.000 presenze solo nell’ultima – segno che la formula piace: un biglietto di ingresso contenuto che dà diritto ad assaggiare oltre 200 formaggi e scoprire che c’è un mondo di sapori e tradizioni che meritano di essere conosciuti», dichiarano Simone Cargiani e Fernanda D’Arienzo de La Pecora Nera.

Intelligenze a confronto

Per questo nuovo appuntamento Vincenzo Mancino pone l’accento sul dilemma dell’intelligenza artificiale contrapposta all’intelligenza artigianale: «Noi di Formaticum abbiamo le idee chiare, da sempre abbiamo scelto di essere la voce o, meglio, il grido degli artigiani: le loro competenze, le loro professionalità non sono sostituibili da nessuna macchina. L’utilizzo delle macchine in agricoltura ha favorito lo sviluppo dell’intera umanità ma, oggi, sta diventando una minaccia per quelle conoscenze che sono l’essenza stessa del prodotto finale, producendo in serie semilavorati, in ogni settore alimentare».

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Esclusive NEWS

La dott.ssa Lucattini a RRC: la musica ha potere terapeutico

In diretta con Andrea Pranovi su Radio Roma Capitale la dottoressa Adelia Lucattini, psicanalista della Società Psicoanalitica Italiana, interviene sul ruolo terapeutico svolto dalla musica e sulla sua rilevanza nella ricerca del benessere, fisico e mentale.
“La musica è un motore, attiva una vitalità interna nelle persone sia in chi la pratica naturalmente ma anche in chi la ascolta, è un qualcosa di connaturato agli esseri umani, perché fa parte della nostra cultura da millenni” afferma la dottoressa, evidenziando la veste specifica che ricopre nelle relazioni interpersonali, la musica diviene “collante” non solo da un punto di vista interiore, “lo è anche da un punto di vista sociale e lo è da un punto di vista relazionale sin da piccoli”, fare musica, continua la psicanalista “unisce ed insegna come si sta insieme, è terapeutico senza essere psicoterapeutico perché amplifica proprio quella che noi chiamiamo l’inclusività”. La diversità che compone le band come anche i complessi corali diviene metafora della diversità umana armonicamente integrata al fine di divenire melodia.

Da un punto di vista terapeutico la musica trova ampi spazi di utilizzo ricorda Lucattini: “esistono diversi tipi di musicoterapia, la musicoterapia è proprio una disciplina e viene adottata per esempio nei bambini con disabilità ma anche in pazienti con disturbi psichiatrici maggiori. È molto praticata, fa parte dei percorsi terapeutici anche nei servizi pubblici“, esiste inoltre uno stretto rapporto tra pazienti affetti da depressione e strumenti musicali: “la musica dà un ritmo, è un ritmo inconscio, aiuta a dare un ritmo a se stessi”.


Inevitabile il riferimento al palco Sanremese ed alle dichiarazioni circa i temi della salute mentale e della fragilità umana di artisti amatissimi come Marco Mengoni e Sangiovanni. La psicanalista sottolinea la la centralità del messaggio e soprattutto la possibilità di farlo arrivare ad una platea innumerabile di giovani: “è importantissimo che artisti con un grande seguito parlino della loro esperienza di disagio emotivo o di problemi psicologici che hanno affrontato con un analista, con uno psicoterapeuta” vista “la possibilità di raggiungere capillarmente moltissimi giovani“.

La musica può divenire per l’essere umano uno strumento di crescita, può assumere la veste di una lente nuova attraverso la quale guardare al futuro: “La musica è bellezza, fa sentire sicuri, espande le emozioni e soprattutto aiuta a pensare […] è anche amicizia […] dà un senso di appartenenza, apre al futuro”, di fatto, racconta la dottoressa Lucattini “la musica è anche un lavoro, lo studio porta poi è un ambito in cui c’è una grande possibilità in tanti aspetti diversi di trasformarla nella propria professione e poi è salute, perché è noto che abbassa lo stress, migliora l’umore […] consola, aiuta e cura anche, […] dà anche questa possibilità di entrare in contatto profondo con noi stessi”.

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NEWS Salute

Personale sanitario, Anelli: stiamo lavorando al risarcimento per le vittime del Covid19

Si celebra a Roma oggi, martedì 20 Febbraio, la Giornata Nazionale del personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato istituita per legge al fine di riconoscere l’attività svolta dagli operatori sanitari a tutela della salute dei cittadini.
L’evento, ospitato dalle Corsie Sistine di Santo Spirito in Sassia ed organizzato dalla Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, avrà luogo dalle 9.30 alle 13.00 e vedrà la presenza, tra gli altri, del Ministro della Salute Orazio Schillaci.
L’appuntamento commemora il sacrificio compiuto dal personale sanitario durante la pandemia da Covid19, un riconoscimento lontano dall’essere meramente simbolico, come spiega il Presidente della Federazione degli Ordini dei medici Filippo Anelli: “Stiamo lavorando con il ministro della Salute, Orazio Schillaci, per sbloccare i circa 6 milioni di euro, da recuperare dall’Inail a favore delle famiglie dei sanitari morti in servizio per Covid. Pensiamo con Schillaci di mettere in moto un meccanismo per distribuire queste risorse nel più breve tempo possibile”. Dalle parole di Anelli emerge a gran voce l’esigenza da parte delle famiglie delle vittime di essere ascoltate e riconosciute dallo Stato, conclude affermando “è un dovere da parte dello Stato dare una risposta, anche se assolutamente parziale, per un dolore così grande e un sacrificio così forte a quelle famiglie che hanno perso i loro congiunti. Credo che sia un modo per lo Stato di dire grazie. La medaglia d’oro al valore per tutti i medici è stata una risposta importante, ma è anche importante l’attenzione nei confronti delle famiglie“.

Lo sblocco dei fondi a sostegno delle famiglie dei sanitari che hanno perso la vita per garantire il diritto alla salute durante la diffusione dei contagi da Covid19 continua a raccontare la gratitudine della Comunità tutta, come sottolinea anche il presidente della Regione Lazio Rocca nel discorso dedicato agli operatori: “Gratitudine e riconoscenza. Sono questi i sentimenti che nutro nei riguardi del personale sanitario, socioassistenziale e di tutti i volontari del Lazio. Quando è nata questa Giornata, nel 2021, l’Italia e l’Europa si trovavano ad affrontare una pandemia che avrebbe messo a dura prova il nostro Servizio Sanitario Nazionale. Senza lo spirito di servizio, la dedizione e l’amore di tutte le professionalità sanitarie e del volontariato, non ce l’avremmo fatta. Ancora e per sempre: grazie!”

Le istituzioni tornano ad affrontare la centralità dell’operato del servizio pubblico, specialmente in periodi di crisi, “Siamo solo all’inizio di un percorso per riorganizzare la nostra sanità pubblica. I prossimi obiettivi sono l’abolizione del tetto di spesa per le assunzioni di personale, l’aumento delle indennità di specificità e la valorizzazione degli specializzandi” afferma il Ministro della Salute Schillaci, al fine di “restituire attrattività al servizio pubblico, fare in modo che i nostri professionisti restino nelle nostre strutture trovando condizioni economiche, professionali e organizzative, incentivanti”.

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Il “Divorce Monday” in Italia diventa “Friday” e si sposta a febbraio

Il “Divorce Monday” in Italia diventa “Friday” e si sposta a febbraio: Alex Fantini, ideatore di Incontri-ExtraConiugali.com, sito sicuro dove cercare un’avventura in totale discrezione e anonimato, ha realizzato un sondaggio per capire quando si concretizza in Italia quello che nel mondo anglosassone identifica il “giorno del divorzio”. Alla base ci sono i riscontri degli avvocati matrimonialisti che in questo periodo dell’anno vedono crescere gli incarichi per divorzi e separazioni.

Studi scientifici sul Divorce Day

«Ma anche numerosi studi scientifici condotti su archi temporali molto vasti da prestigiosi atenei internazionali» sottolinea Alex Fantini. È il caso ad esempio dell’Università di Aberdeen in Scozia, dove il ricercatore e professore di storia Frederik Galster Pedersen, ha per lunghi anni condotto ricerche sul matrimonio a partire dal Medioevo, arrivando poi a coronare i suoi studi con la pubblicazione di due libri molto importanti in questa materia: Marriage Disputes in Medieval England e successivamente Romeo and Juliet of Stonegate: A Medieval Marriage in Crisis.

Dopo la pausa natalizia

«Nel corso dei suoi studi il professor Pedersen ha scoperto che la tendenza a divorziare dopo la pausa natalizia ha una lunga tradizione che arriva fino ai nostri giorni, ma che affonda le sue radici nel XIV secolo: anche allora oltre un terzo delle richieste annuali di separazione depositate alla Cattedrale di York, l’unica che poteva annullare un matrimonio, pervenivano proprio nel mese di gennaio» puntualizza Fantini. Insomma per ogni 100 separazioni annuali, nel mondo anglosassone 34 si concentrano proprio nel mese di gennaio. Un numero davvero consistente che trova conferma anche negli Stati Uniti, dove proprio a gennaio viene intrapreso il maggior numero di procedimenti per il divorzio rispetto agli altri mesi dell’anno e dove addirittura lo si festeggia.

In Italia a febbraio

In Italia il “Divorce Day” è spostato leggermente in avanti. Un contesto nazionale diverso da quello americano ed anche l’aumento delle settimane bianche lo allungano all’ultimo venerdì di febbraio.

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Osservatorio strategico sulla agricoltura di Coldiretti

Osservatorio strategico sulla agricoltura istituito da Coldiretti, con l’obiettivo di supportare le scelte strategiche, con il monitoraggio tempestivo a livello territoriale, nazionale ed internazionale di notizie, iniziative, posizionamenti ed altri elementi utili relativi alla società civile, alle Istituzioni e in generale a tutti gli stakeholders. Nominato Direttore dell’Osservatorio Coldiretti il Dott. Paolo Falcioni che lascia l’Ufficio Stampa di cui è stato responsabile per quasi 25 anni. L’Osservatorio interloquisce con le strutture della Coldiretti e con quelle collegate a tutti i livelli avvalendosi di tutto il materiale informativo disponibile ed elaborando specifici report e strumenti informativi come il Punto Coldiretti di cui resta Direttore responsabile Paolo Falcioni.