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Minimarket, continuano le chiusure?

Torniamo a parlare della questione “malamovida” a Roma, da mesi ormai al centro del dibattito pubblico locale. Una problematica di cui abbiamo discusso a lungo anche noi di Radio Roma Capitale, tanto negli articoli di attualità quanto nei nostri collegamenti radiofonici.

La situazione rimane infatti, nonostante i tanti provvedimenti e proposte a riguardo, complessa. Soprattutto ora che, dato un primo miglioramento della situazione, si pensa di continuare con le chiusure e le limitazioni.

L’ordinanza anti-minimarket

È scaduta il 6 marzo scorso l’ordinanza “anti-minimarket”, che imponeva la chiusura degli esercizi di prossimità, che vendono prodotti alimentari e bevande alcoliche, nel weekend. Il provvedimento, insieme all’istituzione degli “steward della notte”, rientra nei piani del Campidoglio per cercare di arginare il fenomeno della cosiddetta malamovida, tasto dolente delle nottate nella Capitale.

Dopo le tante proteste dei cittadini, infatti, il Comune aveva deciso di provare a cambiare le cose. Tra le nuove imposizioni, proprio la chiusura dei minimarket alle ore 22, dal venerdì al sabato. L’obiettivo era quello di disincentivare così il consumo di alcolici per strada. Soprattutto, nelle zone del I e II Municipio, i luoghi in cui si concentravano maggiormente gli episodi di movida scatenata fino a tarda ora.

Continueranno le disposizioni anti-malamovida?

La decisione adottata ha portato dei benefici, contribuendo, a quanto sembra, a ridurre in parte la malamovida romana. Ecco allora che le presidenti dei due municipi in questione, Francesca Del Bello e Lorenza Bonaccorsi, hanno chiesto al sindaco Roberto Gualtieri di estendere ulteriormente il provvedimento.

«Le cose sono migliorate, anche perché c’è stato un presidio più esteso e costante del territorio da parte delle forze dell’ordine» ha commentato la minisindaca Del Bello, in merito alle chiusure, coordinate a nuovi progetti per la gestione della sicurezza nel territorio. «Sono cinque fine settimana che a San Lorenzo abbiamo il camper della squadra mobile della Polizia di Stato: la situazione è più sotto controllo al momento». Un miglioramento che, secondo la presidente, non deve però fermarsi a questo primo sospiro di sollievo. Anzi, l’idea è che questo sistema possa continuare ancora a lungo, al fine di non ritornare alle difficoltà precedenti, portate dalla malamovida.

Un parere condiviso anche con da alcuni esercenti.

«Il rafforzamento dei controlli e la chiusura anticipata dei minimarket hanno contribuito senza dubbio a migliorare la situazione. Quasi sicuramente ci sarà una proroga, come confermato anche dall’assessora Lucarelli in un incontro con noi» fa sapere Claudio Pica, presidente della Fiepet Confesercenti Roma e Lazio.

Non solo minimarket, diversi i controlli

Ma non solo i minimarket sono stati sottoposti a controllo: sanzioni e verifiche hanno colpito, nelle ultime settimane, anche tantissimi pub, ristoranti e attività, complici dei bagordi. A questo proposito, Claudio Pica ribadisce «Se c’è qualcuno che sbaglia è giusto che paghi, ma parliamo di forse l’1% del totale. Ci sono 8.000 locali a Roma che fanno attività serale, al massimo 50 o 60 ha la cattiva abitudine di aggirare le regole».

Secondo il rappresentante, tuttavia, per cambiare davvero le cose sono necessari anche altri provvedimenti. «Innanzitutto individuare luoghi dove installare le telecamere capendo, nei casi in cui sono già presenti, se sono veramente collegate a una centrale operativa pronta a intervenire. E poi sarebbe auspicabile l’istituzione di un tavolo permanente allargato alle associazioni come la nostra. Tra dieci giorni dovrebbe riunirsi l’osservatorio sulla sicurezza, speriamo di esserci».

Le proteste

Ovviamente, però, non tutti concordano con le decisioni stabilite dal Campidoglio. «Pago le tasse, ho due dipendenti regolarmente assunti, ho sempre rispettato le regole: perché il comune ha deciso che è mia la colpa della malamovida a Roma?» ha domandato un esercente di origine bengalese, che nella Capitale è proprietario di due mini-market nel cuore di Trastevere.

«Ho rilevato un’attività ventennale da una signora italiana e ho mantenuto la clientela. La gente viene da me per fare la spesa, spesso molto tardi la sera, soprattutto nel fine settimana. Il venerdì e il sabato c’è chi arriva alle 23 per comprare il latte o il pane, magari mentre porta il cane a fare pipì sotto casa. Da quando abbiamo l’obbligo della chiusura anticipata ho perso tra il 30 e il 40% dei miei introiti perché molti dei clienti fissi hanno dovuto trovare una soluzione alternativa» spiega.

Il problema sono davvero i minimarket?

Secondo l’imprenditore, il discorso sulla vendita di alcolici ai minorenni, come scusante della chiusura degli esercizi di prossimità, non regge. «Il 95% delle attività come la mia ha sempre chiuso a mezzanotte quindi chi la fa la malamovida? Di chi sono i bicchieri in mano ai ragazzini alle quattro di mattina? Io non ho mai venduto una birra o altri alcolici senza vedere un documento d’identità e a mezzanotte, pur rinunciando a parecchi introiti data la folla di persone che c’è ogni sera qui a Trastevere, ho sempre abbassato le saracinesche» ha commentato il commerciante.

«Perché non vengono fatte chiudere anche paninerie, enoteche, pizzerie dove i ragazzini fanno avanti e indietro acquistando birra e altro ogni sera? Mi sembra quasi una decisione su base etnica. Se Gualtieri proroga l’ordinanza un altro mese, non so che fine facciamo come mini-market. Pago 2.700 euro di affitti, domani vado a pagare 1.000 euro di Iva, ne ho quasi 1.000 di contributi a trimestre, poi le bollette, gli stipendi. Così non va bene».

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Interconnettiamoci: parliamo di differenza di genere

Si è svolto martedì scorso, 8 marzo 2022, in occasione della Giornata internazionale dei diritti della donna, il convegno “Interconnettiamoci: la differenza di genere come opportunità tra territorio e tecnologia”. Un lavoro promosso dall’Associazione Culturale Percorsi di Crescita.

Il progetto è finanziato dal Ministero del Lavoro e dalla Regione Lazio nell’ambito dell’Avviso Pubblico “Comunità Solidali 2020”. Ha poi ottenuto anche il patrocinio del Comune di Bracciano. Si avvale, inoltre, della collaborazione dell’Istituto Comprensivo di Bracciano e dell’istituto paritario Salvo d’Acquisto di Bracciano.

Il progetto

L’obiettivo del progetto “Interconnettiamoci: la differenza di genere come opportunità tra territorio e tecnologia” è quello di istituire una serie di iniziative, che si susseguiranno nel corso dei prossimi mesi, finalizzate alla decostruzione degli stereotipi di genere. Un lavoro complesso, che si svolgerà attraverso l’ascolto e la valorizzazione delle differenze.

Le iniziative saranno destinate sia agli insegnanti che agli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado del territorio di Bracciano. Consisteranno in incontri in classe sugli stereotipi di genere e di ruolo, laboratori per l’empowerment e la valorizzazione delle differenze di genere, un Urban Game e un Convegno, a conclusione di progetto per la diffusione dei risultati conseguiti.

Interconnettiamoci: l’importanza di partire dalle scuole

La scuola è il luogo educativo e formativo per eccellenza. Lì si pongono le basi per lo sviluppo della crescita personale e civica dei futuri cittadini e delle future cittadine. Per questo l’uguaglianza, le pari
opportunità di genere e la valorizzazione delle differenze devono essere temi trasversali e fondativi di tutto il “fare scuola”.

Sulla base di queste considerazioni il progetto “Interconnettiamoci” si è proposto di diffondere la cultura di genere nei percorsi scolastici primari e secondari di primo e secondo grado. È proprio in questo periodo scolastico, infatti, che bambine, bambini e adolescenti incominciano a strutturare in modo più definito l’identità, personalità e a sviluppare caratteristiche e capacità individuali. Da qui l’importanza di riflettere sulle differenze e sugli stereotipi di genere, al fine di cambiare la realtà del mondo contemporaneo.

Un’opportunità, quindi, per progettare un percorso di vita o formativo e professionale, sulla base delle proprie inclinazioni e aspirazioni. “Interconnettiamoci” è un format sulle differenze di genere pensato come un percorso formativo. Diviso in moduli teorici e laboratori pratici si pone l’obiettivo di cambiare le cose partendo propriamente dalle scuole.

Un’iniziativa che, dal territorio di Bracciano, speriamo possa estendersi all’Italia intera. Al fine di portare già nelle scuole, primo e fondamentale luogo di formazione, la lotta agli stereotipi di genere.

Maggiori informazioni al riguardo sul sito di Percorsi di Crescita e sui social dell’Associazione.

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Cultura

Tra presente e futuro: a Roma l’8 marzo continua

Non solo una giornata, ma un monito per tutti i giorni a venire. A Roma l’8 marzo non si esaurisce nell’arco di 24 ore, ma diventa un momento di riflessione da portare avanti, con iniziative e progetti, quotidianamente, per gli anni a venire.

Se per la Giornata internazionale dei diritti della donna la Capitale si è infatti attivata con una serie di eventi dedicati alla memoria del talento e del valore femminile, ora che la Festa si è esaurita guarda al futuro. Scendono in campo i progetti volti al cambiamento, affinché i diritti e le rivendicazioni celebrate l’8 marzo diventino sempre più concreti e reali. Progetti che dovranno durare tutto l’anno e non solo, quindi, un unico giorno.

Assessorato e AS Roma: il cambiamento deve partire dalle scuole

Per il cambiamento, soprattutto in merito alla violenza di genere, si sono attivati, ad esempio, l’assessorato capitolino e l’AS Roma. Proprio in occasione dell’8 marzo 2022 è stato firmato un protocollo d’intesa, per unire le forze del Comune a quelle del club sportivo. Così da giocare la partita più difficile: quella del contrasto alla violenza e alle disparità.

L’obiettivo è quello di attivarsi concretamente sul territorio, con attività mirate e corsi di formazione. «Vogliamo impegnarci per portare informazione, soprattutto nelle scuole» ha spiegato l’assessora alle pari opportunità, Monica Lucarelli. «Parlare di parità di diritti e promuovere percorsi di formazione professionali per le donne vittime di violenza. Sono sicura che faremo molto insieme».

Dello stesso parere, che il cambiamento debba partire proprio dall’educazione, in particolare scolastica, anche Elisa Bartoli, calciatrice giallorossa. «Trasmettere la battaglia dei diritti delle donne ai ragazzi nelle scuole è fondamentale, perché loro sono puri e possono dare tanto». «Vogliamo agire concretamente sul territorio. Sin dal 2020 questo Club ha dato via a campagne per contrastare la violenza sulle donne. Abbiamo la responsabilità sociale di fare sempre di più, andando come oggi nelle scuole per sensibilizzare anche i più giovani» ha aggiunto Francesco Pastorella, sempre dell’AS Roma.

Il protocollo è stato firmato all’istituto Galileo, davanti ai ragazzi di scuola superiore. Un’iniziativa che guarda al futuro, per portare un effettivo cambiamento. Partendo proprio da uno dei primi e centrali luoghi di formazione: le scuole.

Tra futuro e presente, un 8 marzo che guarda anche all’oggi

Non solo però, a Roma, progetti per il domani. Nella Capitale, in occasione della Giornata internazionale dei diritti della donna, si guarda anche alla realtà contemporanea. In particolare, allo scontro delle ultime settimane che sta coinvolgendo Russia e Ucraina.

Ecco allora che a piazzale Ostiense, nei pressi della metro Piramide di Roma, è comparso il murale di Laika, dedicato proprio alla questione.
Il poster raffigura infatti due donne, abbracciate e piangenti, che sono vestite coi colori delle rispettive bandiere, quelle dei due Paesi in conflitto.

«È un 8 marzo drammatico. La guerra che sta imperversando colpisce in modo particolare donne e bambini, le vittime civili si contano a decine di migliaia, dopo anni di conflitto iniziato nel 2014 e che vive in queste settimane un’escalation devastante. Le donne ucraine e quelle russe sono unite dalle atrocità che stanno subendo. Chi ha perso la casa, chi un marito, un figlio, chi la propria stessa vita in una guerra tra popoli fratelli che, tutto ad un tratto, si trovano nemici per gli interessi economici e politici di chi li governa» ha dichiarato l’artista.

Un’opera che si concentra quindi anche su ciò che tante donne stanno vivendo in questi giorni. In un progetto, di riflessione e voglia di cambiamento che, con i tanti eventi, progetti e iniziative, spera di portare un domani una Roma e un mondo diversi. Più equi per tutti.

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Cultura NEWS

Sensibilizzare tramite la cultura: l’8 marzo a Roma

Oggi, mercoledì 8 marzo, si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale dei diritti della donna. Una ricorrenza che, nel parlare comune, è ormai divenuta nota con la più semplice accezione di Festa della Donna.

Tuttavia, in realtà, la giornata dell’8 marzo non nasce per “festeggiare” le donne in senso lato. Bensì per ricordare le conquiste sociali, economiche e politiche, così come le discriminazioni e le violenze, di cui le donne sono state e sono ancora oggi oggetto, in diverse parti del mondo. Ecco allora che la parola “diritto” diventa centrale in questa ricorrenza, che nasce proprio con l’obiettivo di educare e sensibilizzare.

Una riflessione, su ciò che i diritti delle donne sono e sono stati, che Roma ha deciso di celebrare con tantissime iniziative. Una serie di eventi culturali dedicati proprio all’8 marzo, che coinvolgeranno l’intera città.

La Festa della Donna a Roma: ecco cosa c’è in programma

Visite guidate, film e premi: per l’8 marzo Roma diventerà ancora più culturale, con una serie di iniziative dedicate proprio alle donne, alla loro storia e alla loro valorizzazione. Ma anche alla sensibilizzazione, soprattutto contro la violenza di genere.

Il Ministero dei Beni Culturali ha infatti invitato tutti gli istituti a organizzare e promuovere visite guidate e tour gratuiti, al fine di incentivare la riscoperta artistica del femminile. Tra i vari appuntamenti a Roma ci sarà la visita nel Parco archeologico dell’Appia Antica e alle Terme di Caracalla.

Faranno parte del programma “Patrimonio in comune. Conoscere è partecipare” una serie di eventi dedicati alla scoperta dell’universo e del talento femminile nell’arte e nella cultura, voluti dalla Sovrintendenza capitolina ai beni culturali. Saranno quindi visitabili i Mercati di Traiano, per conoscere, ad esempio, il ruolo della donna nell’antica Roma. Il Museo Napoleonico prenderà vita, invece, con il racconto in prima persona delle nobildonne ribelli, mentre al Museo della Repubblica Romana e al Mausoleo Ossario Garibaldino si potranno ascoltare storie di amore, di ideali e di coraggio con le donne del Risorgimento italiano.

Al Museo della Scuola Romana, alla Galleria d’Arte Moderna e al Museo Pietro Canonica visite per conoscere le artiste del ‘900. Al Museo di Roma in Trastevere un capitolo dedicato alle donne in guerra, con un video-racconto sulle donne curde.

Eventi, premi e sensibilizzazione: un 8 marzo interamente dedicato alle donne

L’8 marzo 2022 a Roma è iniziato però già dalla giornata di ieri, lunedì 7, con la celebrazione in Campidoglio dell’impegno e del talento femminile nella storia e nella contemporaneità. Inizierà infatti la prima edizione del premio “RomaRose – Non solo 8 Marzo”. Un’iniziativa a cui prederanno parte il sindaco Roberto Gualtieri, l’assessora alle pari opportunità Monica Lucarelli e la presidente del consiglio comunale Svetlana Celli.

Ma gli appuntamenti non finiscono qui. Come ricordavamo l’8 marzo non è solamente una riflessione dedicata alla storia e alla realtà delle donne, ma anche e soprattutto un momento di sensibilizzazione sul tema dei diritti umani. Ecco quindi che la Giornata internazionale dei diritti della donna vedrà anche, a Roma, il camper rosa della Polizia di Stato. Un mezzo itinerante, che fa parte del progetto “…questo non è amore” ed è dedicato alla lotta alla violenza di genere.

Saranno tre le tappe nella Capitale, dalle periferie al centro storico, per creare, grazie al mezzo, un luogo in cui informarsi o chiedere aiuto. A bordo del camper sarà infatti operativa un’equipe specializzata contro la violenza sulle donne, composta da psicologi, medici e personale specializzato. I cittadini interessati potranno rivolgersi al team per porre quesiti, raccontare la propria storia o semplicemente avere un consiglio. Chi lo desidera potrà anche scrivere e lasciare un messaggio in una busta chiusa, in un’apposita cassetta.

Un’iniziativa che, insieme alle altre sopra riportate, mira a rendere la Festa della Donna una giornata dedicata al valore stesso delle donne, così come alla loro tutela e all’educazione ai diritti. Una ricorrenza che Roma festeggerà all’insegna della cultura.

Buon 8 marzo!

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Politica

Nuovi fondi per l’Ater di Corviale

Prosegue l’impegno dell’Amministrazione Zingaretti per la rigenerazione del complesso Ater di Corviale. Questo pomeriggio la Giunta regionale ha approvato l’accordo di collaborazione con Roma Capitale e Ater per promuovere l’inserimento dell’immobile di edilizia pubblica nel Piano integrato provinciale.

Fondi dal Pnrr per l’Ater di Corviale

Questa intesa consentirà di poter usufruire dei fondi del Pnrr assegnati alla Città metropolitana di Roma per sostenere ulteriori interventi di rigenerazione urbana a Corviale, attraverso la riqualificazione del patrimonio edilizio, delle aree verdi e dei luoghi di incontro, con l’obiettivo di contrastare fenomeni di emarginazione sociale e disagio abitativo. «Dopo gli investimenti regionali che stanno portando alla rinascita del quarto piano di Corviale con la realizzazione di 103 nuovi alloggi pubblici, la Regione Lazio ha già assegnato all’Ater di Roma 40 milioni di euro di fondi Pnrr per opere di riqualificazione ed efficientamento energetico del complesso di edilizia residenziale, arrivando a un finanziamento complessivo di 90 milioni di euro.

Inserimento nel Piano integrato della Città metropolitana

Con il successivo inserimento dell’ambito di Corviale nel Piano integrato della Città metropolitana sarà possibile disporre di altre risorse per favorire maggiori interventi di recupero urbano ed inclusione sociale», ha dichiarato con soddisfazione Massimiliano Valeriani, assessore regionale all’Urbanistica e alle Politiche abitative. «Grazie al Pnrr, Roma Capitale destinerà ulteriori 50 milioni di euro per migliorare la dotazione di servizi, spazi pubblici e aree verdi di Corviale.

Trancia H

Queste risorse, inoltre, consentiranno ad Ater di continuare la riqualificazione già intrapresa, in particolare nella trancia H, in termini di efficientamento energetico e riqualificazione delle aree comuni. Si tratta di un intervento che consentirà di rigenerare non solo le aree di edilizia residenziale, ma anche i tanti servizi che, nel corso degli anni, Roma Capitale ha già implementato in questo quadrante», ha aggiunto Maurizio Veloccia, assessore all’Urbanistica di Roma Capitale.

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Quarantene e dad. Brutti voti a scuola

Sono arrivati a scuola, in Italia, i risultati delle pagelle, dopo la fine del primo quadrimestre. Secondo i dati, uno studente su due ha brutti voti. Insufficienze in una, due o più materie.

Tuttavia, purtroppo, c’è poco da stupirsi. Questi voti sono infatti il risultato delle difficoltà di studio causato dalla tante (troppe) quarantene dei primi mesi di ripresa scolastica di settembre 2021. Nonché, degli ultimi anni, vissuti in didattica a distanza.

Gli studenti, vittime della continua emergenza

Ecco allora che nelle scuole di Roma ci si inizia a preoccupare, vedendo i risultati dei primi voti. «Purtroppo circa il 40-50% degli studenti delle scuole superiori romane ha avuto in pagella delle insufficienze da recuperare» spiega Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale dei presidi di Roma «soprattutto nelle materie scientifiche, in inglese e in latino: purtroppo assistiamo ad un calo nel rendimento, in gran parte dovuto ai due anni di pandemia. A questo punto rischiamo un aumento della dispersione, soprattutto al biennio».

Ovviamente le insufficienze andranno recuperate e, per farlo, si tornerà ai corsi di recupero in presenza. «Organizziamo i corsi in micro-gruppi da 5 ragazzi, tutti con problematiche simili anche se da classi diverse» ha spiegato Tiziana Sallusti, preside del liceo classico Mamiani. «Portiamo avanti i corsi per le materie di indirizzo, come latino e greco, matematica, fisica e inglese. Le maggiori difficoltà si presentano nelle traduzioni, per le quali l’esercizio in classe è molto importante, e nelle terze classi dove ci sono i ragazzi che hanno iniziato il liceo con la pandemia. Quindi, oltre all’aspetto didattico, c’è anche la componente sociale: le classi non sono affiatate».

Prima la pandemia, ora la guerra

Proprio la componente sociale, così come quella umana, è quella da tenere più in considerazione esaminando i presenti dati. Spaventa proprio, infatti, il fatto che i voti siano il risultato dei vissuti degli studenti italiani, che, già da due anni, stanno risentendo più di altri delle difficoltà provocate dalla pandemia da Covid 19. Un’emergenza che ha tolto loro la quotidianità dell’istruzione, così come della socialità.

In tante scuole superiori della capitale, a riprova proprio di questo, è stato necessario potenziare gli sportelli psicologici. Sono sempre di più, infatti, le richieste d’aiuto dei giovani, che ora potranno usufruire anche del bonus istituito dalla regione Lazio per la salute mentale. Aiuti che speriamo possano aiutarli a migliorare la propria serenità, al di là del rendimento scolastico. Proprio ora che, purtroppo, oltre alla pandemia devono affrontare il concetto di guerra, che sta sconvolgendo l’intera Europa.

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Cultura

Lydia Sansoni, la nuova mostra femminista a Roma

Dal 5 marzo 2022 arriva a Roma, più precisamente alla Casa Internazionale delle Donne, la nuova mostra “L’oggetto femminista. L’arte di Lydia Sansoni negli anni Settanta”.

Una rassegna, curata da Raffaella Perna e organizzata da Archivia, che propone una selezione di circa trenta opere realizzate intorno al 1970 da Lydia Sansoni. Artista legata al movimento di liberazione femminista.

Chi era Lydia Sansoni

Lydia Sansoni nasce a Venezia nel 1930 e, da ragazza, si specializza in scenografia all’Accademia di Belle Arti di Brera, studiando con Enrico Prampolini, pittore emiliano. Il debutto artistico di Lydia risale al 1953, quando viene esposta una mostra personale alla Galleria del Pincio di Roma. Qui, la sua attenzione per il polimaterismo si vena di accenti surrealisti.

La svolta avviene però negli anni Settanta, quando, spinta dalle nuove istanze emerse con il femminismo, Lydia Sansoni inizia a realizzare vignette e illustrazioni per le riviste del movimento. In questi anni collabora a “Effe”. Diventa, inoltre, autrice del libro a fumetti “La prima è stata Lilith” e responsabile, insieme ad Antonella Barina, di “Strix. Giornale di fumetti e altro, fatto da donne”. In questa fase l’artista espone opere composte da scatole di legno e setacci da cucina, entro i quali assembla piccoli objets trouvés. Ovvero, tutta una serie di oggetti rinvenuti tra le mura domestiche, come bigodini, strofinacci o soldatini. Grazie all’estro di Lydia Sansoni, oggetti ordinari, casalinghi, vengono trasformati in racconti sulla condizione della donna all’interno della famiglia borghese occidentale. Opere che raccontano l’essenza di un’epoca e di una storia comune.

Una riflessione sul femminismo

Fu Carla Ravaioli, saggista e politica italiana, a definire il lavoro di Lydia Sansoni «il primo manifesto del femminismo». Ecco allora che la mostra dedicata all’artista diventa un’importante occasione per riflettere sull’intero processo di emancipazione femminile e sul ruolo che ha avuto nella società. Partendo proprio da quella figura di donna che emerge dagli oggetti inseriti nelle sue opere. Elementi che rappresentano una figura relegata esclusivamente al ruolo di moglie e madre, ma che viene, con il movimento femminista, progressivamente abbandonato.

Dacia Maraini, autrice nel 1978 dell’introduzione alla mostra personale alla galleria Il Gabbiano, affermò che Lydia Sansoni si muove «con la sicurezza di chi crede nel valore politico del “fare pittura”. Si accanisce, insolente e seducente, a fare scaturire le grottesche figure della rovinosa farsa dei ruoli sessuali e sociali che hanno inquinato la storia».

La mostra alla Casa Internazionale delle Donne di Roma

Insieme agli assemblage, nella mostra alla Casa Internazionale delle Donne di Roma, viene presentata una selezione di disegni e collage su carta. In questi l’artista lavora sulla relazione tra immagine e parola, per demistificare il sessismo espresso dalla cultura. Così come quello che caratterizza la politica e la religione, dall’antichità al XX secolo.

Quale luogo migliore, per ripercorrere questi importanti tasselli della storia comune, se non proprio la Casa Internazionale delle Donne di Roma? Ecco allora che, dal 5 marzo 2022, si inaugurerà l’esposizione su Lydia Sansoni, aperta al pubblico dal lunedì al venerdì negli orari 15.00 -19.00. Maggiori informazioni sul sito web della Casa Internazionale delle Donne.

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Cultura

Roma, Giornata Mondiale della Fauna Selvatica

Arriva anche a Roma la Giornata Mondiale della Fauna Selvatica, prevista per mercoledì 3 marzo 2022.

Il tema di quest’anno del World Wildlife Day sarà “Recovering key species for ecosystem restoration”, ovvero “Recupero di specie chiave per il ripristino dell’ecosistema”. L’obiettivo è quello di sensibilizzare cittadini e istituzioni sullo stato di conservazione di alcune specie di fauna e flora selvatiche, più criticamente minacciate. Il tutto con un occhio però anche al futuro e alla ricerca di nuove soluzioni per conservarle e proteggerle.

La Giornata Mondiale della Fauna Selvatica

Era il 20 dicembre del 2013 quando l’Assemblea generale delle Nazioni Unite decise di proclamare il 3 marzo la “Giornata Mondiale della Fauna Selvatica”. Una data di certo non casuale: in quello stesso giorno del 1973 venne firmata infatti la Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e di fauna selvatiche, minacciate di estinzione.

L’istituzione di una festa dedicata proprio alla ricorrenza venne stabilita per sensibilizzare e celebrare gli animali e le piante selvatiche del mondo. Affinché si creasse un’occasione di riflessione sulla fragilità della natura selvatica e di tutte quelle specie che, troppo spesso, sono minacciate dall’intervento dell’uomo.

A Roma la festa al Bioparco

Tante le attività che verranno organizzate nella capitale in occasione della Giornata Mondiale della Fauna Selvatica. Tra tutte, ricordiamo gli appuntamenti previsti al Bioparco.

Il Bioparco di Roma ospiterà infatti, proprio in occasione del World Wildlife Day, due giornate dedicate, previste per sabato 5 e domenica 6 marzo 2022.

Il tema sarà proprio “Recuperare le specie chiave per il ripristino dell’ecosistema” e gli esperti del parco, nell’ambito di visite guidate e postazioni tematiche, porranno l’accento sulle principali cause di minaccia di fauna e flora. Nonché, sul ruolo stesso del Bioparco per la salvaguardia delle specie minacciate, come, ad esempio, la tigre di Sumatra.

Il dettaglio delle attività previste al Bioparco di Roma

Tantissime le attività che saranno organizzate. Oltre alla visita guidata “6 a rischio” – un viaggio tra le specie più rappresentative del Parco tra cui il rinoceronte bianco, pinguino del Capo, elefante asiatico – sarà previsto il gioco di abilità “Un ecosistema in equilibrio”. Tramite il divertimento, i più piccoli potranno apprendere il concetto di ecosistema e di estinzione.

“SOS Missione Natura” si chiamerà invece la postazione con materiali sequestrati negli anni dai Carabinieri forestali – come oggetti in pelle di animali selvatici, coralli –  per evidenziare quanto il commercio illegale danneggi molte specie. Un’occasione per capire anche come diventare viaggiatori consapevoli e quali pericoli si nascondano dietro l’acquisto di un souvenir.

“Dal piccolo al grande: l’unione fa la forza!” è il titolo degli incontri ravvicinati con invertebrati, rettili e anfibi. Lo staff del parco illustrerà l’importante ruolo ecologico che ciascuna specie svolge nell’ecosistema.

Infine, dalle 11.30 alle 15.30 i keeper del Bioparco durante i pasti di lemuri, elefanti, scimpanzé, rinoceronti e pinguini – specie a rischio di estinzione – ne sveleranno comportamenti, abitudini e curiosità.

Grazie a tutte queste attività si mostrerà l’importante lavoro del Bioparco per la loro conservazione in natura. Grandi e piccini potranno scoprire così la necessità di tutelare maggiormente l’ambiente e le specie a rischio.

Per prenotare gli eventi previsti per la Giornata Mondiale della Fauna Selvatica al Bioparco di Roma o avere informazioni aggiuntive, cliccare sul presente sito web.

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Politica

Buone pratiche per la Protezione Civile

La Giunta Capitolina ha approvato lo schema di Protocollo d’Intesa biennale tra Roma Capitale e Regione Lazio per la condivisione di informazioni e di metodologie e per lo sviluppo di “buone pratiche” nell’ambito della gestione territoriale e dei modelli di interazione digitale per la Protezione Civile.

Accordo non prevede oneri di spesa

L’accordo, che non prevede oneri contabili e di spesa per l’Amministrazione capitolina, stabilisce in sostanza l’adesione di Roma Capitale al Sistema Informativo della Protezione Civile del Lazio attraverso l’apposito programma SEIPCI (SErvizi Integrati Protezione CIvile), realizzato dall’Agenzia regionale. Sarà possibile in tal modo migliorare l’integrazione e il coordinamento di chi è impegnato sul territorio, rafforzandone efficacia e tempestività di intervento. Lavorando su un unico sistema condiviso, tutti i soggetti coinvolti nella risposta ad una qualunque emergenza potranno infatti disporre contemporaneamente delle informazioni relative a risorse e operatori in campo.

Non necessario distaccare personale della Protezione Civile

Non sarà inoltre più necessario distaccare personale comunale presso l’Agenzia regionale di Protezione Civile, a partire dalla campagna di prevenzione degli incendi boschivi. È prevista una prima fase pilota di interscambio di dati tra Sala Operativa Comunale e Amministrazione regionale.

Il sindaco Gualtieri

«Un passo importante per il rafforzamento – ha spiegato il Sindaco Roberto Gualtieri – con l’obiettivo di mettere i vari soggetti impegnati ad affrontare un’emergenza nella condizione di operare con tempestività e disponendo di tutti gli strumenti necessari. Condivisione di informazioni, nuove tecnologie e presenza sul territorio sono le armi migliori per garantire la sicurezza dei cittadini».

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Roma vicina all’Ucraina, le iniziative della capitale

Continuano ad arrivare notizie sullo scontro Russia-Ucraina e mentre il numero dei morti, tra civili e militari, aumenta, l’intero mondo si mobilita a sostegno delle popolazioni colpite. Tantissime le iniziative e i commenti di pace che tentano di tenere viva l’attenzione sulla necessità di fermare l’offensiva bellica.

Roma è in prima linea, già dalla giornata di ieri, per promuovere incontri a favore dell’Ucraina. Appuntamenti in cui, istituzioni e cittadini, possano far sentire la propria voce ed esprimere il pieno sostegno al Paese.

Le parole del sindaco Gualtieri

Ieri sera, giovedì 24 febbraio 2022, il Colosseo si è illuminato con i colori della bandiera ucraina, mentre per la giornata di oggi il sindaco Roberto Gualtieri ha organizzato una fiaccolata per la pace. La manifestazione partirà alle ore 18 da piazza del Campidoglio e proseguirà fino al Colosseo.

«Condanniamo fermamente l’attacco all’Ucraina e Invito tutte le romane ed i romani a partecipare alla fiaccolata di questa sera. Facciamo sentire la nostra presenza a sostegno del popolo ucraino contro una guerra assurda e pericolosa per il futuro dell’Europa. Facciamolo con i colori della pace» ha affermato il primo cittadino di Roma.

Questa mattina il sindaco, presente all’apertura della seduta straordinaria dell’Assemblea Capitolina dedicata alla crisi del turismo nella Capitale, ha colto l’occasione per ribadire la necessità di una condanna dello scontro.

«Esprimo la ferma condanna per l’attacco della Russia all’Ucraina. Come ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi, si tratta di un’aggressione ingiustificabile e ingiustificata. Voglio esprimere tutta la vicinanza di Roma, città della pace, al popolo e alle istituzioni ucraine in un momento così drammatico che ci riempie tutti di angoscia e di sconcerto. Chiediamo l’impegno della comunità internazionale, che deve essere più unita che mai, per porre fine a questa aggressione e alla guerra».

Le iniziative per la pace nella Capitale

La protesta continua anche nel primo ateneo della città. Flash mob all’Università La Sapienza, che si è attivata per cercare di fare rimanere cinque ragazzi Erasmus. Questi seguivano i corsi dell’Università romana da settembre e hanno finito il loro programma questa settimana. Ora chiedono asilo politico per poter rimanere in Italia. Altri sei loro compagni erano rientrati in patria pochi giorni fa e si sono ritrovati in mezzo alla guerra.

La Sapienza si sta attivando per fare rimanere gli studenti, al grido di “Fate restare i nostri ragazzi”.

Anche l’associazione Arci lancia la protesta.
«Facciamo sentire la voce della società civile, pacifista, in Italia e in tutta Europa! Auspichiamo che si rendano da subito disponibili dei corridoi protetti per consentire alle agenzie internazionali e alle organizzazioni umanitarie un intervento efficace e senza rischi. Siamo vicini e solidali alla società civile pacifista in Russia e Ucraina e sosteniamo con loro tutti gli sforzi necessari per un immediato “cessate il fuoco” e per una ripresa dei tavoli negoziali».

L’Arci parteciperà alle iniziative che sono programmate in moltissime città italiane, concorrendo a promuoverne ulteriori incontri in un’ottica di inclusione, unità e partecipazione diffusa. Prevista per sabato 26 febbraio, in Piazza SS. Apostoli di Roma, una manifestazione a sostegno della causa Ucraina.

Per mercoledì 2 marzo previsto invece il digiuno indetto nei giorni scorsi dal Papa. Accolto anche da Azione Cattolica, che domenica 27 febbraio si collegherà con i fedeli di Leopoli per pregare per la pace.

Già ieri il sostegno delle città e dei partiti

Le iniziative continuano quindi in tutta la città e arrivano dopo le prime mobilitazioni iniziate già nella giornata di ieri. Alle ore 16 di giovedì 24 Enrico Letta, segretario Pd, aveva infatti promosso l’incontro davanti all’ambasciata russa. «È il momento dell’Unità nel nostro Paese, è in gioco la libertà, la democrazia, non ci si può mettere a discutere su questioni di ambiguità. Se non difendiamo l’ Ucraina non difendiamo nemmeno noi stessi. Non era mai successo negli ultimi tempi che si tentasse di risolvere la questione dei confini portando la morte con prove di forza» ha detto il segretario dei democratici.

A Fiumicino, invece, è stata esposta ieri la bandiera della pace, su tutti i palazzi comunali. Il ponte mobile, sul canale navigabile, è stato illuminato con i colori giallo blu. La decisione del sindaco Esterino Montino. «Quello che sta succedendo in Ucraina è gravissimo e riguarda tutte e tutti noi: non possiamo restare indifferenti. Per questa ragione, questa sera il ponte Due Giugno sarà illuminato con i colori della bandiera ucraina, in segno di vicinanza al popolo che sta subendo un attacco violentissimo e che conta già diverse vittime. Vogliamo lanciare un messaggio, nel nostro piccolo, perché si fermi questa follia della guerra».

Da Sant’Egidio, nella notte di ieri, una veglia. Iniziata alle ore 20, nella basilica di Santa Maria in Trastevere, è stata diffusa anche in collegamento streaming con tutti i Paesi in cui l’associazione è presente.
«Non ci si può rassegnare alla guerra come ultima parola, ma occorre chiedere incessantemente la pace» ha ribadito la Comunità di Sant’Egidio che questa. «È la nostra prima, spontanea, risposta alla tragedia che si sta consumando in queste ore in Ucraina. Imploriamo la pace per il bene dell’Ucraina e del mondo intero rivolgendoci a tutti, a partire da chi ha responsabilità sulle nazioni. Invitiamo tutti a unirsi a noi per fermare la follia del ricorso alle armi».

Tantissime le iniziative, quindi, nella capitale, che cerca di far sentire il proprio sostegno all’Ucraina e alla sua popolazione. In una guerra che deve cessare il prima possibile.

Articolo di Camilla Cavalli.