con l’alto patrocinio del Parlamento Europeo e dei Comuni di Venezia e Roma – celebra il passaggio dalla Lira all’Euro.
IL LANCIO DELLE MONETINE DA MARA VENIER
Il compito di ripetere il lancio delle monetine, le vecchie 100 Lire, nella fontana è stato affidato a Mara Venier.
La conduttrice, veneziana di nascita ma romana ormai da tanti anni, rappresenta un “ponte ideale tra Roma e Venezia, dove nel 1472 fu coniata la prima Lira italiana”, ha affermato Sassoli.
“Ricordare la Lira – ha aggiunto – è un atto doveroso perché ha segnato per sempre la storia dell’Italia e ha attraversato la vita di molti italiani.
LE PAROLE DEL PRESIDENTE AEREC ERNESTO CARPINTIERI
Le Celebrazioni vogliono essere un affettuoso ricordo di questo passaggio, attraverso la società, il cinema, il teatro, la musica, l’economia, l’istruzione”.
«Oggi nel Lazio su 6.630 tamponi molecolari e 24.306 tamponi antigenici, per un totale di 30.936 tamponi, si registrano 2.324 nuovi casi positivi (-1.576);
sono 13 i decessi (+7), 1.412 i ricoverati (+22), 122 le persone nelle terapie intensive (-4) e +7.968 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 7,5%.
I CASI A ROMA CITTA’ SONO A QUOTA 1.201
Lo rende noto l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato, nel bollettino al termine della videoconferenza della task-force regionale Covid-19 con i direttori generali di Asl e aziende ospedaliere, policlinici universitari e l’ospedale pediatrico Bambino Gesù.
DOMANI AL VIA NEL LAZIO SOMMINISTRAZIONE NOVAVAX
Inizieranno domani nel Lazio le somministrazioni del vaccino anti-covid Novavax.
Saranno disponibili circa 5 mila dosi giorno.
Gli hub dedicati al nuovo vaccino, secondo quanto si è appreso, saranno 22 in tutto il territorio regionale. Per la somministrazione del vaccino Novavax sono attive le prenotazioni sul portale regionale.
Sono in sciopero le cuoche e le addette alle mense scolastiche di Roma.
Una protesta contro le “pesanti ricadute sulle condizioni di lavoro”del cambio di appalto nella ristorazione scolastica dei nidi capitolini,
delle scuole dell’infanzia comunali e statali, primarie e secondarie di primo grado.
CUOCHE E ADDETTE ALLE MENSE IN SCIOPERO: LE MOTIVAZIONI
“L’azienda – spiegano i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs che oggi hanno portato lavoratori e lavoratrici delle mense scolastiche di Roma in presidio in Campidoglio –
ha operato comandi e distacchi da altre aziende, non rientranti nella Rete temporanea di impresa aggiudicataria del servizio.
Il dipartimento servizi educativi ha in un primo momento comunicato alle organizzazioni sindacali il diniego al subappalto, in tutto 6 aziende insistono su un singolo lotto,
con una frammentazione inedita che porterà nella stessa scuola cuochi e aiuti cuochi
a operare con la capofila e tutte le altre figure contrattualizzate con un arcipelago di società,
poi lo ha concesso senza fornirci un singolo atto formale”.
“Le lavoratrici e i lavoratori da due mesi – dicono i sindacalisti sotto la statua di Marco Aurelio –
subiscono perdite di salario in una situazione di assoluta incertezza sull’applicazione del capitolato di gara, in particolare in merito agli organici.
Le condizioni di usura degli impianti e i servizi aggiuntivi richiesti, poi, contribuiscono al peggioramento delle condizioni di lavoro”.
Anche il Comune di Priverno aderisce alla campagna di sensibilizzazione “Accendiamo le luci sulle malattie rare”, giunta alla sua XV edizione, un appuntamento importante che promuove in tutto il mondo l’equità come accesso a pari opportunità che possano valorizzare il potenziale delle persone con queste patologie. Sono una rarità socialmente rilevante. Sebbene esse riguardino oltre due milioni di famiglie in Italia, 30 milioni in Europa e 300 milioni nel Mondo, restano patologie sconosciute ai più e spesso anche alla comunità scientifica, come nel caso delle ultra-rare e delle orfane di diagnosi.
Necessario porre l’attenzione su queste patologie
Per questo motivo è necessario portare l’attenzione di tutti su queste malattie affinché nessuno sia lasciato indietro, né dalla ricerca né dalle tutele sociali. L’Amministrazione Comunale di Priverno, nell’accogliere la richiesta di adesione alla campagna di sensibilizzazione “Accendiamo le luci sulle malattie rare”, promossa da UNIAMO Federazione Italiana Malattie Rare, coordinatore Nazionale della Giornata, illuminerà oggi, 28 febbraio, i Portici Comunali P. Di Pietro con i colori della Giornata, azzurro, fucsia e verde.
Si spera in una svolta positiva oggi, finalizzata alla cessazione del conflitto bellico scatenato dall’offensiva russa. Sono infatti iniziati i negoziati vicino al fiume Pripyat – al confine tra Ucraina e Bielorussia – tra le delegazioni di Kiev e Mosca. Una notizia che arriva a poche ore di distanza dall’attacco hacker di Anonymous, il movimento attivista che agisce tramite l’informatica, per raggiungere, in modo coordinato, un ben determinato obiettivo.
Al via l’operazione OpRussia
Dopo gli attacchi alla Chiesa di Scientology, arriva l’operazione “OpRussia”. Una risposta all’offensiva, che avviene però tramite attacchi informatici contro la rete propagandistica russa e molti siti del governo di Mosca. Un’iniziativa nata a sostegno della popolazione ucraina, colpita dalle bombe russe a partire dallo scorso 24 febbraio.
L’annuncio di una cyber guerra è arrivata qualche giorno fa, sull’account Twitter di Anonymous. «Il collettivo Anonymous è ufficialmente in cyber guerra con il governo russo» hanno dichiarato i celebri hacker. Poi il video sui loro canali social, per spiegare le motivazioni e l’obiettivo di questa risposta agli scontri.
Le parole di Anonymous
«Negli ultimi giorni è iniziata un’invasione su larga scala, quartieri civili sono stati bombardati e persone innocenti sono state uccise. I rifugiati stanno fuggendo dalle violenze e al popolo è stato imposto il reclutamento dal governo ucraino. La situazione è terribile ovunque e lei ne è l’artefice. Anche i cittadini che lei sostiene di voler proteggere si sono schierati contro la guerra e protestano nelle più grandi città della Russia» si sente nel video.
«Abbiamo mandato offline i siti governativi e girato le informazioni ai cittadini russi in modo che possano essere liberi dalla macchina della censura di Putin» ha sottolineato Anonymous, a riprova dell’inizio della cyber guerra. Tra i siti hackerati quelli dell’emittente Rt news, del Cremlino, del governo russo, del ministero della Difesa e della Duma. Secondo numerosi media locali, inoltre, su alcune tv russe hackerate sarebbero andate in onda canzoni tipiche dell’Ucraina.
Poi la minaccia, direttamente rivolta al presidente Vladimir Putin. «Anonymous ha dichiarato una cyber guerra al suo regime aggressivo, mettendo offline nei giorni scorsi numerosi siti governativi. I siti web oscurati sono però solo l’inizio, presto conoscerà la furia degli hacker di tutto il mondo, molti dei quali probabilmente risiedono nel suo Paese. I suoi segreti non sono più al sicuro e c’è la possibilità che elementi chiave delle infrastrutture governative vengano manomessi. Ora l’invasione dell’Ucraina, insieme alle precedenti invasioni di Georgia e Crimea, sono prova della strategia della Russia di riappropriarsi degli Stati chiave, un tempo sotto l’Unione Sovietica. L’Unione Sovietica è fallita molti anni fa e il mondo non ha dimenticato la brutalità di quel regime. Tutto il mondo le opporrà resistenza. Questa è una guerra che lei non può vincere, a prescindere da quanto potere lei pensi di avere. Noi siamo Anonymous, noi siamo una legione».
Il video del messaggio lanciato da Anonymous
Pochi minuti di video, in cui emerge ben chiaro però il messaggio del collettivo.
Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail nel mese di gennaio 2022 sono state 57.583, in aumento del 47,0% rispetto alle 39.183 del primo mese del 2021 e del 23,9% rispetto alle 46.483 del gennaio 2020. I dati rilevati al 31 gennaio di ciascun anno evidenziano a livello nazionale per il primo mese del 2022 un incremento rispetto a gennaio 2021 sia dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati dai 35.964 del 2021 ai 53.637 del 2022 (+49,1%), sia di quelli in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro, che hanno fatto registrare un aumento del 22,6%, da 3.219 a 3.946.
Aumenti in tutti i settori
A gennaio 2022 il numero degli infortuni sul lavoro denunciati ha segnato un +47,5% nella gestione Industria e servizi (dai 34.768 casi del 2021 ai 51.299 del 2022), un +5,3% in Agricoltura (da 1.380 a 1.453) e un +59,2% nel Conto Stato (da 3.035 a 4.831). L’analisi territoriale evidenzia un incremento delle denunce di infortunio in tutte le aree del Paese: più consistente nel Nord-Ovest (+79,7%), seguito da Sud (+53,5%), Centro (+36,6%), Isole (+32,0%) e Nord-Est (+22,0%).
Campania, Liguria e Valle d’Aosta con i maggiori aumenti
Tra le regioni con i maggiori aumenti percentuali si segnalano la Campania, la Liguria e la Valle d’Aosta, mentre i cali sono circoscritti alla Basilicata, alla provincia autonoma di Bolzano e alle Marche. L’aumento che emerge dal confronto di mese tra il 2022 e il 2021 è legato sia alla componente femminile, che registra un +61,9% (da 17.957 a 29.081 denunce), sia a quella maschile, che presenta un +34,3% (da 21.226 a 28.502). L’incremento ha interessato sia i lavoratori italiani (+49,7%), che quelli extracomunitari (+39,4%) e comunitari (+15,4%). Dall’analisi per classi di età emergono incrementi generalizzati in tutte le fasce. In valore assoluto emerge, in particolare, la classe 35-49 anni.
In aumento anche gli infortuni con esito mortale
Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Istituto nel mese di gennaio 2022 sono state 46, cinque in più rispetto alle 41 denunce registrate nel primo mese del 2021 e sei in meno rispetto alle 52 del gennaio 2020. A livello nazionale i dati rilevati al 31 gennaio di ciascun anno evidenziano per il primo mese del 2022 un incremento rispetto a gennaio 2021 solo dei casi in itinere, passati da 7 a 13, mentre quelli avvenuti in occasione di lavoro sono scesi di un caso (da 34 a 33). L’aumento ha riguardato l’Industria e servizi (da 35 a 39 denunce) e l’Agricoltura (da 3 a 4), mentre il Conto Stato registra tre casi in entrambi i mesi.
«L’aumento dei costi dell’energia elettrica avrà un impatto davvero troppo considerevole anche per i consorzi di bonifica laziali. Senza un intervento straordinario da parte delle Istituzioni, i contributi da richiedere per la salvaguardia idrogeologica e per l’irrigazione subiranno un aumento esponenziale che, in una crisi economica acuita dalla pandemia Covid-19, è insostenibile per le famiglie consorziate del Lazio. Gli imprenditori agricoli non possono permettersi di vedere ulteriormente ridotto il loro margine di profitto annuo e accrescere in modo considerevole le già troppe spese».
Nota inviata dalla Presidente di ANBI Lazio alla Regione
Così il Presidente di Anbi Lazio, Sonia Ricci, commenta la nota inviata, nei giorni scorsi, presso la Regione Lazio, per chiedere un tavolo tecnico utile a determinare un percorso idoneo a individuare eventuali risposte. Attualmente i 6 Consorzi di Bonifica del Lazio, in linea con quanto previsto dal Codice degli appalti pubblici, aderiscono al C.E.A. – Consorzio Energia Acque, che garantisce l’accesso al mercato libero dell’energia elettrica, operando in qualità di Centrale di Committenza in favore di 47 Consorzi di Bonifica ubicati in 11 regioni italiane e che, a seguito degli aumenti annunciati, ha preventivato una crescita della spesa consolidata al 36% che si traduce in aumento di oltre 6,4 milioni di Euro, rispetto agli 8 milioni del 2020.
Costi non sostenibili
«Oltre 14,4 milioni di Euro per l’energia elettrica nonostante i lavori di efficientamento e ammodernamento energetico dei nostri impianti di bonifica e di sollevamento delle acque per fini irrigui, non sono per nulla sostenibili e mettono in crisi una struttura, quella dei consorzi di bonifica, sostenuta esclusivamente dai contributi consortili – ha aggiunto la Presidente Ricci – perché i consorzi non possono fare economia sul funzionamento degli impianti. Da questi infatti dipende la sicurezza idraulica del territorio nonché, laddove prevista, l’irrigazione delle eccellenze agricole laziali». L’ANBI è in attesa di risposte.
«La guerra commerciale, che rischia di essere scatenata dalle sanzioni, mette a in pericolo le esportazioni agroalimentari Made in Italy in Russia e in Ucraina per un valore che nel 2021 ha complessivamente superato il miliardo di euro, con vino, spumanti, olio, pasta e caffe che sono i prodotti più interessati». È quanto afferma il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini in riferimento alle dichiarazioni sugli effetti della guerra in Ucraina del Presidente francese Emanuel Macron, che al Salone dell’agricoltura francese ha affermato che le sanzioni europee sono destinate a pesare sulle esportazioni francesi di vino ed altri alimenti e per questo sta elaborando un piano di sostegno per proteggere gli agricoltori francesi.
In Russia tuttora impedita esportazione salumi, formaggi e ortofrutta
«In Russia – ricorda Prandini – è tuttora impedita l’esportazione di salumi, formaggi e ortofrutta Made in Italy per effetto dell’embargo deciso da Putin all’indomani delle sanzioni europee del 2014 con l’agroalimentare che è stato l’unico settore economico a pagare il prezzo dello scontro». Ora in pericolo per l’Italia le vendite di vino e cibi in Russia non colpiti dall’embargo che hanno raggiunto lo scorso anno il valore di 670 milioni di euro con un aumento del 14% rispetto al 2020, mentre quelle in Ucraina valgono altri 350 milioni di euro, secondo le proiezioni Coldiretti su dati Istat.
Prodotti Made in Italy tra i più apprezzati in Russia
Tra i prodotti Made in Italy più apprezzati dal Paese di Putin ci sono gli elementi base della dieta mediterranea, come il vino e gli spumanti per un valore attorno ai 150 milioni di euro, l’olio di oliva per 32 milioni di euro e la pasta per 27 milioni di euro.
Sapienza e Regione Lazio in aiuto agli studenti ucraini del Progetto Erasmus. La Rettrice della Sapienza Antonella Polimeni e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti si sono tempestivamente impegnati per una soluzione congiunta a favore degli studenti ucraini che stanno terminando l’Erasmus alla Sapienza. Gli studenti saranno ospitati presso le residenze dell’ente regionale Disco Lazio a partire da lunedì prossimo. «Ringrazio la Regione Lazio nella persona del presidente Zingaretti – dichiara la Rettrice – per la risposta e il sostegno immediato offerto agli studenti ucraini. Sapienza, allarmata dalla crisi umanitaria in corso, auspica una rapida soluzione pacifica del conflitto». Così il Presidente Zingaretti: «I 5 studenti ucraini in Erasmus saranno ospitati nelle residenze universitarie di Disco. Diamo una prima risposta a una esigenza concreta e ringrazio la Rettrice Polimeni per la collaborazione e il sostegno anche in questa circostanza».
I lavoratori continuano con le loro proteste per cercare di scongiurare le scissioni interne all’azienda, che provocherebbero solo un indebolimento sul mercato.
CORTEO DAVANTI LA CASSA DEPOSITI E PRESTITI
Questa mattina i lavoratori e le lavoratrici TIM hanno manifestato contro la minaccia di “spezzatino”
che sembra essere annunciata dalle decisioni del Consiglio di Amministrazione il prossimo 2 Marzo.
Dopo lo sciopero intera giornata dello scorso 23 Febbraio oggi è stata la volta dei COBAS e dei sindacati autonomi USB e SNATER LAZIO, che si sono dati appuntamento sotto la sede di Cassa Depositi e Prestiti di Roma.
CENTINAIA DI LAVORATORI TIM IN SCIOPERO
Durante l’iniziativa, alla quale ha partecipato un centinaio di persone, i Cobas e i sindacati di base
hanno chiesto con forza l’aumento di capitale da parte di CDP in TIM.
“Oggi la Cassa depositi e Prestiti detiene circa il 10 % del capitale azionario e un suo aumento, insieme all’uso da parte del Governo della GOLDEN POWER,
permetterebbe di stabilizzare la situazione, allontanando il pericolo di spezzatino e le evidenti ricadute occupazionali”.
Secondo Alessandro Pullara dei COBAS TIM la minaccia di spezzatino è reale e rischia di creare una situazione simile a quella determinatasi in Alitalia con le evidenti ricadute negative sia in tempini occupazionali, sia depotenziando una Azienda strategica per il Paese.
LA MOBILITAZIONE DEI LAVORATORI TIM
La mobilitazione è appena agli inizi e la prossima settimana affronterà il nodo cruciale del CDA convocato per commentare i dati di bilancio del 2021 e annunciare il nuovo piano industriale. “Anche sul tema del debito va fatta chiarezza” prosegue Pullara dei Cobas. “Tim è una azienda che pur riducendo i ricavi è anche capace di abbattere il debito progressivamente e ogni anno”.