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Le malattie più cercate online

MioDottore, piattaforma leader nella prenotazione online di visite mediche e parte del gruppo Docplanner, presenta il suo report annuale relativo alle patologie più cercate online dagli italiani durante gli scorsi 12 mesi.

Ricerche effettuate sulla piattaforma MioDottore

Nello specifico, MioDottore ha analizzato le ricerche effettuate sulla sua piattaforma lo scorso anno, delineando ciò che maggiormente ha generato dubbi, necessità di chiarimenti o anche semplicemente curiosità tra i pazienti quando si parla di salute, evidenziando analogie e differenze rispetto agli anni passati. Analizzando i dati di MioDottore, in cima alla lista delle 30 malattie più cercate spicca l’endometriosi (per il secondo anno consecutivo), subito seguita dalla fibromialgia (che scala tre gradini rispetto all’anno precedente quando era in 5° posizione) e dall’acne al terzo posto (mentre nel 2020 era al 6°).

Podio della ricerca online con alcune novità

Rispetto agli anni scorsi, il podio presenta alcune novità, in primis l’assenza della menopausa, dal 2017 in prima posizione e nel 2020 al secondo posto, nel 2021 scende a occupare la quarta posizione. Inoltre, nella top 3 scompare la presenza di almeno una patologia riconducibile all’area ortopedica, sempre presente invece dal 2018. Ampliando l’analisi all’intera lista delle 30 malattie più cercate online lo scorso anno, emerge che le problematiche legate all’ambito ginecologico sono state quelle che hanno preoccupato maggiormente gli abitanti del Bel Paese (raggiungendo il 9% delle ricerche totali). Tra queste spiccano endometriosi (1°posto), menopausa (4° posizione), sindrome dell’ovaio policistico (12° posto) e cistite (al 28°). Seguono le patologie relative all’area ortopedica (8% delle ricerche totali) con alluce valgo (10° posizione), ernia del disco (13°), mal di schiena (15°), scoliosi (18°), sindrome del tunnel carpale (22°) e sciatalgia (27°). Prendono spazio per l’edizione 2021 anche i fastidi di tipo dermatologico (con il 7% di ricerche complessive) e tra le problematiche più indagate si annoverano acne (3° posto), alopecia (7°), lipoma (21°), verruche (25°) e psoriasi (26°).

Sono 4 le New Entry della classifica

Infine, anche l’ambito psicologico ha generato dubbi, registrando il 5% del numero totale di ricerche sulla salute, tra le più cercate si registrano disturbi alimentari (11° posizione), depressione (16°), ansia (24°) e disturbi del sonno (30°). Inoltre, compaiono in questa speciale classifica 4 new entry tra i timori legati alla salute, quali alopecia (7° posto), disturbi alimentari (11°), psoriasi (26°) e disturbi del sonno (30°). Diversamente, sono usciti dalla top 30 alcuni disturbi che avevano catalizzato l’attenzione degli italiani nel 2020, ovvero disturbo bipolare, disfunzione erettile, glaucoma e sciatalgia.

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UIL: “Il 40% delle scuole del Lazio è in DAD, o didattica mista”

Circa il 40% delle scuole del Lazio è in dad o in didattica mista. O almeno lo sono la maggior parte delle classi. Ciò significa, solo a Roma, oltre 200 mila studenti dai tre ai 19 anni. A dominare la classifica sono le scuole primarie con i bambini più piccoli sempre più alle prese con la didattica a distanza.

Sondaggio condotto da UIL Lazio e UIL scuola il 20 gennaio

Questo quanto emerge da un sondaggio condotto dalla UIL LAZIO e dalla UIL scuola e aggiornato allo scorso giovedì 20 gennaio. «La situazione cambia rapidamente – commenta il segretario della UIL scuola, Saverio Pantuso – e ci troviamo costantemente di fronte a situazioni difficili da gestire poiché, da quanto riferiscono gli stessi dirigenti scolastici, spesso accade che l’autosorveglianza divenga dad dopo cinque giorni, perché alcuni ragazzi risultati negativi al primo tampone, si rivelano poi positivi al secondo. E quindi bisogna velocemente riorganizzare il tutto. A scuola in primis, ma anche in famiglia visto che soprattutto i più piccoli non sono in grado di gestire connessioni e lezioni on line.

Dagli istituti quotidiane richieste d’aiuto

Dagli Istituti scolastici del Lazio giungono quotidiane richieste di aiuto. La situazione di gestione delle scuole è diventata insostenibile ed i numeri dei casi positivi non corrispondono affatto a quello che gli organi istituzionali ci vogliono far credere». E la situazione non migliora di certo nelle scuole secondarie di primo e secondo grado dove la gestione è differenziata a seconda che vi siano uno, due o tre studenti positivi, vaccinati o non vaccinati, attivazione di DAD anche per singoli casi.

Spesso decide la scuola come procedere

Ed è spesso la scuola a dover decidere come procedere, accollandosi una serie di adempimenti che non sono di propria competenza, perché le Asl territoriali, fronteggiando centinaia di casi alla settimana, non riescono a fornire riscontri tempestivi. E così c’è il dirigente che manda tutta la classe in dad con tre positivi, come previsto dall’ultimo decreto, ma anche chi decide di far seguire le lezioni on line solo ai positivi, anche più di tre, e di mantenere la frequenza in presenza per gli altri studenti.

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Parco fotovoltaico proposto da Legambiente Lazio

Legambiente Lazio e il Circolo “Il Cigno” di Frosinone rendono noto di aver trasmesso a LazioInnova la manifestazione d’interesse in merito alla proposta di realizzazione di un parco fotovoltaico nell’area attualmente occupata dall’aeroporto militare Moscardini.

Legambiente partecipa a Lazio in transizione

Legambiente partecipa così alla consultazione pubblica “Lazio in transizione” indetta su iniziativa dell’Assessorato alla Transizione Ecologica e Trasformazione Digitale allo scopo di raccogliere le idee progettuali più meritevoli di sostegno pubblico grazie ai fondi del PNRR. L’iniziativa proposta, già presentata dall’associazione lo scorso settembre, consiste nella realizzazione nell’area attualmente occupata dall’aeroporto militare Moscardini (che a seguito del previsto trasferimento della scuola di volo elicotteri è nelle condizioni di poter trovare una nuova destinazione) di un grande parco fotovoltaico in grado di coprire il fabbisogno elettrico di una parte significativa della città di Frosinone con produzione di energia pulita e rinnovabile.

Produzione di elettricità e sviluppo delle rinnovabili

Oltre alla produzione di elettricità attraverso moduli ad inseguimento solare collegati a moderni sistemi di accumulo, la proposta prevede l’attivazione di iniziative di ricerca e sviluppo nel settore delle nuove rinnovabili in collaborazione con enti, istituzioni e imprese del territorio, nonché la sperimentazione sul campo delle nuove tecnologie agrivoltaiche, in grado di coniugare la produzione agricola con la generazione di energia. Inoltre, con l’intento di massimizzare i benefici per le popolazioni locali, ci si propone di individuare gli strumenti per conciliare la sostenibilità finanziaria dell’investimento con l’idea di destinare una quota dell’energia prodotta a una rete di comunità energetiche rinnovabili, vincolate dalle norme attuali all’autoproduzione mediante impianti di piccola taglia.

La riconversione di un’area militare è idea intelligente

«La transizione energetica deve partire dai territori – ha dichiarato Roberto Scacchi, Presidente di Legambiente Lazio – chiamati ad individuare i siti più idonei per la realizzazione degli impianti a fonte rinnovabile indispensabili alla trasformazione ecologica del Paese. La riconversione di un’area militare, da sempre off-limits per la popolazione, a parco solare, è un’idea intelligente che merita di farsi strada in Italia, seguendo l’esempio della Germania che già parecchi anni fa ha realizzato iniziative del genere in almeno una decina di siti dismessi. Con la nostra partecipazione alla consultazione pubblica chiediamo che si concretizzi una grande azione a sostegno di questo progetto e delle rinnovabili, verso un protagonismo nuovo della nostra regione nella lotta alla febbre del pianeta».

Possibile riduzione di 35.000 tonnellate di CO 2

Secondo le stime dei promotori, occupando l’intera area interessata (90 ettari) sarà possibile installare 50 MW di potenza rinnovabile, consentendo a regime la produzione di circa 70 GWh di energia elettrica l’anno. In termini di riduzione delle emissioni, si possono stimare circa 35.000 tonnellate di CO 2 risparmiate ogni anno rispetto alla stessa produzione termoelettrica da fonti fossili. Nei prossimi mesi, Legambiente proseguirà nella diffusione di questa idea progettuale presso i soggetti interessati, ai quali richiederà il sostegno e il contributo attivo affinché essa possa vedere la luce in concomitanza con la cessazione delle attività attualmente svolte dall’Aeronautica Militare.

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Coldiretti: “Dimezzato il turismo straniero”

Nel 2021 si è verificato un calo del 55% rispetto a prima della pandemia degli arrivi in Italia dei viaggiatori provenienti dall’Unione Europea, con un peggioramento (-7%) anche rispetto al 2020. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti in riferimento al cambio delle regole sui viaggi nell’Unione Europea, sulla base dei dati Bankitalia relativi ai primi nove mesi dell’anno.

Elemento di criticità per il turismo in Italia

La mancanza di viaggiatori stranieri è stato uno degli elementi di maggiore criticità per il turismo in Italia che registra un crollo di oltre 10 miliardi di euro delle spese per l’intero anno 2021 rispetto a prima della pandemia, con 1/3 delle perdite che hanno colpito i consumi in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi secondo le stime della Coldiretti. Si tratta del risultato del blocco pressoché totale della stagione turistica invernale e della ripresa di quella estiva. A mancare all’appello sono stati soprattutto, proprio i turisti stranieri bloccati alle frontiere dall’avanzare dei contagi e dalla misure di restrizione adottate ma a calare sono state anche le presenze nazionali anche nelle festività di fine anno mentre risultati più positivi si sono registrati nel periodo estivo.

Turisti esteri hanno elevata capacità di spesa

I vacanzieri dall’estero in Italia sono strategici per l’ospitalità turistica soprattutto nelle mete più gettonate anche perché i visitatori dall’estero hanno tradizionalmente una elevata capacità di spesa per alloggio, alimentazione, trasporti, divertimenti, shopping e souvenir. Un problema che riguarda anche gli agriturismi dove gli stranieri rappresentavano oltre il 40% delle presenze totali prima della pandemia.

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Giovane no vax deceduto per covid al S. Maria Goretti di Latina

La Asl di Latina ha comunicato il decesso di un giovane di 28 anni non vaccinato avvenuto ieri all’ospedale Goretti di Latina. Residente a Terracina, il 28enne era giunto al Pronto soccorso di Terracina il 16 gennaio scorso dove gli era stata diagnosticata l’infezione SarsCov2 e una insufficienza respiratoria grave. È stato poi trasferito il 17 gennaio all’ospedale di Latina nel reparto di Terapia Intensiva Covid, ma un ulteriore aggravamento delle sue condizioni lo ha portato al decesso.

Convinto no vax

«Quando il giovane di 28 anni, convinto no vax, è arrivato all’ospedale di Terracina aveva già bisogno del casco ed era in condizioni critiche. Se lo era strappato via, ma i medici ci hanno parlato e lo hanno convinto a rimetterlo. Non è bastato». Questo ha raccontato la dg della Asl di Latina, Silvia Cavalli.

D’Amato: “Necessaria la vaccinazione”

L’assessore alla Sanità del Lazio D’Amato ha commentato: «Il Covid colpisce duramente anche i giovani se non sono vaccinati. È importante fare la vaccinazione».

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Coldiretti: Frutta e ortaggi a rischio gelo

Il forte e repentino abbassamento della colonnina di mercurio accompagnato dalla neve e dalle gelate mattutine, dopo il caldo anomalo, mette a rischio verdure e ortaggi coltivati in pieno campo.

Allarme lanciato dalla Coldiretti

È l’allarme lanciato dalla Coldiretti, per l’ondata di maltempo con l’irruzione di aria gelida. L’arrivo del grande freddo colpisce le coltivazioni invernali in campo come cavoli, verze, cicorie, e broccoli. Questi ultimi reggono anche temperature di qualche grado sotto lo zero ma se la colonnina di mercurio scende repentinamente o se le gelate sono troppo lunghe si verificano danni.

Preoccupa il caro bollette

A preoccupare è anche il balzo dei costi per il riscaldamento delle serre per la coltivazione di ortaggi e fiori che risente dell’impennata della bolletta. L’aumento record dei costi energetici, infatti, spegne le serre e mette a rischio il futuro di alcune delle produzioni più tipiche del florovivaismo come tra gli altri il ciclamino, il lilium o il ranuncolo, con il caro bollette che ha un doppio effetto negativo perché riduce il potere di acquisto dei cittadini e delle famiglie, ma aumenta anche i costi delle imprese particolarmente rilevanti per l’agroalimentare con l’arrivo del freddo e dell’inverno.

Costo energia si riflette sulla filiera agroalimentare

Il costo dell’energia si riflette infatti in tutta la filiera agroalimentare che assorbe ben l’11% dei costi dell’intera industria e riguarda sia le attività agricole ma anche la trasformazione ed i trasporti.

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Due nuove aree gioco al Parco Luigi Petroselli

Inaugurate questa mattina due nuove aree gioco per bambini, a Colle Oppio e al Parco “Luigi Petroselli” nel Municipio IV, realizzate dal Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale.

Progetto che interesserà 40 aree giochi di Roma

«Un progetto che a partire da novembre scorso e fino alla fine di febbraio avrà interessato circa 40 aree giochi in tutti i territori, con interventi di varia entità che vanno dal rifacimento dell’intera area, come per quelle che oggi inauguriamo e nella maggior parte dei casi, a interventi parziali di completamento delle attrezzature di gioco e/o sostituzione delle pavimentazioni», ha commentato l’Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti, Sabrina Alfonsi, intervenuta all’inaugurazione delle due aree insieme al Presidente della Commissione Capitolina Ambiente, Gianmarco Palmieri e ai rappresentanti dei due Municipi interessati.

Grazie agli Uffici del Dipartimento Ambiente

«Colgo l’occasione per ringraziare gli Uffici del Dipartimento Ambiente per l’ottimo lavoro svolto. Interventi realizzati in tempi rapidi ma con grande attenzione, guardando alla sostenibilità ambientale e all’inclusività, con giochi di legno che in alcuni casi, come per Colle Oppio, sono stati completamente restaurati e rimessi in funzione e attrezzature di gioco nuovissime, che mettono insieme multifunzionalità e multisensensorialità: non solo colori, ma anche suoni, rumori, superfici che sollecitino il tatto.

Restituire ai bambini il piacere di giocare all’aperto

Altalene, castelli con ponte e corde, dondoli e nuove pavimentazioni antitrauma, pensate per essere utilizzate da tutti i bambini riscoprendo il piacere di giocare all’aperto, insieme, in sicurezza. Con la pandemia quello che più è stato sacrificato è la loro dimensione sociale e relazionale, a fronte della necessità di tutelare la salute pubblica. Con la riqualificazione delle aree giochi e dei parchi restituiamo spazi aperti, inclusivi e sicuri ai bambini e alle famiglie», ha concluso Alfonsi.

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Sold out per l’Open Day vaccinale di domani

«Oggi nel Lazio su 14.821 TAMPONI MOLECOLARI e 87.107 TAMPONI ANTIGENICI, per un totale di 110.232 TAMPONI, si registrano 14.821 nuovi CASI POSITIVI (-493). I decessi sono 13 (-13), i ricoverati 1.945 (-1), le terapie intensive 206 (-1) e 7.081 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 13,4%. I casi a Roma Città sono a quota 7.488.

Vaccinarsi in gravidanza

Vaccinarsi in gravidanza è importante. Attiveremo una serie di iniziative per promuovere la vaccinazione in gravidanza. Superate le 3 milioni di dosi booster effettuate, pari al 63% della popolazione adulta. Oltre 100mila le somministrazioni nella fascia 5-11 anni.

Open Day donne in gravidanza il 2 febbraio al Sant’Eugenio

Si terrà il 2 febbraio prossimo open day rivolto alle donne in gravidanza e in allattamento presso l’ospedale Sant’Eugenio di Roma. Sold out l’open day di domani 23 gennaio nelle strutture messe a disposizione da AIOP per le dosi booster con vaccino Pfizer. Open day anche presso le strutture aziendali della Asl di Rieti (ex Bosi), Asl di Latina e Asl di Frosinone». Lo comunica in una nota l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

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Fenascop: “Bonus psicologico operazione marketing della Giunta Zingaretti”

«Affrontare i problemi a colpi di bonus è l’ennesima dimostrazione che la politica regionale è orientata non a risolvere le criticità delle persone affette da disagio psichico, ma solamente a fare un’operazione di marketing elettorale. Sul tema della salute mentale, infatti, la giunta Zingaretti è ormai in un ritardo cronico al pari della malattia che si vorrebbe contrastare». Così in una nota Paola Marchetti e Marco Mampieri, rispettivamente presidente e vice presidente di Fenascop Lazio, associazione nazionale di organizzazioni che dal 1995 si occupano di riabilitazione psichiatrica extraospedaliera.

Servizi abbandonati da anni a loro stessi

«Lo stanziamento, pari ad 2,5 milioni di euro, è il bonus che dovrebbe essere erogato a coloro i quali si recheranno presso i centri di salute mentale per intraprendere un percorso terapeutico. Peccato che i servizi da anni siano abbandonati a loro stessi, senza una programmazione e una prospettiva, incapaci di far fronte ai bisogni delle persone prese in carico, a causa di carenza di personale, ormai strutturale. L’unica soluzione intrapresa per la gestione dei pazienti è il ricorso massiccio all’uso dei farmaci senza adeguati percorsi terapeutici e di inserimento sociale. Sul fronte della residenzialità accreditata, le strutture associate a Fenascop lamentano da anni questa mancanza di visione e di progettazione regionale.

Strutture patiscono scelte politiche sbagliate

Le strutture patiscono scelte politiche sbagliate, come la decisione unilaterale di introdurre la compartecipazione socio sanitaria, successivamente annullata dalla giustizia amministrativa, che tanti danni ha prodotto a strutture, pazienti, famiglie e comuni. Articolazioni tariffarie ferme da oltre dieci anni nonostante gli aumenti dei costi del personale, delle materie prime e dei costi legati alla pandemia che le strutture hanno dovuto affrontare da sole, senza aumenti di budget, per tutelare la salute dei pazienti ad esse affidate. Sono le medesime strutture ad aver garantito la tenuta del sistema in questo periodo di pandemia considerato che per diverso tempo i dipartimenti e i centri di salute mentale sono rimasti chiusi a causa del Covid-19. In tutto questo si percepisce l’abissale distanza del decisore politico regionale che sul tema della salute mentale non è in grado di esprimere una visione di sistema che possa essere discussa e magari condivisa con tutti gli interlocutori istituzionali, come la Consulta Regionale, le associazioni di categoria, come Fenascop e le associazioni dei familiari.

Salute mentale dimenticata da anni dalla Regione Lazio

La questione della salute mentale nella regione Lazio è ormai dimenticata, ferma da più di dieci anni, e non in grado di progettare, R.E.M.S. a parte, percorsi virtuosi che diano la spinta ad un modello terapeutico e socio-riabilitativo in grado di rispondere ai bisogni delle persone e alle esigenze dei tempi. I fortunati, però, potranno vincere un bonus alla lotteria della Regione Lazio», conclude la nota.

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SAPPE: “Ennesima giornata di follia a Rebibbia”

Dopo l’ennesima giornata di follia e violenza vissuta nel carcere romano di Rebibbia, con due appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria feriti da un detenuto africano, è ferma la denuncia del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. «Quel che è accaduto nel carcere di Rebibbia, con la violenta aggressione a due poliziotti ai quali va tutta la nostra vicinanza e solidarietà, ha riportato alla ribalta le difficoltà della struttura detentiva e delle gravi condizioni operative nelle quali lavora ogni giorno il personale di Polizia Penitenziaria», spiega Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

Ennesima aggressione al personale della Polizia Penitenziaria

«Purtroppo, ancora una volta, dobbiamo dare conto dell’ennesima grave aggressione in danno del personale della Polizia penitenziaria. Nel primo pomeriggio di ieri, presso il reparto detentivo “G11” della casa circondariale di Rebibbia N.C., un detenuto di origine africana, sembrerebbe con problemi psichiatrici, ha aggredito, senza nessun motivo, due agenti penitenziari. All’atto della conta delle 15, il detenuto si trovava immobile sul proprio letto e non rispondeva agli stimoli del collega. Allora, l’agente di sezione, preoccupato per lo stato di salute del detenuto richiedeva l’intervento in ausilio di un secondo collega al fine di entrare all’interno della cella e verificare le condizioni del soggetto. Una volta entrati, però, il detenuto, inaspettatamente balzava all’impiedi, dapprima cercando di infilzarli con una forchetta, e poi li aggrediva colpendoli ripetutamente con il manico di una scopa. Solo dopo aver subito ripetute percosse riuscivano a immobilizzarlo. I due agenti, dopo aver sedato gli animi dell’aggressore, venivano accompagnati in ospedale riportando rispettivamente due e tre giorni di prognosi.

Aggressore non nuovo a episodi del genere

L’aggressore sembrerebbe essere non nuovo a episodi del genere. Ci risulta, infatti, che abbia già aggredito altri poliziotti penitenziari nel carcere di Frosinone. Speriamo, almeno, in un pronto intervento del D.A.P. in modo che il facinoroso sia messo subito in partenza. Come sempre un plauso va ai due colleghi, al Capo Reparto del “G11”, al Preposto del reparto “G11” che stoicamente hanno affrontato l’ennesima grave criticità mettendo a rischio, come ogni giorno, la propria incolumità fisica per assicurare l’ordine e la sicurezza dell’istituto». Capece sottolinea ancora come: «la consistente presenza di detenuti con problemi psichiatrici è causa da tempo di gravi criticità per quanto attiene l’ordine e la sicurezza del carcere di Rebibbia. Il personale di Polizia Penitenziaria è stremato dai logoranti ritmi di lavoro a causa delle violente e continue aggressioni.

Grave non aver trovato soluzioni

Ed è grave che, pur essendo a conoscenza delle problematiche connesse alla folta presenza di detenuti psichiatrici, le Autorità competenti non sia ancora state in grado di trovare una soluzione. Ogni giorno nelle carceri italiani succede qualcosa, ed è quasi diventato ordinario denunciare quel che accade tra le sbarre. Così non si può andare più avanti: è uno stillicidio continuo e quotidiano. E anche la gestione dei detenuti con problemi psichiatrici, che hanno invaso le carceri dopo la chiusura degli O.P.G. e fatto aumentare il numero degli eventi critici, merita attenzione ed una urgente e compiuta risoluzione».

SAPPE: Se non in grado di gestire ci si deve dimettere

Dura la presa di posizione del SAPPE: «Se gli attuali vertici ministeriali, dipartimentali e regionali non sono in grado di garantire l’incolumità fisica ai poliziotti penitenziari devono dimettersi tutti! Le carceri sono in mano ai delinquenti e l’Amministrazione Penitenziaria ha affidato e le politiche penitenziari ai Garanti dei detenuti, facendo venire meno la sicurezza delle strutture. È una vergogna! Fare il poliziotto penitenziario in carcere è sempre più pericoloso e noi ci sentiamo abbandonati da tutti: dalle Istituzioni, dalla politica e soprattutto da Ministero della Giustizia e Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria».