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Bollettino covid nel Lazio: 5.029 contagi 8 morti. Calano ricoveri e terapie intensive

I DATI NEL BOLLETTINO DEL 25 FEBBRAIO

Sono 5.029 i contagi da coronavirus nel Lazio oggi, 25 febbraio, secondo i dati del bollettino Covid della Regione.

SONO 8 I DECESSI

In particolare “su 14.660 tamponi molecolari e 35.975 tamponi antigenici per un totale di 50.635 tamponi, si registrano 5.029 nuovi casi positivi (-332), 8 i morti (-9), 1.494 i ricoverati (-59), 134 le terapie intensive (-6) e +12.931 i guariti.

I CASI A ROMA CITTA’ SONO A QUOTA 2.276

Lo sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

Nel dettaglio i casi e i decessi nelle ultime 24 ore nelle aziende sanitarie della regione.

Asl Roma 1: sono 1.066 i nuovi casi e 1 decesso; Asl Roma 2: sono 645 i nuovi casi e 2 i decessi;

Asl Roma 3: sono 565 i nuovi casi e 0 i decessi; 

Asl Roma 4: sono 324 i nuovi casi e 1 decesso; 

Asl Roma 5: sono 436 i nuovi casi e 1 decesso; 

Asl Roma 6: sono 596 i nuovi casi e 1 decesso.

NELLE PROVINCE SI REGISTRANO 1.397 NUOVI CASI

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Raccolta ingombranti di AMA in 4 municipi il 26 e 27 febbraio

Raccolta straordinaria di rifiuti ingombranti da parte di Ama sabato 26 e domenica 27 febbraio, grazie alla dislocazione di postazioni mobili. Il tutto gratuitamente. 

SONO INTERESSATI I MUNICIPI V,VIII,XI E XV

Gli utenti potranno portare rifiuti ingombranti, elettrici ed elettronici e altri materiali non conferibili nei normali cassonetti stradali. 

LE POSTAZIONI:

Per quanto riguarda la giornata del 26, a partire dalle 8 le postazioni si troveranno in via Pietro Silva tra largo Pettazzoni e via Anton Ludovico Antinori nel V, 

mentre domenica 27 sempre dalle 8 in via dell’Accademia Peloritana (VIII), via Lanfranco Maroi e Lungotevere Pietra Papa (XI) via Marino Dalmonte a Cesano (XV). 

Nei punti di raccolta dell’VIII, XI e XV municipio i cittadini potranno consegnare anche rifiuti che vengono normalmente presi dalle isole ecologiche fisse, ovvero:

legno, metallo, divani, materassi, raee (tutte le tipologie a uso domestico), batteria dell’auto, pile, vernici, solventi, farmaci, olio vegetale, toner delle stampanti.

 Non saranno ammessi inerti, calcinacci e olio motore.

IL SERVIZIO RICICLACASA

Ama ricorda inoltre che al di fuori dei centri mobili previsti durante le giornate di raccolta straordinaria, tutti i rifiuti ingombranti, elettrici, elettronici possono essere portati nei centri di raccolta aperti sul territorio 

oppure è possibile chiedere il servizio “Riciclacasa”, gratuito fino a 2 metri cubi di volume, prenotando allo 060606 o dal sito della municipalizzata www.amaroma.it, selezionando la tipologia di materiale oltre a data e orario del ritiro.

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Sean Penn è in Ucraina per girare un documentario sull’invasione russa

Mentre infuria la guerra, Sean Penn è in Ucraina per girare un documentario sull’invasione russa.

La notizia è stata confermata da Vice Studios, produttrice del film assieme a Vice World News e Endeavor Content. L’attore è stato avvistato “sul campo”: 

ERA PRESENTE A KIEV A UNA CONFERENZA STAMPA DI AUTORITA’ UCRAINE

Dal suo arrivo la scorsa settimana, il premio Oscar ha incontrato membri dell’ufficio del Presidente e la vice-primo ministro Iryna Vereshchuk, giornalisti locali e militari.

L’attore è stato già in Ucraina a novembre 2021 per preparare le riprese con incontri con le forze armate locali. Immagini della visita erano state pubblicate all’epoca dal servizio stampa dell’esercito di Kiev.

L’ufficio del Presidente ha diffuso una nota, tramite l’ambasciata, tessendo le lodi di Penn: “Il regista è venuto appositamente a Kiev per filmare gli eventi che stanno succedendo in Ucraina e per raccontare al mondo la verità sull’invasione russa del nostro paese”. Spiegando poi che:

SEAN PENN E’ TRA COLORO CHE SOSTENGONO L’UCRAINA OGGI

Il nostro paese gli è grato per aver mostrato un simile coraggio e una simile onestà. Un coraggio che molti altri non hanno, in particolare alcuni politici occidentali. Più ci saranno persone così, veri amici dell’Ucraina, che sostengono la lotta per la libertà, più velocemente riusciremo a fermare questa atroce invasione da parte della Russia”.

Sean Penn ha vinto due Oscar come miglior attore per “Mystic River” di Clint Eastwood (2003) e “Milk” di Gus Van Sant (2008), e da regista ha firmato titoli come “La promessa”, “Into the Wild” e il recente “Flag Day” presentato all’ultimo Festival di Venezia. 

 L’attore è da sempre un fervente attivista e ha al suo attivo vari progetti su operazioni anti-guerra e umanitarie. Tra questi il documentario “Citizen Penn” imperniato sugli sforzi della sua organizzazione no-profit Community Organized Relief Effort in risposta al terremoto di Haiti nel 2010. 

 

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Previsioni Meteo, torna il freddo sul weekend

LE PREVISIONI FINO A LUNEDI 28 FEBBRAIO

Negli ultimi giorni sono state registrate temperature calde, eccezionali per il periodo:

la terza decade di febbraio è uno dei periodi più freddi dell’anno ed invece abbiamo superato i 20°C all’ombra,

da Nord a Sud, con un’anomalia positiva di 10°C rispetto alla media. 

Per esempio abbiamo avuto 23°C a Roma. Di questo passo potevamo arrivare a 28 gradi il prossimo lunedì, per l’appunto il 28 febbraio, ultimo giorno dell’inverno meteorologico.

Al contrario, per interrompere questa casuale statistica, una massa di aria fredda si è messa in moto verso sud-ovest direttamente dalle steppe russe, ancora poco illuminate dal sole, alla fine della notte polare.

Questa sera l’aria fredda busserà alla Porta della Bora ed entrerà in Italia dal nord-est provocando l’ennesimo ribaltone; 

è atteso un calo estremo delle temperature, anche di 15°C nei valori massimi, con il passaggio da giornate primaverili con 18°C in pianura tra Umbria e Marche, alla neve fino a bassissima quota.

ARRIVA IL CICLONE DI CARNEVALE

Il weekend quindi vedrà un solo protagonista: il Ciclone di Carnevale, la più potente perturbazione di questo inverno, capace di scaricare 50-70 cm di neve fresca sull’Appennino Centrale. 

Prudenza massima, anche per le raffiche di vento di Bora o Tramontana, che saranno impetuose fino a martedì.

NEL DETTAGLIO PREVISIONI PER IL WEEKEND:

Venerdì 25. Al nord: tempo in peggioramento, maltempo al nordest entro sera con veloci rovesci.

Al centro: piogge via via più diffuse in Toscana, in serata pure su Umbria e Marche.

Al sud: bel tempo.

Sabato 26. Al nord: sole, freddo e venti di Bora e Grecale. 

Al centro: maltempo con neve fino a bassa quota tra Toscana, Umbria e Marche, peggioramento verso Abruzzo e Molise con abbondanti nevicate. 

Al sud: graduale peggioramento in giornata con neve a quote collinari e vento.

Domenica 27. Al nord: sole, freddo e venti in parziale attenuazione. 

Al centro: ancora maltempo tra Marche meridionali, Abruzzo e Molise con neve a quote basse. 

 Al sud: ciclone ancora attivo con freddo, vento e precipitazioni diffuse.

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Covid nel Lazio, in arrivo circa 2000 dosi del nuovo monoclonale

LO RICEVERANNO INNANZITUTTO TRAPIANTATI IN CURA PER LA LEUCEMIA

Covid nel Lazio, in arrivo circa 2000 dosi del nuovo monoclonale intramuscolare antiCovid Evusheld per chi non risponde al vaccino anti coronavirus.

Saranno “innanzitutto trapiantati e pazienti in cura per la leucemia”, che non hanno sviluppato gli anticorpi con la vaccinazione a riceverlo quando, 

DA LUNEDI’ SARA’ SOMMINISTRATO ALL’INMI SPALLANZANI DI ROMA

 Lo spiega all’Adnkronos Salute l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

“In Italia sono state opzionate 20mila dosi – sottolinea – e il Lazio ne disporrà in proporzione di circa 2mila. Per ora una platea ristretta”.

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A Ponte Galeria il più antico lupo in Europa

Ritrovato a Roma, nei pressi di Ponte Galeria, il fossile del primo lupo d’Europa. Ad analizzare il fossile un gruppo di paleontologi e geologi del Dipartimento di Scienze della Terra della Sapienza Università di Roma e dell’Università Statale di Milano. La ricostruzione 3D dei resti ha permesso di identificare il fossile come il più antico esemplare adulto di lupo (Canis lupus) in Europa, databile a circa 400.000 anni fa.

Risultati della ricerca sulla rivista Scientific Reports

I risultati dello studio, che gettano nuova luce sulle dinamiche di diffusione del lupo nel nostro continente, hanno trovato spazio sulla rivista Scientific Reports. Il lupo è una delle specie più emblematiche della biodiversità europea, animale simbolo delle foreste del nostro continente, così radicato nel nostro immaginario da entrare a far parte della cultura, del folklore e della tradizione di tutti i popoli europei. Sebbene l’uomo conviva con il lupo da migliaia di anni, la storia evolutiva di questo predatore iconico è ancora fonte di dibattito nella comunità scientifica, con punti interrogativi sul momento in cui questo animale si è diffuso nel nostro continente.

Il più antico esemplare di lupo

Un gruppo di paleontologi e geologi del Dipartimento di Scienze della Terra della Sapienza Università di Roma e del Dipartimento di Scienze della Terra “Ardito Desio” dell’Università Statale di Milano, ha esaminato l’enigmatico cranio fossile di canide di grandi dimensioni. La scansione 3D dei resti frammentari ha permesso di identificare il cranio fossile come il più antico esemplare adulto di lupo (Canis lupus), risalente a circa 400.000 anni fa (Pleistocene Medio).

Frammenti fossili scansionati tramite TAC

«In particolare i frammenti fossili sono stati scansionati tramite TAC e poi uniti digitalmente per ricreare l’assetto originale del cranio, il quale è stato poi analizzato, misurato e comparato con altre scansioni di canidi moderni come lo sciacallo, o il lupo appenninico che popola attualmente la penisola italiana», ha spiegato Dawid A. Iurino, primo autore dello studio. Poiché l’area di Ponte Galeria è ricca di giacimenti di diverse datazioni, il gruppo di ricerca ha analizzato il sedimento vulcanico che ricopriva e riempiva i frammenti fossili per stabilire l’età precisa del reperto.

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Roma vicina all’Ucraina, le iniziative della capitale

Continuano ad arrivare notizie sullo scontro Russia-Ucraina e mentre il numero dei morti, tra civili e militari, aumenta, l’intero mondo si mobilita a sostegno delle popolazioni colpite. Tantissime le iniziative e i commenti di pace che tentano di tenere viva l’attenzione sulla necessità di fermare l’offensiva bellica.

Roma è in prima linea, già dalla giornata di ieri, per promuovere incontri a favore dell’Ucraina. Appuntamenti in cui, istituzioni e cittadini, possano far sentire la propria voce ed esprimere il pieno sostegno al Paese.

Le parole del sindaco Gualtieri

Ieri sera, giovedì 24 febbraio 2022, il Colosseo si è illuminato con i colori della bandiera ucraina, mentre per la giornata di oggi il sindaco Roberto Gualtieri ha organizzato una fiaccolata per la pace. La manifestazione partirà alle ore 18 da piazza del Campidoglio e proseguirà fino al Colosseo.

«Condanniamo fermamente l’attacco all’Ucraina e Invito tutte le romane ed i romani a partecipare alla fiaccolata di questa sera. Facciamo sentire la nostra presenza a sostegno del popolo ucraino contro una guerra assurda e pericolosa per il futuro dell’Europa. Facciamolo con i colori della pace» ha affermato il primo cittadino di Roma.

Questa mattina il sindaco, presente all’apertura della seduta straordinaria dell’Assemblea Capitolina dedicata alla crisi del turismo nella Capitale, ha colto l’occasione per ribadire la necessità di una condanna dello scontro.

«Esprimo la ferma condanna per l’attacco della Russia all’Ucraina. Come ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi, si tratta di un’aggressione ingiustificabile e ingiustificata. Voglio esprimere tutta la vicinanza di Roma, città della pace, al popolo e alle istituzioni ucraine in un momento così drammatico che ci riempie tutti di angoscia e di sconcerto. Chiediamo l’impegno della comunità internazionale, che deve essere più unita che mai, per porre fine a questa aggressione e alla guerra».

Le iniziative per la pace nella Capitale

La protesta continua anche nel primo ateneo della città. Flash mob all’Università La Sapienza, che si è attivata per cercare di fare rimanere cinque ragazzi Erasmus. Questi seguivano i corsi dell’Università romana da settembre e hanno finito il loro programma questa settimana. Ora chiedono asilo politico per poter rimanere in Italia. Altri sei loro compagni erano rientrati in patria pochi giorni fa e si sono ritrovati in mezzo alla guerra.

La Sapienza si sta attivando per fare rimanere gli studenti, al grido di “Fate restare i nostri ragazzi”.

Anche l’associazione Arci lancia la protesta.
«Facciamo sentire la voce della società civile, pacifista, in Italia e in tutta Europa! Auspichiamo che si rendano da subito disponibili dei corridoi protetti per consentire alle agenzie internazionali e alle organizzazioni umanitarie un intervento efficace e senza rischi. Siamo vicini e solidali alla società civile pacifista in Russia e Ucraina e sosteniamo con loro tutti gli sforzi necessari per un immediato “cessate il fuoco” e per una ripresa dei tavoli negoziali».

L’Arci parteciperà alle iniziative che sono programmate in moltissime città italiane, concorrendo a promuoverne ulteriori incontri in un’ottica di inclusione, unità e partecipazione diffusa. Prevista per sabato 26 febbraio, in Piazza SS. Apostoli di Roma, una manifestazione a sostegno della causa Ucraina.

Per mercoledì 2 marzo previsto invece il digiuno indetto nei giorni scorsi dal Papa. Accolto anche da Azione Cattolica, che domenica 27 febbraio si collegherà con i fedeli di Leopoli per pregare per la pace.

Già ieri il sostegno delle città e dei partiti

Le iniziative continuano quindi in tutta la città e arrivano dopo le prime mobilitazioni iniziate già nella giornata di ieri. Alle ore 16 di giovedì 24 Enrico Letta, segretario Pd, aveva infatti promosso l’incontro davanti all’ambasciata russa. «È il momento dell’Unità nel nostro Paese, è in gioco la libertà, la democrazia, non ci si può mettere a discutere su questioni di ambiguità. Se non difendiamo l’ Ucraina non difendiamo nemmeno noi stessi. Non era mai successo negli ultimi tempi che si tentasse di risolvere la questione dei confini portando la morte con prove di forza» ha detto il segretario dei democratici.

A Fiumicino, invece, è stata esposta ieri la bandiera della pace, su tutti i palazzi comunali. Il ponte mobile, sul canale navigabile, è stato illuminato con i colori giallo blu. La decisione del sindaco Esterino Montino. «Quello che sta succedendo in Ucraina è gravissimo e riguarda tutte e tutti noi: non possiamo restare indifferenti. Per questa ragione, questa sera il ponte Due Giugno sarà illuminato con i colori della bandiera ucraina, in segno di vicinanza al popolo che sta subendo un attacco violentissimo e che conta già diverse vittime. Vogliamo lanciare un messaggio, nel nostro piccolo, perché si fermi questa follia della guerra».

Da Sant’Egidio, nella notte di ieri, una veglia. Iniziata alle ore 20, nella basilica di Santa Maria in Trastevere, è stata diffusa anche in collegamento streaming con tutti i Paesi in cui l’associazione è presente.
«Non ci si può rassegnare alla guerra come ultima parola, ma occorre chiedere incessantemente la pace» ha ribadito la Comunità di Sant’Egidio che questa. «È la nostra prima, spontanea, risposta alla tragedia che si sta consumando in queste ore in Ucraina. Imploriamo la pace per il bene dell’Ucraina e del mondo intero rivolgendoci a tutti, a partire da chi ha responsabilità sulle nazioni. Invitiamo tutti a unirsi a noi per fermare la follia del ricorso alle armi».

Tantissime le iniziative, quindi, nella capitale, che cerca di far sentire il proprio sostegno all’Ucraina e alla sua popolazione. In una guerra che deve cessare il prima possibile.

Articolo di Camilla Cavalli.

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Sciopero Tir causa danni incalcolabili

Dalla frutta e verdura che marcisce nei magazzini ai fiori che appassiscono nei vivai, lo sciopero dei tir causa danni incalcolabili alla filiera agroalimentare. In un Paese come l’Italia dove l’85% delle merci viaggia su strada, sta mettendo a rischio i rifornimenti sugli scaffali e l’attività nelle industrie alimentari costrette a fermare gli impianti di lavorazione.

Analisi Coldiretti sulla protesta degli autotrasportatori

È quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla protesta degli autotrasportatori che causa gravissimi problemi soprattutto al Sud, dalla Calabria alla Campania fino alla Puglia e alla Basilicata. Una situazione che aggrava le già pesanti difficoltà della filiera agroalimentare costretta a far fronte a pesanti aumenti dei costi di produzione per le materie prime e l’energia con l’esplosione della guerra in Ucraina che alimenta accaparramenti, speculazioni e limiti alla circolazione delle merci.

Rischio di dover buttare i prodotti salvati

Dalle arance ai limoni fino ai pomodori e agli altri prodotti ortofrutticoli, con lo sciopero dei tir si rischia di dover buttare i prodotti salvati nelle campagne dalla difficile situazione climatica, ma il problema riguarda anche i lattiero caseari, spiega la Coldiretti. A preoccupare è anche l’impatto sulle esportazioni con i concorrenti stranieri pronti a prendere lo spazio del Made in Italy sugli scaffali di negozi e supermercati all’estero, mettendo a rischio il record di 52 miliardi di export agroalimentare realizzato nel 2021, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat.

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Caro concimi sull’agroalimentare Made in Italy

La guerra in Ucraina fa esplodere il caro concimi con aumenti fino al 170% che pesano sulla filiera agroalimentare Made in Italy mettendo a rischio le forniture alimentari e aggravando la dipendenza del Paese dall’estero. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti diffusa in occasione della mobilitazione di allevatori, agricoltori e pescatori con barche, trattori e animali da nord a sud del Paese, per esprimere solidarietà al popolo ucraino contro la guerra scatenata dalla Russia che affossa l’economia e il lavoro.

Effetti invasione russa su produzione alimentare

Gli effetti dell’invasione russa si riflettono infatti direttamente sulla produzione alimentare, soprattutto a causa dei rincari dei fertilizzanti, legati agli aumenti del gas ma anche alle mosse di Putin che ha deciso di imporre il divieto all’esportazione di nitrato di ammonio, prodotto fondamentale per la concimazione del grano, di cui rappresenta da solo circa un quarto dei costi complessivi di coltivazione. Una decisione assunta per mettere in difficoltà la produzione europea di cereali, fortemente dipendente dalle materie prime estere.

Riduzione generale della disponibilità sui mercati

La conseguenza del caro concimi è una riduzione generale della disponibilità sui mercati che, oltre a far schizzare in alto i prezzi con rincari di oltre il 170% (da 250 euro/tonnellata a 670 euro/tonnellate), mette di fatto a rischio la produzione europea di grano, a partire da quella italiana. Il nitrato di ammonio viene, infatti, a mancare proprio nella fase decisiva per la crescita delle spighe, diminuendo inevitabilmente la produttività con il taglio dei raccolti.

Scelta che danneggia le aziende

Una scelta che danneggia gravemente le aziende agricole, già in difficoltà a causa dei rincari di tutti i fertilizzanti legati all’impennata del costo del gas scatenata dal conflitto. L’urea è balzata a 750-800 euro a tonnellata contro i 350 euro a tonnellata dello scorso anno, secondo il report di Cai – Consorzi Agrari d’Italia, mentre il perfosfato minerale è passato da 170 agli attuali 330 euro/tonnellata, mentre i concimi a contenuto di potassio sono schizzati da 450 a 850 euro/tonnellata.

30% delle imprese agricole costretto a ridurre i raccolti

Il risultato è che il 30% delle imprese agricole è costretta a ridurre i raccolti, secondo l’indagine Coldiretti/Ixé, con una situazione insostenibile che mette a rischio le forniture alimentari e, con esse, la sovranità alimentare del Paese che è già obbligato ad importare il 64% del grano per il pane, il 44% di quello necessario per la pasta, ma anche il 16% del latte consumato e il 49% della carne bovina e il 38% di quella di maiale. Senza dimenticare il mais e la soia fondamentali per l’alimentazione degli animali e per le grandi produzioni di formaggi e salumi Dop, dove con le produzioni nazionali si riesce attualmente a coprire rispettivamente il 53% e il 73%, secondo l’analisi del Centro Studi Divulga.

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Legambiente: “Roma soffoca”

La Clean Cities Campaign è arrivata a Roma e Legambiente ha presentato oggi lo Stress Test Mobilità della Capitale e l’European City Ranking che vede la capitale piazzarsi al 32° posto su 36 città analizzate. Secondo i dati resi noti, il PM10 si attesta a una media annua di 25 micro gr/m3 di aria e per raggiungere gli obiettivi dell’Organizzazione mondiale della sanità dovrà essere ridotto del 40% entro il 2030. Il Pm2,5 con una media annua di 12 micro gr/m3 dovrà essere ridotto del 57% e l’NO2 presente nell’aria in quantità elevatissime pari a 33 micro gr/m3 in media annua dovrà ridursi del 70%.

Roma in fondo al City Ranking Europeo

Secondo il City Ranking Europeo, inoltre, la capitale è al 32 posto su 36 città per mobilità sostenibile nella classifica generale, ma è ultima in assoluto per spazi stradali dedicati a pedoni e ciclisti, al terz’ultimo posto sulla sicurezza stradale. «A Roma meno automobili, più trasporto pubblico, spazio a pedoni e bici per contrastare con forza l’inquinamento atmosferico e la sua conseguenza sulla salute dei cittadini e dell’ambiente – dichiara Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio – perché i fattori inquinanti più presenti nella nostra aria sono legati inequivocabilmente al traffico veicolare privato e ai motori a combustione che causano una concentrazione di biossido di azoto enorme.

Confronto con altre città europee impietoso

Il confronto poi con le altre città Europee è impietoso soprattutto per la porzione di città dedicata alle persone e non alle vetture. Bisogna iniziare a colmare l’enorme ritardo della Capitale nel percorso verso una mobilità sostenibile, riducendo il deficit strutturale e culturale nel quale Roma sembra precipitata in termini di trasporti e utilizzo dello spazio urbano, qui dove è nata peraltro la prima pedonalizzazione italiana tra Colosseo e Arco di Costantino e dove si è inventata la Cura del Ferro».

Presentazione dei dati online

La presentazione dei dati è avvenuta con un appuntamento online al quale hanno partecipato Giovanni Zannola, presidente commissione mobilità Comune di Roma, Andrea Poggio responsabile nazionale mobilità Legambiente, Claudio Magliulo, Head of Clean Cities Campaign, Anna Donati responsabile mobilità Kyoto Club e Federico Spadini, responsabile mobilità e trasporti Greenpeace Italia.