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Linee guida sulla disassuefazione al fumo presentate dalla LILT

Linee guida sulla disassuefazione al fumo presentate a Roma in occasione della Giornata Mondiale senza tabacco, dalla LILT Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, puntando i riflettori sull’importanza di una corretta alimentazione e una regolare attività fisica come efficaci strumenti di prevenzione a tutela della salute.

Linee guida con webinar e il progetto via Francigena on foot

Altre due le iniziative per la lotta al tabagismo promosse dall’Ente: un webinar che rientra nel calendario di formazione del programma Guadagnare salute con la LILT e il progetto Via Francigena on foot. Ad aprire la conferenza stampa il presidente della LILT nazionale Francesco Schittulli: «Questa ricorrenza promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ci ricorda che ogni anno sono oltre 8 milioni le persone che nel mondo muoiono a causa di patologie correlate al consumo di tabacco, e in Italia questa cattiva abitudine rappresenta tutt’oggi la principale causa di morbosità e mortalità prevenibile.

Tabagismo responsabile del 30% di tutti i tipi di cancro

Il tabagismo è responsabile del 30% di tutti i tipi di cancro e un’errata alimentazione comporta lo sviluppo del 35% dei tumori. Questo significa che, assumendo uno stile di vita corretto, caratterizzato da una sana alimentazione e dall’astinenza dal fumo, si potrebbe evitare fino al 65% delle patologie tumorali». L’impegno della LILT è proprio quello di diffondere la cultura della prevenzione come metodo di vita, attraverso le campagne di sensibilizzazione e le iniziative di educazione alla salute dedicate ai più giovani, dettate in quest’ultimo periodo dall’urgenza di riprendere il percorso di screening per diagnosi precoce che, durante i due anni di pandemia, ha registrato una forte battuta d’arresto, con l’obiettivo ultimo di investire in salute e non in malattia.

Intervento anche della dott.ssa Bosi

A parlare di disassuefazione è intervenuta la dott.ssa Sandra Bosi che per la LILT ha curato l’aggiornamento delle linee guida dedicate al trattamento della dipendenza da tabacco: un insieme di raccomandazioni operative che rappresentano lo strumento essenziale per strutturare in modo efficace i percorsi di gruppo e per formare gli operatori sanitari impegnati nei centri pubblici anti-fumo, riservati ai fumatori.

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La lettura cura con A Scuola di Salute

La lettura cura con A Scuola di Salute. Lo dice la scienza: stimola le regioni del cervello che elaborano il linguaggio, favorisce lo sviluppo cognitivo, l’attenzione e la memoria, riduce l’incidenza di abitudini a rischio. L’universo dei libri, la loro funzione, i dati della ricerca scientifica, gli strumenti per bambini e ragazzi e i consigli di lettura per le varie fasce di età, sono raccolti in una guida digitale nata dalla collaborazione tra l’Istituto per la Salute dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e il Centro per il Libro e la Lettura, Istituto autonomo del Ministero della Cultura. Il volume, presentato al Salone del Libro di Torino 2022, è a disposizione di tutti sul canale “Cura la lettura” della piattaforma multimediale ‘A Scuola di salute’.

Lettura fondamentale per sviluppo cerebrale e cognitivo

I dati della letteratura scientifica confermano che leggere è di fondamentale importanza per un adeguato sviluppo cerebrale, cognitivo, sociale, culturale, personale ed emotivo/affettivo a lungo termine. Mentre si sperimenta il piacere della lettura, spiega il team di neuropsichiatri e psicologi del Bambino Gesù, si acquisiscono molte competenze. I libri, infatti, stimolano le regioni del cervello che elaborano il linguaggio; sollecitano la costruzione di significati e simboli che sono alla base della formazione dei concetti e del ragionamento; accrescono l‘attenzione e la memoria. La lettura quotidiana, inoltre, è stata associata a livelli più bassi di iperattività/disattenzione e, soprattutto tra gli adolescenti, a una ridotta presenza di abitudini a rischio (ad esempio l’uso di alcol e sigarette).

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700 vaccinazioni nei campi Rom dell’Ambulatorio mobile del Bambino Gesù

700 vaccinazioni nei campi Rom, da luglio 2021 ad oggi, dell’Ambulatorio mobile dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Dal 2016, gli operatori sanitari del progetto “Nontiscordardimé”, nato dall’esperienza del Giubileo della Misericordia voluto da papa Francesco, sono impegnati ad offrire assistenza sanitaria e non solo alle fasce più fragili della popolazione.

700 vaccinazioni in quasi un anno

Negli ultimi due anni l’attività del progetto è stata dedicata particolarmente alla gestione dell’emergenza Covid-19 nelle realtà periferiche della città. Anche nelle fasi più critiche, l’Ambulatorio mobile dell’ospedale della Santa Sede ha raggiunto con regolarità i campi Rom di Castel Romano, Salone, Salviati, Candoni. I sanitari hanno promosso la conoscenza delle norme igienico-sanitarie per il contrasto al Covid e attuato il controllo clinico dei bambini per il rientro a scuola dopo le assenze. In collaborazione con i colleghi del SISP (Servizio di Igiene e Sanità pubblica) delle ASL di appartenenza dei campi si sono occupati del monitoraggio dei bambini e lattanti Covid positivi che hanno trascorso il periodo di isolamento al campo.

Tamponi gratuiti per bambini con tessera STP o ENI

Hanno, inoltre, facilitato l’accesso ai tamponi naso-faringei gratuiti per i bambini muniti di tessera STP (Straniero temporaneamente presente, per persone di Paesi fuori dall’UE) o ENI (Europei non iscritti al SSN) per i quali non è possibile eseguire la prescrizione regionale elettronica. Da luglio 2021 l’Ospedale Bambino Gesù ha proposto il vaccino anti-Covid nei campi Rom agli adolescenti e ai giovani adulti e da gennaio 2022 ai bambini della fascia di età 5-11.

In campo anche gli autisti volontari dell’Associazione Bambino Gesù

La campagna di sensibilizzazione e vaccinazione ha coinvolto il personale del Dipartimento di Emergenza, accettazione e Pediatria generale dell’Ospedale Pediatrico con l’aiuto degli autisti volontari dell’Associazione Bambino Gesù. Vaccinati quasi 500 tra bambini, adolescenti e giovani adulti, per un totale di circa 700 dosi di vaccino somministrate. In particolare, nella fascia pediatrica 90 bambini hanno già completato il ciclo vaccinale mentre, per quanto riguarda gli adolescenti, 123 hanno completato il ciclo vaccinale e 33 hanno ricevuto anche la dose booster.

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Festival dello Yoga il 4 e 5 giugno nel parco della Zizzola

Festival dello Yoga, giunto alla quarta edizione, in programma il 4 e 5 giugno nel parco della Zizzola. Nel silenzio e nella tranquillità del parco, stanno per aprirsi due giorni dedicati al benessere di corpo e spirito e al recupero di un legame sincero e rispettoso con la natura. Il Festival è promosso dall’associazione Orora, il cui nome gioca sui termini “oro” e “ora”, per valorizzare la preziosità dell’attenzione al momento presente. Irene Ciravegna, cofondatrice di Orora, annuncia:

Festival dello Yoga per ritrovare il piacere del tempo naturale

«La quarta edizione del Festival dello Yoga nasce con l’obiettivo di aiutarci a ritrovare il “piacere del tempo naturale”, ovvero una connessione più profonda con la natura e con noi stessi. Per favorire questo obiettivo, abbiamo suddiviso le due giornate in quattro aree tematiche, indipendenti eppure connesse tra di loro. Ognuna avrà un proprio sviluppo interno e una propria completezza, ma tutte insieme offriranno un’esperienza più completa e profonda».

Apertura del Festival sabato 4 giugno

Il calendario si aprirà sabato 4 giugno con Il tempo del radicamento, seguito nel pomeriggio da Il tempo della leggerezza. Domenica 5 giugno si scoprirà Il tempo dell’esplorazione, a cui farà seguito Il tempo del ritmo interiore. All’interno delle quattro macroaree si terranno 14 lezioni di pratica yoga in stili differenti, da vivere gratuitamente, maturando così la consapevolezza dello stile Yoga più adatto al proprio essere. Dai tipi di pratica più dinamici, come il Vinyasa, all’Ashtanga, che si focalizza sul respiro, dallo stile Garuda al Kundalini, passando per Nidra, Raja, Ha-tha, Quiyoga e Yin Yoga. Gli approcci che si potranno sperimentare, durante il Festival dello Yoga, offriranno un ventaglio di stili davvero ampio.

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Sesto caso di vaiolo delle scimmie nella Capitale

Sesto caso di vaiolo delle scimmie segnalato nella Capitale. Quattro attualmente i ricoveri. La nota dell’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. «Ho avuto notizia di un sesto caso di vaiolo da scimmie preso in carico dall’Istituto Spallanzani con un link di ritorno dalle Canarie. Attualmente sono quattro i ricoverati tutti in buone condizioni cliniche. Uno è seguito a domicilio. L’altro è il caso toscano. Prosegue l’indagine epidemiologica. Nessun allarme, ma il sistema di sorveglianza infettivologica è in stato di massima attenzione».

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Alert per il vaiolo delle scimmie, per i medici di famiglia Fimmg del Lazio

Alert per il vaiolo delle scimmie, inviato a tutti i medici di famiglia Fimmg della Regione Lazio. Questo a seguito del riscontro di 3 casi nella capitale, infezione riscontrata inizialmente in un giovane adulto, di ritorno da un soggiorno alle isole Canarie.

Alert con scheda che spiega le caratteristiche principali della malattia

Una scheda, quella inviata, con le caratteristiche principali e delle foto raffiguranti le tipiche eruzioni cutanee, con esplicitate le modalità di contagio, sintomi e prevenzione. Il vaiolo delle scimmie è una patologia che decorre in 1-2 settimane con caratteristiche simili a quelle della varicella ed è importante fare una diagnosi differenziale. Sufficientemente protetti i vaccinati per vaiolo. Fino al 1981 il vaccino era obbligatorio, perciò ricadono in una fascia di attenzione gli adulti dai quaranta anni in giù.

Contagio della malattia da contatto

Questa malattia si contagia per contatto con le pustole infette, talvolta passa da uomo a uomo, e quasi sempre da animale a uomo, ma la presenza di casi senza link epidemiologi con l’Africainduce a pensare che oltre a possibili eventi di massa sorgenti di contagio, sia anche aumentata la velocità di contagio interumana, prestando molta attenzione che non si sia verificato il cosiddetto salto di specie, di qui l’alert su eventuali ulteriori casi.

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Salute mentale sempre più a rischio

Salute mentale sempre più a rischio con Covid, seguito dalla guerra e ora dal vaiolo delle scimmie. La pandemia ha generato uno stato di incertezza a tutti i livelli. A livello sanitario e medico, ovviamente perché ha portato una grande fetta della popolazione mondiale nelle terapie intensive, con conseguenze nefaste per il proprio organismo. A livello economico perché il lockdown ha generato una diminuzione di posti di lavoro considerevole ed ha messo in ginocchio tantissime famiglie, non solo italiane, ma di tutto il mondo. Il gap tra ricchi e poveri é diventato ancora più grande.

Salute mentale messa in crisi anche dalla riduzione dei contatti sociali

A livello sociale perché ha ridotto al minimo per mesi i contatti sociali, gli abbracci, le strette di mano e le visite a parenti ed amici. Tantissimi si sono ritrovati in un isolamento forzato, protratto per troppo tempo, che ha fatto dimenticare il piacere del socializzare. «Oltre all’incertezza finora subita, secondo uno studio della Washington University di Saint Louis, il 60 % dei pazienti che ha contratto il Covid, ha la possibilità di sviluppare attacchi di ansia, disturbi del sonno e depressione. Tutto ciò anche a distanza di un anno dalla malattia.

Auspicabile sfidare la paura

Malgrado ciò, sarebbe comunque auspicabile provare a sfidare la paura e apprendere a convivere con l’incertezza. Lo stesso Bonus Psicologo, che sarà a breve operativo, va in tale direzione», spiega Gianni Lanari, psicoterapeuta responsabile del Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est”. A tutto ciò si é aggiunto il vaiolo delle scimmie, la nuova malattia infettiva che fa paura al mondo. Inoltre, la guerra in Ucraina, ha stimolato ancora di più la sensazione di incertezza. Si é verificato un rincaro generalizzato dei prezzi, misto alla sensazione di una possibile terza guerra mondiale. Quest’atmosfera di precarietà generale, non ha fatto altro che incrementare notevolmente le malattie mentali nella gente, colpendo sempre di più la mente di tanti cittadini.

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Microbisturi per correggere il disturbo della spasticità

Un microbisturi per intervenire sulle fibre muscolari danneggiate e correggere il disturbo della spasticità senza incisioni né punti di sutura, riducendo al minimo dolore e tempi di recupero. È la nuova tecnica chirurgica mininvasiva sviluppata dall’équipe di Neuro-Ortopedia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, unico Centro in Italia a eseguire questo tipo di intervento. Circa 500 i bambini e i ragazzi trattati con successo dal 2018 a oggi.

Microbisturi nuovo metodo di cura

Il nuovo metodo, che nella gran parte dei casi può sostituire la tecnica tradizionale “a cielo aperto”, è stato descritto sulla rivista scientifica Osteology MDPI. La spasticità è una condizione che nel mondo interessa in media 3 bambini su 1000 nati vivi. Deriva da un danno alle aree del cervello o del midollo spinale che controllano il tono e anche l’attività dei muscoli in movimento ed è caratterizzata da un aumento eccessivo del tono muscolare e da spasmi di più muscoli che provocano rigidità, difficoltà del controllo dei movimenti volontari, atteggiamenti viziati che si trasformano nel tempo in deformità articolari. Le fibre muscolari perdono elasticità trasformandosi in tessuto fibroso che porta progressivamente all’accorciamento di muscoli e tendini.

Chirurgia percutanea fibrotomica

La nuova tecnica chirurgica per la cura della spasticità, denominata “chirurgia percutanea fibrotomica”, è un metodo di intervento conservativo e mininvasivo sviluppato 4 anni fa (sulla base di una tecnica simile nata in Russia) dall’équipe di Neuro-Ortopedia del Bambino Gesù per ridurre il disagio postoperatorio e accelerare la ripresa funzionale dei pazienti. L’intervento si esegue con un microbisturi con cui il chirurgo sfibra progressivamente le fasce e le fibre muscolari affette da spasticità fino a ottenere la correzione desiderata. Le incisioni sono minime, non richiedono punti di sutura e possono essere eseguite contemporaneamente in più aree.

Utilizzabile dai 2-3 anni di età

Utilizzabile già dai 2-3 anni di età, la nuova tecnica riduce anche i tempi di anestesia (10/20 minuti di intervento contro gli oltre 60 della tecnica tradizionale) e consente di sostituire il gesso con un tutore rimovibile per iniziare la fisioterapia fin dal giorno successivo all’intervento.

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Stato di agitazione al Policlinico Tor Vergata

Stato di agitazione al Policlinico Tor Vergata, indetto dai lavoratori dei sindacati confederali. Contrattazione negata, ccnl non rispettato e atti unilaterali che calpestano i diritti dei dipendenti.

Stato di agitazione: le motivazioni

Sulle progressioni verticali, cioè sul regolamento per gli avanzamenti di carriera dei lavoratori, Cgil Cisl Uil proclamano lo stato di agitazione del personale della Fondazione Policlinico Tor Vergata. «L’azienda sta tentando di imporre ingiustificatamente una disciplina delle procedure selettive per la progressione verticale che danneggerebbe pesantemente i lavoratori del comparto, sia economicamente che negli sviluppi professionali. Una disciplina che non riconosciamo e che è stata sottoscritta da una minoranza della delegazione trattante, composta da una sola sigla, quando invece nessuna delle organizzazioni sindacali più rappresentative, né tantomeno la Rsu, hanno mai accettato la proposta aziendale»,

La denuncia di Cgil, Cisl e Uil

denunciano Francesco Frabetti, Fp Cgil Roma Eva, Sandro De Paolis, Cisl Fp Roma Capitale Rieti, e Igino Rocchi, Uil Fpl Roma e Lazio. «Dal luglio 2021, attraverso ben sette comunicazioni all’amministrazione, abbiamo evidenziato l’illegittimità della proposta, chiedendo di modificare il regolamento, ma la Fondazione Ptv ha sempre rifiutato», sottolineano i sindacalisti. «Fino al colmo dell’arroganza di produrre un atto unilaterale nel quale non si riconosce nemmeno l’esclusiva titolarità dei sindacati nella contrattazione sulle tematiche del Ssr e del contratto di riferimento».

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Tecnologia su app per malate di tumore

Tecnologia su app per malate di tumore. Si chiamano rispettivamente Healthentia e Vik tumore ovarico. Sono due app a disposizione delle pazienti. La prima realizzata dal Policlinico Universitario Gemelli IRCCS, grazie anche al supporto non condizionato di GSK. La seconda voluta dalla multinazionale farmaceutica e messa a punto con il contributo fattivo di ACTO onlus. L’8 maggio è la Giornata mondiale del carcinoma ovarico ed è un’occasione per fare il punto su questa neoplasia, l’ottava più comune nelle donne nel mondo, 5.200 le nuove diagnosi ogni anno in Italia, in maggioranza nelle over 40.

Tecnologia ha fatto enormi progressi per sopravvivenza e miglioramento della vita

Negli ultimi anni si sono fatti progressi enormi nella terapia e i Parp inibitori hanno dato risposte importanti, aprendo una nuova era in termini di allungamento della sopravvivenza e miglioramento della qualità di vita. E in occasione della Giornata Mondiale del tumore ovarico l’Associazione no-profit Loto organizza al Policlinico Gemelli, presso l’UOC di Ginecologia oncologica, un’iniziativa dedicata alla bellezza delle donne con tumore ginecologico, perché prendersi cura del proprio aspetto, nonostante la malattia, aiuta ad affrontare meglio le terapie. La app, che è scaricabile dalle pazienti attraverso un codice d’invito nell’area dedicata del sito del Gemelli, ha la funzione di amico, caregiver, medico personale virtuale.

Le funzionalità di Healthentia

Attraverso Healthentia è possibile inoltre scambiare foto, video, documentazione clinica: un filo invisibile, insomma, la coperta di Linus che rassicura la donna in una fase critica della sua vita. Vik tumore ovarico è l’altra app. Anche in questo caso è un amico virtuale, sviluppato dall’azienda francese Wefight.

Amico virtuale in Vik tumore

Si tratta di una macchina intelligente costruita con algoritmi in grado di elaborare il linguaggio e di comprendere le richieste delle pazienti. I contenuti scientifici si basano sulle linee guida di ogni Paese e sono stati costruiti e validati da esperti medici, mentre quello che riguarda l’aspetto “sociale”, le preoccupazioni delle pazienti, dalle associazioni dei pazienti, in Italia da Acto onlus. La app conosce a menadito il tumore ovarico: definizioni, livelli, tipi, sintomi, diagnosi, impatto sulla qualità della vita (sport, lavoro, sessualità, alimentazione). È informato sui trattamenti e sulle classificazioni delle terapie. Ne conosce i foglietti illustrativi e ha un dialogo aperto con i siti governativi in caso di variazioni. In più tiene conto degli appuntamenti della paziente e l’avvisa per tempo, lo stesso fa per l’assunzione della terapia.